martedì 3 settembre 2024

Ancora sul confronto passato-presente

L'articolo di giornale da me postato ieri sera serviva a mostrare come la percezione intorno al movimento femminile sia sempre stata pessimista se non addirittura catastrofica. Si lamentavano gli stessi problemi di adesso con gli stessi toni di adesso, quindi: o la situazione allora era uguale, oppure a quei tempi esageravano, oppure si esagera adesso.


Per quanto riguarda alcuni parametri di confronto:

- il numero dei partecipanti nell'88/89 era 16, adesso 11, che è senza dubbio insoddisfacente, ma non è che "più squadre ci sono = meglio è", penso che il numero ideale oggi sarebbe 14 e in effetti c'eravamo fino a due anni fa. La pallavolo femminile ne ha 14 e il calcio femminile addirittura solo 10, quindi non è tanto un problema di scarso numero di squadre, quanto del fatto che ci si è arrivati per colpa delle rinunce. Meglio nell'88/89, quindi, però come si legge (e non è percezione ma realtà) c'erano problemi di defezioni e crac societari anche allora.

- presenze nelle coppe: come quantità quest'anno mi risulta che siamo al massimo storico, 6 squadre. Nell'88/89 se non erro eravamo a 1 in Coppa Campioni + 4 in Ronchetti. Chiaramente la qualità di allora non ce l'abbiamo adesso, perché a quei tempi eravamo il miglior campionato d'Europa. Questo lo abbiamo sempre detto anche qui.

- il numero di tesserate è sempre stato segnalato anche qui come il problema più grave rispetto ad allora. Ma quando qualcuno racconta che ai tempi eravamo come la pallavolo adesso, dice balle. Arrivammo a 40.000, forse 50.000 come picco storico, restando comunque una nicchia del maschile. La pallavolo attualmente ha 300.000 tesserate e ha reso il maschile una nicchia del femminile, da questo punto di vista.

- capacità di produrre giocatrici di livello internazionale & risultati nazionale: attualmente abbiamo 2 giocatrici in WNBA più una terza appena scelta al draft. Non mi pare sia una catastrofe rispetto al passato, anzi. Il paragone con l'88/89 è impossibile per quanto riguarda la WNBA (che non esisteva) ma la nazionale non faceva granché meglio di adesso, per cui vedo casomai un divario netto nel livello delle straniere, le quali erano il top assoluto dell'epoca, dato che noi eravamo quelli che pagavano di più.

- presenza televisiva: mah, non ricordo se il campionato fosse trasmesso regolarmente sulla Rai; mi ricordo a metà anni '90 una differita pomeridiana infrasettimanale nel Pomeriggio Sportivo di Rai3, che non era da sputarci sopra (anzi), però i riflettori erano tutti per il maschile già allora. Nell'ultima stagione abbiamo avuto, se non altro, una dozzina di partite su RaiSport, meglio del nulla delle due stagioni precedenti.

- spettatori nei palazzetti: ecco, qui ho un dato oggettivo da fornire, sulla stagione 1988/89 (vedi allegato) ed è la prova che quando si racconta di grandi folle che gremivano festose i nostri impianti, si sta contando favole (salvo poche piazze). L'articolo infatti smentisce che si arrivi a 1000 spettatori di media, anzi dice: questi dati, che sono pure bassi, sono persino gonfiati da alcuni.
Guardate ad esempio il povero Nonino, faceva 100 spettatori di media. Nelle ultime stagioni almeno 300 di media venivano. Milano quest'anno pochi? Sì, ma non è che la Grande Milano di Zanotti e compagne (finaliste scudetto) tirassero folle immense...
Si tenga conto che avevamo il miglior campionato del mondo ai tempi. Nonostante tutto quel po' po' di giocatrici, venivano poche centinaia di persone a vederle. Come se ci fossero Breanna Stewart, Caitlin Clark e compagnia ma non venisse nessuno. Cosa commenteremmo oggi? Che siamo delle capre nel marketing, incapaci eccetera.



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