Alice Pedrazzi annuncia che non sarà più commentatrice tv:
In postazione di commento, ho imparato ad entrare in punta di piedi dentro ad un gesto tecnico che per molti anni è stato mio, ma che non lo era più.
In postazione di commento, ho imparato a guardare con sacro rispetto il sudore ed il talento di altri.
In postazione di commento, ho imparato a maneggiare con cura i sacrifici altrui.
Commentare una partita non è solo conoscere il gioco, le regole, le statistiche, le storie di giocatori e giocatrici, società e tecnici. Tutte condizioni indispensabili, ma non sufficienti.
Commentare una partita è entrare con la propria voce dentro a momenti che sono di altri, è entrare dentro alla storia di atleti e società.
In postazione di commento, ho cercato - dal 2009 ad oggi - di usare il maggior rispetto possibile per il sudore, il lavoro e le emozioni di chi era in campo, maneggiandoli come oggetti preziosi e delicatissimi.
E’ stata, ed è, una passione infinita. Molto prima e molto più che un lavoro.
Che ho sempre cercato di fare con tutto il meglio di me stessa: studiando per notti intere e ore ed ore prima di ogni partita, rivivendo sulla pelle emozioni, paure e difficoltà. Non giudicando, ma provando a spiegare.
E’ stato un viaggio bellissimo, quello iniziato nell’estate del 2009, con RaiSport, tra campionati maschili e femminili, infinite sfide, finali scudetto, Mondiali ed Europei.
Un viaggio che non avrei mai deciso di interrompere se non per un amore altrettanto grande, che mi porta - se possibile - ancora più vicino a quel rettangolo di legno per me da sempre sacro: il campo.
La promozione in serie A1 delle Giraffe del BCC Derthona Basket, una soddisfazione profonda ed intensa, mi porta, per correttezza, trasparenza e rispetto di ruoli e responsabilità, a togliermi quella cuffia che tanto amo.
Voglio ringraziare con tutto il cuore Raisport, per la fiducia e la stima che mi ha dimostrato negli anni, e tutti i professionisti con cui, nel tempo, ho avuto l’onore di condividere questo bellissimo cammino, molti dei quali - oggi - sono amici anche a telecamere spente.
Il mio grazie più sincero va a Max Mascolo, sempre presente, con ruoli ogni giorno più importanti, diventato in questi bellissimi anni amico sincero, al mai dimenticato Franco Lauro, con il quale ho fatto la mia prima telecronaca al Taliercio di Mestre - a Mauri Fanelli, per il lunghissimo tratto di strada fatto insieme e per ciò che è stato ed è anche ben lontano dal parquet e a tutti i tanti giornalisti che in questi lunghi anni ho incontrato in postazione di commento.
Raisport sarà sempre nel mio cuore.
E chissà, magari quello di oggi è solo un arrivederci.
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