domenica 22 settembre 2024

La Supercoppa ribadisce che Venezia è la numero 1 ma non boccia Schio senza due straniere

- Per fortuna che c'è il campo. La cappa mefitica e depressiva che ha avvolto la nostra A1 per tutta l'estate (tra le defezioni di Bologna, Ragusa, Roma e il coinvolgimento della Reyer nell'inchiesta ai danni del sindaco-patron Brugnaro) lascia spazio all'aria frizzante di fine settembre e a una Supercoppa più che godibile. In una cornice da 3233 spettatori, per nulla depressa dai triboli dei mesi scorsi, anzi con lo stesso entusiasmo delle radiose giornate lagunari dello scorso maggio.


- Venezia ribadisce la leadership strappata a viva forza alle rivali in una finale scudetto dominata oltre ogni aspettativa; stavolta s'impone di misura ma con l'autorità di chi si sente più forte e può giocare sorniona, senza dannarsi troppo, gestendo un margine mai di sicurezza e tuttavia mai recuperato da Schio, tranne un brevissimo pareggio a metà 3° quarto (51-51). L'unico vantaggio delle Cestariane è stato... sul 2-4 dopo 1'30". Poi c'è stata una serie di mini-spallate lagunari, toccando un +11 verso metà 2° periodo con Kuier e Berkani a imperversare, come se dalla finale scudo fossero passate 48 ore e non 4 mesi.
Dopo aver segnato 37 punti in 14 minuti, le suddite di San Marco hanno avuto un passaggio a vuoto tra fine 2° e inizio 3°, di cui ha approfittato Schio (prima con Bestagno, poi con Verona) per arrivare, come detto, all'aggancio. Ma da lì Venezia ha ricostruito un vantaggio che ha difeso fino in fondo. Sì, sul 79-78 a poco meno di 3', dopo un tecnico a Berkani, poteva ovviamente succedere il ribaltone, ma Schio ha perso la palla del sorpasso e Venezia lì è stata micidiale, come se dicesse "ok, la ricreazione è finita"; e Villa ha servito due assist per Nicolodi, mentre Kuier ha segnato una gran tripla e la difesa ha recuperato palloni: parziale di 8-0 e partita chiusa.

- Alla fine 88-81. Entrambe le squadre curiosamente con un 20/28 in lunetta; ma Venezia tira con oltre il 50%, Schio col 45% e tanto basta a fare la differenza, a fronte di rimbalzi offensivi più o meno pari, e più perse per la Reyer. Kuier 24 punti con 4/7 da 2, 4/5 da 3, 4/4 ai liberi, 33 di valutazione (my gosh); :woot: Berkani 18 con 7/11 al tiro, Villa 8+10 assist, Stankovic 12.
Per le battute, Salaun 22, André 14, Verona 13, Bestagno 10.

- In sintesi, entrambe le squadre, per essere la prima uscita ufficiale della stagione, hanno fatto ampiamente il loro; Venezia ha vinto perché ne aveva di più, con Kuier Berkani ancora smaglianti (e se Kuier ormai è sempre questa, auguri alla concorrenza...), con una Villa intelligente e concreta assist-woman, e una staffetta tra operaie utilissime come Miccoli e Nicolodi. Buona impressione anche da Stankovic; non esaltante ma nemmeno negativa Smalls. Così-così, ma non dannose in un collettivo che funziona, Fassina e Santucci; spunti validi da Pan prima di farsi male (non sappiamo la diagnosi).
Le ex tricolori peraltro non demeritano, e possono essere giudicate solo parzialmente, avendo dovuto fare a meno di metà del pacchetto straniero: Juhasz Dojkic trattenute in America per cause di basket maggiore (così come Cubaj sull'altro fronte, ma il danno era minore). Si consolano con la sensazione di aver trovato un asso in Salaun e ripreso un bel pilastro d'area come André; insipida invece Laksa (nell'occasione, s'intende). Tra la "vecchia guardia" bene Bestagno e Verona, non male Sottana, sottotono Keys.
In prospettiva il sospetto è che, a ranghi completi, ci sia fin troppa abbondanza fra le esterne (l'undicesima e la dodicesima potrebbero essere Panzera e Zanardi...) e un po' meno ben di Dio in area. Ci sarà anche da definire le gerarchie (tante ottime ma chi sono le leaders assolute?), che invece a Venezia sembrano già chiare.

- Ancor più chiaro, anzi lampante, è che, sparita Bologna, per la concorrenza non c'è trippa, quest'anno, salvo imprevedibili cataclismi. Venezia e Schio hanno due squadre a testa, non una. Per l'Umana 11 giocatrici che sarebbero titolari dovunque, per il Famila addirittura 12. Le altre al massimo hanno un quintetto forte e due-tre cambi validi. Ok, gli impegni europei sottrarranno energie, ma anche le due antagoniste più accreditate, Geas e Campobasso, faranno le coppe, quindi nemmeno sotto quell'aspetto possono avvantaggiarsi. Ma l'importante per ora è che ci sia vita dopo l'estate di morte.



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