Gara-1 play-in derby: grossa occasione persa da Venezia; grossa prova di sopravvivenza da parte di Schio.
L'Eurolega conferma che, a differenza del campionato, qui i valori delle due rivali sono vicini. Anche perché il Famila si presenta senza Zanda e Badiane (tralasciando Panzera, fuori a tempo indeterminato) e con Verona non al meglio.
La Reyer aveva la partita in mano sul 50-38 a metà terzo quarto, con assalti al ferro e tiri dalla media ben riusciti, soprattutto delle sue straniere, ma anche con spunti di Pan e Fassina che spesso sono aghi della bilancia. Schio invece era in stato confusionale.
Nel finale del terzo quarto però entra in scena Sottana che rianima Schio, soprattutto quando Venezia, con due assist di Villa, aveva respinto la prima reazione scledense; ebbene, la veteranissima segna 5 punti di fila e smazza un paio d'assists di cui uno per André allo scadere.
Sul 57-53 al 30' la partita è del tutto riaperta e si ha una sensazione di "déjà vu".
L'attacco veneziano gira a vuoto (contro la zona), fa 2 punti in 5 minuti; Schio pareggia con una tripla di Laksa, poi sorpassa con una di Conde (61-62).
Seguono due minuti e mezzo pirotecnici con scambio di canestri e sorpassi: Charles da 2, poi Keys da 3, poi Charles da 3 (66-65), Cubaj stoppa Shepard con grande tempismo e potrebbe essere la giocata della partita, ma Venezia non la capitalizza. Resta a secco negli ultimi 2'20" pagando, a mio modesto, la mancanza di una leader sicura a cui affidare i palloni decisivi.
Dall'altra parte Verona, fin lì opaca, realizza in entrata (66-67 a -1'30"). Charles prende iniziative senza esito ma anche Schio sbaglia (0/2 in lunetta Shepard, entrata Conde).
Il guaio per Venezia è che arriva in fondo con un solo fallo subito, così Schio mangia secondi commettendo falli tattici; interminabili lungaggini all'instant replay; poi Holmes butta giù Zanardi (silenziosa ma utile) per liberarsi ed è sanzionata di fallo offensivo.
A 2 secondi dalla fine Laksa sbaglia il primo libero e segna il secondo, scelta poco astuta ma Venezia non ha timeouts; riesce solo ad abbozzare un lancio da metà campo con Dojkic, senza speranze.
Quindi 66-68 per Schio che adesso, se recupera le assenti, avrà un triplo vantaggio: del campo, del roster e della botta psicologica che ha rifilato alle avversarie.
Bel pubblico al Taliercio (con ovvio contributo scledense): 2873 spettatori.
Nelle altre partite spicca la vittoria di Saragozza (che alle F6 giocherebbe in casa) sul campo di Praga.
L'Eurolega conferma che, a differenza del campionato, qui i valori delle due rivali sono vicini. Anche perché il Famila si presenta senza Zanda e Badiane (tralasciando Panzera, fuori a tempo indeterminato) e con Verona non al meglio.
La Reyer aveva la partita in mano sul 50-38 a metà terzo quarto, con assalti al ferro e tiri dalla media ben riusciti, soprattutto delle sue straniere, ma anche con spunti di Pan e Fassina che spesso sono aghi della bilancia. Schio invece era in stato confusionale.
Nel finale del terzo quarto però entra in scena Sottana che rianima Schio, soprattutto quando Venezia, con due assist di Villa, aveva respinto la prima reazione scledense; ebbene, la veteranissima segna 5 punti di fila e smazza un paio d'assists di cui uno per André allo scadere.
Sul 57-53 al 30' la partita è del tutto riaperta e si ha una sensazione di "déjà vu".
L'attacco veneziano gira a vuoto (contro la zona), fa 2 punti in 5 minuti; Schio pareggia con una tripla di Laksa, poi sorpassa con una di Conde (61-62).
Seguono due minuti e mezzo pirotecnici con scambio di canestri e sorpassi: Charles da 2, poi Keys da 3, poi Charles da 3 (66-65), Cubaj stoppa Shepard con grande tempismo e potrebbe essere la giocata della partita, ma Venezia non la capitalizza. Resta a secco negli ultimi 2'20" pagando, a mio modesto, la mancanza di una leader sicura a cui affidare i palloni decisivi.
Dall'altra parte Verona, fin lì opaca, realizza in entrata (66-67 a -1'30"). Charles prende iniziative senza esito ma anche Schio sbaglia (0/2 in lunetta Shepard, entrata Conde).
Il guaio per Venezia è che arriva in fondo con un solo fallo subito, così Schio mangia secondi commettendo falli tattici; interminabili lungaggini all'instant replay; poi Holmes butta giù Zanardi (silenziosa ma utile) per liberarsi ed è sanzionata di fallo offensivo.
A 2 secondi dalla fine Laksa sbaglia il primo libero e segna il secondo, scelta poco astuta ma Venezia non ha timeouts; riesce solo ad abbozzare un lancio da metà campo con Dojkic, senza speranze.
Quindi 66-68 per Schio che adesso, se recupera le assenti, avrà un triplo vantaggio: del campo, del roster e della botta psicologica che ha rifilato alle avversarie.
Bel pubblico al Taliercio (con ovvio contributo scledense): 2873 spettatori.
Nelle altre partite spicca la vittoria di Saragozza (che alle F6 giocherebbe in casa) sul campo di Praga.
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