Diavola d'una Reyer. In campionato stenta, ciàncica, soffre pure con le medio-piccole; in Eurolega dà il meglio. E' così da inizio stagione ed è difficile capire perché. Fatto sta che se la serie contro Schio si fosse già chiusa sul 2-0 per Venezia, ci sarebbe poco da eccepire, stante il "predominio territoriale" esercitato dalle Mazzoniane in ambo le partite, salvo sciupare la prima per demeriti propri ma anche per l'orgoglio del Famila. Il quale però appare giunto all'appuntamento in calo di condizione; ha meno energia della rivale; non riesce a far valere quel gap di talento a suo favore.
La Reyer dunque spezza il tabù stagionale al quinto tentativo contro le scledensi nel giorno in cui la tavola sembrava apparecchiata (forse più per motivi psicologici che tecnici) per il trionfo avversario. Se non fosse che è sempre sbagliato proiettare l'esito di un episodio della serie su quello successivo (cioè pensare che i rapporti di forza saranno identici la volta dopo), verrebbe da dire che Venezia è favorita per gara-3.
Dopo due quarti di battaglia a vantaggi minimi da una parte e dall'altra, è nel terzo che la bilancia s'è messa a pendere, senza più raddrizzarsi, dalla parte reyerina. Senza break eclatanti, ma con un lavorìo ai fianchi che ha prodotto quei 5-6 punti di scarto che, con piccole oscillazioni, sono arrivati sino in fondo.
Un episodio-chiave è stata l'uscita per infortunio di André, top scorer arancione nei primi 20 minuti; ma il predominio di Venezia era già scattato. Schio pagava il deficit d'intensità sotto forma di rimbalzi offensivi concessi, di palle perse nei momenti topici, ma pesavano anche tiri liberi lasciati sul ferro, indice forse d'inattesa tensione. Il rientro di Zanda e Badiane non ha portato un valore aggiunto rispetto a gara-1.
Holmes (19 punti) è stata l'individualità che ha più fatto la differenza, colpendo da sotto e da fuori con identica ficcanza, laddove invece nessuna è riuscita a salire in cattedra per il Famila (vanescenti soprattutto Conde e Laksa). Il quale, dopo aver subìto il break, s'arrangiava più di rappezzi occasionali che di vere reazioni. Come nel 4-0 nella stessa azione che leniva i danni da meno 8 a meno 4 a fine 3° quarto (53-57). O una tripla di Zanda per il meno 3 all'inizio dell'ultimo, o ancora un canestro-e-fallo (peraltro sbagliando l'aggiuntivo) di Shepard, 19 punti, per il meno 5 a 5' e rotti dal termine.
Ma la Reyer ha saputo ripartire ogni volta che sentiva il fiato scledense sulla nuca. Non ha avuto effetti tangibili il passaggio a zona delle scledensi. Emblematica la tripla da 8 metri di Dojkic per il 60-68 a 5' dalla fine.
Poco dopo, altra giocata-simbolo, con Santucci che scippa Zanardi a metà campo, con tanto di botta al viso per la bresciana di Schio, che rimaneva al suolo mentre l'emiliana della Reyer depositava in contropiede il +10 (62-72) a -3'30".
Un ultimo sussulto scledense, 66-72 a -2'40", veniva spento con grande padronanza da un giro e tiro di Holmes e da un rimbalzo offensivo di Cubaj (66-76 a -1'40").
Tardivi un paio di lampi dall'arco di Zanda, che peraltro commetteva poi una banale persa su rimessa, segnando la resa. Finale 72-79 e ci si rivede martedì 3 al Taliercio.
Un dato significativo: le prime due marcatrici di ambo le squadre hanno avuto 19 e 13 punti (ovvero Shepard-Zanda per Schio e Holmes-Dojkic per Venezia) ma la Reyer ha avuto 7 giocatrici fra i 4 e i 9 punti, simbolo di una vittoria del collettivo.
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