lunedì 11 febbraio 2008

[A2] - Resoconto di Geas-S. Bonifacio

Sabato il Comitato ha fatto ritorno al PalaFalck per Geas-S. Bonifacio.

Non è passato molto tempo, ma quante cose sono cambiate dall'ultima volta. Nell'aria si respira, palpabile, una cappa di piombo, che non è il famigerato smog milanese bensì l'imminente e ineluttabile ritorno del Grande Imbonitore al governo. :cry: E' il sabato del Carnevale ambrosiano, ma quasi nessuno ha voglia di scherzare (a parte una spettatrice truccata da pagliaccio), i musi sono lunghi, il nervosismo e lo scontento sono palpabili.
Siffatto clima si riflette nel dopopartita, in cui coach Galli, nonostante la vittoria di 21 punti, è incazzato nero: "Peggior partita dell'anno, abbiamo vinto solo perché San Bonifacio ha fatto peggio di noi. Mi chiedo se le giocatrici si accontentano della mediocrità, visto che ormai abbiamo raggiunto i 30 punti che ci eravamo posti come obiettivo a inizio stagione, oppure se vogliono ottenere traguardi davvero importanti. Oggi non hanno fatto nulla di quello che avevo chiesto. Certo, i problemi alla schiena di Rios ci condizionano, però è stato uno schifo al cazzo". :grr: No, l'ultima espressione non l'ha detta così, però il senso era quello.

A dire il vero, io non ho visto tutto 'sto obbrobrio. O meglio, il 1° quarto sì. Ma dopo il Geas ha giocato decentemente, sia pur contro un avversario parso modesto e in cattiva serata. L'inizio però obiettivamente è stato una ciofeca.
Meno male che metà del pubblico, forse per imitare quello dei Los Angeles Lakers, è arrivato ampiamente in ritardo. Non si sono persi molto, anyway. Da una parte la difesa a zona del Geas ha messo a nudo i limiti di San Bonifazio, la cui unica idea era tirare da 3, però senza prenderci: 1/10 nel 1° quarto. E quando non era da 3 era da 5 o 6 metri: in tutto 3 tiri dentro l'area in 10 minuti. L'inglese Gamman pressoché inesistente, merito anche della buona guardia che le han fatto le lunghe sestesi; la star della Peluche League Zambarda si riscatterà più avanti con qualche canestro in velocità ma per ora spadella da 3 e basta. Dall'altra parte però c'erano Rios e Calastri che sbagliavano un tiro da sotto dopo l'altro. La cubana ha appunto dei problemi alla schiena che rischiano di compromettere il resto della sua stagione, e forse anche le ambizioni del Geas in chiave-playoff. Tocchiamo ferro. Fatto sta che ha sbagliato delle cose incredibili, facendo 0/6 nel 1° quarto.
Per la Calastrona nazionale il discorso è diverso. E' partita anche lei imprecisa (1/5 nel 1° quarto), poi è andata decisamente meglio, come avremo modo di raccontare. A codesti erroracci da sotto delle due torri si è aggiunta la versione fantasma di Michela Frantini. :o: La Favoritissima non era solo imprecisa, ma anche fuori partita in tutti gli aspetti del gioco, tant'è che ha tirato pochissimo (0/5 alla fine, 2 punti dalla lunetta) e non ha mai piazzato neanche qualche contropiede dei suoi. Cose che capitano, di sentirsi un ameboide. Frustrante, ma succede.

Per completare il quadro depressivo del quintetto Geas, c'erano un'Arturi che inizialmente si limitava allo smistaggio palloni (poi invece è stata protagonista) e una Marulli che sta soffrendo per il recente calo di minutaggio, ha avuto un periodo di cattiva salute che le ha fatto perdere il buon ritmo della prima parte di stagione e in sostanza è stata anche lei evanescente (0/2 al tiro) e poi "archiviata" in panchina. Il suo boyfriend, del quale non diciamo né il nome né il... Nick (!) :ridi: perché qua pettegolezzi non se ne fanno, in tribuna a fianco a noi la prende con filosofia.
La ciliegia sulla monnezza del 1° quarto è una forzatura di Crippa dall'angolo, affrettata, che lascia 10" abbondanti a San Bonifazio, così Gibellini (che ha lo stile di tiro di una lanciatrice di peso, ma è efficace) segna il suo secondo tiro da fuori consecutivo ed è un eloquente 7-9 alla sirena del 1° quarto.

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In quest'immagine un UFO... nel senso di "giocatrice in entrata, non identificata": Ponchiroli? Non sono fisionomista. Si nota però, in difesa, la "Puffina" Dal Cer, idola di Ezio & company di Imbecilli.it

Però la differenza tra una squadra come il Geas e una come San Bonifacio è che quest'ultima, se il quintetto fa cilecca, non sa più a che santo votarsi, mentre Roberto Galli ha estratto dalla panchina tre tipette come Crippa, Censini e Ponchiroli. Che infatti quando entrano si dimostrano più in vena delle sostituite e segnano un cambio di marcia. Censo sblocca l'impasse con una bombetta in avvio di 2° quarto. Quattro contropiedi quasi di fila, di cui 3 di Crippa e uno di Ponchiroli, propiziano il break a metà del 2° quarto (22-14). SuperVera poi è la solita che arriva su tutti i palloni e garantisce un sacco di secondi tiri, :yes: cosa che per la verità riesce un po' a tutto il Geas vista la non irresistibilità delle lunghe venete: 20 rimbalzi in attacco alla fine, mica noccioline. Quanto al Generale Censo, tiene un profilo abbastanza basso, tira poco (2/6 in 26'), non forza, evidentemente attende ancora di trovare la miglior condizione, anche se non siamo riusciti ad agganciarla nel dopopartita per chiederglielo direttamente.

Intanto, sul finire del 2° quarto, ecco la Calastri che vorremmo sempre vedere: ricezione spalle a canestro in area, con buon lavoro per prendere posizione, un paio di palleggi, giro e appoggio di sinistro in estensione. Davvero ottimo per tecnica ma anche per velocità di esecuzione. E poco dopo si ripete con un altro giro in area, stavolta concluso con una normale sospensione ravvicinata. Un'impressione ci coglie: grossi progressi per Cala sul piano della mobilità. :clap: Confermata subito dopo da una corsa in contropiede per ricevere l'assist di Crippa e subire fallo; purtroppo poi fa 0/2, ma intanto queste corse fino a 1-2 mesi fa se le scordava. E' comunque un contropiede continuo per il Geas (e Rios se ne mangia uno confermando la serataccia), visto che le veronesi perdurano nello spadellamento e i rimbalzi sono quasi tutti per Sesto.
Prima dell'intervallo San Bonifazio limita i danni a -5 (31-26) ma l'impressione è che il Geas possa andarsene via quando vuole.

Nella ripresa Sambo alterna uomo e zona, ma è punita dal primo canestro di Rios e da un triplone frontale di Arturi. Un paio di sfondamenti consecutivi frena l'allungo, ma la difesa è sempre a tenuta stagna e quando Ponchiroli subisce antisportivo su assist di Frantini, si arriva a +13, poi limato a +12 a fine 3° quarto (47-35). Per Vera 6 punti in questo periodo di gioco.

La partita non ha più molto da dire. Nell'ultimo quarto gli arbitri aggiustano la statistica sui falli fischiando il triplo di prima, sicché si va in lunetta di continuo, soprattutto Arturi che però fa solo 8/16. In realtà è l'unica pecca della sua partita, perché per il resto la play gioca un ottimo 4° quarto (almeno a nostro modesto, poi Galli ne sa di più e magari non gli è piaciuto comunque), alternando gestione della palla a iniziative individuali come un paio di begli arresto-e-tiro dalla media. Alla fine per lei 17 punti, Crippa idem, 12 di Calastri, 10 di Ponchiroli.

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Michela Frantini segna dalla lunetta uno dei suoi unici 2 punti della partita


C'è tempo per deliziarci con Calastri che segna in "reverse" su penetra e scarica di Arturi subendo fallo per il +16 (56-40), e poi per morderci mani, gambe e oggetti a portata di mano per un contropiede barbinamente fallito dalla stessa Cala su assist di Frantini. Quando si libererà da 'sto tallone d'Achille degli errori da 1 metro, avremo una grande giocatrice. Rios invece, dopo aver strappato applausi con un tap-in rovesciato su tiro libero sbagliato da Arturi, dimostra che la mira in fondo non l'ha persa, centrando perfettamente Lovato con una possente gomitata. :alienff: La povirazza si rotola per terra per parecchi minuti, poi arrivano gli infermieri. Vabbè, finisce 70-49, non sarà stato granché lo spettacolo ma neanche un cesso.

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Il contropiede tragggicamente fallito da Alessandra Calastri: però almeno ci è andata, bevendosi tutto il campo... Sullo sfondo si notano gli infermieri che rimettono in sesto la povera Lovato


Dopopartita

Detto dell'ira funesta di Galli, ecco altre public relesions del Comitato. Uno dei due interlocutori, nei dialoghi che seguono, è appunto il Comitato, l'altro il personaggio di turno.

- Ciao Cala, come va?
- Bene. Te?
- 'Somma. Stato malato 3 settimane.
- Ah.
- Ehi, mi sei piaciuta stasera.
- Grazie.
- Cioè, ti sei mangiata qualche canestro di troppo, però ne hai anche fatti alcuni belli.
- Eh sì, quel contropiede alla fine, mi sarei ammazzata.
- Però intanto eri lì a farlo, quel contropiede. Cioè, rispetto all'ultima volta ti ho visto progredita un casino come mobilità e velocità.
- Mi fa piacere. Cià, ora vado a fare la doccia.
- Magari ci vediamo anche dopo.
- Okay, ciao.

- Buonasera, dottor Arturi.
- Ci conosciamo?
- Sono .... della ....
- Ah, sì, ho capito. Era da un po' che volevo conoscerti, in effetti. Leggo sempre le tue robe. Ma sai che ne scrivi tante, di stronzate?
- Eh, lo so, lo so. Ma è un onore per me che lei le legga.
- Per forza, il convento non passa altro. Ma toglimi la curiosità, lo fai di mestiere o no?
- Macché, di mestiere faccio il redattore di libri scolastici.
- Ah, meno male, temevo che fossimo colleghi.
- Grazie davvero, dotto'.
(No, il discorso non è andato così, anzi il Sommo è stato di una gentilezza che mi ha quasi commosso, mi sarei accontentato che considerasse la mia esistenza, e invece mi ha pure presentato alla moglie, la leggendaria Rosi Bozzolo. Momento da raccontare ai posteri).

- Ciao, Vera.
- Ciao, come stai?
- Sono appena guarito dopo 3 settimane, così finalmente ho potuto tornare a vedervi.
- Eh, non è stata granché stasera.
- Sì, il primo quarto proprio brutto, però poi neanche male. Tu hai giocato bene comunque.
- Graz.
- Senti una cosa... mi ha detto un uccellino che c'è qualcuno che vi sta facendo offerte per il torneo di Binzago... guarda che dovrà passare sul mio cadavere.
- Ah ah. Tranquillo.
- No, perché dopo Mastella, non vorrei altri tradimenti.
- Va bè, ci vediamo, eh.
- Ah, solo una cosa... Michela è ancora dentro?
- Sì, ci mette sempre un sacco, lei.

Intanto passa una Selene Marulli come sempre da applausi nella sua versione in borghese. :clap: Sta per andare a una festa di carnevale col moroso. Il quale moroso ha la mia stessa età. E ho pensato: certo che la vita può essere diversa. C'è chi va alla festa con la fidanzata giocatrice e chi invece deve tornare a casa appena possibile perché le figlie piccole si svegliano di continuo e la moglie sclera. Non dico cosa sia meglio o peggio, dico solo che ci sono delle differenze di fondo. :shifty: Intanto, mentre Selene è alle prese coi genitori, do di gomito al suo tipo.
- Senti, ma le lasci portare i tacchi?
- Lo so, coi tacchi è più alta di me, ma a me non piacciono le ragazze basse. Mi va benissimo così.
- In effetti... è solo un pregiudizio.
- Eh, già.
- Eh, sì.

Ormai sono tre quarti d'ora dopo la fine della partita. Esce o non esce? Oh, finalmente esce (Michela Frantini, s'intende).
- Miky! Ciao.
- Ciao.
- Come va?
- Malissimo. Uno schifo.
- Per come hai giocato?
- E certo. Ho fatto cagare sotto tutti i punti di vista.
- Eddai, capita che il tiro non entri, forse è un periodo un po' così, visto che è la terza partita di fila...
- Ma non è solo una questione di tiro, stasera non riuscivo proprio a fare niente. Infatti ho tirato poco proprio per questo.
- Mi dispiace.
- Be', è meglio se non ne parli, di questa partita.
- In effetti Galli era incazzato nero.
- Appunto. Senti, adesso devo andare.
- Ah sì, scusa. Sai, è che ti ho aspettato 40 minuti...
- Sì, ci ho messo un po' a far la doccia. Ma non sono l'ultima. Cala è ancora dentro, ad esempio. Forse perché è più grossa, ci mette di più.
- Eh eh. Già, è probabile.
- Va be', ciao, ci vediamo.
- Ciao, buona serata.

Così va il mondo.

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