lunedì 25 febbraio 2008

[A2] - Resoconto Geas-Carugate

Sabato sera presenza d'obbligo al PalaFalck per il derby Geas-Carugate.

Nonostante i pronostici non prospettino una partita equilibrata, il clima da derby si sente abbastanza, se non altro per la presenza in parterre di numerose "facce" del basket lombardo. :o: A parte il redivivo Paolo Ganguzza, che com'è noto è stato recentemente ingaggiato da Carugate come dirigente, notiamo subito una folta delegazione da Rho (Biscari, Bosio, Bonalumi, Bassani più Colombera che è un prestito Geas) e un'altra da Biassono ("Fifi" Scudiero, "Non so" Gariboldi e Laura Barbieri). In seguito altri avvistamenti: Ennio Bianchi (doppio ex avendo allenato sia Geas, nella notte dei tempi, che Carugate, fino all'anno scorso), i genitori Maiorano e i genitori Rovida. E ovviamente il presidentissimo carugatense Mirarchi. Se qualcuno non è stato citato, non è che lo sto snobbando, è semplicemente che non l'ho visto. Doveroso però citare l'abbigliamento di Claudia Biscari: gonna variopinta di media lunghezza e stivali. In un ambiente di jeans, casual e minimalismo asessuato, fa sempre notizia. A proposito, un altro resoconto della serata si trova proprio sul blog di Claudia.

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Vera Ponchiroli afferra il primo pallone della partita dopo la contesa.

A partita iniziata, come da consuetudine per i veri vip, arriva il fiancé di Selene Marulli (ma forse è meglio togliere l'anonimato stabilito la volta scorsa e dire che si chiama Nicola, poi se vuol anche dire come si chiama su 'sto forum faccia lui...). Proprio la Selene nazionale è in quintetto per il Geas, dal quale sono fuori Rios, immaginiamo per i soliti problemi alla schiena, e a sorpresa anche Frantini. C'è invece Crippa, reduce dai 30 punti segnati a Bologna. "Bulldozer" sembra continuare sulla stessa strada quando si procura subito 2 tiri liberi e li segna.

Ma è un'impressione doppiamente sbagliata. Intanto perché di tiri liberi il Geas non ne avrà più fino all'inizio dell'ultimo quarto (sigh), per via di un arbitraggio non scandaloso (episodi grossi non ce ne son stati, salvo un'entrata di Arturi con malmenamento non fischiato) ma che sicuramente non ha fatto bene al basket.
E poi perché Crippa non è affatto la stessa di 7 giorni prima, anzi quei suoi 2 punti saranno gli unici (0/7 dal campo alla fine), sembra stranamente fuori giri anche in difesa, dove Gottardi le va via più volte con la solita classe, inventando 3 canestri in "serpentina" per il 6-9 Carugate al 3'.

Vista l'inferiorità fisico-tecnica, la ColdAir la mette giustamente sul piano dell'agonismo, attaccando forte l'area, buttandosi a rimbalzo in attacco con lunghe, piccole e medie, con il Geas che ci mette un po' a carburare. Chi ci pensa a sbloccare la Tuv? Ebbene sì, proprio lei, Michela Frantini, che già verso il 5' è in campo al posto di Crippa. Intanto prende in consegna Gottardi e le concede molto meno, anzi diciamo pure ben poco, visto che da lì in poi la Silvia nazionale (anzi, visto che il termine è un po' abusato, diciamo pure intercontinentale, lo merita) segnerà solo 2 volte su contropiede e 5 volte in lunetta, per un totale comunque rispettabile di 15 punti, ma senza incidere più sull'andamento.

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Michela Frantini in marcatura su Silvia Gottardi. Pure a 8 metri dal canestro le sta addosso. Si vedono anche Erika Silipo e, sullo sfondo, Annalisa Censini.

Ma è in attacco che la nostra Miky fa il botto. Dopo il primo sorpasso firmato Arturi (10-9), Frantini segna i successivi 11 punti del Geas con una mitragliata multipla da 3 triple più un canestro da 6 metri. Complice anche qualche dormita difensiva di Carugate, però non è stato male come spettacolo. "Spara, spara, spara, Miky", canta il pubblico parafrasando una celebre canzone di Samuele Bersani, che dice pure "ti ho detto di mirare" (più adatta di così). No, ovviamente è un'immaginazione mia, però ci stava bene. Sembrava proprio la Miky del famoso derby con Carugate della scorsa stagione, o, meglio ancora, della partita contro i Black Sheep all'ultimo torneo di Binzago... :wub:
Vabbè, fatto sta che il Geas va 21-14 e poi 23-14 allo scadere del 1° quarto quando Arturi ruba palla a metà campo e deposita in contropiede.

Sarebbe ingeneroso nei confronti di Carugate dire che la partita è finita lì, perché la squadra di Agazzi non ha mai mollato, e ad esempio si è riportata a -1 verso metà 2° quarto, con una spruzzata di zona (anche box-and-one con Silipo su Frantini) e il gioco che si "impaludava" per via dell'arbitraggio permissivo. :angry: Però la sensazione era che il Geas, appena cambiava marcia, faceva il vuoto. Si è così andati avanti con continui mini-strappi Tuv e mini-recuperi ColdAir. Prima dell'intervallo il Geas riguadagna 8 punti di margine con un 6-0 in cui si nota Calastri: prima porta un blocco monumentale per Frantini che però sbaglia, poi rifila due stoppate consecutive, facendo pesare la stazza superiore rispetto alle lunghe di Carugate (Ermito e Scibelli, più sprazzi di Polini) che non superano l'1.80.

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Tentativo da fuori per Rios. Dopo una partenza difficile, si è sbloccata nella ripresa.

Nella ripresa si va avanti un po' per inerzia, con Carugate che in un paio di frangenti riesce a risalire, ma viene abbastanza rapidamente ricacciata indietro. Dopo il -6 a inizio 3° quarto, un gran bell'assist di Arturi per Calastri dà il via a un break di 9-0 col quale il Geas allunga a +15 dando bene la palla dentro, sia a Calastri che a Rios, la quale si sblocca segnando tutti i suoi 11 punti dopo l'intervallo, compensando l'imprecisione con vari rimbalzi in attacco. Che sia menomata è lampante, però mezza Rios è comunque sufficiente a far la differenza a tratti... :woot:
Dall'altra parte sono le giovani Scibelli e Occhipinti le più intraprendenti (11 punti l'una, 15 l'altra), mentre Ermito non conferma le 3 prove consecutive in doppia cifra, anche se non dispiace per mobilità (a dispetto dell'innegabile, ahilei, sovrappeso) e trattamento di palla. Su Brioschi, invece, la gente si chiede come mai non tiri nemmeno se la pagano (cioè, immagino che la paghino, ma è un modo di dire): 2 tentativi in 35 minuti. Sinceramente non ho risposta.
Nel complesso però non si vede un gran basket in questi minuti: dopo il 49-34 al 25', il Geas insiste un po' troppo sul tiro da fuori, mentre Carugate non ne approfitta, nonostante un antisportivo di Calastri ("placcaggio" da terra su Scibelli). Sicché siamo 51-39 a fine 3° quarto.

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Duello generazionale: Gottardi contro Arturi. E' partita più forte Silvia, ma alla distanza ne aveva di più Giulia.

Ultimo periodo. Carugate prova a rifarsi pericolosa aprendo con uno 0-4 di marca "sudista" (Scibelli-Silipo), ed è -8. Purtroppo Frantini, anche per la fatica difensiva su Gottardi, è calata vistosamente, e dopo il 5/6 iniziale finirà con 6/15 dal campo. Ma ecco che arriva il Generale Censo: in ombra fino a quel momento, si sblocca con due triple, di cui una importante allo scadere dei 24". Nello stesso frangente segnano dall'arco anche Arturi e Ponchiroli, entrambe ottime per essenzialità e regolarità (14 e 11 punti sbagliando poco in una serata di basse percentuali per la squadra), e la "gragnuola" abbatte definitivamente Carugate, che al contrario è come al solito inesistente da 3, sicché quando serve recuperare in fretta non ha l'arma più adatta. Ahò, a me l'abuso del tiro da 3 dà sui nervi (scusate, Masha e Miky...), però obiettivamente è indispensabile averlo nel repertorio, soprattutto se di centimetri ne hai pochini come la ColdAir.
Da notare che in questi minuti finali il Geas schiera un interessante quintetto piccolo con Rios e Calastri ambedue in panca, Ponchiroli dentro come "numero 5" e poi Censo, Arturi e due a rotazione tra Crippa, Marulli e Frantini.

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Un contropiede di Vera Ponchiroli nel finale. Mica male l'elevazione della nostra. Michela Frantini assiste da dietro.

Finisce 70-54, Geas che rimane primo insieme a Marghera e Bologna, per Carugate i punti da raccattare sono altri. Però Roberto Galli ha parole di apprezzamento per la ColdAir vista stasera: «se giocano sempre così si salvano di sicuro». Altro del Galli-pensiero: «Ho fatto molti cambi perché sapevo che alla distanza ne avremmo ricavato vantaggio, tenendo sempre alto il ritmo»; «Avremmo potuto chiuderla prima se non ci fossero usciti dei tiri alla nostra portata»; «Il quintetto piccolo ha dato buoni riscontri: lo sto provando anche in allenamento perché è la soluzione per dare minutaggio adeguato alle tante esterne di valore che abbiamo». «Per Rios sono stati riscontrati strascichi di una frattura alla schiena risalente all'anno scorso, oltre a una possibile ernia. In settimana si saprà qualcosa di più. Non è da escludere nemmeno uno stop».

C'è sempre, dunque, quest'ombra di pessimismo legata a Rios che guasta un po' la festa del primato in classifica. Il Geas teme l'inc... ehm, la beffa: arrivare ai playoff senza poter disporre della sua giocatrice più devastante, o averla al 50% sì e no. Sfiga. Intanto però, con la sconfitta di Crema contro Bologna, i punti di vantaggio sul 5° posto sono tornati 8, e quindi ci si potrebbe anche permettere, se servisse, di fermare Rios per un mese o giù di lì. Ipotesi mia, eh.
Galli riferisce anche che uno dei due arbitri si è scusato con lui per aver diretto in modo scadente. Verrebbe da dire bravo per l'onestà, ma considerando che non sono arbitri del Csi capitati lì per caso, viene da replicare che non gli ci voleva molto ad arbitrare meglio, francamente: bastava emettere qualche sifolata in più ogni tanto, nulla più. Certo, a guardare le statistiche poi vedi 17 falli Geas e 13 Carugate, pochi ma non pochissimi; solo che c'è il solito trucchetto: nel finale i fischi aumentano per non dare nell'occhio col totale falli: infatti il Geas ha avuto 8 tiri liberi nell'ultimo quarto contro 2 nei primi 3, Carugate 8 anche lei negli ultimi 10' contro 9 nei primi 3... Quante volte si vede 'sta pantomima? :grr: Ma lasciamo perdere.


Pàblic Relèsions

Riassunto veloce perché se no si fa notte.
Padre Maiorano: "Masha ha problemi alla schiena". Ostregheta. Confermato poi in effetti dalla giuocatrice medesima: dolori emersi la scorsa settimana, prognosi al momento ignota.
Poi mi sono appropinquato a una giocatrice in tribuna che mi ha prospettato intenzioni di ritiro o semi-ritiro; non ne faccio il nome perché magari non vuole farlo sapere ai quattro venti. Consiglio a lei e a chiunque altra avesse la stessa insana idea: occhio che è dura smettere, vengono crisi e scompensi vari, è come con la droga. Bisogna ridurre gradualmente l'attività, mollare di colpo può essere fatale.

Ecco, poi uno degli obiettivi primari della serata era il seguente: estrarre l'Almanacco del Basket Femminile, quello di Massimiliano Mascolo, davanti a Rosi Bozzolo e chiederle qual era lei nella foto del Geas campione d'Italia 1977. Obiettivo però fallito per i seguenti due motivi: 1) la signora mi mette soggezione; 2) non vorrei che sembrasse offensivo ammettere che non la riconosco affatto, forse parrebbe che volessi insinuare che in questi 30 anni è un po' cambiata... Riproverò.
Curiosità: è da un po' di volte che noto alle partite Geas una tipa non giovanissima ma nemmeno anziana, alta alta e magra magra, con gli occhiali. Oh, se dovessi personificare la nota (anzi, ignota) Hounidea di questo forum, sarebbe lei. Ovviamente non sarà lei, però ne ha l'aria. [NB: in realtà era Miriam Cogliati]

Al di fuori del PalaFalck. Vera Ponchiroli stupita dalla trasformazione di Carolina Scibelli, che sul parquet non è esattamente il prototipo della leggiadria (senza offesa, eh: è una guerriera), mentre in borghese sfoggiava gonna e tacchi con disinvoltura. Io non saprei giudicare perché l'ho solo intravista. La medesima Vera prova a fare la maliziosa col qui scrivente: "Ma com'è che vieni sempre a vederci, ultimamente?". "Perché siete forti". A cosa volevi alludere, Ve'?
A quel punto è uscita Michela Frantini.

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