Pubblicato anche su Basketnet.it
Due settimane fa ci eravamo prodotti in un elogio sperticato al Geas Sesto S. Giovanni, prevedendo ulteriori margini di crescita di qui a fine stagione.
In realtà gli scenari, negli ultimi giorni, hanno portato a dover frenare l’ottimismo.
Sul campo non è successo niente di preoccupante (sconfitta in volata a Crema, uno dei campi più difficili; poi +21 su S. Bonifacio), ma c’è un problema che potrebbe non essere di rapida soluzione: la schiena di Yadi Rios. La pivot cubana, vero asso nella manica delle rossonere nella prima metà di campionato (miglior marcatrice e rimbalzista), ha dolori che la stanno limitando in queste ultime settimane, e potrebbero continuare a farlo, o addirittura costringerla a uno stop. La prognosi non è ancora chiara.
Sta di fatto che Rios, dopo una partita così-così a Crema (5/18 al tiro), era irriconoscibile contro San Bonifacio. Ha sbagliato i primi 7 tiri della sua partita, diversi dei quali da sotto canestro, di quelli che solitamente segnava a occhi chiusi. Ha giocato solo 21 minuti, chiudendo con 6 punti, 3/13 da 2, 0/2 ai liberi pur con un buon contributo a rimbalzo (9). Durante le soste in panchina era costretta a fare esercizi alla schiena per non "ingripparla" del tutto.
Che questa tegola si ripercuota sulle compagne lo ha ammesso anche coach Roberto Galli nel dopopartita con S. Bonifacio: «Rios non può allenarsi e giocare al meglio, e questo condiziona anche le altre, visto che lei era diventata il nostro punto di riferimento principale. Per fortuna Alessandra Calastri è in crescita: è dimagrita, molto più mobile, sta dando il contributo che mi aspettavo fin da inizio stagione, sapendo che ha tutti i mezzi, fisici e tecnici, per essere una giocatrice importante». Per la pivot dell’85, contro S. Bonifacio, 12 punti e 10 rimbalzi, con qualche “erroraccio” di troppo ma anche un’inedità velocità in contropiede e negli spazi brevi. Chiaro che se Rios dovesse dare forfait o ridurre il suo apporto, diventa fondamentale che Calastri possa compensare. Una vera jella, però: proprio quando Annalisa Censini, out nelle prime 10 giornate, è sulla via della piena efficienza, viene fuori il guaio-Rios.
Ma Galli non vuole che le sue cerchino alibi. Il coach ex-campione d’Italia a Vicenza nel dopopartita con S. Bonifacio era arrabbiato come mai prima d’ora. «La peggior partita della stagione per noi. Abbiamo vinto solo perché le avversarie hanno fatto peggio. Ho l’impressione che qualche giocatrice si stia accontentando della mediocrità, anziché puntare ai massimi obiettivi. Non vorrei che qui, avendo già raggiunto i 30 punti che erano il traguardo di inizio stagione, ci si lasciasse andare».
Parole forti, apparentemente sproporzionate a una prova che, se è stata in effetti orrida nel 1° quarto (finito 7-9), ha visto buoni spunti nei tre periodi successivi. È raro che un allenatore sia furioso dopo un +21. La spiegazione probabilmente va al di là di quanto visto in campo.
È possibile che Galli, come del resto ha fatto capire da certe sue parole, stia fiutando, in partita come in allenamento, un’aria pericolosa: quella dell’appagamento. Il Geas obiettivamente ha fatto finora più di quanto chiunque si aspettasse. Quindici vittorie in 18 partite, bel gioco, 6 punti di margine sulla zona-playoff. A questo punto c’è il rischio che nella testa di qualcuno scatti la voglia di tirare un po’ il fiato, tenendo conto che il lavoro svolto fin da settembre (preparazione atletica coi controfiocchi) è stato tanto.
È qui che Galli vuole intervenire drasticamente, perché se si molla poi è difficile recuperare l’intensità giusta. I problemi di Rios rischiano di diventare un alibi comodo, una scusa pronta nel caso in cui le cose volgessero al peggio: “per forza, si è rotta Rios”, sarebbe la facile giustificazione.
Però, Rios o non Rios, Galli e la dirigenza hanno ambizioni reali, come hanno ribadito anche qualche sera fa, all’incontro pro-sponsor tenutosi in un locale di Sesto. E Galli, in spogliatoio dopo la partita di sabato scorso, pare abbia fatto capire bene alle ragazze il suo scontento.
Oggi pomeriggio (sabato 16, ore 18.30), sul campo della capolista Bologna (priva però del play Mini per infortunio e “bastonata” da Marghera la scorsa settimana), sarà un test probante per capire se la scossa del coach ha toccato le corde giuste.
Serve, però, anche ritrovare la miglior Frantini. Michela, brillante nel girone d’andata, viene da una serie di 3 partite in cui è andata in evidente crisi offensiva. Contro S. Bonifacio forse la peggior prova dell’anno: 0/5 al tiro, 2 punti dalla lunetta e basta. Per fortuna, il Geas di quest’anno ha tante carte da giocare, e così sono state le giovani Arturi e Crippa, più Ponchiroli e Calastri, a produrre punti anche per Rios e Frantini. Però è difficile che sia la regola.
Dopo Bologna, il Geas ha 3 partite contro avversarie di bassa classifica (tra cui il derby con Carugate). Evitare passi falsi in quel trittico vorrebbe dire mantenere, con ogni probabilità, intatto il +6 di margine sulla quinta; a quel punto mancherebbero solo 8 giornate, il che significherebbe avere un piede nei playoff. Ma prima c’è il big match: e vedremo che Rios e che Geas scenderanno in campo.
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