venerdì 26 agosto 2011

Superbasket snobba il bronzo U16

Una nazionale giovanile vince una medaglia e sull'unico settimanale specializzato non c'è una riga. Non ho parlato di articoli, quelli è chiaro, se non sono messi in programma è difficile stravolgere il giornale all'ultimo momento, si può fare un approfondimento la settimana dopo, eccetera. Ma per fare un trafiletto, limitandosi ai dati essenziali, pure Limardi che non è un attento "suiveur" del femminile ci sarebbe riuscito benissimo, figuriamoci Valenti. Due righe, giusto per dire: ci siamo accorti del bronzo. Penso che fosse la normale aspettativa di qualsiasi lettore.

Poi non confondiamo il far notare col protestare. Capisco la permalosità che viene spontanea quando vengono fatte le pulci alla testata su cui si scrive (chi è senza pietra scagli il primo peccato), ma non ho mica fatto fuoco e fiamme. Far notare una mancanza occasionale non vuol mica dire mettere in discussione alcunché. La mancanza di attualità nel numero col pagellone l'aveva fatta notare qualcun altro: io mi ero solo limitato a spiegarla col fatto che era un numero confezionato in anticipo, il che era la pura e semplice verità. Ma senza menare scandalo. Anzi avevo lodato il pagellone.
Quando un paio d'anni fa promossi una petizione di semi-critica a Limardi è perché mi pareva evidente che lui considerasse il femminile poco o nulla, il che era accettabile quando era un semplice redattore, un po' meno da direttore che ha il dovere di dare uno sguardo equo su tutto il movimento (equo nel senso di dare a ogni componente lo spazio che merita, senza trascurarne alcuna). Infine, proprio perché fai appello al conoscere i meccanismi dei giornali, sai bene che è normale ricevere critiche e puntualizzazioni quando c'è qualche pecca, mentre se le cose van bene c'è solo il silenzio.

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Il femminile ha spazio solo grazie alle vendite garantite dal maschile? Sì, la cosa è vera, così come, a chi magari si lagna che c'è poco basket sulla Gazzetta rispetto al calcio, si potrebbe rispondere che è grazie alle vendite del calcio che la Gazzetta può permettersi di parlare di basket.
Poi è vero che se ci fosse più femminile forse qualcuno del femminile che ora non lo compra lo comprerebbe, ma sarebbero numeri limitati e poi credo che chi non lo compra lo faccia soprattutto per il motivo di cui sopra, cioè la crollata importanza di una rivista come fonte d'informazione. Uno pensa di sapere già tutto quello che gli serve e allora dice: "Che mi cambia se compro Superbasket?". Ma non ho idea se una volta gli addetti ai lavori del femminile comprassero tutti Superbasket e ora invece no. Può darsi di sì ma non ne sono sicuro.

(Quanto a Pick and Roll, tu dici "reggono" ma non mi pare che si tratti di un'impresa commerciale, bensì di un volonteroso lavoro-hobby di un gruppo di appassionati. Come se noi dessimo forma di rivista alle nostre elucubrazioni forumistiche e lo mettessimo in rete a costo zero).

Detto questo, un altro grosso tema, su cui peraltro avevamo già discusso, sarebbe: se è vero che oggi il lettore sa già quasi tutto sugli eventi, parliamo lo stesso degli eventi oppure puntiamo quasi solo sugli approfondimenti? Nonostante le premesse del discorso, io penso che gli eventi dovrebbero mantenere un ruolo centrale.

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