Colgo l'occasione della chiusura dei Mondiali di nuoto per due osservazioni mediatiche:
1) l'abnorme quantità di medaglie in palio consente (come del resto alle Olimpiadi) a queste discipline multi-gara di coprirsi di gloria per ogni successo che in realtà è parzialissimo. L'Italia è finita quinta nel medagliere, ma sarebbe credo ottava non contando l'oro della pallanuoto, eppure sembra che in piscina abbiamo fatto i fenomeni, quando invece l'unica a vincere è stata la Pellegrini, poi qualche piazzamento sì di spessore ma su 200 gare sarebbe un'impresa non riuscire a ottenerne neanche uno, considerando poi che nel nuoto i neri non partecipano (o quasi) e dunque la concorrenza è limitata rispetto ad altri sport. Se nel basket arriviamo quinti, o a maggior ragione settimi-ottavi, la percezione è di un fallimento. Nel nuoto è come se nel basket ci fosse una medaglia per ogni singola specialità: tiro da sotto, tiro da 4 metri, tiro da 7 metri, palleggio dietro la schiena, schiacciata a una mano, schiacciata a due mani... Ci fossero tutte 'ste medaglie in palio, qualche italiano riuscirebbe a piazzarsi nei primi 3 in qualche gara ottenendo articoli e servizi tv come il nuotatore di turno che va in medaglia in una delle 2000 gare del programma. L'ingiustizia è aggravata dal fatto che, con queste botte di notorietà, il nuoto incrementa i suoi adepti, e le giovani italiche vanno a iscriversi in piscina anziché a basket.
2) Perché sulle love story dei nuotatori si versano fiumi d'inchiostro, pure giornali serissimi come il Corriere della Sera, mentre invece della recente love story tra una cestista di spicco e il suo coach non solo non si parla, ma sembra che sia un crimine farlo? Non sto dicendo che sia meglio una cosa o l'altra, ma ravviso un trattamento opposto. Non sono personaggi pubblici gli uni e gli altri allo stesso modo, al di là della maggior notorietà della Pellegrini rispetto alla cestista in questione?
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Nel basket femminile la musica è sempre stata mediocre, a livello di nazionale, salvo sprazzi occasionali con una medaglia o due negli anni '70 e una negli anni '90, più se non erro un'altra nell'età della pietra.
La Pellegrini penso che sia un po' frutto della selezione ma anche un fenomeno di quelli che ti capitano come manna dal cielo. Si tratta di una che a meno di 16 anni era già argento olimpico; ed è vero che nel nuoto la precocità è normale ma una così era, ed è, un diamante grezzo che non puoi programmare, come un Valentino Rossi o un Alberto Tomba. Casomai i nuotatori di alto livello, ma non fenomeni assoluti, come un Dotto o uno Scozzoli, quelli sì che sono frutto del buon funzionamento dei serbatoi.
Per il resto diciamo che siccome i dirigenti sportivi nostrani, sia quelli del Coni sia quelli delle forze armate che sovvenzionano buona parte dei nostri atleti, campano sulle medaglie che arraffano alle Olimpiadi (soprattutto) e in altri eventi come i Mondiali o gli Europei, siamo sempre stati bravi a coltivare certi sport olimpici che forniscono medaglie con generosità, tipo la scherma.
Leggo che i nostri capoccia del Coni sono già lì con tabelle e tabelloni sulle previsioni di medaglie per Londra 2012. Lo sport ridotto a ragioneria da burocrati, anche se presumo che pure in altri paesi si faccia lo stesso, con la brutta impressione che alle Olimpiadi ognuno sia lì a pavoneggiarsi e ingozzarsi con le proprie medaglie, faticando a svincolarsi da una logica nazionalistica che mette tutto sullo stesso piano, l'atletica e il tiro al piccione, purché fornisca medaglie, alle quali aneliamo come fossero cibo per morti di fame.
Esempio: Ryan Lochte ha appena vinto 4 ori individuali ai Mondiali di nuoto, di cui 2 nei misti, 1 nel dorso e 1 nello stile libero. Un'impresa straordinaria. C'è qualcuno che se l'è filato, qui da noi?
Debbo peraltro riconoscere che anche in qualche sport non olimpico abbiamo buona tradizione, tipo le moto. In compenso però attualmente in sport di grande rilievo come il tennis, il rugby, l'atletica, e mi sembra anche lo sci, siamo mediocri.
La Pellegrini penso che sia un po' frutto della selezione ma anche un fenomeno di quelli che ti capitano come manna dal cielo. Si tratta di una che a meno di 16 anni era già argento olimpico; ed è vero che nel nuoto la precocità è normale ma una così era, ed è, un diamante grezzo che non puoi programmare, come un Valentino Rossi o un Alberto Tomba. Casomai i nuotatori di alto livello, ma non fenomeni assoluti, come un Dotto o uno Scozzoli, quelli sì che sono frutto del buon funzionamento dei serbatoi.
Per il resto diciamo che siccome i dirigenti sportivi nostrani, sia quelli del Coni sia quelli delle forze armate che sovvenzionano buona parte dei nostri atleti, campano sulle medaglie che arraffano alle Olimpiadi (soprattutto) e in altri eventi come i Mondiali o gli Europei, siamo sempre stati bravi a coltivare certi sport olimpici che forniscono medaglie con generosità, tipo la scherma.
Leggo che i nostri capoccia del Coni sono già lì con tabelle e tabelloni sulle previsioni di medaglie per Londra 2012. Lo sport ridotto a ragioneria da burocrati, anche se presumo che pure in altri paesi si faccia lo stesso, con la brutta impressione che alle Olimpiadi ognuno sia lì a pavoneggiarsi e ingozzarsi con le proprie medaglie, faticando a svincolarsi da una logica nazionalistica che mette tutto sullo stesso piano, l'atletica e il tiro al piccione, purché fornisca medaglie, alle quali aneliamo come fossero cibo per morti di fame.
Esempio: Ryan Lochte ha appena vinto 4 ori individuali ai Mondiali di nuoto, di cui 2 nei misti, 1 nel dorso e 1 nello stile libero. Un'impresa straordinaria. C'è qualcuno che se l'è filato, qui da noi?
Debbo peraltro riconoscere che anche in qualche sport non olimpico abbiamo buona tradizione, tipo le moto. In compenso però attualmente in sport di grande rilievo come il tennis, il rugby, l'atletica, e mi sembra anche lo sci, siamo mediocri.
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