In sostanza, nel peggiore dei casi, avremmo uno scenario post-atomico (tanto per non drammatizzare) con 24 iscritte in A2 (tolta pure Napoli che s'appresta a salire in A1 al posto di Priolo) e 24 in A3. Ricordiamo che quest'anno erano 28 e 32, anche se alla cifra relativa all'A3 si era giunti tramite assunzioni dalle serie inferiori, cosa che potrebbe essere ripetuta. Ma diciamo pure che se è così, è un'ecatombe. Se la causa maggiore sia che i mecenati hanno il portafoglio vuoto, o che i parametri strozzano, o che le istituzioni non versano più danari, sarebbe interessante saperlo, ma ora importa soprattutto cosa succede ai campionati in questione, perché è evidente che con 24+24, anziché le previste 32+32, ogni formula andrebbe rivista.
La defezione di Priolo: ce n'erano tutte le avvisaglie nelle faticose sopravvivenze degli anni scorsi, con allarmi, appelli, mercato fatto a metà stagione dopo inizi con le pezze per risparmiare, eccetera. Sul campo l'esperienza di Coppa e dei dirigenti era sempre bastevole per salvarsi, ma probabilmente era impossibile tirare a campare così. Scomparsa dolorosa perché Priolo aveva un’identità forte, rappresentava un’area geografica particolare, una passione intensa (sebbene spentasi negli ultimi tempi) e vittorie memorabili come i due scudetti 1989 (il primo dell’era post-Vicenza, beffando l’eterna seconda Milano) e 2000, forse il più clamoroso della storia recente, con una squadra di “outsiders” del basket italiano, un po’ come sarebbe stata Ragusa se avesse vinto quest’anno.
Con questa scomparsa, la situazione storica è sconcertante: tutte le società campioni d'Italia tra il 1989 e il 2012, eccettuate Schio e Parma, sono scomparse. Priolo, Cesena, Comense, Taranto, Napoli Vomero che non è la stessa che salirà in A1 ora. Se non altro, può essere un'occasione di riflettere sulla caducità delle glorie umane. :wacko: Caducità che riguarda pure il basket maschile, se pensiamo che tra il 1997 e il 2013 tutti gli scudetti sono stati vinti da Virtus Bologna, Fortitudo Bologna, Treviso e Siena, ognuna delle quali ha subìto poi un crac societario, sebbene in qualche modo rappezzato con una ripartenza dalle serie inferiori. "Cogli l'attimo, non credere mai al futuro", diceva all'incirca Orazio, non il fidanzato di Clarabella ma il poeta latino.
- Accennammo nel Taccuino precedente al ritorno di Superbasket. La rivista, divenuta mensile, è tornata dapprima in formato digitale, poi da questa settimana in edicola (ancora da decidere se il cartaceo sarà occasionale o regolare). Ottima notizia ma, da fissati del femminile, non si può tralasciare che Roberto Lurisi non è stato coinvolto nell'operazione, e le uniche tracce di basket donne sono: una citazione della qualificazione dell'Italia agli Europei nell'editoriale del direttore, Dan Peterson; il vivaio di Venezia (anche maschile) come già dicevamo; e infine due paginette abbastanza "light" sullo scudetto di Schio. :angry: Non so come andrà in futuro ma, visto che negli ultimi 2 anni e mezzo la rivista non era uscita, male che vada non ci perdiamo nulla, bene che vada è comunque qualcosa in più.
- Come antidoto alla depressione, invochiamo il torneo (misto) di Binzago. Si sono giocati martedì e mercoledì i quarti di finale. Ma prima va citato l’exploit di Giulia De Cristofaro, che avevo già menzionato come giocatrice che al torneo diventa un’iradiddio. Era nulla, però, in confronto a quel che ha fatto sabato 5, segnando 49 punti in una partita, :woot: nuovo record della kermesse. Qualcosa di inarrestabile, al punto che il pubblico ha applaudito ironicamente quando dopo 16/16 ai liberi ha sbagliato il diciassettesimo...
I quarti di finale sono stati allietati da duelli femminili d’alto profilo, di quelli che fanno dire ai presenti: “Però, ‘ste tipe, come giocano!”. :yes: Martedì la squadra di De Cristofaro ha giocato contro quella di Virginia Galbiati e altre 4 biassonesi o ex (Gargantini, M. Fumagalli, Porro, Zucchi). Il primo quarto è stato semplicemente pirotecnico perché Galbiati ha segnato 16 punti e De Cristofaro 14. Da paura, una andava di là e sparava la tripla in faccia, l’altra veniva di qua e segnava in entrata carpiata, roba così. Peccato che la partita era iper-squilibrata e la squadra di De Cristofaro ha vinto di 48. Galbiati poi s’è placata e ha chiuso con 22, De Cristofaro invece 27. Gli esperti esaminano le cause per cui De Cristofaro al torneo sembra Diana Taurasi mentre durante l’anno non ha funzionato bene a Carugate (dovendosi poi rifugiare a Giussano); s’ipotizza che il credo difensivo di coach Mazzetto non le calzasse a pennello...
Mercoledì altro scontro fra titane: Masha Maiorano e Alessandra Calastri. A tratti anche marcandosi. Si sono limitate a vicenda perchè han tirato ambo intorno al 33%, però anche bei colpi riusciti; Maiorano ha chiuso con 18 punti e Calastri con 11 ma ha vinto la centrona dopo un supplementare, acciuffato grazie a un canestro incredibile segnato da Beatrice Pentrella (nome ignoto al grande pubblico), con Maiorano incollata, da 6 metri fuori equilibrio allo scadere dei regolamentari.
In semifinale, quindi, oggi (venerdì) si affrontano: la squadra di Fifi Scudiero e Valentina Gariboldi contro quella di Miciona Gatti; poi quella di De Cristofaro e Silvia Bassani contro quella di Calastri. E comunque vada ci divertiremo.
Nella foto: Giulia De Cristofaro festeggia il suo record di punti al torneo di Binzago insieme a Silvia Bassani e al suo tipo.
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