Il tutto sembra riflettere una situazione (o almeno percezione) di anarchia: laddove il potere centrale pare latitare, le proteste si moltiplicano, ognuno vede violati i suoi diritti da parte di furbacchioni che approfittano del caos, ognuno si sente autorizzato, o costretto, a picchiare i pugni sul tavolo.
- L’A2 e l’A3 sono state falcidiate. Con ripescaggi a grappolo si è riusciti a turare in parte la falla, arrivando a un semi-dignitoso numero di 26 compagini in A2 e 25 in A3. Dovevano essere 32 e 32, però. Se non abbiamo contato male, le defezioni sono state 7 in A2 e 10 in A3 (più Priolo in A1), nuovo record storico dell’era moderna. :woot: La cifra tonda in A3 si è raggiunta grazie a Pesaro che ha defezionato a gironi già composti: come in certe scene da cartone animato, in cui a uno crolla la casa in testa, emerge faticosamente dalle macerie e gli cade addosso una tegola residua per farlo svenire definitivamente. In pratica si è perso un girone sia in A2 che in A3. Il Sud è particolarmente prosciugato; resiste la zona di Cagliari, caso anomalo con 4 squadre nei campionati nazionali: grande passione o contributi pubblici che resistono a differenza di altrove? :unsure:
- In A2 hanno defezionato: Catania, Valmadrera, Ancona, Udine, Brindisi, più le neopromosse Pomezia (alias Minerale Puro Roma) e Pordenone. Quest’ultima s’è auto-congelata in A3. Sono state ripescate Viterbo e Biassono, le uniche 2 retrocesse (quindi i playout si son giocati per finta, a posteriori), promossa a tavolino Albino (finalista-playoff con Carugate: anche questa serie, col senno di poi, è stata platonica). Caso anomalo l’SRB Roma, formalmente ammessa a tavolino, di fatto promossa sul campo col titolo della Virtus Albano-Pavona, quindi non la contiamo come ripescata. Dall’A2 in A1 sono salite 4 compagini, compresa Napoli a tavolino.
Sommatoria: delle 28 squadre del 2013/14, permangono regolarmente in 17, più 3 ripescate/promosse a tavolino, più 6 neopromosse regolari. Totale 26.
- In A3 hanno fatto rintoccare le campane a morto: Sorrento, Treviso, S. Bonifacio, Bergamo, Maddaloni, Bari, Athena Roma, Sassari, Anagni e appunto Pesaro in tackle scivolato finale. Anche qui l’unica retrocessa sul campo è stata ripescata: Savona, per il secondo anno di fila. Piangono in primavera, ridono d’estate. La sopravvivenza è condizione sufficiente per mantenere la categoria: se sul campo si è fatto pietà, risulta ininfluente se non per l’amor proprio. :wacko: Ammesse a tavolino: Bolzano, Battipagliese (ora il salernitano ha un team in A1, uno in A2 e uno in A3), B. School Udine, S. Raffaele Roma, Ostia.
Sommatoria: delle 31 squadre del 2013/14, permangono regolarmente in 11 (poco più di un terzo!), più 2 “congelate” (Pordenone auto-stoppatasi, Savona ripescata), più 7 neopromosse regolari, più 5 ammesse a tavolino. Totale 25. E certamente, quando anni or sono si paventava una cristallizzazione delle categorie (per via del semi-blocco di promozioni e retrocessioni), non immaginavamo tutta questa grazia: nel 2014/15, su 53 squadre di A2 e A3, ben 21 non giocheranno nella stessa categoria dell’anno precedente. Di questo non ci possiamo lamentare... :shifty:
- A quanto pare, si è già al “de profundis” per l’A3 intera, poco amata dalla Fip (nacque per compromesso voluto dalla Lega, che a sua volta non amava la B magmatica a 1000 squadre) e ormai difficile da difendere, stravolta nello spirito originario (“campionato di sviluppo” per le giovani: non c’era più l’obbligo delle under) e direi pure abbandonata da chi l’aveva inizialmente voluta, ormai salito di categoria o scomparso.
Come sempre, quando qualcosa finisce male, hanno buon gioco i suoi detrattori a dire che ha sempre e solo fatto cagare dall’inizio; ma questo è falso perché l’A3 ha garantito 3 stagioni (compresa la prossima) di basket a un livello intermedio, più che dignitoso, tra A2 e B regionale. Ha ospitato club come Venezia e Geas che hanno potuto ripartire da lì con le loro giovani senza intrupparsi nella palude della B regionale da cui per uscire servono più i gomiti delle veterane che gli slanci delle ragazzine. La Coppa Italia di A3, poi, per quanto abbiamo visto a Pessano, era una bella festa, valida tecnicamente e che contribuiva all’identità di una categoria che, contrariamente agli sfascisti, aveva una sua piena ragion d’essere. Chiaro, se diventa insostenibile e chi la fa muore, non si può che prenderne atto. Però bisogna anche capire perché chi la fa muore, non semplicemente dire che era una cagata. La vera cagata è dire che era una cagata. :angry:
- In mezzo a cotanto sfacelo, fanno da contraltare i successi delle nazionali giovanili. Le Under 18 di Riccardi sono ai quarti di finale europei con 5 vittorie in 6 partite. :) Forse si eccede un po’ nella retorica dell’”Italia tutto cuore” (lo dico dai commenti che si leggono), perché c’è anche tanto talento in questo gruppo ’96; però il roster è totalmente privo di centri e ha un’altezza media ufficiale di 1.76, ovvero quasi 10 cm meno della Russia, per fare un esempio.
Forse abbiamo avuto una prima fase malleabile, perché né Rep. Ceca, né Svezia né Portogallo sono poi approdate ai quarti; ma poi abbiamo legittimato con una franca vittoria sulla Croazia, una più combattuta sull’Olanda (che però è forte, e comunque eravamo a +5 prima di una tripla da metà campo tulipana allo scadere) e soprattutto una vittoria sfiorata con la Spagna ieri. Abbiamo preso un’imbarcata nel 2° quarto ma poi abbiamo rimontato da -16 con un super 3° quarto, passando anche avanti e poi più volte tornando a condurre sinché nel testa a testa hanno prevalso le iberiche (68-63) nonostante 40 punti in coppia per Zandalasini e Tagliamento. Per le castiglio-catalane (e altre etnie minori) è prima realizzatrice quella ’97 Salvadores che poche settimane fa ha segnato 40 punti nella finale del Mondiale U17.
Per noi invece, non sorprendentemente, Zandalasini capeggia le scorers con 14,2 di media; è anche la miglior rimbalzista (con meno di 5 a partita, però: specchio delle nostre carenze), rubapalloni e stoppatrice. Il problema è che nei quarti, domani, ci tocca la Serbia, cliente aspro (bronzo uscente) e che rischiamo di affrontare con 3 scavigliate, tutte fuori con la Spagna. :woot:
- PS finale: visto che all’inizio si parlava di lettere a Petrucci, avevo finora omesso di menzionare che la lettera scritta dalle giocatrici di Varese al presidente medesimo, lamentando d’essere state private della vittoria alle finali di B lombarda ottenuta sul campo, ha avuto risposta circa un mese or sono: Petrucci ha mostrato comprensione per la vicenda subìta dalle giocatrici, precisando però che il suo ruolo istituzionale non gli consente di entrar nel merito delle decisioni della giustizia sportiva. Non risolve il problema ma almeno rasserena un po’ l’ambiente varesino. Ma cosa risponderà (se risponderà) Petrucci a Genova e Carugate?
Nell'immagine: loghi di società che hanno abbandonato l'A2.
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