Poi la semifinale con la Spagna, mentre s'accendevano le telecamere di Sportitalia e il pubblico udinese saliva sino a quasi 1000 unità. Contro la muraglia difensiva delle iberiche, e contro lo strapotere di Ndour sotto canestro (26+15 rimba) e Romero tra le esterne (19+8 assist) non siamo stati a guardare ma dopo il -15 dell'intervallo siamo solo riusciti in un riavvicinamento nel 3° quarto prima di essere rispediti indietro (64-46). Milazzo unica in doppia cifra, con 11, ma il 3/16 al tiro e il -16 di plus/minus sono piuttosto eloquenti (anche se sul plus/minus io sono piuttosto scettico perché dipende anche da chi c'è dall'altra parte: se giochi sempre contro il miglior quintetto avversario, è logico che rischi una cifra negativa, mentre se capiti in campo quando l'altra squadra fa rifiatare le migliori, puoi racimolare un dato positivo senza particolari meriti - chiusa parentesi).
Restava quindi la finaluccia con la Serbia per prenderci una medaglia. Addirittura 2000 gli spettatori dichiarati, non saprei se reali visto che la telecamera riprendeva la parte opposta all'unica tribuna. Ma comunque la partita ha meritato ogni spettatore avuto, compresi quelli televisivi. Un andamento a ottovolante ci ha visti sotto di 7-8 punti nel 3° quarto, poi avanti di 11 nell'ultimo con un paio di strepitosi minuti; dopodiché un blackout (che qualcuno nel topic sulla Nazionale U20 attribuisce a scelte sbagliate dal c.t. Molino) ci costava uno 0-12 per il sorpasso serbo a -40" (62-63). Dopo azioni convulse andava in lunetta Ercoli a 5 secondi dalla fine e la conterranea del celebre lupo ammansito da San Francesco (quello di Gubbio) faceva 2/2. Come ha fatto a finire 68-63? Perché nell'azione successiva la Serbia segnava in arresto e tiro ma gli arbitri annullavano per sbracciata su Milazzo; la panchina slava esplodeva e si beccava du' tecnici. Gambarini 16 punti con 7/10; Crudo 14; Ercoli 10+12 rimbalzi.
- Sui social networks, giocatrici e staff esaltavano il "cuore infinito", l'orgoglio, la grinta ecc. Tutto vero ma a mio parere questo gruppo ha anche un notevole talento diffuso. Se la classe '94 non è di per sé straordinaria (avevamo già notato che non venisse da risultati brillanti negli Euro U16 2010 e U18 2012, i precedenti in cui era annata dominante), anche se le due "azzo" sono importanti (Milazzo e Orazzo), c'è un gruppo '95 che fa leccare i baffi tra Penna (nel quintetto ideale del torneo), Gambarini, Peresson, Crudo, Nicolodi, Barberis e un'Ercoli che forse è il centro del futuro del nostro basket (non solo per mancanza d'alternative a parte la baby Cubaj). Insomma anche meglio del celebre gruppo '92 che, come s'intuiva già ai tempi, ottenne le sue due grandi medaglie più per meriti collettivi che per talento individuale megagalattico.
Chiaro, aver giocato in casa non consente di valutare con certezza se eravamo effettivamente la terza miglior squadra; tuttavia ricordiamo che avremmo potuto schierare una tal Zandalasini, se non fosse giustamente a riposo nell'interstizio tra gli impegni senior e quelli U18...
- Siamo alla sesta medaglia europea giovanile dal 2008, e l'estate ha ancora due kermesse da proporre (buone speranze per le U18, a partire da domani, giovedì 17). Stiamo meglio, come risultati, di 10 anni fa; enormemente meglio, a dispetto del calo di tesserate e dei problemi ben noti a tutti. E' inevitabile chiedersi: perché le annate dall'81 al '91 non hanno mai vinto una medaglia né mai si sono qualificate a un Mondiale, mentre quelle dal '92 al '97 hanno appunto 6 medaglie in carniere più 3 Mondiali raggiunti? Erano scarse quelle e fenomeni queste? Io non credo; in quel lasso di annate c'erano diverse valide giocatrici oggi protagoniste in A1, con l'eccellenza di Sottana e forse anche una fisicità maggiore di quella che abbiamo ora. Penso che sia migliorata la qualità della preparazione, la personalità con cui affrontiamo gli impegni, e probabilmente i risultati instaurano un circolo virtuoso, cioè danno fiducia a staff e giocatrici, ispirando i gruppi successivi. Ad esempio, a vedere le U20 a Udine c'erano in tribuna le U18 che sicuramente ne avranno tratto gasamento e voglia di emularle. Insomma, l'inaspettato argento U16 di Katowice ha fatto girare il vento e graziadeo non è rimasto isolato. E poi chissà, forse, contrariamente a quelli che dicono che "gli altri ci stanno superando", in realtà qualche vecchia potenza è in fase calante e noi ne approfittiamo. Finché durano le vacche grasse, brindiamo. E complimenti a tutti, comunque, perché mai nulla è scontato.
- E diciamo qualcosa sulla finalissima Francia-Spagna. "Franza o Spagna, purché se magna", recita il famoso detto popolare. Ma entrambe ci hanno tenuto a stecchetto, in carestia mortale di canestri. 47-42 per le transalpotte dopo un supplementare, 34-34 al 40'. "Partita vibrante sul piano agonistico", si scrive solitamente quando non si vuol dire che sul piano tecnico è stata uno strazio; e in effetti è stata entrambe le cose: suspense per l'esito, terribile per lo spettacolo. Anche se gli allenatori magari s'esaltano quando vedono difese che annullano gli attacchi e gente fisicata che corre, salta e muscolareggia. E certamente la Francia ha fatto un grandissimo lavoro concedendo a Ndour solo 8 tiri in 40 minuti. Ma il 26% al tiro da una parte, 23% dall'altra, 38 perse complessive, hanno ferito il basket, agli occhi dell'appassionato plebeo. :cry:
Sin dal 1° quarto le due squadre s'impegnavano per distogliere i pochi che avessero preferito la loro partita alla contemporanea finale del Mondialcalcio (le tribune, però, non eran così vuote, va notato): una sinfonia di errori da sotto, "airballs" che non pigliavano il ferro, palle alle ortiche. Ohibò, non sto negando che fossero squadre forti, ma la propensione difensivista di entrambe, e forse l'eccessiva conoscenza reciproca (si scontravano per la millesima volta negli anni), ha prodotto un annullamento reciproco. Nella prima fase era finita 48-42 per la Spagna e quindi non è un caso.
Spagna avanti 9-6 al 10' e 20-14 al 20'. Poi la svolta: Spagna che segna 2 punti nel 3° quarto (!) e Francia che scappa sul 22-29 a 8' dalla fine. Rimonta delle ex suddite di Juan Carlos: 31-31 a 4'30" dalla fine. Lì si riprende con le atrocità, una serie pazzesca; solo a 53 secondi dalla fine si sblocca il punteggio con una tripla di Badiane per il +3 Francia. Con quei chiari di luna, poteva essere decisiva, ma Romero, dopo aver sbagliato quasi tutto, tornava stella con una tripla a -5".
Overtime, e lì la Francia si sbloccava con 13 punti in 5', portando a casa l'oro. La Spagna aveva vinto le ultime 3 edizioni. Il play tascabile francese Epoupa ha segnato 12 punti e gestito, pur tra qualche svalvolamento, con personalità; Badiane 13 punti e 10 rimbalzi.
Nella foto: le nostre Under 20 in festa, ormai è una piacevole abitudine.
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