martedì 29 luglio 2014

Taccuino illustrato - 173

Ma sì, concediamoci il lusso di essere delusi per un 7° posto: vuol dire che i tempi sono lauti. Ci siamo fatti la bocca buona, negli ultimi anni. Per questo il piazzamento della Nazionale U18 agli Europei in Portogallo lascia un sapore amaruccio. Nello scorso Taccuino eravamo nella seguente situazione: 5 vittorie di fila e una sconfitta solo all’ultimo minuto contro la Spagna che pareva la gran favorita; stesso gruppo e allenatore dell’argento U16 di 2 anni fa, una garanzia. Ci ritroviamo ora senza medaglie e, ciò che spiace di più, senza Mondiali U19, persi per mano dell’Olanda che avevamo battuto 4 giorni prima. Perché i conti non sono tornati?
Probabilmente i conti medesimi erano viziati dallo squilibrio dei due gironi di seconda fase. Alla prova dei fatti, l’altro girone ha prodotto le due finaliste, 3 delle prime 4, 4 delle prime 6. S’è capita la realtà quando la Spagna ha faticato otto camicie per battere il Belgio, quarto classificato di là. E la Serbia, che era già temibile alla vigilia, considerando che le ’96 s’erano già messe in evidenza nel bronzo U18 dello scorso anno, diventava così tutt’altro che sfavorita.
Ciò non toglie che, probabilmente, non ce la siamo giocata al meglio delle nostre possibilità. All’intervallo avevamo 6/33 al tiro. Si è posto l’accento sul deficit a rimbalzo ma, come ha notato l’utente Tignuzzo, il conto è viziato dal gran numero di nostri errori, e non è che i rimbalzi offensivi fossero così sperequati. Noi sparacchiavamo dalla distanza e loro ci crivellavano di triple. Alla fine 2/22 nelle bombe noi, 9/22 loro. :woot: Ecco la chiave, più che i rimbalzi. Abbiamo insomma attaccato male, che sia stato per calo d’energie delle nostre spremute atlete (ma al di là dell’effettivo problema delle 3 scavigliate, perché le nostre dovrebbero essere più spremute delle altre? Miglior marcatrice dell’Europeo è stata la ’97 spagnola Salvadores che ha appena fatto i Mondiali U17) o per altri motivi, non sapremmo dire. Poi nel finale c’è stata una pregevole rimonta, arrivando a -6, ma una tripla ci ha ricacciato indietro, e siamo ri-scivolati sino a 51-66. Zandalasini 12, Tagliamento 11.
A volte, nelle partite di classificazione, se arrivi da una sconfitta bruciante rischi più di chi viene da un k.o. netto. Così abbiamo perso pure l’indomani con l’Olanda, che forse aveva già la testa sin dall’inizio sull’obiettivo Mondiali, mentre noi eravamo legittimamente protesi alle medaglie. Fatto sta che anche stavolta la sconfitta è stata giusta. A parte il 19-9 per noi nel 1° quarto, ci siamo di nuovo spenti in attacco, le tulipone non hanno fatto meglio per 30' su 40' ma segnandone 27 nel 3° periodo se la son portata a casa. Non è bastata una gran Tagliamento, 22 con 8/15 e 9 rimbauz, mentre Zandalasini si è fermata a 7 con 3/10 e 7 perse.
Abbiamo poi chiuso con un sorrisetto sulla Croazia, 53-51 rimontando con 2 triple di Tagliamento nel finale; Cordola 15 punti. Tagliamento finisce come miglior marcatrice azzurra a 14,0 di media (sesta assoluta, seconda per percentuale da 2), sorpassando "Zanda" che si è flessa nelle ultime partite (11,8 la media conclusiva), pagando forse il fatto che presumibilmente tutte le avversarie impostano la difesa su di lei in primis.
Ha vinto la Russia, 57-53 in rimonta sulla Francia in finale (ben 2500 spettatori ufficiali: ma il Portogallo non era terra arida per il basket?); ed è un ritorno in auge dopo che la grande madre sovietica sembrava non partorire più talenti. La compagine transalpina ha sfiorato il bis dell’oro U20. Mentre la Spagna s’accontenta del bronzo, e se non vincerà l’Europeo U16 passerà l’estate a secco d’allori (poveracce, anche al Mondiale U17 solo argento…). Ovviamente il quintetto ideale è riservato alle esponenti dei top 4 teams, il che sancisce l’uscita della nostra alfiera Zandalasini dalle migliori cinque ’96 del continente. (E Tagliamento mette in discussione la sua primazia tra le '96 italiane?) Smacco ma col passaggio a Schio ormai i suoi obiettivi sono più alti.
C’è infine da notare un dato: a parte il meraviglioso exploit d’oro del 2010, questa categoria U18 sembra la più avara di risultati per noi, anche nei gaudiosi ultimi anni. Recentemente abbiamo fatto un 10°, un 8°, un 6°, ora un 7° posto. Casualità? Forse, ma azzardo una spiegazione: nelle U16 la stazza conta meno perché i fisici sono più acerbi; nelle U20 conta sì, ma c’è anche più tattica, laddove siamo ferrati; le U18 sono forse l’età in cui più conta il talento puro e semplice, fisico-tecnico, e lì i nostri limiti vengono fuori. :unsure:

Nella foto: la Nazionale U18 in fase di raduno, quando sognava una medaglia.

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