lunedì 26 gennaio 2015

La week en rose (59)

Lunedì 19/1 - Sto telegrafico (ma forse poi non tanto) <_< per cause di forza minore. Si ricorderà che Cecilia Zandalasini era candidata al premio di miglior giovane europea dell'anno per la Fiba. C'era un voto aperto al pubblico e un voto della giuria di esperti, che si sommava con lieve preminenza alla seconda componente. Vince, e giustamente diremmo, Angela Salvadores, la spagnola del '97 che ha segnato 40 punti nella finale mondiale U17. Ceci Zanda si è piazzata ottava su dieci, penalizzata dal voto dei professoroni, mentre per la plebe risulta quarta, indice di un buon lavoro di sostegno da parte degli appassionati italiani. Siccome però il premio valuta il rendimento effettivo nell'anno solare, e non il talento, riteniamo giusto che Zanda finisca dietro ad altre che han collezionato più allori e statistiche migliori nell'estate delle nazionali.


Mercoledì 21/1 - La settimana è stata caratterizzata dal tentativo, da parte di alcune società di A2 (non sappiamo quante, in realtà), di cambiare in extremis la composizione delle Poules Retrocessione, avendo le medesime determinato dei chilometraggi mostruosi per vari clubs. Si chiedeva di applicare il criterio della vicinorietà, salvo una ripartizione delle sarde che comunque sono già divise.
Interessante il dibattito che ne è scaturito, con ragioni valide dall'una e dall'altra parte. Il punto debole di fondo, in questa Poule, è che sotto sotto si sa già che retrocedere davvero sarà dura, per via della probabile messe di ripescaggi. E quindi, in un periodo di casse vuote, dilapidare il magro residuo in trasferte prive d'un obiettivo di massima importanza appare, diciamo così, irritante per le società protestatarie. :cry:
Dall'altra parte qualcuno ribatte che non gli dispiace affatto, essendosi iscritto a un campionato nazionale, fare qualche trasferta più lunga di 150 km o addirittura del Comune di fianco. Questo sia per motivi agonistici (misurarsi con realtà nuove) sia per far vedere in giro i marchi.
A tagliar la capoccia al toro ha provveduto, rapidamente, la Federazione, che ha fatto notare, in sostanza: "Ma come? Qualche mese fa c'avete chiesto, voi società, di cambiare la formula perché volevate trasferte a livello nazionale e non solo nell'ambito del proprio girone, e mo' rivolete i gironi di sole squadre vicine, sbraitando pure che siam coglionazzi senza buon senso se non accettiamo? Ma stemo a sgherzà o cosa?". :woot:
C'è in effetti questa difficoltà nel sostenere la posizione, pur comprensibile, di chi voleva cambiare: la tempistica in extremis e la precedente posizione espressa a maggioranza in senso opposto.
Insomma si rimane così e, certo, spiacerà sentire che magari la tal società non ha soldi per i palloni delle giovanili perché ha speso tutto per andare a Monopoli, Gela o, venendo dalla parte opposta, Biandrate. Ma siccome è un discorso antipatico tipo quelli che dicono "Pensa coi soldi spesi per il riscatto delle due pazzoidi andate in Siria, quante cose si potevano fare", quindi soprassediamo e ci mettiamo umili ad attendere l'avvio della Poule Retro. :unsure: Certo, forse sarà un attimino più eccitante la Poule Promo. Quest'A2 che ghettizza a gennaio i "cattivi" separandoli dagli "eletti" ci piace solo fino a un certo punto.
Ma chiudiamo con una nota lieta. Se non altro, certe squadre di buon livello rimaste intruppate nella Poule Retro raccoglieranno più vittorie che se fossero andate in Poule Promo, dove il livello è micidiale. E vincere un gradino sotto è pur sempre più gratificante che perdere un gradino sopra.

Giovedì 22/1 - In EurolegaSchio fa il suo dovere in casa della semprebattuta (contrario di imbattuta) Brno: 68-83 con parzialone di 4-23 nel secondo. 21 punti di Yacoubou che sta un attimino prendendo in mano la situazione, il che probabilmente non impressiona le big d'Europa ma quelle italiane, Ragusa in primis, sì.
Ora, a 
4 giornate dalla fine, Schio è a soli 2 punti dalla zona-qualificazione, detenuta al momento da Orenburg (prossima avversaria) e Bourges. In testa il Fenerbahce (9-1) e Salamanca (8-2) sono irraggiungibili.
Nell'altro gruppo, che ha una squadra in meno, capeggia Ekaterinburg (7-1) dinnanzi a Kursk (6-2).

Sabato 24/1 - C'era un'ultima emozione da vivere nella prima fase di A2 girone Nord: la corsa al miglior secondo posto fra i 3 gironi, valido per l'accesso alla Coppa Italia. E il Geas, in vantaggio sulle altre concorrenti (Crema per minor numero di sconfitte, Bologna o Castel San Piè per abissale differenza canestri a favore) era sicuro di passare in caso di vittoria su Broni, a meno che Bologna vincesse di 90 punti o giù di lì. Saputo già nel pomeriggio che Bologna aveva vinto ma non di così tanto, era matematico che un successo sestese sulle recentemente risorte pavesi sarebbe valso il pingue premio.
Arriviamo, sempre per le cause di forza minore sopra accennate, a 2'30" dalla fine del 2° quarto, sull'elevato punteggio di 38-32 Geas. Un po' di sollievo nel vedere che sembrava esserci partita: quest'anno, quasi sempre tranne col Sanga e, in parte, all'esordio con Carugate, i conti al PalaCarzaniga erano già fatti, rifatti e vidimati a metà gara.
Solita presenza fragorosa dei Viking bronesi, dediti in particolare a far oscillare la tribuna mobile del loro lato con un movimento ritmico stile rematori di un'antica galera veneziana. :ph34r: Mantenevano però l'equilibrio, in postazione-tv, il ds e telecronista rossonero Flavio Suardi e la sua spalla tecnica per l'occasione, Lilli Ferri coach di Varese prima in B.
Proprio nel finale di 2° quarto, il Geas piazzava un allungo consistente, sino al 47-37 al riposo, con le consuete folate in velocità, tra cui un sopraffino assist dietro la schiena di Gambarini per l'accorrente Barberis. Marcature ben distribuite all'intervallo per la compagine zanottiana, che ha tirato col 60% da 2 finora. Per Broni si notano, ahiloro, le assenze di Corradini e Bona, non proprio nocciuole considerando la portata dell'avversario.
A inizio 3° quarto, Arturi sembra voler chiudere anzitempo la pratica, smazzando un assist taglia-difesa per Barberis e infilando una tripla dall'angolo, imitata da Gambarini dalla media: 54-39 dopo 2'.
Broni però, l'ha sempre fatto da inizio stagione, è capace di parziali negativi quanto di rimettersi in piedi con sprazzi da gran squadra: così fa, con un 2-12 a protagonista Georgieva e favorito da un antisportivo ad Arturi e da un paio di triple fallite contro la zona (a proposito, ampio uso della medesima per entrambe). Si arriva al 56-51 al 27'30" e, in teoria, potrebbe essere una premessa di partita riaperta.
In realtà il Geas ha probabilmente preso un attimo fiato nella curva dell'intensità, mentre la rimaneggiata Broni s'è tirata al massimo, e ha Pavia in serata troppo negativa al tiro per concretizzare le occasioni lasciate dalla zona.
Il Geas invece concretizza eccome, col solito metodo della "staffetta 4 x 100" (o anche 2 x 100, o a volte in solitaria), cioè rimbalzo o recupero, apertura immediata per la tipa a metà campo la quale serve l'assist per la compagna già schizzata sotto l'altrui canestro. Ecco dunque, dopo una tripla di Galli a sbloccare l'impasse, una doppia realizzazione da sotto per Kacerik. A fine 3° quarto è 63-51 e, in pratica, Broni ha riperso tutto ciò che aveva recuperato.
L'ultimo quarto non offre brividi, se non, in negativo, la scavigliatura di Barberis che, se fosse seria, sarebbe una brutta tegola per il Geas, in quanto è la giocatrice più in forma degli ultimi tempi; :cry: ma - culo nello sculo - il management sestese s'è appena regalato la polizza d'assicurazione Tognalini, che magari sarà chiamata subito a responsabilità maggiori del previsto.
Intanto comunque il Geas offre bel giuoco al pubblico non strabocchevole ma tra il discreto e il buono; i Viking continuano a scuotere la tribuna e a cantare, per cui la lietezza è il tratto saliente della serata, che si conclude con un franco 80-56.
Per il Geas è dunque la quarta qualificazione consecutiva alla Coppa Italia. Credo sia un record averlo fatto in 3 categorie diverse (2012 A1, 2013 A3, '14 e '15 A2), di sicuro è un indice di continuità ai massimi livelli della propria serie (ok, nel 2012 la formula era a eliminazione diretta e non premiava i piazzamenti della nuova stagione, ma vabbè).

Nella foto [dal sito di Broni]: il Geas impone l'altolà a Broni.

sabato 24 gennaio 2015

La week en rose (58)

Domenica 18/1 - Terza di ritorno in A1: ancora un'impresa per San Martino: sbanca Napoli 58-61 e torna terza da sola (la classifica era stata rimescolata dell'eliminazione delle partite di Spezia). Equilibrata ma le padovane hanno chiuso avanti tutti i parziali tranne il primo. Fabbri vince il duello tra colosse con Dacic: 14 punti e 9 rimbalzi contro appena 2+2. Fontenette non sembra ancora un fattore per le vesuviane: 6 punti in 33'.

Il big match va a Venezia con autorità su Umbertide (75-62): scarto maturato nella ripresa dopo il -1 all'intervallo; McCallum 25, di là Consolini 20 ma le straniere han toppato nel complesso (24 punti in tre).
Schio feroce col fanalino Trieste (45-89), risponde Ragusa nel derby sudista con Battipaglia (80-66) nonostante l'indisponibilità di Pierson. Vigarano vince il derby con Parma con Bestagno bestiale: 26 punti, 11/16 dal campo, 9 rimbalzi, 37 di valutazione. :woot: Oh my goodness. Sull'altro fronte da apprezzare la '95 Crudo: 16 con 6/9. Con questa vittoria Vigarano appaia Battipaglia all'8° posto che vale i playoff. Napoli è 4 punti sopra, Cagliari 2 punti sotto. Le altre sembrano tutte ormai ai playoff (sopra) o tagliate fuori (sotto).

Domenica 18/1 - In A2 gir. A, già narrato del cruciale Milano-Geas, i tasselli della Poule Promo si completano con la vittoria di Broni su Genova (61-59): le pavesi conducono con vantaggi non amplissimi ma discreti (+7, +6, +5 i parziali) ma nel finale subiscono l'orgogliosa rimonta delle liguri pur orfane di Visconti (Vanin 0 in 16' al suo posto: non è esattamente la stessa cosa...) che hanno addirittura la palla del sorpasso nel finale ma una controversa chiamata arbitrale gliela toglie. Tuttavia Genova cade in piedi, in quanto il +2 sul Sanga, con gli scontri diretti a favore, le regala la qualificazione anticipata. 23 di De Pretto per Broni che fa 4 vittorie di fila, pur confermando la propensione agli alti e bassi.
Torino mantiene il primato, e con esso al 99,9% la Coppa Italia (all'ultimo turno ha Alghero in casa), vincendo a Selarigus, campo mai semplice. Esordio con 4 punti in 29' (2/10 al tiro) per Ada Puliti appena giunta dall'A1 di Spezia; inevitabile aggiustamento dei minutaggi con soli 8' per la giovane Rosso e fuori dalle 10 (non sappiamo se infortunata, a dire il vero) la pulce atomica Di Giacomo, divenuta nostra idola lo scorso anno.
Carugate torna a vincere dopo 6 stop dominando, con 22 di Stabile, un'Alghero "lievemente" calata di competitività negli ultimi tempi; d'altronde, da quanto abbiam capito dall'egregio forumista Mercede Basket Alghero, uno dei massimi dirigenti societari, quando spiegava l'esonero di coach Cordeschi, vincere le partite non è una priorità assoluta per la compagine catalana. -_-

Domenica 18/1 - Anche in A2 gir. B già tutto deciso: l'Astro Cagliari non passa a Vicenza (66-53) e Albino cade in casa con Crema (54-61, 27 punti di Caccialanza con 5/8 da 3, vincendo il duello con Fumagalli, 16), così Alpo, che viaggia in carrozza a Cagliari sponda Virtus, taglia il traguardo-Poule Promo a braccia alzate. L'impressione è che sia la meno attrezzata fra le 12 elette, insieme a Santa Marinella, ma ovviamente avranno tutta la possibilità di smentire sul campo. Ferrara passa a Muggia e si assicura primato e Coppa Italia. Qui la seconda, ovvero Crema, non andrà in Coppa, a meno di un suicidio con scarti paurosi da parte sia di Geas che di Bologna, in quanto le cremose hanno 3 sconfitte contro le due delle altre seconde.
In A2 gir. C, impresa di S. Marinella su Ariano (58-56) e l'aggancia in classifica anche se non basta a strapparle il 3° posto, in quanto Ariano aveva vinto di 6 all'andata, e all'ultimo turno le marinelle riposano. Bologna domina il Belize Roma e appaia Castel S. Pietro in vetta. Il quale Castel, però, a parità negli scontri diretti è avanti per differenza canestri globale. Quindi Bologna può solo sperare, in chiave-Coppa, in un k.o. castellano a Civitanova o in uno del Geas con Broni, in quanto il Geas ha a sua volta una differenza globale molto superiore alle felsinee (oltre 50 punti una volta tolti i risultati di Bologna contro l'ultima, Salerno, come da regolamento).

Nella foto (da Basketinside.com): Walker a canestro in contropiede per Ragusa contro Battipaglia.

venerdì 23 gennaio 2015

La week en rose (57 - A2: epico Sanga-Geas)

Domenica 18/1 - La madre di tutte le partite; la sfida per la vita o per la morte; il derby del destino. :alienff: Vabbè, esageriamo. Ma cosa immaginare di più gustoso di una sfida tra due asperrime rivali, Sanga e Geas, con la possibilità solo per la vincente di continuare a inseguire il suo obiettivo? Mentre chi perdeva diceva ciao alla Poule Promozione (Milano) o alla Coppa Italia (Sesto).


Sì, in teoria poteva esserci qualche speranza per il Sanga anche perdendo, se Genova avesse fatto il colpo a Broni. Ma le chances delle liguri, orfane di Visconti sul campo delle pavesi in striscia) sembravano davvero poche. Valutazione peraltro ingenerosa, visto che hanno poi sfiorato la vittoria. :o: Ma di fatto è andata così, e i sogni del team di città si sono infranti intorno alle 19.40 nel buio e nel freddo di metà gennaio, quando al suonar della sirena su entrambi i campi (peraltro non collegati, con conseguente utilizzo di antichi mezzi, ovvero l'obsoleto sms, per sapere il risultato altrui) :angry: la sentenza di morte per il Sanga veniva irreparabilmente emessa.
Poule Retrocessione, con un tour espiatorio tra Sardegna e Sud Italia, una pena sproporzionata rispetto alle colpe, che risalgono più all'inizio di stagione (diciamo fino alla sconfitta a Selargius) che a questa partita col Geas, dove Milano ha fatto di tutto per evitare il crudo destino.
Non avrebbe rubato niente, il Sanga, se avesse vinto; non ha però rubato nulla il Geas vincendo. Non ha giocato la sua miglior partita ma ha messo in campo stille da grande squadra per sopravvivere su un campo ostico (5 vittorie su 6 finora in casa per le arancioni) e contro un'avversaria al massimo delle motivazioni. "Stille", abbiam detto, e non di più; ma forse è meglio così, perché l'anno scorso insegna che conviene arrivare al top a marzo-aprile e non a gennaio. Una volta metabolizzati i nuovi assetti con Tognalini, ci sono margini di crescita che fanno ben sperare, anche se la Poule Promo sarà come una "Top 16" di Eurolega maschile: ogni partita una battaglia ad alto livello, dove c'è poco margine per chi non è già pronto. :ph34r:
Di questa partita, oltre al dolore delle vinte e alla gioia delle vincenti, ci rimarrà l'atmosfera del PalaGiordani, dove erano occupate anche le scale tra un settore e l'altro (più gente di domenica, direi, solo per gara-2 di finale 2013 con S. Martino), e dove il pubblico di entrambe le parti, mescolato gomito a gomito, ha seguito le epiche vicende con partecipazione estrema.

Parte meglio il Geas, a segno 3 volte da sotto con Kacerik, Barberis e Laterza (2-6). Vujovic, in mis-match di centimetri contro Barberis (mentre Calastri cozza con la brooklynese), arraffa rimbalzi in attacco in serie (alla fine totalizzerà 17 carambole) ma li sciupa quasi tutti: purtroppo sarà una costante della sua partita. In più, Gottardi, reduce da una "virgola" ad Alghero che ha sottolineato sul suo stesso blog, appare nuovamente in serata-no al tiro.
Segnali negativi per il Sanga. Ma si rivelano fallaci. Appena Maffenini accende il cannone, con un arresto e tiro e una tripla, parte la fiammata milanese con un clamoroso 12-0, completato da una tripla di Gottardi e poi da Maffenini e Rossi su contropiedi innescati dall'aggressività sul palleggio geassino. Roba che Franz Pinotti nemmeno nei suoi sogni più estremi s'immaginava.
Il Geas si rimette in carreggiata con Barberis (10 punti nel solo 1° quarto, solito ciclone pericoloso ogni volta che tocca palla) e solo altre due magie di Maffenini (canestri siderali, arrestandosi su un francobollo e sparando all'istante) tengono davanti il Sanga, 21-18 al 10'. Punteggio alto con ben 11 canestri da sotto complessivi, indice di attacchi dinamici ma anche di pochi tatticismi difensivi in questa prima frazione.
Secondo quarto con una nuova fiammata del Sanga. Maffenini fa ancora un paio di canestri da fuori paurosi (sembra che spari a caso, e magari è così; ma per ora segna sempre), Rossi pesca il jolly con una tripla di tabella. Il 7-0 vale il 28-18 mediolanense. Il recente acquisto Tognalini fa prove di utilità per la seconda fase sbloccando l’impasse su rimbalzo in attacco; ma Milano continua a spingere. Si accende improvvisamente Colli, una delle tante ex sulla sponda pinottiana, con 6 punti di fila, compreso un “cross over” di rara fattura per l’A2 femminile. :yes:
Poi Rossi alimenta Maffenini in taglio per il 38-26. È il 16’ e la pasticciera da Erba è già a quota 20. Anche Ruisi, “gemella” di Colli per età (ok, un anno in più) e militanza nelle giovanili Geas, si fa notare con un furto dal palleggio di Laterza. E Calastri, fin lì anonima (pochi palloni toccati; certo avrebbe fatto comodo Guarneri come cambio per le lunghe, ma era impegnata in A3 con Novara), segna i suoi primi 2 punti: 40-28. La zona che tanto funzionò all’andata per il Geas, ora non sembra ipnotizzare il Sanga.
Una svolta, però, arriva dal 3° fallo di Rossi: un minuto di panchina per lei e scoppia il panico nelle manovre milanesi con due perse di fila che il Geas punisce in contropiede. :o: Momento importante perché consente alle ospiti di andare all’intervallo con uno scarto del tutto recuperabile, 42-37. Anzi, un buon affare considerando quanto speso dal Sanga per costruire il vantaggio.

In effetti, tra le sensazioni dell’intervallo c’è quella che Milano rischi, come all’andata, di farsi macinare alla distanza. Gottardi è a 3 punti, Vujovic a 2, Calastri a 2: o si sbloccano loro (e lo farà solo Gottardi, alla fine), oppure Maffenini e Colli non potranno battere da sole un collettivo come quello sestese. :blink: Dove, è vero, all’intervallo mancano a loro volta i punti di Arturi (0) e Laterza (2), ma ci sono più carte alternative da giocare per non dipendere dalla loro vena; o meglio, per aspettare senza patemi che mettano, prima o poi, la loro “griffe” come infatti accadrà.
Comunque non sembra in attacco il problema, fin lì, del Geas, ma in difesa, dove 42 punti concessi sono anomali. Anche qui, però, il dato non induce al pessimismo per Sesto, perché è ampio il margine di miglioramento difensivo, con 10 giocatrici ruotabili (certo, Mazzoleni-Giorgi-Galli finiranno per giocare poco, ma sono pur sempre minuti di gambe fresche buttati nella mischia a differenza dell’altro fronte, dove si gioca in 7).
Altra constatazione dell’intervallo: veterane in difficoltà, o diciamo molto meno protagoniste delle giovani compagne e avversarie. E’ una partita per ventenni, fino a quel momento. Si corre tanto, si fa tutto in fretta, chi ha gambe verdi impazza e chi le ha un po’ più ingiallite arranca o riserva il suo meglio per dopo.

Esausti da tanta profondità di pensiero, ci tuffiamo nel terzo quarto , quello della svolta. E viste le premesse, non sorprende più di tanto. I miracoli di Maffenini e Colli si esauriscono (o meglio, si prendono una pausa, visto che torneranno nel finale); le suddette veterane in ombra non si sbloccano; in più anche Rossi (7 punti nel 1° tempo) resterà a secco nella ripresa.
In tali condizioni, solo un prolungato blackout del Geas potrebbe salvare il Sanga dal sorpasso. Così non è, anzi le sestesi colgono l’attimo e, dopo 2’30” a secco, Laterza batte due colpi di fila, poi un contropiede lancia Arturi per il vantaggio(42-43 al 23’40”). Eccoli lì, i due totems rossoneri. Il Sanga ha un sussulto d’orgoglio (46-46 al 25’) ma su un astuto sfondamento attirato da Arturi a metà campo, Maffenini si prende tecnico, poi Laterza serve un assist a Barberis e la tripla di Beretta sceglie il momento giusto per vibrare una coltellata al vacillante Sanga (48-55 che diventa 51-57 al 30’). Insomma, 9-20 di parziale e ruoli ribaltati tra lepre e cacciatore.

L’incognita dell’ultimo quarto è se Milano ha esaurito la benzina e quindi è prossima al crollo, oppure se saprà estrarre una reazione. O, dal punto di vista Geas, se ha davvero preso il controllo oppure non è una giornata di grazia tale da garantire continuità. I primi minuti non risolvono gli amletici dubbi, giacché Tognalini si divora un assist sbagliando l’appoggio (suo unico errore, peraltro) e Calastri ha un imbarazzante controllo di palla al gomito con riapertura fuori misura per una compagna. Purtroppo per il Sanga, la popolare pivot da Varedo non è più tornata al 100% dopo l’infortunio d’inizio stagione. :cry:
Dopo 3 minuti di stallo è però Milano la prima a sbloccarsi: un 5-0 delle redivive Maffenini e Colli riapre tutto sul 56-58 a -5’40”. Timeout di Zanotti con schiarimento delle idee per le geassine che rispondono con un 1-8 a suon di contropiedi (due di fila), chiuso da un jumperuccio (cioè non proprio coi piedi incollati a terra, ma neanche con salto siderale) :shifty: di Arturi su rimessa da fondo (distrazione milanese). È 57-66 con 4’ da giocare. Uno dei tipici parziali-Geas che il Sanga doveva evitare a tutti i costi, perché costano una fatica boia per recuperarli.
Ma Milano se la sobbarca, questa fatica. Un grande arresto e tiro di Maffenini, un libero di Gottardi (solo il 50% per il Sanga ai liberi), ancora una tripla di Colli, ma va’ un po’ che prestazione per questa ragazza fino a ieri in difficoltà nel concretizzare il talento. Ed è 63-66 a 2’ e qualcosa. Già emozionante, ma il meglio deve ancora venire.

Doppia azione emblematica sul fronte Laterza-Calastri: l’italo-broccolinese sfida in 1 contro 1 la semi-brianzola e realizza. L’avversaria prova la stessa azione sul fronte opposto ma sbaglia. Però non si smonta il Sanga: il rimbalzo lungo è suo, palla a Gottardi che segna in elegante passo-e-tiro (65-68). E poi Barberis, un po’ calata alla distanza, sbaglia un appoggio un po’ arrischiato su taglio in area. Palla addirittura del pareggio: ma Colli la manda sul ferro da 3. Non una scelta pessima considerando la sua mano calda, ma forse un pizzico di fiducia di troppo. Ora il Geas può chiuderla, +3 a 1 minuto e palla in mano, ma stranamente pastrocchia. Barberis si fa intercettare il rimbalzo da un’encomiabile Gottardi che si lancia in contropiede contro Gambarini, 17 anni più giovane. Arriva al ferro ma sbaglia. Non meritava l’onta. :woot:
E si comincia col fallo sistematico. Gambarini fa 1/2, ma le lunghe si fanno scippare il rimbalzo da Barberis che riapre per Arturi. Fallo su di lei e altro 1/2 (insolito), ma ancora il rimbalzo sfugge al Sanga (gravissimo) e Calastri fa il 5° fallo su Barberis. La quale però fa 0/2! In pratica Milano ha regalato 2 rimbalzi di fila ma il Geas ha sbagliato 4 liberi su 6. :woot: Male, ma ad attenuante per le sestese debbo dire che, avendo giocato un anno in quella palestra, i ferri sono davvero infidi. -_-

Ma non è finita con le pazzie. Sul secondo errore di Barberis il rimbalzo schizza verso la linea laterale sinistra; al Sanga stava per sfuggire pure questo ma Gottardi si butta e subisce fallo (da moviola, ma sicuramente il contatto c’è stato). Stavolta, almeno lei, fa 2/2: 67-70 a 30 secondi.
C’è chi ha mormorato che, qui, il Sanga poteva lasciar macinare l’azione al Geas sperando in un errore per riottenere la palla finale sul -3. Ci può stare ma anche no, come diceva il mio amico Ponzio (Pilato). Pensandoci, forse sarebbe stato troppo rischioso aspettare per poi magari subire il canestro a 7-8 secondi. Il problema è che il Sanga non beccava più un rimbalzo. Gambarini fa 1/2, la palla schizza lunga, palla ancora al Geas ma Gottardi, eroica, intercetta spizzandola in avanti. Rincorrono la palla, omerico duello, Gottardi e Gambarini. :woot: Quando sono ormai quasi al canestro del Geas, Gottardi ruzzola al suolo e gli arbitri fischiano fallo. Momento di attesa del pubblico, che non c’ha capito nulla: fallo di chi? Di Gambarini. Ma perché non danno i tiri liberi allora? :unsure: Perché l’azione è stata considerata fallo in attacco in quanto il possesso era del Geas.
Caos generale, entrambe le parti protestano. Fossimo stati nel calcio, con la moviola e i dibattiti sarebbero andati avanti per giorni. Fatto sta che la partita finisce qui perché Colli sbaglia da 3 quando ormai mancano solo una decina di secondi; il rimbalzo schizza lungo, tutte smanacciano, il Geas ne esce con la palla e Barberis arrotonda dalla lunetta. Rigorosamente 1/2, però. Finisce 67-72 e, pochi minuti dopo, s’apprende che Broni ha vinto con Genova e quindi il Sanga è in Poule Retro.

Marcatrici: Maffenini 28, Colli 16 per il Sanga; Barberis 21, Gambarini 14 per il Geas (lo scout ufficiale è lievemente impreciso, a mio immodesto parere).

Nella foto [M.Brioschi], a seconda della fazione d'appartenenza: Gottardi sfida eroicamente Laterza, o Laterza impone l'altolà a Gottardi. L'importante è la folla sullo sfondo.

lunedì 19 gennaio 2015

La week en rose (56)

Martedì 13/1 - Qualche considerazione spicciola guardando le liste delle convocate al recente raduno azzurro U16-U18. L'impressione è che dopo le annate '95-96 a forte impronta lombarda, principalmente per via del blocco-Geas, l'asse del potere si sposti nelle annate successive verso il Veneto (come del resto indicato dagli ultimi Trofei delle Regioni e finali nazionali), segnatamente Venezia che aveva 4 convocate nelle U18 (considero la prima lista delle chiamate, non le riserve che eventualmente siano subentrate) e ben 6 nelle U16. Ma anche Montecchio, Schio e Marghera hanno avuto un'atleta in lista. Il quadro delle presenze U18 è più variegato (non come numero di regioni ma come clubs): 5 dal Veneto, 3 dal Lazio, 3 dalla Campania (di cui peraltro Diouf è lombarda), 4 dalla Lombardia (2 Albino + 1 Geas + 1 Crema), 1 dalla Sardegna, 1 dalla Venezia Giulia, 1 dall'Emilia. In U16 ne abbiamo 8 dal Veneto, 3 dalla Lombardia (2 Geas + 1 Costa), 3 dal Lazio (tutte Stella Azzurra), 1 dal Piemonte, 1 dalla Toscana, 1 dalla Sicilia, 1 dalla Venezia Giulia. Ma il dato più interessante sulle U16 è che ce ne sono ben 5 sopra l'1.85 e altre 3 sull'1.80-1.81, ovvero c'è la speranza di non essere le solite pigmee almeno in quella fascia.


Mercoledì 14/1 - Restiamo in ambito giovanile. Per "Pink Basket" abbiamo chiesto al responsabile minibasket del Sanga, Mariangelo Maiocchi, la seguente domanda da 1 milione di euro: "Per una ragazzina è meglio fare minibasket coi maschi o giocare fin da subito con altre femmine?".
La risposta: “Ci sono opinioni diverse. A me piace un misto fra le due opzioni, e cioè far allenare le ragazzine nel loro centro minibasket con i maschi, ma radunarle insieme per le partite. Sarei anche curioso di vedere all’opera una squadra femminile in un campionato maschile”.
In effetti il tema è interessante e trova discorsi persone altrettanto autorevoli, il che dimostra che non c'è una verità scientifica in materia. Gli uni ritengono che fare a sportellate con la rudezza maschile per 2-3-4 anni tempri maggiormente le femminucce, altrimenti propense a un gioco poco fisico e meno intenso, oltre che a lagnarsi di più se arriva una botta. Gli altri ribattono che conviene abituarle fin da subito al contesto in cui giocheranno da grandi, dove hanno maggior possibilità d'azione anziché, spesso, assistere da gregarie prive di diritto alla palla alle cavalcate a tutto campo dei compagni maschi. Sì, forse la soluzione ibrida, cioè allenarsi coi maschi e giocare - se possibile - con le femmine - è la più proficua.

Giovedì 15/1 - Finalmente rose senza spine per Schio in Eurolega: travolge Bourges 79-59 ribaltando lo scarto dell'andata e portandosi a soli 2 punti dalle francesi in zona-qualificazione. 23 punti e 9 rimbalzi di Yacoubou fanno intuire anche che Ragusa lo scudetto dovrà sudarselo duramente. Mica male anche Macchi con 22. Gli altri risultati però non aiutano, in quanto Orenburg batte Salamanca e resta 4 punti sopra, mentre Kayseri resta appaiata alle scledensi. In testa al girone sempre il Fenerbahce, mentre di là Ekaterinburg ha 2 punti ma anche una partita in più della Dinamo Kursk.

Venerdì 16/1 - Frattaglie di notizie settimanali. Il mercato è vispo; contribuisce la diaspora delle ex-Spezia. Dopo Reke profuga a Cagliari, si registrano Puliti in A2 a Torino (sostituendo la re-infortunata Montanaro), S. Canova aggregata a Ragusa (ma solo per gli allenamenti) e soprattutto Tava esule in Isvezia nello stesso club di Zanoni, Umea. Spiace perdere giocatrici, ma fa anche piacere che le atlete nostrane, ora più che in passato, considerino l'estero come una normale alternativa quando in Italia non c'è l'occasione buona. Si segnala poi le perticona Kireta di ritorno a Parma.
Infine va annotato il ritorno in campo di Mara Invernizzi a Como, a partire da domenica scorsa. Già sentita questa notizia? Normale, visto che l'ex Comense fa meglio di Michael Jordan, che tornò solo due volte, mentre lei è a quota tre. Ma vista la penuria di giocatrici balde, meglio il suo oscillare di chi molla definitivamente già da giovane.

sabato 17 gennaio 2015

La week en rose (55)

 Domenica 11/1 - La giornata degli 0-20 in A1. Era ovvio quello di La Spezia-Umbertide, dopo il ritiro ligure; la sorpresa è invece quello che annulla la bella vittoria di Cagliari su Napoli, per presenza irregolare di Reke, l'ex spezzina appena ingaggiata dalle sarde. :cry: A quanto pare (e non è la prima volta) la società crede di aver inviato i documenti in tempo, ma dalla Fip nessun risponde e in effetti nessun ricevette, ovvero probabilmente gli uffici erano chiusi al momento dell'invio. Del resto la tempistica per Cagliari, se Spezia aveva rinunciato da meno di un giorno, era davvero stretta.

Peccato perché, sul campo, era stata una delle 2 partite più interessanti del turno, con Cagliari autrice di una grossa impresa, stoppando (70-67) una delle squadre più in forma nonostante un organico risicatissimo (solo due straniere compresa Reke): il trio Liston-Micovic-Arioli combinava per 52 punti, mentre il neo-acquisto Fontenette deludeva per le vesuviane: 3 punti e 2 liberi cruciali falliti nel finale dell'overtime, al quale si giungeva dopo un errore di Pastore al 40'. Ma è come parlare di un matrimonio annullato dalla Sacra Rota, ovvero è come se non fosse mai esistito. :shifty: Quindi altri 2 punti per Napoli, che ora è addirittura quinta, appaiando Venezia.
Le lagunari hanno ceduto a S. Martino (bis dell'andata) nell'altro match-clou, il derby che valeva il 4° posto solitario. Grande pubblico, spettacolo offensivo e finale in volata con Gianolla (sensazionale, 23 punti con 6/9 + 3/3) che realizza il sorpasso, Mandache che si fa rubar palla e Pye che sigilla dalla lunetta. Non bastano 6 in doppia cifra alla Reyer cui, ancora una volta, sembra mancare la lira (o il ducato, antica valuta veneziana) per fare il milione.
Per il resto, Schio polverizza Lucca (92-59) con 21 di Yacoubou, avvisando la congrega di esser tornata a far la voce grossa. Ragusa per ora non si preoccupa, dall'alto del suo +6 confermato violando Parma nell'esordio (anzi, ritorno) di Procaccini sulla panca emiliana, con 25 di Pierson.
Nella lotta-playoff, importante colpo per Vigarano a Battipaglia (ora solo +2 per le campane, ottave, sulle ferraresi) con 34 punti (15/19) di Ugoka (86 di valutazione fra lei, Cirov e Zara); e nella zona bassa ok Orvieto su Trieste, staccandola così di 6 lunghezze. Dopo il ritiro di Spezia, le giuliane sono le forti candidate all'unica retrocessione, ma per correre ai ripari esonerano lo storico coach Giuliani.

Domenica 11/1 - In A2 gir. A, già detto delle mattanze pro-Geas su Selargius e pro-Broni su Carugate, c'è la prima vittoria esterna di Milano, anche qui con scarto oceanico su Alghero (46-77) con "ventelli" per Rossi e Vujovic. Il Sanga arriva così al derby cruciale col Geas dopo 3 vittorie di fila.
Nell'unica partita combattuta di giornata - e del resto era il big match - Torino rischia grosso a Genova, restando sotto sin oltre la metà dell'ultimo quarto, ma alla fine piazza il guizzo per vincere 70-75, con 16 di Quarta e O'Rourke contro 17 di Bozic e 15 di Visconti. La quale però, s'apprende dopo, si è procacciata un infortunio che la terrà fuori un mese. Alluvioni a parte, non poteva esserci sfiga peggiore nell'annata genovese, visto il ruolo di faro che la torinese stava ricoprendo. :woot:
La lotta per il 4° posto è apertissima. Broni e Genova 14 punti, Milano 12. Domenica 18 c'è un Broni-Genova che sarà caliente per mille ragioni (ricordiamo anche la polemica in pre-stagione per la lettera di Genova sulle presunte e bisunte irregolarità bronesi nella disputa dei campionati giovanili obbligatori) :zip: e che virtualmente assegna la Poule Promo alla vincente. Chi perde deve sperare che il Geas batta il Sanga nell'altro scontro-clou. Altrimenti, soprattutto se è Broni a perdere (scontro diretto a sfavore con Milano), sono capperi amari, in quanto all'ultimo turno Milano va a Carugate mentre Broni sarà a Sesto e Genova ospiterà Selargius; vero è che le sorprese possono capitare ma Carugate e Selargius non avranno stimoli di classifica, mentre il Geas si giuoca l'accesso alla Coppa Italia, che difficilmente otterrà da prima (Torino ha Selargius e Alghero) ma può arraffare da miglior seconda. Occhio, però: in caso di triplice parità finale a 16 punti, ipotizzando che Broni batta Genova, sarebbero fuori le concittadine di C. Colombo.
Ecco, se non altro questa formula, per altri versi deficitaria, ci offre emozioni forti da... finale di stagione già a gennaio.

Domenica 11/1 - Anche in A2 gir. B gran volata per la quarta piazza. Rilancio dell'Astro Cagliari, che sfrutta il turno con Muggia e poi vince il recupero-derby con la Virtus (giocato mercoledì 14, ma per comodità ne parliamo qui). Mentre Albino non passa a Ferrara e Alpo cede pure lei a Crema. Quindi in classifica: Alpo Albino 14, Astro 12. Nei 6 scontri diretti, hanno sempre vinto le squadre in casa (un po' una tendenza quest'anno), quindi tutti 1-1 con vantaggio, però, di Astro su entrambe e di Alpo su Albino. Le cagliaritane però devono fare, nel prossimo turno, il colpo a Vicenza, la quale sembra un po' appannata in quest'inizio 2015, tant'è che s'è salvata di poco a Biassono.
Tutto deciso, invece, in A2 gir. C, dove S. Marinella è la quarta eletta, avendo espugnato 59-67 Civitanova nello sconto diretto con l'inseguitrice, ora spedita a -6. Percorso netto per le 3 battistrada Castel S. Pietro, Bologna e Ariano.

Nella foto: Gianolla vola su Carangelo nella grande vittoria di S. Martino su Venezia [foto Basketinside.com].

mercoledì 14 gennaio 2015

La week en rose (54)

Venerdì 9/1 - Il caso-La Spezia squassa il campionato. In seguito a un drammatico quanto fallimentare vertice in Comune, avvenuto giovedì, il patron della Virtus, Brunetto, ha annunciato il ritiro della squadra dalla serie A1, che così subisce una grave perdita, restando zoppa in corsa per il secondo anno di fila e perde una piazza storica degli ultimi 20 anni (seppur principalmente con un altro club).

La notizia ha dato la stura ai consueti commenti (mancanza di controlli federali; sistema marcio; questo accade perché si sperperano i soldi per le straniere anziché costruirsi le giocatrici in casa; piramide dei campionati da rivedere; se si faceva come dicevamo noi non sarebbe successo, ecc. ecc.), <_< nessuno dei quali è magari infondato in generale; tuttavia la vicenda ha contorni paradossali che forse c'entrano poco con i massimi sistemi e molto con le beghe locali.
Secondo quanto riporta, ad esempio, il portale Cittadellaspezia.com, ed è stato scritto anche in Rete dalla giocatrice-dirigente Lucilla Canova, la drastica decisione di Brunetto si deve al venir meno delle risorse derivanti dalle sponsorizzazioni al palasport, bloccate dalla società che gestisce l'impianto e che reclama danari non versati dal patron virtussino. Il quale replica che negli scorsi anni ha pagato più del dovuto, in quanto gli sono state applicate delle tariffe da A1 maschile. (Peraltro il palasport ultimamente veniva dato solo sporadicamente alla Virtus, costretta a saltabeccare di frasca in palo per allenarsi).
Non sapremmo dire quale sia la verità perché abbiamo letto solo la campana di Brunetto, e sorvoliamo sulla sua riffa di recriminazioni contro personaggi locali (i quali ovviamente, se non l'hanno già fatto, replicheranno che loro non c'entrano nulla ma è colpa del predecessore, o del surriscaldamento globale), ma riportiamo la chiosa del vulcanico patron, che ci spiace perdere perché era burbanzoso ma certamente appassionato e ha dato molto: "Voglio dire ai presidenti di essere più lungimiranti di quanto possa essere stato io e bisogna capire che questo sistema fatto di balzelli non fa che contribuire a fare morire lo sport. Le società non riescono ad andare avanti, bisogna mettersi una mano sulla coscienza". E ha ragione: come diceva un tal poeta, Ungaretti, "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie". Ovvero basta un refolo di vento e si vola via. Ma non solo nel basket femminile. :cry:

Sabato 10/1 - Per quale pazzo motivo farsi un'ora di macchina (tra andata e ritorno) per vedere meno di metà di una partita, Geas-Selargius di A2, che, quando arrivi, cioè sul 41-24 al 22’, è già ampiamente in naftalina, come del resto potevi arguire dai primi parziali del Live Score di Lega (19-5 dopo 4 minuti)?. :woot:
Tanto più che una delle due migliori realizzatrici della squadra sfavorita, Rosellini, era assente. Da sommare poi il fatto che Selargius non ha mai vinto in trasferta quest'anno, e il Geas non solo non ha mai perso in casa ma solo una volta ha vinto con scarto inferiore ai 10 punti. E be', però tanta era l'ansia di vedere le prime mosse di Tognalini con la maglia del Geas, che l'incomodo valeva comunque la pena, tanto più che la compagine di Cin'Zanotti, quando gioca bene (cioè spesso), è un bel vedere anche senza interesse per il risultato.
Quindi sulla cronaca, pressoché nulla da dire: una squadra superiore che sculaccia una inferiore. Bella però la raffica di azioni con assist, tagli, dai e vai, lobs e quant'altro, che hanno portato il Geas a stravincere senza segnare nemmeno una tripla (e tentandone pochissime), roba notevole nel basket odierno. Barberis è in forma smagliante, o meglio non ha perso quella che aveva prima della sosta. E' sempre nel vivo dell'azione, sa sempre farsi trovare dagli assist delle svariate passatrici di squadra, ma all'occorrenza fa da sola; tutto sembra riuscirle facile.
Per Tognalini naturalmente poteva solo essere l'occasione di cogliere impressioni e non certezze su quanto varrà il suo impatto per il Geas. Un po' di ritmo da ritrovare, forse, ma anche lei s'è fatta trovare bene dalle passatrici. L'assenza di Beretta, di cui ha sostanzialmente occupato i minuti, ha impedito di valutare come varieranno gli spazi con la sua aggiunta.
Da notare alcune cifre mostruose come i 37 recuperi e 20 assist del Geas, oltre al 109-42 nella valutazione. A fine partita il clan Geas attendeva speranzoso un esito favorevole del contemporaneo Genova-Torino, ma dopo aver a lungo condotto, le concittadine di Cristoforo Colombo… naufragavano in volata, e quindi Sesto perde molte delle chances di qualificarsi alla Coppa Italia come prima classificata; con 2 vittorie preferibilmente larghe dovrebbe assicurarsela da miglior seconda, a discapito di Bologna o Castel S. Pietro. Sulla strada c'è, affascinante destino, il Sanga Milano che a sua volta deve forzatamente vincere per sperare nella Poule Promo.

Domenica 11/1 - Perseverare è diabolico. Un’ora e 10 di macchina, stavolta (Pessano è leggermente più lontana), per vedere Carugate-Broni dal 23’, ovvero un attimo dopo che le pavesi abbiano preso il largo (22-34) con un parziale di 0-6 in avvio di 3° quarto, continuazione – apprendiamo dai presenti – di un break già avviato nel finire di secondo periodo che aveva ribaltato l’iniziale vantaggio delle ospitanti.
La partita finirà 38-65, insomma non proprio un finale emozionante. Ma stavolta avrebbe potuto valere la pena, vedere anche solo uno spezzone: c’era l’esordio di Paolo Gavazzi sulla sua stessa panchina, emulando in qualche modo Franz Pinotti; c’era una Carugate che poteva mettere le ruote fra i bastoni a Broni nella rincorsa alla Poule Promo.
Purtroppo la parte che abbiamo visto potrebbe dare un’idea falsata di Carugate, che oggettivamente in quello spezzone è stata un disastro totale, soprattutto in attacco (8-30 nei primi 17’ del secondo tempo). :o: Broni indubbiamente è in forma, ma se i tuoi avversari fanno 8 punti in 17’ vinceresti anche stando male. E non c’è parso che Broni difendesse a mo’ di bunker. Avessimo visto il primo quarto e mezzo, in cui Carugate era pure a +9, forse avremmo qualche motivo di ottimismo in più sulla compagine della Martesana. Che invece deve ricostruirsi con pazienza; difficile dire in quale aspetto specifico stia il problema principale. :unsure: Un po’ di tutto. Eppure si tratta pur sempre della squadra che ha perso di misura con Genova, Torino e Milano. Sicuramente l’abbassarsi del livello delle avversarie in Poule Retro aiuterà a non patire certi limiti e a ritrovare fiducia.
Broni invece si giocherà tutto contro Genova e Geas, non proprio due partite semplici. Però nelle attuali condizioni sembra essere in grado di portare a casa due punti, preferibilmente quelli contro la diretta concorrente, che sarebbero già decisivi per la Poule.
Nota positiva finale: gran pubblico da spalti esauriti con gente in piedi, solita possente performance vocale per gli ultras di Broni.

Nella foto: la doppietta di spezzoni di partite visti, Geas-Selargius in alto e Carugate-Broni in basso.