mercoledì 14 gennaio 2015

La week en rose (54)

Venerdì 9/1 - Il caso-La Spezia squassa il campionato. In seguito a un drammatico quanto fallimentare vertice in Comune, avvenuto giovedì, il patron della Virtus, Brunetto, ha annunciato il ritiro della squadra dalla serie A1, che così subisce una grave perdita, restando zoppa in corsa per il secondo anno di fila e perde una piazza storica degli ultimi 20 anni (seppur principalmente con un altro club).

La notizia ha dato la stura ai consueti commenti (mancanza di controlli federali; sistema marcio; questo accade perché si sperperano i soldi per le straniere anziché costruirsi le giocatrici in casa; piramide dei campionati da rivedere; se si faceva come dicevamo noi non sarebbe successo, ecc. ecc.), <_< nessuno dei quali è magari infondato in generale; tuttavia la vicenda ha contorni paradossali che forse c'entrano poco con i massimi sistemi e molto con le beghe locali.
Secondo quanto riporta, ad esempio, il portale Cittadellaspezia.com, ed è stato scritto anche in Rete dalla giocatrice-dirigente Lucilla Canova, la drastica decisione di Brunetto si deve al venir meno delle risorse derivanti dalle sponsorizzazioni al palasport, bloccate dalla società che gestisce l'impianto e che reclama danari non versati dal patron virtussino. Il quale replica che negli scorsi anni ha pagato più del dovuto, in quanto gli sono state applicate delle tariffe da A1 maschile. (Peraltro il palasport ultimamente veniva dato solo sporadicamente alla Virtus, costretta a saltabeccare di frasca in palo per allenarsi).
Non sapremmo dire quale sia la verità perché abbiamo letto solo la campana di Brunetto, e sorvoliamo sulla sua riffa di recriminazioni contro personaggi locali (i quali ovviamente, se non l'hanno già fatto, replicheranno che loro non c'entrano nulla ma è colpa del predecessore, o del surriscaldamento globale), ma riportiamo la chiosa del vulcanico patron, che ci spiace perdere perché era burbanzoso ma certamente appassionato e ha dato molto: "Voglio dire ai presidenti di essere più lungimiranti di quanto possa essere stato io e bisogna capire che questo sistema fatto di balzelli non fa che contribuire a fare morire lo sport. Le società non riescono ad andare avanti, bisogna mettersi una mano sulla coscienza". E ha ragione: come diceva un tal poeta, Ungaretti, "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie". Ovvero basta un refolo di vento e si vola via. Ma non solo nel basket femminile. :cry:

Sabato 10/1 - Per quale pazzo motivo farsi un'ora di macchina (tra andata e ritorno) per vedere meno di metà di una partita, Geas-Selargius di A2, che, quando arrivi, cioè sul 41-24 al 22’, è già ampiamente in naftalina, come del resto potevi arguire dai primi parziali del Live Score di Lega (19-5 dopo 4 minuti)?. :woot:
Tanto più che una delle due migliori realizzatrici della squadra sfavorita, Rosellini, era assente. Da sommare poi il fatto che Selargius non ha mai vinto in trasferta quest'anno, e il Geas non solo non ha mai perso in casa ma solo una volta ha vinto con scarto inferiore ai 10 punti. E be', però tanta era l'ansia di vedere le prime mosse di Tognalini con la maglia del Geas, che l'incomodo valeva comunque la pena, tanto più che la compagine di Cin'Zanotti, quando gioca bene (cioè spesso), è un bel vedere anche senza interesse per il risultato.
Quindi sulla cronaca, pressoché nulla da dire: una squadra superiore che sculaccia una inferiore. Bella però la raffica di azioni con assist, tagli, dai e vai, lobs e quant'altro, che hanno portato il Geas a stravincere senza segnare nemmeno una tripla (e tentandone pochissime), roba notevole nel basket odierno. Barberis è in forma smagliante, o meglio non ha perso quella che aveva prima della sosta. E' sempre nel vivo dell'azione, sa sempre farsi trovare dagli assist delle svariate passatrici di squadra, ma all'occorrenza fa da sola; tutto sembra riuscirle facile.
Per Tognalini naturalmente poteva solo essere l'occasione di cogliere impressioni e non certezze su quanto varrà il suo impatto per il Geas. Un po' di ritmo da ritrovare, forse, ma anche lei s'è fatta trovare bene dalle passatrici. L'assenza di Beretta, di cui ha sostanzialmente occupato i minuti, ha impedito di valutare come varieranno gli spazi con la sua aggiunta.
Da notare alcune cifre mostruose come i 37 recuperi e 20 assist del Geas, oltre al 109-42 nella valutazione. A fine partita il clan Geas attendeva speranzoso un esito favorevole del contemporaneo Genova-Torino, ma dopo aver a lungo condotto, le concittadine di Cristoforo Colombo… naufragavano in volata, e quindi Sesto perde molte delle chances di qualificarsi alla Coppa Italia come prima classificata; con 2 vittorie preferibilmente larghe dovrebbe assicurarsela da miglior seconda, a discapito di Bologna o Castel S. Pietro. Sulla strada c'è, affascinante destino, il Sanga Milano che a sua volta deve forzatamente vincere per sperare nella Poule Promo.

Domenica 11/1 - Perseverare è diabolico. Un’ora e 10 di macchina, stavolta (Pessano è leggermente più lontana), per vedere Carugate-Broni dal 23’, ovvero un attimo dopo che le pavesi abbiano preso il largo (22-34) con un parziale di 0-6 in avvio di 3° quarto, continuazione – apprendiamo dai presenti – di un break già avviato nel finire di secondo periodo che aveva ribaltato l’iniziale vantaggio delle ospitanti.
La partita finirà 38-65, insomma non proprio un finale emozionante. Ma stavolta avrebbe potuto valere la pena, vedere anche solo uno spezzone: c’era l’esordio di Paolo Gavazzi sulla sua stessa panchina, emulando in qualche modo Franz Pinotti; c’era una Carugate che poteva mettere le ruote fra i bastoni a Broni nella rincorsa alla Poule Promo.
Purtroppo la parte che abbiamo visto potrebbe dare un’idea falsata di Carugate, che oggettivamente in quello spezzone è stata un disastro totale, soprattutto in attacco (8-30 nei primi 17’ del secondo tempo). :o: Broni indubbiamente è in forma, ma se i tuoi avversari fanno 8 punti in 17’ vinceresti anche stando male. E non c’è parso che Broni difendesse a mo’ di bunker. Avessimo visto il primo quarto e mezzo, in cui Carugate era pure a +9, forse avremmo qualche motivo di ottimismo in più sulla compagine della Martesana. Che invece deve ricostruirsi con pazienza; difficile dire in quale aspetto specifico stia il problema principale. :unsure: Un po’ di tutto. Eppure si tratta pur sempre della squadra che ha perso di misura con Genova, Torino e Milano. Sicuramente l’abbassarsi del livello delle avversarie in Poule Retro aiuterà a non patire certi limiti e a ritrovare fiducia.
Broni invece si giocherà tutto contro Genova e Geas, non proprio due partite semplici. Però nelle attuali condizioni sembra essere in grado di portare a casa due punti, preferibilmente quelli contro la diretta concorrente, che sarebbero già decisivi per la Poule.
Nota positiva finale: gran pubblico da spalti esauriti con gente in piedi, solita possente performance vocale per gli ultras di Broni.

Nella foto: la doppietta di spezzoni di partite visti, Geas-Selargius in alto e Carugate-Broni in basso.

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