venerdì 31 luglio 2015

La week en rose (127)

 Domenica 19/7 – Torneo misto di Binzago, è finita. Vince la squadra di Kerol Bossi, 105-104 su quella di Miciona Gatti, dopo una partita incredibile, davanti a circa 200 spettatori, forse più. Il destino gira sull'ultimo tiro affidato, ma sbagliato da 8 metri (era arduo), a "Scricci" Zanotti, la tascabile che aveva ispirato rimonta del team di Gatti dopo l'agghiacciante -17 di fine 1° quarto. Un grande sforzo ma con poca lucidità nello sfruttare la stazza della Miciona contro una squadra che contava solo su guardie (Bossi, Brino, Bonalumi, tutte peraltro autrici di un buon lavoro in difesa, con raddoppi e intercetti; Brino ha anche messo una tripla importante nel finale), poi anche responsabilità sua aver sciupato qualcosa di troppo da sotto. :cry:

Il tiro libero decisivo, a 40 secondi dalla fine dopo aver subìto fallo da Gatti, lo mette proprio lei, Bossi, che a fine partita distribuiva confetti per il suo matrimonio in programma 6 giorni dopo: non doveva nemmeno giocare il torneo, per evitare rischi di farsi male a ridosso della cerimonia; ma poi la sua squadra era rimasta a corto di donne e l'ha richiamata in extremis. (Tra parentesi: che fretta c'è di sposarsi, a 24 anni? Io, se non altro, ho aspettato i 25). :wacko: E' lei la donna decisiva al torneo: con questo arriva a quattro trionfi. Mentre Gatti rimane ancora a secco a dispetto di 3 finali disputate.
Arriva quarta, alla fine, la squadra di Filippi. Poteva essere lei la Storia con la "s" maiuscola di questa edizione, dopo averla dominata in lungo e in largo. Ma sfiga ha voluto che la vittoria in semifinale le fosse sottratta nel modo che abbiamo raccontato. :angry: Le rimane il premio di miglior marcatrice, 154 punti in 7 partite (ovvero 22 di media), con un abissale vantaggio sui 104 di Bossi e i 95 di De Cristofaro, seconda e terza; per soli 3 punti la diva da Ranica (Bg) non pareggia il record di Maiorano di 157 in un'edizione.
Naturalmente è stata lei anche la miglior giocatrice; però la prassi del torneo non prevede la doppia corona, né si può dare il premio a chi l'ha già vinto in passato; e dunque è stata scelta come mvp Mariella Arnaboldi, comunque una vincitrice degna per la sua efficacia a dispetto dei 2 anni di inattività. Premi speciali sono stati dati a Maiorano per i 1000 punti superati in carriera al torneo, e a Valentina Gariboldi, lady di ferro, per aver giocato 9 edizioni senza mai saltare una partita su 57 possibili.
Nel complesso è stata un'edizione di stabilità sul versante femminile. Come quantità, 74 tipe contro le 70 del 2014 è positivo. Come qualità, il ritorno di Filippi ha alzato il livello; è forse mancato qualche colpo grosso a livello di esordienti al torneo (le prime 10 marcatrici erano tutte ragazze già all'opera negli anni scorsi). Le statistiche mostrano che la produzione realizzativa delle donne è rimasta stabile rispetto all'edizione passata, decimale in più decimale in meno, sia come punti assoluti segnati, sia relativamente ai punti dei maschi delle rispettive squadre.
Ok, dopo 3 settimane abbondanti ora archiviamo Binzago e ci dedichiamo solo alle vicende "serie" (si fa per dire), che peraltro non avevamo tralasciato di seguire. Per le rassegne fotografiche binzaghesi (più prossimamente i video) gl'interessati vadano sul sito www.torneodibinzago.blogspot.it dove troveranno gli appositi links.

Lunedì 20/7 – Conclusi in nottata i Panamericani con la vittoria del Canada in finale sugli Stati Uniti, 81-73. E' sempre una notizia quando gli Usa perdono, ma francamente non so dire se sul piano tecnico sia una sorpresa o meno, perché a parte Stewart sul fronte yankee non conoscevo alcun nome. Grande protagonista Kia Nurse, esterna canadese del '96, che realizza 33 punti in finale, surclassando i 17 di Stewart. Gli Usa avevano già dato segnali di vulnerabilità in semifinale, quando s'erano salvati 65-64 con Cuba grazie a due liberi a 7 secondi dalla fine. Il basket canadese è in forte ascesa nel maschile; forse questo alloro può essere spia di un'analoga crescita nel femminile. Sarebbe importante perché il "resto del mondo", cioè quello che non è Usa né Europa, è in stallo da oltre 15 anni, non riuscendo ad andare oltre l'Australia come top team (il Brasile è in calo da tempo).

Martedì 21/7 – Non si può dire che sia un'estate noiosa, almeno per quanto concerne le formule dei campionati. Dopo il balletto della scorsa settimana sull'A2 (ufficialmente concluso oggi con l'uscita delle date e le conferma dei gironi a 14 con 8 ai playoff ecc.: da piangere per la contentezza), la "bombetta" di oggi è che in A1 si qualificheranno 12 squadre ai playoff. Su 13.
Un po' strampalato ma non sono così sicuro, come dicono alcuni, che così si toglie valore alla stagione regolare. Può essere vero per una fascia di squadre che graviterebbe tra il 7° e il 10° posto, suppergiù; ma per le prime non cambia nulla, mentre in coda qualche squadra in più rimane viva anziché, magari, trovarsi anzitempo fuori dai playoff ma non a rischio retrocessione, se succede come l'ultimo anno che la Triestina è retrocessa diretta per eccesso di distacco dalle altre. E in fondo la lotta per le posizioni ha comunque senso, perché arrivare in fondo alla griglia playoff vuol dire farsi massacrare dalle big al primo turno, mentre piazzarsi meglio dà speranze di avanzare.
In sostanza, meglio la classica formula da 8 ai playoff + 4 ai playout, ma non penso che questa variante ammazzi l'interesse (che nel suo piccolo, è duro a morire, visto che è già stato dato per defunto almeno 76 volte negli ultimi 30 anni, secondo gli addetti ai lavori). <_<

Martedì 21/7 – Conclusa la prima fase dei Mondiali U19 in Russia. A proposito di formule che promuovono tutti: vedi che non è solo un morbo italico. Infatti, qui, tutte e 16 le partecipanti sono ammesse agli ottavi di finale. :o: I gironi servivano solo a stabilire il tabellone. Molti risultati squilibrati, per via della presenza di materassi come l'Egitto, il Mali, la Sud Corea (competitiva invece Taipei, che ha battuto l'Argentina). Usa, Russia e Australia hanno fatto polpette d'ogni avversaria, con circa 35 punti di scarto medio. L'altra vincitrice di girone è, a sorpresa, il Belgio che ha sopravanzato la Francia, immaginiamo con orgoglio perché spesso i belgi (almeno i valloni francofoni) sono considerati i fratelli poveri di quelli della Torre Eiffel. Non bene invece la Spagna, solo terza, dietro gli Usa (normale) ma anche alla Cina. Ma visto che solo da domani si fa sul serio, tutto ciò va preso con le molle.

Sabato 25/7 – Sono giornate tranquille, le ultime 3 o 4, sul fronte italico (ci sarebbe la Sperimentale all'opera in Cina ma al massimo riepiloghiamo alla fine), per cui restiamo sul nobile fronte internazionale, anche se abbassa l'audience, con un punto sulla Wnba. Si è giocato stanotte l'All Star Game con un frizzante 117-112 dell'Ovest sull'Est. Maya Moore mvp con 30 punti. Alla boa di metà stagione, in testa New York davanti a Washington nell'Est; Minnesota dinnanzi a Phoenix nell'Ovest.
Peccato per l'infortunio che ha già terminato la stagione di Skylar Diggins, la fascinosa play di Tulsa che, dopo anni disastrosi (Tulsa, non lei), sembrava finalmente decollare. Elena Delle Donne è un po' calata dopo lo spaziale inizio d'annata, ma rimane prima marcatrice con circa 25 media davanti a Moore; è anche seconda rimbalzista e terza stoppatrice, classifica quest'ultima dominata dal pinnacolo Griner (che ha archiviato le beghe invernali con l'ex moglie e s'è messa a giocare) con oltre 4 a partita.

Nella foto: collage femminile dalle premiazioni di Binzago. In alto: Bossi the winner e il trio sconfitto in finale Zanotti-Marulli-Gatti. In centro: selfie delle terze classificate con Schieppati in primo piano mentre dietro la prima destra è Arnaboldi col trofeo di mvp; Dal Verme e Filippi, scintillante coppia della squadra quarta. In basso: le meno note Ventura e Frate col trofeo "fair play" della loro squadra; Maiorano con la maglia avuta in premio per i 1000 punti.

mercoledì 22 luglio 2015

La week en rose (126)

 Giovedì 16/7 – Mentre l'A2 è squassata dalla polemica sui ripescaggi, al torneo misto di Binzago ci si bea in un'oasi felice, dimentichi d'ogni bega e piaga. Stasera è terminato il round dei quarti di finale. Hanno vinto tutte squadre le cui ragazze hanno un ruolo importante, e ciò non può che far piacere.

Ma intanto si gode. Strepitoso show di Marcella Filippi nel primo tempo del suo quarto di finale, in cui ha segnato 24 punti dei suoi 32 di serata. Aveva contro Alessandra Calastri, per la quale ho provato pietà: :woot: la centrona da Varedo era a mezzo servizio per problemi fisici, e l'ala bergamasca era incazzata per motivi suoi (l'ha detto nel dopopartita, senza specificare dettagli), sicché ha trattato l'avversaria come un pugile fa col punching-ball. Un campionario di triple in faccia, entrate con appoggi a tabella da angoli impossibili, insomma tutti canestri difficili (tiri liberi a parte), mica punti regalati. A un certo punto, a ogni canestro sempre più allucinante mi ribaltavo al di là della transenna che delimita il campo. :inchino: In 13 Binzaghi che ho seguito, ho visto tante prestazioni brillanti da parte delle donne, ma uno spezzone di partita così forse mai.
D'altronde la tipa è arrivata in forma smagliante dopo il raduno azzurro; è oggettivamente una delle migliori 20 giocatrici attuali d'Italia. A Binzago debuttò 8 anni fa; ne aveva 22, faceva da timida "spalla" di Maiorano e degli uomini della squadra; s'intravedevano le potenzialità ma sembrava lei stessa non crederci a sufficienza. Oggi è nella piena maturità anche nella consapevolezza dei suoi mezzi, e nella voglia di utilizzarli senza remore. Fa parte di quella tipologia di ala polivalente, dotata di tiro da fuori e di centimetri, che in Italia paradossalmente abbonda senza che però siamo riusciti minimamente a fruirne agli ultimi Europei senior (Macchi, Cinili, Santucci, Zandalasini, Penna sono altri esempi pur con le debite differenze fra l'una e l'altra).
Quindi avanti la squadra di Filippi e fuori Calastri. In un altro quarto di finale sugoso, avanti la squadra di Arnaboldi, Schieppati e Gariboldi che, a staffetta, mettono la museruola a Maiorano, forse già in serata storta di suo, che finisce con 9 punti e 2/18 dal campo. :cry: Passa pure la squadra di Bossi, solito fulmine di guerra sulle scene binzaghesi, Bonalumi e Brino contro quella della neo-Sanga, Ludo Rossini. Avanti pure la Miciona Gatti con Sara Canova, che ingabbiano "Prezze" De Cristofaro (e la sua scudiera Bassani) con un muro difensivo. In semifinale, sabato, avremo Gatti contro Filippi; Schieppati contro Bossi.

Venerdì 17/7 – A volte si fatica a capire se è scherzo o realtà. Dicevamo della confusione scoppiata l'altroieri in A2 alla notizia che la formula a 28 squadre proposta dalla Lega era stata bocciata dalla Fip, propensa a ripescare 3-4 compagini e a mantere le conferencine e le poules. Ebbene, oggi pare che non se ne faccia più nulla. Secondo Basketinside (che parla, severo, di "barzelletta d'Italia"), il motivo del dietrofront sarebbe la rinuncia di Latina alla gran salita. Quindi Alghero e Udine, che avevano già lo spumante col tappo a mezz'aria, lo debbono riporre in frigo in attesa di promozioni sul campo. A questo punto pare che passerà la formula a 28 con 2 gironi e playoff per le prime 8. E solo squadre che hanno meritato la categoria. Sembra troppo semplice per essere vero, e anche troppo bello. Eppure salvo ulteriori colpi di scena ormai va così. :lol:
A chi si lamenta per il balletto cui abbiamo assistito, rispondo che è meglio così, perché la Fip in tal modo può essere appagata di aver smontato, manovrato e rimontato, mentre se non avesse fatto nulla, digerendo passivamente i desideri della Lega, avrebbe rischiato di sentirsi irrequieta. :blink: L'importante è il risultato finale, non se vi si giunge in modo lineare oppure tortuoso.
In A1 sembra ormai certo che si resterà a 13 squadre. S'alzano lamentele per il campionato zoppo; ma anche qui vorrei rassicurare: non tutti i mali vengono per nuocere. Dovesse capitare come nelle ultime stagioni, che una squadra molla dopo pochi mesi, si tornerebbe al campionato pari: abbiamo tutto da guadagnare. -_- E poi occhio che la decantata A1 di volley avrà anch'essa 13 squadre: almeno in qualcosa copiamo dai migliori.

Sabato 18/7 – Semifinali al torneo di Binzago. Marcella Filippi va fuori nella maniera più incredibile contro Miciona Gatti (rimasta orfana di Canova). L'astro azzurro non è brillante come nei quarti, ma racimola comunque 16 punti (a fronte dei 12 della pivottona da Binago-non-Binzago), uscendo però per falli nel finale dei regolamentari. Si va al secondo supplementare dopo che un contestato fallo sulla sirena del primo overtime (contatto dubbio tra Erika Francione e un uomo) regala il pareggio con un libero alla squadra di Gatti, dopo che la vittuonese Dal Verme con una tripla di tabella aveva dato il vantaggio che poteva essere decisivo per il team filippico.
Successivi filmati, rivisti varie volte, sembrano dimostrare con una certa sicurezza che la sirena era effettivamente già suonata. Insomma potrebbe essere stato un errore di arbitri e tavolo, che ha privato Filippi e i suoi di una vittoria già ottenuta. Brutto ma può capitare. In ogni caso c'era un secondo supplementare per poter ancora vincere, e per Marcella The Great vale quel che commentammo per Cinili in gara-5 di finale scudetto: quando sei fuori per falli non puoi far più niente, ergo conviene rimanere dentro. -_-
Ma ben poco si può imputare a Filippi dopo quel che ha fatto in questo Binzago. Pochi minuti dopo l'amara delusione, è scesa in campo anche per la finale della gara di tiro da 3 punti, dove, senza sorpresa alcuna, è stata la migliore delle donne, vincendo il 4° premio. Peccato che dopo aver vinto il primo round di finale non sia riuscita a ripetersi nel secondo e decisivo. Le resta, domani nella finalina, la possibilità di battere il record di Maiorano (2011) di punti in un'edizione, che è di 157; Filippi ora è a 134, in ogni caso il premio di top scorer non le sfuggirà.
Nell'altra semifinale, vince la squadra di Bossi, Brino e Bonalumi contro quella di Arnaboldi, Schieppati e Gariboldi. Succedono, forse per fortuna, meno rocambolaggini che nell'altra semifinale; Schieppati purtroppo, come spesso le capita, non si dimostra particolarmente interessata alla banale arte di produrre punti (solo 1 per lei, con pochissimi tiri), :wacko: e la rotazione da 5 tipe non agevola. Il team di Bossi invece è rimasto in 3 ragazze per il venir meno di Sforza e Pulvirenti, sicché la Kerol nazionale rimane in campo un sacco di minuti e produce 15 punti coi suoi caratteristici leggiadri svolazzi a canestro in entrata. Che, ora mi viene in mente, mi colpivano fin dai tempi in cui era una scudiera del trio Spreafico-Pasqualin-Ele Bestagno nel celebre team '91 della Comense.

Domenica 19/7 – Sembra che il presidentissimo Petrucci abbia rilasciato un'intervista a Sky Sport in cui ventila un ricambio generale dei quadri tecnici del settore femminile dopo il non esaltante Europeo senior. Ma il toto-nomi servirà a poco se non si creeranno le condizioni affinché il nostro potenziale, già non eccelso, si possa quantomeno esprimere al 100%. Traduzione? Se non si può naturalizzar nessuno, e se giocatrici fra le migliori possono tranquillamente dire che in azzurro non ci vanno, manco Mandrake può riportarci alle Olimpiadi e ai Mondiali. :angry:
A proposito di competizioni planetarie. E' iniziato ieri il Mondiale Under 19 in Russia. Difficile seguirlo come si deve, ma sarà interessante la sfida tra le solite Usa, che arrivano con un buon plotone di collegiali reduci dall'anno da matricole, l'altrettanto solita Spagna, che avrà la formidabile '97 Salvadores di cui ricordiamo i 40 punti in finale iridata U17 dodici mesi fa, e le padrone di casa che contano su di lei, la sensazionale '98 Vadeeva che se ha brillato all'Europeo senior, figuriamoci con le bebè.
Ci sono, in questi giorni, anche i Panamericani senior, ebbene sì. L'Argentina schiera alcuni volti noti in casa nostra, come la ragusana Debbo Gonzalez, la ferrarese Rosset e l'ex sestese (non troppo rimpianta) Ago Burani. Le Usa hanno come punta di diamante Breanna Stewart, la 3 volte campione Ncaa in carica, già d'oro ai Mondiali senior 2014. Si gioca a Toronto, il torneo è liofilizzato: 8 squadre, iniziato il 16, stanotte si disputano già le semifinali: Usa-Cuba e Canadà-Brasile.
Più umilmente, si è concluso oggi a Pesaro il Torneo dell'Amicizia, il classico trofeo itinerante tra teams mediterranei Under 15. Ci ricordavamo che giocasse anche la Grecia, di solito, ma stavolta non c'era. Non è andata molto bene per noi: 34-77 contro la Francia e 37-73 con la Spagna. :cry: Insomma, "Franza o Spagna col c... che se magna", oppure "Franza o Spagna, l'una o l'altra ci saccagna", si potrebbe parafrasare il celebre detto. Non si possono trarre troppi giudizi da un torneo che è più esplorativo che competitivo; però se la distanza delle nostre 2000 dal top europeo è di 40 punti, sarà dura colmarla negli anni a venire. Mancava tuttavia, indispensabile notarlo, quella Sara Madera che al Trofeo delle Regioni è apparsa un gigante in mezzo alle bimbe, ovvero l'unica fuoriclasse di quell'annata. E se non erriamo non ha giocato neppure Susanj, stellina di Muggia campione d'Italia che pure era in lista convocate.

Nella foto: Marcella Filippi durante la sua prestazione nei quarti del torneo di Binzago, un'aliena in mezzo agli umani. Calastri non può che sorriderci sopra.

domenica 19 luglio 2015

La week en rose (125)

Domenica 12/7 – Terminiamo quinti all'Europeo U20. Nella fase consolatoria abbiamo battuto la Slovacchia (78-68, Barberis 15, Tagliamento 13, Zandalasini evidentemente con qualche problema, 0 in 12'), ritrovando per incanto il tiro da 3 che tanto c'era mancato nei giorni scorsi (12/25 contro le ex unite alla Cechia), e infine oggi il Portogallo, vendicando la sconfitta subìta nella seconda fase (83-71 segnando 56 punti nei due quarti centrali; Tagliamento 19, Trimboli 17; Zandalasini curiosamente ancora 0 con 0/2 in 12', ma 'sti problemi che erano?).

Penna finisce come miglior marcatrice a 11,3 di media, davanti a Zanda (11,1, ma sarebbero stati 14,3 senza i due zeri finali) e Tagliamento (11,0). Penna è anche la top rebounder con 6,4. Tra le cifre di squadra, significativo che risultiamo il quarto miglior attacco fra le 16 compagini (per quanto le cifre siano drogate dalle ultime due partite), ma la peggiore di tutte a rimbalzo. Qui non può essere solo questione di stazza mancante: non è che fossimo la squadra più nana e filiforme in assoluto. E poi lo dicono tutti i sacri testi che i rimbalzi non sono solo questione di altezza, ma di tecnica di posizionamento, di intensità, di capacità di saltare più volte consecutive. Cose che non dovrebbero esserci precluse. Ma i rimbalzi non li prendiamo lo stesso. Per me è una questione "culturale" nostrana: fatico a nominare una giocatrice italiana con spiccata propensione al rimbalzo. :wacko:
Il piazzamento non è da buttare via. Certo, venivamo da un argento nel 2013 con le '93-94 e un bronzo lo scorso anno con le '94-95, ma erano eccezioni e non la nostra normalità. Il confronto più equo è con l'Europeo U18 di due stagioni or sono (stesse annate), in cui terminammo sesti. Si nota che la classifica finale è rimasta identica, salvo per la Serbia che è slittata dal bronzo alle retrovie, favorendo la salita dell'Olanda sino al podio, che ha conquistato oggi battendo la Russia (che non ha schierato la stella nascente del '98 Vadeeva) nella finalina. Mentre la Spagna, come nel 2013, ha battuto la Francia per l'oro (l'anno scorso in U20 andò all'opposto), una bella suonata con un 66-47 maturato già nel primo tempo (+13). La solita Romero è stata eletta "mvp" con 22 punti.
A parte le solite regnanti Spagna e Francia, e la riemergente Russia, l'Olanda sarà dunque una potenza emergente nel prossimo futuro senior, insieme al vicino Belgio che fu d'oro U18 con le '93? E noi come ci collocheremo? Giusto chiederselo perché alla fine, per le U20 che stanno per varcare la soglia del basket "delle grandi", contano più le prospettive che gli effimeri per quanto significativi piazzamenti di oggi. E quindi io non mi preoccuperei tanto di discutere se Molino potesse cavare di più da codesto Europeo con la tale o talaltra mossa tattica o impiegando questa anziché quella, bensì se questo gruppo di giocatrici, probabilmente più dotate (a prescindere dalle medaglie) rispetto alle '92-93-94 che le hanno precedute, si tradurrà in una Nazionale senior in grado di riportarci alle Olimpiadi e ai Mondiali oltre che sul podio d'Europa, e in una pattuglia di italiane in grado di essere protagoniste del campionato. Perché se non ce la fanno queste, non so se produrremo una generazione simile a breve.

Domenica 12/7 – Torneo misto di Binzago, terminata la seconda settimana piena (15 serate di giuoco sinora). Oggi è stata la "Maiorano night", in quanto la leggendaria 33enne ex Geas, Broni, Ivrea, Rovereto, Viterbo, Parma, Schio, Umbertide, Napoli, Venezia, Comense, Orvieto (e sicuramente ne dimentico) ha superato grazie a una coppia di tiri liberi la quota di 1000 punti realizzati in carriera al torneo. Ha impiegato una sessantina di partite in 12 edizioni, con una media intorno ai 16. E' la prima, uomini compresi, a toccare siffatto cielo con un dito; per dar l'idea della portata, la seconda nella lista femminile "all time", Alessandra Calastri, non arriva a 500 :woot: (a mo' di curiosità, la migliore per media-partita è Milica Micovic con 18,8). Il raggiungimento del traguardo - che comunque sarebbe arrivato nei giorni prossimi - è stato reso possibile oggi dalla disputa di due supplementari nel duello che vedeva Maiorano opposta a Marcella Filippi, che sta dominando quest'edizione sulla scia del raduno azzurro da lei svolto a inizio estate. Maiorano ha finito con 20 punti ma l'ala di S. Martino di Lupari con 23, vincendo la partita. In ogni caso si sono qualificate ambo le squadre.
Altro da segnalare sul fronte muliebre rispetto a settimana scorsa. Giulia De Cristofaro ha dapprima continuato la sua serie di "ventelli" arrivando a 78 punti in 3 partite, poi però ha abbandonato la quarta gara durante il 2° periodo in quanto il suo boyfriend veniva espulso per proteste in seguito a una chiamata su di lei, in realtà a vantaggio della "Prezze" ex Geas e Carugate, ma fraintesa dal partner. :woot: Solidarietà per solidarietà, anche lei decideva quindi di lasciare la partita, che veniva persa dalla sua compagine contro quella di "Buba" Arnaboldi, in notevole forma come già segnalato, e Verò Schieppati. Anche in questo caso ambo i teams hanno passato il turno e quindi nulla di compromesso.
Le "bigs" sono passate tutte, non è un'edizione di flops a sorpresa. Ha vinto il suo girone "Miciona" Gatti, come sempre sorniona, cioè non troppo ansiosa di ergersi a protagonista salvo a tratti, quando sfodera gli artigli e si fa valere anche in attacco, non solo in difesa dove rappresenta sempre un muro di cemento per il 99% delle malcapitate e più esili avversarie. L'1% residuo è costituito da Alessandra Calastri, la quale l'ha sfidata qualche giorno fa nel duello tra le torrione del torneo, non particolarmente prolifico per entrambe (10 punti per il neo-acquisto di Lucca, 5 per "Cala"), vinto dal team dell'ormai ex-Sanga Milano (futuro incerto, tra parentesi, per lei), la quale s'è esibita qui a Binzago anche in veste di giocatrice di Baskin, la variante del basket che integra normodotati e disabili, molto interessante sia sul piano umano che su quello dello spettacolo: c'è stata una partita tra Sanga e Lentate in anteprima a una serata di torneo.
Infine, tra le giocatrici meno celebrate, menzione per Noemi Frate, quest'ultimo anno confinata in Promozione a Cermenate ma in passato valida giocatrice di B (ma non è vegliarda, ha solo 24 anni), che con 21 punti ha tenuto vive le speranze di qualificazione del suo team. La fase eliminatoria finisce tra due sere, poi da mercoledì 15 si va col tabellone finale.

Mercoledì 15/7 – "Cosa succede, cosa succede in città?", cantava Vasco Rossi. Vorremmo capirlo anche noi, per quanto concerne l'A2, che pare sprofondata nel caos. Secondo gli scoops di Basketinside, confermati dagli utenti che scrivono qui sul forum, la Fip avrebbe sconfessato le decisioni prese dall'assemblea di Lega di sabato scorso, optando per 4 gironi da 8, quindi col mantenimento delle "conferences" e delle due "poules" di seconda fase. Per arrivare a ciò, ovviamente, servono ripescaggi, ed ecco dunque che Alghero, Udine e Cus Cagliari, più forse altre (la ridda di voci è incontrollata; si legge di Latina e Catania), sarebbero già col biglietto di risalita pronto. Per Alghero sarebbe un bel regalino dopo la seconda retrocessione di fila e un'annata non esattamente farcita di vittorie, ma non di meno per le altre, perché significa stare nell'olimpo delle serie nazionali anzichè nell'oblio di quelle regionali.
Le società di A2, a quanto si fiuta in giro, sono sul piede di guerra, anche se in questi casi è ovvio che si fa sentire chi ha da recriminare, quindi non scambieremo la parte in rivolta con la totalità. <_< Chiaro però che se sabato la Lega aveva votato la formula a 28, la maggioranza ora viene scontentata. Telefoni roventi più del caldo asfissiante di questi giorni, mails di fuoco che s'intrecciano, e però dalla Fip non ci sono ancora dispacci ufficiali, perciò è uopo aspettare i prossimi sviluppi. Paradossalmente, dopo aver stigmatizzato gli anni scorsi i continui cambiamenti di formula, siamo qui ad auspicare che non si mantenga quella attuale, cioè i 4 gironcielli; ma questo è un caso in cui una deroga al principio è necessaria. In ogni caso, se serviva qualche bel colpo di scena per movimentare l'estate, eccolo servito.

Giovedì 16/7 – Mentre continua a impazzare il balletto sul futuro dell'A2, non ci si ferma mai con le nazionali. C'è la Sperimentale convocata per una tournée in Cina nei prossimi giorni; parte del gruppo è la stessa delle Universiadi ma arrivano M. Bestagno, Sbrissa, Spreafico, Ercoli, Zandalasini, Tagliamento, quindi un po' di "veterane" e un po' di U20 reduci dall'Europeo. Poi c'è la Nazionale 3 contro 3 under 18 (ebbene sì). E quella U18 vera e propria, che avrà gli Europei a fine mese. E quella U15 che sta per iniziare il Torneo dell'Amicizia.
Ovviamente non è tutto qui, anche se sfortunatamente non siamo qualificati ai Mondiali U19 che iniziano sabato in Russia. Insomma, il globo è percorso da torme di giocatrici azzurre d'ogni età che ogni tanto s'incrociano a Roma o in qualche collegiale, con un viavai che nemmeno sul Grande Raccordo Anulare.

Nella foto: Maiorano al torneo di Binzago fa il verso al famoso cartello dei 100 punti di Wilt Chamberlain. Ma per lei sono 10 volte tanti, anche se ci ha messo qualche partita in più...

sabato 18 luglio 2015

La week en rose (124)

 Venerdì 10/7 – Non riusciamo a far saltare il banco agli Europei U20, ovvero a buttar fuori, nei quarti di finale, la Francia che aveva tritato tutti sinora mentre noi c'eravamo qualificati in extremis e cum affannibus.

Non siamo andati lontanissimi (55-61), per quanto mai al comando nel secondo tempo. Partita prevedibilmente a basso punteggio, ma nemmeno troppo. Le nostre davano l'impressione di esserci, senza soggezioni, nonostante la solita imponente massa delle transalpine. Addirittura 15-5 per noi dopo 7 minuti, un sogno. Poi le cose andavano in modo più realistico: già a fine 1° quarto si era quasi pari. Però non ci spazzavano mai dal campo. Nel 3° periodo il nostro problema era l'esecuzione, non la mancanza di opportunità dovuta a una loro prevalenza nitida. Ci procuravamo, cioè, buone occasioni da fuori, ma le spedivamo in gran parte sul ferro. Al tempo stesso la Francia sciupava troppo da sotto, per cui non riusciva a staccarci come avrebbe potuto: da -9 risalivamo nuovamente, con Zandalasini che faceva... Zandalasini, cioè una giocatrice che c'entra poco col pianeta giovanile, segnando 18 dei nostri primi 36 punti. Ci procacciavamo, inoltre, diversi tiri liberi per la fallosità francese; si era sul 39-43 per loro a fine 3° quarto, tuttora molto meglio del previsto.
L'ultimo periodo aveva un andamento pazzo, a scatti. Dapprima la Francia trovava più concretezza in area e s'involava sul 39-51. Nel frattempo scemava la produzione di Zandalasini, legata come di consueto a soluzioni ad alto tasso di difficoltà (palleggio, arresto e zompo carpiato da 6 metri), quelle che più la fatica sale, meno riescono. Sembravamo insomma spacciati. Invece, o per orgoglio nostro o per calo di tensione francese, o semplicemente perché a volte la palla decide di entrare nel cesto dell'una, a volte dell'altra, ecco un clamoroso 11-0 a nostro favore. Grande protagonista Peresson che invertiva il nostro trend negativo da fuori, con 8 punti in 1 minuto e spiccioli; altri 3 ne aggiungeva Trimboli. Risultava utile anche un pressing che denudava pecche transalpine nel mestiere di portar palla. Ci ritrovavamo a 6' dalla fine sul 50-51 per loro, un sogno.
Ma lì finivamo. Zero punti per un lungo, infinito tempo. La partita restava in bilico per un paio di minuti, in attesa di pendere dalla parte di chi si fosse sbloccato per primo. Ci riusciva la Francia e tutto ci girava storto, compreso un infortunio a Tagliamento. Potevamo, in realtà, ancora farcela perché a 1'15" dalla fine eravamo sotto solo 50-55. Ma Zandalasini gettava un passaggio e venivamo puniti da un loro canestro su buona circolazione. Chiusa lì. Poi sul fallo sistematico era solo questione di definire il punteggio. Zandalasini chiude con 20 (6/12 dal campo e 7/9 ai liberi) ma solo 2 negli ultimi 15' circa; poco da imputarle, comunque; nessun'altra in doppia cifra.
Salutiamo quindi la corsa per le medaglie con una partita che è stata, forse, specchio della nostra spedizione, cioè incompiuta anche se con tratti di indiscutibile forza che, paradossalmente, acuiscono il rimpianto per quello che avremmo potuto fare se tutto fosse girato bene. L'Olanda è in semifinale accanto alle "bigs" Spagna, Francia e Russia, e il posto delle tulipane sarebbe potuto essere nostro.

Venerdì 10/7 – Oggi negli Usa, segnatamente a New York, c'è stata una parata celebrativa per la nazionale di calcio femminile che ha conquistato 5 giorni or sono la Coppa del Mondo. Per il basket, sport in cui è uso svolgere queste parate quando un club trionfa, nessun onore del genere è riservato alla nazionale (parlo anche del maschile), le cui vittorie passano sotto silenzio. E' il paradosso dell'eccesso di superiorità che toglie interesse alla competizione. Se gli Usa perdono, è una clamorosa e ingiustificabile debacle; se vincono (come succede quasi sempre, ancor più tra le donne) è uno scontato esercizio di supremazia. Ci chiediamo chi sia in grado di opporsi seriamente agli Usa per Rio 2016: da quanto emerso dall'Europeo del mese scorso, ci pare nessuno, a meno di un'epidemia che stenda mezza squadra Usa alla vigilia della finale. Le altre nazionali hanno al massimo 4 o 5 giocatrici di valore assoluto, le americane 12.
Quanto alla Coppa del Mondo di calcio donne, il successo planetario è stato fragoroso e c'è chi parla di una nuova era per lo sport femminile. Silvia Gottardi lamenta che solo da noi si continua a sprezzare le calciatrici (che lei evidentemente gradisce più delle pallavoliste...), tuttavia, come già detto, questo è un caso in cui l'arretratezza italica ci pare un gran pregio. Altrimenti, negli Europei futuri, oltre a lamentare la carenza di lunghe, scippate dal volley, piangeremo anche la scomparsa delle piccole aggressive, rapite dal calcio: ci resteranno solo oneste tracagnotte di 1.70-1.75 con cui a malapena batteremo Malta negli Europei "B". :woot:

Venerdì 10/7 – Un tris di notizie positive dei giorni scorsi, che si rischia di smarrire nel variegato turbiglione di news di nazionali, mercato, tornei, beghe politico-sportive eccetera. Sorteggiati i gironi delle Coppe europee, e finalmente Schio non è più sola: Venezia Napoli si sono iscritte all'Eurocup. La Reyer ha vinto la Lega Adriatica nella scorsa stagione, ma non è una vera e propria coppa. Schio come sempre è in lizza in Eurolega, la quale torna a 16 squadre dopo un'annata zoppa. Difficile portare a casa i due trofei, soprattutto l'Eurolega, ma in questo caso "l'importante è partecipare" non è aria fritta, perché, a parte la dignità del movimento che era lesa dall'auto-esilio degli ultimi anni, l'esperienza internazionale delle nostre giocatrici non poteva restare limitata alle scledensi.
Seconda buona novella: presentato a Sesto l'avvio del progetto "Amici del Geas", ovvero alcuni imprenditori locali hanno accettato di sostenere il club. Per ora sono in quattro, non moltissimi, ma simbolicamente conta assai, perché era un'idea fissa del presidente Mazzoleni sin dal primo anno di ritorno in A1 (2008/09) e non s'era mai concretizzata, con grave scorno del massimo dirigente rossonero, ferito dal muro d'indifferenza del territorio. Nonostante la canicola di questi giorni renda Sesto ancor più brulla del solito, si può ben dire "se son rose fioriranno".
Ultima notizia positiva, questa invero di minor conto ma giusto per sorridere: Martina Gargantini, giocatrice di Biassono, pubblica su Facebook una foto in cui è vestita con materiale griffato Olimpia Milano e tiene in mano magliette del medesimo club, da distribuire a un camp per bambini. Embè? Embè che Martina è nota come tifosa di Cantù, ed essere canturino comprende come dogma un odio efferato, ottuso, animalesco per Milano. Gargantini insomma, sfidando gli inevitabili fischi e fiaschi che i suoi correligionari le hanno scagliato, s'è fatta promotrice di un grande messaggio di fratellanza, di superamento degli steccati, utilizzando l'efficacia che un'immagine femminile graziosa può maggiormente ottenere rispetto a una più irsuta e poco attraente effigie maschile. -_-

Sabato 11/7 – Assemblea di Lega oggi a Roma. Emerge che le società di A2 hanno votato per una formula a 28 squadre, quindi senza ripescaggi di massa, con suddivisione in 2 gironi da 14. Si tornerebbe insomma al semplice, lineare e comprensibile assetto in vigore sino a 3 anni fa, poi scombiccherato in favore delle "conferences" che fanno risparmiare soldi di trasferte (forse) ma in pratica fanno finire la stagione della maggioranza della società a gennaio anziché ad aprile. Perché dato che la suddetta maggioranza non ha né ambizioni di salire né rischia realmente di retrocedere, il vero traguardo è a fine prima fase. Insomma il buon senso sembra prevalere, vedremo se la Fip ratificherà. :rolleyes:

Domenica 12/7 – Siamo giunti noni alle Universiadi in Corea. Dopo aver vinto con la Cina e perso con Usa e Rep. Ceca (fatale questa) nel girone, abbiamo battuto Mozambico e Svezia nella fase di consolazione. Gli Usa hanno vinto l'oro in finale sul Canada con un franco 82-63.
Franco per franco: non c'è chiarissimo cosa aggiunga una competizione come questa nel già sovraccarico panorama Fiba, anche perché, almeno nel nostro caso, si tratta di una Nazionale B più che di una selezione studentesca come (forse) sarebbe lo spirito. Però se coach Ricchini ha potuto piantare e innaffiare semi destinati a produrre qualcosa per la Nazionale A, tutto ciò avrà un senso. Ma magari ce l'ha anche in ottica-campionato (in termini di miglioramenti individuali), siamo ottimisti.
Bello sarebbe, però, se al termine di ogni spedizione azzurra, dalla più importante a quella meno, fosse resa pubblica una relazione dello staff tecnico in cui si dettagliassero gli obiettivi raggiunti e quelli mancati, i miglioramenti osservati o non osservati nelle singole, i perché delle vittorie e sconfitte, eccetera. Sarebbe interessantissimo nonché l'arma migliore per stroncare critiche basate sulla scarsa conoscenza delle vicende interne al gruppo.

Nella foto: la biassonese Gargantini, tifosa di Cantù, esibisce sorridente materiale di Milano, un'immagine simbolo di questa torrida estate che vorremmo affratellasse anziché dividere.

mercoledì 15 luglio 2015

La week en rose (123)

 Lunedì 6/7 – Non è mai troppo tardi / per parlar di Silvia Gottardi. Qualche giorno fa, il suo ormai ex patron e coach, Franz Pinotti, ha pubblicato una lettera aperta alla sua bandiera che se ne parte dopo 7 anni, ricordando i momenti più significativi trascorsi assieme (la promozione del 2009, la salvezza avventurosa del 2011, la finale del 2013, ma anche la scomparsa della madre durante quest'ultima stagione), concludendo: "Gottardi giocatrice, nei numeri è tanta roba. Sarà impossibile superarla in tutti i record stabiliti in maglia Sanga. Certo da oggi comincia la caccia, l’inseguimento del mito, da parte delle nostre giovani. Ciò che è più importante è la sua eredità per le nostre ragazze: la professionalità di una giocatrice che diventa leader con l’esempio concreto in palestra e sul campo".

Non ho granché da aggiungere (spiace condensare in poche righe 7 anni di assidua frequentazione delle sue partite) se non che, di fatto, non abbiamo mai potuto vedere la miglior Gottardi al Sanga, perché è arrivata a 30 anni e con priorità lavorative con cui fare i conti, eppure è riuscita sempre a sembrare una giocatrice di livello superiore; e poi che dalla corte di Pinotti, in questo lasso di tempo, sono passate decine di elementi, alternandosi periodi di "grandeur" ad altri di ridimensionamento, e l'unico punto fermo era lei, con la medesima applicazione sia che giocasse con altre "stars", sia che dovesse trainare compagne fragili, come del resto aveva già fatto a Carugate nei due anni precedenti la venuta al Sanga. Essere bandiera significa anche questo.
Stranamente Gottardi è considerata da alcuni poco affidabile nei finali punto a punto; il che forse deriva dalla sua generosità nel prendersi sulle spalle gli ultimi palloni, magari giungendo cotta dopo 39 minuti di corse e salti, giacché il suo gioco è dispendioso. Tuttavia le sue due migliori prestazioni che ricordo in maglia Sanga sono probabilmente gara-1 di finale-playoff del 2009 contro Torino e gara-2, sempre di finale ma A2, contro S. Martino di Lupari nel 2013.
Ma la diretta interessata mo' dov'è? In Africa, dove ha anche visitato progetti di basket per ragazzini poveri (vedi resoconto sul suo blog qui), insomma qualcosa d'interessante al di là dell'aspetto cestistico. A proposito d'interessante: sarà scontato dirlo, ma l'ho trovata una delle giocatrici con più cose da dire quando capitava d'intervistarla. Non l'unica, ma una delle migliori sicuramente. Comunque, visto che continua a giocare, non è il caso di continuare come se fosse un epitaffio.

Martedì 7/7 – Sono usciti la scorsa settimana i nuovi numeri dei due mensili di basket italiano attualmente in commercio: Superbasket e Basket Magazine (tra parentesi: non sarebbe più astuto uscire a due settimane di distanza l'uno dall'altro, anziché in contemporanea?). Anche stavolta dobbiamo notare come l'artigianale Basket Magazine dia ampiamente la paga al più navigato e infiocchettato concorrente per quanto concerne l'attenzione al femminile. A fronte del nulla pneumatico su SB, su BM troviamo 4 pagine sull'Europeo senior e menzioni sulle convocazioni giovanili, nonché un articolo sulle Stelle Marine Ostia (in realtà poi rivelatosi poco benaugurante, visto che la società è sul piede di rinunzia all'A2, ma è un dettaglio). <_<
Sull'Italia, trovo equilibrata l'analisi dell'articolista Brivio, il quale parla di spedizione dignitosa, per le vittorie mancate di poco con le più stazzate Bielorussia e Turchia, ma anche di rimpianti per il k.o. con la Grecia. Si batte, però, un po' troppo il tasto sull'inferiorità fisica: alla fine l'unica dichiarazione che compare è di Giovanni Lucchesi il quale spiega l'assenza di lunghe con la concorrenza della pallavolo che ci porta via tutte le ragazze con doti fisiche importanti (anche se in conclusione si menziona la presenza di lunghe promettenti nelle nazionali giovanili).
Non so se siano frasi raccolte per l'occasione o ricicciate da altri frangenti; tuttavia mi pare riduttivo che compaia solo questo, perché suona come un'aprioristica e fatalistica spiegazione di ogni nostro risultato. Che poi, nei fatti, non è così perché siamo sicuri che lo staff fa di tutto per annullare il suddetto gap strutturale. Secondo motivo di perplessità: avevamo 3 superlunghe dell'85-86 (Dacic, Giauro e Fabbri); se non ne abbiamo cavato nulla in termini azzurri (per colpa più della sorte che dei c.t.), il sospetto è che in qualche modo nemmeno l'abbondanza di centimetri si traduce in qualcosa di concreto per il nostro basket donne. Terza perplessità è che, se si trovava il modo di portare Macchi, Cinili e Zandalasini, i centimetri li avevamo, almeno nel settore-ali. Ma ormai cosa fatta, capo ha.
Per chiudere con Basket Magazine: c'è anche un'intervista a Fabrizia D'Ottavio, argento olimpico 2004 nella ginnastica ritmica. C'entra col basket perché i genitori erano ambo giocatori a Chieti. Ma lei dice del basket: "No, non è sport che fa per me. Sinceramente, e non voglio offendere nessuno, non lo trovo oggi uno sport femminile". Bontà sua, la D'Ottavio concede: "Il basket è uno sport bello, non guasterebbe un'attenzione migliore ai particolari per restituirgli l'appeal di un tempo". :sick: Traduzione: tornate ai mutandoni. Franco Arturi, che hai scritto parole nobili sulla retrogradezza italica nel ghettizzare i presunti sport "non femminili", casomai leggessi tutto ciò, fai qualcosa. Altrimenti ci viene da prorompere in un'invettiva stile-Sgarbi: "Capra! Capra ignorante! Capra!", ma non vorremmo mancar di rispetto a un'olimpionica. :rolleyes:

Mercoledì 8/7 – Siamo rocambolescamente qualificati ai quarti negli Europei Under 20 alle Canarie. Sono stati 3 giorni tribolati sul campo e forieri di polemiche fra gli addetti ai lavori (almeno per quanto Basketcafè ne sia uno specchio). Dopo il 2-1 della prima fase, lineare, siamo incappati in due scivoloni evitabili con l'Olanda (62-68) e il Portogallo (60-64). Con le tulipane eravamo a +7 a 5'30" dalla fine, poi il collasso con sorpasso (rima) e la resa su due liberi sbagliati da Zandalasini. Tagliamento la migliore con 20 punti (5/8 da 3); Penna 16 con 7/14. Male però le guardie, con un 1/14 collezionato da Kacerik e Peresson. Ancora asciutta la rotazione di Molino, virtualmente ridotta a 7 elementi. Martedì, col Portogallo, siamo andati in crisi nel 2° quarto, poi la rimonta nell'ultimo, entrando nell'ultimo minuto sul -3; ma su un errore di Penna ammainavamo bandiera. Penna 18 e Peresson 17 le tops; Zanda solo 8 con 4/14; Tagliamento poco meglio con 11 e 4/11. Ancora rotazione da 7 con Ercoli rispolverata e Barberis panchinata.
Si arrivava così oggi spalle al muro col Belgio, in una situazione caotica in classifica per cui poteva anche non bastare una vittoria. Partita che risentiva della tensione, in cui partivamo bene, ci piantavamo nel 2° quarto, ci riprendevamo quanto bastava per condurre la maggior parte della ripresa, sinché una tripla di Tagliamento ci dava un 46-41 a -1'30" che sembrava decisivo. Buona la difesa sulla sparacchiatrice Ben Abdelkader. Ma probabilmente gli spettri delle due sconfitte in volata agitavano le nostre, che si lasciavano bucare da un taglio e poi da una tripla: 46-46 a -24". Ultima azione bloccata da due falli tattici belgi (senza bonus): a -4" rimessa da metà campo, palla a Barberis (stavolta utilizzata lei e non Ercoli) che si fiondava dentro, sbagliava ma sopraggiungeva Penna che, con una correzione al volo tutt'altro che facile, imbucava sulla sirena il 48-46, scatenando il mucchio umano delle nostre. :clap: Zandalasini 16+12 rimba; Penna 12 anche se con 6/17.
S'apprendeva poi, coi successivi risultati, che siamo passati come quarti e quindi troveremo la Francia, imbattuta, che ha demolito la Russia nel big match dell'altro girone. L'importante, per ora, è solo aver scampato il flop; il problema di difficile soluzione è che la squadra non sembra rendere secondo il potenziale. L'assenza di Gambarini sta pesando in termini di trazione posteriore carente, e anche di fantasia che latita quando c'è da cavar le castagne dal fuoco con un lampo di talento. Restiamo però una squadra con elementi di sicuro valore internazionale per il livello giovanile. E in qualche modo nel momento della verità abbiamo avuto almeno carattere, se non smalto.

Giovedì 9/7 – Giorno di chiusura iscrizioni in serie A1 e A2, giorno di lutti, com'è ormai tradizione. :cry: Fortuna che è stata abolita l'A3, così l'ecatombe si limita a due categorie. Le ultime ore sono state costellate di annunci (qualcuno smentito), speranze e delusioni. In A1, non è una sorpresa, rinunzia il Cus Cagliari: peccato, dopo un campionato più che dignitoso. Dovrebbe ripartire dall'A2. Nella quale addio Genova, e anche qui era ormai previsto; ma saltano anche la Triestina neo-retrocessa e Ostia neo-promossa. Avevano già annunciato il forfait Astro Cagliari, Belize Roma e S. Marinella. E, forse la più clamorosa, Libertas Bologna, di cui era stata spia l'addio di Landi, figlia del presidente, diretta a Broni. Stiamo parlando di una delle società più importanti dell'A2 dell'ultimo decennio: 2 Coppe Italia e promozioni sfiorate. Vero è che prende il suo posto un altro team felsineo, il Progresso appena salito dall'A3, però spiace uguale. Com'è triste consuetudine, il fatto di aver disputato stagioni positive o negative conta zero.
In sostanza, quando si sarà diradato il polverone, dovremmo avere un'A1 a 13 squadre e un'A2 a 28 circa (?). L'unico lato positivo? Che se in A1 ci sarà una defezione, come spesso capitato di recente, torneremo a un numero pari di compagini... :blink: Freddure macabre in un'estate canicolare.
Più seriamente parlando, però, il dubbio è: se in varie regioni, di fatto, chi molla l'A2 può ripartire subito dalla B, non è che chi si trova un po' in difficoltà è poco motivato a cercare di risolverle, avendo più agio a scendere di un solo gradino, rifugiandosi nel meno oneroso alveo regionale, dove si spende molto meno e si vince molto di più? :unsure: E così il previsto allargamento dell'A2 è già lettera morta.

Nella foto: Penna ha appena segnato il canestro vincente contro il Belgio. Esplodono le azzurre.