Giovedì 25/6 – Stava per crollare il mondo, ma non è successo. La Spagna si salva col Montenegro di un punto, nel primo dei due quarti di finale di oggi all'Europeo ungaro.
Partita stranissima in cui le imbattute iberiche, incantevoli nella seconda fase, rischiano di farsi impallinare da una compagine balcanica che s'era qualificata solo grazie a un tiro sbagliato dalla Grecia allo scadere, peraltro di una partita persa di 14 punti... E in più mancava la miglior giocatrice montenegrina, Dubljevic, fuori già da alcuni giorni. Insomma, quello che sembrava il più scontato dei quattro matches è diventato un thriller all'ultimo tiro, che avrebbe potuto partorire la più grossa sorpresa degli ultimi anni.Che è successo? La Spagna non ha giocato male in attacco, anche se non con veemenza ciclonica come ad esempio con la Serbia; ma ha evidenziato smagliature difensive che hanno consentito al Montenegro, sia dal perimetro con la coppia di piccole corto-capellute Skerovic (quella ossigenata) e Jovanovic, sia sotto canestro o dal limite dell'area con Robinson (23 punti), di pungerla. Anche in questo caso, quindi, sembra che le indicazioni più veritiere arrivassero dalla prima fase - che aveva visto una Spagna alle corde in un paio di partite, pur vinte - e non dalla seconda.
Ma soprattutto il Montenegro è stato bravissimo ad agire da succhiaruote. Mille volte la Spagna ha proposto minibreaks, mille volte s'è vista le balcaniche tornare a ridosso, come un Marc Marquez che non riesce più a staccare i concorrenti con la sua Honda e traballa. Nel finale stava succedendo l'apocalisse: dopo un +10 a 7' dalla fine, che sembrava per l'ennesima volta il preludio a una fuga ispanica, le slave con tenacia rimettevano tutto in piedi fino al clamoroso sorpasso a -2'40".
Grande testa-a-testa in volata, finché una tripla frontale di Jovanovic firma il 72-74 per il Montenegro a -22". Il mondo si prepara a uno shock che in confronto l'uscita greca dall'euro sarebbe nulla. Ma Cruz "si butta dentro" (come amano dire i telecronisti) e pesca il jolly col fallo e l'aggiuntivo (75-74). Mischia selvaggia nell'ultimo assalto montenegrino, che in qualche modo la Spagna respinge. Panico a lieto fine per le suddite del neo-re Felipe. Torrens 28 anche se con 10/26 (ma cosa imputarle?), Nicholls 16 rimbalzi, Ndour 12 punti ma è in difesa, dicevamo, che la Spagna ha peccato.
Onore al Montenegro, ma tutto sommato è un esito di cui rallegrarsi, perché un eccessivo ribaltamento dei valori, per effetto della roulette dell'eliminazione diretta, non era auspicabile. Se una squadra che fa un brillante 7-0 esce contro una che si qualifica con un 4-3 per pure circostanze, si toglie senso a 10 giorni di (troppo) lunga competizione. E in chiave olimpica è giusto che l'Europa porti le più forti vere e non le più abili nell'occasione.
Giovedì 25/6 – Ed eccoci al "quarto di nobiltà". Francia e Russia, entrambe reduci da una seconda fase poco convincente (transalpone battute dalla Turchia nell'unico test davvero probante; russe k.o. con Lituania - imperdonabile leggerezza da +14 al 30' - e Spagna, facendosi asfaltare nella prima metà), ma entrambe con un potenziale da medaglia. Ne viene fuori una gran partita, vinta in modo convincente dalla Francia pur finendo in affanno contro un'assatanata Prince.
Buon primo quarto della Russia, che comanda 16-20 sull'asse Prince-Vieru; ottime le percentuali delle suddite di Putin mentre la Francia sparacchia ma tiene botta coi rimbalzi d'attacco.
Secondo quarto con la Russia a zona e le tre giganti Kuzina, Osipova e Vadeeva insieme, in modo da non patire la fisicità avversaria. Così però l'assetto delle ex sovietiche è un po' legnoso, mentre l'agilità delle ali Tchatchouang (grande talento, ma di quelli che incantano più per la leggiadria che per quanto concretizzano) e Miyem, rientro-chiave dopo 3 partite fuori, regala ficcanza alla Francia senza farle perdere in fisicità. Si scatena, soprattutto, Gruda, il faro transalpino, già a 14 punti all'intervallo; ma Prince è ancor più caliente, e sarebbe a quota 18 se la tripla del pareggio sulla sirena non arrivasse un centesimo dopo lo scadere. Quindi 38-35 Francia al riposo.
Nella ripresa la Francia s'affida all'upupa Epoupa (il play tascabile che fu "mvp" agli Europei U20 lo scorso anno) per braccare Prince, e almeno a tratti funziona; Gruda intensifica il suo show arrivando già a 22 punti per il 46-39. La Russia riprova le 3 lunghe e la zona, stavolta con buon esito. Torna a colpire Prince per il -1, anche se Tchatchouang segna in layup per il 57-53 al 30'.
L'ultimo quarto si apre con la bebè prodigio Vadeeva che segna dal gomito per il pareggio: secondo piazzato per lei, con disinvoltura; i suoi 8 punti di oggi valgono quasi quanto i 22 con la Slovacchia, visto il livello della partita.
Sembra sufficiente ad arrivare in porto, ma negli ultimi 2' la disperazione rende infallibile la Russia. Prince segna un'entratona beffando l'aiuto di Yacoubou, poi con una tripla pareggia a 71-71.
Prince serve un assist per Osipova (74-73 a -8"), fallo su Miyem che fa 2/2, fallo su Prince per evitare la tripla, l'americana di Russia segna il primo e sbaglia apposta il secondo, ma la Francia prende il rimbalzo e chiude con un libero (77-74).
Grandi sia Gruda (24) che Prince (31) ma la Francia ha avuto più frecce rispetto a una Russia che con l'alzarsi del livello ha visto alcuni suoi cardini dimostrarsi non all'altezza del top d'Europa, come paventavamo vista la promozione di ex "luogotenenti" a "generali".
Come nel caso di Sanders per la Turchia, notiamo poi che nel momento della verità le compagne si sono troppo affidate alla pur grande Prince, manco fossimo in un club dove per contratto le aborigene devono fare da vassalle all'americana. Così, quello che la naturalizzata ti dà individualmente, finisce per sottrarlo al resto della squadra, e il risultato non è molto migliore che se il "rinforzone" non ci fosse. Ma non è tanto questo il cruccio della Russia quanto, lo ripetiamo, lo spreco con la Lituania che è costato un accoppiamento di ferro anziché quello con la Bielorù.
Intanto, bilancio dei 4 quarti di finale: 3 partite risolte all'ultimo tiro, punteggi alti e prestazioni individuali di grande spessore, pur all'ottava partita nelle gambe delle superstiti. Non male davvero.
Venerdì 26/6 – Mentre la sfibrante maratona degli Europei proporrà già oggi le semifinali, aggiornamento di mercato A1 rispetto alla scorsa settimana: a Lucca arriva Valentina Gatti; a Vigarano (come anticipato dalla nostra utente Inaltostatvirtus) anche Cigliani, Capoferri (contento che abbia la sua occasione di A1) e Tognalini (peccato la sua partenza dal Geas, dopo la bella storia del suo rifiorire a Sesto; il vecchio Meurlock indagherà sulle cagioni); Pertile va a Umbertide; sempre spifferi d'aria gelida, nonostante le calure estive, da Cagliari, a meno di due settimane dal 9 luglio in cui scadono le iscrizioni.
Tralasciamo anche stavolta le nuove straniere che non conosciamo, ma Schio ha in canna il colpo-Ashley Walker, che vale doppio perché strappata a Ragusa, la quale però si vocia che stia per piazzare botti ancora maggiori. In A2, ancora attivissima Vicenza, col duo ex liparese Stoppa-Pegoraro. Milano, dopo Gottardi, rilascia anche Contestabile e Calastri, ovvero le uniche altre due non nate negli anni '90. Silva torna ad Albino da Bologna.
Nella foto: la gioia della Spagna per lo scampato disastro col Montenegro.

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