Venerdì 10/7 – Non riusciamo a far saltare il banco agli Europei U20, ovvero a buttar fuori, nei quarti di finale, la Francia che aveva tritato tutti sinora mentre noi c'eravamo qualificati in extremis e cum affannibus.
Non siamo andati lontanissimi (55-61), per quanto mai al comando nel secondo tempo. Partita prevedibilmente a basso punteggio, ma nemmeno troppo. Le nostre davano l'impressione di esserci, senza soggezioni, nonostante la solita imponente massa delle transalpine. Addirittura 15-5 per noi dopo 7 minuti, un sogno. Poi le cose andavano in modo più realistico: già a fine 1° quarto si era quasi pari. Però non ci spazzavano mai dal campo. Nel 3° periodo il nostro problema era l'esecuzione, non la mancanza di opportunità dovuta a una loro prevalenza nitida. Ci procuravamo, cioè, buone occasioni da fuori, ma le spedivamo in gran parte sul ferro. Al tempo stesso la Francia sciupava troppo da sotto, per cui non riusciva a staccarci come avrebbe potuto: da -9 risalivamo nuovamente, con Zandalasini che faceva... Zandalasini, cioè una giocatrice che c'entra poco col pianeta giovanile, segnando 18 dei nostri primi 36 punti. Ci procacciavamo, inoltre, diversi tiri liberi per la fallosità francese; si era sul 39-43 per loro a fine 3° quarto, tuttora molto meglio del previsto.L'ultimo periodo aveva un andamento pazzo, a scatti. Dapprima la Francia trovava più concretezza in area e s'involava sul 39-51. Nel frattempo scemava la produzione di Zandalasini, legata come di consueto a soluzioni ad alto tasso di difficoltà (palleggio, arresto e zompo carpiato da 6 metri), quelle che più la fatica sale, meno riescono. Sembravamo insomma spacciati. Invece, o per orgoglio nostro o per calo di tensione francese, o semplicemente perché a volte la palla decide di entrare nel cesto dell'una, a volte dell'altra, ecco un clamoroso 11-0 a nostro favore. Grande protagonista Peresson che invertiva il nostro trend negativo da fuori, con 8 punti in 1 minuto e spiccioli; altri 3 ne aggiungeva Trimboli. Risultava utile anche un pressing che denudava pecche transalpine nel mestiere di portar palla. Ci ritrovavamo a 6' dalla fine sul 50-51 per loro, un sogno.
Ma lì finivamo. Zero punti per un lungo, infinito tempo. La partita restava in bilico per un paio di minuti, in attesa di pendere dalla parte di chi si fosse sbloccato per primo. Ci riusciva la Francia e tutto ci girava storto, compreso un infortunio a Tagliamento. Potevamo, in realtà, ancora farcela perché a 1'15" dalla fine eravamo sotto solo 50-55. Ma Zandalasini gettava un passaggio e venivamo puniti da un loro canestro su buona circolazione. Chiusa lì. Poi sul fallo sistematico era solo questione di definire il punteggio. Zandalasini chiude con 20 (6/12 dal campo e 7/9 ai liberi) ma solo 2 negli ultimi 15' circa; poco da imputarle, comunque; nessun'altra in doppia cifra.
Salutiamo quindi la corsa per le medaglie con una partita che è stata, forse, specchio della nostra spedizione, cioè incompiuta anche se con tratti di indiscutibile forza che, paradossalmente, acuiscono il rimpianto per quello che avremmo potuto fare se tutto fosse girato bene. L'Olanda è in semifinale accanto alle "bigs" Spagna, Francia e Russia, e il posto delle tulipane sarebbe potuto essere nostro.
Venerdì 10/7 – Oggi negli Usa, segnatamente a New York, c'è stata una parata celebrativa per la nazionale di calcio femminile che ha conquistato 5 giorni or sono la Coppa del Mondo. Per il basket, sport in cui è uso svolgere queste parate quando un club trionfa, nessun onore del genere è riservato alla nazionale (parlo anche del maschile), le cui vittorie passano sotto silenzio. E' il paradosso dell'eccesso di superiorità che toglie interesse alla competizione. Se gli Usa perdono, è una clamorosa e ingiustificabile debacle; se vincono (come succede quasi sempre, ancor più tra le donne) è uno scontato esercizio di supremazia. Ci chiediamo chi sia in grado di opporsi seriamente agli Usa per Rio 2016: da quanto emerso dall'Europeo del mese scorso, ci pare nessuno, a meno di un'epidemia che stenda mezza squadra Usa alla vigilia della finale. Le altre nazionali hanno al massimo 4 o 5 giocatrici di valore assoluto, le americane 12.
Quanto alla Coppa del Mondo di calcio donne, il successo planetario è stato fragoroso e c'è chi parla di una nuova era per lo sport femminile. Silvia Gottardi lamenta che solo da noi si continua a sprezzare le calciatrici (che lei evidentemente gradisce più delle pallavoliste...), tuttavia, come già detto, questo è un caso in cui l'arretratezza italica ci pare un gran pregio. Altrimenti, negli Europei futuri, oltre a lamentare la carenza di lunghe, scippate dal volley, piangeremo anche la scomparsa delle piccole aggressive, rapite dal calcio: ci resteranno solo oneste tracagnotte di 1.70-1.75 con cui a malapena batteremo Malta negli Europei "B".
Venerdì 10/7 – Un tris di notizie positive dei giorni scorsi, che si rischia di smarrire nel variegato turbiglione di news di nazionali, mercato, tornei, beghe politico-sportive eccetera. Sorteggiati i gironi delle Coppe europee, e finalmente Schio non è più sola: Venezia e Napoli si sono iscritte all'Eurocup. La Reyer ha vinto la Lega Adriatica nella scorsa stagione, ma non è una vera e propria coppa. Schio come sempre è in lizza in Eurolega, la quale torna a 16 squadre dopo un'annata zoppa. Difficile portare a casa i due trofei, soprattutto l'Eurolega, ma in questo caso "l'importante è partecipare" non è aria fritta, perché, a parte la dignità del movimento che era lesa dall'auto-esilio degli ultimi anni, l'esperienza internazionale delle nostre giocatrici non poteva restare limitata alle scledensi.
Seconda buona novella: presentato a Sesto l'avvio del progetto "Amici del Geas", ovvero alcuni imprenditori locali hanno accettato di sostenere il club. Per ora sono in quattro, non moltissimi, ma simbolicamente conta assai, perché era un'idea fissa del presidente Mazzoleni sin dal primo anno di ritorno in A1 (2008/09) e non s'era mai concretizzata, con grave scorno del massimo dirigente rossonero, ferito dal muro d'indifferenza del territorio. Nonostante la canicola di questi giorni renda Sesto ancor più brulla del solito, si può ben dire "se son rose fioriranno".
Ultima notizia positiva, questa invero di minor conto ma giusto per sorridere: Martina Gargantini, giocatrice di Biassono, pubblica su Facebook una foto in cui è vestita con materiale griffato Olimpia Milano e tiene in mano magliette del medesimo club, da distribuire a un camp per bambini. Embè? Embè che Martina è nota come tifosa di Cantù, ed essere canturino comprende come dogma un odio efferato, ottuso, animalesco per Milano. Gargantini insomma, sfidando gli inevitabili fischi e fiaschi che i suoi correligionari le hanno scagliato, s'è fatta promotrice di un grande messaggio di fratellanza, di superamento degli steccati, utilizzando l'efficacia che un'immagine femminile graziosa può maggiormente ottenere rispetto a una più irsuta e poco attraente effigie maschile.
Sabato 11/7 – Assemblea di Lega oggi a Roma. Emerge che le società di A2 hanno votato per una formula a 28 squadre, quindi senza ripescaggi di massa, con suddivisione in 2 gironi da 14. Si tornerebbe insomma al semplice, lineare e comprensibile assetto in vigore sino a 3 anni fa, poi scombiccherato in favore delle "conferences" che fanno risparmiare soldi di trasferte (forse) ma in pratica fanno finire la stagione della maggioranza della società a gennaio anziché ad aprile. Perché dato che la suddetta maggioranza non ha né ambizioni di salire né rischia realmente di retrocedere, il vero traguardo è a fine prima fase. Insomma il buon senso sembra prevalere, vedremo se la Fip ratificherà.
Domenica 12/7 – Siamo giunti noni alle Universiadi in Corea. Dopo aver vinto con la Cina e perso con Usa e Rep. Ceca (fatale questa) nel girone, abbiamo battuto Mozambico e Svezia nella fase di consolazione. Gli Usa hanno vinto l'oro in finale sul Canada con un franco 82-63.
Franco per franco: non c'è chiarissimo cosa aggiunga una competizione come questa nel già sovraccarico panorama Fiba, anche perché, almeno nel nostro caso, si tratta di una Nazionale B più che di una selezione studentesca come (forse) sarebbe lo spirito. Però se coach Ricchini ha potuto piantare e innaffiare semi destinati a produrre qualcosa per la Nazionale A, tutto ciò avrà un senso. Ma magari ce l'ha anche in ottica-campionato (in termini di miglioramenti individuali), siamo ottimisti.
Bello sarebbe, però, se al termine di ogni spedizione azzurra, dalla più importante a quella meno, fosse resa pubblica una relazione dello staff tecnico in cui si dettagliassero gli obiettivi raggiunti e quelli mancati, i miglioramenti osservati o non osservati nelle singole, i perché delle vittorie e sconfitte, eccetera. Sarebbe interessantissimo nonché l'arma migliore per stroncare critiche basate sulla scarsa conoscenza delle vicende interne al gruppo.
Nella foto: la biassonese Gargantini, tifosa di Cantù, esibisce sorridente materiale di Milano, un'immagine simbolo di questa torrida estate che vorremmo affratellasse anziché dividere.
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