mercoledì 21 dicembre 2016

I troppi infrasettimanali in B lombarda

Quelle condannate ai lavori forzati che sono le squadre di B giocheranno domani il terzo infrasettimanale nel giro di un mese e mezzo.
Il problema è che vanno completate 30 giornate entro fine aprile perché poi ci sono i playoff interregionali. Di qui la necessità di accatastare turni su turni, già 16 con quello di domani.
Le squadre secondo me ne risentono: nel turno scorso, 11 su 16 non sono arrivate a 50 punti, alcune addirittura neanche 40, che significa partite inguardabili. Eppure non è che manchi il personale qualificato.
L'anomalia però è che la formula prevede che le 12 non qualificate ai playoff si suddividano in 3 gruppi da 4, di cui l'ultima retrocede, e si riparte da zero punti tutte. Il che significa che 30 giornate, dal quinto posto in giù, non valgono nulla se non la teorica possibilità di affrontare avversarie meno forti nei gironi playout.

lunedì 19 dicembre 2016

Il convegno di Baldini sul femminile

La foto conclusiva del convegno sul basket femminile al Pirellone di Milano organizzato da M.T. Baldini stamani. I relatori, tutti personaggi illustri (il primo sulla sinistra è Fabio Pizzul, figlio del celebre Bruno; è stato candidato alle primarie del PD per il sindaco).



domenica 18 dicembre 2016

La remissività delle sarde in trasferta

Il Cus Cagliari ieri viene a Sesto e becca un 80-46, oggi Alghero va a Crema e ne fanno pizzette, 76-25. E' più la regola che l'eccezione. Non si chiede di vincere in casa di squadre palesemente più forti, per carità, ma almeno non fare la figura delle gitanti, 'ste sarde? Eppure le giocatrici professioniste le hanno ingaggiate, almeno per fare il quintetto.

Vedo che ad Alghero mancava Georgieva. Però rimane il problema della remissività totale di queste squadre non appena prendono un parziale negativo. Ripeto, tra il vincere in casa di squadre fuori portata e fare la figura dei materassi che si lasciano saltare sopra a pie' pari ripetutamente, ci sono oneste e dignitose vie di mezzo. Mi sento in diritto di dirlo perché finché la Regione Sardegna sovvenziona, sebbene con meno foraggio di una volta, queste compagini, esse sono pagate anche dai cittadini qualunque come noi utenti.
Oltretutto causano un danno economico alle società ospitanti perché, con gli orari pomeridiani, il pubblico si riduce sensibilmente e con esso l'incasso già modesto, tanto più che una persona normale dice: "Ma che, mi devo tirare il collo per arrivare alle 4 del pomeriggio e vedere una partita che dopo 15 minuti è già sepolta?".

Ho capito, il viaggio è pesante, però se le squadre del continente vanno nell'isola per vincere e lottano fino in fondo per farlo, dev'essere così anche viceversa.

Giusto qualche cifra: Cus Cagliari 5 trasferte, 0 vittorie, scarto medio -28,4 punti; Alghero 6 trasferte nel continente (escludo quella a Cagliari), 6 sconfitte, scarto medio -28,5.
Per onestà ovviamente sottolineiamo che la Virtus Cagliari, che è un po' meglio delle due di cui sopra, ha vinto ad Albino la scorsa settimana (e disputò un buon primo tempo a Sesto S.G.); in precedenza però 4 sconfitte su 4 trasferte nel continente, scarto medio -18,5.
Dal discorso escludiamo Selargius che ci pare combattere sempre, anche se nel continente ha vinto solo a Carugate. E' sicuramente la migliore delle sarde.

[A2] Mini-resoconto Sanga-Castelnuovo

Sono stato in serata nelle nebbie fitte di Affori, periferia settentrionale di Milano, per la partita fra il Sanga e Castelnuovo. Molto combattimento e molte difese, pochi canestri specie nel secondo tempo (21-18 di parziale), le mediolanensi sicuramente han fatto di più e hanno meritato la vittoria (57-45).
In attesa della probabile vittoria di Crema su Alghero e quella possibile ma non sicura di Orvieto a Carugate, domani, il Sanga è più vicino alla Coppa Italia ma sarà quasi sicuramente decisivo il match ad Empoli nell'ultima di andata, dopo la sosta.

sabato 17 dicembre 2016

Mini-aggiornamento weekend (+ elezioni Fip)

Geas campione d'inverno in A2. Costa si conferma in ascesa sbancando Selargio; ma Carolina Sanchez annuncia il suo improvviso ritiro.

Petrucci! Petrucci! Rieletto presidente dopo un'elezione all'ultimo spasimo.
La grande ex Comense Mara Invernizzi è stata eletta in consiglio federale nazionale.

venerdì 16 dicembre 2016

giovedì 15 dicembre 2016

[A2] Resoconto Costa-Geas

Partita che mi è piaciuta molto per l'intensità, la voglia di vincere che si respirava da entrambe le parti. Certamente non al meglio nessuna delle due come qualità delle esecuzioni, in poche parole s'è sbagliato un casino. Ma quando si arriva da un infrasettimanale dispendioso per entrambe è quasi inevitabile. Costa è stata brava a coprire l'assenza di Baldelli arrangiandosi con una miglioratissima Longoni e con le '99 Del Pero e Meroni (quest'ultima non in regia ma comunque con più minuti del solito); bene anche Mistò a far la guardia su Galbiati; pregevoli canestri di Visconti e Rulli dal limite o dal centro dell'area; bel finale di Maiorano: contropiede, giro e tiro sfruttando i centimetri su Gambarini, tripla dall'angolo e tiro libero.

Un momento-chiave è stato quando il Geas è salito a +11 sfruttando una riffa di palle perse di Costa, che provava infruttuosamente una zona; ma dopo il ritorno a uomo c'era più intensità in difesa per le padrone di casa, il Geas tirava forse un attimo il fiato e nel giro di 3 minuti si vedeva cancellare lo svantaggio.

Dopo che il Geas ha fallito un nuovo mini-tentativo di fuga (inizio 4°) si è arrivati all'inevitabile volata, che si è decisa su quei 3 tiri segnati di fila da Costa mentre il Geas sbagliava o perdeva palla. Stavolta la sensazione di vulnerabilità che il Geas aveva dato in alcune precedenti vittorie si è concretizzata in una sconfitta, che comunque ci sta. Se la rotazione nelle partite importanti rimane sostanzialmente di 6 giocatrici sarà dura arrivare sino in fondo in testa, anche se la qualità di quelle 6 è superiore, a mio avviso, alle prime 6 di chiunque altra. E' una scommessa interessante (per scelta o per necessità che sia), vedremo quale sarà l'esito.

Un pizzico curioso, a ben vedere, che il Geas sia la squadra più corta (insieme a Orvieto) fra quelle di alta classifica quando sarebbe la più lunga se potesse disporre di tutte le giocatrici che ha prodotto nel ciclo giovanile d'oro e che ora invece sono sparpagliate tra altre squadre (Beretta, Picco, Colli, Ruisi) oppure ferme per studio all'estero (le figlie nobili Mazzoleni, Galli e Giorgi). Non considero ovviamente Zandalasini e Kacerik che militano in A1 e quindi non starebbero in A2.

L'altro difetto del Geas, anche questo già ipotizzato a inizio stagione, è di non avere tiratrici da 3 specializzate: c'è chi può segnare da 3 ma se non è giornata si può finire a 0 triple come domenica, al di là dei meriti di Costa nel non concederne.
Insomma campionato vivo anche se il Geas sarà al 99% campione d'inverno.

domenica 11 dicembre 2016

[A2] Resoconto Geas-Empoli

Giovedì 8 ho visto Geas-Empoli, scontro al vertice di A2 girone A. Il Geas è partito meglio, colpendo la zona di Empoli soprattutto con Schieppati dalla media, e il vantaggio è oscillato intorno ai 10 punti fino a tutto il terzo quarto. Problema per Empoli era la scarsa efficacia di Narviciute e Pochobradska, ben contenute in area.
Le toscane però stavano per concretizzare il loro piano partita, che secondo me aveva messo in conto di investire nel primo tempo un'abbondanza di minuti per la panchina, ruotando in profondità 9 giocatrici, a costo di perdere un po' di qualità, per poi ritrovarsi più fresche nel finale, contro un Geas che invece stava pagando le rotazioni strette quando Ercoli e Schieppati si sono ritrovate con 4 falli prematuri.
Il Geas non trovava più la mira da fuori e, appunto con Ercoli in panca, Barberis calata dopo un buon inizio e Galbiati museruolata con una box and one, non entrava più bene in area. Così ci si ritrovava a 4' dalla fine sul 53-53 (Pochobradska sbloccata) e tutta l'inerzia in mano a Empoli.
Invece dopo il timeout il Geas sembrava rigenerato e si svegliava in maniera decisiva Gambarini, fin lì a 0/7 al tiro, che segnava 9 punti trascinando il break vincente (66-58).

Insomma l'impressione è di un Geas che, almeno a tratti, è vulnerabile, non come Broni lo scorso anno, ma com'è come non è riesce sempre a prendere un vantaggio iniziale che costringe l'avversaria a inseguire; e poi, se viene preso, non si scompone e riparte subito, mentre l'altra squadra paga magari la fatica della rimonta, vedi quanto già successo con Crema, Sanga e Orvieto, cioè i precedenti big matches.
Da segnalare un missile planetario di Arturi da metà campo allo scadere del 2° quarto.

Penso comunque che Empoli abbia perso perché, pur avendo impattato col Geas sul piano agonistico e tattico, non ha a disposizione (o non ha saputo esprimere nella circostanza) quel pizzico di qualità in più che serve nei momenti decisivi contro le grandi squadre. Il Geas ha avuto Gambarini risolutrice nel finale, ma anche le doppie cifre di Galbiati, Ercoli, Schieppati, Barberis, il canestro da metà campo di Arturi che a conti fatti un peso l'ha avuto.
Empoli si è retta a lungo su Sesoldi che mi ha impressionato per la concretezza, ma non è lei a poter decidere una partita così. Pochobradska ha fatto qualcosa ma è stata a lungo in ombra, Narviciute mi è parsa troppo morbida, le esterne non erano ficcanti. Poteva essere una "brutta" (nel senso estetico, ma ovviamente lodevole) vittoria del collettivo e della combattività se il Geas non avesse estratto il jolly nel finale, ma appunto s'è palesata Gambarini.

La coppia arbitrale ha iniziato a fischiare dopo che Cioni si è fatto dare tecnico. Poi credo che sia riuscita a scontentare tutti in egual misura. Mi chiedo se nei confronti di una coppia femminile, com'era quella di giovedì a Sesto, ci sia magari un po' di tolleranza in meno (nel senso che si tende a perdere rispetto più facilmente) oppure se per la sfida al vertice non sono stati mandati arbitri di vertice per la categoria. Discorso simile per Sanga-Orvieto, l'altro big match di giovedì.

Domani ce n'è un altro importante a Costa. La quale si è salvata dopo due overtime a Bolzano: avrebbe potuto presentarsi a -8 in classifica col rischio di scivolare a -10. Per Costa ora può essere un crocevia della stagione: o si riprende un ruolo tra le favorite o rischia di stare fuori dalle prime 4 di fine andata.

sabato 10 dicembre 2016

Donvito ed E.Bestagno contro Gottardi

Si sta placando solo ora il dibattito suscitato da Silvia Gottardi con l'articolo su Gentile che ha portato alla diatriba con l'agente Sbezzi. Ancora una volta la giocatrice milanese ha fatto centro, come quando creò il vespaio attaccando il volley. Situazioni ideali per il mondo dei social, che ama spaccarsi in "pro" e "contro", ovviamente senza sfumature intermedie.
In questo caso da notare che tra i contro Gottardi si annoverano due giocatrici, Elena Bestagno e Valentina Donvito.

Bestagno (di cui, a proposito, abbiamo perso le tracce cestistiche) scrive:
"Quindi insinuare che Gentile non sia intelligente non significa giudicare la persona? Articolo di basso livello... Che non merita discussioni, telefonate o messaggi".

E Donvito in risposta: "Io amo la ele....articolo è una parola grossa....diciamo post". Aggiunge poi l'ex Comense (come Bestagno del resto, e anche Gottardi): "Io mi trovo d'accordo con Sbezzi. Essere giornalista è un altra cosa....ed un altro curriculum di studi ed esperienze nonché mezzi di comunicazione veri. Poi scrivere sui social quello lo possono fare tutti. Ma quella non è opinione pubblica è opinione dell uomo della strada".

Insomma, come di consueto, donne taglienti contro altre donne.

venerdì 9 dicembre 2016

Aggiornamenti infrasett. Immacolata

Nell'anticipo di A2, Alghero sembrava potersi involare verso la prima vittoria, col +16 a fine primo quarto, ma la Virtus Cagliari la batte alla fine di 13. Gran duello tra Georgieva fra le sconfitte, 32 punti, e Gomesc Juaun Lavinia Da Scìuva, volgarmente detta Da Silva, che ne fa 27 più 22 rimbalzi per 45 di valutazione.

In B lombarda alla vigilia del turno di ieri (siamo in differita ma va be'): il BFM di Gottardi e Contestabile si separa da coach Carmenati; la Brixia Brescia di Colico e Marcolini firma l'americana Nashika Williams.

Non s'era ancora detto, intanto, che domenica scorsa Lucca ha battuto Schio con Dotto a fare onde.

sabato 3 dicembre 2016

Dopo la disfida presidenziale, pari tra Geas e Sanga

Dopo una memorabile litigata tra i rispettivi uomini-società Mazzoleni e Pinotti, sul forum di Basketcafè, Geas e Sanga strabordano nei rispettivi derby lombardi. Trentello circa a loro favore (purtroppo mi sono perso entrambe le partite, anche se forse non indimenticabili sul piano delle emozioni).

Il weekend porta un salomonico 1-1 tra le società dei duellanti: tra le Esordienti Sanga batte Geas, tra le U16 viceversa.

domenica 27 novembre 2016

[A2] Resoconto Costa-Crema + punto gir.Nord

Per l'A2, ieri ho assistito al derby lombardo Costa-Crema, vinto dalla compagine omonima del prodotto alimentare dal sapore tendenzialmente dolce e giallino per 70-72. Partita certo emozionante, certo con guizzi pregevoli, ma anche contrassegnata da una schizofrenia inspiegabile da entrambe le parti, e cioè si alternavano cose ben fatte ad altre atroci, poco degne di giocatrici dai nomi importanti come quelle che pullulavano in campo. Passaggi buttati con lanci improbabili dopo che magari ci si era ritrovati la palla in mano per un identico svarione avversario; nessuna in grado di giocare bene per più di 2 o 3 minuti di fila, tant'è che i mini-parziali si alternavano in continuazione ora per l'una ora per l'altra.
Emblematico quando Costa, salita a +6 all'inizio dell'ultimo quarto grazie a due triple di Visconti ma anche a due assurdi falli regalati da Crema già in bonus, si distraeva su altrettante ripartenze avversarie, vanificando immediatamente il minibreak.
S'è visto anche un canestro cruciale segnato da Crema in contropiede con Maiorano rimasta ferma in quanto... le si era sfilata la scarpa ma non si è capita con la compagna che poteva rincorrere l'avversaria al posto suo.
Altrettanto emblematico il finale, in cui a 10 secondi dalla fine, sul -3, Maiorano prova un tiro fuori equilibrio da 8 metri, chiede invano il fallo; poi Crema fa +5 dalla lunetta a -3 secondi, dunque finita? Mica tanto perché, dopo il timeout, Baldelli segna da 3 dall'angolo, e Crema non paga di questa concessione fa un'infrazione nella rimessa da fondo a -1". Per sua fortuna era troppo poco il tempo per Costa, che può solo tentare un tiro sbilenco con Sanchez (non ho visto bene se a tempo già scaduto o meno).
Insomma due squadre che confermano, nei momenti migliori, di valere quello che ci si aspetta da loro, ma per ora non riescono a tenere quel livello abbastanza a lungo. Sembra esserci ancora, dopo 8 giornate, un lavoro di costruzione degli equilibri e delle gerarchie all'interno di entrambe.

Concordo con una frase che ho udito dietro di me in tribuna, pronunziata da un cremasco, e cioè "Non si sono ancora capiti bene i valori in questo girone, perchè anche il Geas che le ha vinte tutte non è come Broni dello scorso anno". In effetti per ora il Geas, insieme ad Empoli subito sotto, è stato bravissimo a giocarsi le sue carte nel migliore dei modi, ma riuscirà con una rotazione sostanzialmente da 6 a fare tutto l'anno così bene? :unsure:
Intanto il Sanga è in difficoltà, a mio parere pagando soprattutto la stagione in ribasso (finora) di Pozzecco, lo scorso anno motore di tanti successi, oggi spenta. La lotta per il terzo e il quarto posto (= Coppa Italia) è al momento interessantissima. C'è un dicembre di fuoco in arrivo con l'infrasettimanale dell'Immacolata.

Più in basso, impresa del quartetto sardo che perde 4 partite casalinghe su 4 nello stesso giorno (sabato). Due di queste, a dire il vero, in volata visto che Carugate ha trafitto il Cucù Cagliari per la sua prima vittoria (assist della mia compaesana Diotti, rivelazione in assenza di Stabile in regia, per la solita monstre Correal), mentre Selargius ha portato Empoli al supplementare. Selargius medesima finora è l'unica davvero competitiva tra le isolane.

Aggiornamento A1

Ultima di novembre. L'A1 è ripresa dopo la sosta per la nazionale e Schio ha battuto Ragusa. Le siciliane languono a 4 vinte-4 perse, distacco quasi irrecuperabile dalla vetta (Schio è 8-0) in questo campionato-bonsai da 22 giornate. Ci si chiede se Lambruschi sarà esonerato. Il nostro amico utente Nikolo suggerisce l'ingaggio di Coppa.
Lucca, S. Martino e Venezia continuano a proporsi come alternative principali, anzi uniche, a Schio. C'è un salto netto dopo queste tre, anche se Napoli con Molino sta provando a risalire. Oggi ha battuto Spezia con una prova mostruosa del centrone Plaisance, 36 punti e 15 rimbalzi per 46 di valutazione in 33 minuti. :woot:
E' un campionato spaccato nettamente tra le migliori e le altre, ma non è una novità. Torino è la prima delle meno forti, dopo aver vinto oggi a Umbertide. Non male le giovani Marangoni e Kacerik.

Rimpatriata: Carletto Vignati e M.Teresa Baldini

Abbiamo una foto compromettente dell'amico Nonino con una donna politica di destra, lui che è alfiere del comunismo vecchia scuola (condoglianze per la morte di Fidel, tra parentesi).

venerdì 25 novembre 2016

Lutto per Italo Brunello

E' morto Italo Brunello, dirigente in tante società lombarde per vari decenni.

domenica 20 novembre 2016

Italia qualificata a Eurobasket 2017

Siamo qualificati all'Europeo 2017.

Una nota su Macchi: ho il rammarico che lei non si sia mai misurata col top mondiale (salvo la parentesi in Wnba), restando a fare la reginetta di provincia, quale è stato ed è il nostro campionato nel quindicennio di Macchi.

giovedì 10 novembre 2016

Aggiornamento B lombarda

Aggiornamento B lombarda: oggi Milano Basket Stars è... stellare nel recupero del big match con Varese (peccato l'esilio di una partita del genere a Lacchiarella, ovvero lande a metà strada tra Milano e Pavia, in serata infrasettimanale), vinto dopo un supplementare. Così la squadra di De Gianni, Brioschi e Giunzioni riaggancia quella di Frantini, Cassani e G. Rossi che s'era appena portata in testa da sola vista la caduta delle Stars a Usmate domenica.
Per ora continua a sembrare netta la superiorità di codesta coppia di compagini sul resto della concorrenza, in cui c'è molto equilibrio ma non una vera e propria alternativa per il vertice, anche se Brescia di Marcolini e Colico, e Giussano di Bussola e De Cristofaro, si staccano dalla concorrenza.

Da notare, a proposito di "delocalizzazioni", che il Quartiere Sant'Ambrogio, altra società di Milano-città, gioca a Casarile, anch'essa nelle lande a metà strada con Pavia. Laggiù non c'è gente ma ci sono impianti, in città l'opposto. Milano Stars nel weekend gioca alla gloriosa Forza e Coraggio, che però è talmente stipata come orari che alla domenica mattina s'inizia alle 9.30 con la prima partita giovanile, che alle 10.50 devi già mollare il campo per il turno dopo, roba così. Ci sono zone da 80-100.000 abitanti con due palestre omologate.
Questa è la Milano dei grattacieli di Porta Nuova e City Life, ma anche del terzo mondo negli impianti sportivi per la gente comune.

lunedì 7 novembre 2016

Mini-aggiornamento A1

In A1 rimane solo una squadra al comando, ed è una novità inaudita: Schio. Dimostrazione di superiorità per le pluricampioni a S. Martino (che era imbattuta pure lei sinora), 64-82, mentre Lucca ferma Venezia e così ecco la fuga del team dei supermercati.
Ultima da sola invece Battipaglia, visto che Spezia si sblocca espugnando Broni.

domenica 6 novembre 2016

[A2] Resoconto Geas-Orvieto

Altra vittoria del Geas, che nonostante l'assenza di Gambarini (scavigliata) ad asciugare vieppiù le sue rotazioni, supera un nuovo test impegnativo, giacché Orvieto aveva finora 2 vittorie e una sconfitta al supplementare con Costa dopo aver dominato 2 quarti e mezzo. Forse però lo stop per terremoto non ha giovato a mantenere il ritmo agonistico. Infatti nel primo tempo il Geas ha fatto il vuoto con un 42-21 a suon di 17 recuperi e svariati contropiedi. Nella ripresa risveglio umbro ma la rimonta vera è partita troppo tardi, arrivando al massimo a -7. Finale 70-62 con 23 del solito ciclone Galbiati. Si ferma a 12 Mazionyte che aveva 20 punti e 19 rimbalzi di media ma è stata un po' ingabbiata e un po' sembrava spenta di suo.

'Sto Geas comunque è tosto, figa. Corto, tanto più senza Gambarini, per cui non può giocare tutti e 40 i minuti al massimo, però ogni volta produce quei 10-15 minuti boia che ti stendono.

Intanto nel girone, oltre a Costa che era più che attesa, sta salendo verticalmente Castelnuovo, la quale in 7 giorni ha battuto Crema, Albino in un anticipo infrasettimanale e oggi Carugate. In effetti il roster delle piemontesi mi convinceva, alla vigilia, ma poi due sconfitte secche con Milano e Carugate negli ultimi test prestagionali mi faceva dubitare della sensazione. Però se non erro si era infortunata Gross. C'è poi Empoli che, quatta quatta, è lì a 2 punti dalla vetta, però non s'è ancora misurata con le bigs longobarde.

martedì 1 novembre 2016

Note su De Pretto e Gambarini

Dopo 5 giornate di A1, Valeria De Pretto è seconda marcatrice assoluta con 18,2 di media, pur agevolata dalla modesta consistenza della sua compagine. Mi fa piacere per una giocatrice che nella combinazione fisico/tecnica considero una delle migliori italiane in circolazione, forse se ne sta rendendo conto anche lei.

A proposito di talenti, gran piacere per Gambarini tornata decisiva sabato nel derby Sanga-Geas dopo un anno di calvario, però mi farà ancora più piacere quando la vedrò non dico realizzare, ma almeno scoccare un tiro da 3. Se vuole ancora avere un futuro ad altissimo livello temo sia indispensabile aumentare il raggio di tiro, per una ragazza non moltissimo più alta di Carangelo, per fare un paragone. Per ora comunque ci rallegriamo per una giocatrice ritrovata.

PS: in effetti nel tabellino di sabato c'è un tentativo da 3, ma se non ricordo male è stato sulla sirena di un quarto, di quelli che si tirano per obbligo. Però ha altri due tentativi all'attivo nelle precedenti 3 gare. Allora correggo: sarò felice quando tirerà e segnerà da 3 con naturalezza.

domenica 30 ottobre 2016

[A2] Mini-resoconto Sanga-Geas

Vince il Geas l'attesissimo derby col Sanga. Parzialaccio nel secondo quarto per il +20, che diventa +22 a inizio ripresa; rimonta caparbia del Sanga che arriva a -4 ma non basta; finale 54-62, Geas primo da solo. Top scorer Galbiati con 22, giocate importanti della ritrovata Gambarini nel finale; per Milano bene soprattutto Canova (20), a corrente alternata Maffenini (anche se 13 punti + 10 rimba), maluccio la lettone Vente con 1/12 da 2.
Decisamente non è stata la serata dei pivot: anche Ercoli s'è mangiata quasi tutto il possibile, lei che a Crema aveva dominato.

Nel complesso direi che nessuna delle due squadre s'è espressa al suo meglio, ma il Geas ha avuto 5 minuti devastanti (peraltro non la prima volta, anzi l'ha fatto in tutte e 4 le partite finora) mentre il Sanga ne ha prodotti 15 buoni nel secondo tempo ma il fossato era troppo ampio.

Coach Pinotti ha ammesso nel dopopartita che hanno pagato la tensione. Probabilmente sentivano la partita più del Geas, il quale nei suoi elementi cardine ha già vissuto il vertice assoluto dell'A2.

Intanto il terremoto causa il rinvio della partita di Orvieto.

venerdì 28 ottobre 2016

Eurolega: esordio beffardo per Schio

Subito thrilling per Schio col Fenerbahce all'esordio stagionale in Eurolega. Allo scadere dei regolamentari Yacoubou si mangia da sotto il canestro della vittoria. Nell'overtime Sottana pareggia in arresto e tiro a una decina di secondi, ma una fenomenale Quigley (35 punti) segna con estrema naturalezza in entrata trattando l'intera difesa scledense come birilli. Dopo il timeout Anderson fallisce la replica (73-75).

mercoledì 26 ottobre 2016

In Lombardia buoni numeri per l'Uisp

Discreto successo per i campionati Uisp nella zona Milano-Monza. Si registrano: 16 squadre senior, 9 U18, 9 U16 e 5 U14 (se non abbiamo contato male). Insomma in un paio di categorie giovanili l'equivalente di un girone intero Fip, e in quella senior di due gironcini di Promozione, nella sola area di quelle due province.

martedì 25 ottobre 2016

[A2] Resoconto di Geas-V. Cagliari

Avevo criticato gli "orari sardi", ma sabato in realtà sono riuscito a vedere il Geas di pomeriggio e non Costa di sera, che era il match clou di giornata (infatti vinto dopo un supplementare dalle collinari). Si è detto giustamente Geas dai due volti, prima imballato e poi dominante, ma che dire della Virtus Cagliari? All'intervallo volevo scrivere all'utente Daniele 9 per dirgli che aveva sbagliato a sottovalutare Sarni e compagne nei pronostici, invece a fine partita veniva da ammettere che ha ragione lui. Anche se si vedrà alla fine. Il problema è che la squadra è cortissima; certo, il Geas quasi altrettanto, ma evidentemente il quintetto ha molta benzina (come dimostrato anche a Crema) e non finisce col fiato corto come invece è capitato alle isolane. La difesa del Geas sa essere stritolante ma 15 punti in 20 minuti sono assai colpa di Cagliari.

In più la venerabile Ferazzoli mi è parsa un attimino troppo plateale nell'incazzarsi con le sue: va bene il fuego latino, va bene che gli errori c'erano, però c'ha tre veterane ex A1 in quintetto più Da Silva, non so se è il tipo di squadra ricettivo a sfuriate stile sergente di ferro delle giovanili.
Al di là delle questioni di principio, che uno può vedere in maniera diversa, assicuro che nel caso in questione Ferazzoli ha esagerato. Sbatteva ripetutamente la lavagnetta durante i timeout (al punto che il tranquillissimo pubblico sestese ha rumoreggiato come a dire: va' 'sta matta), urlava in faccia a tutte rimproverando chissà quali crimini anche quando stavano davanti nel punteggio (figurarsi poi quando sono tracollate). Sicuramente merita credito per quello che ha fatto 2 anni fa ad Ariano, però sabato era eccessiva.

domenica 23 ottobre 2016

Mini-aggiornamento A1+A2

Nuova sconfitta rovinosa per Ragusa, stavolta con Lucca.

In B longobarda le capoliste Varese e Milano Stars soffrono ma restano imbattute. Settimana prossima sfida dal sapore Sanga d'antan con Frantini vs Gottardi* in Varese-BFM Milano (e pure Giulia Rossi da una parte e Contestabile dall'altra** come ex pinottiane).

* PS: anche ex Carugate ambo, va precisato
** PS2: anche ex Geas queste due, più Frantini

Wnba: titolo thrilling per Los Angeles

Probabilmente la miglior serie finale di sempre in Wnba. Nella decisiva gara-5, Los Angeles vince in casa di Minnesota 76-77 con il titolo che cambia padrone 3 volte negli ultimi 20 secondi: segna Candace Parker per L.A., poi segna Maya Moore per Minneso', infine a -3" segna Ogwumike su rimbalzo in attacco da suo stesso errore.

Mini-aggiornamento A2

Nel pomeriggio vittorie sardicide per Sanga e Geas: sabato prossimo sarà magnifico derby per il primato al PalaIseo della metropoli.

Serata di grandi prestazioni che non bastano, in A2 gir. A.
Correal fa 25 punti + 15 rimbalzi e 39 di valutazione, ma Carugate perde a Crema.
Mazionyte fa 29 punti + 11 rimbalzi e 36 di valutazione, ma Orvieto perde a Costa dopo un supplementare e aver condotto per 35 minuti circa.

giovedì 20 ottobre 2016

Mini-aggiornamento B lombarda + A2

In B lombarda la classifica dopo 4 giornate dice già Varese e Milano Stars da sole e per il momento sembra questa la coppia di pretendenti. Ci sono varie altre squadre buone ma non hanno la stessa miscela di stelle, organico lungo e risultati dello scorso anno da cui ripartire.
Ma la formula di quest'anno, a differenza dello scorso, è una maratona, per cui non è detto che chi è papa a ottobre lo sia anche a maggio.

In A2, un po' in ritardo ma c'è da segnalare la clamorosa prestazione da 29 rimbalzi per Mazionyte di Orvieto, nella scorsa partita con Empoli. 43 di valutazione.

mercoledì 12 ottobre 2016

[A2] Resoconti Geas-Carugate e Costa-Sanga

Sabato poi m'è apparso proprio lui, san Padre Pio, che mi ha detto: "A' 'mbejille, non sai che una partita inizia mezz'ora prima dell'altra? Vai a Sesto per il primo tempo, tanto il Geas in due quarti chiude la pratica, poi ti sposti di là e vedi il secondo tempo, che tanto andranno punto a punto fino alla fine".
Io non ero convinto che per il Geas sarebbe stato facile ma alla fine ha avuto ragione il santo, in tutto e per tutto. Sesto ha preso il largo nel giro di 7-8 minuti, finendo il 1° quarto 30-14 a suon di tiri dalla media e poi contropiedi. Sul 46-26 all'intervallo ho potuto andarmene a cuor leggero, non prima di rallegrarmi per il ritorno di Gambarini e di shockarmi per l'esordio della 2002 Panzera (che a giugno vidi nelle finali regionali U14! Ma se Cinzia Zanotti la lancia in A2, vuol dire che la ritiene già pronta). Cioè una, per dire, che aveva 2 anni quando iniziammo questo forum. Purtroppo non ho modo d'indagare se è la più giovane della storia a esordire in A2, almeno negli ultimi 20 o 30 anni. :unsure: Sapremo poi che il finale è 79-46 pro-Geas con 22 di Galbiati.

Sono così andato a respirare l'aria ben più profumata, anche se freddina, delle colline di Costa, dove il primo tempo si era appena conchiuso su uno stitico 20-20 (apprendevamo che Costa aveva segnato solo 1 punto nel 2° quarto). Partita già con intensità e coinvolgimento del pubblico quasi da playoff; prolungato testa a testa senza break consistenti (+4, +5 massimo per ambedue), risolve Maffenini, già in evidenza con una tripla di tabella sulla sirena del 3° quarto, che inventa 5 punti da fuori nel penultimo minuto; Costa, un po' confusa (o ipertesa) nel finale non riesce a rimontare; finisce 54-60 e il Sanga vince in casa di colei che era data per favorita dopo la vittoria in Coppa Lombardia. Maffenini 23 punti di cui 20 nella ripresa. (Qui sul blog di Pink Basket c'è il link a un video delle sue prodezze: vedi).

Insomma già parecchio di cui riempirsi la panza.

martedì 4 ottobre 2016

All Star Game: figuraccia Italia

Nella specie di All Star Game di oggi pomeriggio a Lucca, tremenda figura della nazionale che perde 45-80 contro la selezione straniera.
Sfugge il senso di un evento organizzato in un pomeriggio infrasettimanale per beccarne 35 da una pattuglia raccogliticcia (per quanto valida) di straniere.
Comunque 'ste straniere sono state poco cavalleresche. Se le italianucce fan fatica a segnare, vanno agevolate. Si ricordino, lor signore, che prendono lo stipendio qui da noi.

Al di là dell'episodio negativo, mi preoccupa di più una questione di fondo, e cioè: quali italiane andranno in doppia cifra di media punti quest'anno? Scommetterei su Crippa e poi? Macchi ormai è centellinata, Sottana sta più nei binari del collettivo altrimenti s'accomoda in panca, Tagliamento (quando torna) giocando a Schio non potrà fare più di tanto, eccetera.

Non è che gli allenatori nostrani, a furia di ripetere che "i punti sono l'ultima cosa che conta", e di fare la guerricciola ideologica contro chi ne fa 20 a partita (come si nota anche dal fastidio espresso da certi forumisti verso le realizzatrici), hanno prodotto una generazione di giocatrici italiane che non sa infilare regolarmente la boccia nel canestro, che sarà un'arte volgare e poco gratificante per i tecnici, ma tutto sommato serve ancora a qualcosina per vincere le partite?

venerdì 30 settembre 2016

Uscita la nuova edizione dell'Almanacco

E' uscita la nuova edizione dell'Almamascolo (= Almanacco di Mascolo). Ma credo che vada ordinata all'editore di Superbasket, non so se è anche in edicola.

In copertina Macchi; la volta scorsa era Zara anche se forse era già Macchi la migliore da alcuni anni.

domenica 25 settembre 2016

Supercoppa: Schio allo scadere

Clamoroso finale per la Supercoppa, astutamente programmata in contemporanea con quella maschile: Schio vince all'ultimo secondo su Ragusa, 67-66, grazie a una correzione volante di Anderson su errore di Sottana.

Certo che, di sconfitta in sconfitta, spesso beffarda, Ragusa e Lucca ormai c'hanno un certo complesso di Schio.

Fai il tagliafuori su Anderson e non c'è arbitro che tenga. Nel filmato si vede bene: con un trofeo in palio, e le tue compagne che hanno difeso forte su Sottana per farla sbagliare, tu dormi facendo arrivare Anderson dal lato debole indisturbata in area? Certo poi c'è la sfiga che il rimpallo (brava Macchi a tener viva l'azione) finisca nelle sue mani e faccia canestro, però se la sono andata a cercare.

domenica 18 settembre 2016

Coppa Lombardia: mini-aggiornamenti

Ho trovato un Geas-Carugate 60-42. Dal twitter di Mauro Giorgi.

Ha vinto anche Costa: 66-56 sul Cream Team.

Costa ha battuto il Sanga nella serata di oggi in Coppa Lombardia. Quindi è già in finale primo posto.

Il Geas ha vinto di 2 con Albone. Certo che in teoria il Geas potrebbe rinforzarsi ulteriormente prendendo una straniera.

(NB: poi ha vinto Costa in finale sul Geas: 50-42)

sabato 10 settembre 2016

Intervista di Lucchesi con ombre

Estratti dall'intervista di Giovanni Lucchesi (dopo la sua nomina a "coach of the year" di Fiba Europe da parte di Paul Nilsen) al sito www.basketcerviacesenatico.it. Sorprende che contenga più note tristi che liete, nonostante si parli di un'estate così positiva sul campo.
"Una stagione per alimentare la passione, per reagire ai momenti in cui ti rendi conto che lo sport è altro, è nel tuo cuore, è nella tua testa; ma non è in quella di troppa gente che invece ne approfitta per apparire, per forma e non per sostanza."

Due anni fa quando la chiamai (Madera) nella nazionale U16 98-99, lei solo del 2000, ne sentii di ogni sulla scelta. Come sempre: noi italiani, in particolare, amiamo contestare, andare a cercare l’oscuro anche quando la luce è evidente.

Alla fine tutto torna alla “normalità”. Se vinci sei bravo, se non vinci sei scarso e un altro (colui che critica a prescindere) avrebbe fatto meglio. La sponda del fiume ha solo posti in piedi: troppi aspettano il cadavere del rivale. Gelosia come benzina di una cultura che qui rischia di affossare definitivamente lo sport.

Le emozioni mi danno la spinta a cercarne ancora di nuove e di nuovo. Sono loro che mi spingono a continuare e a tentare di far lo stesso. E spesso devo fare appello a “loro” per non mandare al diavolo tante cose…

A volte mi basta poco per temere che tutto cambi per non cambiare affatto. E se tutto resta immutato, allora il basket femminile continuerà questa sofferenza. I successi o le buone figure delle nazionali giovanili troppo spesso sono morfina per alleviare i dolori del malato. Mentre dovrebbero essere endorfine per i dottori chiamati, per l’ennesima volta, a curare e risollevare il malato. Io non faccio il dottore e vorrei solo essere uno spacciatore sano di endorfina perché finalmente si prenda coscienza della situazione. Altrimenti la chiusura è dietro un paio di angoli, per niente troppo in là."

Cioè, tutto questo in un'intervista di lunghezza limitata e da parte del personaggio forse più stimato dell'intero ambiente... figurati come si sentono quelli che si pigliano solo critiche e siluri.

mercoledì 7 settembre 2016

Intervista di fine estate (7) - Olimpiadi

- Va be', abbiamo capito che preferisce parlare delle Olimpiadi.
"Una volta ogni quattro anni si potrà pure. Anche se si potrebbero dire le stesse cose di 4 anni fa, di 8 anni fa, eccetera. O di due anni fa ai Mondiali. Ovvero che contro gli Usa non ce n'è. Peggio che nel maschile, dove i discendenti di Abramo Lincoln ci fanno la cortesia di non portare tutti i migliori e giocare talvolta svagati, le suddite del grande Auriemma hanno tutto il meglio del meglio, o pochissimo ci manca; e poi giocano sempre con l'acceleratore pigiato, sempre serie, delle macchine. Anche quando ci mettono un quarto o due a macinare, bastano 5-10 minuti di santabarbara e l'avversario è annichilito, ridotto a sofficino Findus.
Il paradosso è che quest'eccesso di perfezione toglie qualsiasi pathos ai loro trionfi. E' un'assoluta ingiustizia che quando la nazionale Usa di calcio ha vinto la Coppa del Mondo, è stato vissuto come un trionfo epico, mentre quella di basket, ogni volta che stravince, sembra scontato e non ottiene più dei doverosi applausi e di qualche articolo che giustamente la mette nel novero delle squadre più dominanti di tutti i tempi e tutte le discipline (ne abbiamo letto su Espn). E la Wnba, nonostante tutte le sue stelle impeccabili nel gioco e serie nell'atteggiamento, sopravvive sì (è al ventesimo anno, credo record per le leghe professionistiche femminili americane d'ogni sport) ma non sfonda oltre la nicchia".

- Giusto, la Wnba: c'è anche lei d'estate, in due tronconi prima e dopo le Olimpiadi. Due parole?
"Sì, ma proprio due, che la gente cambia canale, se non l'ha già fatto. Sempre 12 squadre, manca poco alla fine della regular season e stanno dominando alla pari (24 vinte-5 perse a oggi) Los Angeles di Nneka Ogwumike e Minnesota di Maya Moore. Bene anche New York di Tina Charles. Arranca Phoenix di Taurasi e Griner. Capocannoniera Delle Donne davanti a Charles, Ogwumike e Moore. Ottimo impatto della prima scelta Breanna Stewart, che abbiamo visto pure in nazionale alle Olimpiadi.
Che altro? Ah sì: la Wnba sta sperimentando una nuova formula per i playoff, magari per conto dell'Nba. Non contano più i piazzamenti di conference ma quelli assoluti; ci sono quattro turni ma le prime due saltano direttamente al terzo, la n° 3 e la n° 4 al secondo; dalla 5 alla 8 fanno il primo turno a eliminazione diretta in gara secca; le due superstiti fanno ancora gara secca con la n° 3 e la n° 4, le due che passano vanno in semifinale contro le top 2, al meglio delle 5 come la finale. Chiarissimo, no?"

- Altroché... la stele di Rosetta, in confronto, fu decifrata con agio. Ma torniamo alle Olimpiadi: visto il dominio americano, solo noia in quel di Rio?
"Assolutamente no, perché, prima di tutto, vedere gli Usa è una gioia per l'occhio dell'appassionato. Un basket completo, bilanciato tra perimetro e area, con le prodezze individuali che affiancano e non offuscano le giocate di squadra. E poi è sempre bella la battaglia per i due posti di contorno sul podio: argento e bronzo olimpici non vorremo mica disprezzarli, specialmente noi che la ribalta a cinque cerchioni la vediamo col binocolo dal 2000 compreso. Stavolta è andata bene a Spagna e Serbia, ovvero le due campioni continentali delle edizioni disputate fra la scorsa edizione dei Giochi e questa. Un po' delusa la Francia, medaglia di legno dopo i due argenti europei di fila. Incompiuta la Turchia, che aveva la tempia della Spagna a portata di grilletto ma non l'ha premuto: chissà se potevano infilarsi fino all'argento, le suddite di Erdogan. Ma la grande frastornata di quest'edizione è l'Australia, che dopo 5 volte di fila sul podio si fa infinocchiare nei quarti dalla Serbia dopo aver vinto il suo girone, mentre ovviamente gli Usa avevano fatto il vuoto nel loro: tra l'altro un +40 sulla Spagna nell'antipasto della futura finale".

- E ripercorriamola un po', la fase a eliminazione diretta. Quarti di finale.
"Be', la partita più scontata, Usa-Giappone, è stata in realtà un divertimento pazzo. Le nipponiche per tutto il primo tempo erano assatanate, hanno tenuto testa alla pari, con triple a raffica, non pazze ma anzi ben costruite, e un gioco con meccanismi da orologio, che pescavano sovente la donna libera in area, uccellando le americane grosse il doppio. Poi è logico che le Usa si sono stufate e ne hanno fatto piadine nel giro di un quarto e mezzo: da 56-46 al 20' si è finiti 110-64. Ingeneroso per le suddite dell'imperatore, che però sono state rivelazione vera di questi Giuochi, battendo la Francia nel girone e impegnando a fondo l'Australia, che se l'era cavata con 37 punti di Big Liz Cambage. Coach Michelini, commentando per la Rai, diceva che il segreto del Giappone è di avere poche straniere nella loro lega, mentre le cinesi languono dietro i grossi nomi forestieri ingaggiati negli ultimi anni. In ogni caso è importante che si muova qualcosa nel resto del mondo, ultimamente un po' asfittico tranne l'Europa: il Brasile ha confermato di essere in crisi nera, finendo 0 vinte-5 perse in casa propria.
Tornando ai quarti, addì 16 agosto: la Francia piega, soffrendo, il Canada (68-63), altra realtà in ascesa grazie al contatto diretto con gli Usa; tra 4 anni se continua così ambirà alle medaglie. La Spagna se la cava con 'corazon y cojones' (y culatello) contro la Turchia, che con i suoi soliti ritmi passeggiati, la difesa col blindo e l'arma d'importazione LaToya Sanders (22 punti), l'aveva imbrigliata fino quasi a schienarla. Quasi, però, giacché le iberiche rimontavano un -8 nelle ultime battute, sino al canestro vincente di Cruz allo scadere.
E poi il grande giorno della Serbia, esordiente olimpica, che come lo scorso anno agli Europei sale di tono quando conta, dopo una prima fase iniziata in sordina (k.o. con Spagna, Canada e Usa). L'Australia ha l'arma letale Cambage, la 2.03 aborigena grossa come un armadio ma anche mobile e morbida di mano: la Serbia non ha vere pivot e non sa come tenerla (29 punti + 11 rimba). In compenso però le esterne slave sono troppo fantasiose e di talento per le scolastiche pari-ruolo cangure, tra cui cerca di tener botta la veneranda Penny Taylor, litigiosa col canestro però. Un +9 australiano nel 3° quarto è annullato dalle serbe; testa a testa emozionante per tutto l'ultimo quarto; Cambage brutalizzando di culate la leggera Milovanovic deposita l'ultimo vantaggio delle sue (67-66 a -2') ma Milovanovic replica e Petrovic rincara, ambo con partenze dal palleggio di sopraffina qualità individuale (67-70). Taylor serve un lob per Cambage che afferra in mezzo a tre avversarie e, a mo' di gigante in mezzo alle bambine, imbuca. Altro botta e risposta talento-forza con Ana Dabovic in mirabile arresto e tiro e di là un altro lob per Cambage che, segnando, ruzzola malamente al suolo per effetto di un 'ponte' della serba Cado, non sanzionato. Che spettacolo la mastodontica che si scioglie in lacrime per il dolore al coccige. Come finisce? Che Ana Dabovic fa 1/2 in lunetta (71-73) e lascia 10" all'Australia per la replica, ma la costruzione è farraginosa, arriva un lob in area che non porta a nulla. Serbia in paradiso e Australia sotto shock, nella sua prima edizione orfana della grande Lauren Jackson".

- Semifinali del 18 agosto e finali del 20, orsù.
"Sì, andiamo più rapidi perché non c'è più stato equilibrio. La Spagna trova una Serbia malleabile, come svuotata dall'impresa, senza le proverbiali invenzioni e sprazzi: 20-9 il 1° quarto per le iberiche, che subiscono un riavvicinamento (33-28 al 20') ma rincarano nel terzo con un 20-10, quando le serbe tornano a confliggere col canestro; finisce 68-54. Spagna in finale nonostante alla vigilia avesse perso il totem Sancho Lyttle, pur sostituito dall'altra valida naturalizzata Ndour.
La Francia offre una dignitosa resistenza agli Usa, potendo contare sul maggior tasso di fisicità del torneo dopo le americane medesime. Yacoubou e Gruda reggono in area, la sorprendente Johannes ('95) s'inventa improvvisazioni di talento (una tripla in faccia a Moore dopo palleggio incrociato; un sottomano da centro area con effetto impossibile); l'upupa Epoupa ('94) in regia cerca di non far rimpiangere il mostro sacro Dumerc (k.o. in preparazione). All'intervallo è appena 40-36 per gli Usa. Che però, quando scaldano la mano dall'arco, ovviamente con Taurasi in primis, fanno il vuoto: al 30' è 65-43 e buonanotte. Concedono solo un dignitoso scarto finale, -19 (86-67 con 18 di Taurasi).
Velocizzando ancor di più: finale 3° posto, brava Serbia a riprendersi dalla figuraccia di due giorni prima, infilzando la Francia come già lo scorso anno in finale europea. Allungo iniziale slavo, poi un'altra spallata nel 3° quarto con Milovanovic, la Francia non riesce a rispondere, troppo lenta e ligia agli schemi per contrastare la fantasia serba e risalire: 70-60 e bronzo storico per la Serbia di Marina Maljkovic, sempre simpatica con quell'aria seriosa che però sa sciogliersi in sorrisi di soddisfazione.
Finalissima, quanto dura? Un quarto e mezzo, va là. La Spagna si tiene aggrappata con la grande Torrens che ne fa 10 nel 1° periodo; finirà con 18. Ma di Torrens, anzi pure meglio, gli Usa ne hanno una decina abbondante... Così la grandinata scatta implacabile nel 2° quarto (49-32 al 20' con 11 americane già a segno) e prosegue feroce nel terzo, con feroci uppercuts dall'arco da parte di Taurasi, soavi arresto-e-tiro di Whalen, che realizza pure su un poetico assist di Charles, schiacciato a terra dal post alto per il taglio in back door. E' scuola di basket, si arriva addirittura sull'81-46 a pochi secondi dalla fine del 3° quarto, quando Dominguez segna da metà campo sulla sirena, regalando un sorriso di consolazione alla Spagna. Va da sè che l'ultimo quarto è solo passerella sino al 101-72 che dà il sesto oro di fila agli Usa. Tutti in piedi alla Carioca Arena.
Quarto oro per Taurasi, Bird e Catchings, chissà se la divina Diana arriverà al quinto; a Tokyo 2020 avrebbe 38 anni, ma a Rio non ha mostrato segni di declino. Spaventosa capacità di segnare nei momenti importanti della partita; non è solo il talento ma la personalità la sua dote immensa. In questo si è notata la differenza con Delle Donne, talento ancor più cristallino, oltre che 1.95 contro 1.83, ma parsa a volte poco propensa a prendersi il proscenio, cosa che non ci ricordiamo di aver mai visto in Taurasi. Del resto era la prima esperienza internazionale per la grande Elena, che ha meno basket giocato alle spalle di quanto dicano i 27 anni. Il pinnacolo Griner deve completare l'arsenale offensivo ma la presenza in area è impressionante. E se non domina lei ci pensano Fowles e Charles, così come sul perimetro se Taurasi non fustiga c'è Maya Moore (e volendo McCoughtry e Augustus), o se Bird non illumina in regia c'è Whalen pronta... Cioè, le altre nazionali fanno una fatica del diavolo a produrre una, due, massimo tre grandi giocatrici; queste ne hanno due in ogni ruolo".

- Troppa grazia in campo e molta grazia anche poter vedere parecchio di tutto ciò in tv...
"E già, diciamolo per una volta: molto meglio del previsto. Senza le nostre nazionali, temevamo che il basket scomparisse dalla programmazione. Ci rassegnavamo alle solite ore di scherma, tiro al piattello e compagnia, rimpiangendo che Sky avesse mollato i diritti. Invece, qual sollazzo con decine e decine di ore (pazienza se spesso in orari boja), di cui anche il femminile ha avuto la sua parte, con qualche partita di girone e poi 2 quarti, le due semifinali e le due finali, sempre per intero. Ci è piaciuto sentire il buon Fanelli al microfono, lui che iniziò proprio con le donne. Ma la cosa più sorprendente era la programmazione intelligente, cioè le partite venivano infilate negli spazi tra un evento e l'altro in modo da non sovrapporsi e non venire magari interrotte sul più bello o irradiate da metà del terzo quarto (sembra scontato ma viste le abitudini del passato...): inevitabile sospettare la sapiente mano di Max Mascolo dietro tutto ciò, lui che ora coordina e miscela. Insomma, non avremo certo avuto audience oceaniche ma tutta Italia ha potuto teoricamente vedere il basket femminile al massimo livello mondiale".

- Però certe discipline concorrenti, specie quella con la rete in mezzo, hanno avuto occasioni ben più cospicue di farsi vedere alla vasta platea...
"Ne abbiamo già discusso a sufficienza, con la consueta pacatezza di toni, :alienff: su queste frequenze. Aggiungiamo solo che, per uno strano effetto forse legato all'amore che uno ha per una certa disciplina, sembra sempre che le altre riescano a sfruttare meglio la vetrina olimpica, ad apparire più appassionanti, a farti pensare: 'Mannaggia, se io fossi una ragazzina, mi verrebbe una voglia pazzesca di iscrivermi a questo sport entro 24 ore', eventualmente mollando il basket se per puro miracolo stesse praticando la nostra vessata disciplina. Lo so, è una fissazione, ma siamo appesi a un filo: in quasi tutta Italia le squadre si reggano su una decina-dozzina di mosche bianche che si ostinano a giocare a basket mentre le loro coetanee lo snobbano e schifano; bastano una o due che mollano, magari la figlia di quella che gestiva più trasporti (perché per giocare sotto casa o sei nata col camicione o devi macinare chilometri), e buonanotte alla squadra. Insomma, anche solo l'idea che per colpa delle Olimpiadi 50 o 100 ragazze in tutta Italia possano dirottarsi dal basket su altri sport, mi crea incubi più di una fagiolata a mezzanotte".

- E quindi ci estingueremo?
"No, be', messi meglio della pallamano o dell'hockey a rotelle credo che resteremo. E poi, in un attacco di sindrome di Pollyanna, quella che porta a cercare lati positivi nelle disgrazie, penso che chi rimane nel basket femminile avrà il doppio delle motivazioni di chi fa uno sport più per moda e per comodità che per vocazione, come magari capitava a noi 30 o 40 anni fa quando eravamo tra gli sports più gettonati fra le ragazze.
Inoltre, per chi tiene duro, c'è un vantaggio: che le migliori devono fare meno strada per arrivare al vertice, giacché una piramide da 30.000 tesserate è più semplice da scalare di una da 500.000 o quel che è il volley".

- Cerchiamo di finire con una nota lieta. Ha citato poc'anzi il grande Mascolo: si vocifera che stia per tornare in stampa dopo 9 anni il suo Almanacco del Basket Femminile, la summa della storia della pallacanestro in rosa italica e non solo. Che ne pensa?
"Davvero? Non ne sapevo nulla".

- Verità! Sarà disponibile dal 20 settembre suppergiù, andrà ordinato all'editore di Superbasket, che ha prodotto la ristampa. La quale ovviamente è aggiornata alle ultime stagioni, e contiene anche una nuova sezione storica, con particolari spunti sui decenni ruggenti, dalle pioniere ai favolosi '80.
"Favolosi '80? Allora mi viene da commentare come il grande Jerry Calà: libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi".

Fine

Intervista di fine estate (6) - Europeo U16, trofeo BAM U14, brevi su A1-A2

- E arriviamo ad agosto, vivaddio. A inizio mese scattano le Olimpiadi, ma il popolo italiano le snobba perché c'è sir Lucchesi (titolo di baronetto conferitogli da Mattarella dopo l'argento mondiale) che torna in pista con le Under 16 a Udine. Sfioriamo la terza medaglia dell'estate.
"Davvero una concomitanza sfavorevole. Per le Olimpiadi, s'intende: chi aveva più voglia di guardare Bolt? In campo avevamo tre delle gloriose di Saragozza: Ianezic, Vella e ovviamente Madera, sovrana assoluta delle 2000 italiche sin da quando le piallò col mattarello al Regioni. Interessante la presenza di una coppia di 2002: Gilli di Mirabello e Panzera del Geas; quest'ultima finirà come quarta marcatrice della squadra, quindi non certo un contorno".

- Partiamo alla grandissima, poi però finiamo in calo perdendo le ultime due partite dopo le prime 5 vittorie. E' così?
" Però, prima, che cavalcata. Iniziamo il 6 agosto spampinando la Russia, 60-43, con una difesa super e Madera a 18+11 rimbalzi cantando "andiamo a comandare", il tormentone dell'estate; notevole Panzera già a quota 13 da debuttante baby sulla scena internazionale che conta. Così già si capisce che possiamo fare bene.
Ci confermiamo l'indomani con la Turchia, roboante 75-47 con Madera ancor più roboante: 26 punti, davanti a Cantone di Vittuone (rima) con 13. Cantone è un'esterna che a suo tempo coach Riccardi lodò per la tenacia con cui lavorò per recuperare da un grave infortunio subìto da giovanissima, a 14 anni. La prima fase termina in grande stile con uno scoppiettante 80-70 sulla Lituania, anch'essa imbattuta sin lì; scappiamo a +16 nel 3° quarto, si riavvicinano le baltiche ma le teniamo a cuccia. Paganini non ripeteva, Madera sì visto che ne fa 26 pure stavolta; e Panzera 16.
Entriamo dunque nella fase a eliminazione diretta (anche qui c'è la nuova e opportuna formula varata quest'anno) con una spinta notevole. Commentava Ezio Parisato in quei giorni, da bordo campo: "Coach Lucchesi ha plasmato una squadra secondo i suoi canoni ed il suo credo cestistico (…) e in effetti in campo si vede una squadra con un'anima che si aiuta, si passa la palla e difende con abnegazione, con intenti comuni (…) è bello vedere lottare per la maglia ed avere la certezza che le ragazze abbian dato tutto anche oltre i loro limiti. Si chiama crescita…".

- Superiamo quindi i primi due ostacoli, però l'impressione è che la brillantezza dell'attacco ci vada scemando rispetto agli shows contro turche e lituane.
"Purtroppo sì, ma stringendo i denti arriviamo in semifinale. Il 10 agosto, negli ottavi, sembriamo poter fare focaccine del Portogallo, volando sul 21-6 in avvio, ma le lusitane sono tenaci e noi sciupiamo troppo dalla lunetta e in generale. Rosicchiando un po' alla volta, le discendenti di Vasco da Gama ci mettono timore sul -4 nel 3° quarto. Ma non sbandiamo ed evitiamo la beffa: 60-51 con 19 di Madera, 14 di Panzera e 12 di Ianezic; mancava Vella per lieve infortunio. Forse tecnicamente non era un ostacolo arduo, 'sto Portogallo, ma psicologicamente era una partita insidiosa perché non potevamo fallire davanti al pubblico di casa provenendo da un 3 su 3 nelle eliminatorie, eccetera.
Scongiurato il fallimento, andiamo a caccia di qualcosa di più e ce lo prendiamo domando la Croazia nei quarti. Partita in trincea, di sofferenza e digiuno offensivo prolungato. Sprofondiamo a -11 in avvio mentre le slave l'imbucano spesso dalla lunga. Lucchesi mescola le carte e trova punti dalla panchina; mettiamo pezze in difesa e limitiamo i danni a -6 all'intervallo. Nella ripresa resta ermetica la retroguardia, anzi ancora di più, e ci scateniamo con un parziale di 18-4 che ribalta la partita. La Croazia si riprende dalla gragnuola e ci fa soffrire fino in fondo, anche perché l'attacco ci si blocca di nuovo (9 punti nel 4° periodo), ma resistiamo, 50-45. Stavolta è Vella la matadora con 19 punti, unica in doppia cifra con Madera museruolata a soli 5".

- A quel punto la marcia s'interrompe e restiamo senza medaglia. Potevamo far meglio, arrivando da 5 vittorie su 5?
"Chiaro che la medaglia di legno (visto che eravamo in giornate olimpiche) lascia sempre qualche rimpianto, ma direi semplicemente che abbiamo trovato le avversarie più forti in fondo. Poi ci sta anche che qualcuna fosse stanca, specie chi era al secondo impegno dell'estate. La sofferenza contro la Croazia era un segnale che il nostro barile era vicino alla raschiatura. Ci siamo ritrovati nel quartetto magico insieme a Germania, Francia e Spagna: le prime due sono parse più forti di noi come potenziale (anche se la Francia l'avevamo battuta in un torneo di preparazione), le iberiche evidentemente ne avevano di più a livello agonistico, tant'è che poi hanno vinto l'oro (tanto per cambiare) con una certa sorpresa degli addetti ai lavori in loco, che si ricordavano di Spagne ben più corazzate in passato.
Alla vigilia della semifinale con la Spagna del 12 agosto c'è dunque una certa fiducia. Partiamo bene, quasi sempre avanti nella prima metà (+4 all'intervallo). A inizio ripresa però incassiamo un parzialaccio di 1-13; l'attacco non gira più e la Spagna trova grandi risorse dalla panchina mentre noi molto meno; altra piaga sono i rimbalzi d'attacco concessi. Tuttavia da -10 le nostre lottano per restare vive e ci riescono, tornando a -1 al 37'. Non basta perché la Spagna riparte nel finale (49-57). Vella 12 e Madera 11 in doppia cifra. Se 50 punti sono bastati con la Croazia, 49 difficilmente potevano con le furie rosse. Anche se, per la verità, nell'altra semifinale la Germania piega la favorita Francia con un difensivissimo 44-43; ma era una partita dal tasso fisico superiore, tant'è che, se non erriamo, Lucchesi stesso l'aveva definita una finale anticipata.
In realtà poi è la Spagna a vincere l'oro, e nemmeno di poco (64-48). Nel frattempo a noi sfugge il bronzo, venendo dominati dalla Francia nel primo tempo (19-40); buona la reazione nella ripresa, arrivando a -10, ma il fosso era troppo profondo. Troppo atletismo francese per noi, anche se Lucchesi ha definito "morbido e poco coeso" il nostro approccio, pur rimarcando il riscatto successivo. Madera ne fa 17 e si pappa il secondo quintetto ideale della sua magica estate (per lei 17,4 punti di media, seconda assoluta, e 10 rimbalzi a gara); Ianezic 10.
Il commento finale di Parisato: "Queste due gare sono la parte agra di questo Europeo, il dolce e' stato tutto il resto con un girone fantastico e gli impegni negli ottavi (Portogallo) e nei quarti (Croazia) archiviati giocando bene di squadra e senza perdere mai la testa ed il bandolo della matassa. (…) Certo avevamo speso molto ma ne valeva la pena per giocarci un sogno. Gia' un sogno perche' ben pochi pronti via si sarebbero giocati un posto nelle quattro top d'Europa per queste ragazze". E con questo, a Dio piacendo, abbiamo finito con le nazionali giovanili 2016.

- Ma che dice? E le povere Under 14 dove le mettiamo? Il trofeo BAM a Slovenj Gradec, con c.t. Giovanni Gebbia.
"Porca tr... ehm, cioè, sacrosanto parlare anche di loro. E' una specie di mini-Europeo, del resto, anche con un novero ridotto di squadre. Non ho mai capito se anche all'estero è chiamato BAM o solo da noi. Ma francamente poco importa. E' andata in modo strano per noi, ovvero abbiamo perso 4 partite su 5, di cui tre in volata, ma ci siamo piazzati quarti. Apriamo infatti il 18 agosto con una sconfitta 60-61 con la Spagna, subendo un libero allo scadere; Celli di Costamasnaga (già vista al Torneo dell'Amicizia) ed Egwoh di Reggio Calabria, quest'ultima listata a ben 186 cm. Da notare, a proposito, che l'unica 2003 del gruppo, Celani, è già sopra l'1.80. Lo stesso giorno c'imponiamo su Israele, 52-45 con 10 di Celli. L'indomani ci basta una sconfitta contenuta con la Serbia, 57-58 (la ferrarese Natali 14 e la goriziana Turel 13) per passare come seconde del girone grazie alla classifica avulsa. In semifinale c'è poco da fare con l'Ungheria, 56-73, ma si mette in luce Turel con 25 punti. Infine ancora una sconfitta al fotofinish, 55-59 d.t.s., nella finale 3° posto con la Croazia; Turel e Natali 12. Premiate Turel come top scorer del torneo e nel quintetto ideale; Natali miglior rimbalzista pur essendo una guardia. Da notare che ovviamente non avevamo le due 2002 impegnate sino a pochi giorni prima nell'Europeo U16.
Risultati a parte, esperienza utile per mettere le prime basi della futura nazionale di quest'annata, dopo un anno di lavoro con l'ex Azzurrina ora Ctfa; ma a tal proposito stavolta Ezio Parisato ha di che recriminare: "Risultato comunque accettabile nella posizione, un po' meno nel modo in cui matura. (...) Mi sarei aspettato di veder mettere in pratica il lavoro fatto per un anno al centro tecnico quasi ogni maledetta domenica, viceversa il lavoro sulle collaborazioni difensive, sui movimenti senza palla in attacco, sul lavoro individuale tecnico e di taglia fuori a rimbalzo è latitato assai e, chi come me vede basket giovanile europeo da un po' sa che senza questa tipologia di gioco è dura rivaleggiare in Europa. Insomma fisicamente ed atleticamente le avversarie europee ci sono superiori, se non usiamo altre armi e sfidiamo le avversarie sul piano individuale non la spuntiamo (quasi) mai".
Insomma, ricapitolando: grande estate per le categorie da U16 a U20, con due argenti e un quarto posto; solo la Spagna ha fatto meglio di noi (ma non nel Mondiale); un po' da rivedere le più piccole, U15 e U14, ma non abbiamo schierato tutto il meglio disponibile. E ora si può parlare delle grandi?"

- Giusto, facciamo una mega-presentazione sull'A1 alle porte.
"No. Quello è l'autunno, stiamo ancora smaltendo gli arretrati dell'estate. Compratevi Basket Magazine appena uscito, lì c'è tutto l'elenco dei movimenti. O aspettate Basketinside col Dany Taglia. Che volete che vi dica? Ragusa ha fatto il mercato più scoppiettante, con le nazionali spagnuole Nicholls e Ndour su tutte, ma deve rifare il gruppo di nuovo, mentre Schio è consolidata. Solo se una delle due sbaglia qualcosa potrà inserirsi un'outsider come Lucca lo scorso anno, evitando la finale che sarebbe più logica. Buona idea allungare la Coppa Italia per compensare le sole 22 giornate di campionato".

- Allora ci dica chi è il re dell'estate fra le lombarde di A2, a lei care.
"Ma d'estate sono tutti re. Che posso dire? Mi pare che tante abbiano fatto belle mosse. Geas con Galbiati (e il ritorno di Gambarini che è come un acquisto), il Sanga con Canova (e tenendo Maffenini, in attesa di scoprire la nuova straniera), Carugate che nel cambio forzato tra Laterza e Correal c'ha probabilmente guadagnato, e che dire di Costa, un colpo dopo l'altro (Rulli, Baldelli, da ultimo Sanchez al posto della latitante Vorlova)? Quanto a Crema e Albino, mi pare che siano state più paciose sul mercato, ma partivano da una bella base che non hanno smantellato. Ma poi come sempre conta chi trova la mescola migliore per gli ingredienti, che avariati non sono di certo, però il lievito lo mette chi gestisce, oltre alla componente culo o sculo. Certi derby saranno all'arma bianchissima, un godimento. Può bastare? Ah, aggiungo che per fortuna c'è solo una promozione in palio."

- Voleva dire purtroppo?
"No, io ci tengo alle società. Salire è un po' morire, dice il proverbio, anzi la storia recente".

lunedì 5 settembre 2016

Intervista di fine estate (5) - defezioni di club, Torneo Amicizia U15, Kobe Day, Europeo U18, torneo di Binzago

- Torniamo dalle nostre parti perché, nei giorni in cui iniziava la cavalcata gloriosa delle Under 20, si celebrava l'annuale rito della chiusura iscrizioni ai campionati nazionali, funestata da morti e feriti più della Formula 1 dei vecchi tempi...
"Non si potrebbe sorvolare? Effettivamente no, anche perché le nazionali giovanili esaltano per qualche settimana e poi passano, mentre poi la sostanza di una stagione la fanno i club. Si torna a 12 squadre in A1 e non per scelta ma per doppio azzoppo: Orvieto che si è auto-declassata in A2 (non un club che lascerà grosse impronte nella storia ma era pur sempre una realtà rispettabile degli ultimi anni) e Parma, gravissima perdita, inutile dirlo. L'ultima squadra italiana a giocare le Final Four di Eurolega, tanto per dire una parte di quello che rappresentava. Grandi giocatrici come Griffith, Penicheiro, Zara o Masha Maiorano (si scherza per non piangere troppo... ma poi l'antica idola di questo forum la ritroveremo nell'ultima parte di questa puntata). :wub: Nessuno ha chiesto il ripescaggio al loro posto, ed è un altro fatto negativo: "Dio mi scampi dall'A1", pensano molte società, toccando ferro all'idea di salire per poi svenarsi e crepare.
Ma sono tutte situazioni che viviamo già da anni, inutile pensare ogni volta che sia la fine del mondo. C'era pure andata bene che, per la prima volta dopo 3 anni di fila, non ci si era ritirata una squadra di A1 a stagione in corso... (Faenza nel '13, Chieti nel '14 e Spezia nel '15, tanto per ricordare). Purtroppo, ogni volta che sembra di vedere segnali di ripresa, arriva tra capo e collo la mazzata che ti ricaccia nella depressione. In A2 abbiamo perso un pezzo da 90 come Castel S. Pietro (finalista negli ultimi 2 anni), uno da... 85 come Ariano Irpino (finalista 2015), Viareggio, Ostia, e da ultima, nelle scorse settimane, pure Santa Marinella tanto per non negarci il piacere di un girone zoppo, essendo ormai tardi per un altro ripescaggio".

- Ma di chi è la colpa di tale perdurante moria?
"Domanda trita. Per me delle circostanze. Di cui fa parte anche la Fip, chiaro, ma dare la colpa alla Fip è come dare la colpa al governo per tutte le imprese che falliscono in questi anni di crisi. Ovvero una semplificazione del problema, il classico scarico d'ogni colpa sull'ente pubblico. Per me uno può dare la colpa alla Fip se ne dà altrettanta alla Fipav, visto che crepano altrettante società pallavolistiche di vertice, negli ultimi anni, nonostante nel maschile si siano inventati il blocco delle retrocessioni in A1. E che dire dell'ecatombe di società della Lega Pro di calcio, ovvero lo sport nazionale? Sarà solo colpa della Figc? Sta di fatto che una soluzione all'orizzonte non si vede, salvo la preghiera che Iddio ce la mandi buona in futuro".

- Lasciamo perdere. Per i gironi di A2 anche questo luglio c'è stato un bel balletto: esce la versione uno, qualcuno si lamenta, esce la versione due riveduta e corretta.
"Mi par di ricordare che l'anno scorso fosse andata anche peggio. Credo che si sia cercato di trovare la soluzione che scontentasse di meno. In realtà l'A2 a due gironi da 14 (che sarebbe la formula ideale) è diventata di difficile sostenibilità geografica per l'evidente fatto che, negli ultimi 5 anni suppergiù, il Sud è andato estinguendosi: del Meridione vero e proprio sono rimaste solo Stabia, Salerno e Palermo. Se si pensa che nel recente passato si diceva spesso che il livello del Sud fosse una pista sopra quello del Nord (ed era vero)... Poi che abbiamo? Una laziale, una toscana, una marchigiana, un'umbra e 4 sarde; ma è Centro Italia. E non è solo un problema di numeri ma di qualità: l'anno scorso il girone B, al vertice, era una specie di Nord-bis. Anche qui, come risolvere? Lo sa Buddha, per non dire sempre Iddio".

- Forse è meglio tornare alle nazionali giovanili, che ci si deprime di meno. Parliamo anche delle competizioni minori, come il torneo dell'Amicizia Under 15, in Ispagna a Melilla dall'8 al 10 luglio.
"Oltre che per le ragazze, debuttanti sul palcoscenico internazionale salvo chi aveva fatto il trofeo BAM nel 2015, c'era curiosità per l'esordio da c.t. per Cinzia Zanotti, alla quale auguriamo di ripercorrere le orme di Marina Maljkovic e Valérie Garnier, donne che si sono sfidate nella finale 3° posto alle recenti Olimpiadi. Sarebbe contenta Silvia Gottardi, che nel suo film e sul suo blog auspicava più donne nelle posizioni di comando del basket femminile, anche se trovandomi io a essere un uomo ne sento meno l'urgenza. Diciamo che un'ex campionessa al timone di una nazionale (senza scordare la recente esperienza di Marina Pirani) fa piacere perché troppo spesso perdiamo di vista i grandi del passato, che escono dall'ambiente e non possono più dare il loro contributo.
Sarò più stringato sul torneo in sé, che ha visto l'Italia iniziare benissimo, con un 56-52 sulla Francia, per poi subire un 50-61 dalla Spagna (e ci sta), finendo malaccio con un 23-60 con la Grecia, non so bene per quale blackout collettivo. La miglior marcatrice delle nostre è stata la play siciliana Stroscio, messasi in mostra, se non erro, già al Trofeo delle Regioni dove la compagine isolana è stata finalista a sorpresa. In doppia cifra in almeno una partita anche l'ala Pastrello di Marghera, recente campionessa d'Italia U16, e la 2002 Celli di Costamasnaga. Non è, nel complesso, un'annata finora ritenuta tra le migliori in prospettiva, ma ovviamente è presto per una sentenza vera, anche perché mi risulta che in questo torneo abbiamo patito assenze".

- Altro evento che ha coinvolto ragazze delle giovanili, anche se qui parliamo di show e non di competizione, è stato il "Kobe Bryant Day" a Milano, il 22 luglio. Il grande ex campione Nba ha insufflato in uno stormo di virgulti, tra cui una quota rosa, i princìpi della sua "Mamba Mentality".
"Sì, un po' all'americana ma c'era anche della sostanza, con la presenza di Ettore Messina e altri allenatori di vaglia. Su questo mi affido a quanto mi ha riferito Roberto Riccardi, il responsabile tecnico territoriale per il femminile: "Otto ragazze in campo, scelte dal Centro Tecnico Lombardo tra quelle non impegnate con le nazionali; anche un coach della femminile a lavorare a stretto contatto di gomito con lo staff della Nazionale maschile e lo staff dell'Olimpia Milano: attenzione, partecipazioni, correzioni e interesse anche per tutte le ragazze; insomma un bello spot per il basket rosa". Qualcuno del nostro ambiente ne ha approfittato per farsi una foto con l'eroina del momento Zandalasini, lì presente, più che con Kobe".

- Bello ma torniamo all'agonismo: l'indomani, 23 luglio, iniziava l'Europeo U18 a Sopron con c.t. Giustino Altobelli. Freschi di doppia medaglia d'argento, ci si era fatti la bocca buona ma qui non è arrivato il grande risultato.
"Be', ma non schifiamo certo un settimo posto. Consideriamo che due anni fa, lo stesso gruppo giunse nono. E poi abbiamo notato già gli anni scorsi che la categoria U18 è tradizionalmente la più difficile per noi, qualunque ne sia il motivo. Curiosamente l'U18 è proprio l'unica in cui abbiamo vinto un oro nell'era recente, ma è fuorviante perché in realtà è stata la sola medaglia e la media dei nostri risultati è inferiore a U16 e U20. C'è poi il fatto che la nostra annata portante '98 non è irresistibile, mentre le '99, convocate nel cospicuo numero di 5 (Pinzan, Cubaj, Fassina, Trucco e Del Pero), erano ragionevolmente stanchine per il Mondiale U17 terminato 3 settimane prima, anche se hanno fatto la parte del leone a livello realizzativo.
Cominciamo con una sconfitta di misura contro la Russia, 49-52: le suddite di Putin non usano quaggiù la divina Vadeeva, mvp dell'Euro U16 di 2 anni or sono e già colonna della Nazionale maggiore, ma hanno la sua alter-ego Musina, quintetto ideale nell'Euro U20 appena concluso (complimenti per lo stakanovismo). In evidenza Cubaj con 14 punti; peccato aver sciupato un +6 a 5' dalla fine.
Saltiamo poi a piè pari Israele, 64-49, con 15 di Pinzan e 13 di Cuba-Cuba. Thrilling vincente in chiusura di prima fase, 59-58 con Pinzan a pinzare le turche in entrata a -5 secondi.
Solita formula di quest'estate, con tutte agli ottavi; l'accoppiamento con la Slovacchia non è improbo e infatti la liquidiamo con un ermetico 44-31 (15 punti totali concessi dal 2° quarto in avanti); Pinzan 12 e Cubaj 10.
Il 29 luglio ci proviamo nei quarti contro l'imbattuta Francia, che poi vincerà l'oro, con la Spagna per una volta "solo" argento; bronzo, come in U20, alla Russia, che fa presagire una sua rinascita a livello senior negli anni a venire. Va notato che la Francia in finale ha fatto 74-44 sulle iberiche (anche se il divario s'è creato per la maggior parte nell'ultimo quarto); noi abbiamo opposto ben più resistenza. Stiamo infatti anche avanti all'inizio, poi la Francia prende un marginuccio all'intervallo, che protegge sino alla fine, nonostante la nostra rimonta sino a -2. Perdiamo 52-60; grande Cubaj con 21 punti; Pinzan 10; pochino dalle altre. "Peccato... Ma abbiamo fatto il massimo! Brave comunque", commenta il grande Ezio Parisato, presente in loco. Il divario fisico pesa nel computo dei rimbalzi e dei tiri liberi lucrati.
Le fasi di consolazione a me non consolano, quindi diciamo solo che perdiamo col Belgio 59-64 d.t.s. (Pinzan 17) e battiamo di nuovo le suddite di Erdogan, 57-34 (Cubaj 10) per piazzarci appunto settime. Quindi Pinzan e Cubaj le più in evidenza in questa tenzone; forse Big Lorela s'è trovata più a suo agio da centrone unico rispetto al dualismo con Madera nel Mondiale U17 (pura ipotesi). Finiva così il rutilante mese di luglio".

- Ma come? Neanche una parola sulla competizione regina di luglio per eccellenza, il torneo misto di Binzago che tanto le è caro?
"Non volevo fare il provinciale... Stiamo parlando di Mondiali, Europei, prossimamente di Olimpiadi... non di Brianzoliadi".

- Non si schermisca: è stata come al solito una kermesse di livello assoluto.
"Vabbè, diciamo che la nota più lieta è stata la presenza di 79 giocatrici, perché ogni anno sembra che 'ah, stavolta non ce la facciamo... sempre più difficile trovare le ragazze... ma dove sono finite?', e invece ecco che abbiamo sfiorato il record femminile di partecipanti. E' vero, forse, che sia più complicato arruolare le giocatrici di un certo livello, per il pullulare di competizioni che ormai coprono l'arco dei 12 mesi. Per dire, Giulia Porro, una della dozzina di giocatrici di A1 o A2 presenti quest'anno a Binzago, c'ha mollati a metà torneo per andare ai campionati europei universitari col Cus Bologna. Marcella Filippi ha saltato due partite per le qualificazioni europee di 3 contro 3; lodevolmente poi è tornata per finire il torneo, ma avrebbe legittimamente potuto rinunciare per riposarsi. Beatrice Del Pero avrebbe magari potuto, dopo i Mondiali U17, giocare l'ultima settimana di torneo, ma aveva pure l'U18. A proposito, bello però quando è venuta ad assistere una sera e l'abbiamo fatta applaudire dal pubblico, ricordando all'altoparlante l'argento appena conquistato".

- Parlando invece di chi c'era, quali 'starlettes' han combinato di più?
"Indovinate un po', proprio lei, Masha Maiorano. Dominio assoluto nella classifica marcatrici, vinta per la quinta volta, a oltre 20 di media. Ha superato, prima nella storia, i 1100 punti al torneo (tra le donne la seconda, Big Ale Calastri, ne ha meno di 600...); è diventata prima nelle presenze "all time", e già che c'era ha vinto il torneo con la sua squadra. Nelle ultime due o tre edizioni era parsa un po' opaca, o perlomeno non così scintillante come nei suoi anni ruggenti; stavolta invece, non so come, s'è presentata in forma smagliante e ha dominato. Il suo meglio nei quarti di finale, segnando 33 punti con 7 triple contro l'ex compagna a Costa Bassani. Se gioca così a 34 anni può andare avanti fino a 40...
In finale ha trovato Marcella Filippi per un duello da leccarsi i baffi e quant'altro. Ho sentito gente del pubblico mormorare, prima della partita: "Oh, c'è Maiorano contro Filippi". Ormai sono due icone a Binzago, nonostante il 90% degli spettatori non veda una partita femminile in tutto l'anno. Individualmente quella sera han fatto più o meno pari, tipo 21 punti Marcella e 17 Masha che però ha vinto. Filippi ha avuto il premio di miglior giocatrice per una questione di spartizione salomonica, ma la sua edizione dominata è stata quella del 2015. Stavolta non era al top anche, legittimamente, per l'impegno nel 3 contro 3. Peraltro ha superato i 20 punti sia in semi che in finale, quindi non è che sia stato un premio immeritato il suo".

- Altre?
"Citerei solo Valentina Gariboldi, vera specialista del torneo, che ha sfiorato un paio di volte i 30 punti, la venerabile Clara D'Amico, debuttante a Binzago, purtroppo solo per due partite visto che lavora all'outlet di Serravalle che non è dietro l'angolo; e poi la piccola grande Valentina Ceccato, tascabile classe '98 col viso da ragazzina, che ha compiuto un'impresa inedita vincendo la gara di tiro da 3 punti contro tutti gli altri finalisti uomini. Per il resto molte prestazioni discrete ma nessuna che abbia avuto un rendimento eclatante nell'arco del torneo. Purtroppo hanno dovuto saltare l'edizione Carolina Bossi e Giulia De Cristofaro, le due migliori della nuova generazione. Curiosità: gran mattatore tra gli uomini è stato il figlio del grande Aldo Corno, Alessandro, che s'è presentato insieme alla sorella Claudia.
Segnalerei due spunti tecnici favoriti dal confronto diretto tra il gioco dei maschi e quello delle femmine: 1) spesso un uomo fa un certo movimento verso canestro e segna; la donna fa lo stesso movimento, ben eseguito, ma sbaglia. Semplicemente perchè il canestro per lei è più in alto, e quindi per segnare ci vuole più sforzo fisico e più accuratezza. Sappiamo che tanto non lo abbasseranno mai, ma quando vedi 'sta cosa fa irritare, perché la femmina è punita senza colpe dalla sua fisicità inferiore; 2) il proliferare del tiro da 3 fra gli uomini non ha contagiato più di tanto il gioco delle donne, il che per certi versi è un bene, ma d'altro canto rende ancor più difficile che in passato l'integrazione fra i due sessi cestistici, nel senso che ormai molti maschi giocano "corri e tira" senza troppi ricami, mentre le femmine hanno bisogno di azioni più elaborate, le quali però spesso latitano in quanto la donna fa appena a tempo a portarsi in zona d'attacco che il suo compagno ha già sparato da 8 metri. E' come se il giuoco muliebre fosse rimasto indietro di una decina d'anni rispetto ai cambiamenti avvenuti in quello virile.
Per chiudere con Binzago, segnalo che sul sito http://torneodibinzago.blogspot.it/ trovate un po' di video e altro materiale. In particolare per gli aficionados di Maiorano e Filippi, le potete sentire in viva voce nel video delle interviste finali dei premiati. Grande carisma e classe per entrambe".

sabato 3 settembre 2016

Intervista di fine estate (4) - Europeo U20 (segue): Zandalasini

- E siamo quindi alla finale U20 del 17 luglio: una partita che sembrava sepolta all'intervallo e che invece siamo arrivati a un millimetro dal portare al supplementare.
"Col rimpianto che la rimonta sia iniziata con un attimo di ritardo, perché la Spagna nell'ultimo quarto era davvero sulle ginocchia. Spagna che avendo battuto la Russia (poi di bronzo) in semifinale con autorità, 77-61, è favorita alla vigilia, tanto per cambiare. Ma in questa finale perde molto prematuramente Quevedo, il suo miglior elemento, poi inserita nel quintetto ideale come unica esponente delle trionfatrici. Lì la nostra pecca fatale, perché invece di approfittarne prendiamo l'imbarcata (ma non è così raro che la squadra che subisce un infortunio grave abbia, nell'immediato, una reazione che la sospinge anziché abbatterla, mentre l'altra compagine magari si rilassa inconsapevolmente), e finiamo sotto 44-26 all'intervallo. Se solo fossero stati un pizzico meno, questi 18 punti, è possibile che ce l'avremmo fatta. Oppure se non ci fossimo bloccati per qualche minuto all'inizio dell'ultimo quarto. Infatti succede che, dopo un nostro vigoroso risveglio in attacco ma una difesa non impermeabile, la Spagna è ancora avanti 61-49 a 9' dalla fine. Da quel punto in avanti subiamo solo 4 punti in 8 minuti. Ma nei primi 3 di questi 8, nemmeno noi facciamo canestro, con una serie di possessi sciupati anche banalmente. La rimonta vera inizia solo a 6' dalla fine. E questo non fa che alimentare i rimpianti, perché il margine per arrivare al pareggio prima degli ultimi 20 secondi, evitando quindi di finire nelle mani della fatalità, c'era tutto".

- Negli ultimi 6 minuti comunque è grande Italia, è Zanda-show.
"L'inizio della rimonta lo dà Costa, una che nei momenti caldi sa rendersi utile, pur senza troppi centimetri da far valere in area: la ricordiamo decisiva anche nella finale scudetto U20, a marzo, facendo là da spalla a Tagliamento, stavolta a Zanda. Poi c'è un movimento di stordente bellezza, direbbe qualcuno che fa le telecronache Nba, dell'ex Geas, che riceve spalle a canestro, fa un giro dorsale verso il centro dall'area, galleggia nell'etere beffando due avversarie più legate di lei alla forza di gravità, e deposita il 61-53, continuando il suo duello di sguardi verso la panchina spagnola, iniziato già dopo i primi canestri della riscossa italica, come a dire: non mi fermate più. E infatti non la ferma più nessuno. Segna, prende rimbalzi, stoppa, serve assist (finirà con 28 punti, 10 carambole e 5 passaggi decisivi), fa anche un coast-to-coast su palla rubata per il 61-57. Ma non è solo quello che fa a impressionare, perché in fondo i suoi magnifici "jumper" li avevamo già visti tante volte da parte sua. Mai, assolutamente mai invece l'avevamo vista così carica, così espressiva dal punto di vista delle emozioni, lei che normalmente ha quella faccia un po' enigmatica e quel vago "ciondolare" per il campo, da alcuni definito indolente, in realtà tipico di tanti giocatori più talentuosi che guerrieri. Stavolta aveva persino un viso più magro e affilato del solito, quasi che il demone che la stava possedendo la trasfigurasse. E poi è stata anche leader, incitando compagne e panchina, rincuorando ad esempio Cabrini che purtroppo ha commesso qualche errore in quell'ultimo quarto, compreso il fallo che ha deciso la partita a un secondo dalla fine".

- Già, ma c'era veramente quel dannato fallo?
"No alle recriminazioni di stampo calcistico. E poi è difficile dire dallo streaming, perché non c'è stato un replay ravvicinato. Si vede la spagnuola Flores cadere in tuffo nella confusione, non si capisce se per una spinta rilevante o perché appena sfiorata o cosa. Mi pare però che l'Italia non abbia recriminato per il fischio, ma solo per la sfiga che sia capitato l'episodio. Vediamo un po' come ci si è arrivati: a -1'40" dalla fine, Cabrini si mangia un appoggio da sotto; rimedia l'invasata Zanda prendendo uno sfondamento magistrale in aiuto e poi realizzando in palleggio-arresto-tiro dai 6 metri sulla faccia di mezza difesa spagnola. E siamo 65-63 Spagna a 1' dalla fine. Risponde subito la compagine iberica con un'entrata di sinistro, 67-63. Timeout, palla nostra, bizzarro imprevisto con una spagnola che cade a terra per un colpo e resta giù dolorante, tutte si fermano, c'è Pan che rimane sola in angolo e segna da 3. La Spagna crede che il canestro vada annullato, invece è valido: 67-66. Poi Kacerik, anche lei tra gli elementi che hanno propiziato la rimonta, commette fallo cercando di strappar palla a Flores; 2/2 ai liberi a -31". Tre da recuperare, ci pensa Zanda che riceve a metà campo, palleggia verso destra con l'avversaria incollata, e con sicurezza incredibile si alza per la tripla realizzandola tra il boato del numeroso pubblico, in maggioranza di fede spagnola ma con tanti a nostro favore, credo anche fra i neutrali. Subito dopo, l'indemoniata bronese si tira ripetutamente la maglietta mostrando la scritta Italia: un senso scenografico straordinario".

- Ma il finale non è da cinema, almeno non per noi...
"La Spagna pasticcia all'inizio dell'ultima azione, il tempo sta scadendo, va a centro area Flores ma Zanda la stoppa in modo sontuoso. Lì purtroppo è questione di dove carambola la palla, e a dire il vero è anche merito di Flores reagire rapidissima, avventandosi per prima sulla sfera e franando subito dopo al suolo. A quel punto nella mischia arriva la chiamata arbitrale per spinta di Cabrini. Un secondo dalla fine, eppure ne succedono ancora. Flores segna il primo libero, poi ingenuamente anche l'altro, quando bastava sbatterlo sul ferro e sarebbe finita. Così invece la Spagna rischia, perché Kacerik dalla rimessa fa un lancio lungo di grande precisione e intelligenza, la palla arriva a Pan in relativamente buona posizione, appena dentro l'arco ma centrale; il tiro è persino buono, nonostante le avversarie addosso, ma va sul ferro: 71-69 e Spagna campione. Da mordersi mani, caviglie e quant'altro per la rabbia. Un attimo dopo la sirena, Zanda è seduta a terra, in lacrime e persino ruvida con chi cerca di consolarla. Altra scena di grande impatto. Ci restano, però, l'argento e l'epica (oltre al titolo di Mvp per Zanda), quelli non ce li toglie nessuno".

- Infatti, come dicevamo qualche puntata fa, l'eco dell'impresa è stato qualcosa di mai visto per le giovanili femminili (nonostante il rammarico per la mancata trasmissione tv della partita, mentre in Ispagna la finale è andata sull'equivalente del nostro RaiSport). Non che ci risanerà l'emorragia di tesserate, ma se non altro ci siamo goduti il momento...
"Decisamente. Nella settimana tra il 18 al 25 luglio, all'incirca, cioè prima del rompete le righe per le ferie di massa, le nostre alfiere sono state l'argomento numero uno, consolando, per quanto potessero, gli appassionati depressi dal fallimento della Nazionale maschile. La cosa più bella è stata la quantità di apprezzamenti da parte di chi solitamente segue solo gli uomini. Chiaro che la maggioranza dei commenti d'ammirazione erano per Zandalasini: il video con i suoi highlights della finale (vedi qui su Pianeta Basket che lo riporta da Daniele Tagliabue: www.pianetabasket.com/video/italia-...sini-mvp-115736) ha avuto un successo senza precedenti per le donne; è andata sulla Gazzetta; lei stessa ha prodotto status su Facebook che hanno ricevuto raffiche di 'mi piace'. Qualcuno forse non avrà gradito che si sia polarizzata troppa attenzione su una singola, ma è comprensibile quanto avvenuto perché c'è stata una sommatoria perfetta di ingredienti: una finale europea; rimonta epica dell'Italia; la propensione dell'epoca social a esaltarsi più per il singolo che per la squadra; l'indubbio impatto scenico delle prodezze di Zanda (definita "highlight vivente" in uno status Facebook della Federazione) rispetto alle classiche 'belle azioni' del femminile, magari impeccabilmente eseguite ma... femminili, agli occhi degli habitués del maschile. Ho sempre notato invece, anche quando era più giovane, che Zanda ottiene rispetto pure dai poco avvezzi al basket-donne, perché i suoi arresto-e-tiro in sospensione, i giro-e-tiro cadendo all'indietro, insomma i suoi marchi di fabbrica, sono belli in assoluto, non solo "belli per essere una donna" (cioè il massimo che di solito i maschilofili sono disposti a concederci), non so se mi spiego. Estetica, però, abbinata all'efficacia, perché il rispetto vero lo ottieni coi risultati. Ecco perché, se Zanda riuscisse a portare tutto questo a livello senior, ora che lascia definitivamente l'età giovanile, diventerebbe il volto del nostro basket femminile come lo è un Valentino Rossi per le moto, ovviamente con le relative proporzioni in base alla popolarità dei due sport. Cioè quegli interpreti per antonomasia di una disciplina in un Paese. Quello che poteva diventare Gallinari nel maschile e che invece, per motivi vari, non solo colpa sua, è riuscito a essere solo in parte".

- Sognar non nuoce. Ma sa bene che Zanda non era reduce da una stagione esaltante con Schio, e non è uno show in un Europeo giovanile che possa cancellare tutti i dubbi.
"Chiaro. Ma questa esperienza speciale può averle regalato la spinta decisiva per diventare quello che tutti si attendono fin da quando aveva 13 anni e la paragonavano già a Macchi. A volte forse non consideriamo abbastanza quanto le aspettative da noi create pesino, per poi gettare la croce addosso a chi non le adempie. Vedi anche Sottana o altre grandi promesse prima di lei. D'altra parte sono sempre stato convinto che uno sportivo di altissimo livello è tale anche perché sa gestire tutto questo: la pressione è un banco di prova da superare al pari degli avversari. Comunque sia, dalle dichiarazioni di Zanda post-Europeo emergeva la consapevolezza di aver attraversato un periodo critico. Se i numeri che ha fatto a Matosinhos le ridanno sicurezza sul suo talento superiore, con in più la maturità che ha dimostrato sul piano agonistico e della leadership, allora riuscirà a portare tutto questo anche a Schio, dove prima o poi le varie Macchi e Masciadri le lasceranno il bastone del comando, non foss'altro che per motivi anagrafici.
Insomma potremmo riassumere così quello che vorremmo vedere da parte sua prossimamente: 1) essere consapevole di avere doti speciali, e intendiamo la consapevolezza del campione, che è ben diversa dall'arroganza; 2) essere leader come lo è stata a Matosinhos, senza accontentarsi di fare solo la sua parte; 3) non legarsi troppo ai 'numeri' intesi come azioni complicate e spettacolari ma puntare anche ai 'numeri' intesi come cifre consistenti, che si costruiscono anche cercando l'azione banale ma concreta; 4) non accontentarsi di fare benino, oppure benissimo una volta su tre, ma voler fare il massimo ogni sera. A 17 anni, col Geas, la vedemmo imbastire uno show memorabile contro il Sanga in A2, perché poi altre volte limitarsi a un cabotaggio da 6,5 in pagella? Se puoi farne 20 ogni partita fanne 20. Questo fanno i grandi, ma lo fa anche Madera, per dire una con meno doti ma che le sfrutta tutte, mentre Zanda ai tempi non mi dava la sensazione di avere questa mentalità".

- Ma non l'avrebbe sviluppata meglio, la mentalità, andando in un posto diverso da Schio, cioè non direttamente in un top team bensì uno medio, tipo Tagliamento con Battipaglia? Molti lo pensano.
"Non voglio avere un'opinione drastica in materia, perché chi può dire cosa sarebbe successo se..., visto che non è successo? Secondo me però Tagliamento è a un livello inferiore come potenziale, quindi non penso che per le due andasse bene la stessa strada. Credo che Zanda a Broni e al Geas avesse già maturato esperienze utili da protagonista; chiaro che Battipaglia o chi per essa sarebbero state un gradino sopra, ma magari là avrebbe acquisito anche qualche vizio, qualche falsa sicurezza, poi difficile da scrostare una volta arrivata a Schio, per esempio nelle scelte di tiro, o nella necessità di impegnarsi in difesa ogni azione e non ogni tanto. Andando a 18 anni alla corte di Macchi, e frequentando i parquet di Eurolega, ha potuto vedere subito come si deve fare al massimo livello. Il messaggio è: tu hai i mezzi per diventare così, ma al momento non lo sei ancora e ti facciamo capire perché. La ragazza mi pare intelligente e quindi a Schio può avere fatto un bagno di umiltà costruttivo, cioè quello che ti fa maturare senza demolirti. Se sei forte incassi, mangi un'equa dose di merda ma poi, quando sei pronta, esplodi più che se fossi rimasta a fare la reginetta a medio livello".

- In effetti, sembra trasparire questo dal suo ormai celebre status su Facebook, che ha superato i 500 like in 7 ore: "da queste settimane ho imparato che i sacrifici vengono sempre ripagati. che il momento arriva, non importa quando, ma arriva. sempre. bisogna solo avere la forza e la pazienza di aspettare. nonostante molte volte aspettare sembri la cosa più difficile. e anche quando sembra andare tutto storto, non mollare, non mollare mai. perché quei sacrifici che hai fatto si accumulano. e più si accumulano più il tuo momento, alla fine, sarà grande. il lavoro paga, e se non paga nell'immediato non preoccuparti. perché quel momento arriverà". Cosa ne pensa?
"Che è parzialmente falso ma che andrebbe appeso in tutte le palestre del femminile, accanto alle solite frasi di Jordan che vanno di moda".

- Impazzito? Un giudizio è il contrario dell'altro.
"Nient'affatto. E' parzialmente falso perché è vero che lavorare e crederci sicuramente non fa male, anzi a migliorare porta di sicuro (e mollando, di certo non guadagni nulla), ma se parliamo di un livello d'eccellenza, quello purtroppo è patrimonio di pochi eletti, altrimenti se tutti ci riuscissero solo col lavoro e la pazienza, non sarebbe eccellenza. E non per tutti arriva il momento buono. Gli altri falliscono. Però è un discorso d'impatto: può essere molto motivante per le nostre ragazzine considerando che le parole vengono da una ragazza italiana che ha vinto l'Mvp all'Europeo crescendo in mezzo a noi, cioè non da un alieno dell'iperspazio come il suddetto Jordan, come il suo emulo Bryant (che, a proposito, è venuto a Milano a luglio e c'era anche Zanda). Ecco perché la frase andrebbe appesa e incorniciata".

- Con questo possiamo chiudere la Zandalaseide (altrimenti chi non l'ama cambia canale se non l'ha già fatto) e dire almeno una parola sul gruppo '96 nel suo complesso, uno dei migliori della storia recente delle nostre giovanili.
"Senza dubbio. Ha avuto la fortuna di accodarsi alle '95, vincendo subito una medaglia con loro, agli Europei U16 del 2011, in cui c'erano già Zanda, Kacerik, Tagliamento e Vitari, ma poi ha fatto molto di suo, con l'argento ancora in U16 nel '12 e ora quest'altra medaglia. Insomma 3 volte sul podio su 6 possibili, di cui però solo la metà come "annata forte". Peccato solo per l'Euro U18 di 2 anni fa, quando, come già ricordavamo, giunsero settime afflosciandosi dopo una gran partenza, pagando anche il fatto che le '97 fossero state dirottate sul Mondiale U17, mentre stavolta c'erano e s'è visto. Se le '96 avessero avuto più peso sotto canestro avrebbero raccolto di più, mentre in pratica l'annata ha prodotto solo Vitari e Cordola, alle quali va un doveroso applauso ma non sono esattamente centroni di stazza internazionale.
In prospettiva, però, l'idea di mettere insieme i talenti delle esterne del '95-96 con la stazza delle '99-00, e ovviamente con chi s'è già affermato nelle annate precedenti, ci fa venire l'acquolina in bocca di poter tornare, voglia Iddio, alle Olimpiadi e a qualche podio europeo senior. Talento, mentalità e 5 ruoli coperti, questo serve, come s'è visto in negativo coi maschi, che probabilmente hanno solo il primo di quei requisiti. Le nostre girls, invece, sembrano poter disporre del pacchetto completo".

venerdì 2 settembre 2016

Intervista di fine estate (3) - accordo Geas/Biassono, effetti dei Nas, Europeo U20

- Intanto, il 29 giugno, il basket femminile lombardo veniva squassato (si fa per dire) dalla notizia del connubio tra Geas e Biassono, quasi come Milan e Inter.
"Be', non così radicalmente rivali, anche perché negli ultimi anni non erano di pari livello, ma certo fino a qualche anno fa erano due poli contrapposti. Si sono contesi vari titoli giovanili, e pure a livello societario non erano amicissimi, tant'è che ricordo qualche biassonese tifare Crema ai tempi della famosa finale di A2 del 2008 contro il Geas (al di là del fatto che ci fosse la grande ex Fumagalli con le cremasche). Ma non è stato l'unico caso di accordo tra ex 'nemiche', quest'estate in Lombardia: se n'è parlato meno, ma hanno fatto fronte comune anche Costamasnaga e Comense, antiche rivali lariane, e Milano Stars con Basket Femminile Milano, due poli cittadini che lottavano per il ruolo di sfidante numero 1 del Sanga all'ombra della Madonnina".

- E quindi che giudizio ne dà?
"Ha detto papa Francesco tempo fa: 'E chi sono io per giudicare?'. E il suo capo Gesù Cristo: 'Non giudicate, se non volete essere giudicati'".

- Più che Gesù Cristo ci sembra Ponzio Pilato. Franz Pinotti, come ha riportato lei stesso arraffando dal suo Facebook, è stato più esplicito parlando di "unioni mostruose vendute come l'ultima saponetta alla moda". Suvvia, ‘sto giudizio: cosa buona o cosa cattiva? [NB: Pinotti ha smentito che si riferisse a quello]
"Quanto rompete. Diciamo che il vecchio Franz ha vissuto un giugno-luglio dialetticamente frizzante (ricordando anche la discussione post-semifinale U14 con Costa)... Ma io come faccio a dare un giudizio preventivo? Si valuterà dai risultati, e non intendo solo quelli del campo, ma anche lo sviluppo di un piano di crescita reciproca, eccetera. Certo, idealmente la situazione migliore, per il movimento, è quando ogni polo riesce a fare da sé, perché 20 realtà competitive danno un panorama più ricco che 10. Questo è ovvio. Poi, è normale che all'inizio sembri strano se si unisce chi era rivale fino al giorno prima. Però il realismo suggerisce già da tempo a chi opera nel femminile la strada degli accordi. Se giova a entrambe le parti, se qualcuno che rischiava di decadere, o addirittura sparire, rifiorisce, tanto meglio. Sono società che puntano molto sul settore giovanile, e queste collaborazioni mi paiono improntate soprattutto ai vivai, quindi ben vengano. Certo, in tal senso potrebbe acuirsi il problema della polarizzazione dei talenti".

- Vale a dire?
"Che anche in Lombardia aumenta la forza di gravità dei vivai più importanti nei confronti delle ragazze di spicco di ogni annata. E questo pare avvenire sempre più precocemente. Ovvero, già verso i 13-14 anni stiamo vedendo crescere la concentrazione di talenti presso le maggiori potenze, in cui convergono dalle società minori. Un allenatore con cui mi confrontavo al riguardo mi ha confermato, circa 2 mesi fa, che è vero: 'Se vuoi eccellere è così che si deve fare. Alla luce della rarità numerica di bimbe che gioca a basket, chi prima se le accaparra, più probabilità ha di strutturarsi annate floride sul medio periodo!'. E' piuttosto chiaro: la base si restringe, e siccome talenti si nasce e non si diventa (nonostante ciò che a volte si cerca di credere per ottimismo), se non peschi subito le poche baciate dalla sorte in ogni annata, rischi di restare permanentemente indebolito nell'annata medesima, rispetto alla concorrenza. Tutto ciò poi si combina, io credo, con un effetto collaterale dei Nas".

- E che, pure lei adesso vede i Nas dappertutto?
"A lungo termine mi sa che qui c'entrano. Perché con la regola del parametro fisso, mi spiegava una persona della Fip già ai tempi in cui i Nas furono varati, a una società oggigiorno conviene produrre 10 giocatrici medie piuttosto che 2 o 3 forti. Una volta, con la contrattazione singola, tu magari cedevi il fenomeno a mille e la scarsina a dieci. Adesso invece tutte valgono uguale, a parità di categoria: quella da 20 punti a partita e la panchinara fissa. Per cui, se una società riesce ad accaparrarsi un massiccio numero di ragazze futuribili, senza bisogno che diventino stelle del basket, ha una buona polizza sul suo futuro. Ecco perché i top club giovanili, anche se hanno già 15 giocatrici valide di un'annata, s'attivano per farle diventare 20, sebbene finora si giochi sempre in 12 per volta".

- Ma spesso sono le ragazzine stesse a voler trasmigrare per prime.

"Non lo metto in dubbio. Il vecchio adagio di Giulio Cesare, 'meglio essere primi in provincia che secondi a Roma', ovvero protagoniste nella propria squadretta che panchinare (o tribunare) nello squadrone, non sembra seguitissimo. Ma è comprensibile. Se una società importante è interessata a te, e prospetta finali nazionali, giro azzurro, futuro in serie A eccetera, o comunque un lavoro serio e motivante, mentre l'alternativa è restare nella propria squadretta, condannata a navigare a metà classifica nelle giovanili e poi a zuzzurellare tra serie C e dintorni, ahò, è dura rinunciare.
Il punto è che questo approdo nella grossa squadra lo vedrei come un sacrosanto traguardo a 15-16 anni, anche 17-18; rimango un po' perplesso se avviene con frequenza già a 12-13-14. Beninteso, non c'è nulla di scorretto; e certo non si può chiedere a una società importante di privarsi di un'occasione, anche se poi magari ad essa stessa gioverebbe lasciare qualche giocatrice bravina nelle società minori, così anziché vincere di 100 punti in Under 13 o 14, vincerebbe solo di 60 o 70 e sarebbe un po' più allenante (a che giova fare cotolette di avversarie inconsistenti?)... Il problema degli eccessivi squilibri nel femminile fu indicato dalla presidenza Fip lombarda di Mattioli come una priorità da risolvere, quando si insediò; ma lo squilibrio nasce in gran parte da questa concentrazione di giocatrici forti, e come si fa a intervenire? La circolazione è libera, non siamo nell'antica Urss; ed è giusto che ogni società faccia i suoi interessi; l'unica soluzione sarebbe che le tesserate si moltiplicassero, così di talenti ce ne sarebbero per tutti, ma qui siamo nell'utopia più totale".

- Altra tendenza recente, sempre per le giovani, anche se più grandi, è l'espatrio negli Usa. Come vede quest'emorragia di talenti? Ormai siamo all'allarme rosso.

"Calma, anche qui bisogna vedere i dritti e i rovesci della medaglia. Quest'estate, ci riepiloga il grande Daniele Tagliabue di Basketinside, sono emigrate nei college Pan, Pazzaglia, Gianolla, Lulù Costa e Mariella Santucci. Ovvero un brillante quintetto di '97, che s'aggiunge al già massiccio contingente di '94-95-96 che svernano oltreoceano dalle scorse stagioni, le varie Penna, Peresson eccetera, anche se in (mini)compenso è tornata Ravelli. In pratica la fascia dai 19 ai 22 anni rimasta in Italia è decimata: il solito ritornello "non ci sono più giovani di talento in A1", stavolta potrebbe essere anche vero per mancanza fisica della materia prima, non semplicemente per scarso rendimento... Tuttavia, dobbiamo accettare che nell'anno 2016 sia normale trasferirsi all'estero, come fanno migliaia di giovani a prescindere dal basket. Che puoi dire a 'ste ragazze? "No, restate in Italia che vi diamo 10 minuti a partita in un'A1 di metà classifica con un rimborso spese miserando e zero tempo per procurarsi un titolo di studio per il dopo-basket?" Umanamente fanno bene a prendere il volo, anche se poi non è detto che funzioni bene per tutte, sia sul piano cestistico che accademico (ma c'auguriamo di sì). Anzi, io spero che, se qualcuna di loro riuscirà a fare del basket la sua professione, non abbia problemi a migrare all'estero se ci sono opportunità migliori che negli angusti confini patrii, come si tendeva invece a fare con riluttanza nella generazione precedente di giocatrici (vedi Macchi che non s'è mai mossa dall'Italia, lei che poteva militare nei top team d'Europa se l'avesse voluto, e finirà la carriera senza titoli internazionali). Insomma rassegniamoci all'esodo, se non siamo in grado di tenerci il meglio che abbiamo. Il paradosso? Che proprio colei che da più tempo era data in procinto di trasferirsi negli Usa, ovvero Zandalasini, alla fine è tra quelle che rimangono..."

- Bravo che ha nominato la stelluccia da Broni, così possiamo tornare alle cronache degli eventi, con l'Europeo Under 20 di Matosinhos, che tanta gloria ha offerto a lei, al c.t. Riga e ai nostri colori.
"Yoh. Senza dubbio è al secondo posto nella hitlist dell'estate (hit parade per i vecchi). Partiamo il 9 luglio con un sudato 61-54 sulla Germania. Eravamo rimasti, a giugno, col resoconto di amichevoli un po' a luci ed ombre, una struttura fisica leggera (le '99-00 per noi sono un'eccezione, non la regola) e un attacco fin troppo polarizzato su Zandalasini e Tagliamento. Le nostre due fuoriclasse totalizzano 37 punti (21 Zanda) in questa vittoria inaugurale sulle mangia-crauti.
La seconda partita è la svolta per vari motivi. Demoliamo la Serbia, tradizionale rivale per piazzamenti importanti in quest'annata (Crvendakic, l'alter ego dinarico di Zandalasini, ha poi fatto anche le Olimpiadi senior), con un 68-41 sontuoso, già +19 all'intervallo. E con Pan miglior marcatrice, quindi un terzo polo che spunta. Solo che ne perdiamo uno, Tagliamento, per infortunio al ginocchio. Si scoprirà che è crociato rotto. Che sfiga boja per l'Italia e anche per lei, in procinto d'iniziare l'avventura alla corte di Schio.
In questo momento siamo quindi a un bivio: o ci deprimiamo per la perdita della nostra numero 2, o anche 1 per quanto aveva detto il campionato, o ci esaltiamo per la prestazione contro le serbe, facendo quadrato per sopperire a Tagliamento col gruppo, consegnando a Zanda la leadership indiscussa nella speranza che lei sia pronta a prendersela. Si realizza questo secondo scenario e inizia una grande cavalcata.
La prima fase finisce con un 60-56 sulla Svezia, ininfluente perché eravamo già primi, ma, dirà coach Riga, un test utile per la mentalità, non si voleva mollare, anche perché andavano ricostruiti gli assetti dopo il crac di Taglia. Ne fa 16 Zandalasini e 13 Porcu; risolve una tripla della 'francese' Cabrini due giorni prima della strage nella sua nativa Nizza".

- Ma il bello doveva ancora venire. Chi si aspettava di arrivare in finale, con 3 turni di barrage da superare?
"Forse le ragazze, io onestamente no. Va ricordato che il precedente riscontro con quest'annata, gli Europei U18 di 2 anni fa, sempre a Matosinhos, era finito con un 7° posto e con Zandalasini un po' sottotono. E ora dovevamo fare a meno di Tagliamento. Forse ci porta bene questa nuova formula, la stessa dei Mondiali U17, in cui non si sprecano energie in una logorante seconda fase di 3 partite ma si va direttamente agli ottavi. Anche se poi per le U18 non ha funzionato altrettanto... Comunque, si parte con la Bosnia, non fortissima ma ostica; la pieghiamo 76-69 con un illusorio +14 a fine 1° quarto, un +8 all'intervallo, una crisi rischiosissima tra terzo e inizio quarto che conduce al sorpasso slavo; infine il nostro brillante rush guidato da Zandalasini e Costa. E' la prima sinfonia di Zanda, con 20 punti, ma non è sola a suonare: Pan 18, Kacerik 14, Costa 11. Insomma non siamo una corazzata ma siamo una squadra consistente".

- Con la Lettonia e la Serbia è capolavoro, anche se i cardiopatici avranno smadonnato, visti gli andamenti thrillers.

"Contro le baltiche, nei quarti del 15 luglio, siamo in realtà da mani nei capelli fino a quasi fine 3° quarto. O meglio, l'inizio è buono ma nei due periodi centrali siamo in balia delle avversarie, un blackout totale e in apparenza irrimediabile. Siamo a -16 con 11 minuti da giocare. Incredibilmente rovesciamo tutto con un 29-6 di lì alla fine e vinciamo 61-54. Zandalasini rompe ogni ormeggio, si palesa con fattezze da Messia quando tutto sembrava perduto, totalizzando 31 punti e 11 rimbalzi (già, perché in carenza di lunghe serviva pure che presidiasse i tabelloni). Non è che l'abbia vinta da sola, perché le compagne le han preparato il terreno, però è raro vedere una prestazione individuale così determinante, specie in U20 dove i tatticismi sono elaborati e Zanda è ben nota a tutti come minaccia da curare.
E quindi siamo in zona-medaglie. Ma non ci fermiamo. In semifinale ci si ripresenta la Serbia, non sorprendentemente. Come spesso succede, la rivincita tra due squadre nell'arco della stessa manifestazione è una partita del tutto diversa dalla prima: infatti stavolta si viaggia punto a punto. Brave le nostre a trovare il modo di vincere lo stesso. Porcu, una delle migliori, sbaglia il tiro-partita nei regolamentari, poi si scatena Zanda con 9 punti nell'overtime. Vinciamo 63-60, con 27 della divin bronese e 14 della playmaker dal cognome suino. Siamo di nuovo in finale, peccato ci sia la bestia nera Spagna ma sarà comunque una partita epica".