mercoledì 31 gennaio 2024

A1: lo 0-20 a Sassari sposta gli equilibri; Schio scampa a Campobasso; Geas all'overtime su Ragusa

- La notizia da copertina del weekend di A1 arriva con 24 ore di ritardo, lunedì pomeriggio, quando si apprende della clamorosa sconfitta a tavolino di Sassari contro Roma, per mancanza del numero minimo di 6 atlete di formazione italica a referto. :woot: Risulta che la sesta giocatrice in realtà fosse presente, Fara, ma che sia stata giudicata non idonea ad essere iscritta a referto in quanto ingessata.

Al momento non consta essere stata pubblicata da parte del club sardo una versione dei fatti alternativa a quella ufficiale, o perlomeno una spiegazione; ma d'altronde non sembra esserci margine per smentire che la magagna ci sia stata. Roba da far sapere in giro il meno possibile, in ogni caso.
Si può discutere, filosoficamente, sull'abitudine nostrana di comminare sconfitte a tavolino (perché non arriva il medico, perché qualche tesseramento non è in regola, perché come in quest'occasione manca il numero minimo; una volta c'era anche lo 0-20 se mettevi in campo per mezzo secondo 4 straniere invece di 3...) anziché limitarsi alle multe.
Ora, è vero che se c'è un regolamento uno deve rispettarlo. Se le norme dicono che le giocatrici devono avere i capelli tinti di verde prato, altrimenti perdi a tavolino, e tu ne hai una che si presenta con il verde bandiera, ti danno 0-20 ed è colpa tua.
Ma è anche ovvio che dal punto di vista sportivo questo 0-20 a Sassari è una bestemmia. La presenza di Fara, con o senza gesso, era inutile ai fini della partita, che avrebbe trascorso guardando per 40 minuti dalla panca anche se fosse stata sana. Sassari ha vinto sul campo, Roma ha perso; ora Sassari si trova con due punti in meno e Roma, senza merito, con due punti in più. E non è roba da poco se si considera che le due sono, insieme a Brescia, nella fascia in bilico tra playoff, salvezza diretta e playout. Invece di avere Sassari a 14 punti, Brescia a 10 e Roma a 8 (col 2-0 per Sassari su Roma), si ha Sassari 12, Brescia e Roma 10 (con scontri diretti a favore per Roma su Sassari): una certa differenza. Non vorremmo un replay di quando, due anni fa, certe posizioni-playoff furono decise non dal campo ma dall'extra-campo, nella fattispecie i mancati recuperi per Covid. Per fortuna restano 10 giornate e può darsi che alla fine sarà stato ininfluente questo provvedimento.

- Giusto due parole su quella che era stata la partita, anche se è come se non si fosse giocata. Sventoraite torna dopo la parentesi in Lituania per un'emergenza familiare; si infortuna Romeo in corso d'opera, ma l'Oxygen si presenta in vantaggio all'inizio della volata finale (+3 e palla in mano). Per un paio di minuti però sbaglia praticamente tutto sia in attacco che in difesa, subendo due triple fatali da Raca. Grottesco il raddoppio mal eseguito nel secondo caso, che lascia totalmente sguarnita la serba per il 55-60. Avrebbe poi un'altra chance Roma sul meno 3 con un'entrata ghiotta di Kalu che però va fuori; rimbalzo Dongue che subisce fallo ma fa 1/2; Toffolo sigilla dalla lunetta, poi inutile il canestro del 60-62. In realtà si scoprirà che tutto quanto è stato inutile e quindi amen. Sul campo era stata l'ennesima occasione persa in volata dalle capitoline.

- Le altre partite interessanti, graziadio archiviate col risultato del campo. Schio rischia ma si salva a Campobasso, e del resto non ci si aspettava che passeggiasse. Da metà 3° quarto circa, sempre avanti le tricolori, ma senza mai chiuderla; ci stava una flessione dopo il tour de force Fenerbahce-Geas-Salamanca-Venezia negli ultimi 4 impegni. Un'occasione sprecata, o perlomeno non colta fino in fondo, dalle molisane che sbagliano tantissimo nel momento caldo, oltre a pagare l'uscita per falli di Kunaiyi alias Pallas a 4'15" dalla fine, sotto forma di rimbalzi offensivi concessi alle avversarie. Le quali dunque, pur stentando, entrano nell'ultimo minuto sul +4. Lì c'è un numero di Trimboli che fa 0/2 ai liberi ma, sul rimbalzo carpito dalle sue, si riscatta alla grande con una fiondata da 8 metri: 57-58. La super-ex Parks fa solo 1/2 e Campobasso ha la chance del pareggio, ma Quinonez perde palla banalmente in entrata. Finisce 57-61. Per Schio protagoniste Verona in attacco e Crippa in difesa ("stopper" su Mistinova). Dunque il Famila resta secondo insieme a Bologna (dietro per scontro diretto), Campobasso scivola a meno 2 con soli 2 di vantaggio sul Geas.

Faenza vince la disfida per il terzultimo posto contro Milano. Il colpo a S. Martino può aver svoltato la stagione delle romagnole, che incamerano con merito questo scontro diretto. A parte un sorpasso meneghino sul finire del 1° quarto, sono sempre avanti le Selettiane, anche se i primi tentativi di fuga vengono neutralizzati (35-32 al 20'), e così anche i successivi (da 46-36 a 46-42), ma all'ennesima spallata la resistenza delle Pinottiche cede (61-51, poi 73-51 con un micidiale 12-0 complici un fallo fischiato a rimbalzo in attacco a Tulonen e poi un tecnico a Vintsilaiou). Finisce con un franco 77-58 per Faenza, che va a +4 e 2-0 negli scontri diretti: virtualmente al sicuro almeno il terzultimo posto, ma a questo punto c'è licenza di sognare la rimonta su quelle davanti.
Sanga ancora ultra-democratico nei minutaggi e nelle marcature, tutte e 10 a segno, ma non trova un elemento in gran giornata che faccia da traino; mentre Faenza ne ha più d'una: Tagliamento (20 punti), Peresson dalla panca (16), ma anche Dixon, e come attrici non protagoniste ma valide, Niemojewska, Brossmann e Spinelli.

- Sorvolando su Bologna-Battipaglia e Venezia-Brescia che sono andate secondo pronostico (anche se va detto che le bresciane erano solo a meno 7 verso metà ultimo quarto, poi han beccato un 21-4), personalmente mi sono recato a Geas-Ragusa, piatto tra i più saporiti della giornata. E le attese non sono state deluse. E' stata una battaglia di 45 minuti, senza mai un break consistente, con tante legnate che l'arbitraggio permissivo non ha punito (10 falli Ragusa al 40', 14 Geas, e non è che si sfiorassero coi guanti, le due squadre...). Entrambe le squadre lavoravano in attacco per innescare la loro dominatrice d'area (ovviamente Moore da una parte e Chidom dall'altra) e in difesa per arginare quella altrui. Diciamo che lo scopo di limitare i loro tiri è stato in parte ottenuto, ma ogni volta che alzavano il braccio era canestro, tant'è che la sestese ha finito con 24 punti e 9/13 al tiro, la ragusana con 22 e 10/13. La chiave per spezzare l'equilibrio poteva essere la vena delle tiratrici, che però non s'è palesata; anzi sottotono le due specialiste, Conti da una parte e Spreafico dall'altra.
Sicché le azioni spesso consistevano in pazienti circolazioni di palla per aggirare l'arrocco avversario (Ragusa a zona da un certo punto in avanti) e poi tiro da fuori con esiti alterni, al limite dei 24 secondi.
L'equilibrio non si è mai spezzato. C'è stato un +5 Ragusa a metà 3° quarto (comunque non certo una fuga) ma è durato pochissimo. Nell'ultimo periodo il Geas è sembrato averne più delle avversarie, e, pur senza mai una fiammata particolare, l'ha concretizzato racimolando un +6 a 2'30" dalla fine, che in assoluto sarebbe poco, ma in un frangente in cui si segnava col contagocce era parecchio. Pareva, poco dopo, il simbolo della resa di Ragusa quando Pastrello falliva una tripla dall'angolo e, sul rimbalzo, lei stessa e una compagna s'ostacolavano a vicenda sprecando l'occasione di arraffare la palla. Moore mancava il k.o. dall'altezza del gomito; Thomas ridava speranza alle Lardiane con una tripla (54-51) ma una paziente circolazione-palla del Geas liberava Moore sul lato sinistro, e stavolta la micidiale yankee non perdonava (56-51).
Ragusa stavolta sbagliava e dunque il Geas era a +5 e palla in mano con 1 minuto sul cronografo. A quel punto l'inopinata fricassea che rischia di capovolgere tutto: Panzera commette antisportivo su un recupero di Milazzo in tuffo. La minuta play sicula fa 2/2; rimessa Ragusa; palla a Spreafico che fin lì non ha letteralmente messo dentro un tiro: che fa? Tripla da 8 metri e canestro. Personalità notevole. :B):
Sul 56-56 palla al Geas ma, ancora una volta, lunga circolazione di sfera, Gwathmey alla fine azzarda la penetrazione centrale ma Sprea la scippa di destrezza. Ultima palla a Ragusa, va dentro Thomas, conclude di mano sinistra un po' fuori equilibrio (buona chiusura se non erro di Panzera), sbaglia.
Scampato il pericolo, il Geas nell'overtime, a parte un 2+1 iniziale per Ragusa, riprende il controllo, e diventa decisiva Dotto con 6 punti nel prolungamento, mentre Ragusa s'aggrappa a Chidom ma non trova altro. Finisce 70-66 senza più occasioni d'aggancio per le Lardiane.
Il Geas così completa un gennaio perfetto (5 su 5 tra campionato e Coppa) e mette nel mirino Campobasso per il 4° posto; Ragusa perde forse definitivamente il treno delle prime 5 piazze, se la vedrà con San Martino per la sesta. Sia sestesi che ragusane avranno in febbraio anche la bella occasione delle F4 di Coppa, provando a rompere il paniere nelle uova alle corazzate Venezia e Schio.

- Chiosa finale su Battipaglia. Che com'è noto non va benissimo (il memo 48 a Bologna è la quindicesima sconfitta in altrettante) ma il pentolone di patron Rossini non è inerte sulla cucina a gas. All'indomani del manrovescio felsineo, il vulcanico cuciniere ha sfornato un nuovo cambio di allenatore: tocca ora al 34enne Mario Alberto Conte. Ma la grande incognita è quando e come sarà riempito lo slot straniero tuttora vuoto. Può essere la carta-salvezza se ben giocata, così come lo scorso anno furono decisivi gli inserti in corsa di Ferrari e Crudo.

- In A2 evento non da poco è la simultanea caduta della capolista in ambo i gironi: a Ovest cede Valdarno ad Empoli, a Est va k.o. Roseto a Matelica. In un caso si ha il cambio al vertice: Derthona prima da sola, nell'altro si ha l'aggancio da parte di Udine, che ha vinto il derby regionale con Trieste. La quale Udine però, mannaggia di quella zoccola, dopo Ronchi ha perso per infortunio un'altra giovane lombarda: Valentina Penna (sorella di Elisa). Non abbiamo capito se è il solito crociato maledetto, ma temiamo di sì. :cry:

lunedì 29 gennaio 2024

Impiego delle giovani in A1: una tabella di "Basket Magazine"

A proposito del discorso sull'impiego delle italiane: "Basket Magazine" di questo mese ha pubblicato una tabella (che allego) sulle cifre delle giovani in A1. In sostanza, a parte Villa e Zanardi che sono giovani solo per la carta d'identità, ma non tecnicamente, sono poche quelle che giocano davvero e ancora meno quelle che mettono insieme numeri consistenti. L'anomalia è Battipaglia che ne ha 4 in doppia cifra di minuti, di cui Seka che sta giocando da semi-protagonista.

Del resto - collegando questa indagine a quella di Lubrano sulle italiane in Ncaa - se almeno metà delle giovani con il potenziale per avere qualche minuto in A1 sono in America, è logico che siano poche quelle da cui attingere per metterle in campo, nell'eventualità che qualcuno lo volesse.



sabato 27 gennaio 2024

Coppe europee: Schio ancora una volta ai playoff, Bologna appesa un filo

La penultima giornata di Eurolega potrebbe essere stata decisiva nel separare i destini delle nostre due alfiere. Se alla vigilia avevamo entrambe al 4° posto (sia pur con bilancio V-P differente), ora abbiamo Schio qualificata sicura ai playoff (per la settima volta negli ultimi 9 anni:B): compresa l'edizione tranciata dal Covid, in cui comunque la prima fase era stata superata) e Bologna più fuori che dentro, non padrona del suo destino.


Schio completa una trilogia di successi d'oro, dopo quelli sul Fenerbahce e a Lione, schienando la diretta rivale Saragozza in una partita senza discussioni. Scatto immediato delle arancio, 10-3 in 2' e rotti; poi l'unico vero riavvicinamento delle iberiche, subito ricacciate indietro, e già in modo definitivo, alla fine del 1° quarto (28-16). Una frazione in cui il Famila riesce ad arrivare al ferro, o a colpire da centro area, con martellante frequenza.
Il resto della partita, sorprendentemente, non ha più sussulti. Schio tocca un +15, +16 verso la fine del 2° quarto, poi solo limato sul 45-32 alla pausa. In effetti a inizio ripresa le suddite di Cestaro si concedono una pausa, di cui però Saragozza non approfitta, in uno stitico 10-10 di parziale del 3° periodo (55-42).
All'inizio dell'ultimo provano a crederci ancora le Saragoste, ma non oltre il meno 8, perché Sottana è nuovamente la donna dei momenti caldi: canestro-e-fallo, assist per Juhasz, tripla per il +16. Da lì tutto placido sino in fondo (73-59 con ampio ribaltamento del meno 5 dell'andata).
Guirantes (15) top scorer, anche Juhasz e Parks in doppia cifra, spicca il 60% da due per le arancio in una serata sottotono da 3. Il che sottolinea la varietà d'opzioni della Schio attuale. Per le spagnole solo la spilungona guardia tedesca Fiebich ficcante (18).
Da sottolineare per Schio anche il ritorno (casomai se ne fosse andato) dell'effetto-PalaRomare. Forse c'era un po' di scetticismo intorno alla compagine di Dikaioulakos nella prima parte dell'anno, stante l'andamento meno esaltante rispetto allo scorso anno; ed è arrivata persino l'onta (si fa per dire) di una sconfitta interna in campionato dopo secoli; ma nelle ultime 3 vittorie casalinghe, su Fenerbahce, Venezia e Saragozza (mica poco) catalizzatore di successi, dove le locali s'esaltano e le visitanti si deprimono.
In classifica Fenerbahce 11-2; Miskolc e Schio 9-4; Saragozza 8-5; Valencia 7-6 (a seguire le già eliminate). Ma occhio che all'ultima giornata c'è Fener-Miskolc, il che significa ghiotta opportunità per Schio di finire seconda. Solo che le tocca la trasferta a Valencia, la quale si giuoca la qualificazione e non sarà arrendevole. C'è da dire peraltro che Valencia passa solo se Saragozza si spara nelle tibie in casa contro Lublino, per cui le arancioni di Spagna potrebbero anche deprimersi in caso di notizie fosche dall'altro campo. Finire seconda è essenziale per non incappare in una serie da sfavorita contro Praga o Mersin.

Bologna non riesce a imitare Schio, cioè battere la capolista del suo girone (intendiamo il colpo sul Fener di due settimane or sono), e cade a Praga con scarto onorevole ma in realtà senza contendere realmente la vittoria dal 2° quarto in avanti. La Virtus regge il confronto in una partenza garibaldina, a punteggio altissimo, che la vede ricucire il primo strappo ceco, da meno 7 fino a un breve sorpasso, grazie a Dojkic (al ritorno anche in Europa dopo il campionato) e Zandalasini; al 10' è 26-26. Da notare l'incisività felsinea nel tiro dalla media con un 5/6 nella prima frazione.
Ma finisce lì. Le V nere non segnano neanche un punto nei primi 6'45" del 2° quarto. Non ne approfittano fino in fondo le praghensi, ma accumulano comunque un solido +11 (43-32) all'intervallo. Poi la mazzata definitiva nel terzo periodo, chiuso sul 61-41. Ovvero 15 punti assommati nei due periodi centrali per Bologna.
Bisogna dare atto di una rimonta nell'ultimo quarto, che parte tardi, perché nei primi 4' il parziale è 0-2, ma poi si concretizza, guidata da Peters, fino a un'entrata di Pasa per il 64-58 a -1'30", il che potrebbe (anche se difficilmente) ridare speranza, senonché la stessa Pasa (per flopping...) :wacko: e poi Vincent prendono un tecnico. Del Pero sbaglia la tripla del meno 4 a circa 1' dalla fine, e la partita finisce senza sussulti né singulti, 69-61.
Prestazioni realizzative discrete, ma nulla più, per Rupert (15), Zanda (14), Peters (13). Per Praga top scorer Ayayi (16), la quale è tornata a chiamarsi col nome originario dopo gli anni trascorsi come Vukosavlijevic. Al proposito apro una parentesi per dire: ci spiace se ciò si deve al naufragio del matrimonio (sinceramente lo ignoro), ma non si fa prima - come già detto in passato - se le giocatrici mantengono sempre il proprio cognome di nascita, anziché sottomettersi all'usanza patriarcale di prendere quello del marito? :angry:
Tornando a bomba, la classifica qui dice Praga 11-2, Mersin 9-4, Villeneuve e Salamanca 7-6, Bologna e Polkowice 6-7 (tralascio le due eliminate). Situazione intricata; la Virtus ha un turno favorevole in casa contro Landes ma deve sperare che Salamanca perda (ha il 2-0 con le iberiche, mentre con le francesi è sotto); solo che Salamanca gioca in casa con Gyor che è già fuori. Se finisce pari con Villeneuve e Polkowice (le quali si affrontano), si va al pallottoliere.

Il college basketball donne batte l'Nba nell'audience

Storico in America: una partita di college basketball femminile, South Carolina-LSU, batte nell'audience televisiva l'Nba in concomitanza (in fondo c'è anche una menzione della semifinale tennistica del nostro Sinner):

In a milestone for women’s college basketball, a matchup of the past two national champions was the most-watched sporting event of a night that included the NBA on TNT.

Thursday’s LSU-South Carolina women’s college basketball game averaged 1.56 million viewers on ESPN, trailing only Iowa-Ohio State on NBC last weekend (1.86M) as the most-watched regular season women’s game since Stanford snapped UConn’s 90-game winning streak in 2010 (2.11M).

The Gamecocks’ win, which peaked with 2.1 million viewers, delivered the largest sports audience of the day and topped the competing Celtics-Heat NBA regular season game on TNT by 12% (1.38M). Viewership more-than-doubled UConn-Tennessee in the same window last year (656K).

The Celtics’ rout of the Heat declined 15% from Knicks-Celtics on the same January night last year (1.64M). (Compared to the equivalent night of last season, which featured a Warriors-Celtics NBA Finals rematch, viewership fell 43% from 2.44 million.)

The Kings-Warriors nightcap averaged 1.39 million, up 9% from Mavericks-Suns on the same night last year (1.28M). (Compared to Nets-Suns on the equivalent date of last season, viewership increased 12% from 1.24 million.)

Outside of basketball, the day’s top sporting event was Jannik Sinner’s upset of Novak Djokovic in an Australian Open men’s semifinal. The match, which had a direct lead-in from LSU-South Carolina, averaged 760,000 viewers — up 79% from Stefanos Tsitsipas-Karen Khachanov last year (425K). 

mercoledì 24 gennaio 2024

A1: squillo Schio su Venezia; Milano lascia in coda Battipaglia; sorpresa Faenza a SML

 - La seconda di ritorno s'imperniava sullo scontro al vertice e quello in coda. Fra le galattiche venete vince Schio, anche se porta a casa solo mezza posta, e cioè i due punti ma non la differenza-canestri (all'andata fu +10 per le lagunari). Questo per via del forcing finale della Reyer, dal massimo vantaggio scledense sul 56-41 a 7'15" dalla fine, a un 59-56 quando ormai però sul cronografo c'erano 3 secondi e la palla era in mano a Schio dopo il libero supplementare di Berkani. Sicché poi Keys ha sigillato dalla lunetta senza che la capolista avesse l'opportunità di pareggiare (60-56).

Venezia dunque perde l'occasione di mettere il sigillo definitivo sul primato in stagione regolare, ma resta altamente probabile che finirà in testa. Certo la fine della serie di 24 vittorie consecutive fa rumore, ma come dice il saggio: le strisce vincenti si applaudono quando finiscono. E questa merita applausi, seppure di per sé non valga neanche mezzo trofeo.
Guardando alla partita, la storia l'ha fatta Schio dall'inizio alla fine. Più carica, più dura in difesa, più produttiva in attacco anche se non scintillante come, ad esempio, nelle ultime due prestazioni d'Eurolega. Importante, soprattutto in prospettiva ma già domenica, il ritorno di Reisingerova.
Il 15-9 del 1° quarto incanala la disfida su binari che Venezia non riesce a far deragliare. Nel 2° si riavvicina più volte, ma tira troppo male per dare continuità agli sprazzi; all'intervallo è 33-23. Per tutto il terzo c'è l'impressione che manchi poco all'aggancio, che la spinta iniziale di Schio sia ormai esaurita. Ma l'aggancio non si verifica giammai. Il momento-chiave è a cavallo fra fine 3° e inizio 4° periodo e a innescarlo è Sottana. Quando Shepard sigla il meno 4 a -1'15" dalla penultima sirena, GioSkirt prende in mano la situazione; segna due liberi, una tripla e un jumper verso lo scader di tempo. Un 7-2 tutto personale che reindirizza il vento dalla parte di Schio (48-39 al 30').
Vento che continua a spingere le arancio, al rientro in campo, dopo un fuoco di paglia di Berkani: tocca a Penna ergersi a protagonista con due triple di fila; poi Guirantes per il 56-41 a 7'15" dal termine. E' il colpo del k.o. anche se, stranamente, proprio come successo la settimana prima a Sesto (anche se in un tipo di partita diverso), Schio stacca il piede dall'acceleratore appena dopo aver toccato il massimo vantaggio. Così Venezia reagisce con i punti del suo poker straniero; a -2' si è sul 58-51, ma il cronometro è nemico della rimonta lagunare, peraltro non troppo travolgente visto qualche errore, ancora, di troppo. Così le suddite di Brugnaro debbono, stavolta, accontentarsi di limitare i danni.
Juhasz l'mvp nel complesso per Schio, una delle poche su entrambe i fronti a tirare bene (7/11); ai 14 punti aggiunge 12 rimbalzi. Per il resto citazione già fatta per gli sprazzi cruciali di Sottana e Penna; le altre tra il 5,5 e il 6 come ipotetico voto, ma coralmente è una prova di spessore per il Famila.
Lato Venezia, il trio Berkani (16), Shepard (10+12 rimba), Kuier (10+10 rimba) è da assolvere sul piano della produzione, non del tutto su quello della qualità; le altre tra lo spento e il così-così; apprezzabile la reazione finale per salvare la differenza-canestri.

- E' un segnale che Schio torna ad essere la squadra da battere? :unsure: Well, se lo è (e può esserlo, visto anche quello che sta facendo in Eurolega) non credo che sia questa partita a dirlo, in cui era pronosticabile che Schio, soprattutto in casa, e dopo aver gettato la vittoria a Sesto, avesse più carica di una Reyer con la panza fin troppo piena.
A tal proposito va notato che il "GM Survey" (ovvero sondaggione tra i GM di A1), pubblicato nei giorni precedenti la partita, ha indicato per il 69% (ovvero 9 su 13) Venezia come favorita per vincere lo scudetto. Forse qualcuno a Schio ne ha tratto uno stimolo in più. Da notare anche che il restante 31% ha votato Schio; nessuno crede in Bologna ed è già una sconfitta, questa, per la Virtus sul piano del credito guadagnato presso gli addetti ai lavori.

- L'altro clou della giornata di A1 era agli antipodi della graduatoria. Battipaglia-Milano, in palio il penultimo posto; con la formula degli scorsi anni ci sarebbe stata un'aria da psicodramma, stavolta senza retrocessione diretta un po' meno. Ma il fattore-campo nei playout non è indifferente averlo o non averlo. E poi, quando hai vinto una partita in tutto l'anno o addirittura zero, una certa fame ti verrebbe anche se fosse un'amichevole. Se le danno di santa ragione, le duellanti, certo coi limiti palesi che se non avessero, non sarebbero là sul fondo; la partita è divertente e mai prevedibile. Scatta a martello Battipaglia, 25-14 al 10'; ma Milano sa di avere più carte dalla panchina e infatti ne ha tenute parecchie da giocare man mano; alla fine il conto clamoroso sarà di 2 punti per i cambi campani, 41 per quelli meneghini. Dato cruciale anche se poteva non bastare. Perché Batti, anche se gioca praticamente in 6, ne ha almeno quattro ispirate: la venerabile Ferrari, Johnson, Yuyù Yurkevichus che fa il possibile per farsi rimpiangere da chi l'ha mollata, e la solita Potolicchio di carattere. Più discontinua Seka. In ogni caso, Battipaglia riesce ad assorbire la contro-fiammata del Sanga, cui non bastano 30 punti nel 2° quarto per andare avanti all'intervallo (48-44).
Il resto della partita è un lungo testa-a-testa con sorpassi continui. Sinché entra in vantaggio Battipaglia nella volata finale, complice un antisportivo a Beretta. Le campanule, però, sprecano dalla lunetta dove incappano in una serie di 1/2, persino con Ferrari. Lasciano così uno spiraglio a Milano che s'infila con decisiva saldezza di nervi. Madonna, salita in cattedra nell'ultimo quarto, firma la tripla del pareggio. Anche Potolicchio non rompe la maledizione dell'1/2. Palla quindi del vantaggio per il Sanga che la gioca benissimo, con Vintsilaiou che gioca a due con Diallo mandandola a segnare sulla "rollata" a canestro (79-80). Si butta Seka in entrata ma sbaglia. Fa 2/2 Madonna, allo scadere Yurkevichus, proprio lei, tenta la tripla dell'overtime ma non va. Esulta quindi Milano, 79-82 (gran democrazia per Pinotti con 5 in doppia cifra fra i 10 e i 14 punti; tutte e 10 a segno; per Batti 19 di Ferrara, 17 Johnson, 16 Yurke).

- Prossima avversaria di Milano sarà Faenza che, proprio in questo turno, ha fatto il colpo gobbaccio a San Martino. Le romagnole non venivano certo da un gran periodo, al punto che commentavamo la scorsa settimana come il divario fra le tre di fondo e le altre sembrasse ampliato anziché ridotto da inizio stagione. Smentita immediata. Faenza, curiosamente, segna solo col quintetto ma è sufficiente a dominare a lungo, addirittura sino a +23 (26-49 a inizio 3° quarto), impensabile contro S. Martino che, tra l'altro, di solito in casa vince contro squadre più forti, altro che farsi spazzare da chi sta sotto... Non poteva durare così per 40 minuti e infatti la reazione a testa bassa di S. Martino arriva sino a meno 1, a circa 1' dalla fine, ma non si completa perchè Faenza ritrova ossigeno dalla lunetta e le Lupe pagano lo sforzo rinculando all'indietro (61-69).
D'Alie chiude con 12 punti, 14 rimbalzi e 9 assist, ma anche 5/22 al tiro e l'impressione di non aver acceso la luce della squadra come riesce a fare solitamente. Ha prodotto molto anche Kostowicz (18+12) ma le altre hanno latitato, mentre Faenza ha avuto, come detto, solo 5 a segno, ma bilanciatissime. Convincente Niemojewska all'esame di D'Alie.

Campobasso, vincendo l'anticipo a Roma, con un tignoso 46-52, conferma la sua attitudine a raggranellare successi sudati quanto notevoli per costanza. Il team della pasta fresca continua a restare appaiato a Schio e Bologna, non esattamente scontato se guardiamo agli organici. Non per amanti degli attacchi, diciamo così, l'ultimo quarto al PalaTiziano (4-9 di parziale); le molisane approfittano dell'assenza della sventurata Sventoraite (tornata in patria, speriamo solo per poco, causa motivi personali) per fare la differenza, almeno quel pizzico che è bastato in una partita così stitica, con le lunghe Kunaiyi e Dedic. E Roma, per un motivo o per l'altro, continua a non decollare. Finisse oggi, andrebbe ai playout, il che crediamo stia stretto.

- Il Geas, continuando suo nel momento d'oro di questo inizio 2024, dilaga nell'ultimo quarto a Sassari (61-81) dopo tre in equilibrio, ma comunque già comandati per la maggior parte del tempo dalla squadra di Zanotti, che adesso col ritorno di Begic ha un bel ventaglio di opzioni. Moore ancora devastante (28 di cui 19 nella ripresa). Sassari era legittimamente a corto d'energie dopo l'impegnativa trasferta d'Eurocup in Francia; vedremo se adesso senza più la coppa potrà riguadagnare terreno. Per adesso è ottava con un magro +2 su Brescia, ovvero zona-playoff sì ma non certo messa al sicuro per le conterranee della birra Ichnusa.

- Nella mattanza di Bologna sull'appena menzionata Brescia, da segnalare solo il ritorno di Dojkic che mancava dal 3 dicembre. La Virtus ovviamente auspica di non dipendere nuovamente dalla sua salute precaria, che già lo scorso anno è costata.

- In A2 Ovest Derthona supera anche l'ostacolo del fortino bronese, 72-91 sul campo finora imbattuto delle oltrepadane; pirotecnico il 46-50 del 1° tempo con le piemontesi che erano a 10/14 da 3. Stava per cadere l'altra capolista Valdarno, nel temibile "geodetico" di Selargius, ma si salva 52-54. In un'altra tensostruttura, ma sul continente, colpo di reni del pericolante Basket Roma (che ha perso Cedolini per la stagione) ai danni di Giussano con un canestro decisivo di Lucantoni.
In A2 Est la partita con più succo è stata l'89-85 di Trieste su Matelica dopo un overtime: vale il 4° posto per le giuliane, che hanno avuto 26 punti+11 rimba da Cocò Miccoli, ma forse fanno più scalpore i 22 con 5/11 da 3 della 48enne (compiuti il 5 gennaio) :woot: Sanchez, seppure in "losing effort". Importante anche, per mantenere il 3° posto, la vittoria di Alpo su Bolzano con 35 di valutazione per Frustaci (16+15 rimba).

domenica 21 gennaio 2024

Coppe europee: Schio e Bologna ambo quarte a due turni dalla fine. Venezia ai quarti, Sassari saluta

 - In Eurolega, terzultimo turno, big match perso di pochissimo per Bologna Mersin.

Parte fortissimo la Virtus, 0-10 in 2'30", ma le finaliste in carica ingranano e sono già davanti a fine 1° quarto (23-19). Il margine di stretta misura per le turche resta quasi costante nei due periodi centrali (36-32, 51-47) con un tentativo di fuga turco nel terzo, neutralizzato da un tris dall'arco di Peters, Cox e Rupert. Si segna poco nell'ultimo quarto, in cui dapprima le V nere trovano il guizzo per il sorpasso con Peters e Pasa (54-58 a 6' dalla fine), subiscono il controbreak ottomano con un 6-0, tornano avanti per l'ultima volta con una tripla di Rupert (60-61 a -1'20"), poi però non segnano più. Chi realizza il tiro più importante della disfida? Marina Mabrey, l'ammazza-Virtus per eccellenza, con un jumperuccio flautato dai 6 metri (62-61); dopo un'occasione non sfruttata da ambo le parti, Zandalasini manca il sorpasso, e la solita pestifera Mabrey sigilla dalla lunetta (64-61).
L'ex scledense chiude a quota 19, mentre le bolognesi, che non capitalizzano un eccellente 12/28 da 3, hanno 16 da Rupert e 12 da Cox, mentre incappa in una serataccia al tiro Zanda, 2 con 1/11. Da notare i 26 tiri liberi a favore di Mersin contro 4 per la Virtus: se succedesse nel maschile, specie nei duelli rusticani contro Milano, patron Zanetti farebbe fuoco, fiamme, fumo e fango. :angry:
La Virtus, nonostante il 6-6 di bilancio dopo quest'impresa mancata, è ancora in zona-qualificazione, al 4° posto, grazie agli scontri diretti a favore sulle appaiate Salamanca e Polkowice. Tutto in bilico, dunque. Occhio che nel prossimo turno Bologna va a Praga, dalla leader del girone, mentre le due rivali si affrontano fra loro, e dunque la vincente salirà a 7-6, ovvero se le felsinee non fanno il colpo, saranno fuori dalla zona-qualificazione, almeno temporaneamente.

- Vince ancora Schio: dopo il grande colpo sul Fenerbahce ecco un successo in casa di Lione, che poteva sembrare semplice solo per la classifica, falsata però dalle assenze che la compagine francese (affollata di totems locali come Johannès, Gruda, Gabby Williams) ha pagato nella prima parte di stagione, rimanendo anzitempo tagliata fuori. In realtà è stata dura e le arancio hanno mostrato nuovamente uno spirito da battaglia all'altezza della situazione, peraltro dopo la scivolata di campionato contro il Geas.
Partita ad altissimo punteggio specie nei primi tre quarti (44-49 al 20', 67-74 al 30'), in cui il Famila, che aveva toccato il +13 verso metà del terzo, si fa assorbire sino la sorpasso a metà dell'ultimo, con le triple di Johannès. Decisivo però uno 0-8 per le scledensi fra il 37' e il 39', con Parks, Guirantes e un'ottima Bestagno (83-90).
Per Lione firmano 17 punti G.Williams e 16 Johannès; per le alfiere di Cestaro sono 22 di Guirantes e 17 di "The Best" Bestagno.
Ora Schio, con un bilancio di 8-4, è curiosamente quarta come Bologna che ha due vittorie in meno; effetto del maggior squilibrio nel girone delle tricolori. Le quali hanno ora uno scontro cruciale in casa con Saragozza (appaiata ma davanti per la vittoria dell'andata): obiettivo chiudere il discorso-qualificazione per non dipendere da Valencia-Schio dell'ultima giornata.

Eurocup, ritorno ottavi. Passa Venezia, non proprio comoda comoda in gondoletta, ma quasi. Aveva da gestire il +9 dell'andata, fa +21 (80-59) su Gdynia con un break definitivo nel 3° quarto, 22-8. Shepard ne fa 18, Kuier 11, Villa 10, tutte e 12 in campo, 51% al tiro di squadra, insomma la solita Reyer pestacarne di quest'anno. Il contatore delle vittorie stagionali di fila sale a 24, se non ci siamo smarriti. Il tutto in attesa della dura prova a Schio del weekend.
Nei quarti Venezia trova il classico TTT Riga; poi c'è Lattes-Besiktas, Galatasaray-Girona, Landes-Kayseri. Quindi 3 turche e 2 francesi.

- Esce invece Sassari, e se da un lato era messo in conto, visto il ruolo da sfavorita contro Lattes-Montpellier e il meno 3 dell'andata, dall'altro lo svolgimento della tenzone di ritorno lascia parecchi rimpianti alle sarde. Le quali con due gagliardissimi si erano issate sino a +16 al 19', poi limato a +14 all'intermezzo (33-47). Poi però, non dico inevitabilmente ma più che comprensibilmente, la differente lunghezza delle panchine fa la differenza, giacché Lattes sale di tono col passare dei minuti e la Dinamo invece si scarica (gioco di parole non voluto). :wacko: A fine 3° quarto è già risicato il margine per Sassari (55-61) che poi ha solo la forza, dopo il sorpasso francese, di piazzare un colpo di coda per tornare avanti l'ultima volta (62-65 a 6' dalla sirena).
Il frangente cruciale è quando Lattes contro-sorpassa sul 68-65 ma a sua volta sembra esaurire la fiammata; a quel punto (tra il 35' e il 37' circa) Sassari ha ghiotte occasioni ma le fallisce, e a quel punto cede verticalmente la difesa, Lattes segna quasi ad ogni possesso e chiude con un ingeneroso (per le sarde) 79-69.
Mattatrici Jenkins con 24 e Badiane con 23 per le franche, le quali hanno un 52% dal campo contro 37% per Sassari, che ha ottenuto 18 da Carangelo, 16 da Hollingsworth, 13 da Raca e 12 da una tosta Toffolo, ma quasi nulla dalle altre, compresa Kaczmarczyk.

giovedì 18 gennaio 2024

A1: Geas stoppa Schio, Venezia ringrazia. Rivincita Bologna; Campobasso in alto

 Schio, d'impresa tu ferisci, d'impresa tu perisci. :blink: Le tricolori passano in 3 giorni da artefici a vittime di uno scalpo nobile. Battono il Fenerbahce campione dei campioni, ma nella prima di ritorno in A1 si fanno sgambettare da un gagliardo Geas, gettando 17 punti di vantaggio a 18 minuti dalla fine. Un risultato dal peso notevole nella storia della stagione, perché consegna a Venezia (agile nel "testa-coda" a Battipaglia) un vantaggio di 3 partite sul trio neo-formato, Schio-Bologna-Campobasso. Il che significa che quand'anche la Reyer perdesse ambo le maxi-sfide con arancioni e V nere (e non è detto che succeda), resterebbe prima a patto di non commettere passi falsi con le altre. Insomma, è probabile che nemmeno quest'anno Schio terminerà prima la "regular", il che fa notizia in quest'epoca.


- Ma che è successo a Sesto? Fino al già citato +17 per Schio a inizio 3° quarto, il copione sembrava nella norma. Bel duello iniziale, un Geas che fa vedere di giocarsela, però poi la favorita inserisce la marcia "da Eurolega", tiene a secco le avversarie per 5 minuti nel 2° periodo e svolazza a +12 con un attacco da 45 punti all'intervallo, con percentuali altissime; Parks un'iradiddio.
Le Zanottiane sembrano doversi accontentare di una sconfitta tutt'al più onorevole e del ritorno di Begic, che non calcava le scene del campionato dalla penultima giornata dello scorso anno (saltò i playoff per infortunio, ricordiamo).
E invece no, il copione viene macerato dal Geas, in un replay della rimonta con Venezia (che in quel caso non si coronò per episodi finali, ma c'andò vicino): difesa che all'improvviso sale d'intensità e diventa impenetrabile (Elena Bestagno-Panzera sulle esterne; Moore-Trucco che chiudono l'area); qualche canestruccio per iniziare a crederci, poi una marea che sale e, inaspettatamente, sommerge la portaerei Schio: da 35-52 si passa a 54-59 a fine 3° quarto e poi 65-62 col sorpassone firmato Conti-Panzera. Il tutto senza Gwathmey, in panca con 4 falli.
Poi sul 67-66 c'è la stoccata vincente, firmata da una sontuosa Moore che dopo aver tenuto lezione in area per tutta la gara sale in cattedra anche dall'arco con la tripla del 70-66. Schio prova a reagire ma ormai ha perso irrimediabilmente il filo della partita: cede 75-70.
Moore ne ha 27 (13/21 al tiro) con 8 rimbalzi; Trucco 14+6, Panzera 13 con 5/16 al tiro ma 5 recuperi e 4 assist.
Per il Geas una grande conferma dopo il colpo a Campobasso in Coppa Italia. Per Schio si potrebbe attribuire il calo alla distanza alle fatiche psicofisiche (indubbie) dell'impresa in Eurolega; però si sono ripresentati quei difetti già costati alcuni passi falsi stagionali, e cioè che in area non c'è moltissimo (almeno in attesa che torni Reisingerova, che peraltro non è il prototipo dell'animale da pitturato), e nemmeno c'è quella fuoriclasse che ti tira fuori il fuoco dalle castagne quando le cose girano male: Parks e Guirantes sono un gradino sotto quel livello, per quanto forti. In sostanza Schio è tuttora capace di prestazioni notevolissime, ma è più vulnerabile che in passato.

- Le altre partite più interessanti della giornata erano due. Rivincita immediata per Bologna su Ragusa che, appena una settimana prima, l'aveva cacciata dalla Copp'Italia, vincendo in trasferta senza Milazzo. Stavolta Ragusa era in casa, aveva Milazzo finalmente tornata (0 punti ma 5 assist), di là mancava l'eterna degente Dojkic e c'erano nelle gambe le fatiche di Eurolega (se vale lo stesso discorso per Schio). Eppure la partita va al contrario della precedente: la Virtus l'aggredisce anziché aspettare passiva che il vento giri dalla sua parte (com'era sembrato in Coppa), mette la museruola a Chidom (solo 6 punti), fa il break decisivo nel 3° quarto (+13), tiene un margine in doppia cifra per tutto l'ultimo, salvo un mini-riavvicinamento finale per le sicule (60-69). Le quali perdono terreno dal duo Geas-S. Martino nel duello per il 5° posto.

- E poi la vittoria di Campobasso Sassari. Dopo la debacle di Coppa ritorna la Magnolia versione campionato, che non spreca un'occasione contro le squadre che non siano le "top 3", e non sbaglia un colpo in volata. Le nuragiche rimontano nell'ultimo quarto da -8 a +1 con 3 triple, di cui quella del sorpasso di Carangelo a -1'45", ma Dedic, matadora assoluta (27 punti), risolve con due canestri; Togliani e Carangelo mancano il pari da 3 allo scadere (58-61). E dunque: Campobasso addirittura nel trio delle seconde (con Schio e Bologna), Sassari che deve guardarsi le spalle, giacché è ottava con appena un +2 su Brescia (da cui ha appena perso in Coppa).

Brescia che si conferma in crescita staccando nel posticipo Rai una Faenza resistente per due quarti e mezzo, ma poi sepolta di triple (16/30 totale): la zona prima sembra dare frutti, poi diventa un boomerang. Più canestri da 3 che da 2 per le bresciane, che hanno 5 in doppia cifra, comprese Tassinari e Landi, importante per non dipendere dalle solite; Zanardi 24 di valutazione con 7 rimbalzi e 6 assist, giocando con grande sobrietà per il collettivo. Tagliamento 13, compreso un canestro da dietro il tabellone sullo scadere del 2° quarto; ma sta in campo solo 19'.
S. Martino a Milano fa 39 punti nel 1° quarto, 96 totali, con 15 assist di D'Alie e 25 punti di Conte.

- Già accennato alla cavalcata di Venezia a Battipaglia (ancora apprezzabile peraltro Seka, 15+7 rimba+4 assist; ma da una parte ci sono le babies in panchina, dall'altra ti entra Shepard come cambio...), il tema di fondo è che il gap fra le ultime tre della classe e il resto dell'A1 non si è ridotto col passare dei mesi: Faenza 7 sconfitte di fila (+1 in Coppa), anche se 3 con scarti in singola cifra; Milano 11 in fila (+1 in Coppa), solo una con scarto in singola cifra (contro Faenza, peraltro); Battipaglia mai vinto e nelle ultime 5, eccetto l'onesto meno 10 a Ragusa, ha un meno 24, un meno 48, un meno 24 e un meno 30.
Adesso arrivano Battipaglia-Milano e Faenza-Milano, primi due episodi di un mini-campionato a 3 per avere il fattore-campo nei playout, anche se con questa formula (come già rilevato varie volte) non c'è l'urgenza disperata di vincere ora.

- Personalmente ho assistito a un interessante derby longobardo di A2 fra Giussano (che ha invertito i ruoli in panchina tra il venerabile Corno e il suo assistente Aramini, ora passato a capo) e Carugate; partenza forte per le ospiti con Caccialanza che spara da 3 come ai bei tempi di Crema (4/13 alla fine) ma dal 3° quarto emerge la maggior completezza delle brianzole, specie nel settore lunghe (48 rimbalzi a 33) anche se l'mvp è la sempre più rivelazione Bonadeo, play-guardia ex-Geas (2000) e sembrava destinata a un'onesta carriera in B e invece è diventata una signora giocatrice anche per l'A2.
Sempre nel girone Ovest c'è stato un frizzante 88-83 per Valdarno su Broni, che mantiene il primato per le tosche.
Nel girone Est, Alpo vince lo scontro diretto per il 3° posto a Matelica con 29 di valutazione per Frustaci.

sabato 13 gennaio 2024

Le capienze dei palazzetti di A1 (in prospettiva del minimo di 800)

Provando a fare un inventario... capienze approssimative impianti A1 attuale. Con la faccina sono indicati i non a norma con gli 800 posti.


Schio (PalaRomare) = 2.600
Bologna (Segafredo Arena) = 9.800 (in alternativa PalaDozza, 5.500)
Venezia (Taliercio) = 3.500
Sesto S.G. (PalaCarzaniga) = 500 (?) :woot:
Sassari (PalaSerradimigni) = 4.400
Campobasso (PalaSelvapiana) = 1.000 (?)
Ragusa (PalaMinardi) = 3.800
S. Martino (palazzetto) = 400 :woot:
Brescia (PalaLeonessa) = 5.200
Roma (PalaTiziano) = 3.500 (a lavori ultimati)
Faenza (PalaBubani) = 800 (una manciata di posti si potranno aggiungere, presumo)
Milano (Bocconi Sport Center) = 400 :woot:
Battipaglia (PalaZauli) = 1.200

Come si nota, la maggioranza delle attuali squadre sarebbe a posto. Qualcuno anche troppo...

Coppe europee: è grand'Italia, oro per Schio col Fener, cade solo Sassari ma può rifarsi

Settimana di gloria alla ripresa delle ostilità continentali. La Coppa Italia ha allenato bene le nostre compagini? Fatto sta che tutte hanno reso tra il benino e l'ottimo, con una metamorfosi per quanto concerne la Virtus.


- Doveroso però partire da Schio, che fattura una strepitosa vittoria sul Fenerbahce campione in carica e moloch semi-imbattibile anche quest'anno. Va precisato, semi-imbattibile nelle prime 8 giornate, cioè sino a inizio dicembre, quando non solo era a 8 vinte su 8, ma a parte un +3, per il resto aveva distribuito legnate a tutti, dal +17 in su. Poi, per motivi che sarebbe interessante capire, nelle ultime 3 giornate ha perso con Lione (che naviga nei bassifondi), ha vinto a fatica in casa su Saragozza (per quanto non facile) e appunto ora ha perso a Schio. Questo non sminuisce l'impresa scledense ma è per dire che di colpo (senza fuoriuscite di stars o infortuni) l'imbattibile non è più tale. :blink:
Restava comunque da piegare gente del calibro di Meesseman, McBride, Yvonne Anderson, Natasha Howard, la grande ex Laksa (che non ha combinato nulla) e comprimarie di lusso, mica poco.
Dopo un 1° quarto "di studio", senza breaks (15-17) e uno stallo per almeno metà del 2° (19-18 al 15'), poco prima dell'intervallo sembrava che le turche avessero preso il controllo (23-32). Ma una tripla di Keys poco prima della sirena (26-32) era il preludio alla fiammata scledense che ribaltava punteggio e stati d'animo nel 3° periodo, galvanizzando l'ambiente come mille volte abbiamo visto al PalaRomare, che a quel punto diventa caldera inespugnabile. Schio colmava il deficit con una difesa d'energia grazie alla quale si distendeva in contropiede; poi nel finale di frazione una santabarbara da 3 con Parks, Penna e Juhasz produceva l'inaspettato allungo (55-47) solo rappezzato sulla sirena da un "long two" di Anderson (55-49).
Nella corrida dell'ultimo quarto piovevano ancora triple per le arancioni, con Guirantes e Sottana (anche +10, poi 63-54). Un Fener nervoso e quasi scocciato dall'imprevisto baratro si rimboccava le maniche e risaliva a meno 2 (63-61 con 4'15" sul cronografo) e lì si poteva legittimamente temere il sorpasso della (nonostante tutto) squadra più forte. Invece era il Famila a trovare le zampate vincenti con Guirantes in giro-e-tiro e Sottana con tripla in transizione, pennellata d'autrice per il 68-61. Anche buone difese sui mostri sacri avversari corroboravano questo break decisivo, da cui il Fefè non si riprendeva più (finale 75-67).
Guirantes la più costante in attacco, 21 punti con 8/15, ai livelli già sciorinati col Portorico al Mondiale '22; Sottana seconda matadora, 14 punti in 19'; Parks 11 e Keys 10 ma anche chi ha segnato meno, come Verona, s'è fatta apprezzare in difesa.
La cifra chiave però è il 10/28 da 3, e quando la metti così dalla lunga, anche la corazzata può affondare (facendo nell'occasione 6/19).
Schio resta quarta, con 7 vinte-4 perse, mantenendo le 2 vittorie di distacco su Valencia a 3 turni dalla fine. L'obiettivo è ovviamente quello di mantenere tale divario nei prossimi due turni, in modo da non dipendere dallo scontro diretto con le spagnole all'ultimo. Obiettivo-bis, ma non da poco, è evitare il 4° posto per non finire in bocca all'ottima Praga che capeggia l'altro girone.
Da notare che Lione di Johannès, Gruda, Gabby Williams eccetera, potenziale mina vagante ora che ha svuotato l'infermeria, è fuori dai giochi avendo perso a Saragozza ed essendo quindi a 4 vittorie di distanza da Schio.

- Merita rilievo anche il successo di Bologna su Villeneuve: sia perché era scontro diretto, sia perché la Virtus era reduce dalla scialba eliminazione in Coppa Italia. Tutt'altro volto, tutt'altra storia. Questo fin dall'inizio, quando le V nere aggrediscono la partita con un 14-6 in 5', un 20-10 in 7', con "El Condor" Pasa già a 12 punti, urticante.
Prevedibile la reazione delle francofone che si rimettono pienamente in corsa, anche se quasi mai davanti, nel 2° (38-36) e nel 3° quarto (53-50).
Nell'ultima frazione è vibrante testa-a-testa. Sorpasso ospite sul 55-56 ma torna a garrire Pasa che insieme a Rupert e Peters confeziona un 6-0 di platino per il 61-56 a 5' dalla fine. Risolta? Tutt'altro, perché la Virtus s'inceppa e subisce una tripla di Zellous, poi da una coppia di liberi le francesi pescano l'asso, segnando il primo, sbagliando il secondo ma realizzando sugli sviluppi del rimbalzo offensivo: 61-62, ostrega, a 2' dal termine.
Aleggia lo spettro di varie volate finite malauguratamente per le felsinee. Ma non stavolta. Fa quasi tutto Pasa nel bene e nel male. Mette due liberi per il contro-sorpasso, poi dopo errore di Burke (l'ex Sassari) la play veneta perde palla; dopo un altro errore ospite ancora Pasa fa 2/2 per il 65-62; ancora un errore di Villeneuve e Pasa va in lunetta per il sigillo ma fa 0/2 con una manciata di secondi sul segnatempo. Bologna impedisce il tentativo da 3 mandando in lunetta le avversarie, che però sbagliano e non prendono il rimbalzo. Finisce quindi 65-62 ed è grasso che cola per le petroniane, in quanto agganciano la stessa Villeneuve e Polkowice al 3° posto (con 6 vinte-5 perse è un lusso) ad appena 2 punti dal secondo. Tutto apertissimo.
Intanto da annotare negli annali i 24 punti di Pasa con 9/11 al tiro; più silente ma presente Zanda, 15 con 7/14 anche se con 7 perse e 0 assists.

- In Eurocup c'era l'andata degli ottavi. Venezia allunga la sua incredibile serie stagionale a 22 "hurrà" di fila, battendo in trasferta Gdynia. Ossi duri le polacche, guidate dalla slovacca Wreczinski (ex Balintova: quanto mal sopporto le giocatrici che cambiano cognome quando si sposano: che lo cambi il marito, perdio. Cos'è 'sto patriarcato? :angry: ); ma la Reyer capeggia di misura alla fine di ogni quarto (50-54 al 30'), sinché nell'ultimo si gioca in vista del ritorno, per limare o allungare il più possibile il divario.
Le orogranata toccano il +14 con un brillante avvio di quarta frazione (53-67), poi però subiscono qualcosa di troppo in difesa, anche se è Kuier a piazzare l'ultima stoccata fissando il 68-77. Non bastevole a dormire sonni tranquilli al Taliercio, però un buon punto di ripartenza.
Consueto equilibrio fra i reparti per la Reyer, con Shepard regina d'area (17 punti) e Pan martello perimetrale (15 con 5/6 da 3), il tutto ben timonato da Villa (12) col condimento della fantasia di Berkani (11). Notevole il 56% dal campo di squadra, però, come detto, in difesa si poteva far meglio (47% per le polacche). Peraltro ricordiamo che lo scorso anno Venezia superò i primi 3 turni perdendo sempre in trasferta all'andata: l'Eurocup è scarsina come livello medio della prima fase, ma a livello di ottavi sono tutte valide.

- Perde invece Sassari ma non era favorita contro il quadrato Lattes-Montpellier di Badiane (20) e dell'eroina dell'oro europeo belga Linskens (16 ma con 5/17).
L'impatto per le nuragiche è traumatico, 2-10 al 3', 6-19 al 6', e sembra continuare anche peggio (21-36 al 15'), ma la Dinamo è brava a non lasciarsi smontare, lavorando nell'ottica-doppio confronto e quindi pensando dapprima a limare lo scarto. Lo fa con una ficcante Carangelo, che a suon di triple rimette in carreggiata le sue (34-43 al 20').
Poi anche meno 1 in avvio di ripresa ma le francesi riprendono il controllo (+10 a inizio ultimo quarto). Falliscono però, le ospiti, più volte il k.o. quando Sassari pare sulle ginocchia, così le danno il tempo di scuotersi e uscire dalle corde. Si gioca sul filo dei punti e nel finale arriva uno scambio di triple in cui l'ultima è di Hollingshed e vale un meno 3 che lascia pienamente in vita la Dinamo (66-69).
Carangelo termina con 23 punti (5/12 da 3) e 7 rimbalzi, Hollingshed 16; poco dalle altre italiane (0/8 per 1 punto totale da Toffolo, Crudo e Togliani) ma credo fosse messo in conto da Sassari, che probabilmente aveva invece bisogno di più da Raca (8). Il martellamento scientifico da 3 (13/37) ha prodotto frutti, però per sbancare al ritorno servirà probabilmente anche una dimensione interna.