- La notizia da copertina del weekend di A1 arriva con 24 ore di ritardo, lunedì pomeriggio, quando si apprende della clamorosa sconfitta a tavolino di Sassari contro Roma, per mancanza del numero minimo di 6 atlete di formazione italica a referto. Risulta che la sesta giocatrice in realtà fosse presente, Fara, ma che sia stata giudicata non idonea ad essere iscritta a referto in quanto ingessata.
Si può discutere, filosoficamente, sull'abitudine nostrana di comminare sconfitte a tavolino (perché non arriva il medico, perché qualche tesseramento non è in regola, perché come in quest'occasione manca il numero minimo; una volta c'era anche lo 0-20 se mettevi in campo per mezzo secondo 4 straniere invece di 3...) anziché limitarsi alle multe.
Ora, è vero che se c'è un regolamento uno deve rispettarlo. Se le norme dicono che le giocatrici devono avere i capelli tinti di verde prato, altrimenti perdi a tavolino, e tu ne hai una che si presenta con il verde bandiera, ti danno 0-20 ed è colpa tua.
Ma è anche ovvio che dal punto di vista sportivo questo 0-20 a Sassari è una bestemmia. La presenza di Fara, con o senza gesso, era inutile ai fini della partita, che avrebbe trascorso guardando per 40 minuti dalla panca anche se fosse stata sana. Sassari ha vinto sul campo, Roma ha perso; ora Sassari si trova con due punti in meno e Roma, senza merito, con due punti in più. E non è roba da poco se si considera che le due sono, insieme a Brescia, nella fascia in bilico tra playoff, salvezza diretta e playout. Invece di avere Sassari a 14 punti, Brescia a 10 e Roma a 8 (col 2-0 per Sassari su Roma), si ha Sassari 12, Brescia e Roma 10 (con scontri diretti a favore per Roma su Sassari): una certa differenza. Non vorremmo un replay di quando, due anni fa, certe posizioni-playoff furono decise non dal campo ma dall'extra-campo, nella fattispecie i mancati recuperi per Covid. Per fortuna restano 10 giornate e può darsi che alla fine sarà stato ininfluente questo provvedimento.
- Giusto due parole su quella che era stata la partita, anche se è come se non si fosse giocata. Sventoraite torna dopo la parentesi in Lituania per un'emergenza familiare; si infortuna Romeo in corso d'opera, ma l'Oxygen si presenta in vantaggio all'inizio della volata finale (+3 e palla in mano). Per un paio di minuti però sbaglia praticamente tutto sia in attacco che in difesa, subendo due triple fatali da Raca. Grottesco il raddoppio mal eseguito nel secondo caso, che lascia totalmente sguarnita la serba per il 55-60. Avrebbe poi un'altra chance Roma sul meno 3 con un'entrata ghiotta di Kalu che però va fuori; rimbalzo Dongue che subisce fallo ma fa 1/2; Toffolo sigilla dalla lunetta, poi inutile il canestro del 60-62. In realtà si scoprirà che tutto quanto è stato inutile e quindi amen. Sul campo era stata l'ennesima occasione persa in volata dalle capitoline.
- Le altre partite interessanti, graziadio archiviate col risultato del campo. Schio rischia ma si salva a Campobasso, e del resto non ci si aspettava che passeggiasse. Da metà 3° quarto circa, sempre avanti le tricolori, ma senza mai chiuderla; ci stava una flessione dopo il tour de force Fenerbahce-Geas-Salamanca-Venezia negli ultimi 4 impegni. Un'occasione sprecata, o perlomeno non colta fino in fondo, dalle molisane che sbagliano tantissimo nel momento caldo, oltre a pagare l'uscita per falli di Kunaiyi alias Pallas a 4'15" dalla fine, sotto forma di rimbalzi offensivi concessi alle avversarie. Le quali dunque, pur stentando, entrano nell'ultimo minuto sul +4. Lì c'è un numero di Trimboli che fa 0/2 ai liberi ma, sul rimbalzo carpito dalle sue, si riscatta alla grande con una fiondata da 8 metri: 57-58. La super-ex Parks fa solo 1/2 e Campobasso ha la chance del pareggio, ma Quinonez perde palla banalmente in entrata. Finisce 57-61. Per Schio protagoniste Verona in attacco e Crippa in difesa ("stopper" su Mistinova). Dunque il Famila resta secondo insieme a Bologna (dietro per scontro diretto), Campobasso scivola a meno 2 con soli 2 di vantaggio sul Geas.
- Faenza vince la disfida per il terzultimo posto contro Milano. Il colpo a S. Martino può aver svoltato la stagione delle romagnole, che incamerano con merito questo scontro diretto. A parte un sorpasso meneghino sul finire del 1° quarto, sono sempre avanti le Selettiane, anche se i primi tentativi di fuga vengono neutralizzati (35-32 al 20'), e così anche i successivi (da 46-36 a 46-42), ma all'ennesima spallata la resistenza delle Pinottiche cede (61-51, poi 73-51 con un micidiale 12-0 complici un fallo fischiato a rimbalzo in attacco a Tulonen e poi un tecnico a Vintsilaiou). Finisce con un franco 77-58 per Faenza, che va a +4 e 2-0 negli scontri diretti: virtualmente al sicuro almeno il terzultimo posto, ma a questo punto c'è licenza di sognare la rimonta su quelle davanti.
Sanga ancora ultra-democratico nei minutaggi e nelle marcature, tutte e 10 a segno, ma non trova un elemento in gran giornata che faccia da traino; mentre Faenza ne ha più d'una: Tagliamento (20 punti), Peresson dalla panca (16), ma anche Dixon, e come attrici non protagoniste ma valide, Niemojewska, Brossmann e Spinelli.
- Sorvolando su Bologna-Battipaglia e Venezia-Brescia che sono andate secondo pronostico (anche se va detto che le bresciane erano solo a meno 7 verso metà ultimo quarto, poi han beccato un 21-4), personalmente mi sono recato a Geas-Ragusa, piatto tra i più saporiti della giornata. E le attese non sono state deluse. E' stata una battaglia di 45 minuti, senza mai un break consistente, con tante legnate che l'arbitraggio permissivo non ha punito (10 falli Ragusa al 40', 14 Geas, e non è che si sfiorassero coi guanti, le due squadre...). Entrambe le squadre lavoravano in attacco per innescare la loro dominatrice d'area (ovviamente Moore da una parte e Chidom dall'altra) e in difesa per arginare quella altrui. Diciamo che lo scopo di limitare i loro tiri è stato in parte ottenuto, ma ogni volta che alzavano il braccio era canestro, tant'è che la sestese ha finito con 24 punti e 9/13 al tiro, la ragusana con 22 e 10/13. La chiave per spezzare l'equilibrio poteva essere la vena delle tiratrici, che però non s'è palesata; anzi sottotono le due specialiste, Conti da una parte e Spreafico dall'altra.
Sicché le azioni spesso consistevano in pazienti circolazioni di palla per aggirare l'arrocco avversario (Ragusa a zona da un certo punto in avanti) e poi tiro da fuori con esiti alterni, al limite dei 24 secondi.
L'equilibrio non si è mai spezzato. C'è stato un +5 Ragusa a metà 3° quarto (comunque non certo una fuga) ma è durato pochissimo. Nell'ultimo periodo il Geas è sembrato averne più delle avversarie, e, pur senza mai una fiammata particolare, l'ha concretizzato racimolando un +6 a 2'30" dalla fine, che in assoluto sarebbe poco, ma in un frangente in cui si segnava col contagocce era parecchio. Pareva, poco dopo, il simbolo della resa di Ragusa quando Pastrello falliva una tripla dall'angolo e, sul rimbalzo, lei stessa e una compagna s'ostacolavano a vicenda sprecando l'occasione di arraffare la palla. Moore mancava il k.o. dall'altezza del gomito; Thomas ridava speranza alle Lardiane con una tripla (54-51) ma una paziente circolazione-palla del Geas liberava Moore sul lato sinistro, e stavolta la micidiale yankee non perdonava (56-51).
Ragusa stavolta sbagliava e dunque il Geas era a +5 e palla in mano con 1 minuto sul cronografo. A quel punto l'inopinata fricassea che rischia di capovolgere tutto: Panzera commette antisportivo su un recupero di Milazzo in tuffo. La minuta play sicula fa 2/2; rimessa Ragusa; palla a Spreafico che fin lì non ha letteralmente messo dentro un tiro: che fa? Tripla da 8 metri e canestro. Personalità notevole.
Sul 56-56 palla al Geas ma, ancora una volta, lunga circolazione di sfera, Gwathmey alla fine azzarda la penetrazione centrale ma Sprea la scippa di destrezza. Ultima palla a Ragusa, va dentro Thomas, conclude di mano sinistra un po' fuori equilibrio (buona chiusura se non erro di Panzera), sbaglia.
Scampato il pericolo, il Geas nell'overtime, a parte un 2+1 iniziale per Ragusa, riprende il controllo, e diventa decisiva Dotto con 6 punti nel prolungamento, mentre Ragusa s'aggrappa a Chidom ma non trova altro. Finisce 70-66 senza più occasioni d'aggancio per le Lardiane.
Il Geas così completa un gennaio perfetto (5 su 5 tra campionato e Coppa) e mette nel mirino Campobasso per il 4° posto; Ragusa perde forse definitivamente il treno delle prime 5 piazze, se la vedrà con San Martino per la sesta. Sia sestesi che ragusane avranno in febbraio anche la bella occasione delle F4 di Coppa, provando a rompere il paniere nelle uova alle corazzate Venezia e Schio.
- Chiosa finale su Battipaglia. Che com'è noto non va benissimo (il memo 48 a Bologna è la quindicesima sconfitta in altrettante) ma il pentolone di patron Rossini non è inerte sulla cucina a gas. All'indomani del manrovescio felsineo, il vulcanico cuciniere ha sfornato un nuovo cambio di allenatore: tocca ora al 34enne Mario Alberto Conte. Ma la grande incognita è quando e come sarà riempito lo slot straniero tuttora vuoto. Può essere la carta-salvezza se ben giocata, così come lo scorso anno furono decisivi gli inserti in corsa di Ferrari e Crudo.
- In A2 evento non da poco è la simultanea caduta della capolista in ambo i gironi: a Ovest cede Valdarno ad Empoli, a Est va k.o. Roseto a Matelica. In un caso si ha il cambio al vertice: Derthona prima da sola, nell'altro si ha l'aggancio da parte di Udine, che ha vinto il derby regionale con Trieste. La quale Udine però, mannaggia di quella zoccola, dopo Ronchi ha perso per infortunio un'altra giovane lombarda: Valentina Penna (sorella di Elisa). Non abbiamo capito se è il solito crociato maledetto, ma temiamo di sì.
