Settimana di gloria alla ripresa delle ostilità continentali. La Coppa Italia ha allenato bene le nostre compagini? Fatto sta che tutte hanno reso tra il benino e l'ottimo, con una metamorfosi per quanto concerne la Virtus.
- Doveroso però partire da Schio, che fattura una strepitosa vittoria sul Fenerbahce campione in carica e moloch semi-imbattibile anche quest'anno. Va precisato, semi-imbattibile nelle prime 8 giornate, cioè sino a inizio dicembre, quando non solo era a 8 vinte su 8, ma a parte un +3, per il resto aveva distribuito legnate a tutti, dal +17 in su. Poi, per motivi che sarebbe interessante capire, nelle ultime 3 giornate ha perso con Lione (che naviga nei bassifondi), ha vinto a fatica in casa su Saragozza (per quanto non facile) e appunto ora ha perso a Schio. Questo non sminuisce l'impresa scledense ma è per dire che di colpo (senza fuoriuscite di stars o infortuni) l'imbattibile non è più tale.
Restava comunque da piegare gente del calibro di Meesseman, McBride, Yvonne Anderson, Natasha Howard, la grande ex Laksa (che non ha combinato nulla) e comprimarie di lusso, mica poco.
Dopo un 1° quarto "di studio", senza breaks (15-17) e uno stallo per almeno metà del 2° (19-18 al 15'), poco prima dell'intervallo sembrava che le turche avessero preso il controllo (23-32). Ma una tripla di Keys poco prima della sirena (26-32) era il preludio alla fiammata scledense che ribaltava punteggio e stati d'animo nel 3° periodo, galvanizzando l'ambiente come mille volte abbiamo visto al PalaRomare, che a quel punto diventa caldera inespugnabile. Schio colmava il deficit con una difesa d'energia grazie alla quale si distendeva in contropiede; poi nel finale di frazione una santabarbara da 3 con Parks, Penna e Juhasz produceva l'inaspettato allungo (55-47) solo rappezzato sulla sirena da un "long two" di Anderson (55-49).
Nella corrida dell'ultimo quarto piovevano ancora triple per le arancioni, con Guirantes e Sottana (anche +10, poi 63-54). Un Fener nervoso e quasi scocciato dall'imprevisto baratro si rimboccava le maniche e risaliva a meno 2 (63-61 con 4'15" sul cronografo) e lì si poteva legittimamente temere il sorpasso della (nonostante tutto) squadra più forte. Invece era il Famila a trovare le zampate vincenti con Guirantes in giro-e-tiro e Sottana con tripla in transizione, pennellata d'autrice per il 68-61. Anche buone difese sui mostri sacri avversari corroboravano questo break decisivo, da cui il Fefè non si riprendeva più (finale 75-67).
Guirantes la più costante in attacco, 21 punti con 8/15, ai livelli già sciorinati col Portorico al Mondiale '22; Sottana seconda matadora, 14 punti in 19'; Parks 11 e Keys 10 ma anche chi ha segnato meno, come Verona, s'è fatta apprezzare in difesa.
La cifra chiave però è il 10/28 da 3, e quando la metti così dalla lunga, anche la corazzata può affondare (facendo nell'occasione 6/19).
Schio resta quarta, con 7 vinte-4 perse, mantenendo le 2 vittorie di distacco su Valencia a 3 turni dalla fine. L'obiettivo è ovviamente quello di mantenere tale divario nei prossimi due turni, in modo da non dipendere dallo scontro diretto con le spagnole all'ultimo. Obiettivo-bis, ma non da poco, è evitare il 4° posto per non finire in bocca all'ottima Praga che capeggia l'altro girone.
Da notare che Lione di Johannès, Gruda, Gabby Williams eccetera, potenziale mina vagante ora che ha svuotato l'infermeria, è fuori dai giochi avendo perso a Saragozza ed essendo quindi a 4 vittorie di distanza da Schio.
- Merita rilievo anche il successo di Bologna su Villeneuve: sia perché era scontro diretto, sia perché la Virtus era reduce dalla scialba eliminazione in Coppa Italia. Tutt'altro volto, tutt'altra storia. Questo fin dall'inizio, quando le V nere aggrediscono la partita con un 14-6 in 5', un 20-10 in 7', con "El Condor" Pasa già a 12 punti, urticante.
Prevedibile la reazione delle francofone che si rimettono pienamente in corsa, anche se quasi mai davanti, nel 2° (38-36) e nel 3° quarto (53-50).
Nell'ultima frazione è vibrante testa-a-testa. Sorpasso ospite sul 55-56 ma torna a garrire Pasa che insieme a Rupert e Peters confeziona un 6-0 di platino per il 61-56 a 5' dalla fine. Risolta? Tutt'altro, perché la Virtus s'inceppa e subisce una tripla di Zellous, poi da una coppia di liberi le francesi pescano l'asso, segnando il primo, sbagliando il secondo ma realizzando sugli sviluppi del rimbalzo offensivo: 61-62, ostrega, a 2' dal termine.
Aleggia lo spettro di varie volate finite malauguratamente per le felsinee. Ma non stavolta. Fa quasi tutto Pasa nel bene e nel male. Mette due liberi per il contro-sorpasso, poi dopo errore di Burke (l'ex Sassari) la play veneta perde palla; dopo un altro errore ospite ancora Pasa fa 2/2 per il 65-62; ancora un errore di Villeneuve e Pasa va in lunetta per il sigillo ma fa 0/2 con una manciata di secondi sul segnatempo. Bologna impedisce il tentativo da 3 mandando in lunetta le avversarie, che però sbagliano e non prendono il rimbalzo. Finisce quindi 65-62 ed è grasso che cola per le petroniane, in quanto agganciano la stessa Villeneuve e Polkowice al 3° posto (con 6 vinte-5 perse è un lusso) ad appena 2 punti dal secondo. Tutto apertissimo.
Intanto da annotare negli annali i 24 punti di Pasa con 9/11 al tiro; più silente ma presente Zanda, 15 con 7/14 anche se con 7 perse e 0 assists.
- In Eurocup c'era l'andata degli ottavi. Venezia allunga la sua incredibile serie stagionale a 22 "hurrà" di fila, battendo in trasferta Gdynia. Ossi duri le polacche, guidate dalla slovacca Wreczinski (ex Balintova: quanto mal sopporto le giocatrici che cambiano cognome quando si sposano: che lo cambi il marito, perdio. Cos'è 'sto patriarcato?
Le orogranata toccano il +14 con un brillante avvio di quarta frazione (53-67), poi però subiscono qualcosa di troppo in difesa, anche se è Kuier a piazzare l'ultima stoccata fissando il 68-77. Non bastevole a dormire sonni tranquilli al Taliercio, però un buon punto di ripartenza.
Consueto equilibrio fra i reparti per la Reyer, con Shepard regina d'area (17 punti) e Pan martello perimetrale (15 con 5/6 da 3), il tutto ben timonato da Villa (12) col condimento della fantasia di Berkani (11). Notevole il 56% dal campo di squadra, però, come detto, in difesa si poteva far meglio (47% per le polacche). Peraltro ricordiamo che lo scorso anno Venezia superò i primi 3 turni perdendo sempre in trasferta all'andata: l'Eurocup è scarsina come livello medio della prima fase, ma a livello di ottavi sono tutte valide.
- Perde invece Sassari ma non era favorita contro il quadrato Lattes-Montpellier di Badiane (20) e dell'eroina dell'oro europeo belga Linskens (16 ma con 5/17).
L'impatto per le nuragiche è traumatico, 2-10 al 3', 6-19 al 6', e sembra continuare anche peggio (21-36 al 15'), ma la Dinamo è brava a non lasciarsi smontare, lavorando nell'ottica-doppio confronto e quindi pensando dapprima a limare lo scarto. Lo fa con una ficcante Carangelo, che a suon di triple rimette in carreggiata le sue (34-43 al 20').
Poi anche meno 1 in avvio di ripresa ma le francesi riprendono il controllo (+10 a inizio ultimo quarto). Falliscono però, le ospiti, più volte il k.o. quando Sassari pare sulle ginocchia, così le danno il tempo di scuotersi e uscire dalle corde. Si gioca sul filo dei punti e nel finale arriva uno scambio di triple in cui l'ultima è di Hollingshed e vale un meno 3 che lascia pienamente in vita la Dinamo (66-69).
Carangelo termina con 23 punti (5/12 da 3) e 7 rimbalzi, Hollingshed 16; poco dalle altre italiane (0/8 per 1 punto totale da Toffolo, Crudo e Togliani) ma credo fosse messo in conto da Sassari, che probabilmente aveva invece bisogno di più da Raca (8). Il martellamento scientifico da 3 (13/37) ha prodotto frutti, però per sbancare al ritorno servirà probabilmente anche una dimensione interna.
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