sabato 13 gennaio 2024

Coppe europee: è grand'Italia, oro per Schio col Fener, cade solo Sassari ma può rifarsi

Settimana di gloria alla ripresa delle ostilità continentali. La Coppa Italia ha allenato bene le nostre compagini? Fatto sta che tutte hanno reso tra il benino e l'ottimo, con una metamorfosi per quanto concerne la Virtus.


- Doveroso però partire da Schio, che fattura una strepitosa vittoria sul Fenerbahce campione in carica e moloch semi-imbattibile anche quest'anno. Va precisato, semi-imbattibile nelle prime 8 giornate, cioè sino a inizio dicembre, quando non solo era a 8 vinte su 8, ma a parte un +3, per il resto aveva distribuito legnate a tutti, dal +17 in su. Poi, per motivi che sarebbe interessante capire, nelle ultime 3 giornate ha perso con Lione (che naviga nei bassifondi), ha vinto a fatica in casa su Saragozza (per quanto non facile) e appunto ora ha perso a Schio. Questo non sminuisce l'impresa scledense ma è per dire che di colpo (senza fuoriuscite di stars o infortuni) l'imbattibile non è più tale. :blink:
Restava comunque da piegare gente del calibro di Meesseman, McBride, Yvonne Anderson, Natasha Howard, la grande ex Laksa (che non ha combinato nulla) e comprimarie di lusso, mica poco.
Dopo un 1° quarto "di studio", senza breaks (15-17) e uno stallo per almeno metà del 2° (19-18 al 15'), poco prima dell'intervallo sembrava che le turche avessero preso il controllo (23-32). Ma una tripla di Keys poco prima della sirena (26-32) era il preludio alla fiammata scledense che ribaltava punteggio e stati d'animo nel 3° periodo, galvanizzando l'ambiente come mille volte abbiamo visto al PalaRomare, che a quel punto diventa caldera inespugnabile. Schio colmava il deficit con una difesa d'energia grazie alla quale si distendeva in contropiede; poi nel finale di frazione una santabarbara da 3 con Parks, Penna e Juhasz produceva l'inaspettato allungo (55-47) solo rappezzato sulla sirena da un "long two" di Anderson (55-49).
Nella corrida dell'ultimo quarto piovevano ancora triple per le arancioni, con Guirantes e Sottana (anche +10, poi 63-54). Un Fener nervoso e quasi scocciato dall'imprevisto baratro si rimboccava le maniche e risaliva a meno 2 (63-61 con 4'15" sul cronografo) e lì si poteva legittimamente temere il sorpasso della (nonostante tutto) squadra più forte. Invece era il Famila a trovare le zampate vincenti con Guirantes in giro-e-tiro e Sottana con tripla in transizione, pennellata d'autrice per il 68-61. Anche buone difese sui mostri sacri avversari corroboravano questo break decisivo, da cui il Fefè non si riprendeva più (finale 75-67).
Guirantes la più costante in attacco, 21 punti con 8/15, ai livelli già sciorinati col Portorico al Mondiale '22; Sottana seconda matadora, 14 punti in 19'; Parks 11 e Keys 10 ma anche chi ha segnato meno, come Verona, s'è fatta apprezzare in difesa.
La cifra chiave però è il 10/28 da 3, e quando la metti così dalla lunga, anche la corazzata può affondare (facendo nell'occasione 6/19).
Schio resta quarta, con 7 vinte-4 perse, mantenendo le 2 vittorie di distacco su Valencia a 3 turni dalla fine. L'obiettivo è ovviamente quello di mantenere tale divario nei prossimi due turni, in modo da non dipendere dallo scontro diretto con le spagnole all'ultimo. Obiettivo-bis, ma non da poco, è evitare il 4° posto per non finire in bocca all'ottima Praga che capeggia l'altro girone.
Da notare che Lione di Johannès, Gruda, Gabby Williams eccetera, potenziale mina vagante ora che ha svuotato l'infermeria, è fuori dai giochi avendo perso a Saragozza ed essendo quindi a 4 vittorie di distanza da Schio.

- Merita rilievo anche il successo di Bologna su Villeneuve: sia perché era scontro diretto, sia perché la Virtus era reduce dalla scialba eliminazione in Coppa Italia. Tutt'altro volto, tutt'altra storia. Questo fin dall'inizio, quando le V nere aggrediscono la partita con un 14-6 in 5', un 20-10 in 7', con "El Condor" Pasa già a 12 punti, urticante.
Prevedibile la reazione delle francofone che si rimettono pienamente in corsa, anche se quasi mai davanti, nel 2° (38-36) e nel 3° quarto (53-50).
Nell'ultima frazione è vibrante testa-a-testa. Sorpasso ospite sul 55-56 ma torna a garrire Pasa che insieme a Rupert e Peters confeziona un 6-0 di platino per il 61-56 a 5' dalla fine. Risolta? Tutt'altro, perché la Virtus s'inceppa e subisce una tripla di Zellous, poi da una coppia di liberi le francesi pescano l'asso, segnando il primo, sbagliando il secondo ma realizzando sugli sviluppi del rimbalzo offensivo: 61-62, ostrega, a 2' dal termine.
Aleggia lo spettro di varie volate finite malauguratamente per le felsinee. Ma non stavolta. Fa quasi tutto Pasa nel bene e nel male. Mette due liberi per il contro-sorpasso, poi dopo errore di Burke (l'ex Sassari) la play veneta perde palla; dopo un altro errore ospite ancora Pasa fa 2/2 per il 65-62; ancora un errore di Villeneuve e Pasa va in lunetta per il sigillo ma fa 0/2 con una manciata di secondi sul segnatempo. Bologna impedisce il tentativo da 3 mandando in lunetta le avversarie, che però sbagliano e non prendono il rimbalzo. Finisce quindi 65-62 ed è grasso che cola per le petroniane, in quanto agganciano la stessa Villeneuve e Polkowice al 3° posto (con 6 vinte-5 perse è un lusso) ad appena 2 punti dal secondo. Tutto apertissimo.
Intanto da annotare negli annali i 24 punti di Pasa con 9/11 al tiro; più silente ma presente Zanda, 15 con 7/14 anche se con 7 perse e 0 assists.

- In Eurocup c'era l'andata degli ottavi. Venezia allunga la sua incredibile serie stagionale a 22 "hurrà" di fila, battendo in trasferta Gdynia. Ossi duri le polacche, guidate dalla slovacca Wreczinski (ex Balintova: quanto mal sopporto le giocatrici che cambiano cognome quando si sposano: che lo cambi il marito, perdio. Cos'è 'sto patriarcato? :angry: ); ma la Reyer capeggia di misura alla fine di ogni quarto (50-54 al 30'), sinché nell'ultimo si gioca in vista del ritorno, per limare o allungare il più possibile il divario.
Le orogranata toccano il +14 con un brillante avvio di quarta frazione (53-67), poi però subiscono qualcosa di troppo in difesa, anche se è Kuier a piazzare l'ultima stoccata fissando il 68-77. Non bastevole a dormire sonni tranquilli al Taliercio, però un buon punto di ripartenza.
Consueto equilibrio fra i reparti per la Reyer, con Shepard regina d'area (17 punti) e Pan martello perimetrale (15 con 5/6 da 3), il tutto ben timonato da Villa (12) col condimento della fantasia di Berkani (11). Notevole il 56% dal campo di squadra, però, come detto, in difesa si poteva far meglio (47% per le polacche). Peraltro ricordiamo che lo scorso anno Venezia superò i primi 3 turni perdendo sempre in trasferta all'andata: l'Eurocup è scarsina come livello medio della prima fase, ma a livello di ottavi sono tutte valide.

- Perde invece Sassari ma non era favorita contro il quadrato Lattes-Montpellier di Badiane (20) e dell'eroina dell'oro europeo belga Linskens (16 ma con 5/17).
L'impatto per le nuragiche è traumatico, 2-10 al 3', 6-19 al 6', e sembra continuare anche peggio (21-36 al 15'), ma la Dinamo è brava a non lasciarsi smontare, lavorando nell'ottica-doppio confronto e quindi pensando dapprima a limare lo scarto. Lo fa con una ficcante Carangelo, che a suon di triple rimette in carreggiata le sue (34-43 al 20').
Poi anche meno 1 in avvio di ripresa ma le francesi riprendono il controllo (+10 a inizio ultimo quarto). Falliscono però, le ospiti, più volte il k.o. quando Sassari pare sulle ginocchia, così le danno il tempo di scuotersi e uscire dalle corde. Si gioca sul filo dei punti e nel finale arriva uno scambio di triple in cui l'ultima è di Hollingshed e vale un meno 3 che lascia pienamente in vita la Dinamo (66-69).
Carangelo termina con 23 punti (5/12 da 3) e 7 rimbalzi, Hollingshed 16; poco dalle altre italiane (0/8 per 1 punto totale da Toffolo, Crudo e Togliani) ma credo fosse messo in conto da Sassari, che probabilmente aveva invece bisogno di più da Raca (8). Il martellamento scientifico da 3 (13/37) ha prodotto frutti, però per sbancare al ritorno servirà probabilmente anche una dimensione interna.

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