mercoledì 10 gennaio 2024

A1, Coppa Italia: irrompono Ragusa e Geas con Venezia e Schio. A2, Valdarno e Roseto campioni d'inverno

- Spunti e spuntini di Coppa Italia. E' stato un modo piacevole di iniziare il nuovo anno solare. La nuova formula ha funzionato, a parte il problema del primo turno con troppo poco tempo per programmare le trasferte. Ha dato un'opportunità a tutte (tranne Battipaglia, ma una selezione minima era necessaria), con un equo vantaggio per le meglio piazzate. E ha partorito un perfetto equilibrio tra conferme e sorprese: 4 vittorie in casa e 4 in trasferta.


- Tra i due ribaltoni (o "upsets" per dirla col termine inglese di moda) dei quarti, il più grosso è quello di Ragusa ai danni di Bologna. Il tutto senza Milazzo, assenza che sembrava dover pesare più di quella di Dojkic. E' una Virtus insipida, che non mette mai la sua impronta sulla partita; lascia fin dall'inizio che siano le sicule a fare l'andatura; pare accontentarsi, sorniona, di star lì vicina per poi cambiare marcia al momento buono. Nel primo tempo è solo Zandalasini a produrre con continuità; orripilante Cox; abulica Rupert; si sveglia poi Peters; le altre italiane nulla di che.
Il fantomatico cambio di marcia continua a latitare finché si palesa un'evidenza preoccupante (per il pubblico casalingo disperso nell'immensità della Sega'Arena): Ragusa ha tutta l'intenzione di arrivare sino in fondo. Scivolata in doppia cifra di svantaggio, la Virtus ha effettivamente un risveglio nell'ultimo quarto, soprattutto con Peters; ma le Lardelliane rispondono bene, con azioni lucide, ben costruite, una tripla-chiave di Miccoli, giocate puntuali di Chidom dentro l'area (24 punti per lei, 10/14 al tiro, in brillante accoppiata con Thomas che spacca sul perimetro, 19). E così non c'è mai una vera occasione per Bologna di ribaltare l'esito. Zanda ha 18 punti con 7 assist ma si spegne anche lei.
Finisce 67-76 ed è strameritato da una parte, deludente dall'altra, perché una prova così incolore non è all'altezza di una squadra che sta lottando per i playoff di Eurolega. Si capirà molto presto se c'è una crisi conclamata o se è stato un episodio, che dopo il break delle feste (aveva giocato 11 giorni prima) e in un trofeo "minore" può anche capitare. Si è rivista quella Virtus vulnerabile che aveva perso con S. Martino e Sassari, non quella gagliarda che aveva espugnato Schio il 27 dicembre. Resta il problema di fondo su Dojkic: a Bologna sono molto affezionati a lei, è brava quando c'è, ma appunto: quando c'è? Lo scorso anno ha saltato 12 partite di stagione regolare, ora è fuori da un mese. :unsure:
Parlando di Ragusa, è un rilancio forte della sua candidatura a un posto fra le prime 4, che sembrava lontano durante il sofferto inizio di stagione. Invece ora è tornata su bene in campionato (pari punti col Geas, meno 4 su Campobasso e Bologna ma recuperabile, almeno sulle molisane) e ha fatto la voce grossa in Coppa. Con Milazzo ancora da reinserire.

- L'altro colpo gobbo, anche se meno eclatante, è del Geas Campobasso. La quinta che elimina la quarta non è mai clamoroso; le sestesi lo avevano fatto anche negli ultimi playoffs ai danni di Sassari. Era però legittimo dare alle molisane un favore di pronostico, per il fattore-campo, per quanto di buono fatto finora in stagione, in cui avevano perso solo con le "super 3". Ma non c'è stata partita, se non nel primo quarto e mezzo, in cui ambo le compagini faticavano a muovere il punteggio e si era sul 18-15 per Campo. La quale però, se prima segnava poco, da lì in poi ha preso a non segnare nulla. Difesa attenta, compatta, delle Zanottiane, ma onestamente Campobasso ha sbagliato anche tiri elementari da sotto oppure con ampio spazio da 3.
E il Geas senza far miracoli in attacco, ma con sprazzi di qualità (a turno Gwathmey, Trucco, Dotto, Conti, Moore, all'inizio anche Panzera), ha preso man mano il largo, sino al 30-50 a circa 7' dalla fine. Da lì Sesto ha frenato decisamente ma Campobasso non è andata oltre un tardivo dimezzamento dello scarto con Trimboli, unica a sbloccarsi (43-53 il finale).
Clamorosa prova a rimbalzo per Trucco, che ne ha rastrellati 23 al cospetto della piovra Pallas ("solo") 13, aggiungendo 12 punti.
Sono emerse le doti del Geas di continuità difensiva, che gli (= al Geas, che è maschile) -_- consentono di reggere quando l'attacco tende a bloccarsi (non a caso l'unico vero passo falso finora del team rossonero, che per il resto ha perso solo contro le prime 4, è stato a Roma, unica occasione in cui ha difeso male), e di fare breaks cospicui nei momenti in cui l'attacco s'accende, cosa che prima o poi succede perché la qualità non manca.
Dall'altro lato invece si è palesato un limite di Campobasso che era nell'aria ma finora era stato ben mimetizzato dalla capacità di vincere tante volte punto a punto: ovvero, a differenza dello scorso anno, in cui aveva una grande risolutrice come Parks, quest'anno il team del pastificio ha un collettivo molto democratico, in cui almeno 6 o 7 possono essere a turno protagoniste, ma nessuna sicurezza assoluta a cui affidarsi, specie se tutte sono in giornata storta al tiro come domenica. Di sicuro Campobasso ha fatto il massimo arrivando quarta a fine andata.

- Gli altri due matches dei quarti hanno seguito il copione: 75-44 per Venezia su Brescia, dominando "wire to wire", cioè dall'inizio alla fine (pochi frizzi nel duello Villa-Zanardi, anche se la bresciana ha chiuso con 22 di valutazione); 81-72 per Schio su Roma, ma era +19 dopo 3 quarti (Keys 19+10 rimbalzi).

- Passetto indietro al primo turno. Anche qui due partite con poca storia e due colpi esterni. Nel derby Geas fa 81-71 su Milano, ma era +21 a 5' dalla fine (positivo l'esordio di Turmel per il Sanga). Ragusa trova una Faenza malleabile, senza la tagliata Booker, senza Spinelli e non ancora col neo-acquisto Niemojewska; giocano 19' complessivi le due Ciuffoli, '06 e '07. "Un par de ciufoli", commenterebbero a Roma. :woot: Chidom fa 29 punti in 27' con 11/13.

- Addiveniamo ai due colpacci. I quali sono stati ad opera di Roma e Brescia, ovvero le due di cui si dice da inizio stagione che varrebbero più della loro classifica. Stavolta lo hanno dimostrato. L'Oxygen a S. Martino scatta forte (0-10) e riesce a stare sempre davanti, nonostante vari riavvicinamenti della Lupe; le quali sullo stesso campo, pochi giorni prima, avevano tenuto gagliardamente testa a Venezia. Stavolta invece sempre sotto. Neanche l'espulsione di Kalu cambia il vento. Roma vince 69-73 con 20 di Czukor; anche una buona Gilli.
Sassari-Brescia è stata ancora più combattuta. Sorpassi e controsorpassi, si arriva testa-a-testa sino in fondo; lì ti aspetti che le nuragiche facciano valere il maggior rodaggio (anche internazionale) in situazioni tese, e invece sono le lombarde a piazzare la zampata, prima con Skoric che da meno 4 pareggia con una tripla + fallo subito, poi con Zanardi che sul 67-67 si prende con personalità da... 18enne un arresto e tiro da 3 e lo realizza per il 67-70. Negli ultimi secondi Carangelo si procaccia con astuzia un fallo su tentativo di tripla ma sbaglia i primi due liberi; finisce 68-72 (19 di Skoric che per me è l'ago della bilancia di Brescia; 16 di Zanardi per 27 di valutazione; 14 di Carangelo con 10 assist).

- Insomma ci si è divertiti e sembra il preannunzio di un girone di ritorno in cui le carte possono rimesciarsi in modo interessante. Anche per i volti nuovi che si sono inseriti in queste settimane.
Ultima chiosa sulla Coppa: il botteghino delle F4 torinesi forse non ride, perché sperava nella giunzione fra tifo Virtus maschile e femminile (ma è sacrosanto che sul campo sia passata Ragusa); quantomeno c'è Venezia che potrebbe giovarsi del tifo per gli uomini.

- In A2 si è conchiuso il girone d'andata. All'Ovest un finale incredibile ha deciso la corsa alla Coppa Italia: Derthona ha rimontato 12 punti negli ultimi 4 minuti su Costa Masnaga e l'ha esclusa dalle top 4; fenomenale Attura nella rimonta, 11 punti in 3' trattando le avversarie come birilli. Oltre a Valdarno (campione d'inverno col brivido, vincendo in volata a Spezia) e Derthona passano Broni e la sorpresa Selargius.
All'Est è prima Roseto (che ha vinto a tavolino l'ultima per mancanza di medico a Vicenza), ed è notevole il girarrosto delle abruzzesi rispetto all'ultima piazza dello scorso anno; seconda Udine che però è orfana di Ronchi; staccate le altre, su cui hanno prevalso (su un gruppone di 4 squadre rimasto 2 punti sotto) Alpo terza e Matelica quarta.

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