- In Eurolega, terzultimo turno, big match perso di pochissimo per Bologna a Mersin.
Parte fortissimo la Virtus, 0-10 in 2'30", ma le finaliste in carica ingranano e sono già davanti a fine 1° quarto (23-19). Il margine di stretta misura per le turche resta quasi costante nei due periodi centrali (36-32, 51-47) con un tentativo di fuga turco nel terzo, neutralizzato da un tris dall'arco di Peters, Cox e Rupert. Si segna poco nell'ultimo quarto, in cui dapprima le V nere trovano il guizzo per il sorpasso con Peters e Pasa (54-58 a 6' dalla fine), subiscono il controbreak ottomano con un 6-0, tornano avanti per l'ultima volta con una tripla di Rupert (60-61 a -1'20"), poi però non segnano più. Chi realizza il tiro più importante della disfida? Marina Mabrey, l'ammazza-Virtus per eccellenza, con un jumperuccio flautato dai 6 metri (62-61); dopo un'occasione non sfruttata da ambo le parti, Zandalasini manca il sorpasso, e la solita pestifera Mabrey sigilla dalla lunetta (64-61).L'ex scledense chiude a quota 19, mentre le bolognesi, che non capitalizzano un eccellente 12/28 da 3, hanno 16 da Rupert e 12 da Cox, mentre incappa in una serataccia al tiro Zanda, 2 con 1/11. Da notare i 26 tiri liberi a favore di Mersin contro 4 per la Virtus: se succedesse nel maschile, specie nei duelli rusticani contro Milano, patron Zanetti farebbe fuoco, fiamme, fumo e fango.
La Virtus, nonostante il 6-6 di bilancio dopo quest'impresa mancata, è ancora in zona-qualificazione, al 4° posto, grazie agli scontri diretti a favore sulle appaiate Salamanca e Polkowice. Tutto in bilico, dunque. Occhio che nel prossimo turno Bologna va a Praga, dalla leader del girone, mentre le due rivali si affrontano fra loro, e dunque la vincente salirà a 7-6, ovvero se le felsinee non fanno il colpo, saranno fuori dalla zona-qualificazione, almeno temporaneamente.
- Vince ancora Schio: dopo il grande colpo sul Fenerbahce ecco un successo in casa di Lione, che poteva sembrare semplice solo per la classifica, falsata però dalle assenze che la compagine francese (affollata di totems locali come Johannès, Gruda, Gabby Williams) ha pagato nella prima parte di stagione, rimanendo anzitempo tagliata fuori. In realtà è stata dura e le arancio hanno mostrato nuovamente uno spirito da battaglia all'altezza della situazione, peraltro dopo la scivolata di campionato contro il Geas.
Partita ad altissimo punteggio specie nei primi tre quarti (44-49 al 20', 67-74 al 30'), in cui il Famila, che aveva toccato il +13 verso metà del terzo, si fa assorbire sino la sorpasso a metà dell'ultimo, con le triple di Johannès. Decisivo però uno 0-8 per le scledensi fra il 37' e il 39', con Parks, Guirantes e un'ottima Bestagno (83-90).
Per Lione firmano 17 punti G.Williams e 16 Johannès; per le alfiere di Cestaro sono 22 di Guirantes e 17 di "The Best" Bestagno.
Ora Schio, con un bilancio di 8-4, è curiosamente quarta come Bologna che ha due vittorie in meno; effetto del maggior squilibrio nel girone delle tricolori. Le quali hanno ora uno scontro cruciale in casa con Saragozza (appaiata ma davanti per la vittoria dell'andata): obiettivo chiudere il discorso-qualificazione per non dipendere da Valencia-Schio dell'ultima giornata.
- Eurocup, ritorno ottavi. Passa Venezia, non proprio comoda comoda in gondoletta, ma quasi. Aveva da gestire il +9 dell'andata, fa +21 (80-59) su Gdynia con un break definitivo nel 3° quarto, 22-8. Shepard ne fa 18, Kuier 11, Villa 10, tutte e 12 in campo, 51% al tiro di squadra, insomma la solita Reyer pestacarne di quest'anno. Il contatore delle vittorie stagionali di fila sale a 24, se non ci siamo smarriti. Il tutto in attesa della dura prova a Schio del weekend.
Nei quarti Venezia trova il classico TTT Riga; poi c'è Lattes-Besiktas, Galatasaray-Girona, Landes-Kayseri. Quindi 3 turche e 2 francesi.
- Esce invece Sassari, e se da un lato era messo in conto, visto il ruolo da sfavorita contro Lattes-Montpellier e il meno 3 dell'andata, dall'altro lo svolgimento della tenzone di ritorno lascia parecchi rimpianti alle sarde. Le quali con due gagliardissimi si erano issate sino a +16 al 19', poi limato a +14 all'intermezzo (33-47). Poi però, non dico inevitabilmente ma più che comprensibilmente, la differente lunghezza delle panchine fa la differenza, giacché Lattes sale di tono col passare dei minuti e la Dinamo invece si scarica (gioco di parole non voluto).
Il frangente cruciale è quando Lattes contro-sorpassa sul 68-65 ma a sua volta sembra esaurire la fiammata; a quel punto (tra il 35' e il 37' circa) Sassari ha ghiotte occasioni ma le fallisce, e a quel punto cede verticalmente la difesa, Lattes segna quasi ad ogni possesso e chiude con un ingeneroso (per le sarde) 79-69.
Mattatrici Jenkins con 24 e Badiane con 23 per le franche, le quali hanno un 52% dal campo contro 37% per Sassari, che ha ottenuto 18 da Carangelo, 16 da Hollingsworth, 13 da Raca e 12 da una tosta Toffolo, ma quasi nulla dalle altre, compresa Kaczmarczyk.
Nessun commento:
Posta un commento