mercoledì 24 gennaio 2024

A1: squillo Schio su Venezia; Milano lascia in coda Battipaglia; sorpresa Faenza a SML

 - La seconda di ritorno s'imperniava sullo scontro al vertice e quello in coda. Fra le galattiche venete vince Schio, anche se porta a casa solo mezza posta, e cioè i due punti ma non la differenza-canestri (all'andata fu +10 per le lagunari). Questo per via del forcing finale della Reyer, dal massimo vantaggio scledense sul 56-41 a 7'15" dalla fine, a un 59-56 quando ormai però sul cronografo c'erano 3 secondi e la palla era in mano a Schio dopo il libero supplementare di Berkani. Sicché poi Keys ha sigillato dalla lunetta senza che la capolista avesse l'opportunità di pareggiare (60-56).

Venezia dunque perde l'occasione di mettere il sigillo definitivo sul primato in stagione regolare, ma resta altamente probabile che finirà in testa. Certo la fine della serie di 24 vittorie consecutive fa rumore, ma come dice il saggio: le strisce vincenti si applaudono quando finiscono. E questa merita applausi, seppure di per sé non valga neanche mezzo trofeo.
Guardando alla partita, la storia l'ha fatta Schio dall'inizio alla fine. Più carica, più dura in difesa, più produttiva in attacco anche se non scintillante come, ad esempio, nelle ultime due prestazioni d'Eurolega. Importante, soprattutto in prospettiva ma già domenica, il ritorno di Reisingerova.
Il 15-9 del 1° quarto incanala la disfida su binari che Venezia non riesce a far deragliare. Nel 2° si riavvicina più volte, ma tira troppo male per dare continuità agli sprazzi; all'intervallo è 33-23. Per tutto il terzo c'è l'impressione che manchi poco all'aggancio, che la spinta iniziale di Schio sia ormai esaurita. Ma l'aggancio non si verifica giammai. Il momento-chiave è a cavallo fra fine 3° e inizio 4° periodo e a innescarlo è Sottana. Quando Shepard sigla il meno 4 a -1'15" dalla penultima sirena, GioSkirt prende in mano la situazione; segna due liberi, una tripla e un jumper verso lo scader di tempo. Un 7-2 tutto personale che reindirizza il vento dalla parte di Schio (48-39 al 30').
Vento che continua a spingere le arancio, al rientro in campo, dopo un fuoco di paglia di Berkani: tocca a Penna ergersi a protagonista con due triple di fila; poi Guirantes per il 56-41 a 7'15" dal termine. E' il colpo del k.o. anche se, stranamente, proprio come successo la settimana prima a Sesto (anche se in un tipo di partita diverso), Schio stacca il piede dall'acceleratore appena dopo aver toccato il massimo vantaggio. Così Venezia reagisce con i punti del suo poker straniero; a -2' si è sul 58-51, ma il cronometro è nemico della rimonta lagunare, peraltro non troppo travolgente visto qualche errore, ancora, di troppo. Così le suddite di Brugnaro debbono, stavolta, accontentarsi di limitare i danni.
Juhasz l'mvp nel complesso per Schio, una delle poche su entrambe i fronti a tirare bene (7/11); ai 14 punti aggiunge 12 rimbalzi. Per il resto citazione già fatta per gli sprazzi cruciali di Sottana e Penna; le altre tra il 5,5 e il 6 come ipotetico voto, ma coralmente è una prova di spessore per il Famila.
Lato Venezia, il trio Berkani (16), Shepard (10+12 rimba), Kuier (10+10 rimba) è da assolvere sul piano della produzione, non del tutto su quello della qualità; le altre tra lo spento e il così-così; apprezzabile la reazione finale per salvare la differenza-canestri.

- E' un segnale che Schio torna ad essere la squadra da battere? :unsure: Well, se lo è (e può esserlo, visto anche quello che sta facendo in Eurolega) non credo che sia questa partita a dirlo, in cui era pronosticabile che Schio, soprattutto in casa, e dopo aver gettato la vittoria a Sesto, avesse più carica di una Reyer con la panza fin troppo piena.
A tal proposito va notato che il "GM Survey" (ovvero sondaggione tra i GM di A1), pubblicato nei giorni precedenti la partita, ha indicato per il 69% (ovvero 9 su 13) Venezia come favorita per vincere lo scudetto. Forse qualcuno a Schio ne ha tratto uno stimolo in più. Da notare anche che il restante 31% ha votato Schio; nessuno crede in Bologna ed è già una sconfitta, questa, per la Virtus sul piano del credito guadagnato presso gli addetti ai lavori.

- L'altro clou della giornata di A1 era agli antipodi della graduatoria. Battipaglia-Milano, in palio il penultimo posto; con la formula degli scorsi anni ci sarebbe stata un'aria da psicodramma, stavolta senza retrocessione diretta un po' meno. Ma il fattore-campo nei playout non è indifferente averlo o non averlo. E poi, quando hai vinto una partita in tutto l'anno o addirittura zero, una certa fame ti verrebbe anche se fosse un'amichevole. Se le danno di santa ragione, le duellanti, certo coi limiti palesi che se non avessero, non sarebbero là sul fondo; la partita è divertente e mai prevedibile. Scatta a martello Battipaglia, 25-14 al 10'; ma Milano sa di avere più carte dalla panchina e infatti ne ha tenute parecchie da giocare man mano; alla fine il conto clamoroso sarà di 2 punti per i cambi campani, 41 per quelli meneghini. Dato cruciale anche se poteva non bastare. Perché Batti, anche se gioca praticamente in 6, ne ha almeno quattro ispirate: la venerabile Ferrari, Johnson, Yuyù Yurkevichus che fa il possibile per farsi rimpiangere da chi l'ha mollata, e la solita Potolicchio di carattere. Più discontinua Seka. In ogni caso, Battipaglia riesce ad assorbire la contro-fiammata del Sanga, cui non bastano 30 punti nel 2° quarto per andare avanti all'intervallo (48-44).
Il resto della partita è un lungo testa-a-testa con sorpassi continui. Sinché entra in vantaggio Battipaglia nella volata finale, complice un antisportivo a Beretta. Le campanule, però, sprecano dalla lunetta dove incappano in una serie di 1/2, persino con Ferrari. Lasciano così uno spiraglio a Milano che s'infila con decisiva saldezza di nervi. Madonna, salita in cattedra nell'ultimo quarto, firma la tripla del pareggio. Anche Potolicchio non rompe la maledizione dell'1/2. Palla quindi del vantaggio per il Sanga che la gioca benissimo, con Vintsilaiou che gioca a due con Diallo mandandola a segnare sulla "rollata" a canestro (79-80). Si butta Seka in entrata ma sbaglia. Fa 2/2 Madonna, allo scadere Yurkevichus, proprio lei, tenta la tripla dell'overtime ma non va. Esulta quindi Milano, 79-82 (gran democrazia per Pinotti con 5 in doppia cifra fra i 10 e i 14 punti; tutte e 10 a segno; per Batti 19 di Ferrara, 17 Johnson, 16 Yurke).

- Prossima avversaria di Milano sarà Faenza che, proprio in questo turno, ha fatto il colpo gobbaccio a San Martino. Le romagnole non venivano certo da un gran periodo, al punto che commentavamo la scorsa settimana come il divario fra le tre di fondo e le altre sembrasse ampliato anziché ridotto da inizio stagione. Smentita immediata. Faenza, curiosamente, segna solo col quintetto ma è sufficiente a dominare a lungo, addirittura sino a +23 (26-49 a inizio 3° quarto), impensabile contro S. Martino che, tra l'altro, di solito in casa vince contro squadre più forti, altro che farsi spazzare da chi sta sotto... Non poteva durare così per 40 minuti e infatti la reazione a testa bassa di S. Martino arriva sino a meno 1, a circa 1' dalla fine, ma non si completa perchè Faenza ritrova ossigeno dalla lunetta e le Lupe pagano lo sforzo rinculando all'indietro (61-69).
D'Alie chiude con 12 punti, 14 rimbalzi e 9 assist, ma anche 5/22 al tiro e l'impressione di non aver acceso la luce della squadra come riesce a fare solitamente. Ha prodotto molto anche Kostowicz (18+12) ma le altre hanno latitato, mentre Faenza ha avuto, come detto, solo 5 a segno, ma bilanciatissime. Convincente Niemojewska all'esame di D'Alie.

Campobasso, vincendo l'anticipo a Roma, con un tignoso 46-52, conferma la sua attitudine a raggranellare successi sudati quanto notevoli per costanza. Il team della pasta fresca continua a restare appaiato a Schio e Bologna, non esattamente scontato se guardiamo agli organici. Non per amanti degli attacchi, diciamo così, l'ultimo quarto al PalaTiziano (4-9 di parziale); le molisane approfittano dell'assenza della sventurata Sventoraite (tornata in patria, speriamo solo per poco, causa motivi personali) per fare la differenza, almeno quel pizzico che è bastato in una partita così stitica, con le lunghe Kunaiyi e Dedic. E Roma, per un motivo o per l'altro, continua a non decollare. Finisse oggi, andrebbe ai playout, il che crediamo stia stretto.

- Il Geas, continuando suo nel momento d'oro di questo inizio 2024, dilaga nell'ultimo quarto a Sassari (61-81) dopo tre in equilibrio, ma comunque già comandati per la maggior parte del tempo dalla squadra di Zanotti, che adesso col ritorno di Begic ha un bel ventaglio di opzioni. Moore ancora devastante (28 di cui 19 nella ripresa). Sassari era legittimamente a corto d'energie dopo l'impegnativa trasferta d'Eurocup in Francia; vedremo se adesso senza più la coppa potrà riguadagnare terreno. Per adesso è ottava con un magro +2 su Brescia, ovvero zona-playoff sì ma non certo messa al sicuro per le conterranee della birra Ichnusa.

- Nella mattanza di Bologna sull'appena menzionata Brescia, da segnalare solo il ritorno di Dojkic che mancava dal 3 dicembre. La Virtus ovviamente auspica di non dipendere nuovamente dalla sua salute precaria, che già lo scorso anno è costata.

- In A2 Ovest Derthona supera anche l'ostacolo del fortino bronese, 72-91 sul campo finora imbattuto delle oltrepadane; pirotecnico il 46-50 del 1° tempo con le piemontesi che erano a 10/14 da 3. Stava per cadere l'altra capolista Valdarno, nel temibile "geodetico" di Selargius, ma si salva 52-54. In un'altra tensostruttura, ma sul continente, colpo di reni del pericolante Basket Roma (che ha perso Cedolini per la stagione) ai danni di Giussano con un canestro decisivo di Lucantoni.
In A2 Est la partita con più succo è stata l'89-85 di Trieste su Matelica dopo un overtime: vale il 4° posto per le giuliane, che hanno avuto 26 punti+11 rimba da Cocò Miccoli, ma forse fanno più scalpore i 22 con 5/11 da 3 della 48enne (compiuti il 5 gennaio) :woot: Sanchez, seppure in "losing effort". Importante anche, per mantenere il 3° posto, la vittoria di Alpo su Bolzano con 35 di valutazione per Frustaci (16+15 rimba).

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