- Schio, d'impresa tu ferisci, d'impresa tu perisci. Le tricolori passano in 3 giorni da artefici a vittime di uno scalpo nobile. Battono il Fenerbahce campione dei campioni, ma nella prima di ritorno in A1 si fanno sgambettare da un gagliardo Geas, gettando 17 punti di vantaggio a 18 minuti dalla fine. Un risultato dal peso notevole nella storia della stagione, perché consegna a Venezia (agile nel "testa-coda" a Battipaglia) un vantaggio di 3 partite sul trio neo-formato, Schio-Bologna-Campobasso. Il che significa che quand'anche la Reyer perdesse ambo le maxi-sfide con arancioni e V nere (e non è detto che succeda), resterebbe prima a patto di non commettere passi falsi con le altre. Insomma, è probabile che nemmeno quest'anno Schio terminerà prima la "regular", il che fa notizia in quest'epoca.
- Ma che è successo a Sesto? Fino al già citato +17 per Schio a inizio 3° quarto, il copione sembrava nella norma. Bel duello iniziale, un Geas che fa vedere di giocarsela, però poi la favorita inserisce la marcia "da Eurolega", tiene a secco le avversarie per 5 minuti nel 2° periodo e svolazza a +12 con un attacco da 45 punti all'intervallo, con percentuali altissime; Parks un'iradiddio.
Le Zanottiane sembrano doversi accontentare di una sconfitta tutt'al più onorevole e del ritorno di Begic, che non calcava le scene del campionato dalla penultima giornata dello scorso anno (saltò i playoff per infortunio, ricordiamo).
E invece no, il copione viene macerato dal Geas, in un replay della rimonta con Venezia (che in quel caso non si coronò per episodi finali, ma c'andò vicino): difesa che all'improvviso sale d'intensità e diventa impenetrabile (Elena Bestagno-Panzera sulle esterne; Moore-Trucco che chiudono l'area); qualche canestruccio per iniziare a crederci, poi una marea che sale e, inaspettatamente, sommerge la portaerei Schio: da 35-52 si passa a 54-59 a fine 3° quarto e poi 65-62 col sorpassone firmato Conti-Panzera. Il tutto senza Gwathmey, in panca con 4 falli.
Poi sul 67-66 c'è la stoccata vincente, firmata da una sontuosa Moore che dopo aver tenuto lezione in area per tutta la gara sale in cattedra anche dall'arco con la tripla del 70-66. Schio prova a reagire ma ormai ha perso irrimediabilmente il filo della partita: cede 75-70.
Moore ne ha 27 (13/21 al tiro) con 8 rimbalzi; Trucco 14+6, Panzera 13 con 5/16 al tiro ma 5 recuperi e 4 assist.
Per il Geas una grande conferma dopo il colpo a Campobasso in Coppa Italia. Per Schio si potrebbe attribuire il calo alla distanza alle fatiche psicofisiche (indubbie) dell'impresa in Eurolega; però si sono ripresentati quei difetti già costati alcuni passi falsi stagionali, e cioè che in area non c'è moltissimo (almeno in attesa che torni Reisingerova, che peraltro non è il prototipo dell'animale da pitturato), e nemmeno c'è quella fuoriclasse che ti tira fuori il fuoco dalle castagne quando le cose girano male: Parks e Guirantes sono un gradino sotto quel livello, per quanto forti. In sostanza Schio è tuttora capace di prestazioni notevolissime, ma è più vulnerabile che in passato.
- Le altre partite più interessanti della giornata erano due. Rivincita immediata per Bologna su Ragusa che, appena una settimana prima, l'aveva cacciata dalla Copp'Italia, vincendo in trasferta senza Milazzo. Stavolta Ragusa era in casa, aveva Milazzo finalmente tornata (0 punti ma 5 assist), di là mancava l'eterna degente Dojkic e c'erano nelle gambe le fatiche di Eurolega (se vale lo stesso discorso per Schio). Eppure la partita va al contrario della precedente: la Virtus l'aggredisce anziché aspettare passiva che il vento giri dalla sua parte (com'era sembrato in Coppa), mette la museruola a Chidom (solo 6 punti), fa il break decisivo nel 3° quarto (+13), tiene un margine in doppia cifra per tutto l'ultimo, salvo un mini-riavvicinamento finale per le sicule (60-69). Le quali perdono terreno dal duo Geas-S. Martino nel duello per il 5° posto.
- E poi la vittoria di Campobasso a Sassari. Dopo la debacle di Coppa ritorna la Magnolia versione campionato, che non spreca un'occasione contro le squadre che non siano le "top 3", e non sbaglia un colpo in volata. Le nuragiche rimontano nell'ultimo quarto da -8 a +1 con 3 triple, di cui quella del sorpasso di Carangelo a -1'45", ma Dedic, matadora assoluta (27 punti), risolve con due canestri; Togliani e Carangelo mancano il pari da 3 allo scadere (58-61). E dunque: Campobasso addirittura nel trio delle seconde (con Schio e Bologna), Sassari che deve guardarsi le spalle, giacché è ottava con appena un +2 su Brescia (da cui ha appena perso in Coppa).
- Brescia che si conferma in crescita staccando nel posticipo Rai una Faenza resistente per due quarti e mezzo, ma poi sepolta di triple (16/30 totale): la zona prima sembra dare frutti, poi diventa un boomerang. Più canestri da 3 che da 2 per le bresciane, che hanno 5 in doppia cifra, comprese Tassinari e Landi, importante per non dipendere dalle solite; Zanardi 24 di valutazione con 7 rimbalzi e 6 assist, giocando con grande sobrietà per il collettivo. Tagliamento 13, compreso un canestro da dietro il tabellone sullo scadere del 2° quarto; ma sta in campo solo 19'.
S. Martino a Milano fa 39 punti nel 1° quarto, 96 totali, con 15 assist di D'Alie e 25 punti di Conte.
- Già accennato alla cavalcata di Venezia a Battipaglia (ancora apprezzabile peraltro Seka, 15+7 rimba+4 assist; ma da una parte ci sono le babies in panchina, dall'altra ti entra Shepard come cambio...), il tema di fondo è che il gap fra le ultime tre della classe e il resto dell'A1 non si è ridotto col passare dei mesi: Faenza 7 sconfitte di fila (+1 in Coppa), anche se 3 con scarti in singola cifra; Milano 11 in fila (+1 in Coppa), solo una con scarto in singola cifra (contro Faenza, peraltro); Battipaglia mai vinto e nelle ultime 5, eccetto l'onesto meno 10 a Ragusa, ha un meno 24, un meno 48, un meno 24 e un meno 30.
Adesso arrivano Battipaglia-Milano e Faenza-Milano, primi due episodi di un mini-campionato a 3 per avere il fattore-campo nei playout, anche se con questa formula (come già rilevato varie volte) non c'è l'urgenza disperata di vincere ora.
- Personalmente ho assistito a un interessante derby longobardo di A2 fra Giussano (che ha invertito i ruoli in panchina tra il venerabile Corno e il suo assistente Aramini, ora passato a capo) e Carugate; partenza forte per le ospiti con Caccialanza che spara da 3 come ai bei tempi di Crema (4/13 alla fine) ma dal 3° quarto emerge la maggior completezza delle brianzole, specie nel settore lunghe (48 rimbalzi a 33) anche se l'mvp è la sempre più rivelazione Bonadeo, play-guardia ex-Geas (2000) e sembrava destinata a un'onesta carriera in B e invece è diventata una signora giocatrice anche per l'A2.
Sempre nel girone Ovest c'è stato un frizzante 88-83 per Valdarno su Broni, che mantiene il primato per le tosche.
Nel girone Est, Alpo vince lo scontro diretto per il 3° posto a Matelica con 29 di valutazione per Frustaci.
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