La penultima giornata di Eurolega potrebbe essere stata decisiva nel separare i destini delle nostre due alfiere. Se alla vigilia avevamo entrambe al 4° posto (sia pur con bilancio V-P differente), ora abbiamo Schio qualificata sicura ai playoff (per la settima volta negli ultimi 9 anni, compresa l'edizione tranciata dal Covid, in cui comunque la prima fase era stata superata) e Bologna più fuori che dentro, non padrona del suo destino.
- Schio completa una trilogia di successi d'oro, dopo quelli sul Fenerbahce e a Lione, schienando la diretta rivale Saragozza in una partita senza discussioni. Scatto immediato delle arancio, 10-3 in 2' e rotti; poi l'unico vero riavvicinamento delle iberiche, subito ricacciate indietro, e già in modo definitivo, alla fine del 1° quarto (28-16). Una frazione in cui il Famila riesce ad arrivare al ferro, o a colpire da centro area, con martellante frequenza.
Il resto della partita, sorprendentemente, non ha più sussulti. Schio tocca un +15, +16 verso la fine del 2° quarto, poi solo limato sul 45-32 alla pausa. In effetti a inizio ripresa le suddite di Cestaro si concedono una pausa, di cui però Saragozza non approfitta, in uno stitico 10-10 di parziale del 3° periodo (55-42).
All'inizio dell'ultimo provano a crederci ancora le Saragoste, ma non oltre il meno 8, perché Sottana è nuovamente la donna dei momenti caldi: canestro-e-fallo, assist per Juhasz, tripla per il +16. Da lì tutto placido sino in fondo (73-59 con ampio ribaltamento del meno 5 dell'andata).
Guirantes (15) top scorer, anche Juhasz e Parks in doppia cifra, spicca il 60% da due per le arancio in una serata sottotono da 3. Il che sottolinea la varietà d'opzioni della Schio attuale. Per le spagnole solo la spilungona guardia tedesca Fiebich ficcante (18).
Da sottolineare per Schio anche il ritorno (casomai se ne fosse andato) dell'effetto-PalaRomare. Forse c'era un po' di scetticismo intorno alla compagine di Dikaioulakos nella prima parte dell'anno, stante l'andamento meno esaltante rispetto allo scorso anno; ed è arrivata persino l'onta (si fa per dire) di una sconfitta interna in campionato dopo secoli; ma nelle ultime 3 vittorie casalinghe, su Fenerbahce, Venezia e Saragozza (mica poco) catalizzatore di successi, dove le locali s'esaltano e le visitanti si deprimono.
In classifica Fenerbahce 11-2; Miskolc e Schio 9-4; Saragozza 8-5; Valencia 7-6 (a seguire le già eliminate). Ma occhio che all'ultima giornata c'è Fener-Miskolc, il che significa ghiotta opportunità per Schio di finire seconda. Solo che le tocca la trasferta a Valencia, la quale si giuoca la qualificazione e non sarà arrendevole. C'è da dire peraltro che Valencia passa solo se Saragozza si spara nelle tibie in casa contro Lublino, per cui le arancioni di Spagna potrebbero anche deprimersi in caso di notizie fosche dall'altro campo. Finire seconda è essenziale per non incappare in una serie da sfavorita contro Praga o Mersin.
- Bologna non riesce a imitare Schio, cioè battere la capolista del suo girone (intendiamo il colpo sul Fener di due settimane or sono), e cade a Praga con scarto onorevole ma in realtà senza contendere realmente la vittoria dal 2° quarto in avanti. La Virtus regge il confronto in una partenza garibaldina, a punteggio altissimo, che la vede ricucire il primo strappo ceco, da meno 7 fino a un breve sorpasso, grazie a Dojkic (al ritorno anche in Europa dopo il campionato) e Zandalasini; al 10' è 26-26. Da notare l'incisività felsinea nel tiro dalla media con un 5/6 nella prima frazione.
Ma finisce lì. Le V nere non segnano neanche un punto nei primi 6'45" del 2° quarto. Non ne approfittano fino in fondo le praghensi, ma accumulano comunque un solido +11 (43-32) all'intervallo. Poi la mazzata definitiva nel terzo periodo, chiuso sul 61-41. Ovvero 15 punti assommati nei due periodi centrali per Bologna.
Bisogna dare atto di una rimonta nell'ultimo quarto, che parte tardi, perché nei primi 4' il parziale è 0-2, ma poi si concretizza, guidata da Peters, fino a un'entrata di Pasa per il 64-58 a -1'30", il che potrebbe (anche se difficilmente) ridare speranza, senonché la stessa Pasa (per flopping...)
Prestazioni realizzative discrete, ma nulla più, per Rupert (15), Zanda (14), Peters (13). Per Praga top scorer Ayayi (16), la quale è tornata a chiamarsi col nome originario dopo gli anni trascorsi come Vukosavlijevic. Al proposito apro una parentesi per dire: ci spiace se ciò si deve al naufragio del matrimonio (sinceramente lo ignoro), ma non si fa prima - come già detto in passato - se le giocatrici mantengono sempre il proprio cognome di nascita, anziché sottomettersi all'usanza patriarcale di prendere quello del marito?
Tornando a bomba, la classifica qui dice Praga 11-2, Mersin 9-4, Villeneuve e Salamanca 7-6, Bologna e Polkowice 6-7 (tralascio le due eliminate). Situazione intricata; la Virtus ha un turno favorevole in casa contro Landes ma deve sperare che Salamanca perda (ha il 2-0 con le iberiche, mentre con le francesi è sotto); solo che Salamanca gioca in casa con Gyor che è già fuori. Se finisce pari con Villeneuve e Polkowice (le quali si affrontano), si va al pallottoliere.
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