Chiusura della prima fase con più amaro che dolce per le nostrane. La doppia trasferta di Eurolega partorisce il rinculo d'un gradino per ambo Schio e Venezia (rispettivamente seconda con 4-2 e terza con 3-3); in EuroCup il trio italico passa in blocco, tutte con 4-2 di bilancio e la seconda piazza, ma l'unica che poteva ancora sperare nel primato perde (Sassari), sicché accediamo ai playoff in posizioni di rincalzo nel ranking generale (Geas 19°, ovvero terza miglior seconda; Campobasso 20^, e curiosamente queste due sono sempre incollate l'una all'altra, in questi anni; Sassari 25^).
In sostanza, salvo miracoli, pure in questa stagione resteremo a bocc'asciutta di coppe. Ma è una conferma più che una sorpresa, rispetto alle prospettive di settembre. Ma i bilanci si faranno alla fine; per ora 5 qualificate su 5 vale almeno la sufficienza.- Come si procede quindi? La cervellotica nuova formula di Eurolega ci propina ora due gironi da 6, con ripartenza dal bilancio ottenuto sinora; la strampaleria sta nel fatto che sembrava, evidentemente, troppo semplice far passare le prime 4 al classico playoff "best of 3" e poi Final Four; no, succede che le prime due si scontreranno fra loro in un "play in" per andare dirette in semifinale, mentre la terza e la quarta fanno un "play in" per andare solo ai quarti (contro le perdenti del play-in più nobile). Semifinale e quarti di che? Di una "Final Six" che, immaginiamo, calamiterà legioni di tifosi essendoci 6 compagini anziché solo 4. Sono quelle situazioni in cui ti chiedi se c'è troppa intelligenza o troppa follia in chi decide.
Schio è messa bene per tentare il colpaccio dei primi due posti: è seconda alla pari con Landes e Bourges, dietro solo Mersin (6-0) che si può lasciar fare corsa a sé. Per Venezia è più dura, parte quinta, deve superare almeno una fra Praga e Saragozza per entrare nelle prime 4 (in cima il Fenerbahce, 6-0, e Valencia, 5-1).
In EuroCup invece l'alchimista si è accontentato di travasare le 4 eliminate della prima fase di Eurolega, mettendole ai primi 4 posti del ranking e quindi accoppiandole con le 4 migliori terze della seconda coppa, mentre le 12 prime affrontano le 12 seconde. Abbiamo quindi: Sopron-Geas, Jairis-Sassari e Girona-Campobasso, quest'ultima un "repeat" della prima fase. Sfortunate, in apparenza, soprattutto le molisane, che hanno avuto il girone più duro, con 3 squadre competitive (tant'è che Pecs, terza, potrebbe fare il colpo con un Olympiacos imbarazzante in Eurolega), per cui non hanno potuto avere un ranking migliore.
Eurolega
- Praga-Venezia. Strano che le ceche abbiano finito solo seconde, perché contro la Reyer hanno fatto grossa impressione ambo le volte, ben più di Valencia che ha finito prima. Le paladine del Leone di S. Marco si presentano senza Fassina, Nicolodi e pure coach Mazzon; debbono subito arrancare, 27-19 al 10', contro le praghesi che martellano sia da sotto che con un 4/5 da 3; addirittura +18 già al 14' con 43 punti a referto per le furie locali, un ritmo mostruoso da 120 punti. La reazione lagunare è guidata da una Villa che, inaudito, segna due triple nel primo quarto e mezzo; la imita Santucci, poi nel finale Stankovic ricuce ulteriormente (51-46 al riposo).
Ancora Villa insieme a Pan e Kuier fa sperare in un riaggancio a inizio ripresa, ma è fuoco di paglia perché Praga s'infiamma di nuovo e con un 11-0 manda k.o. la Reyer (76-59 al 30'), che non si rialza più. Finisce 100-85 e se pensiamo a come Venezia domina in Italia contro chiunque non si chiami Schio, s'intuisce come l'asticella europea sia lievemente più in alto. Ma è l'acqua calda.
Praga chiude con un robotico 27/49 da 2 e 11/20 da 3; feroci le guardie iberiche Cazorla e Conde con 18 cadauna; per Venezia, che da parte sua in attacco non demerita, 26/47 da 2 e 8/18 da 3, si hanno 18 di Stankovic (8/9), 17 di Kuier, 15 di Smalls, 12 di Villa con 8 assist anche se un po' calata alla distanza dopo un gran primo tempo), 12 pure per Pan.
- Landes-Schio. Valeva il primato nel girone (ma soprattutto una vittoria da portarsi in dote nella seconda fase) e le scledensi lo smarriscono, non proteggendo il +4 dell'andata. Atmosfera elettrica con un "sold out" da 2600 spettatori, banda municipale ed entusiasmo in questo lembo di Francia sud-occidentale. Partita curiosamente ad alto tasso "indigeno", rarità nel basket attuale, ovvero le straniere da ambo le parti sono ridotte all'osso: Schio si presenta senza Dojkic e Juhasz, mentre Landes è una sorta di gran vivaio di Francia. E sarà proprio il differente impatto fra i nuclei nazionali, in particolare dalla panchina (29-3 il conto dei punti dei cambi),
All'inizio infatti conduce di gran lena Schio (7-16 al 6', 12-18 al 10') con il quintetto Verona-Laksa-André-Keys-Salaun che fa ampiamente il suo. Il problema inizia col giro di cambi: si alza l'intensità delle francesi, con un poker di elementi fra il 2000 e il 2002 non certo fenomeni ma molto utili e "tignosi" (Pardon, Macquet, Ewodo e Bussière), mentre cala il Famila, anche se rimettendo le titolari risale dalla parità a +10. A metà 3° quarto è ancora +8 per Schio (39-47) ma da lì cala il buio: addirittura 18-0 negli ultimi 4 minuti della frazione; a segnare la svolta sono due triple di Macquet e due palle perse di Zanardi brutalmente punite dalle avversarie con i canestri del sorpasso (anche un po' di sfiga per la giovine longobarda). Sull'onda, le francesi allungano e Schio non riesce più a riprendere per i capelli la partita, neanche per la differenza-canestri (68-59).
Il collettivo democratico di Landes produce 12 punti di Geiselsoder e Macquet, 10 della 2004 Lacan; Schio ha il quintetto in doppia cifra (Salaun 15 la top) ma, come detto, la panchina è nulla.
EuroCup
- Sosnowiec-Sassari. Fallisce l'assalto al primato da parte delle nuragiche, deficitarie nella difesa vicino a canestro, al punto da concedere il 70% da 2 alle polacche. In quelle condizioni puoi vincere solo a segnarne uno in più, ma Sassari ci riesce solo nei primi due quarti, in cui fa appunto +1 (44-45) con un buon 2° quarto, in cui risale dal meno 7 del primo; forse l'unico sprazzo in cui la Dinamo difende bene, però. C'è ancora battaglia fino a oltre la metà dell'ultimo quarto, quando Gonzales sigla l'ultimo sorpasso sardo (69-71 a 4' dalla fine), ma da lì scende la notte sulle isolane, con un 12-0 in favore di Sosnowiec, che chiude 83-74 e imbattuta nella prima fase.
Mattatrice assoluta l'ex luparense (lasciatasi male) Soule, 30 punti con 13/17 al tiro; per Sassari 18 Taylor ma calata alla distanza, 17 Gonzales, 11 Begic, solo sprazzetti le altre.
- Benfica-Geas. Le portoghesi erano eliminate anche se avessero vinto di 100 (bisognava fare 3-3 per essere fra le migliori terze, loro partivano da 1-4), le sestesi erano già sicure seconde ma serviva vincere per stare più su possibile nel ranking. Obiettivo centrato, con l'allungo finale a +12 che ha consentito di tenersi alle spalle Campobasso e Stella Rossa (vedremo col senno di poi se è stato un vantaggio o meno).
Partita comunque vivace, con le lusitane che rimontano dal meno 15 d'inizio 2° quarto e sfruttano il giro a vuoto dell'attacco sestese nel terzo (21-11 il parziale), coincidente con l'inceppamento delle carabine da 3 (1/9) contro la zona, ma anche con qualche penetrazione di troppo concessa dalle Zanottiane; è Conti a sbloccare il Geas a cavallo della penultima frazione, poi Spreafico riaccende la mitraglia e mette 3 siluri di fila, procacciando l'allungo definitivo (67-79).
Sprea chiude con 22 e 7/15 da 3, fotocopia dei 22 con 7 triple rifilati ad Alpo 3 giorni prima; Moore 20, Conti 16; mancava Gwathmey.
- Campobasso-Erevan. Soprassediamo sui dettagli per carità umana: 103-38 il punteggio. Utile alle molisane per divertirsi e scalare posizioni nel ranking.

