martedì 19 novembre 2024

Perché le percentuali contano meno di una volta

Se è vero che 2/19, 1/15 e compagnia rimangono prestazioni orrende al tiro, il basket dei 24 secondi non è più quello dei 30 secondi, in cui l'obiettivo era costruire con pazienza il tiro a più alta percentuale possibile. Il dogma era circolazione meticolosa della palla, esecuzione millimetrica di schemi ultra-elaborati e tiro da prendere solo quando avevi un'ottima possibilità di metterlo dentro (ovviamente c'erano le eccezioni, le grandi campionesse avevano più licenza di creare, eccetera, ma si parla in generale). Per cui se uno faceva il 20% al tiro era o una capra totale o in vena di sabotaggio.

Adesso è diverso. Spesso il comandamento è prendere il primo tiro disponibile perché potrebbe non esserci tempo di costruirne un altro. Gli elementi più forti devono spesso improvvisare forzature al limite dei 24" perché la squadra non ha fatto in tempo a costruire nulla, e loro sono comunque quelli con più possibilità di segnare lo stesso.
In questo basket di adesso, una che fa 2/2 non è meglio di una che fa 2/10, è semplicemente una che o si è tirata indietro, o è considerata troppo scarsa per potersi prendere più tiri.
Detto grezzamente ma per sintetizzare, nel basket di oggi la quantità conta più della qualità. Meglio avere più tentativi di tiro (cioè più possessi) che una percentuale migliore, ferma restando l'ovvietà per cui è meglio fare canestro che sbagliare...

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