mercoledì 27 novembre 2024

A1: in carrozza le più forti. Battipaglia gode, San Martino rode. A2: cade Mantova, riscatto Udine; lo sfogo di Valerio

Non risultano ricoverati in ospedale con sintomi d'infarto a causa delle emozioni regalate dalla recente giornata di A1. :wacko: La partita meno scontata è finita con 9 punti di scarto ed era sostanzialmente chiusa a un paio di minuti dalla fine. Nelle altre quattro disfide, dominano le squadre che fanno le coppe, non pagando per nulla il rispettivo impegno (per qualcuno anche pesante) di pochi giorni prima.


- Derthona-Schio. A rigor di classifica era un big match, terza contro seconda, e con le piemontesi in magnifica striscia vincente, mentre per le arancioni questa era una parentesi fra due sfide cruciali in Eurolega, poteva sulla carta starci la sorpresa, o almeno la lotta. Nulla di tutto ciò. Un monologo delle suddite di Cestaro, non immediato ma comunque già dal finale del 1° quarto, con un parziale aperto da una Crippa insolitamente realizzatrice e dalla classica tripla di Sottana verso lo scadere (17-25).
Rotto il primo argine, Schio dilaga con spietata costanza nel 2° quarto (27-48 al 20’ con Dojkic e Keys), si accontenta di cristallizzare lo scarto nel terzo, riprende a martellare nell’ultimo, o per la ferocia di voler mandare un messaggio a un’ipotetica “contender”, o semplicemente perché con la sua mostruosa profondità (sono partite dalla panchina Juhasz, Sottana, Verona, Crippa, Bestagno e Zanardi: serve altro?), può tenere lo stesso livello dal 1° al 40° minuto mentre le squadre “terrestri” come Derthona hanno la lingua per terra. Non è che a Schio non capitino mai i passaggi a vuoto, ma per motivi tecnici o di concentrazione, non certo di energie calanti, fossero anche reduci da una trasferta europea in Siberia.
Insomma finisce 57-84, ma più che un ridimensionamento per Derthona è una fotografia dell’abisso che quest’anno vi è tra le due portaerei venete e il resto dell’A1, con parziale eccezione per Campobasso e Geas. Abbiamo lodato, giustamente, le piemontesi per quello che hanno fatto con un gruppo quasi solo italiano, ma non è realistico pensare che possano tenere testa alle "super" con due straniere nemmeno troppo performanti.
Per Schio si hanno 18 punti di Dojkic, 12 di Keys, 10 di Crippa e Sottana; per Derthona ci prova molto Penna, ex di turno, ma dopo un inizio forte cala di precisione (14 con 6/18); Fontaine e Attura 12.

- Faenza-Venezia. Difficilmente poteva esserci partita, per di più in assenza di Roumy fra le romagnole. A meno che la Reyer fosse cotta dopo la dispendiosa battaglia perduta a Valencia. Non lo era, pur senza Fassina e con Cubaj tornata a mezzo servizio. Da meno 18 all’intervallo, Faenza ha rosicchiato qualcosa nel 3° quarto ma l’Umana è stata poco… umana e ha voluto affondare il coltello anche a babbo defunto (ma vale il discorso fatto per Schio: il fondo della loro panchina è comunque più forte del quintetto avversario…): 49-75. Kuier 19, Smalls e Stankovic 14, Villa 11 per le tricolori; Brzonova 15 e nessuna in doppia cifra fra le (altre) straniere per le Selettiane, e anche questo ha reso inevitabile la tostata.

- Battipaglia-S. Martino. La partita più interessante, anzi forse l’unica che abbia regalato sapore. Battipaglia si conferma capace di lasciarsi alle spalle rovesci e batoste, compattandosi quando sente odore di punti raccattabili. L’ha fatto con Brixia, s’è ripetuta ora con S. Martino. Per la serie: meglio farsi randellare dalle “big” o “medio-big” ma fare punti con le rivali dirette, anziché inanellare tante belle “sconfitte a testa alta” ma rimanere con la gerla vuota. -_- Che è esattamente la dannazione di SML in questo momento.
Le Serventiane attaccano molto bene, soprattutto nel finale del 2° quarto, in cui scavano il break che pur non definitivo segna la partita: da 32-33 al 13’ a 49-38 all’intervallo. Anche +17 a inizio ripresa, poi le Lupe di Piazza tirano fuori qualche artiglio con Cvijanovic risalendo a meno 6, ma vengono respinte; risalgono ancora ma non oltre un meno 5 che la veterana Potolicchio spegne con una tripla.
Finisce 84-75 per il tripudio della plebe campana. Trascinatrici Cupido (20 con 6/11) e Benson (23 con 10/20), in doppia cifra anche Vojtulek, Seka e Potolicchio; e pensare che Smorto, Pavic e Drake segnano poco o nulla, come a dire che Batti ha persino margine per fare vieppiù meglio.
Per SML 17 di Cvijanovic e Robinson, 10 di Guarise, qualcosa da Del Pero e D’Alie ma i conti non tornano: incide poco Bickle, la stessa D’Alie è croce (7 perse) quanto delizia (8 assist). Ha detto l’eroina del 3x3 nel suo solito piacevolissimo italiano in salsa americana: “Ci manca identità”. Forse un po’ vago per capire esattamente come crearla.
Quando ti capita un calendario bastardo all’inizio, non è facile gestirlo, perché perdi oltre i tuoi demeriti e ti pesa sul morale, anche se magari sul piano tecnico hai fatto meglio di chi ha racimolato punti contro avversarie malleabili.

- Campobasso-Brescia. Qui era lecito attendersi più equilibrio. Se non altro perché Campo aveva speso molto per battere Girona all’overtime; perché mancava Kunaiyi; perché Brixia veniva da un sonoro +37 su Alpo; e perché esordiva una cristona come Shante Evans. Tutti fattori effettivi che però non sono valsi una cippa. La compagine del pastificio ha preso subito le redini, +10 al 10’, e ha dilagato con un attacco ciclonico sino a +21 già al 18’. Vero è che a quel punto Brescia ha reagito, con Tagliamento e un’Evans che pur con qualche sbavatura è apparsa già “sul pezzo”, e si è riportata sino a -8, anche con le triple di Johnson e una zona 3-2. Ma è durato poco perché nell’ultimo quarto Campo ha riallungato senza patema alcuno, pure a +26 (alla fine 90-69).
Micidiali Madera (22+13 rimba), Scalia (18) e Ziemborska (16). Per Brescia, 17 delle già citate Taglia e Shante.

- Geas-Alpo. Qua lo squilibrio era atteso, stante il buon momento delle sestesi così come quello fragile, diciamo così, per le veronesi, che pure recuperavano Mathias. Certo però 33 punti nei primi 7’, 108-81alla fine con 15 triple (su 28), è oltre le aspettative. Attacco davvero atomico per le suddite di Nonino, purtroppo viste ancora solo dai pochi addetti ammessi nella clausura di Cinisello e dalle legioni (si fa per dire) di abbonati alla tv di LBF. Ad Alpo va riconosciuto il merito di aver riaperto la partita dopo la prima grandinata (18-2, 33-11) portandosi ad appena 6 punti verso fine 2° quarto. Ma non è durato.
Per il Geas, addirittura 3 “over 20”: Makurat 23, la mitraglia umana Spreafico 22 con 7 triple e 7 assist, Moore 22. Per Alpo 20 di Tulonen, 17 di Moriconi, 14 di Frustaci.

- In A2 Ovest continua non solo a vincere, ma a schiacciare sassi Valdarno: +34 su Livorno che non è uno zerbino. Tengono il passo, nell’ordine, Empoli (26 di Castellani) e la coppia longobarda Costa-Milano (30 di Toffali). Cade ancora Broni e vince ancora Cagliari, nella medesima partita visto che si sono scontrate con successo sardo resistendo alla rimonta pavese. Già 5 sconfitte per le biancoverdi dell’Oltrepò.
Personalmente sono andato al derby fra la Brianza collinare e la Brianza della cementificata pianura, ovvero Costa-Giussano. E’ stata, purtroppo, una di quelle partite che non decollano mai, in cui la squadra più forte, pur faticando in attacco, tiene a bada la meno forte che segna ancora di meno, per cui hai poco sia come spettacolo sia come emozioni. Giussano sta aggrappata nei primi due quarti, ma viene staccata nel terzo con i tiri dalla media di Kaczmarczyk (16+15 rimba), la classe di Penz che non è mai acqua, qualche incursione di un’alterna Crowder e qualche tripla delle più giovani (Gorini, Motta). Sinceramente non molto altro. Per Giussano si fa apprezzare l’ex Bernardi (10+11 rimba), notevole rastrellamento dei tabelloni per Szajtauer (9+17 rimba nel duello tutto polacco) ma non poteva bastare contro una Costa che, pur essendo lontani gli anni del caviale (cioè con le Villa, Allievi e il po’ po’ di talenti che circolavano in loco), è tuttora in grado di offrire una pregevole polenta, diciamo così. Il pubblico era abbondante ed è la nota positiva.

- In A2 EstTrieste spezza l'imbattibilità di Mantova con un rotondo 70-50. Nel big match Udine, che proprio nello scorso turno aveva conosciuto il primo stop con Mantova, sembrava avere tutto a sfavore, nel big match contro Ragusa: giocava in trasferta, ancora senza Obouh-Fegue e dopo voci inquietanti (anzi, non voci ma un articolo di giornale) su stipendi non pagati. Invece risponde con un franco +13, comandando sin dall'inizio: gran Gianolla con 23+16 rimba, mentre per Ragù ne fa 20 Siciliano ma stecca Consolini (3/16).

- Ma c’era elettricità nell’aria. L’ha sfogata più di tutti Camilla Valerio, con uno sfogo memorabile dopo Salerno-Benevento. :ph34r: Voto 9 per l’eloquente veemenza; non entro nel merito dei contenuti perché presumo riflettano il sincero punto di vista di una giovane donna portata all’esasperazione, anche se forse a freddo avrebbe usato qualche tono meno aspro, ad esempio quando definisce Salerno “questa cazzo di città” (ma questo è un dettaglio), mentre il discorso sulla disparità dei compensi tra uomini e donne è tutt’altro che nuovo ed è spinoso, ovvero le comprensibili aspirazioni delle giocatrici si arena con la mancanza di soldi che la loro attività genera.
Con ogni probabilità l'effetto ottenuto da questa sfuriata sarà quello di ammaccare ulteriormente l'immagine del nostro basket femminile senza ottenere nulla. :| Ma dal punto di vista scenografico, ripetiamo, il voto è alto.



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