Qui soltanto i fatti; per un commento generale rimando a un successivo post.
- Italia-Cechia. Riattacchiamo la spina dopo un anno, un po' per demeriti (non esserci qualificati né alle Olimpiadi né al Preolimpico), un po' per scelta (non aver partecipato al pre-pre-Mondiale di agosto). Un lasso talmente lungo che la nostra avversaria ha fatto in tempo a cambiare nome ufficiale: da Czech Republic a Czechia. Meglio così, ci mettiamo di meno a scriverlo.
La partita non è di quelle memorabili, ma per colpa di una Cechia che si presenta, ci pare, al completo o quasi, ma appare alquanto spenta, nonostante avesse il rodaggio del Pre-pre-Mondiale di agosto, dove ha ben figurato battendo la Corea in finale e qualificandosi. Ed è pur sempre una squadra che a Eurobasket 2023 arrivò a un punto dalle semifinali (battuta sfigatamente dall'Ungheria).
Probabilmente la mancanza di motivazioni reali in queste "non qualificazioni Europee" fa sì che, se una squadra s'accorge di non essere in gran serata, specie in trasferta dove non c'è il proprio pubblico da accontentare, non si danni troppo l'anima per raddrizzare la rotta. Come è successo pure a noi in Grecia. Ma diamo pure i giusti meriti alle ragazze di Capobianco, le quali sonp parse tutte "sul pezzo" e non erano nemmeno la miglior versione possibile, viste le assenze di Cubaj, Spreafico e diremmo anche Trucco fra quelle che hanno buone probabilità di fare Eurobasket '25.
Le nostre hanno, soprattutto, difeso con costanza e, a parte il passaggio a vuoto del 2° quarto, attaccato anche discretamente. Si ha un break già verso metà 1° quarto (tripla di Zanda e buone palle dentro per André); frizzante il 25-17 al 10'. Poi l'appena citato 2° periodo di stallo, in cui spicca un'entrata acrobatica di Villa che stappa applausi, ma pochi spunti da ambo i fronti; stazionario 33-26 alla pausa.
Nel 3° quarto allunghiamo decisamente, sfruttando ancora bene André in area; ancora meglio il lavoro in difesa, appena 6 punti subiti nella frazione, si è sul 50-32 al 30'.
Ultimo periodo in cui il risultato è in ghiaccio ma continuiamo ad aumentare lo scarto dando spazio a tutte e ottenendo buone cose da tutte (questa è la nota più positiva), ad esempio Arado, Panzera e Pastrello in quest'ultima frazione; tocchiamo anche il +24, poi 68-47 alla fine.
La gran democrazia azzurra di oggi è fotografata dai 12 elementi a segno di cui solo André in doppia cifra e peraltro a 10; ne fanno 8 Zanda (pur imprecisa) e Pan. Non esaltanti le percentuali (22/51 da 2 e 6/16 da 3), bene i 16 rimbalzi offensivi. Per la Cechia 17 tiri in meno dal campo, indice delle scarse energie rispetto alle nostre; nessuna in evidenza, nemmeno l'ex scledense Reisingerova (10 punti) che poteva farci male visto il nostro reparto lunghe incompleto. Completiamo così imbattuti il girone d'andata.
- Grecia-Italia. Passo indietro. 25 punti segnati in 30 minuti dal 2° quarto in avanti: inutile strologare se sia stato un calo fisico, mentale, o solo tecnico, o tutto quanto insieme. Sta di fatto che becchiamo una sconfitta netta da una compagine che non va certo disprezzata, ma nemmeno è di prima fascia, cioè di quel livello dove noi ambiremmo a salire. Non è che la Grecia abbia fatto miracoli o visto la Madonna al tiro, per darcene 11 di scarto. Ha sfruttato una Fasoula inarrestabile per le nostre "non lunghe" (reparto azzoppato ulteriormente dall'assenza di André; promossa in quintetto Madera a fianco di Keys, poi usata anche Pan da "4", mentre non è entrata Arado), sia in post basso, sia in avvicinamento a canestro partendo dal post alto, sia a rimbalzo offensivo. Aggiungi la verve della greco-africana Tsineke, un bel peperino, ma le altre hanno combinato nulla più del minimo. Insomma diciamo loro da voto 6, noi da 4,5, parametrati sul rispettivo standard.
L'andamento, nella palestrona di Chalkida, ci vede ribattere colpo su colpo nel 1° quarto, scoppiettante, 23-20. Villa segna in acrobazia, buon finale di Zanda (ma non combinerà null'altro), iniziano già a farci male i loro rimbalzi offensivi, ovviamente di Fasoula in primis ma anche della bresciana Louka; la temuta Spanou è invece pasticciona.
La luce dell'attacco si spegne lì. Nel 2° quarto abbiamo un bel coast-to-coast da Pasa per il -1 (27-26) ma poi non segnamo davvero mai (clamorosi anche alcuni "rigori" falliti da sotto): si ha un 33-28 per loro all'intervallo, ma peggio ancora va nella ripresa; reagiamo a un primo allungo ellenico, da 37-28 a 38-35 con una tripla di Panzera, poi però finiamo male con Tsineke che raccoglie una palla vagante e imbuca sulla sirena (42-35).
Fasoula torna a dominare in avvio di 4° periodo e fa 48-37. Apprezzabile la nostra nuova reazione, con Villa che continua a sgusciare dentro la loro area e Pan che mette una tripla: sul 48-43 a -4'30", con inerzia a favore, ce la potremmo ancora fare. Ma quando sei sempre al traino, poi ci sta che mostri la corda. Altro rimbalzo offensivo convertito da Fasoula, ma il peggio è subito dopo, con Zanda che si fa scippare da Christinaki a metà campo e nemmeno prova a inseguirla mentre l'ellenica deposita il 53-43; si gasa l'ambiente e Tsineke mette i chiodi nella barella con la tripla del 56-43 (parziale di 8-0). Finisce 56-45.
Si ha, per le vittoriose, Fasoula a 24 (12/18 al tiro e 13 rimbalzi), Tsineke a 16, il resto della squadra appena 16, a riprova del fatto che non sono state nulla di trascendentale le elleniche. Per noi 14 di Villa (6/14 al tiro), brava con le sue incursioni ma senza incidere realmente sull'andamento; Fassina qualcosina (rima) con 7, Zanda spenta con 2/9 al tiro, 6 punti ma soprattutto meno 15 di plus/minus, il dato peggiore fra le nostre.
In classifica restiamo primi con 3-1 al pari della Germania (ma davanti per scontro diretto), Grecia 2-2, Cechia 0-4. Ci siamo, in sostanza, giocati il jolly dello scarto con le tedesche: se ci battono ci superano, anziché poter noi gestire un margine.
- Gli altri gironi. Ovvero quelli che contano davvero. La formula, che fa passare solo la prima di ogni gruppo più le 4 migliori seconde, fa dipendere molto dalla sorte di trovarsi in un raggruppamento più o meno agevole. Così è già qualificata la Turchia, che ha trovato le malleabili Slovacchia, Romania e Islanda; idem la Svezia, che è stata brava a battere l'almeno discreta Gran Bretagna ma per il resto aveva Danimarca ed Estonia. Praticamente fatta per la Spagna (4-0 con due partite di margine su Croazia e Olanda) e per la Francia (idem su Lettonia e Israele).
Poi ci sono i 3 gironi più equilibrati, senza imbattute. Il più scarso, con rispetto parlando, è quello che vede il Lussemburgo (della sanmartinodiluparense Simon) al comando a pari punti col Montenegro e +2 sulla Svizzera (ultima è la Bosnia che, rispetto ai tempi in cui Jonquel Jones le faceva pentole e coperchi, è crollata).
Ben più acuminato il gruppo con Slovenia (3-1), Ungheria (2-2), Finlandia (2-2) e Bulgaria (1-3), dove tutto è ancora possibile. Sta rischiando la più blasonata, l'Ungheria di Jujù Juhasz, infilzata da due teams "bombati" con naturalizzate. La Slovenia ha messo dentro l'ex veneziana Shepard che ha fatto pentole e coperchi sia contro la Finlandia (29 punti e 23 rimbalzi!) sia contro le magiare (17+17). E la Bulgaria s'è comprata la mastodonte Hillsman che abbiamo visto col Besiktas contro il Geas; non è bastata contro la Finlandia della divina Kuier (30 punti) ma in precedenza ha tritato l'Ungheria con 25 punti e 12 rimba. Così va il mondo.
L'altro girone più interessante è quello ora capeggiato da Belgio e Lituania (3-1) davanti alla Polonia (2-2) mentre l'Azerbaigian fa da zerbino (chi recita la solita frase "non esistono più i materassi" qui trova una smentita: ha beccato dai 37 ai 108 punti di scarto...). Il Belgio in questa finestra, schierando tutti i suoi pezzi grossi (a parte Delaere, ma c'è Allemand in più rispetto alle Olimpiadi) ha raddrizzato la situazione battendo le lituane davanti a un pubblico record di 10.614 spettatori ad Anversa; e poi andando a vincere 77-80 in Polonia con la solita immensa Messia Meesseman (29 con 12/15 al tiro).
Nella foto: legittima euforia a Genova, un po' meno in Grecia.

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