Premessa
Prima di raccontare qualcosa su Geas-Carugate di ieri, devo rivolgere un appello.
A quelli che dicono che il basket femminile fa ridere, a quelli che “ai miei tempi si giocava 10 volte meglio”, a quelli che “nel femminile tra l’A2 e la C in fondo non c’è tutta ‘sta differenza di qualità”, eccetera eccetera: magari in altre circostanze avete ragione, ma per una volta non rompete la minchia, statevi zitti! :bleah:
Ieri al PalaFalck di Sesto abbiamo visto una partita bellissima, non solo perché decisa solo all’ultima azione dopo un testa a testa spacca-arterie, ritmi pazzeschi e agonismo alla morte, ma perché costellata da una serie di ottime giocate dal punto di vista tecnico, davvero cosa rara per un derby. Insomma una partita di qualità oltre che di quantità. Ciò non significa che non si siano visti errori e cappellate; ma aspettarsi di meglio da questa sfida credo fosse impossibile, almeno per uno spettatore neutrale. :B):
Non a caso Annalisa Censini, pur dopo una sconfitta bruciante, nel dopogara sorrideva e diceva di essere contenta della partita e dello splendido ambiente che le ha fatto da contorno. Non a caso Valerio Signorini, allenatore Geas, parlava di una partita che ha fatto bene al movimento femminile. :clap:
Il palazzetto era strapieno, con gente in piedi, e al di là del dato numerico che comunque è relativo (le tribune sono piccole), si sentiva la voglia del pubblico di vedere basket femminile di alto livello. E le attese sono state ripagate. Soprattutto all’intervallo, dopo due quarti offensivamente scintillanti, si sentivano commenti entusiasti da parte di tutti.
Persino il buon coach “Il culo di” De Tisi, noto forumista nonché neo-allenatore della squadra maschile di Carugate, ma soprattutto lodatore del tempo antico, esprimeva apprezzamenti per la qualità del gioco.
Il riscaldamento del Geas...
bfd508adac52440c2906f76f7119b500
... e quello di Carugate
8beeb87d18a22e36556f16e821488b7e
Lasciando perdere per un attimo gli sdilinquimenti estatici e guardando alle cose concrete, il derby sancisce che Carugate vince la quinta in fila e per la prima volta nella sua storia è prima in classifica (Broni ha perso e quindi è stata agganciata), mentre il Geas, con 3 vinte e 3 perse, è comunque in linea con i suoi obiettivi. Da notare però che Carugate ha vinto 3 volate su 3 finora (anche con Bologna e Valtarese ha vinto all’ultima azione), mentre il Geas ne ha perse 2 su 2 (con Cervia l’altro stop di un punto). Come sempre, quindi, gli episodi e la sorte contano molto. :o:
Stasera meritava forse di più il Geas, che è sembrato giocare anche oltre i suoi limiti e le sue possibilità, mentre Carugate, sorniona, ha lasciato sfogare le avversarie all’inizio, sapendo di avere le armi per rimontare. E in volata la squadra più esperta ha vinto. In tribuna e nel dopopartita ho udito vari commenti sulle mosse tattiche delle due coppie d’allenatori (Signorini-Guzzi per Sesto e Bianchi-Poli per Carugate), ma io credo abbiano fatto un buon lavoro entrambi, perché tutte e 20 le giocatrici sono parse prontissime a giocare una partita come questa.
Si questiona molto sulle sole 7 ragazze ruotate da Bianchi, sul fatto che abbia insistito a tenere Micovic su Frantini che la bucherellava da ogni parte, ma credo che per lui sia molto importante comunicare la massima fiducia alle sue giocatrici, in modo che piano piano salgano di tono e prendano in mano la partita.
Filippi, come ho già detto, è un peccato che non abbia giocato, ma con Arcangeli senza problemi di falli e Polini importante per dare solidità, era difficile trovar spazio per Marcella, anche perché all’inizio Carugate sembrava soffrire psicologicamente e lei è una giocatrice più da fioretto che da battaglia.
NB: Un doveroso ringraziamento a Ezio Parisato, cronista principe del sito www.imbecilli.it , che mi ha prestato una penna salvandomi da un increscioso infortunio professionale... In compenso l’ho lautamente finanziato con la gabella da 20 euro che il figuro impone a chi vuol procurarsi il suo monumentale Almanacco del Basket Femminile Lombardo 2005/06… :lol:
Geas Sesto-Pentamedia Carugate 73-74 (27-18, 46-45, 57-58)
GEAS: Arturi 4 (1/4, 0/4, 2/2 tl), Censini 19 (4/12, 2/6, 5/6 tl), Kuzmaite 8 (4/8), Gatti 3 (0/1, 1/3), Ponchiroli 4 (2/4), Marulli ne, Rovida 4 (2/5), Calastri 4 (2/4), Crippa 0 (0/1 da 3), Frantini 27 (7/11, 3/7, 4/4 tl). All. Signorini. Totale tiri: 22/49 da 2, 6/21 da 3, 11/12 tl.
CARUGATE: Micovic 9 (1/2, 2/6, 1/3 tl), Lanfredi ne, Arcangeli 16 (5/9, 0/1, 6/9 tl), Filippi ne, Monticelli 8 (1/4, 2/4), Fumagalli 15 (3/9, 2/7, 3/5 tl), Polini 4 (2/3), Gottardi 13 (2/8, 2/3, 3/4 tl), Ratti 9 (3/5, 3/4 tl), Bonalumi ne. All. Bianchi. Totale tiri: 17/40 da 2, 8/21 da 3, 16/25 tl.
Il tabellone del PalaFalck con le protagoniste della partita
e82c4f0d5ce5bad1d127fc2a31244d1e
1° quarto
Ritmi altissimi fin dalla prima azione, un “corri e tira” spettacolare perché la palla va dentro spesso e volentieri. La partenza del Geas è arrembante. Michela Frantini aggredisce la partita in un modo che la dice lunga sul suo carattere: tripla alla prima azione, poi un tiro dalla media, poi due liberi ed è già 7-2 dopo 2’. Carugate si trova davanti una “triangolo e due” con Micovic e Fumagalli marcate a uomo, ma anche quelle a zona del Geas stanno ben strette, sicché la Pentamedia, che parte anche stavolta con Monticelli in regia e Gottardi in panca, fatica a trovare riferimenti.
Ma il problema per le ospiti è soprattutto in difesa: Micovic si fa umiliare in maniera imbarazzante da Frantini, che le rifila un colpo dopo l’altro, sfruttando ogni metro di spazio: a fine 1° quarto ha già 12 punti, un mitragliamento impressionante. L’abbiamo vista giocare parecchie volte, ma la sua velocità di esecuzione ci sorprende ogni volta. :yes:
Ma arrivano anche un paio di buoni servizi per Kuzmaite in area, dove la lituana può sfruttare la netta differenza di centimetri (quasi 15) su Ratti. Carugate incassa un tremendo 12-0 nella parte centrale del periodo, coronato da un "uno-due" di Frantini e Censini dai 6,25 (su una dormita di Micovic in uscita da un blocco per Piccola Barkley, in contropiede per il Generale Censo) e dopo soli 6’30” siamo sul 21-8 Geas. Un ritmo da 120 punti finali per le rossonere, che non potrebbero giocare meglio di così, mentre le biancoblù sembrano aspettare che il ciclone passi, anziché provare a controbattere alla pari. Alla fine avranno ragione loro.
Emblematiche, comunque, altre due azioni: Arturi che penetra e segna senza il minimo aiuto difensivo; e un rimbalzo in attacco concesso da Carugate a Ponchiroli su un tiro da lei stesso effettuato dalla media: Vera ha tutto il tempo di seguire il suo tiro, prendere il rimbalzo e segnare da sotto: 25-12 dopo 8’. Carugate riesce solo a limitare i danni con Arcangeli e (finalmente) un buon servizio per Ratti che taglia, riceve in movimento e appoggia a tabellone: 27-18 al 10’.
La palla a due d'inizio gara tra Kuzmaite e Ratti
20f3bb936cfde8902c5c8d38f3aa3d96
2° quarto
Segna una svolta importante. Il Geas affretta qualcosa di troppo soprattutto con Censini, che alterna belle cose a forzature (chiuderà con 6/18 al tiro), mentre Frantini continua in modo divino per altri 5’ (a metà 2° quarto ha 19 punti con 4/5 da 2, 3/3 da 3 e 2/2 ai liberi!!), ma poi andrà incontro a un inevitabile calo. Con l’ingresso dei cambi più giovani, le ’89 Gatti e Crippa, il numero delle sbavature aumenta per le padrone di casa.
Al contrario Carugate, con l’entrata di Gottardi (9 punti nel 2° quarto) e di un’utilissima Polini che tiene botta da pivot, sale di tono e rimonta progressivamente, con un paio di invenzioni di talento di Micovic, finalmente capace di rispondere a tono alla scatenata Frantini, e poi con un bersaglio dalla media di Fumagalli per il primo pareggio (38-38 al 16’). Importante che si sblocchi Laura, anche lei molto vogliosa di ben fare, a giudicare dalle numerose responsabilità che si prende, ma un po’ troppa fretta in alcune scelte l’aveva costretta a un inizio non brillante. Altra chiave della partita è il passaggio a zona della Pentamedia, che si espone al rischio delle triple Geas, è vero, ma intanto riduce i canestri da sotto barbinamente incassati a uomo, e poi si giova del calo delle percentuali avversarie.
In questo frangente vediamo impegnate anche le nostre favorite Calastri e Rovida: :wub: per “Cala” un brutto errore da sotto subito rimediato con un rimbalzo in attacco e canestro, ma in generale le arrivano ben pochi palloni giocabili; per Nadia una bizzarra alternanza con Ponchiroli: ovvero quest’ultima gioca dall’inizio a metà 2° quarto, poi entra Rovida e non uscirà più fino alla fine.
I ritmi restano comunque forsennati e ne fa le spese... il secondo arbitro, Cosentino, che s’infortuna: deve continuare Montella da solo, fino alla fine, e se la caverà egregiamente.
Le prodezze individuali continuano a fioccare: ci mette il suo anche Gatti che infila da 7 metri e mezzo (43-38), ma Gottardi e Fumagalli replicano anche loro dall’arco (per “Fuma” splendida azione con scarico in transizione di Gottardi) ed è il primo sorpasso Carugate (43-45). L’ultima azione del tempo è del Geas. Ovviamente tutti sanno che la palla andrà a Censini che cercherà spazio e tirerà da 3. E ovviamente va proprio così. Però Polini qui commette un errore perché sul blocco non esce a dovere e il Generale infila una tripla stellare allo scadere del tempo: 46-45 Geas. Boato. Degna conclusione di due quarti super.
Milica Micovic cerca spazio per un passaggio, francobollata da Michela Frantini.
ecb3545971811d649eb880a0f7258c29
Intervallo
Speranzoso di fare qualche incontro forumistico, il Comitato si apposta nel punto stabilito, ma l’unico che si presenta è “Paperinik”, la cui identità peraltro era già ben nota. In compenso però, oltre al già citato De Tisi, Meursault può salutare il duo Oscar Boschetti-Ennio Rosignoli che allena l’Opsa Bresso di Promozione, squadra alla quale è legato lo struggente ricordo, rievocato un paio d’anni fa in questo forum, del fallito tentativo di lanciare sua sorella nel mondo del basket. Sigh. Ma non è colpa dei due, beninteso, anzi. In tribuna notiamo tanti allenatori, tra cui Stefano Fassina del San Gabriele Milano, ma non tante giocatrici, evidentemente impegnate nei loro allenamenti. Scorgiamo però Marta Ceppi (ex Carugate ora a Valmadrera in B1) e la grande Renata Salvestrini, “pivottissima” prima a Sesto e poi a Carugate nelle ultime due stagioni della sua carriera appena conclusa. Comunque tutti contenti di quanto visto finora, salvo i partigiani della difesa che hanno da ridire. :angry:
Il pienone del PalaFalck di Sesto
908e98797bcfd83bf9de4946bb90d133
3° quarto
Continuare su quei livelli era impossibile, e infatti la ripresa segna un calo nella precisione e nella qualità del gioco. Ormai si intuisce che il Geas, pur facendo cose eccellenti, ha perso l’occasione di staccare Carugate, cui è bastato qualche sprazzo di classe per rientrare pienamente in partita. Inevitabile la fase di stallo, che inizia dopo che, tanto per cambiare, Frantini e Censini hanno riportato il Geas a +5 (53-48 al 23’). La difesa del Geas (con Gatti su Fumagalli) in questo frangente è molto buona, Carugate perde palloni e sbaglia una serie di tiri dalla media. Micovic sembra tagliata fuori dalla partita: non è che sbaglia tanto, è che semplicemente tira pochissimo e non segnerà per tutta la ripresa. Sesto poteva davvero fare un nuovo e forse decisivo break ma non vi riesce, resta a sua volta a secco (53-51 al 26’ con 3 errori di fila di un'imprecisa Arturi) e col senno di poi questo è stato probabilmente fatale.
In ogni caso, cala la lucidità ma non l’agonismo: lo specchio è una lotta a rimbalzo in cui Censini, dopo un errore da 3, si lancia come una furia a contrastare Polini, la quale sembra uscire vincitrice dalla mischia ma è “speronata” da Kuzmaite che la butta fuori campo: rimessa Geas tra le proteste. La stessa lituana si mangia due canestri da sotto che potevano dare nuovo slancio alle rossonere. Poco dopo rientra per lei Calastri, mentre Frantini si prende un po’ di riposo: forse non è un caso che proprio qui arrivi un momento-chiave con Monticelli e Fumagalli che piazzano due triple consecutive per il nuovo sorpasso di Carugate: 57-58 al 28’. Ormai alla Pentamedia sembrano bastare alcuni “flash” di talento per tener botta, mentre il Geas sbuffa, costruisce e si sbatte un casino, ma non raccoglie abbastanza. Tuttavia anche Carugate sciupa il buon momento sbagliando 4 liberi con Micovic, Arcangeli e Gottardi. Sicché a fine 3° quarto siamo ancora 57-58 e tutto è da decidere. Divertente un siparietto nell’ultimo minuto del quarto, quando Monticelli, con energia insospettata per uno scricciolo come lei, strappa il pallone a Censini, ma nella mischia finisce a terra e le è fischiato passi: l’inserviente del PalaFalck tarda a intervenire e il Generale Censo puntualmente lo cazzia, ordinandogli di entrare con lo spazzolone. Si riesce così a sorridere in una partita che è ormai all’arma bianca.
Ricezione spalle a canestro per Nadia Rovida, marcata dall'ex compagna (ad Alessandria 2 anni fa) Angela Arcangeli.
417a643a1c17834c4cfa376ca5dae5f2
4° quarto
Per Carugate è rientrata, dopo molta panchina, Ratti per Polini. Il Geas ha invece un quintetto tutto “Favorite del Comitato”, quello che noi impiegheremmo per 40’ su 40’ (scherzo): Arturi, Censini, Frantini, Rovida e Calastri. Dopo un paio di forzature di Censo, Cala ha uno scatto d’incazzatura e sull’azione successiva reclama vistosamente la palla in post basso: riceve e smazza un bell’assist per Rovida che segna i suoi primi 2 punti (nuovo vantaggio Geas sul 59-58). In un’azione sola si sbloccano entrambe le nostre amatissime! Infatti poco dopo Nadia, pur rischiando i passi con una finta a centro area, trova di tabella un altro canestro per il 63-60 al 32’.
Ma ecco che inizia a salire in cattedra Arcangeli, fin lì non negativa ma un po’ sfortunata nel tiro da fuori e comunque meno in evidenza rispetto ad altre. “Angie Arcangie” segna e subisce fallo da Calastri, impattando subito sul 63-63. La partita vive una nuova fiammata di spettacolo con un serrato botta e risposta in cui la cosa più bella la fa Frantini che, su un cambio difensivo, “rintrona” Arcangeli con una serie di finte e le piazza in faccia l’ennesimo canestro dalla media. Kuzmaite (rientrata per Cala che aveva appena segnato dai 4 metri su scarico di Frantini) da sotto e Censini con una super-serpentina in entrata danno nuovo slancio al Geas: 71-67 quando mancano 3’30” alla fine.
Carugate commette infrazione di 24” con una Micovic ormai fuori partita da lunghi minuti e per l’ennesima volta la cosiddetta “inerzia” sembra pienamente in mano a Sesto. Però non va così. La Pentamedia è tornata a zona e il Geas segnerà solo 1 punto di qui alla fine.
Inoltre Micovic, è vero che non riesce più a segnare, ma se non altro, capito di non essere in serata, riesce a non far danni evitando di prendersi ulteriori tiri che lascia alle compagne più in vena: chiuderà con 9 punti, 1/2 da 2 e 2/6 da 3, pochi tentativi rispetto al suo solito. Vogliamo dare credito a Milica che ciò sia avvenuto per sua scelta e non per caso. Fatto sta che anche questo fattore sarà importante nella vittoria di Carugate.
Censini cerca una penetrazione, Ratti va in aiuto (scusate la qualità della foto ma la mia digitale era preda pure lei di tachicardia)
97c37ce7c55b6d4229f4f443ed944e07
Poi è anche una questione di episodi, di piccole cose. Kuzmaite dà avvio alla serie di errori fallendo un (apparentemente) facile appoggio che valeva il +6. Di là, succede invece che Arcangeli fallisce due liberi, ma sul rimbalzo la palla arriva a Ratti (autrice poco prima di un importante 2/2 ai liberi), colpevolmente lasciata libera, che infila dai 5 metri un canestro pesantissimo: 71-69 a -2’30”. Uno svarione citato da Signorini come “peccato capitale” delle sue giocatrici.
In realtà il Geas sarebbe ancora avanti, ma inizia a perdere una serie di palloni che costeranno caro. Comincia Censini che sbaglia un passaggio, ma Fumagalli sbaglia la tripla del sorpasso. Battaglia sul rimbalzo lungo, Frantini (e chi se no?) ne esce con la palla in mano ma Censini affretta una tripla che va fuori: Fumagalli si ritrova con qualche metro di vantaggio, viene lanciata in contropiede, segna e subisce fallo dalla stessa Censini. Gran riscatto per “Fuma” che mette anche l’aggiuntivo per il sorpasso: 71-72 a –1’50”.
Qui Signorini fa un cambio che ci lascia sorpresi: dentro Gatti per Arturi. Purtroppo la giovane play perde subito una palla e c’è un nuovo contropiede per Fumagalli che subisce ancora fallo da Censini. Due liberi pesantissimi per il +3, ma Laura li sbaglia entrambi. Quasi fatale la pronta punizione. E di chi? Ovviamente di Frantini che piazza un arresto e tiro dalla media. Boato del pubblico-Geas per l’ennesimo controsorpasso: 73-72 a 1 minuto esatto dalla fine.
Contropiede per Carugate
887351e2ab4046226e2a2cdb2f3dd771
Le coronarie dei neutrali sono a pezzi, figuriamoci quelle di chi parteggia per l’una o per l’altra squadra... Ma succede ancora di tutto: Gottardi fa un tiraccio da centro area che sbatte solo contro il tabellone. Ma ecco che a rimbalzo, d’astuzia, Arcangeli riesce ad arpionare la palla e a subire fallo. Dentro entrambi i liberi e Carugate avanti 73-74 a –50”.
Non si segnerà più. La prima a provarci è ancora Censini che sbaglia in entrata. La palla però è toccata fuori da Carugate, che poi spende 2 falli apposta per raggiungere il bonus, non si sa mai. Ancora un tiro forzato da Censini che va fuori a –30”, rimbalzo di Arcangeli e palla per la Pentamedia sul +1. Gottardi congela in palleggio mangiando secondi, poi però deve inventare qualcosa e non ci riesce, viene raddoppiata con decisione e butta una specie di passaggio che va fuori sul lato. Il peggio possibile: timeout Geas che avrà l’ultima palla a metà campo con 4 secondi a disposizione.
Naturalmente tutti i presenti, compresi i muri della palestra, sanno cosa sta per succedere: sulla rimessa riceverà Censini che proverà a inventare qualcosa. Infatti. Frantini rimette per Censo che sul lato sinistro corre verso il canestro, ma è tenuta bene da Fumagalli e sul raddoppio è costretta a tirare sbilanciata. Forse c’era uno scarico possibile per Kuzmaite, ma non era facile. Il tiro è fuori, sirena che suona e festa Carugate che su 40 minuti ne avrà trascorsi sì e no 5 al comando. Ma ce l’ha fatta. Geas a metà tra consapevolezza di aver fatto un’ottima partita e rimpianto per non aver colto una vittoria alla portata.
Frantini si appresta a effettuare l'ultima rimessa a 4" dalla fine
887aa71db398af6225cf829b88b41e83
Il problema è che nel finale, più che l’inesperienza delle rossonere (di errori Carugate ne ha fatti anche di più, specialmente dalla lunetta), è riemerso il vecchio vizio dell’anno scorso: nei momenti che contano, ci si affida quasi esclusivamente a Censini e Frantini. E dopo 40 minuti di lavoro allucinante che fanno questi due vulcani durante la partita, è normale che arrivino un po’ annebbiate, nella fattispecie soprattutto la prima. Problema che invece Carugate non ha, perchè è vero che le “big” giocano 35 minuti e passa, però la ripartizione delle responsabilità è piuttosto equilibrata e così la stanchezza, anche mentale, è minore. Ma questi sono discorsi che vengono dopo, al momento viene solo da applaudire per le emozioni vissute.
Dopopartita
Al classico rituale del “saluto alla balaustra” le nostre eroine sono prese d’assalto. Riusciamo giusto a scambiare due parole con l’Ale Calastri che però poi è richiesta da alcuni suoi compagni d’università. Si passa dunque alle altrettanto classiche interviste ai coach (e pure ai vice, già che ci siamo). Sintetizzo perché sennò facciamo notte.
Signorini: «E’ stata una partita bella intensa, che fa bene al movimento femminile. Spiace perdere di 1, preferirei aver perso di 15 che avevo meno rimpianti. Siamo più giovani, all’inizio abbiamo fatto pesare la freschezza, poi loro han sfruttato l’esperienza e noi abbiamo avuto un po’ di paura. Pesante l’errore al tagliafuori su Ratti che le ha consentito quel canestro fondamentale, ma sono contento di come abbiamo giocato. Con un’intensità così, a Cervia non avremmo mai perso. Brava Carugate a crederci sempre, nonostante con la triangolo e due fossimo riusciti a limitare Micovic e Fumagalli. Troppo dipendenti da Censini e Frantini nel finale? Normale, sono le due più esperte che abbiamo. Superiorità sotto canestro sfruttata solo in parte? Nel femminile in realtà non esistono divari enormi a livello fisico. Il nostro obiettivo, comunque, è crescere man mano. Quando vedrò 5 squadre saldamente dietro di noi in classifica allora potrò sentirmi tranquillo».
Bianchi: «Bello spettacolo? Forse per il pubblico... io ho sofferto! Partita degna di un derby. Chiave per noi è stata il passaggio a zona, anche se sembrava un azzardo perché Frantini ci stava impallinando, ma ho pensato che meglio di così non poteva fare... e infatti è calata. Noi dobbiamo sempre giocare a questi ritmi elevati, perchè ora stiamo bene fisicamente. Mi spiace di aver ruotato solo 7 giocatrici, ma hanno giocato bene tutte e 7. Subire sotto canestro era prevedibile, visto che abbiamo pochi centimetri, ma abbiamo contenuto bene i danni. Decisa dagli episodi? Sì, ma anche noi abbiamo sbagliato tanto. Brutta difesa all’inizio? Sì, ma è inevitabile, ho voluto una squadra di attaccanti e chi segna è difficile che sia anche un gran difensore. Ma con la volontà cresceremo anche in questo. Meglio di così non poteva andare, su un campo difficilissimo. Ora abbiamo un ciclo di partite difficili, se stiamo bene possiamo farcela con tutte. Intanto ci portiamo a casa questa vittoria: ho perso 10 anni di vita, ma per me vale 4 punti...»
C’è tempo per salutare i signori Rovida, intravedere mister Maiorano e infine scambiare un po’ di cd con foto di Binzago per Censo, Cala e Nadia che ammiro anche perchè riescono a essere sorridenti e disponibili nonostante la sconfitta-beffa (io non avrei parlato per ore, ma la grandezza si vede anche nello stile... mitiche!)
Nadia come sempre smagliante qualsiasi vestito indossi, ma attenzione a Cala che sfoggia una tenuta con cappello glamour e si merita una foto davanti alla sua nuova CalaMobile rossa, in realtà un cargo (come si vede dal finestrino chiuso sul dietro) con il quale sfreccia, devo dire, a velocità notevoli sulla strada tra il PalaFalck e la Tangenziale Nord, seminando il qui presente che la tallonava per imparare una strada migliore di quella tortuosissima che conosceva.
E questo è tutto per il nostro breve commento al derby.
Alessandra Calastri in posa davanti alla sua CalaMobile
Nessun commento:
Posta un commento