lunedì 22 settembre 2008
About a girl (5)
Tutto bene, salvo che avremmo voluto un giudizio personalizzato pure su Calastri (alla fine, queste "altre ragazze" cui allude dopo Crippa chi sono, a parte lei? Le bebè Schieppati e Genta? )
- Nel medesimo comunicato, poco dopo, Galli snocciola: "Zanon si aggregherà al gruppo da lunedì, mentre aspettiamo e tifiamo per Penicheiro, impegnata nei playoff della WNBA con la sua Sacramento contro San Antonio. La serie è sull’1-1 e Ticha sta giocando alla grande: 19 punti e 7 assist nella prima gara e 12 e 9 nella seconda. Numeri che parlano da soli». Verissimo sulle statistiche super della portugheisa, ma il naso di Galli s'è (forse) allungato un attimino quando ha detto "tifiamo", ma forse siamo maliziosi, va' là; certo che se Penicheiro andasse fuori stanotte, c'è la possibilità che già la prossima settimana inizi a prendere in mano le chiavi del Geas. Vasannò si complica un po' la situazione: nella peggiore (per il Geas) ipotesi, che arrivi alla finale per il titolo, s'inizia il campionato senza di lei e non è il massimo. Perciò, se non lo dice Galli, lo disemo noi: forza San Antonio. Penicheiro vieni qui che t'aspettiamo.
- Sempre in Wnba, ieri Raffaella Masciadri ha perso in gara-2 con la sua Los Angeles contro Seattle. Tristissima prestazione per le Sparks, 50 punti e 16/52 dal campo. Uno dice: com'è possibile, che c'hanno tre nazionali come Leslie, Parker e Milton-Jones mentre di là manca la divina Lauren Jackson e, a parte Sue Bird, ci sono due cariatid... ehm, vecchie glorie come Swoopes e Yolanda Griffith? Il problema di L.A. è che le guardie non sono all'altezza del reparto avanzato, sicché il gioco va a corrente alternata. La Mascia nazionale comunque se l'è cavata, 6 punti con 2/2 da tre in 11 minuti. Ora si va alla decisiva gara-3. In questo caso a gufare c'è Schio, che si sta allenando senza di lei e senza le 3 americane, non l'ideale. Da notare che tutte e quattro le serie Wnba sono sull'1-1.
- Torniamo nelle lande lombarde. Nel weekend si è giocato (finalmente, non se ne poteva più) il primo evento ufficiale della stagione, la Coppa Italia di A2. Come i più sapranno, sono passate le Leonesse (Montichiari-Urago) con una sana dose di culaccio, visto che avevano perso di 9 con Crema all'esordio, poi battuto di 14 Biassono, e visto che Biass a suon di triple ha vinto di 18 con Crema l'ultima, è finita che per un solo punto sono prime le bresciane. Secondo una ricostruzione non so quanto attendibile (qui le fonti non si verificano mai, è una norma deontologgica), pare e ripeto pare, che Biassono abbia fatto un po' di confusione nell'ultima azione con Crema, credendo di dover segnare da 3 quando bastava un canestro da 2 per passare. Va be', può succedere. Tutte e tre le squadre hanno avuto grossi alti e bassi, da precampionato. Il tracollo del Cream Team contro la matricola Biass non se l'aspettava nessuno, anche se mancava Zecchini. Però parliamo di una giocatrice ferma da 5 anni, per quanto forte sia. Indicazioni individuali: Annalisa Censini già padrona della situazione, 36 punti in due partite, uno in più di Fumagalli; Yadi Rios (31 nella prima, 14 giocando poco nella seconda) promette decisamente... Bueno, Barbieri come prevedibile senza problemi nel salto di categoria, le altre da rivedere, segnalando però i 15 di "Nene" Viganò contro Crema. Per le Leonesse le più continue Zamelli e Cavenaghi, mentre la grande Laura Marcolini si è vista soprattutto contro Biassono.
- Secondo voci da verificare, Lalla Gorla, il grande mistero del mercato lombardo d'esportazione, si sarebbe accordata con Alcamo. Meritava di rimanere in A1, ma vabbè, può essere comunque una buona opportunità (dico così, senza cognizione di causa, è un incoraggiamento).
- Ilvana Zvizdic, qualcuno ricorderà questo nome. Una lunga di classe '71, nativa di Sarajevo, che ha militato qualche anno nella nostra A1 (Faenza e Ribera). Risiede a Como, è' vicino il suo ingaggio da parte di Cantù, serie B2 lombarda. Squadra molto interessante perché, come abbiamo accennato in una delle puntate precedenti, fa giocare in doppio tesseramento le '91 di maggior spicco della Comense, ovvero Bestagno, Spreafico, Pasqualin, Bossi, Mandonico. C'è anche Mariella Arnaboldi, il play di riserva del Geas dell'anno scorso. Purtroppo Pasqualin, come segnalato ieri, s'è procurata un infortunio che potrebbe essere serio.
- L'infortunio è avvenuto durante la finale del torneo di Vighizzolo (Cantù), in cui Vittuone (B1) ha battuto appunto Cantù in finale con una tripla allo scadere di Chiara Bonfanti, autrice pure di 24 punti: evidente che aver militato nella squadra del Comitato all'ultimo torneo di Binzago ha fatto bene alla Bonfa vittuonese. Ricordiamo che la sua omonimissima Chiara Bonfanti dell'87, prodotto del vivaio Geas, è andata a Carugate, dalla quale nell'ultima settimana si registra solo un silenzio sospetto. Nel senso che o stanno preparando qualcosa, o fanno il campionato con l'organico finora messo insieme, che è (eufemismo) un attimino raccogliticcio.
- Infine Federica Pellegrini. Che c'entra la nuotatrice? No, col basket nulla, salvo il fatto che durante le Olimpiadi, Kobe Bryant ha dichiarato di volerla conoscere. Ma la citazione è perché la celebrata campionessa dei 200 stile libero ha detto: "Sui giornali ho capito una cosa: i titoli non sono fatti dagli autori degli articoli". E questo, signori, vuol dire essere davvero avanti, perché lo sanno in pochissimi. Eppure è l'unica, logica spiegazione, altrimenti, in molti casi si dovrebbe dedurre che l'articolista è lievemente dissociato, visto che magari nel pezzo si dice che ha vinto una squadra e nel titolo che ha vinto un'altra. Chiedete anche a Pruzzo quante ne ha passate.
domenica 21 settembre 2008
About a girl (4)
- Come avevamo già annunciato all'urbi e agli orbi, in settimana è uscito Superbasket con la puntata del questionarione di Velluzzi dedicata a Masha Maiorano, l'unica e irripetibile. E' la prima puntata della nuova stagione. Sapevamo che era in sospeso da un pezzo, ma sembrava non uscire mai. Forse qualcuno ricorderà che, in occasione del viaggio a Parma, il Comitato aveva sottoposto la Favorita primigenia, insieme ad alcune sue allora compagne, al fuoco di fila delle indiscrete domande partorite dalla fervida mente di Velluzzi. Cliccando qui è possibile confrontare le risposte date allora con quelle uscite su Superbasket e che mettiamo qui di seguito. Da notare che la pagina è corredata da foto a figura quasi intera, a braccio sinistro piegato ed espressione perplessa, evidenziata ancor di più dal classico ingrandimento del volto che compare a fianco del nome in cima alla pagina.
1) La giocatrice preferita?
Tamecka Dixon.
2) Il giocatore preferito?
Sasha Danilovic.
3) In cosa devi migliorare?
Nella gestione della testa e nel riscaldamento.
4) Cosa detesti fare di più in allenamento?
Il riscaldamento.
5) Cosa ti piace fare di più in allenamento?
Il 3 contro 2.
6) Con chi hai litigato in campo e perché?
Con Kedra Holland-Corn: diceva che la menavo.
Commento del Comitato: fin qui coincide perfettamente, vuoi vedere che Velluzzi ha copiato da noi?
7) La giocatrice che ti sta più antipatica?
Fazio.
Commento: ah no, ecco la prima differenza. Si vede che nel frattempo ha scazzato con lei. Ma dove, però? La stagione era già finita per Montichiari.
8) La partita più bella?
Vittoria a Priolo con Parma di 2 e segno il canestro decisivo.
Commento: non ce la ricordiamo!
9) Come va trattato il basket sui media?
Con iniziative per diffonderlo di più.
Commento: troppo generica 'sta risposta. Comunque, dal punto di vista mediatico, ci vorrebbero 10 Masha e meno professioniste lobotomizzate.
10) Look da giocatrice?
Il body con calzini corti e perizoma.
Commento: a-hà, ha cambiato da calzini lunghi a corti! E poi il perizoma si dovrebbe vedere? Non capisco.
11) Uno contro uno con?
Dusan Vukcevic, sia dentro che fuori dal campo.
Commento: già arrivata la telefonata dall'interessato?
12) Da una allenatore vuoi?
Fiducia. Che ti faccia sentire importante anche se sei la decima.
Commento: mi pare un messaggio subliminale a Orlando!
13) Come sono gli arbitri, c'è dialogo?
Imbarazzanti, pensano che il dialogo sia una perdita di tempo.
14) Guardi le partite dei maschi?
Sì, l'Eurolega e il campionato italiano.
15) L'America è?
Qualcosa di immenso. In luglio fatto New York, Phila, Boston, Washington, Toronto e le cascate del Niagara.
Commento: meno male che di quella vacanza, almeno si può dire dove è stata, visto che "con chi" era vietato...
16) Come spendi i tuoi soldi?
Vestiti e regali.
17) Borse, vestiti, scarpe. Cosa preferisci?
Le scarpe, però compro più vestiti. Armani.
Commento: "Armani" è un'aggiunta rispetto all'originale. Che, con l'ingaggio di Schio si può permettere lo stilista?
18) Libri e musica: preferenze?
Libri che parlano di storie di sport, musica hip hop e italiana: Sottotono, Articolo 31, Biagio e Zucchero.
19) Sei religiosa?
Prego tutte le sere.
20) Il viaggio che sogni?
Maldive.
21) Quanti soldi spendi con il telefonino?
Più di 100 euro al mese.
Commento: consigliamo il "Tutto compreso" da 60 euro della Tim, anche se lei è abbonata Vodafone. Però dà pochi sms, mi sa che non va bene per lei (vedi risposta seguente). Ad aprile comunque non aveva voluto dichiarare la cifra per paura dei suoi, ora sarà scattato il cazziatone?
22) Mandi molti sms?
30 al giorno.
Commento: ad aprile erano solo 20 al giorno. Gatta ci cova, si sarà inserito qualche tampinatore stile chi so io?
23) Quante volte al giorno senti la famiglia?
Almeno una al giorno, sono molto legata ai miei.
24) Che cosa odi della tv?
Buona Domenica, era inguardabile.
Commento: perché "era"? Purtroppo ritorna ogni anno. Comunque c'è di peggio: le ultime partite della Nazionale maschile di basket...
25) Che cosa ti piace in tv?
La prova del cuoco, lo sport, Buona la prima, Prison Break.
26) Che giornali leggi?
Riviste di moda, Tu, Donna moderna.
27) In politica?
Sto decisamente a destra.
Commento: ma non stare, va'. Pensa solo a giocare.
28) A un uomo chiedi?
Attenzione ed età sopra i 33... I belli non mi piacciono, e mi deve far sentire desiderata...
Commento: ma l'età e la non bellezza, è razzismo all'incontrario! Comunque meritorio, in un mondo superficiale. Testimoniamo inoltre che la ragazza è coerente.
29) Alle persone dai?
Il sorriso.
Commento: ad alcuni pure i cazziatoni... Io non avrei detto questo di lei (cioè avrei detto altre cose, in senso positivo intendo, non però particolarmente il sorriso), ma la conosco solo superficialmente.
30) Cosa deve fare un uomo per conquistarti?
Stuzzicarmi.
Commento: se non altro non ha detto il solito "farmi ridere" che dicono tutte... Sembra che bisogna essere dei comici, per conquistare 'na giocatrice di basket.
31) Che cosa non deve fare?
Essere ignorante e maleducato.
32) In trasferta che fai?
Spettegolavo con Susanna Stabile, a Schio vediamo.
33) Un personaggio famoso che ti incuriosisce?
Franz del duo comico Ale & Franz. E Leonardo Pieraccioni.
34) Fumi e bevi?
Non fumo e vivrei di Coca Cola.
35) Discoteca o locale con musica dal vivo?
Disco, ma con musica commerciale.
36) Cinque cose da mangiare irrinunciabili?
Carne rossa, parmigiano reggiano, cannelloni di mamma, pesto di cavallo e gelato.
Commento: gli anni a Parma hanno lasciato il segno. Commovente il riferimento a mammà, che dà l'idea della nostalgia della professionista, sempre lontana da casa, che ripensa ai suoi genitori lassù tra le brume di Sesto S. Giovanni. Mi accorgo ora che erroneamente io avevo inserito la Coca Cola, che però da mangiare non è...
37) Il sesso prima delle partite?
Sì, sempre e comunque.
Commento: con grande coerenza conferma la risposta sboroncella dataci ad aprile. Dusan Vukcevic sarà ancora più motivato a farsi vivo.
38) Parolaccia che dici più spesso?
Porca troia, mammasaura e merda.
Commento: ma "mammasaura" è una parolaccia? In ogni caso Masha è persona piuttosto fine nel linguaggio, non usa intercalari tipo "cazzo", "puttana eva" o cose del genere.
39) E' vero che il fenomeno dell'omosessualità è molto diffuso nel basket femminile e perché?
E' la persona che attira, non il sesso. E poi si sta tanto insieme.
Commento: sarà anche vero, ma mi sembra una cagata. In 22 anni passati con gente del mio sesso tra campo e spogliatoi, non m'è mai venuta una pulsione che fosse una, al massimo ribrezzo. Evidentemente per le donne è diverso. Ma la domanda resta politically scorrect, quindi biasimo su Velluzzi.
40) Che cosa vuoi fare quando smetti?
Ho studiato psicologia, vorrei rimanere nel basket.
Commento: ad aprile aveva detto "insegnare". O intendeva "insegnare basket", oppure ha capito che coi tagli minacciati dal ministro Gelmini (che il cielo la richiami a sé il prima possibile) c'è poca trippa per gatti in quel campo...
lunedì 15 settembre 2008
About a girl (3)
"Cazzo Bremba, ma sei la donna del Buffa. Allora ti lascio stare quel culo fantastico che ti ritrovi". Respect. La Bremba era ed è Francesca Brembilla detta il Puma (...) La Bremba gioca come vive: in una bolla. La frase è del Piazz. Respect. Il Piazz e la Bremba tornavano da Dezza Street [uno dei principali campetti milanesi, ndr] che distava un tiro da tre da dove abitavo a Milano (...). Ridevano, avevano un che di musicale nel loro ciondolare. Ogni tanto lui si fermava e spiegava meglio un concetto, una storia, un dettaglio. (...) Quando probabilmente stava per passare ad altro, la Bremba deve avergli detto che era arrivata e quello là che stava davanti al cancello era quello che, a volte, poteva andare in bolla con lui. La frase del Piazz sul culo della Bremba inseritela qui. Respect".
In sostanza, quindi, si narra che il Piazz era pronto ad assaltare la Bremba, se non fosse che stava insieme a Buffa. Certo che i giornalisti di basket hanno davvero un debole per le giocatrici, visti i molteplici casi testimoniati dalla storia (tipo Arturi-Bozzolo, mitici capostipiti) e dalla cronaca recente (chessò, Migliola-Invernizzi). Proprio non capisco cosa ci trovano... Vabbè. La Bremba, ricordo, riscosse un certo gradimento nella sua unica apparizione da giocatrice al torneo di Binzago, nel 2005, quando peraltro fu eliminata in semifinale dal team del Comitato, non senza fare un certo paiolo a Nadia Rovida che la marcò in quella partita.
Ma la sostanza della storia citata nel libro, ci riflettevo profondamente sul treno oggi, è che la Bremba, quando sarà vecchia, mostrerà con orgoglio ai nipotini il brano in questione e potrà dirgli: vedete, quando ero giovane c'avevo un culo talmente super che l'hanno immortalato in un libro.
- Vera Ponchiroli ha vinto con la sua nuova squadra, Valmadrera, il torneo di Rho, battendo in finale le padrone di casa, nonché sua ex squadra prima di passare al Geas. Valma, che ha fatto una gran campagna acquisti con lei, il duo Pini-Capiaghi da Cantù e la lungagnona Pernice da Alghero, parte con legittime ambizioni nel girone B1 della B1. Ponchiroli ha segnato 12 punti nella finale di 'sto torneo. Ma, e sottolineo ma, la... vera ragione per cui ne voglio nuovamente parlare è che domenica era ospite d'onore al pranzo di massa nell'ambito degli annuali festeggiamenti della parrocchia di Binzago. Infatti la grandissima giuocatrice abita da una settimana nell'orgogliosa frazione di Cesano Maderno (modestamente residenza anche del qui scrivente), che ora, oltre al torneo estivo, potrà vantare la presenza di un'eroina della promozione in A1 del Geas, mica frattaglie. Ovviamente tutti i binzaghesi l'hanno immediatamente accolta con grande affetto, fieri ed entusiasti. Sul motivo che ha portato Vera ad abitare tra noi, sorvolo, altrimenti, come ha detto qualcuno con un'espressione geniale (devo ammettere), "rendo la vita privata delle persone meno privata", il che non si fa, no no no, perciò ripeto solo che questo suo trasferimento da noi è una... Vera meraviglia.
- Dai, magari qualcosa di basket giocato si può anche dire, sebbene settembre sia un vuoto pressoché pneumatico, a parte la nazionale. A meno di esaltarsi per amichevoli e torneuzzi. Però, dello scorso weekend va segnalato l'interessante segnale mandato da Cantù, che ha travolto Usmate nella finale del torneo di Bellinzona. Cantù farà la B2 con cinque '91 della Comense: le "big three" Bestagno, Pasqualin e Spreafico più Mandonico e Bossi, oltre a cinque o sei superstiti canturine dell'anno scorso. C'è molta curiosità per vedere se il talento e la freschezza basteranno quando il gioco si farà duro e le veterane inizieranno a menare.
- Ancora basket giocato, e più serio visto che è la Coppa Italia di A2: Antonella Contestabile protagonista nella vittoria di Pomezia su Rende nel primo turno: 16 punti e 7 rimbalzi. Indicazione promettente, dopo un'annata con alti e bassi a Palestrina. La ragazza dell'87 nata a Nàppule ma cresciuta a Milano e dintorni sembra ormai radicata laggiù nel Lazio, dove studia e dove - gossip gossip - a giugno scorso ci risultava fidanzata con un locale giovine giuocatore di C2. Ohibò, ho reso meno privata la sua vita privata. Chiedo scusa.
- Infine, s'impone la massima serietà per segnalare che Angela Arcangeli, monumento del basket italiano, rinfodera almeno parzialmente il già annunciato ritiro, e si fa ritesserare per Umbertide, che l'anno scorso ha contribuito a portare in A1. Vedremo se poi giocherà a tempo pieno o meno.
venerdì 12 settembre 2008
About a girl (2)
- Gaia Angelo, da Biella (B2 piemontese), dove giocherà la prossima stagione dopo le note vicende varesine, fa sapere che sta da dio.
- Ticha Penicheiro, t'aspetto e speiro. Dal punto di vista del Geas, s'intende. Perché il play portoghese che tutto il mondo conosce e c'invidia si è qualificato ai playoff Wnba con le sue Sacramento Monarchs e quindi il suo arrivo in Italia sarà giocoforza assai tardivo, considerando che la stagione regolare finisce questa domenica, e male che vada alla 34enne regista, starà in corsa almeno un'altra settimana. E poi presumibilmente si concederà almeno qualche giorno di pausa prima di atterrare dalla California nelle brume padane. Peccato perché, essendo la regista designata, prima prende le chiavi del Geas e meglio è. Non che impiegherà molto tempo, immaginiamo, a capire il da farsi, ma soprattutto per le novizie sarebbe opportuno imparare prima possibile a conoscerla.
A proposito di playoff Wnba, ci saranno anche le Los Angeles Sparks della nostra Raffaella Masciadri. Con una squadra che comprende una front-line con Lisa Leslie, Candace Parker e Delisha Milton-Jones, c'è da chiedersi come facciano a essere solo terze nella Western Conference dietro a San Antonio e Seattle, peraltro a brevissima distanza in una classifica equilibratissima. Mah, probabilmente le guardie non sono altrettanto ferrate che le lunghe. Quanto all'alfiera nostrana, fa registrare 4,5 punti a partita in circa 15 minuti.
- I tre casi più spinosi del mercato delle giocatrici milanesi di A1-A2, quest'estate, sono stati Laura Gorla, Cinzia Arioli e Laura Maiorano. La situazione è più o meno in via di risoluzione per tutte e tre, anche se a oggi l'unica sicura di dove giocherà è Arioli, che ha firmato per Viterbo verso fine luglio. Comunque non poco il tempo in cui è stata a spasso, considerando che era reduce da una stagione super a Chieti. Evidentemente la prestazione scialba offerta al torneo di Binzago, nella squadra di Paperinik e Masha Maiorano, ne ha fatto calare le quotazioni... Alla fine però la guardia dell'84 da Santo Stefano Ticino si è guadagnata per la prima volta l'A1, perciò all is well whatever ends well.
Maiorano (Laura), retrocessa dall'A2 con Ivrea, è stata accostata inizialmente al Sanga Milano, ma non so quanto ci fosse di concreto; fatto sta che è rimasta a spasso e, pare, totalmente priva d'offerte fino a un paio di settimane fa, quando ha iniziato ad allenarsi ad Alcamo, dove era in vacanza. Pare, e ripeto pare, che abbia ora un contatto con un club non precisato (che non dovrebbe essere Alcamo), per cui se son rose fioriranno.
Infine Gorla, che ha trascorso un'estate da crisi di nervi. Ricordiamo che la ragazza dell'85 aveva finito la stagione a Viterbo giocando 15-20 minuti a partita, mica noccioline. Tuttavia si è trovata tagliata fuori dalle laziali che, dopo la retrocessione, si sono attardate nell'acquisto del diritto di Pomezia e poi hanno rifatto completamente la squadra; tagliata fuori da Ancona, proprietaria del cartellino, che pur lodandola sperticatamente in un comunicato-stampa non hanno preso in considerazione di ripigliarsela, e nel contempo hanno posto un diktat che l'avrebbero data solo in A1 o in A2 Nord, mica Sud per non rafforzare una rivale. Circa 3 settimane fa si era aperto un contatto con Napoli. Pochi giorni dopo, viene fuori un comunicato di Ancona che dice: è inaccettabile che Gorla sia trattata come una ragazzina tappabuchi. Tutto da rifare. Nei giorni successivi abbiamo sentito le voci più disparate su di lei: "va in Spagna", "va in Svizzera", "smette". Invece, la scorsa settimana si è riaperto il canale con Napoli (alquanto in braghe di tela nei ruoli di play-guardia dopo gli addii di Cirone e Holland-Corn) e Gorla è andata ad allenarsi là. Come finirà? Speriamo bene. Dopo Arioli e le 5 del Geas vogliamo l'en plein di milanesi in A1.
martedì 9 settembre 2008
About a girl (1)
- Benedetta Bagnara sotto il tiro dei forumisti nel topic sulla Nazionale femminile. Tignuzzo, come spesso succede, è controcorrente (con sprezzo del pericolo si è tuffato a pesce nel topic sulle Olimpiadi maschili, pullulante di adolescenti innamorati dell’Nba, e ha sentenziato che Bryant e LeBron James non sono veri giocatori di basket perchè fanno sempre passi...) e la considera come pilastro per il nostro futuro. Boh, pilastro o non pilastro, il punto centrale, a mio modesto, è che non mi pare che ci siano '87 migliori in circolazione. Anche la sua coetanea Dunja Vujovic è sotto tiro forumistico: nel topic di La Spezia qualcuno la taccia di avere poco gioco interno e di avere un caratteraccio. Secondo me, e non lo dico perchè è il mio avatar e perché è “the Villapizzone finest”, sono entrambe accuse inconsistenti: il gioco interno ce l’ha (perlomeno in paragone con le altre lunghe 21enni di A2), anche se assolutamente da rendere più concreto, e il carattere è semplicemente... da slava.
- Un giorno di settimana scorsa, non m'arricordo quale, il qui scrivente ha incontrato Alessandra Calastri nella fiumana di gente scesa dal treno Seveso-Milano arrivato alle 8.50 o giù di lì alla stazione di Milano Cadorna. Mi stupisco sempre di come, fin dai tempi in cui andava a scuola nella mia città di Cesano Maderno e spiccava lievemente tra studentesse alte in media 1,60, riesca a individuare la Cala nazionale anche a distanza di svariati metri e in mezzo a un centinaio di persone... A parte le idiozie, mi è parsa in ottima forma, come del resto ha confermato coach Galli che ha detto di aver visto le ragazze tirate a lucido in questa prima settimana di allenamenti, che sono, come un po’ dappertutto in A1, a ranghi ridotti visto che Penicheiro è in Wnba, Twehues e Zanon con le nazionali, Tillis in ritardo col visto.
- Già rientrato l’allarme sulla ventilata defezione di Chiara Catella a Varese. L’evolversi della situazione, all’inizio della settimana scorsa, è stato tutto pubblicato in diretta sul blog della veteranissima di Cantello, e non tutto è chiarissimo, ma in sintesi c’era qualcosa che a Catella non andava, per cui lei non voleva farsi un’annata a rodersi il fegato, ma dopo un colloquio con società, giocatrici ecc.ecc. è stato appianato tutto. Ora Varese cerca una lunga per rimpiazzare Valentina Gatti che, com’è noto, è andata a Milano.
- Brutta notizia da Biassono: pare che Claudia Colombo voglia prendersi un anno sabbatico. Ci rimango malaccio, sia perché la tipa è l’unica giocatrice decente che risieda nella mia Cesano Maderno, sia perché la classe 1988 in Lombardia già non offre un gran panorama, se poi viene meno uno dei prospetti più interessanti stiamo freschi. Un anno e mezzo fa sembrava che dovesse far parte del College Italia, il progetto di club federale tutto giovanile poi abortito. Certo, l’ultima annata l’ha praticamente persa per via del grave infortunio al ginocchio, ma a maggior ragione, dopo aver sudato per la riabilitazione, perché buttar via tutto? Così, se tornerà, lo farà dopo 2 anni di sostanziale inattività nel periodo chiave della crescita: mica facile. Massimo rispetto per le ragioni della scelta di Colombo, ciò non toglie che ci spiace assaissimo assai.
- Altra news triste. Il fratello di Vera Ponchiroli, Federico, baldo giocatore a S. Giorgio su Legnano (C dilettanti) si è rotto il tendine d'Achille sabato scorso in amichevole. Dispiacere doppio perché il funesto evento ha impedito a Vera di partecipare alla festa di Binzago dove era attesa pure a far da cassiera. E che c'entra, si dirà, l'atletica '83 di Nerviano (hinterland ovest di Milano) con la nota località brianzola, salvo il fatto che ella ha partecipato a un paio d'edizioni del torneo misto estivo? Gossip gossip! Ma io sono 'na tomba, notoriamente.
lunedì 1 settembre 2008
** STAGIONE #5 (2008/09) **
Tre rubriche fisse: "About a girl" (primi piani su giocatrici); "Il bollettino lombardo"; "E se c'ero dormivo" (resoconti delle partite viste). Scritti circa 1.400.000 caratteri solo con queste tre (raccolte in un volume rilegato).
Ancora attiva la Peluche League con le giocatrici di A2 (12 utenti partecipanti).
Fulcro dell'annata: le vicende del Geas in A1. Sottoclou: il Sanga in B1 (promosso).
giovedì 19 giugno 2008
Ancora sulla storiaccia delle defezioni in Nazionale
Cercando di ragionare un attimo su 'sta storia dei bidoni alla nazionale:
1) Bisognerebbe capire, dietro le parole un po' apocalittiche del comunicato Fip (da cui parrebbe che mezza squadra abbia dato forfait), quante sono effettivamente le rinunce: due? cinque? dieci?
2) La figuraccia della Fip è innegabile. Se minacci il pugno duro e poi due settimane dopo fai retromarcia, che credibilità hai? Tanto più che nessuno aveva costretto i federali a mostrare i muscoli preventivamente, sicché le minacce avevano suscitato un certo scalpore. Ma così han fatto la figura di quei prof che minacciano castighi incredibili a una scolaresca recalcitrante, quelli fan casino come e più di prima, aggiungendo pernacchie e sputazzi, e il prof dice "Con alto senso di responsabilità non vi punisco". In Fip non hanno il coltello dalla parte del manico, tanto più che con le elezioni alle porte non possono permettersi di far arrabbiare nessuno.
3) Le tipe. Premesso che, come detto al punto 1, bisogna capire quante sono le renitenti alla leva; e premesso che è umanamente comprensibile che i collegiali-fiume degli anni passati abbiano fatto passare a tutte la voglia di azzurro; tuttavia la figuraccia è grossa anche per loro. A prescindere dal principio che "vestire la maglia azzurra è sempre un onore" (che ci credono in pochi), qui non stiamo parlando di veterane cariche di gloria, qui stiamo parlando di gente che ha inanellato solo fiaschi in maglia azzurra (Kaysay, mo' non intervenire con i tuoi distinguo e la tua inscalfibile benevolenza per le giocatrici), e che quindi fa doppiamente imbufalire se si tira indietro.
Queste qua stanno trascinando il loro e nostro sport nel fango; mentre le loro colleghe della pallavolo, campionesse d'Europa, si preparano alle Olimpiadi, queste qua, che a livello internazionale sono delle fallite croniche, fanno le preziose, vogliono le vacanze, trattano la convocazione azzurra come una seccatura da evitare. Perdio, siete fortunate che in tempi di carestia siete le meno peggio che ci ritroviamo, altrimenti vi si manderebbe a casa a pedate, altro che sperare in un ripensamento.
mercoledì 18 giugno 2008
L'assurdo caso delle defezioni in azzurro
Le belle notizie abbondano. Il nuovo ct della nazionale femminile, Ticchi, dev'essere stato tempestato di forfait e pernacchioni al primo raduno, manco fosse l'All Star Game di A2 che c'era la gara a tirarsi indietro. Altrimenti non si spiegherebbe il funereo comunicato uscito oggi, già riportato in altri topic:
La FIP nel corso del raduno di Pomezia della Nazionale femminile, che si è concluso lo scorso 17 giugno, ha constatato con amarezza l'atteggiamento di chiusura verso la maglia Azzurra di alcune fra le più rappresentative e competitive giocatrici.Tale situazione non consentirebbe di affrontare le gare per la qualificazione europea con la dovuta e necessaria serenità.
Pertanto è stato conferito mandato al capo allenatore della Nazionale Giampiero Ticchi di dare inizio ad un nuovo corso che, pur confermando l’obiettivo della qualificazione all'Europeo 2009, nella consapevolezza che sia più difficile da raggiungere adesso, porti ad un deciso rinnovamento dell'organico, puntando solo ed esclusivamente sulle atlete che dimostrino motivazione ed orgoglio ad indossare la maglia Azzurra.
La FIP, con alto senso di responsabilità, si asterrà dal convocare le atlete che hanno manifestato disinteresse verso la Nazionale. In questo modo verrà evitata l'attivazione di procedimenti disciplinari, a salvaguardia del patrimonio tecnico delle società a cui la Federazione rinnova altresì la richiesta di una collaborazione più leale e duratura che possa riportare l'Italia ai vertici del basket femminile internazionale e che renda coeso il movimento cestistico italiano, evitando quei distinguo e quei particolarismi che hanno impedito finora di fatto il perseguimento di obiettivi comuni.
Ufficio Stampa Fip
Ma quale "alto senso di responsabilità"? Ma stiamo a scherza'? Ma se tre settimane fa o giù di lì il presidente federale e dirigenti vari avevano garantito fior di squalifiche per chi si tirava indietro! O ce lo siamo sognati tutti?
Su Superbasket la premiazione di Frantini all'ASG
Su Superbasket uscito oggi c'è una foto, anche piuttosto grande, della premiazione di Michela Frantini come Mvp dell'All Star Game lombardo del 2 giugno (praticamente pubblicata in tempo reale, quindi...
). Pur nel rallegrarsi per la pagina impreziosita dalle gradite sembianze della sua Crocchia Prediletta, il Comitato non può esimersi da dire che il premio, a suo modesto parere, fu generoso, in quanto il folletto americano Gunn lo meritava di più, avendo anche trascinato la sua squadra alla vittoria. Ma fu simbolicamente importante che il premio alla memoria di Natalino Carzaniga, e consegnato dalla vedova, lo vincesse un'alfiera principe del Geas. Non lo capì però parte del pubblico che, blasfemo, fischiò l'annuncio del premio.
sabato 31 maggio 2008
Considerazioni varie a margine delle finali U19
Sulla suddivisione delle categorie giovanili: credo che la soluzione attuale sia la meno peggio: l'under 20 quando fu varata non la fece praticamente nessuno, mentre la suddivisione under 18-under 16, in vigore fino a due anni fa, faceva finire troppo presto la carriera giovanile. Si potrebbe fare under 19 e under 16, ma così perderemmo una categoria, mentre ora abbiamo U17 e U15. Inoltre U19 in Italia coincide con la fine della scuola superiore, e quindi funziona meglio in relazione alla vita extrasportiva. In definitiva manterrei l'attuale suddivisione.
Sul perché Milano-città produca molte meno giocatrici di Roma-città: è un discorso muy stimolante, ma non tiene conto di una considerazione geografica a mio avviso fondamentale: Roma città, dal punto di vista amministrativo, è un comune immenso, con circa il doppio degli abitanti. Milano è ben più piccola come superficie comunale. Una Sesto San Giovanni, fossimo a Roma, rientrerebbe ampiamente nel comune capoluogo, visto che è attaccata a Milano. Tra Roma e immediate vicinanze c'è uno squilibrio molto più netto, a livello di urbanizzazione-popolazione, che tra Milano e provincia.
In poche parole, nella provincia di Roma c'è molto meno, in proporzione, che nella provincia di Milano, che è popolatissima e vitalissima, quasi un secondo polo paritario al capoluogo. Tant'è che in un breve raggio abbiamo Sesto, Biassono e Carugate.
Ciò non toglie che Milano-città potrebbe e dovrebbe sfornare più talenti. (Ci sarebbe molto da dire sulla mancanza di squadre dovuta alla scarsità e al costo abnorme delle palestre nel comune di Milano, ma faremmo notte).
Finali nazionali U19: Città futura campione
Sto seguendo via internet la finale under 19. All'intervallo 36-32 per il Città Futura sul Geas, ma era +12 verso metà 2° quarto. Roma partita forte con una serie di penetrazioni mentre Sesto faticava contro una difesa aggressiva e concedeva troppi rimbalzi in attacco. Negli ultimi minuti però si sono scatenate Crippa e Gatti, davvero un'altra categoria entrambe, e hanno ricucito lo strappo. Ora bisogna vedere se i due fenomeni del Geas terranno questo rendimento fino alla fine, o se qualche compagna darà loro una valida mano, perché finora Roma, almeno in attacco, è decisamente più squadra.
Vittoria meritata per il Città Futura, 67-60. Il Geas non riesce mai a passare avanti, arriva al massimo a -2 dopo 4' del 3° quarto. Ma Gatti cala nella ripresa, Giorgi è sempre chiusa in area e non combina quasi nulla, Arnaboldi a sua volta è messa sotto fisicamente e non trova triple smarcate; così Roma riallunga con Servillo (tripla e grande serpentina su Crippa) e poi una tripla di Cinili (+13). Il Geas nell'ultimo quarto, dopo il 4° fallo di Crippa, si arrocca a zona e recupera tanti palloni ma la stanchezza si fa sentire, persino a "Wonder Woman" Crippa non entra più quasi niente, sicché dal 62-52 al 33' al 63-56 al 39' il punteggio rimane pressoché bloccato ed è vittoria Città Futura, bis tricolore. Applausi comunque per il Geas, ma nell'atto conclusivo è dipeso troppo dalle due "big" Crippa e Gatti, mentre Roma, pur senza Toto, ha avuto molto da varie giocatrici, inizialmente ad esempio Nnodi (13 rimbalzi nel solo 1° tempo), poi Servillo, oltre a una prova costante per Quarta, Tava e Cinili.
Curiosità: in telecronaca, durante il 4° periodo, han detto che c'erano 115 utenti collegati.
Sull'importanza dei media per la popolarità di uno sport
Ogni caso è diverso. Il nuoto ha avuto un boom di tesserati, mi risulta, da quando improvvisamente a Sydney si è fatto il botto e i media hanno valorizzato i nuovi eroi delle piscine, da Rosolino a Fioravanti ecc., per arrivare alla Pellegrini di adesso. Ma poi anche nel caso del volley non sono tanto d'accordo con te, perché se ti ricordi bene, a inizio anni '90, quando esplose la nazionale di Velasco, ci fu un pompaggio mediatico allucinante di 'sto caz di volley, che io avevo travasi di bile perché lo contrapponevano sempre al "fallimentare" basket, e ogni volta che vedevo Giani fare la pubblicità del Maxicono sputavo sulla tv;
ma il tutto ebbe fior di effetti, che vedevi i ragazzetti che mollavano il pallone a spicchi e si esaltavano a tirare schiaffoni oltre la rete gridando "Zorzi" o "Lucchetta". E questo era puro boom mediatico. Poi per fortuna si sgonfiò; nel femminile è stato forse diverso, ma non c'è una regola universale.
Logicamente ai media devi offrire cose da raccontare, non è che ti pompano così a caso (di solito), ma il Geas, con la promozione e tutto quello che c'è dietro, l'ha meritato. E' chiaro che è solo un granello nell'oceano, nella fattispecie, però dire "in toto" che i media non servono a nulla è sbagliato, anche perché non si capirebbe come mai quasi tutti invochino più spazio nei media medesimi. O son tutti sciocchi o han capito che un po' serve.
venerdì 30 maggio 2008
Finali nazionali U19 - Geas e Città Futura finaliste
E' appena finita la semifinale tutta lombarda alle finali under 19: 69-53 per il Geas che raggiunge così il Città Futura Roma nella finalissima più pronosticata alla vigilia.
Partita dominata da Sesto che è in strepitosa serata balistica e non concede nulla a zona, sfruttando la superiorità fisica rispetto alle più giovani avversarie. A metà 3° quarto, per dire, era doppiaggio sul 48-24, a 5' dalla fine ancora +24.Domani quindi possibilità di un bis per il Geas dopo la promozione in A1. Roma invece va per il bis di titoli U19, ma rispetto all'anno scorso non avrà l'mvp Giulia Toto, notoriamente appiedata da un problema di tesseramento.
Considerazioni varie sul Geas
Indubbiamente, nessuna aveva Rios, però bisogna anche essere abili ad andarla a prendere dalla B2, convincerla a fare un'esperienza al piano di sopra e scommettere che sia dominante anche in A2.
Mi è piaciuto, del Geas, anche l'anno prima con Kuzmaite (per quanto meno fruttuosa), che non siano andati a pescare una straniera in mezza Europa, ma abbiano cercato nel materiale a disposizione in Lombardia, prendendo quindi delle persone già integrate con la lingua, l'ambiente del basket regionale ecc. Perfettamente in linea con la filosofia di valorizzazione dei prodotti lombardi (costruiti in casa o presi altrove in età giovane), anziché far la squadra con mestieranti prese di qua e di là come hanno fatto quest'anno, ad esempio, Umbertide o Pontedera.Va notato, inoltre, che il Geas del 2005, senza Rios, arrivò alla "promozione virtuale" con soli prodotti lombardi, a parte Salvestrini che però ormai era lombarda d'adozione.
Quindi non è che prima di Rios ci fosse il nulla. E, se permetti, tra Cervia-Muggia-Borgotaro e il Geas, quest'anno ci sarebbe stato un netto divario anche senza il fattore-Rios.
Che poi non sia l'unica società che fa bene sul settore giovanile, siamo d'accordo: ma nessuno ha detto questo, solo che il "boom mediatico" Geas si deve alla promozione ottenuta e alla quantità di storie che ci stan dietro, che ovviamente le altre società non possono vantare.
Comunque mi vo convincendo, in questi giorni, che se il Geas trova le risorse potrebbe fare l'A1 a mo' di Cavezzo quando fu promossa 3 anni fa... cioè pigliare 3 straniere soltanto, senza spendere troppo, e basarsi sul nucleo italiano che ha conquistato la promozione. Mantenere 4 o 5 della squadra di quest'anno sarebbe già una bella cosa. Tra l'altro Cavezzo il primo anno si salvò. Anche se con l'A1 a 14 squadre è più difficile.
Resto altresì convinto che l'A1, per come è fatta attualmente, sia lontana mille miglia dal modo di essere del Geas sotto Carzaniga. Però mi sembra anche di percepire che la volontà di provare a fare 'sta A1 ci sia, e d'altronde mi sembra anche giusto.
Ma intanto deve chiarirsi la situazione di Galli. Ahò, tutto è possibile, anche che vada a Como, ma allora mi stupisco del fatto che Velluzzi, sul sito della Gazzetta, lo desse come punto fermo del prossimo futuro. Non credo parlasse senza qualche informazione fresca.
giovedì 29 maggio 2008
Galli alla Comense? Velluzzi sembra smentirlo
C'è questa ipotesi di Galli a Como che è veramente interessante.
Qua siamo veramente nel mistero. Leggo l'articolo di Velluzzi, quello appena apparso sul sito della Gazzetta, e dice:
TECNICO - Il garante di tutto dovrà essere Roberto Galli, l'uomo che ha condotto la squadra al traguardo. Non allenava da più di 15 anni, ha fatto un miracolo. "Mi sono riavvicinato portando mia figlia Francesca agli allenamenti. Ho visto, da papà, cosa c'è in questa società, l'ambiente, il movimento, un settore giovanile forte, con le junior che per due anni di fila sono alle finali. Mi ha convinto Natalino, ero deciso a fare un anno. Adesso ci penso bene. Quel che va capito è che il movimento femminile deve godere di pari dignità rispetto a quello maschile, di pari opportunità, visto che la parola è tanto in voga. Anche in Italia questa cultura deve affermarsi. Noi faremo di tutto per andare avanti bene. La squadra, comunque, ha dimostrato di saperci fare. E' stata in testa dall'inizio e nei playoff si è imposta. Segno che è diventata grande".
Cioè, in pratica, eravamo rimasti che (a) lasciava di sicuro per fare solo il procuratore; è venuto fuori poi che (b) secondo alcuni ha già firmato per Como; ora invece apprendiamo che (c) sta pensando di rimanere e dovrà essere "il garante di tutto".
E' proprio il caso di dire: chi vivrà vedrà.
mercoledì 28 maggio 2008
Articolo sul Geas (dalla Gazzetta dello Sport)
Bisognerebbe far lo sforzo di capire che non è solo un articolo pro-Geas, è un articolo pro-basket femminile, come tutto ciò che cerca di far capire, al di fuori della solita cerchia di appassionati, che anche il basket femminile è bello e può offrire cose da raccontare.
Tutto quello che serve a questo scopo, dev'essere ben accetto, altrimenti poi è inutile lamentarsi se i media generalisti parlano di basket donne solo quando c'è qualcuna che scappa con la fidanzata... 
Cià, va', lo riporto, l'articolo:
Se non credete alle favole, fermatevi qui. Ma sarebbe un peccato, vi perdereste una delle storie dell'anno. Vera. L'ultimo capitolo è stato il 75-71 con cui la Tüv Italia Geas di Sesto San Giovanni ha risolto, sabato scorso, la finale di A2 femminile
contro la Sea Logistic Crema. Primo flash: la regista della squadra che dopo 15 anni ha restituito l'A-1 al primo club italiano campione d'Europa (1978) è la ventenne Giulia Arturi, figlia di Rosi Bozzolo che nello stesso ruolo dirigeva Mabel Bocchi, Wanda Sandon e le altre interpreti della dinastia geassina degli anni Settanta.
Laureate. Ma ci sono tanti altri intrecci in questa promozione fatta di persone speciali come il capitano Annalisa Censini, laureata in economia, di giorno product manager per Sorrisi e Canzoni Tv, di sera 165 centimetri di energia e leadership. O come Michela Frantini, che in queste settimane, continuando il suo tirocinio nel carcere di Bollate per specializzarsi in psicologia sociale, ripenserà alla tripla con cui ha risolto la partita decisiva. Il basket è la seconda attività anche per le studentesse universitarie o liceali Arnaboldi, Arturi, Calastri, Crippa, Marulli, Ponchiroli, Schieppati, Tomanovic, Tresoldi, che completano un nucleo giovane, costruito anno dopo anno in economia: in un'A-2 dove circolano ingaggi già molto interessanti, a Sesto le ''under'' giocano gratis, le altre ricevono solo piccoli rimborsi spese, e la pizza del dopopartita la pagano di tasca propria. E' il budget più ridotto a questi livelli che si ricordi.
Ritorni. C'è un tocco di esotismo, naturalmente: la trentenne mamma cubana trapiantata in Brianza Yadiletsy Rios, ala-pivot del '77, ex nazionale del suo Paese, italiana per matrimonio: veniva da uno stop per un lungo infortunio, poi per la maternità e infine da una stagione in B-2; ha scritto 32 punti e 13 rimbalzi in gara-3 di finale ed è la giocatrice dell'anno. Il tecnico? Storia ai confini della realtà anche questa perchè Roberto Galli non allenava da vent'anni giusti: campione d'Italia alla guida di Vicenza nell'84, aveva chiuso con la panchina nell''88: un improvviso ritorno di fiamma lo ha trasformato nel ''comeback of the year''. Ha preso una squadra a gestione familiare, reduce da due stagioni a metà classifica, l'ha trasformata in una macchina da canestri (miglior attacco del campionato) e poi l'ha fatta viaggiare tra il primo e il terzo posto, trasmettendole anche il gusto per il bel gioco.
Shock. Ma l'uomo che ha messo insieme queste persone si è perso la festa finale. ''Come te nessuno mai. Grazie Nat'' è lo striscione che ha accompagnato le rossonere per tutti i playoff: ''Nat'' è Natalino Carzaniga, il presidente factotum (finanziatore, manager, autista, scoutman...). Ha scelto quasi tutte le ragazze quand'erano bimbe: per loro è una sorta di insostituibile zio e confidente. Viene fulminato da un infarto lo scorso 3 maggio, a 49 anni. Uno shock da rimanere senza fiato. E' proprio il capitano Censini a trovarlo esanime in casa quel maledetto sabato mattina. Un calendario impietoso impone a tutte di scendere in campo poche ore dopo. A Ivrea si gioca piangendo. Ai funerali partecipa una grande folla, guidata da decine di bambine del minibasket in divisa sociale. La bara viene richiusa mentre le ragazze della prima squadra tutte intorno lanciano l'urlo di battaglia. In questo clima si cominciano i playoff, poche ore dopo: lacrime e canestri. Non si sa come, ma la favorita Bologna viene eliminata, dopo una memorabile rimonta in gara-3 di semifinale al PalaDozza, con il pivot Calastri a reggere l'ultimo quarto col naso rotto da una gomitata. Poi un'altra serie stupenda con Crema ed è A-1. ''Abbiamo vissuto per tutti i playoff in un'altra dimensione'', spiega Frantini. Tutte giocavano senza sapere se la società sarebbe esistita ancora di lì a qualche giorno: ''Per noi e per Nat''.
Finale. Serve altro per uno sceneggiatore a corto d'idee? Forse l'''happy end'' definitivo: e tutte giocarono felici e contente in A1. La sfida più difficile comincia ora: trovare le risorse che permettano di non rinunciare al traguardo raggiunto. La perdita improvvisa di Carzaniga complica tutto, il tempo stringe. C'è il progetto di formare una Srl con il maggior numero possibile di soci-finanziatori: sarebbe un delitto se, a due passi dalla grande Milano, non arrivasse il sostegno richiesto a questa fabbrica di sogni. Ne conoscete altre così?
Finali nazionali U19 (2^ giorn.)
Geas a segno anche nella seconda giornata delle finali U19, contro Udine paròn di casa. Ho seguito l'ultima parte in diretta internet (commento di parte udinese, sigh).
Per due quarti il Geas è stato sotto, poi ha impattato in avvio di ripresa; verso fine 3° quarto Crippa, fin lì 'na bbestia (22 su 50 della squadra a quel punto), è andata in panchina con 4 falli, ma è salita in cattedra Gatti che ha segnato e fatto segnare Giorgi; bene pure Arnaboldi. Break definitivo verso metà 4° quarto (+13 a 4' dalla fine). Finale 79-69.
Domani ultima partita del girone con l'Athena Roma. Potrebbe esserci un derby lombardo in semifinale con la Comense, se tutto va liscio.
martedì 27 maggio 2008
Articolo su Geas-Crema G3 (dalla Prealpina)
Visto che ho poche speranze di mettere in tempi non biblici un resoconto "a ruota libera" di gara-3 Geas-Crema, incollo il materiale della Prealpotta di ieri.
Intanto le finali U19 cominciano bene per le lombarde: 79-66 del Geas su La Spezia e bel colpo per la Comense, 65-64 su Parma. ![]()
Tüv Italia Geas-Sea Logistic Crema 75-71 (38-29)
GEAS: Tomanovic ne, Arturi 4, Censini 8, Ponchiroli 7, Schieppati, Crippa 7, Frantini 17, Arnaboldi, Rios 32, Tresoldi ne. All. Galli.
CREMA: Fumagalli 20, Canova, Barbiero 6, Caccialanza 10, Vujovic 11, Monticelli 11, Cerri 2, Genta, Bergvalde 11, Capoferri ne. All. Bacchini.
«Nat...uralmente grandi – Grazie ragazze». Nello striscione che unisce Natalino Carzaniga, il presidente appena scomparso, e le sue giocatrici, c’è il senso dell’impresa compiuta da questo incredibile Geas. Sarebbero state grandi lo stesso, anche se avessero ceduto a un Crema che a sua volta ha dato tutto per vincere, in una partita vibrante e a ritmi altissimi come le prime due della serie; ma le rossonere hanno superato pure l’ultimo ostacolo, prendendo subito il comando senza più mollarlo. E alla fine è esplosa la festa davanti ai 400 spettatori stipati nel PalaFalck, tra cui tante figure importanti di una tradizione che le ragazze guidate da Roberto Galli hanno onorato e fatto rifiorire… nella speranza che la nuova sfida che si apre ora, quella societaria, confermi l’A1 riconquistata sul campo dopo 15 anni.
Vittoria come sempre del collettivo, quella di gara-3, ma con due protagoniste: una Rios dominatrice assoluta (14/21 al tiro, 13 rimbalzi, 4 recuperi, 44 di valutazione) e una Frantini che, nei momenti critici, si conquista canestri a rimbalzo in attacco e in entrata (2/8 da 3 ma 4/6 da 2 e 11 rimbalzi) e infila la tripla decisiva nell’ultimo minuto.
In avvio, la Tüv Italia vola sul 9-2 con un siluro di Censini, poi 13-5 su un canestro al volo di Rios servita da Arturi, mentre Crema, schierata a zona e con la ‘90 Cerri in quintetto, impiega un quarto a “metabolizzare” l’assenza della leader Barzaghi, infortunata in gara-2 (di là ancora out Calastri). Una bomba di Crippa sulla sirena fissa il 18-9 al 10’, ma basta uno sprazzo alle ospiti, trascinate da Fumagalli (3/8 da 2, 4/8 da 3), per centrare la loro unica parità (22-22 al 13’), prima che una penetrazione di Arturi e due canestri di Frantini, “di rapina” a rimbalzo, facciano ripartire il Geas. A inizio ripresa, però, si sveglia Bergvalde, che insieme all’ex-sestese Vujovic riporta a contatto le ospiti (45-43 al 26’), mentre Sesto, con Crippa frenata dai falli (1/8 in soli 20’) e Censini acciaccata, ha poche alternative alla sua cubana, ma evita l’aggancio con Frantini e Ponchiroli (53-50 al 30’).
L’ultimo quarto è una volata infinita: Crema accorcia subito a -1 con Monticelli, ma poi fallisce tutte le occasioni del pari o del sorpasso, così la Tüv Italia riallunga a +6 con Rios e Frantini (60-54 al 35’), mentre Arturi “francobolla” Fumagalli. La stanchezza non impedisce alle due squadre di scambiarsi colpi da applausi: tripla di Censini, risponde Caccialanza (63-59 al 37’), Rios trova due canestri d’oro in mischia (68-64) mentre Barbiero fa 0/4 ai liberi; ancora Caccialanza segna in arresto e tiro, ma uno scarico di Censini trova pronta Frantini per la bomba-partita (71-66 a -40”). Poi sono proprio le due compagne di tante battaglie a chiudere con un 4/4 in lunetta: ed è trionfo.
Interviste dopopartita
QUI GEAS
Gioia, energia scatenata ma mai eccessiva, com’è nello stile del Geas e di queste ragazze, nei festeggiamenti del dopopartita. Capitan Censini esegue il taglio della retina, c’è il tuffo collettivo sul parquet del PalaFalck e poi il “trenino” in mezzo ai tifosi entusiasti, e ancora mille altri abbracci, tra cui quello commosso di Selene Marulli (purtroppo fuori squadra nell’ultima parte di stagione) alla vice Renata Salvestrini.
Mentre Yadi Rios tiene in braccio il figlioletto e Martina Crippa, insieme alle altre più giovani, esulta ma si prepara già alla prossima avventura, le finali Under 19, Annalisa Censini ricompare con la scritta “A1” sul viso e sulle braccia: «La dedico a Natalino Carzaniga, a questo pubblico, alla mia squadra meravigliosa che non molla mai e trova sempre la giocata giusta, a prescindere da chi sia in campo». Michela Frantini: «Abbiamo vissuto per tutti i playoff come in un’altra dimensione, senza renderci conto... Stasera Rios è stata super, ma brave anche noi esterne a lottare forte a rimbalzo». L’infortunata Alessandra Calastri: «Un’emozione incredibile, ho sofferto fino in fondo con le ragazze, alla fine la forza del gruppo è venuta fuori ancora una volta». Giulia Arturi: «È stata una partita di nervi, e alla fine noi ne abbiamo avuti di più. Grazie ai tifosi». Per sua madre Rosi Bozzolo, bandiera dello storico Geas anni ’70, è una soddisfazione doppia: «In comune col passato c’è lo spirito, la volontà che queste ragazze hanno messo in campo. Meritavano di essere loro a riportare Sesto in A1: sono rimaste unite in tutte le difficoltà, guidate da un allenatore che ha saputo dar loro sicurezza, riprenderle quando serviva e dettare ogni volta i tempi giusti». Ed ecco proprio Roberto Galli (che conferma l’intenzione di lasciare): «Brava Crema a rientrare più volte in partita, ma noi abbiamo dato l’ennesima prova di forza mentale nel respingerla sempre. Penso a quanto sarebbe felice Natalino se fosse qui ora: questa vittoria è il mio regalo per lui». Dedica per “Nat” anche dal dirigente Carletto Vignati: «Qualcuno, da lassù, ci ha dato una mano. Ora ci sarà da lavorare».
QUI CREMA
Tra gli sconfitti, il dispiacere per una promozione sfuggita di un soffio si unisce al riconoscimento dei meriti del Geas e alla consapevolezza di aver fatto una grande stagione. «Abbiamo pagato un po’ di sfortuna e qualche sbavatura in alcuni momenti-chiave – analizza il coach cremasco Filippo Bacchini. – È stata comunque una gran partita, che siamo stati capaci di rimettere in piedi: se fossimo passati avanti almeno una volta, avremmo forse dato una svolta psicologica decisiva. Ma Sesto ha condotto per 40 minuti, vittoria meritata». Due ex-Biassono e Carugate, oggi colonne portanti di Crema, faticano a trovare le parole: «Questione di episodi... ci riproveremo l’anno prossimo», si limita a commentare una delusa Laura Fumagalli, top scorer delle sue. «Pochi credevano che potessimo arrivare fin qui, e anche oggi siamo riuscite a dare il massimo pur senza Barzaghi – si consola Martina Monticelli. – Abbiamo sbagliato qualcosa di troppo da sotto, ma non credo che il risultato sia dipeso da questo. Brave loro a ricacciarci sempre indietro».
Finali nazionali U19 - vigilia
Oggi cominciano a Udine le finali nazionali under 19. Due rappresentanti lombarde: Geas (fresche fresche di playoff...
) e la giovanissima Comense. Città Futura Roma a caccia del bis.
Il Geas a caccia dello scudetto under 19, la giovane Comense vuol passare almeno un turno. Le due dominatrici della stagione lombarda si presentano con buone ambizioni all’appuntamento-clou di Udine, da domani a sabato.
Finali nazionali senza un padrone designato, anche se le campionesse in carica del Città Futura Roma hanno le carte in regola per il bis, con un organico iper-collaudato: l’ala Cinili – quasi 15 minuti e 2,2 punti di media quest’anno in A1 con la “casa madre” S. Raffaele –, i play Servillo e Quarta, l’ala Tava (queste ultime due del ’91), ma non la miglior giocatrice delle finali 2007, Toto, per problemi di tesseramento. In girone con loro c’è la Comense di Riccardo Caimi, che in quanto a talento è seconda a poche, con il trio Elena Bestagno-Pasqualin-Spreafico (qualche “comparsata” anche in A1 per loro) e un buon contorno con le varie Cotta, Mandonico, Bossi, Pastorino – assente però Tunguz -, ma dovrà pagare meno dazio possibile alla sua giovane età (quasi tutte del ’91). Può essere decisiva già la partita d’esordio con Parma, che presenta tanti elementi già noti da anni (le guardie Fall, Zambrini, Pieropan; la lunga Pozzati), con l’interessante novità lituana Narviciute, 190 cm del ’90. Outsider del gruppo, S. Martino di Lupari, con varie giocatrici protagoniste della promozione in A2 del club veneto; occhio al play-guardia Cattapan e all’esterna Nausicaa Fassina.
Nel girone B, il Geas di Roberto Galli ha il potenziale per primeggiare, con Crippa “arma totale” a questi livelli, i doppi tesseramenti Gatti (2,7 punti di media in A1 con Montichiari), Giorgi e Villa, e il trio Arnaboldi- Schieppati-Tomanovic sicuramente cresciuto in questa super-annata di A2; l’incognita nasce dal fatto che i playoff della prima squadra hanno tolto energie e impedito di allenarsi “ad hoc” per queste finali. Anche per Sesto è delicato il match d’esordio, contro un La Spezia che abbiamo visto in B1 contro le nostre Rho, Varese, Vittuone & C.: collettivo solido, con l’esterna Templari e la lunga classe ’90 Martina Bestagno come punte (qualche minuto anche in A1 per loro). Attenzione pure alle padrone di casa di Udine, anche se rispetto all’anno scorso hanno perso ’88 di rilievo e, di giocatrici già importanti in A2, schierano solo il play “genio e sregolatezza” Striulli e la guardia Vicenzotti. Chiude l’Athena Roma, sulla carta la meno accreditata tra le finaliste, ma reduce da un discreto campionato in B1.
Notizia interessante, infine, per gli appassionati: è prevista la trasmissione in diretta delle partite sul sito www.digiemme.org.
domenica 25 maggio 2008
A caldo sulla retrocessione di Carugate
Carugate ha pagato tanti fattori negativi, a partire dal budget definito solo in extremis, con conseguente affannoso rastrellamento sul mercato delle ultime giocatrici rimaste, passando poi per l'abbandono della straniera Ohanian, senza dimenticare il raddoppio delle retrocessioni rispetto all'anno scorso. Ovviamente ci si potrebbe chiedere all'infinito cosa sarebbe successo se non fosse stato esonerato De Tisi, ma di fatto sarebbe bastato giocare meglio l'ultima partita per salvarsi. Evitare i playout in ogni caso sarebbe stato quasi impossibile, si sapeva fin dall'inizio che l'obiettivo era evitare la retrocessione diretta per poi provare a salvare la pellaccia ai playout. La prima parte è riuscita, la seconda no. ![]()
A caldo su Geas-Crema G3 (Geas promosso)
Geas TVB!

Sono soddisfazioni... Anche per chi le segue da fuori con imparzialità a prova di bomba...
(Incenerito da Fumagalli a fine partita: "Tu tifavi Geas!"). E' incredibile, in tre settimane dal dolore per la scomparsa di Natalino Carzaniga a questa festa.
Annata fantastica, squadra fantastica, vi meritate tutto e anche di più. You are the champions.
Al lavoro, imbrattacarte!
A prop, mi scuso con l'addetto stampa di Crema che era seduto di fianco a me se l'ho piantato in asso a fine partita, ma ero un po' travolto dai festeggiamenti e quanto ne segue.
PS: complimenti a Mio Mao per aver inaugurato pagina 500 con questo momento da ricordare. Vinci una salamella da riscuotere al torneo di Binzago. Sul serio, eh. Poi prometto anche una salamella alle ragazze del Geas che verranno a giocare dopo essersi riprese dalle fatiche (alla fine me la dovrei cavare con quattro o cinque salamelle, credo...
Ah, scusate lo stato confusionale ma è abbastanza logico... Michela Frantini canestro decisivo, comprenderete...

Questa invece è per la tripla decisiva di Michela Frantini: Happiness is a warm gun...
Due donne due miti. Dopo tanti anni di battaglie insieme ce l'hanno fatta. Oh yeah.
sabato 24 maggio 2008
Il Bollettino Lombardo (28)
B1
Finale playoff, gara-1
Autorighi Lavagna-Pilot Italia Biassono 47-56 (25-24)
LAVAGNA: Annigoni ne, Patelli 6, Carbonell J., Canepa 4, Fantoni 2, De Scalzi 16, Peirano 8, Fortunato 2, Carbonell V., Principi 9. All. Gioan.
BIASSONO: Busnelli, Scudiero 12, Gariboldi, Colombo, Molteni ne, Viganò 6, Barbieri 21, Dell’Orto 6, Galbiati ne, Zanon 11. All. Gualtieri.
Gara-2
Pilot Italia Biassono-Autorighi Lavagna 74-63 (40-32)
BIASSONO: Scudiero 13, Gariboldi V. 9, Viganò 6, Barbieri 19, Dell’Orto 6, Zanon 21, Molteni ne, Colombo ne, Gariboldi E. ne. All. Gualtieri.
LAVAGNA: Annigoni, Patelli 11, Carbonell J. 3, Canepa 3, Fantoni, De Scalzi 18, Peirano 9, Fortunato 13, Carbonell V. 2, Principi 4. All. Gioan.
Biassono, sei grande.
In gara-2, davanti ai 350 spettatori di via del Parco, Biassono ha iniziato forte, poi si è vista rimontare nel 3° quarto, quando Barbieri è uscita per un lieve infortunio; ma poi la regista di casa è rientrata, la Pilot ha avuto una sfilza di tiri liberi e ha ripreso il largo. Gran bel traguardo per le ragazze di Gualtieri, che coronano tre stagioni in crescendo: nono posto nel 2006, semifinali-playoff l'anno scorso (perse proprio con Lavagna) e promozione quest'anno.
Soddisfazione per il Comitato che vede trionfare la sua quasi-Favorita "Fifi" Scudiero, la sua (del Comitato) concittadina Claudia Colombo e altre conoscenze del torneo di Binzago (ahò, ma allora è una fissazione!! Ebbene sì, non s'era ancora capito?
). E poi, misurando accuratamente, Biassono è la squadra più vicina alla sede del Comitato suddetto. E allora festa e fuochi d'artifizio! Yeah! 
No, più seriamente siamo contenti anche perché Biassono è una società che lavora bene anche nel settore giovanile, prova ne è, ad esempio, che le under 17 si sono appena qualificate per le finali nazionali, mentre l'anno scorso arrivò il secondo posto assoluto tra le under 14 dietro la Kocca Napoli.
Purtroppo però la Lombardia perde un'altra squadra di B1, in questo caso nella... direzione sbagliata, visto che Albino fa 0-2 nella serie playout con La Spezia (62-63 in gara-2, ostreghéta)
B2
Quando ormai manca solo lo spareggio tra Urago Oltremella (vincitrice dei playoff lombardi) e Borgomanero (campione del Piemonte) per l'ultima promozione in B1 (oggi gara-1, sabato prossimo il ritorno), il quotidiano "La Prealpina"
La giocatrice più votata in assoluto è Laura Marcolini, mentre nelle altre due categorie si sono imposte Cristina Crotti e, a pari merito, le ’89 Giunzioni e Scarpa. Ecco i risultati completi.
QUINTETTO IDEALE - Play: Zacchetti (Lodi, 9 voti). Esterne: Martin (Urago, 11) e Soncin (Usmate, 5) ex aequo con Capiaghi (Cantù, 5). Lunghe: Marcolini (Urago, 12) e Biasini (Lodi, 8).
Altre votate: Mora (Canneto, 5 voti), Flynn (Urago, 4), Pini (Cantù, 3), Mazza (Urago, 2), Tunc (S. Gabriele, 2), Accini (Canneto, 1), Acerbi (Melzo, 1), Aloise (Canegrate, 1), Conti (Mariano, 1), Drew (S. Gabriele, 1), Giannoni (Cucciago, 1), Lazdane (Lodi, 1), Napoli (Mariano, 1), Nobis (S. Gabriele, 1), Papagno (Bustese, 1), Pogliana (Villasanta, 1), Scarpa (Lodi, 1), Sordelli (Cucciago, 1), Vanoni (Vertemate, 1).
UNDER 19 - Giunzioni (S. Gabriele, 4 voti) ex aequo con Scarpa (Lodi, 4).
Altre votate: Accini (Canneto, 3), Reggiani (Usmate, 3), Masciaga (Pro Patria, 2).
ALLENATORE - Crotti (Lodi, 9 voti).
Altri votati: Mannis (Usmate, 2), Ferri (Canegrate, 2), Gavazzi (Cantù, 1), Danovaro (Idea Sport, 1), Vittori (Pro Patria, 1).