Visto che ho poche speranze di mettere in tempi non biblici un resoconto "a ruota libera" di gara-3 Geas-Crema, incollo il materiale della Prealpotta di ieri.
Intanto le finali U19 cominciano bene per le lombarde: 79-66 del Geas su La Spezia e bel colpo per la Comense, 65-64 su Parma. ![]()
Tüv Italia Geas-Sea Logistic Crema 75-71 (38-29)
GEAS: Tomanovic ne, Arturi 4, Censini 8, Ponchiroli 7, Schieppati, Crippa 7, Frantini 17, Arnaboldi, Rios 32, Tresoldi ne. All. Galli.
CREMA: Fumagalli 20, Canova, Barbiero 6, Caccialanza 10, Vujovic 11, Monticelli 11, Cerri 2, Genta, Bergvalde 11, Capoferri ne. All. Bacchini.
«Nat...uralmente grandi – Grazie ragazze». Nello striscione che unisce Natalino Carzaniga, il presidente appena scomparso, e le sue giocatrici, c’è il senso dell’impresa compiuta da questo incredibile Geas. Sarebbero state grandi lo stesso, anche se avessero ceduto a un Crema che a sua volta ha dato tutto per vincere, in una partita vibrante e a ritmi altissimi come le prime due della serie; ma le rossonere hanno superato pure l’ultimo ostacolo, prendendo subito il comando senza più mollarlo. E alla fine è esplosa la festa davanti ai 400 spettatori stipati nel PalaFalck, tra cui tante figure importanti di una tradizione che le ragazze guidate da Roberto Galli hanno onorato e fatto rifiorire… nella speranza che la nuova sfida che si apre ora, quella societaria, confermi l’A1 riconquistata sul campo dopo 15 anni.
Vittoria come sempre del collettivo, quella di gara-3, ma con due protagoniste: una Rios dominatrice assoluta (14/21 al tiro, 13 rimbalzi, 4 recuperi, 44 di valutazione) e una Frantini che, nei momenti critici, si conquista canestri a rimbalzo in attacco e in entrata (2/8 da 3 ma 4/6 da 2 e 11 rimbalzi) e infila la tripla decisiva nell’ultimo minuto.
In avvio, la Tüv Italia vola sul 9-2 con un siluro di Censini, poi 13-5 su un canestro al volo di Rios servita da Arturi, mentre Crema, schierata a zona e con la ‘90 Cerri in quintetto, impiega un quarto a “metabolizzare” l’assenza della leader Barzaghi, infortunata in gara-2 (di là ancora out Calastri). Una bomba di Crippa sulla sirena fissa il 18-9 al 10’, ma basta uno sprazzo alle ospiti, trascinate da Fumagalli (3/8 da 2, 4/8 da 3), per centrare la loro unica parità (22-22 al 13’), prima che una penetrazione di Arturi e due canestri di Frantini, “di rapina” a rimbalzo, facciano ripartire il Geas. A inizio ripresa, però, si sveglia Bergvalde, che insieme all’ex-sestese Vujovic riporta a contatto le ospiti (45-43 al 26’), mentre Sesto, con Crippa frenata dai falli (1/8 in soli 20’) e Censini acciaccata, ha poche alternative alla sua cubana, ma evita l’aggancio con Frantini e Ponchiroli (53-50 al 30’).
L’ultimo quarto è una volata infinita: Crema accorcia subito a -1 con Monticelli, ma poi fallisce tutte le occasioni del pari o del sorpasso, così la Tüv Italia riallunga a +6 con Rios e Frantini (60-54 al 35’), mentre Arturi “francobolla” Fumagalli. La stanchezza non impedisce alle due squadre di scambiarsi colpi da applausi: tripla di Censini, risponde Caccialanza (63-59 al 37’), Rios trova due canestri d’oro in mischia (68-64) mentre Barbiero fa 0/4 ai liberi; ancora Caccialanza segna in arresto e tiro, ma uno scarico di Censini trova pronta Frantini per la bomba-partita (71-66 a -40”). Poi sono proprio le due compagne di tante battaglie a chiudere con un 4/4 in lunetta: ed è trionfo.
Interviste dopopartita
QUI GEAS
Gioia, energia scatenata ma mai eccessiva, com’è nello stile del Geas e di queste ragazze, nei festeggiamenti del dopopartita. Capitan Censini esegue il taglio della retina, c’è il tuffo collettivo sul parquet del PalaFalck e poi il “trenino” in mezzo ai tifosi entusiasti, e ancora mille altri abbracci, tra cui quello commosso di Selene Marulli (purtroppo fuori squadra nell’ultima parte di stagione) alla vice Renata Salvestrini.
Mentre Yadi Rios tiene in braccio il figlioletto e Martina Crippa, insieme alle altre più giovani, esulta ma si prepara già alla prossima avventura, le finali Under 19, Annalisa Censini ricompare con la scritta “A1” sul viso e sulle braccia: «La dedico a Natalino Carzaniga, a questo pubblico, alla mia squadra meravigliosa che non molla mai e trova sempre la giocata giusta, a prescindere da chi sia in campo». Michela Frantini: «Abbiamo vissuto per tutti i playoff come in un’altra dimensione, senza renderci conto... Stasera Rios è stata super, ma brave anche noi esterne a lottare forte a rimbalzo». L’infortunata Alessandra Calastri: «Un’emozione incredibile, ho sofferto fino in fondo con le ragazze, alla fine la forza del gruppo è venuta fuori ancora una volta». Giulia Arturi: «È stata una partita di nervi, e alla fine noi ne abbiamo avuti di più. Grazie ai tifosi». Per sua madre Rosi Bozzolo, bandiera dello storico Geas anni ’70, è una soddisfazione doppia: «In comune col passato c’è lo spirito, la volontà che queste ragazze hanno messo in campo. Meritavano di essere loro a riportare Sesto in A1: sono rimaste unite in tutte le difficoltà, guidate da un allenatore che ha saputo dar loro sicurezza, riprenderle quando serviva e dettare ogni volta i tempi giusti». Ed ecco proprio Roberto Galli (che conferma l’intenzione di lasciare): «Brava Crema a rientrare più volte in partita, ma noi abbiamo dato l’ennesima prova di forza mentale nel respingerla sempre. Penso a quanto sarebbe felice Natalino se fosse qui ora: questa vittoria è il mio regalo per lui». Dedica per “Nat” anche dal dirigente Carletto Vignati: «Qualcuno, da lassù, ci ha dato una mano. Ora ci sarà da lavorare».
QUI CREMA
Tra gli sconfitti, il dispiacere per una promozione sfuggita di un soffio si unisce al riconoscimento dei meriti del Geas e alla consapevolezza di aver fatto una grande stagione. «Abbiamo pagato un po’ di sfortuna e qualche sbavatura in alcuni momenti-chiave – analizza il coach cremasco Filippo Bacchini. – È stata comunque una gran partita, che siamo stati capaci di rimettere in piedi: se fossimo passati avanti almeno una volta, avremmo forse dato una svolta psicologica decisiva. Ma Sesto ha condotto per 40 minuti, vittoria meritata». Due ex-Biassono e Carugate, oggi colonne portanti di Crema, faticano a trovare le parole: «Questione di episodi... ci riproveremo l’anno prossimo», si limita a commentare una delusa Laura Fumagalli, top scorer delle sue. «Pochi credevano che potessimo arrivare fin qui, e anche oggi siamo riuscite a dare il massimo pur senza Barzaghi – si consola Martina Monticelli. – Abbiamo sbagliato qualcosa di troppo da sotto, ma non credo che il risultato sia dipeso da questo. Brave loro a ricacciarci sempre indietro».
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