lunedì 29 ottobre 2012

I titoli (28 ottobre)

A1 - Impresa Parma, ferma Schio (ancora senza McCray) con Harmon e Kireta (66-64)


A1 - Lucca in testa con il duo umbro Orvieto-Umbertide: potere centro-italico

A1 - Enrica Paviaaaa! Missile tabellato da 18 metri e Pozzuoli stende Priolo

A2 Nord - Venezia distrugge Crema (84-49), rullo S. Martino a Biassono: ancora potere veneto

A2 Nord - Marghera passa in tromba a Muggia, Alghero piega Udine (Chesta 22), è terza con Milano

A2 Sud - Ragusa monstre, +50 a Viterbo. In scia V.Spezia, Bologna e Napoli

A2 Sud - Allarme College (27-0 nell'ultimo quarto), è all'altezza di un'A2?

Eurolega - Macchi regina della tripla allo scadere, Schio-thrilling a Targoviste

C - La storia Comense prova a ricominciare, vince la prima il Basket Como di Invernizzi

domenica 28 ottobre 2012

Sulla validità o meno di College Italia

In tempi in cui si mettono in discussione spese da 700 euro, è inevitabile che 700.000 euro sembrano mal spesi in ogni caso. Ma non è che il progetto del College si basi sui risultati in A2 o in altra categoria senior. L'obiettivo primario è formare giocatrici. E' evidente che se perdono tutte le partite di 30-40-50 punti c'è qualcosa che non va nella collocazione attuale della squadra in A2, ma due anni fa in A2 si sono salvate al primo turno di playout, quindi non si può dire che non ci stessero. Quest'anno è un altro paio di maniche (d'altronde la migliore, Penna, s'è imprevedibilmente fermata per un contenzioso sul cartellino) ma l'obiettivo primario della formazione di giocatrici rimane.

Non ci sono prodotti del College che giochino adesso da protagoniste al vertice? Di giocatrici sotto i 20 anni che giochino in A1 in modo importante non ce n'è nessuna. Hanno esordito quest'anno le due Dotto e Ferretti, che secondo me andando al College hanno alzato le loro quotazioni.

Riguardo all'A2, ho visto Melchiori 2 settimane fa contro Milano: quando stava al Cavallino Bianco era un diamante grezzo, oggi è una giocatrice di basket vera.
Nel complesso sono troppe giocatrici da esaminare per poter dare una risposta. L'anno scorso avevo comunque segnalato il problema, cioè che qualche reduce non stava convincendo.

Secondo me il problema è stato che il College non è mai riuscito ad avere il meglio del meglio delle annate su cui ha lavorato.

giovedì 25 ottobre 2012

Wnba: fine stagione, titolo a Indiana

Due parole sulla conclusione della Wnba. Ha vinto Indiana a sorpresa in finale su Minnesota campione uscente, che sembrava di nuovo favorita con stelle quali Moore, Augustus, Whalen, mentre le Febbre (Fever) avevano perso Katie Douglas per infortunio.

Invece è finita 3-1 per Indiana, con la grande veterana Tamika Catchings premiata mvp.
Da segnalare che Augustus, nei giorni della finale, ha fatto grande scalpore schierandosi a favore dei matrimoni gay di cui in Minnesota si sta dibattendo per l'introduzione. Lei è parte in causa, nel senso che vorrebbe regolarizzare con la compagna.

martedì 23 ottobre 2012

Un parere su Valmadrera

Credo che Valmadrera abbia il potenziale per stare sopra l'ultima fascia, però ha bisogno che Giunzioni torni quella di 2 anni fa, che Piotrkiewicz non stecchi orrendamente come nell'ultima partita e poi che la regia cresca col passare del tempo, perché ora come ora Zucchi titolare è un azzardo, visto che ha sì delle doti, la tipa, ma era pur sempre il terzo play di Biassono lo scorso anno ed è una '92 che deve guidare veterane.


Pardon, vedo ora che nell'ultima partita Zucchi è stata messa in panchina con Bussola-Molteni guardie titolari. Però nessuna delle due è un vero e proprio play a livello di A2. Quindi resta l'azzardo in regia.

Su Valmadrera aggiungo che ha una rotazione molto profonda rispetto alla maggioranza delle squadre (contro Muggia tutte e 10 oltre i 10' di impiego), però al momento questo non fa la differenza in positivo, anzi forse spezza un po' i ritmi a tutte. D'altronde è difficile delineare gerarchie chiare se i valori delle giocatrici sono molto simili... Può darsi che col passare dei mesi Gualtieri capisca su chi può puntare di più, e la freschezza dell'organico lungo aiuti Valma a superare chi magari arriva bollito alla fine.

lunedì 22 ottobre 2012

I titoli (21 ottobre)

 A1 - Umbertide d'autorità su Taranto, Umbria padrona anche con Orvieto


Francia - Ballardini che disgrazia! Si rompe il menisco, fine avventura a Bourges

A2 Nord - Frantini la tripla e Gottardi la stoppata, Milano sbanca Crema (62-63)


A2 Nord - S. Martino in volata a Crema, resta sola con Venezia (travolgente a Broni)

A2 Nord - Zanardi sculaccia Maffenini (27 a 7), Alghero passa a Cremona. Ossigeno Biassono a Cagliari

A2 Sud - Cigliani dice 25 e Bologna espugna casa Virtus Spezia

A2 Sud - Ariano infilzata da Ancona (Sordi 26): Ragusa regola la Termo Spezia ed è già da sola

Eurolega - Stagione al via: russe e turche favorite, Spagna in ribasso, Schio competitiva

Wnba - Indiana campione a sorpresa: 3-1 su Minnesota. Catchings mvp

domenica 21 ottobre 2012

Flash sull'A2 + Penna bloccata

Broni perde con la big Venezia ma Zandalasini sembra aver già preso in mano la situazione: 13 punti in 22 minuti, top scorer delle sue. Peccato che per il sito di Lega si chiama Zandalisini.

Milano sbanca Crema di 1 con tripla di Frantini e stoppata di Gottardi dopo che Crema aveva ribaltato tutto in maniera clamorosa e urticante.

Come mai Elisa Penna non sta giocando nel College (che va maluccio)? Infortunata? A quanto pare la questione è che la giuocatrice Penna ha chiesto lo svincolo dal Geas ma per ora è stato rifiutato dagli organi competenti.

Sulla questione dei NAS

Non ho studiato a sufficienza il problema dei Nas per poter valutare se è giusto o sbagliato. E' evidente che in un momento di crisi economica diventa una questione quantomai urgente, e c'è probabilmente molto da sistemare. Mi rimetto ai giudizi dei più esperti, ma a occhio l'incongruenza maggiore mi sembrano i parametri fissi sia per i forti che per gli scarsi, così se uno produce un talento se lo vede portar via sottocosto, mentre se uno vuole tesserare un mediocre lo deve strapagare e non ne vale la pena.

Tuttavia, notato che tu stesso approvi il sistema dei Nas nel suo complesso, la questione dei 3,5 milioni [che sarebbero stati incamerati dalla Fip sui Nas], per quanto spinosa, non mi sembra centrale nel problema, perché il problema è capire se questi Nas sono giusti o rovinosi. Questa storia dei 3,5 milioni va sicuramente approfondita, ma detta come la dici tu è impossibile capire se tale "trattenuta" avviene in base a norme precise, quali motivazioni hanno queste norme e comunque che percentuale rappresentano del totale di soldi raggranellati coi Nas, dei quali mi pare che nel comunicato Fip sia stata ribadita la destinazione pro-movimento in quote intorno all'85%.

mercoledì 17 ottobre 2012

A2: impressioni su Biassono-Udine e Sanga-Venezia

Viste due partite di A2: Biassono-Udine e Milano-Venezia.

Nella prima si confermano le note difficoltà di Biassono, ovvero sotto canestro non c'è possibilità di essere pericolosi per cui dipende tutto dal tiro da fuori e da qualche contropiede; tuttavia a 8' dalla fine (dopo una sospensione per condensa sul parquet: c'era un temporale bestiale) Biassono aveva due liberi per il sorpasso, ma li sbagliava con Porro (che finisce con 16 punti ma 4/18 dal campo: è costretta a forzare oltremisura) e da lì Udine riprendeva fiato demolendo le brianzole con un 2-23 di parziale. Finale 35-57.

Milano-Venezia era un big match, palestra piena, bell'atmosfera anche se in buona parte pubblico neutrale (c'era ad esempio il Geas in folta rappresentanza a guardare le sue tradizionali avversarie giovanili). All'inizio la Reyer sembra di un altro pianeta, andando subito a +10. Poi l'ingresso di Zanon dà al Sanga tutto un altro spessore. Milano interpreta bene la partita, abbassando i ritmi, impedendo a Venezia di correre e francobollando Mandache con Pastorino e Carangelo con Stabile: le due punte veneziane si sbloccheranno solo nel finale. Le molte rotazioni non sembrano, al momento, aiutare la Reyer a trovare continuità, visto che, ad esempio, una buona Melchiori esce dopo aver fatto buone cose e quando rientra, parecchio dopo, ha perso un po' il filo.
Nonostante Frantini giochi solo 10' per un colpo duro subìto al braccio (prova più volte a rientrare ma deve arrendersi) e Gottardi sia febbricitante, Milano è sorprendentemente coriacea, Venezia non si stacca mai e anzi ecco Milano a +5 nel 3° quarto e +7 a 6' dalla fine dopo una tripla di Stabile tabellata da 8 metri allo scadere dei 24 secondi.
Ecco però che le rotazioni di Venezia danno i loro frutti al momento buono, perché nel finale Milano non ne ha più mentre la Reyer, pur non brillando, segna quanto basta per sorpassare con Carangelo (tripla "alla Carangelo", cioè forzata ma segnata in un momento critico) e Mandache.
Sul -3 Milano sbaglia due volte da 3, prende due volte il rimbalzo con Pastorino ma getta il passaggio e s'arrende. Finale 55-59.

E veniamo a un paio di buone notizie per il movimento lombardo:

1) nuovi sponsor inaugurati nel weekend: Paddy Power per il Geas (scommesse) e Lops Arredi per Milano (mobili).
2) le iscrizioni ai campionati Under 19-17-15 sono leggermente aumentate rispetto allo scorso anno (e questo è un mezzo miracolo).

martedì 16 ottobre 2012

Precisazione sulle spese del Geas e la proposta di Mazzoleni

Non dico assolutamente che il Geas abbia fatto una politica di spesa peggiore delle altre società. Dico che ha agito come le altre società, nella qual cosa non c'è nulla di male, anzi c'ha fatto sognare con Penicheiro e compagnia. Il problema è che se la tua proposta di taglio generale dei costi arriva in esatta coincidenza temporale col venir meno dei danari propri, c'è il rischio che qualcuno trovi questa proposta meno convincente di quello che avrebbe potuto essere se fosse stata attuata (attuata, sottolineo, non soltanto ventilata) in tempi precedenti. Ma non lo dico perché il prof. Mazzoleni debba convincere me. Può fregarsene ampiamente. Il problema per lui è convincere gli altri.

Al blocco delle retrocessioni Mazzoleni era contrario. Così in una sua intervista alla Prealpina, data 23 marzo 2009:


Cosa pensa della recente proposta di alcuni club di bloccare promozioni e retrocessioni, come antidoto alla crisi?
«Mi sembra solo un escamotage per ridurre l’impegno finanziario. Porterebbe a uno scadimento dello spettacolo: troppi costruirebbero squadre al risparmio. Piuttosto punterei a regolare i contratti-tipo, magari suddividendoli in fasce (“under”, vincolate, libere, ecc.), e a intervenire sul numero delle straniere».


Allora, io gli do atto che già allora parlava di ridurre le straniere (anche se molti non sono convinti che tagliare le straniere equivalga a tagliare i costi, ma è un'altra questione), però permette che più d'uno, senza bisogno d'essere esperto d'economia, si possa porre il dubbio che il Geas, finché aveva i soldi, era contrario al blocco delle retrocessioni, mentre è diventato favorevole nel momento in cui esso stesso s'è trovato senza soldi?

I titoli (14 ottobre)

A1: Opening Day a Pescara: Schio a fatica su Lucca, sorpresa Orvieto su Parma


A1 - al Gala dell'Opening premiati Sottana, Harmon, Spreafico e Ricchini

A2 Nord - Venezia espugna Milano (infortunata Frantini) in rimonta

A2 Nord - Crema passa a Marghera, è in testa con Reyer e S. Martino (che impressiona)

A2 Sud - Ariano, Ragusa e Virtus Spezia sono già da sole

A3 Nord - riparte con una vittoria il nuovo corso Geas

Wnba - Indiana elimina Connecticut e va 1-0 in finale su Minnesota

lunedì 15 ottobre 2012

A2: flash su Sanga-Venezia

 A 6 minuti dalla fine era +7 Milano nonostante l'infortunio immediato a Frantini che ne aveva messi 25 la settimana scorsa.


L'impressione su Venezia è di un grande potenziale ancora in rodaggio. Milano comunque ha un quintetto di ex A1, era un bel test per le giovani. Inoltre Mandache e Carangelo non erano in gran serata anche se alla fine han risolto.

domenica 14 ottobre 2012

Ancora sull'inutilità del blocco delle retrocessioni e sugli ingaggi passati del Geas

Mi rivolgo a chi ha competenza e buon senso, se vuole intervenire sui seguenti quesiti che riformulo:


1) la Comense ha rinunciato all'A1 perché non sono state abolite le retrocessioni? Vigarano? Alcamo?

2) il caso del volley maschile, di quest'anno, con l'abolizione delle retrocessioni che non ha impedito che le squadre diminuissero da 14 a 12 per effetto di due defezioni, non dimostra che probabilmente anche nel basket femminile sarebbe stato solo un palliativo e non avrebbe impedito di crollare a chi stava già crollando?

3) Mario Mazzoleni ha scritto, pochi messaggi fa, "Cosa muove un prezzo in alto? Il bisogno. Quali sono i motivi di bisogno nel mercato? Vincere o salvarsi. Vincere vale solo per un paio di squadre, salvarsi tutte le altre."
Allora io domando a chi ha voglia di rispondere: per la vostra esperienza, è forse vero che a parte un paio di squadre si pensa solo a salvarsi? O non è forse vero che i presidenti spendono più del minimo che sarebbe indispensabile per salvarsi, in quanto i suddetti presidenti bramano arrivare terzi anziché quarti, arrivare sesti anziché settimi, e così via? E di conseguenza non è forse vero che la reale molla dello spendere non è (per chi non può competere per lo scudetto ma al tempo stesso è al di sopra della fascia più proletaria) la paura della retrocessione ma la volontà (più che legittima) di fare il meglio possibile, che sia il terzo, il quarto, il sesto posto?

4) Non ritenete che la lista di giocatrici da Eurolega, Wnba e nazionali ingaggiate dal Geas nei 4 anni di A1 corrisponda esattamente all'identikit di società che emerge dal punto 3? Ripeto i nomi: Penicheiro (leader di tutti i tempi negli assist in Wnba), Tillis (Wnba), Machanguana (Wnba), Martinez (nazionale spagnola), Mosby (Wnba), Ujhelyi (uno dei migliori centri d'Eurolega), Summerton (argento e bronzo olimpico), Haynie (Wnba), Halvarsson (nazionale svedese, considerata uno dei migliori prospetti d'Europa), Zanon, Wabara.
Ritenete che questi nomi siano stati ingaggiati al solo scopo di salvarsi? O forse non c'era un (legittimissimo) desiderio di ottenere un piazzamento di spessore, pur sapendo di non poter competere per lo scudetto?

5) Di conseguenza, a meno che queste giocatrici per qualche motivo accettassero di giocare al Geas per un compenso inferiore al proprio valore di mercato, tutto ciò non è forse sintetizzabile così: il Geas finché ha avuto i soldi li ha spesi in modo molto simile alle altre società? E che dunque la politica di un drastico taglio dei costi, della riduzione del budget non sia mai stata, in realtà, applicata dal Geas finché non si è trovato in gravi difficoltà economiche?

6) Di conseguenza (ultima), non è logico che nel momento in cui il Geas propone per tutti un drastico taglio dei costi, qualche presidente risponda: "A' Mazzoleni, se tu hai finito i soldi ci dispiace, ma visto che tu finché li avevi li spendevi come gli altri, perché non ce li lasci spendere finché li abbiamo ancora?"

Replica a M. Mazzoleni sull'idea di bloccare le retrocessioni

CITAZIONE (Mario Mazzoleni @ 14/10/2012, 08:21) 
Meur le certezze non sono di questo mondo ma il tema delle retrocessioni è abbastanza semplice da collegare alle rinunce. Perchè si rinuncia? per il costo. Quali sono le voci di costo maggiori? Gli ingaggi? Quali sono i metodi per ridurre i costi di ingaggi?La trasparenza e il rispetto delle regole (tema già affrontato) e il mercato. Cosa muove un prezzo in alto? Il bisogno. Quali sono i motivi di bisogno nel mercato? Vincere o salvarsi. Vincere vale solo per un paio di squadre, salvarsi tutte le altre (mettici in mezzo tutte le opzioni intermedie che comunque vengono trascinate dai due bisogni più grandi). Se a maggio avessimo deciso che non vi sarebbero state retrocessioni (e magari qualche altra cosuccia) il mercato si sarebbe immediatamente raffreddato. Tutti avrebbero iniziato a ragionare su bisogni diversi, molti avrebbero iniziato a guardarsi intorno per ricorprire qualche ruolo, molti avrebbero iniziato a pensare che, in fondo avere 4 straniere per arrivare sesti o due per arrivare 12 lanciando una giovane o rilanciando una meno giovane italiana sarebbe stato più intelligente e i costi li avremmo tagliati. Non sarebbe bastato?

In mancanza di controprova il "se" non può essere né smentito né accertato, quindi chissà.


Però torno a citare il caso del volley maschile perché è concreto. Hanno abolito le retrocessioni ma non è servito a impedire che Belluno (ex Treviso) e Roma rinunciassero, sicché l'A1 è passata da 14 a 12. Questi sono fatti. Quanto alle rinunce che abbiamo avuto noi, vediamo un po'. La Comense? Come ben sappiamo ha avuto problemi non collegabili in alcun modo a retrocessioni o non retrocessioni. Vigarano? S'è trovata il terremoto proprio nei giorni in cui veniva promossa, con le aziende locali in ginocchio. Voi? Avevate già fatto l'iscrizione, nonostante la minaccia della retrocessione, poi avete rinunciato per venir meno di sponsor: se il problema fosse stata la paura di retrocedere, era pur sempre meglio fare l'A1 retrocedendo (in A2) che rinunciare col rischio di dover ripartire dalla Promozione o giù di lì, no? (visto che di garanzie di fare l'A3, in teoria, non ne avevate nessuna quando avete rinunciato). Quando ci sono problemi economici profondi, non c'è retrocessione o non retrocessione che tenga, a meno di fare una squadraccia tipo la Napoli maschile che tu stesso hai citato come esempio da non imitare.

Seconda cosa, non è vero che tutte le squadre di A1 spendono tanto per il semplice bisogno. Anche le squadre che non hanno ambizioni di scudetto spendono più del minimo indispensabile perché, nonostante si faccia finta di no, tutti ci tengono ad arrivare terzi piuttosto che quarti, sesti piuttosto che settimi e così via. Quello che dici non corrisponde al vero, e chiunque partecipa a un campionato lo sa benissimo.

A me riesce difficile credere che nei vostri 4 anni di A1 voi del Geas avete ingaggiato straniere di spessore internazionale come Penicheiro, Tillis, Machanguana, Martinez, Mosby, Ujhelyi, Summerton, Haynie, Halvarsson (tutta gente da Eurolega e/o Wnba e/o nazionale dei propri paesi), e italiane da nazionale fissa come Zanon e Wabara, oppure sostituito Calastri con Debora Danzi, solo per il bisogno di salvarvi. Idem per la maggior parte degli altri. 

venerdì 12 ottobre 2012

Una foto di Zandalasini

Basket giocato: guardate sul sito di Broni la rassegna fotografica della partita di domenica scorsa. C'è una sospensione di Zandalasini in cui va in cielo. Mai visto una sedicenne salire così in alto, io, almeno dai tempi in cui Berta filava.

mercoledì 10 ottobre 2012

Un'altra replica a M. Mazzoleni sull'articolo di De Ponti

L'articolo, a quanto pare, tu lo sposi pienamente. Tuo diritto, ci mancherebbe. Però anche il mio di non essere d'accordo. Tu sostieni: "il richiamo del giornale non era orientato a chi si barcamena per fare giocare 50 bimbi in modo serio, ma metteva il dito sulla piaga che nasce da chi sfruttando queste logiche gonfia la bolla dello sport e riduce la competizione a lotta tra furbi e non furbi".

Ma io torno a far notare che l'articolo non dice nulla di tutto questo (a meno che non abbiamo letto due versioni diverse, ma non credo).
Dov'è la distinzione? Sarò tonto ma non la trovo.
Non c'è scritto qualcosa tipo "guardate che chi imbroglia mette in difficoltà una parte sana, che esiste, è ampia e che fa un lavoro sportivo e sociale meritorio".
No, l'articolo dice "così fan (quasi) tutti, professionisti e dilettanti": bontà sua quel "quasi" tra parentesi, ma il resto sono evasori, elusori, imbroglioni, specialisti in espedienti. Dice, anzi, che lo sport dilettantistico è peggio di quello professionistico dal punto di vista dei trucchi e trucchetti ("quelle dilettantistiche, pur su numeri decisamente inferiori, essendo meno controllate dalla legge alla fine possono evadere molto di più").

Io questo non lo accetto, perché chi legge si fa inevitabilmente l'idea che lo sport dilettantistico sia il regno assoluto della disonestà, prossimo a venire raso al suolo da finanzieri ed esattori. E occhio che anche qui l'articolo dice che "tutti" se la stanno (in pratica) facendo addosso. Non dice: "speriamo che siano beccati i pochi disonesti in modo che gli onesti possano continuare a operare per il bene che fanno". No, è tutta una condanna.
Secondo me, uno che gestisce una società dilettantistica avrebbe il diritto di sentirsi ingiustamente bollato come disonesto, a meno di essere sicuro di rientrare in quel "quasi" tra parentesi.

Dare una lettura dell'articolo come se fosse un semplice appello all'onestà e una denuncia di chi sbaglia (e in tal modo ovviamente zittendo ogni obiezione, perché come si potrebbe obiettare a un discorso del genere?), non corrisponde a quello che l'articolo dice.
E' come se uscisse un articolo con scritto che "(quasi) tutti gli uomini sono stupratori", e se io obietto qualcosa tu mi zittisci dicendo che l'articolo mette il dito su una vera piaga e se eccepisco giustifico gli stupri. Non è corretto.
E io mi chiedo come fai tu, presidente, da un lato ad auspicare il sostegno ai mille Pinotti del nostro mondo, dall'altro ad approvare un articolo che, a mio parere, se lo leggesse qualcuno interessato a sostenere Pinotti, te e gli altri, scapperebbe a gambe levate, perché se un quadro così dipinto fosse vero, sarebbe meglio star lontani mille miglia. Tu hai scritto, mi pare, che questo succede per colpa dei disonesti che fanno fuggire pure gli sponsor onesti. Ma un articolo che dice che (quasi) tutti sono sporchi dà una corretta fotografia della realtà o è un'esagerazione?

I titoli (7 ottobre)

A1 - Schio travolge Taranto in Supercoppa: 51-72. Ora l'Opening Day


A1 - Intanto ecco i premi della scorsa stagione: Sottana, Harmon, Spreafico, Ricchini gli eletti


A2 Nord - Milano si regala Zanon e domina a Valmadrera

A2 Nord - Di Marghera a Udine e di Crema su Alghero i primi colpi

A2 Nord - Battuta Selargius e l'infortunio di Maffenini è lieve, Cremona ride due volte

A2 Sud - Ariano Irpino e Battipaglia, imprese a Salerno e Bologna

Wnba - Minnesota in finale (2-0 a Los Angeles), Connecticut 1-0 su Indiana

Un articolo del Corriere: è dramma fiscale per i club?

Botta e risposta con M. Mazzoleni sull'articolo di De Ponti

CITAZIONE (Mario Mazzoleni @ 9/10/2012, 21:41) 

Inviterei poi Meur a prendersi tutto il tempo che vuole per rifletterci su e poi rispondere alle seguenti domande:
A) se in un qualsiasi sport 7 squadre ottengono risorse in modo illegale e 7 rispettando le regole la competizione e' pulita?
B) se nella stessa competizione dovessimo avere la stessa distribuzione tra chi paga chi scende in campo rispettando le regole fiscali e chi non lo fa, la competizione si può definire regolare?
C) sempre nello stesso sport il fatto che sette team possano pagare chi scende in campo senza sottostare a oneri di derivazione fiscale droga o meno il mercato?
D) infine, se le solite sette squadre dovessero pagare solo il 50x100 del dovuto mentre le altre dovessero rispettare gli accordi potremmo parlare di un sistema sano?
Naturalmente per citare "de ponti" parlo di pallacorda.

Quindi si parla in generale e non di basket femminile? Peccato, altrimenti poteva essere interessante avere, qui sul forum, un presidente che accusa metà dei suoi colleghi di aver falsificato campionati e raggirato il fisco con pratiche illecite.
Ma visto che si parla in generale, non ho nessun problema a rispondere "no" ad A, B e D e "sì" a C, anche se faccio notare che le pratiche illecite e i trucchi non sono l'unico fattore d'iniquità competitiva.
L'equità competitiva nello sport è praticamente impossibile. Negli sport di squadra, bisognerebbe che tutte le partecipanti avessero gli stessi soldi, le stesse conoscenze e fossero ubicate nella stessa località. Perché altrimenti, già il fatto che uno abbia più soldi di un altro, il fatto che uno magari conosca il vicepresidente di Confindustria e un altro solo il sindaco del villaggio, o il fatto che una squadra abbia sede vicino a una metropoli e un'altra sia sperduta fra le montagne, sono tutti fattori che alterano l'equità competitiva.
Poi è logico che uno tende a vedere solo quelli a suo danno, e li denunzia sottintendendo, o dicendo esplicitamente, che lui è vittima e gli altri sono colpevoli, ma forse è una visione limitata del problema.

Ora ti invito io a rispondere alle seguenti domande:
A) anche riconoscendo che gli artifizi fiscali siano un danno per il campionato, come si fa a stabilire con certezza che essi avvengono e chi ne sono i responsabili? Ci si basa sulla parola di chi proclama sui forum che lui è pulito e gli altri sono sporchi? Ci si basa sui racconti di chi ti giura che Tizio ha frodato un milione di euro e Caio 500.000?
B) in quale parte del suo articolo De Ponti avrebbe parlato dei 4 punti che elenchi? Sono da sottintendersi? Ma tu il mese scorso mi hai insegnato che non s'interpreta, ci si limita a quello che c'è scritto.
C) hai scritto in precedenza che è evidente che De Ponti parla solo dei cattivi e non delle società dilettantistiche che si barcamenano, ma io ti chiedo: in quale parte del suo articolo De Ponti li distingue in modo netto, visto che scrive: "Il calcio, certo, ma non solo: così fan (quasi) tutti, professionisti e dilettanti. I conti sono in rosso? Basta far girare il nero. Solo che ora, pressato dalle incursioni della Guardia di Finanza, lo sport italiano si trova in precario equilibrio sull’orlo del precipizio, tradito dal principio comune del «tanto a noi non ci beccheranno mai»: e invece tutti, dai club più blasonati fino all’ultima delle società dilettantistiche, senza distinzione di sesso e di specialità sportiva, ora che c’è la Finanza in casa hanno scoperto, guarda un po’, che le pratiche utilizzate per far quadrare i bilanci spesso e (molto) volentieri di legale hanno ben poco.
D) non è, questo di De Ponti, uno sparare nel mucchio? Un lettore che non è addentro all'argomento non rimane forse con l'impressione che le società dilettantistiche siano una congrega di mascalzoni?
E) perché è già la terza volta che se mi permetto di eccepire qualcosa sugli articoli di De Ponti, soprattutto in merito ai toni (bianco/nero, buoni/cattivi, ecc.) e ad alcune sentenze calate senza contraddittorio e senza prove (vedi l'articolo sulle magagne federali), tu scatti su con una veemenza come se fossi stato personalmente offeso? Forse perché, per coincidenza, leggendo De Ponti sembra di leggere te?
F) perché pretendi, a partire dalla polemica sul caso Wabara dello scorso anno, che uno debba dare priorità ai temi che imponi tu, avere la stessa opinione tua e utilizzare pure le stesse parole tue, se no t'incazzi?

lunedì 8 ottobre 2012

A2 Nord: riassuntino prima giornata

Due big match: Marghera che passa a Udine, dando un segnale importante come a smentire di essersi ridimensionata; e Venezia con autorità su Muggia, con il rientro di Carangelo e una Mandache protagonista. Segnale forte anche da Milano a Valmadrera: con Zanon può essere lei l'anti-Venezia. E domenica già si sfidano. Crema e Cremona vincono con le unghie due scontri diretti (uno per la fascia playoff e l'altro in zona pronosticabile da playout), Broni fatica più del previsto con Biassono, San Martino notevole +22 a Cagliari con Sandri scatenata (24+16 con 38 di valutazione in 22 minuti! :woot: ). Frantini e Chesta con 25 le top scorer di giornata.

Forse in prospettiva stagionale resta Venezia la grande favorita, anche perché credo che come società sia quella che vuole di più l'A1 (ma lo dico a naso, poi chissà), ma domenica magari vince Milano.

Aggiungo che sabato a Valma è stato un confronto interessante tra due squadre di tipo molto diverso: una ruspante, con organico omogeneo, più intensità che raziocinio, e l'altra con un quartetto di classe superiore che (al di là dei tiri che entravano o meno) ha dispiegato questa maestria suonando all'unisono, ed è questo che fa ben sperare il Sanga. In poche parole sto dicendo che Stabile, Gottardi, Frantini e Zanon parlano lo stesso linguaggio e hanno voglia di giocare insieme.
Per Valma la scommessa è aumentare la qualità man mano che le esterne prendono confidenza con la categoria e Giunzioni la riprende dopo un anno difficile (nelle lunghe, tutto sommato, tra la polacca, Scudiero e la vecchia Turri, sono già a posto al riguardo).

domenica 7 ottobre 2012

A2: impressioni su Valmadrera-Sanga

Zanon inizialmente con un po' di ruggine in attacco, ma subito preziosa in difesa e smistamento palla, poi ha anche segnato. Pastorino consueta croce e delizia ma più delizia.

Eccellente Frantini, una delle migliori partite che le ho visto fare: 25 punti con 10/14 dal campo (nel tabellino c'è 22 ma dovrebbe venire corretto, una sua tripla è stata data a Zanon).
Gottardi e Stabile meno continue ma comunque pungenti a tratti.
Ottima impressione Milano, mentre Valmadrera mi è simpatica per le molte giocatrici "ruspanti" provenienti dalla B o da ruoli minori di A2, e ha un bell'organico lungo, ma per ora ha pagato l'inesperienza e la mancanza di riferimenti sicuri fra le esterne. Alcuni errori sia difensivi (tipo qualche spazio lasciato a Frantini, che pure segnava bendata) che offensivi secondo me sono tipici di chi è abituato a una categoria inferiore, dove quelle medesime cose ti vanno bene. Cresceranno e non saranno male, credo.
Non molto bene Piotrkiewicz, ma Zanon era una roccia.

Intanto fa piacere il ritorno in campo di Carangelo, che veniva data per ancora infortunata: 11 punti in 19 minuti nella vittoria di Venezia su Muggia.
Fassinpaolo s'aggiudica il "twin duel" su Fassinstefano, ovvero Broni batte Biassono ma sudando.

sabato 6 ottobre 2012

Il Corriere della Sera contro i trucchi contabili dello sport dilettantistico

Articolo dal Corriere della Sera di ieri; autore Roberto De Ponti, il medesimo che scrisse il celebre articolo di maggio sulla rovina imminente dell'A1, le colpe della Fip eccetera. Sarà contento il presidente Mazzoleni, visto che dice le stesse cose che lui ha denunziato nei mesi scorsi su questo forum. Mi viene solo un dubbio: se il De Ponti stesso ammette che il sistema dei multipli "è l'unico modo che la società ha per racimolare qualche euro", se ne deduce che lui auspica che non racimolino più neanche quelli e chiudano bottega. In effetti l'Italia sarà sicuramente un paese migliore quando succederà. O forse no? :unsure:


Il calcio, certo, ma non solo: così fan (quasi) tutti, professionisti e dilettanti. I conti sono in rosso? Basta far girare il nero. Solo che ora, pressato dalle incursioni della Guardia di Finanza, lo sport italiano si trova in precario equilibrio sull’orlo del precipizio, tradito dal principio comune del «tanto a noi non ci beccheranno mai»: e invece tutti, dai club più blasonati fino all’ultima delle società dilettantistiche, senza distinzione di sesso e di specialità sportiva, ora che c’è la Finanza in casa hanno scoperto, guarda un po’, che le pratiche utilizzate per far quadrare i bilanci spesso e (molto) volentieri di legale hanno ben poco. Ogni espediente è buono per cercare di dribblare il Fisco, anche se fondamentalmente i sistemi usati sono sempre gli stessi. Ecco allora un piccolo vademecum dell’evasore fiscale sportivo, con un paio di necessarie premesse. La prima: se le società professionistiche, quando evadono, per forza di cose lo fanno alla grande, quelle dilettantistiche, pur su numeri decisamente inferiori, essendo meno controllate dalla legge (possibilità di bilanci semplificati) alla fine possono evadere molto di più.

La seconda: i sistemi per aggirare il Fisco, come il doping, sono sempre un passo avanti. Il sistema più banale per fare il nero? La fattura gonfiata. Unisce molto democraticamente club ricchi e poveri e funziona all’incirca così: lo sponsor X versa la cifra 100 alla società sportiva Y ricevendo regolare fattura, approfittando così degli sgravi fiscali, poi però se ne fa restituire una parte importante, diciamo 50 (non a caso li chiamano multipli), dalla società Y. Lo sponsor è contento e la società pure, perché sa che è l’unico modo per racimolare qualche euro. Ed ecco a voi il nero. Come lo giustifico? Semplice, girando i 50 di cui sopra a finti fornitori, amici dello sponsor, che in realtà non mi forniscono alcun servizio ma che mi fattureranno quei 50 in modo da chiudere il cerchio. Variazione sul tema: produzione di fatture che, sotto una tot cifra, non devono essere dichiarate al Fisco.

Ovvero: la società emette fatture per rimborso spese a collaboratori fittizi, li paga e si fa restituire la cifra versata che, miracoli della finanza creativa, diventa nero. Variazione aummaumma: lo sponsor e il proprietario del club sono la stessa persona, le fatture escono dalla mano destra e finiscono in quella sinistra, quanto ai soldi non serve nemmeno che ci siano.Variazione esagerata: mi stampo direttamente qualche fattura falsa, tanto chi mai potrebbe venire a controllare i conti di una società di palla elastica di serie Z? Poi si passa alla voce «prestazioni professionali»: qui trionfa il contratto volante. Basta un procuratore con uffici in Lussemburgo (o in qualsiasi altra località offshore) ed ecco che il contratto con l’atleta (meglio ancora se straniero) viene registrato all’estero, anche se il giocatore di fatto è prestatore d’opera nel nostro Paese. Significa zero ritenuta d’acconto, zero tasse versate in Italia, e se i pagamenti sono estero su estero l’operazione è invisibile. Tu chiamale, se vuoi, elusioni.

La versione meno elaborata? Quella dei due contratti: uno «ufficiale», ovvero quello depositato, e uno privato che aggiusta tutti gli altri costi. Se il club versa 100 a un giocatore, un conto è dichiarare tutti i 100 come compenso per prestazione sportiva (l’aliquota fiscale è piuttosto alta), un altro è dichiarare un compenso di 50 (si dimezza evidentemente l’aliquota) e pagare gli altri 50 come diritti d’immagine e servizi vari (soggetti a trattamenti fiscalimeno onerosi). Ci sono società che hanno a bilancio una voce «servizi vari» molto più alta del monte stipendi, il che è tutto dire. Quanto ai dilettanti, il contratto è poco più che un foglio su carta da salumiere che spesso ha poco o nulla valore legale, e giustifica un pagamento cash. C’erano una volta le plusvalenze e gli scambi gonfiati, e in parte ci sono ancora. Ci sonomille modi per evadere il Fisco, ma c’è anche la Finanza all’orizzonte. E c’è il precipizio a pochi centimetri.

giovedì 4 ottobre 2012

La voce: Zanon al Sanga

Scoop del "Pagellone della Settimana Loggionistica" (pagina Facebook di Giovanni Ferrario): il Sanga fa Zan-Zan-Zan-Zanon. La scelta della Manuela internazionale sarebbe stata definita domenica sera dopo il trofeo De Ponti, con un vano tentativo da parte di Valmadrera, che a questo punto potrebbe trovarsela di fronte sabato.


PS: si conferma il discorso che facevamo qualche giorno fa: nella situazione attuale, chi ha giocatrici con amiche forti trova un tesoro...

mercoledì 3 ottobre 2012

I titoli (30 settembre)

Mondiali Under 18 di 3 contro 3 - Italia quarta


Wnba - Los Angeles e Connecticut prime finaliste di conference

A1 - Ritocchi di mercato a una settimana dalla Supercoppa, varie squadre da completare

A1 - Un campionato senza più RaiSport: cala il buio

A2 Nord - Tornei, Venezia e Milano sbancano, bella figura Crema, paura Maffenini

A2 Nord - Zanon-Sanga? Bocche cucite. Intanto Zandalasini a Broni

A2 Sud - Dopo il forfait di Napoli-Vomero il girone parte zoppo

lunedì 1 ottobre 2012

Sulla questione infortuni

Ci sono studi scientifici che hanno dimostrato la maggior predisposizione delle donne all'infortunio al crociato.


Sul fatto che si facciano male quelle più impegnate, non lo so, bisognerebbe avere una lista di tutte le infortunate al crociato dell'ultimo biennio, per dire, e verificare. Forse ci sembra così perché i nomi noti fanno più notizia che se si infortuna una panchinara sconosciuta.
D'altronde, mi pare logico che se una gioca 60 partite e fa 160 allenamenti in un anno, ha 220 occasioni di farsi male, mentre se una fa 20 partite e 50 allenamenti ha solo 70 occasioni, quindi meno di un terzo... (numeri a caso, è per dare l'idea).