mercoledì 10 ottobre 2012

Botta e risposta con M. Mazzoleni sull'articolo di De Ponti

CITAZIONE (Mario Mazzoleni @ 9/10/2012, 21:41) 

Inviterei poi Meur a prendersi tutto il tempo che vuole per rifletterci su e poi rispondere alle seguenti domande:
A) se in un qualsiasi sport 7 squadre ottengono risorse in modo illegale e 7 rispettando le regole la competizione e' pulita?
B) se nella stessa competizione dovessimo avere la stessa distribuzione tra chi paga chi scende in campo rispettando le regole fiscali e chi non lo fa, la competizione si può definire regolare?
C) sempre nello stesso sport il fatto che sette team possano pagare chi scende in campo senza sottostare a oneri di derivazione fiscale droga o meno il mercato?
D) infine, se le solite sette squadre dovessero pagare solo il 50x100 del dovuto mentre le altre dovessero rispettare gli accordi potremmo parlare di un sistema sano?
Naturalmente per citare "de ponti" parlo di pallacorda.

Quindi si parla in generale e non di basket femminile? Peccato, altrimenti poteva essere interessante avere, qui sul forum, un presidente che accusa metà dei suoi colleghi di aver falsificato campionati e raggirato il fisco con pratiche illecite.
Ma visto che si parla in generale, non ho nessun problema a rispondere "no" ad A, B e D e "sì" a C, anche se faccio notare che le pratiche illecite e i trucchi non sono l'unico fattore d'iniquità competitiva.
L'equità competitiva nello sport è praticamente impossibile. Negli sport di squadra, bisognerebbe che tutte le partecipanti avessero gli stessi soldi, le stesse conoscenze e fossero ubicate nella stessa località. Perché altrimenti, già il fatto che uno abbia più soldi di un altro, il fatto che uno magari conosca il vicepresidente di Confindustria e un altro solo il sindaco del villaggio, o il fatto che una squadra abbia sede vicino a una metropoli e un'altra sia sperduta fra le montagne, sono tutti fattori che alterano l'equità competitiva.
Poi è logico che uno tende a vedere solo quelli a suo danno, e li denunzia sottintendendo, o dicendo esplicitamente, che lui è vittima e gli altri sono colpevoli, ma forse è una visione limitata del problema.

Ora ti invito io a rispondere alle seguenti domande:
A) anche riconoscendo che gli artifizi fiscali siano un danno per il campionato, come si fa a stabilire con certezza che essi avvengono e chi ne sono i responsabili? Ci si basa sulla parola di chi proclama sui forum che lui è pulito e gli altri sono sporchi? Ci si basa sui racconti di chi ti giura che Tizio ha frodato un milione di euro e Caio 500.000?
B) in quale parte del suo articolo De Ponti avrebbe parlato dei 4 punti che elenchi? Sono da sottintendersi? Ma tu il mese scorso mi hai insegnato che non s'interpreta, ci si limita a quello che c'è scritto.
C) hai scritto in precedenza che è evidente che De Ponti parla solo dei cattivi e non delle società dilettantistiche che si barcamenano, ma io ti chiedo: in quale parte del suo articolo De Ponti li distingue in modo netto, visto che scrive: "Il calcio, certo, ma non solo: così fan (quasi) tutti, professionisti e dilettanti. I conti sono in rosso? Basta far girare il nero. Solo che ora, pressato dalle incursioni della Guardia di Finanza, lo sport italiano si trova in precario equilibrio sull’orlo del precipizio, tradito dal principio comune del «tanto a noi non ci beccheranno mai»: e invece tutti, dai club più blasonati fino all’ultima delle società dilettantistiche, senza distinzione di sesso e di specialità sportiva, ora che c’è la Finanza in casa hanno scoperto, guarda un po’, che le pratiche utilizzate per far quadrare i bilanci spesso e (molto) volentieri di legale hanno ben poco.
D) non è, questo di De Ponti, uno sparare nel mucchio? Un lettore che non è addentro all'argomento non rimane forse con l'impressione che le società dilettantistiche siano una congrega di mascalzoni?
E) perché è già la terza volta che se mi permetto di eccepire qualcosa sugli articoli di De Ponti, soprattutto in merito ai toni (bianco/nero, buoni/cattivi, ecc.) e ad alcune sentenze calate senza contraddittorio e senza prove (vedi l'articolo sulle magagne federali), tu scatti su con una veemenza come se fossi stato personalmente offeso? Forse perché, per coincidenza, leggendo De Ponti sembra di leggere te?
F) perché pretendi, a partire dalla polemica sul caso Wabara dello scorso anno, che uno debba dare priorità ai temi che imponi tu, avere la stessa opinione tua e utilizzare pure le stesse parole tue, se no t'incazzi?

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