Non dico assolutamente che il Geas abbia fatto una politica di spesa peggiore delle altre società. Dico che ha agito come le altre società, nella qual cosa non c'è nulla di male, anzi c'ha fatto sognare con Penicheiro e compagnia. Il problema è che se la tua proposta di taglio generale dei costi arriva in esatta coincidenza temporale col venir meno dei danari propri, c'è il rischio che qualcuno trovi questa proposta meno convincente di quello che avrebbe potuto essere se fosse stata attuata (attuata, sottolineo, non soltanto ventilata) in tempi precedenti. Ma non lo dico perché il prof. Mazzoleni debba convincere me. Può fregarsene ampiamente. Il problema per lui è convincere gli altri.
Al blocco delle retrocessioni Mazzoleni era contrario. Così in una sua intervista alla Prealpina, data 23 marzo 2009:
«Mi sembra solo un escamotage per ridurre l’impegno finanziario. Porterebbe a uno scadimento dello spettacolo: troppi costruirebbero squadre al risparmio. Piuttosto punterei a regolare i contratti-tipo, magari suddividendoli in fasce (“under”, vincolate, libere, ecc.), e a intervenire sul numero delle straniere».
Allora, io gli do atto che già allora parlava di ridurre le straniere (anche se molti non sono convinti che tagliare le straniere equivalga a tagliare i costi, ma è un'altra questione), però permette che più d'uno, senza bisogno d'essere esperto d'economia, si possa porre il dubbio che il Geas, finché aveva i soldi, era contrario al blocco delle retrocessioni, mentre è diventato favorevole nel momento in cui esso stesso s'è trovato senza soldi?
Nessun commento:
Posta un commento