mercoledì 10 ottobre 2012

Un'altra replica a M. Mazzoleni sull'articolo di De Ponti

L'articolo, a quanto pare, tu lo sposi pienamente. Tuo diritto, ci mancherebbe. Però anche il mio di non essere d'accordo. Tu sostieni: "il richiamo del giornale non era orientato a chi si barcamena per fare giocare 50 bimbi in modo serio, ma metteva il dito sulla piaga che nasce da chi sfruttando queste logiche gonfia la bolla dello sport e riduce la competizione a lotta tra furbi e non furbi".

Ma io torno a far notare che l'articolo non dice nulla di tutto questo (a meno che non abbiamo letto due versioni diverse, ma non credo).
Dov'è la distinzione? Sarò tonto ma non la trovo.
Non c'è scritto qualcosa tipo "guardate che chi imbroglia mette in difficoltà una parte sana, che esiste, è ampia e che fa un lavoro sportivo e sociale meritorio".
No, l'articolo dice "così fan (quasi) tutti, professionisti e dilettanti": bontà sua quel "quasi" tra parentesi, ma il resto sono evasori, elusori, imbroglioni, specialisti in espedienti. Dice, anzi, che lo sport dilettantistico è peggio di quello professionistico dal punto di vista dei trucchi e trucchetti ("quelle dilettantistiche, pur su numeri decisamente inferiori, essendo meno controllate dalla legge alla fine possono evadere molto di più").

Io questo non lo accetto, perché chi legge si fa inevitabilmente l'idea che lo sport dilettantistico sia il regno assoluto della disonestà, prossimo a venire raso al suolo da finanzieri ed esattori. E occhio che anche qui l'articolo dice che "tutti" se la stanno (in pratica) facendo addosso. Non dice: "speriamo che siano beccati i pochi disonesti in modo che gli onesti possano continuare a operare per il bene che fanno". No, è tutta una condanna.
Secondo me, uno che gestisce una società dilettantistica avrebbe il diritto di sentirsi ingiustamente bollato come disonesto, a meno di essere sicuro di rientrare in quel "quasi" tra parentesi.

Dare una lettura dell'articolo come se fosse un semplice appello all'onestà e una denuncia di chi sbaglia (e in tal modo ovviamente zittendo ogni obiezione, perché come si potrebbe obiettare a un discorso del genere?), non corrisponde a quello che l'articolo dice.
E' come se uscisse un articolo con scritto che "(quasi) tutti gli uomini sono stupratori", e se io obietto qualcosa tu mi zittisci dicendo che l'articolo mette il dito su una vera piaga e se eccepisco giustifico gli stupri. Non è corretto.
E io mi chiedo come fai tu, presidente, da un lato ad auspicare il sostegno ai mille Pinotti del nostro mondo, dall'altro ad approvare un articolo che, a mio parere, se lo leggesse qualcuno interessato a sostenere Pinotti, te e gli altri, scapperebbe a gambe levate, perché se un quadro così dipinto fosse vero, sarebbe meglio star lontani mille miglia. Tu hai scritto, mi pare, che questo succede per colpa dei disonesti che fanno fuggire pure gli sponsor onesti. Ma un articolo che dice che (quasi) tutti sono sporchi dà una corretta fotografia della realtà o è un'esagerazione?

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