sabato 28 febbraio 2015

La week en rose (70)

Sabato 21/2 - Ragusa e Schio in carrozza nelle semifinali di Coppa Italia a Perugia. Non si esce, dunque, dai binari del pronostico che, anzi, i treni delle due partite hanno seguito con sin troppa fedeltà. Ragusa, dopo un +10 all'intervallo, semina l'esordiente San Martino con un 23-8 nel 3° quarto (61-36 al 30'). Le venete rendono poi onorevole lo scarto (73-63) ma nulla più. Ivezic con 3/4 da 2 e 4/6 da 3 per 22 punti la mattatrice, Pierson fa il suo (17), la pulce Gonzalez il fattore in più (12), mentre San Martino, a parte la vecchia... lupa Gianolla (18), Pye (17), e se vogliamo Filippi con 3 triple, ha troppe giocatrici sottotono per impensierire la più forte compagine sicula.

Schio sotterra Umbertide, semi-padrona di casa, con un umiliante 83-46. Un po' a metà fra meriti delle tricolori e demeriti delle sfidanti, giacché la gragnuola di colpi di Schio è da Tyson dei tempi belli, ma le serventiane, a parte Swords (22 punti), sembrano pesi piuma che in teoria non sono (104-32 la valutazione). Yacoubou e Sottana, con 18 a testa, le tops per la Famila, o meglio Emisfero visto lo sponsor per l'occasione, che ha rivestito di rosa shocking Macchi e compagne. Ok, finale sacrosanta, la più succosa da vedere, però un pizzico in più di pathos non avrebbe guastato.

Domenica 22/2 - Signori, non si cambia: Schio vince la Coppa Italia, 74-64 su Ragusa, e se abbiamo fatto giusti i conti è l'ottavo trofeo italico consecutivo che vincono le suddite di Cestaro. L'ultima volta che s'impose qualcun altro fu il 2012, quando Taranto conquistò lo scudetto dopo aver già vinto la Coppa Italia. Ma già durante la festa pugliese s'avvertivano le avvisaglie dello smantellamento delle concittadine dell'Ilva, che poi tirarono a campare una stagione prima di sciogliersi. Insomma da 3 anni Schio magari non passeggia ma alla fine pasteggia. :wacko: E dopo Lucca, che ha sbattuto la capoccia 5 volte con trofei in palio (1 finale scudetto, 2 finali di Coppa Italia e 2 Supercoppe), inizia a diventare vittima seriale Ragusa, che dopo la finale scudetto s'arrende nella sfida perugina valevole per la Coppa. Sarà compito delle siciliane evitare di farsi venire complessi d'inferiorità, di quelli che ti fanno, inconsciamente, andare in campo già battuto contro un'avversaria da cui hai perso troppe volte.
"Sfiora l'impresa", abbiamo letto come titolo di un articolo di parte ragusana sul sito di Lega. Be', se affacciarsi un paio di volte a -3 tra fine 3° e inizio 4° periodo, venendo prontamente ricacciate indietro, dopo aver inseguito dal primo minuto e non essere mai state a portata d'aggancio negli ultimi 5 minuti, significa sfiorare l'impresa, allora va bene. :shifty: Altrimenti la realtà dice che Schio ha dominato la partita. Con la forza di chi ha vinto mille volte e sa come si affronta una partita con un trofeo in palio. Ragusa ha confermato di saper mettere in difficoltà Schio a tratti, ma un conto è mettere in difficoltà e un conto è portar via un trofeo. Vai a rivedere il tabellino della finale di Coppa 2014, contro Lucca, e scopri che lo scarto finale è identico, che anche allora Schio fece subito il break forte e Sottana e Macchi furono le mattatrici. Insomma, nulla per caso.
Il primo fattore della partita, in ordine cronologico, è Yacoubou (o "Yagobbù", come si dice dal Tevere in avanti). Con una serie d'iniziative nei pressi del canestro, seppur con esiti alterni, costringe Pierson, che la marcava in mismatch, a spendere 3 falli in 5 minuti. Molto contestato il secondo, zufolato da uno dei due arbitri allo scadere dei 24" quando l'altra aveva già segnalato infrazione (Molino se ne lamenterà anche a fine partita). Così Ragusa perde subito la sua leader realizzativa che, di fatto, quando rientrerà sarà fuori ritmo e per nulla incisiva.
Schio azzanna la preda: è una lezione quella che infligge nei primi 7 minuti. Tripla di Sottana con passo in arretramento, in faccia a Gorini; 5 punti di fila di una concreta Anderson: già 10-20. E' soprattutto Sottana-Gorini il duello che pende tremendamente dalla parte di Schio; così Molino gioca la carta Gonzalez. Però quello che guadagna in verve (giacché mentre Gorini sembrava inamidata e timorosa, l'argentina attacca all'impazzata) lo perde in gestione; e poi Gonzalez concretizza poco o nulla di quanto costruisce. In questo frangente anche un breve cameo di Zandalasini, valido per poter dire di aver vinto la sua prima coppa in carriera giocando e non solo guardando come toccò a Spreafico l'anno scorso.
Serve l'esperienza di Nadalin , ex di turno, per ridare fiducia a Ragusa in avvio di 2° quarto. Le percentuali di Schio calano (solo 6 punti tra il 7' e il 15') e le siciliane si riportano a -6 (20-26 al 15') con Galbiati che brucia due volte in velocità Spreafico (antico duello delle giovanili lombarde) ricavandone 4 liberi. Ma non c'è pieno controllo mentale da parte loro, come dimostrano due cross da 3 della stessa Galbiati e di Gonzalez, su tiri affrettati.
Invece Macchi il controllo ce l'ha: dopo un inizio sottotono, s'inventa un canestro incredibile con una "sbracciata" dalla linea di fondo che uccella Cinili con parabola di puro genio. E' come il duello Sottana-Gorini: quella di Ragusa si applica, ma quella di Schio è un livello sopra. Anche Masciadri realizza un "canestronzo" e all'intervallo è 24-41, con l'idea che sia tutto già finito.
Idea sbagliata, in realtà. Perché Ragusa, quando abbina energia a produttività, sa punire certi momenti di leziosità (o semplicemente di risparmio energetico) da parte di Schio. Il passaggio a zona aiuta le siciliane. Si scatena Walker, mentre Yacoubou non inciderà più. Si scuotono, poi, le due italiane più assenti della prima parte, cioè Gorini e Cinili. Sottana ricaccia indietro con una tripla. Ma Schio sembra aver perso il filo. Gorini da 3 con triplo aiuto del ferro: 47-50. Ecco però Macchi, come mille volte in carriera: col pallone che pesa mette la tripla e il terzo quarto finisce 47-53.
Inizio ultimo periodo: Ragusa ci prova ancora, 52-55, ma Macchi spegne di nuovo tutto con una bomba. E il messaggio è frustrante per le siciliane: come a dire, sforzatevi quanto volete ma non ce la farete mai. Infatti da lì in poi Ragusa non minaccia più l'aggancio. Tra Sottana e Macchi arrivano i punti della sicurezza. Lo scarto finale di 10 punti rende giustizia sia alla resistenza di Ragusa sia alla superiorità nitida di Schio. Sottana è nominata mvp; nel complesso delle due giornate sicuramente è meritato, forse per la finale ha fatto qualcosa di più Macchi, anche se è stata Sottana a spaccare la partita all'inizio. Sottana era stata mvp già nella Coppa 2012 quando giocava per Taranto. Per lei 19 punti con 7/10; Macchi 21; Anderson 14. Per Ragusa Walker 17+11 rimba, Ivezic 15, il grande vuoto è Pierson con soli 7 in 23'.
Pubblico: si è letto di oltre 3000 spettatori totali nella due giorni. Anche ipotizzando che tutti gli spettatori della prima semifinale siano andati via prima della seconda, sembra difficile arrivare a quella cifra, perché 1000 per volta non ce n'erano, ovviamente contando a occhio. L'impianto di Perugia è grande, ma solo il parterre era occupato. Non che ci fosse da aspettarsene molti di più, a meno che Umbertide fosse arrivata in finale. Peraltro, tanto per smitizzare che in passato ci fossero sempre folle enormi, ci ricordiamo che agli Europei '93, giocati nello stesso impianto, le tribune erano semideserte anche nelle fasi finali (l'Italia arrivò quarta).
Nota finale sulla tv. La qualità "HD" delle immagini Sky è notevole: vedi nitidamente le facce degli spettatori in prima fila, non sei abituato nel femminile. La coppia Migliola-Lucchesi è godibilissima, anche se la sapienza di Lucchesi è tale da farti sentire ignorante. Tu vedi un'azione banale, lui invece ti descrive che Tizia ha giocato il pick and roll con Caia sbagliando però di una ventina di centimetri la spaziatura, consentendo così lo show a Sempronia e impedendo il doppio blocco laterale a Gigia e Piera, non vedendo al contempo Eustachia che a 8 metri dalla palla si liberava con un taglio in back door grazie al blocco cieco di Gervasia". :woot: Oppure, tu senti un coach farfugliare indicazioni incomprensibili durante un timeout microfonato, e Lucchesi commenta: "Chiarissime disposizioni di coach Pinco, che ha chiesto a Gigia di uscire dal blocco in post alto e Piera di rollare in pivot basso per eseguire uno stagger per Carla e un triplo taglio bifronte carpiato semirigido". Maestro, c'inchiniamo.

Nella foto: una scena già vista qualche volta, Schio col trofeo appena vinto: ma stavolta c'è una grande novità, il colore della maglia.

mercoledì 25 febbraio 2015

La week en rose (69)

Lunedì 16/2 - Giovanili lombarde. Il Geas batte la diretta inseguitrice Biassono e s'inscatola virtualmente il titolo regionale Under 19, quarto consecutivo nonché numero "n" (verificheremo) per le inviolabili '96. Credo che a 9 titoli lombardi, più o meno pari con le '91 della Comense (Spreafico, Bestagno, Pasqualin) che fecero incetta prima di loro, anche se vinsero un solo scudetto contro i 6 di questa generazione Geas. Le '96 del Geas, corrigetemi se sbaglio, non hanno mai perso un campionato Elite nella loro carriera:woot: Quando incontri dinastie del genere, se vesti un'altra maglia puoi solo maledire di essere nato nello stesso anno e nella stessa regione, a meno di covare tendenze masochistiche per cui godi nel perdere sempre, comunque e irrimediabilmente (tranne che al Trofeo delle Regioni).
Il dominio del Geas, attenuato nelle annate fra il '97 e il '99 (in Under 17 infatti è in testa Biassono che ha già vinto l'anno scorso), forse penalizzate dal giungere dopo una nidiata di fenomeni, sembra in via di rigenerazione nelle fasce più basse. Sabato 7, le Under 15 del Geas hanno mazzuolato le pari età di Costamasnaga, loro dirette inseguitrici, ipotecando il titolo regionale. Domenica 15, al raduno interregionale Lombardia-Trentino, ben 5 elementi su 13 lombardi erano del Geas, di cui 4 sono giunti quest'estate da altri clubs, il che significa che la forza attrattiva del club sestese è quantomai viva (ha preso anche Zumaglini che era una delle migliori del Sanga 2000, campione regionale U13 due anno or sono ma attualmente penultimo in Elite).
Lo scorso anno, alle finali regionali U14, ci fu un grandissimo equilibrio e prevalse, clamorosa sorpresa, il Nord Varese Vedano che era la meno favorita di tutte, e che quest'anno fa solo U15 Regionale. Il Geas era già forte (fece le finali) ma ora appare una spanna sopra. Chissà se sarà in grado di combattere con Venezia a livello nazionale.
U14 e U13? Il Geas è imbattuto con oltre 70 punti di scarto medio. Qui però Costamasnaga, forza emergente come già notammo, sta registrando scarti identici. Il duello Geas-Costa, ovvero polo milanese contro polo lariano (quest'ultimo in qualche modo erede della defunta Comense), sembra poter caratterizzare il futuro delle giovanili lombarde. Biassono ha un vuoto alle spalle della prolifica nidiata '98-99: ci vorrà tempo prima che si riorganizzi. Vittuone ha la scuola sopraffina di mastro Riccardi, è molto forte fra U15 e U13, ma ha anche il limite della posizione decentrata, che rende complesso reclutare. Ma ora non voglio snocciolare tutti perché farei torto a qualcuno. E' solo per dire che non si vedono altre superpotenze all'orizzonte.

Mercoledì 18//2 - Sorteggio in diretta streaming, come se fosse la Cèmpionz Lìg, per le Coppe Italia di A2 e A3 (buona iniziativa, comunque). In A2 è venuto fuori un Castel S. Pietro-Geas che mette di fronte le attuali capoliste dei due gironi di Poule Promo. Finale anticipata dunque? Mah, in realtà mai come quest'anno sembra esserci equilibrio tra le 4 contendenti. L'anno scorso si sapeva che il Geas, per quanto dominante al Nord, avrebbe dovuto superarsi per battere Napoli, che pure al Centro-Sud stava arrancando (tant'è che poi rimase fuori dai playoff). Vigarano demolì Trieste nell'altra semifinale, eppure Trieste poi salì in A1. L'estate nucleare 2014 ha rimescolato i valori e quindi chi se la gioca meglio, o avrà più condizione o più didietro (probabilmente un po' di tutte queste componenti), si piglierà il trofeo. Poi a Rimini nella kermessona "dilettanti" insieme al maschile sarà una festa comunque. La Coppa di A3 resta invece al nord, spostandosi da Carugate (Pessano) a Costa Masnaga.

Mercoledì 18//2 - Mesto addio di Schio all'Eurolega. In realtà ha vinto di 32 contro Torun, penultima in classifica, ma avevo voglia di usare questa tipica espressione, non avendolo mai fatto prima. :shifty: Considerazioni sulle tigri di casa nostra che si fanno mici in Europa (più per colpa della forza altrui che per demeriti propri) ne avevamo già fatte. Parliamo delle altre. Nel girone di Schio (B) erano già decise le 4 qualificazioni, dopo che l'Agu Spor aveva perso le ultime chances nel turno scorso cedendo in casa a Orenburg. Passano quindi Fenerbahce, Orenburg, Salamanca e Bourges e mi pare un verdetto ineccepibile. Schio nemmeno la prima delle escluse, visto che l'Agu Spor finisce davanti.
Nel girone A, grande l'orgoglio delle campionesse in carica del Galatasaray, che battendo 63-45 Cracovia agguantano in extremis la qualificazione, dopo che praticamente ne erano sempre state fuori, causa partenza a zavorra. Non è, chiaramente, lo squadrone dello scorso anno dopo la partenza di Torrens, però c'è ancora Sancho Lyttle e, guarda la sorte, l'accoppiamento col Fenerbahce nei quarti potrebbe riservare sorprese visto il clima emotivo in cui si giocherà.
Ma c'era anche l'interessantissimo scontro per il primato fra Dynamo Kursk Ekaterinburg. Ebbene, come all'andata vince allo scadere Kursk, con un canestro di Augustus che cancella analoga prodezza precedente di Taurasi. Pensare che un organico comprendente Taurasi, Candace Parker, Gruda e Torrens (più altre stars) possa perdere 2 volte nel girone è pazzesco, ma diciamo che dalll'altra parte non c'era proprio una squadretta, anzi Nnemkadi Ogwumike (21 punti e 10 rimbalzi), sorella di Chiney che ha sedotto e abbandonato Schio, è a buon diritto l'mvp di questa prima fase. Ekaterinburg dunque va contro Salamanca (non facile), Kursk contro Bourges e Praga contro Orenburg, quest'ultimo il quarto delle opportunità per le outsider.

Venerdì 20/2 - Carolina Scibelli passa da S. Marinella a Bologna. Ennesima operazione di mercato riguardante squadre della Poule Promo (ma anche in Retro ci si è mossi, in realtà). Sembra che, nonostante le dichiarazioni societarie di facciata, che salvo eccezioni sono improntate alla modestia e agli obiettivi minimi, salire in A1 faccia gola a parecchi. Perché quest'anno, forse, più degli altri? Perché mai come quest'anno (ipotizzo, non avendo in mano la cassa di nessuno) salire in A1, e anche rimanerci con dignità, era apparso un traguardo così raggiungibile senza svenarsi atrocemente. Gli esempi di Vigarano o San Martino di Lupari (quest'ultima più l'anno scorso che quest'anno, in cui ha fatto le cose più in grande) dimostrano che è possibile campare nella massima serie senza l'enorme scalino economico che rendeva spesso un trauma il trasbordo dall'A2 all'A1 negli anni passati, quando spesso la tappa successiva del viaggio era la chiusura dei battenti.
Dice: ma le società di A1 stan chiudendo lo stesso. Vero, però le ultime vittime sono state Faenza, Priolo e Spezia, ovvero (soprattutto le prime due) non novizie svenate da una categoria troppo grande per loro, ma realtà in consunzione progressiva. Attualmente, anzi, alcune delle forze più vitali dell'A1 (Ragusa, S. Martino, la stessa Venezia seppure sia un ritorno) sono giunte di fresco dall'A2. E dunque presumo che vari club elite di A2 abbiano voglia di imitarle a breve. Anche per non restare intruppati nella nuova A2 da 36, che di elitario non avrà molto.

Nella foto: all'inizio della storia. Le Under 15 del Geas annata 2009/10, quando vinsero il primo scudetto della dinastia. Tra quelle che hanno fatto strada, si riconoscono accosciate Gambarini (13), Picco (10), Kacerik (7), Ruisi (6), Beretta (18), mentre quella in piedi, un po' adolescente goffa, di fianco a Cinzia Zanotti dovrebbe essere Zandalasini. Colli francamente non la riconosco. 

sabato 21 febbraio 2015

La week en rose (68)

Domenica 15/2 - Frizzante la giornata di A1 che precede le Final Four di Coppa Italia: ben 3 partite su 6 al supplementare. Venezia uccella Napoli 66-65 nella sfida tra squadre emergenti che valeva il 4° posto solitario. Partita a qualità variabile, ovvero a tratti gradevole, a tratti costellata d'errori, come abbiamo constatato occhieggiando lo streaming. Pregevole lo scambio di canestri nel finale di 3° quarto, che dal 34-37 al 26' porta al 45-46 al 30'. La nuova straniera di Venezia, Henry, all'esordio, si dimostra subito una discreta ira di Dio, tanto che chiuderà con 18 punti e 20 rimbalzi, per 30 di valutazione. Una presenza dominante in area (non della tipologia centrone di stazza, ma di quelle longilinee e verticali), indubbiamente un acquisto di spessore, anche se è un po' triste archiviare in tribuna Mandache, la donna che 2 anni or sono riportò le lagunari in A1.

Nei primi 7 minuti dell'ultimo quarto fioccano le padelle (parziale di 4-7), è soprattutto Napoli ad avere l'occasione di vincere, ma Henry risponde sia a una tripla di Fontenette (con un 2+1) sia a due liberi di Fassina (con identica moneta), poi allo scadere sbaglia Ruzickova su transizione raffazzonata da Venezia dopo il rimbalzo difensivo. Il supplementare francamente essendo l'ora di cena l'abbiamo saltato, :cry: ma dalle cronache si apprende che Henry ha segnato i 2 liberi del 66-65 mentre allo scadere ha sbagliato Fassina.
Due aspetti negativi: 1) lo scarso pubblico al Taliercio: ci ricordavamo folle notevoli 4 o 5 anni fa quando Venezia era tra le grandi del campionato. Probabilmente, oltre alle vicissitudini che hanno disamorato, c'è anche la concorrenza del maschile, che quest'anno è di vertice; 2) il ruolo secondario delle italiane. Quelle di Venezia hanno prodotto 16 punti con 4/30 dal campo (ebbene sì) per 9 di valutazione; quelle di Napoli un po' meglio con 25 punti, 9/25 al tiro e 33 di valutazione. Ma numeri a parte, traspare un'abissale inferiorità rispetto alle straniere brave: non è solo questione di tiri che entrano o escono (a volte può benissimo capitare che un'italiana tiri meglio di una straniera), ma è questione di movenze, di fisicità, di capacità di fare cose. Un'inferiorità, insomma, non di prestazione ma quasi genetica. A volte la sensazione è di vedere delle giocatrici di basket (le straniere) e delle ragazze che giocano a basket (le italiane): non so se mi spiego.

Domenica 15/2 - Supplementare anche a Ragusa, dove le siciliane si salvano (68-62) contro Umbertide da un'altra sconfitta dopo quella a Napoli, conservando per ora il primato. Gorini top scorer con 16 punti e 6/10 dal campo. Il problema di Ragusa è che in questo periodo non è più superiore a Umbertide e alle altre squadre di fascia alta, com'era invece all'andata, per cui o riesce a ritrovare smalto, oppure l'aggancio di Schio prima o poi avverrà.
Il terzo overtime vede Parma, mediocre da inizio stagione, battere un colpo importante, in rimonta a Battipaglia (84-91 con 24 di Maznichenko e 22 di Clark), anche se probabilmente non basterà per i playoffs. Le salernitane, rimaneggiate (6 giocatrici utilizzate di cui 4 oltre i 40'), si aggrappano al record-carriera (in A1) di Tagliamento: 29 punti con 12/24 dal campo. E certamente la '96 brindisina ha più spazi per mettersi in luce rispetto alla sua famosa coetanea Zandalasini, che deve aspettare il suo turno dietro alle totems di Schio. Le quali passano facile a Cagliari, dove, ci siamo accorti con un po' di ritardo, è stata ingaggiata la veteranissima (39 anni) Ivona Bogoje.
Costei, 9 anni or sono, comparve nientemeno che al torneo estivo di Binzago (quello misto uomini-donne che seguiamo ogni estate), dove fu una grande attrazione per via della sua massa abnorme, dei capelli a spazzola + mascella volitiva che inducevano gran parte dei presenti a chiedersi come mai quell'uomo marcasse e fosse marcato da una donna, e infine per le sue performances post-partita dove inanellava più birre che punti segnati. :woot: Insomma un ricordo struggente. Era venuta come amica di Marija Micovic, ora gioca con la sorella Milica, top scorer italiana di questa stagione (complimenti a lei).

Domenica 15/2 - A2 Poule Promo gir. D: il grande scontro Castel S.Pietro-Torino finisce con la vittoria delle bolognesi di campagna. 43-40 il modesto punteggio: che quel po' po' di giocatrici su entrambi i fronti produca così poco fa un pizzico di tristezza, ma saranno state brave le difese. E poi, si sa, la pressione. Ballardini 11 e Matic 10 per le vincenti, O'Rourke 15 e Ntumba 10 per le sconfitte, che erano prive di Coen e hanno avuto solo 4 punti con 1/9 da Quarta. Il computo della valutazione è addirittura 58-20 per Castel, ma è alquanto ingannevole. Un esito che lascia comunque tutto aperto in vista del ritorno, però Torino, il 1° marzo con Crema, non potrà più sbagliare.
S. Marinella piega Vicenza 47-45, e lo meritava dopo aver fatto buona figura con le due "big"; per Vicenza è la terza sconfitta su 3, con un totale di appena 11 punti di scarto. Crema batte Genova (sempre orbata di Visconti) 65-55 e si tiene in corsa; Caccialanza si riempie la panza con 23 punti (5/10 da 3).

Domenica 15/2 - A2 Poule Promo gir. E: gran colpo di Ariano Irpino, che sembrava sepolta dopo lo scivolone con Alpo alla prima giornata, e invece ora sbanca Ferrara 61-63. Oh Madonna, Madonna! Quanti miracoli che fai! La play lombarda di origine brasiliana sciorina 32 punti con 6/14 da 2, 5/8 da 3, 5/6 ai liberi, 4 recuperi e 30 di valutazione. Ma soprattutto infila dalla media il canestro della vittoria. :inchino: 18 di Rulli e 17 di Rosset per Ferrara che, a dire il vero, aveva vinto ma non convinto del tutto nelle prime 2 partite. E' forte ma meno, a mio parere, delle 3 migliori della categoria che sono Torino, Castel SP e Geas.
Il quale Geas domina su Alpo, 65-44, e va in fuga da solo. Non può però festeggiare sino in fondo perché s'infortunano Laterza e Kacerik. Il che non impedisce di riservare il consueto trattamento di quest'anno a chi si presenta al PalaNat, ovvero una sonora legnata, ma potrebbe essere un problema se le due dovessero saltare la prossima trasferta a Ferrara. La buona notizia per Sesto è che Arturi in questa seconda fase appare al suo meglio (17 con 6/9, 20 di valutazione), e Tognalini nel giro di poche settimane è divenuta indispensabile: 19 con 9/13 da 2, 13 rimbalzi, 34 di valutazione. Già solo per quanto fatto nelle ultime due partite rende doverosi i complimenti a chi ha avuto l'idea di prenderla.
Infine, Bologna rianima le sue chances passando a Broni (51-55); decisiva D'Alie con 20 punti + 8 rimbalzi e i punti-chiave nel finale. Broni, con 3 k.o. di cui 2 in casa, è già spalle al muro.

Domenica 15/2 - A2 Poule Retro: giusto qualche spunto, bestiale esordio della croata Bedalov per la Virtus Cagliari (oltre che della massiccia Cocò Giorgi), ma non basta a sfatare il clamoroso tabù casalingo della compagine isolana: 10 sconfitte in casa su 10, quest'anno. :woot: Ne approfitta Milano, di nuovo in versione-bebè senza Gottardi (e anche senza Rossi); il trio Maffenini-Ruisi-Colli produce 60 punti. Civitanova capeggia imbattuta nel girone F (anche Belize Roma è invitto, ma con una partita in meno), mentre nel G Carugate veleggia con già un +4 sulla concorrenza, però c'è troppa gente con 1 partita in meno per capirci qualcosa.

Nella foto [da Basketinside]: la Madonna è apparsa a Ferrara, le avversarie possono solo guardare a bocca aperta.

La week en rose (67)

Mercoledì 11/2 - Eurolega: visti i risultati dagli altri campi, non sarebbe bastata a Schio un'impresa sul campo del Fenerbahce (che peraltro è tutto tranne che un fattore, almeno dal punto di vista ambientale, visto che i tifosi della possente polisportiva istanbulliana attendono i grossi eventi prima di smuoversi; 300 spettatori per il po' po' di superstars che hanno è ridicolo), :sick: impresa che stava per realizzarsi visto il +17 poco prima dell'intervallo. Ma poi le varie Hollingsworth, Zellous, Charles, Ndour (mancava McCoughtry) hanno procacciato la rimonta e il sorpasso. Di Zellous per l'esattezza i 6 punti in volata da 62-63 al 68-63 finale. Per Schio, 17 di Yacoubou, 11 di Sottana ma 0 con 0/8 per Macchi.

Già un po' analizzammo l'insuccesso scledense in questa edizione, la scorsa settimana; certo la perdita di un fenomeno come Ogwumike non è stata una fortuna ma di fatto ha avuto un'incidenza minima sui risultati, perché le 3 sconfitte iniziali, che hanno compromesso il cammino, sono arrivate con lei, e se non erriamo nemmeno una partita è stata giocata tra la sua perdita e l'arrivo di Yacoubou. Semplicemente, quella di quest'anno non è la miglior Schio che sia stata allestita, e abbinato ciò all'alto livello delle avversarie (perché quando si varcano i confini, chi fa la tigre da noi diventa spesso un micio: dipende sempre contro chi si gioca...) -_- e alla quasi totale mancanza d'imprese, l'eliminazione è piuttosto logica.

Mercoledì 11/2 - Per sorridere in Coppa, una buona soluzione è giocarne una più scarsa. Così Venezia, nella Lega Adriatica, ha chiuso seconda nel suo girone di prima fase con un lusinghiero 8 vinte-2 perse. O meglio, prima a pari punti con Buducnost e Medvescak, ma per classifica avulsa è dietro l'una e dinnanzi all'altra. Le 8 qualificate si sfideranno in un tabellone-playoff con quarti di finale andata & ritorno, se non erriamo.

Venerdì 13/2 - La scorsa settimana rimpiangemmo di non aver preso nota delle giocatrici top di ogni graduatoria individuale della prima fase di A2, quella realmente significativa perché lo sdoppiamento tra Promo e Retro falsa le cifre, visti i differenti livelli di difficoltà. Preoccupazione legittima ma, svagati, non c'accorgemmo che il sito di Lega, evidentemente dopo profonda riflessione al riguardo, :fischia: ha cristallizzato le graduatorie alla prima fase, ignorando le statistiche delle giornate di seconda fase testè disputate.
Siamo in grado quindi di riportare, nonostante il ritardo, le seguenti classifiche:
Punti: 1) Sanchez 21,4; 2) Iannucci 20,4; 3) Maffenini 16,9; 4) Voynova 16,4; 5) Monica 15,9.
Rimbalzi: 1) Voynova 13,63; 2) Laterza 13,57; 3) Sanchez 12,7.
Assist: 1) D'Alie 4,8; 2) Gambarini 4,0; 3) Arturi 3,6.
Recuperi: 1) Landi 4,4; 2) Servillo 3,6; 3) D'Alie 3,4.
% da 2: 1) Domizi 62,0; 2) Ballardini 61,8; 3) Laterza 58,7.
% da 3: 1) Capoferri e Santarelli 50,0; 3) Bozic 43,3.
Peccato che manchi la classifica della valutazione, ma così a spanne, dovrebbee essere Sanchez la top (è ora a 26,2). Le cifre di A2 non vanno mai prese come oro colato, diciamo argento o bronzo al massimo, perché abbiamo svariate volte constatato l'imprecisione dei rilevamenti, talora persino nell'assegnazione dei punti. :wacko: Però, insomma, grossomodo quei nomi lì sono legittimamente (insieme ad altri, chiaro) il meglio della categoria.

Sabato 14/2 - Buon San Valentino a tutte le giocatrici che amiamo per la bellezza interiore e le doti cestistiche. :wub: Cazzate a parte, bigiato a malincuore Geas-Alpo per cause di forza, abbiamo visto gli ultimi 6 minuti dello streaming di Albino-Carugate, interessante novità al debutto. Qualità ottima, forse anche meglio degli streaming di A1, telecronaca del vecchio lupo dei parquet Germano Foglieni, insomma un prodotto godibile anche se Poule Retro non è Wnba. Ma Carugate è una squadra piacevole in questo periodo, gioca serena, è in condizione (segnatamente Frantini, un bulldozer in entrata, 21 punti, è un'altra giocatrice rispetto a quella menomata della prima fase), ed essendo una squadra dal rendimento lineare (cioè senza i picchi in alto e in basso che ha, ad esempio, Milano), si giova parecchio nell'affrontare avversarie di livello inferiore a quelle trovate nella prima fase. Si potrebbe malignare, a proposito, che Carugate ha rifilato 67 punti di scarto in 3 gare ad altrettante esponenti del girone B, ma evitiamo di sottolinearlo visto che l'ha già fatto coach/patron Gavazzi... :shifty: Albino in quest'occasione un po' deludente: Vorlova 20 punti ma con basse percentuali, Fumagalli spenta (4 punti), il resto è numeroso come quantità ma acerbo. Dopo 8 minuti Carugate era già a +12; qualche riavvicinamento poi ma nella ripresa il margine ospite è sempre stato in doppia cifra.
Quanto al discorso streaming, sta prendendo parecchio piede (vedi anche le partite trasmesse delle sarde, o quelle di Bologna), e i drogati di basket femminile godono; ma si sente sorgere un dubbio: non è che lo streaming in diretta incentiva la gente a starsene a casa? In una fredda serata di febbraio, se posso vedermela comodo dal pc o tablet, perché sbattermi per andare al palazzaus, con 3 ore di tempo speso, costo del biglietto ecc. ecc.? Potrebbe essere un caso di auto-cannibalizzazione del pubblico. Già le tribune non è che grondino folla: se poi storniamo i pochi intenzionati a venire, offrendo la pietanza a distanza, si rischia di dover fare come la Triestina calcio che mise sagome di cartone al posto degli spettatori...

Nella foto: un momento dello streaming di Albino-Carugate. Come si vede, la qualità delle immagini era decisamente buona.

lunedì 16 febbraio 2015

La week en rose (66)

Domenica 8/2 - Il cuscinetto è bruciato. Ma quale? Il cuscinetto di punti che aveva, in A1Ragusa nei confronti di Schio, per non dipendere dall'esito dello scontro diretto di ritorno. Ne vantava 4 sino a poche settimane or sono, ma poi la compagine siciliana ha perso a Vigarano e stavolta pure a Napoli (58-51). Questa sconfitta certamente ci sta di più, perché Napoli è in emersione decisa. Ora Fontenette è un fattore (12 con 20 di valutazione), Macaulay una garanzia (11+9), nella fattispecie va pure in doppia cifra Fassina ed è troppo per Ragusa, che ha una giornata modesta dalle 3 straniere, appena 20 punti totali con 6/23 (dal computo è esclusa Nadalin che ne ha fatti 15).

Insomma ride Schio, che dimentica l'amarezza di Eurolega facendo pizzette di Battipaglia (79-39). Per il resto non c'erano scontri diretti di succo; di pregio la vittoria di Venezia a Vigarano dove appunto Ragusa era caduta. Dalla prossima partita la Reyer schiererà il neo-acquisto Henry che ha grossa nomea. Da segnalare il 118 di valutazione per Lucca nella mattanza sulla povera Trieste (Crippa 15 + 8 rimba + 9 rec per 25 di valu).

Domenica 8/2 - A2 Poule Promo D: le due favorite vincono nuovamente a bassi punteggi. Torino regola 50-39 la tignosa S. Marinella che aveva fatto soffrire Castel S. Pietro; importante Ntumba con 12+11 rimba. Castel S.P. fa 59-45 su Crema ed è uno scarto cospicuo in vista del ritorno, considerando che le cremose sono probabilmente l'alternativa più credibile alle due corazzate. Anche qui top scorer un recente acquisto: Brunetti con 14. Genova passa a Vicenza (57-63) con 43 punti in coppia per Bozic e De Scalzi, in quello che era già quasi uno spareggio per non finire già troppo lontani dalla zona-playoff.
A2 Poule Promo E: già detto di Bologna-Geas, l'altra a punteggio pieno è, senza sorprese, Ferrara (17 vinte-1 persa in stagione), che però non passeggia ad Alpo (66-71) nonostante Rulli rulli (nel primo caso è il cognome, nel secondo è il verbo) con 24 punti+10 rimba, coadiuvata da Rosset con 17+9. La matricola Alpo, senza superstars ma profonda (9 a segno tra i 2 e i 13 punti), è una piacevole sorpresa sinora. C'era poi anche qui un mezzo spareggio per restar vivi, e lo vince in modo convincente Ariano Irpino (ultima partita per Narviciute prima d'involarsi a Napoli), che sbanca Broni 50-66 con 15 di Chesta. Per il neo-acquisto pavese Dudù Vujovic 4 punti e 4 rimbalzi.

Domenica 8/2 - A2 Poule Retro F: se a Sesto le partite quest'anno sono quasi sempre chiuse all'intervallo, al PalaGiordani di Milano invece fioccano i thrillers. Supplementare vittorioso per il Sanga, 77-75 sull'Astro Cagliari dopo aver a lungo inseguito. La cosa notevole è che, in assenza di Gottardi, con Rossi a mezzo servizio e Vujovic uccel di bosco, le pinottiche s'inventano protagoniste inaudite, non tanto Ruisi e Colli (26 punti in due), sorprese sì ma non comparse dal nulla, bensì la '98 Taverna (8+10 rimba) e la '97 Trianti (5 stoppate), di cui la prima finora in campo solo per qualche minuto e la seconda all'esordio. Be', se la Poule Retro serve quantomeno a lanciare qualche giocatrice nuova, si può sopportarne meglio l'esistenza. -_- Il girone è capeggiato da Belize Roma e Civitanova.
A2 Poule Retro G: il big match (ammesso che possano esistere qui) va a Stabia sul campo di Selargius, cui non bastano i clamorosi 38 punti di Rozenberga, con 11/20 da 2, 16/21 ai liberi, 8 rimbalzi, 17 (!) falli subiti e 46 di valutazione. :woot: "Squaraus, scatarraus, calangianus!", gridano i sardi ammirati. E io rispondo: "Arbatax". :wacko: Ma Stabia è più bilanciata e vince. Biassono, come già accaduto altre volte, reagisce alla figuraccia con Carugate battendo Viterbo; Carugate passa a Muggia.

Nella foto: Una mini-sospensione di Bocchetti nel match fra Napoli e Ragusa [da Basketinside.com].

La week en rose (65)

Domenica 8/2 - Un vento gelido delle Prealpi sferza Costa Masnaga, imbiancata dalla neve caduta in settimana. Ma c'aspettiamo di scaldarci con Costa-Castelnuovo Scrivia, big match della prima giornata della fase "a orologio" di A3. Già una possibile sentenza sulla stagione, perché le prime 2 qui salgono direttamente in A2, e la formazione brianzol-lecchese si presenta con un vantaggio di 6 punti, e 2-0 negli scontri diretti, sulla compagine del triangolo di Piemonte che confina con Lombardia e Liguria, la quale attualmente è terza. Una vittoria masnaghese, insomma, metterebbe virtualmente fine al discorso, con 8 punti di margine (più scontri) a 7 partite dal termine.

Castelnuovo penalizzata dall'assenza di Giulia Leva, ex Broni, Bologna ecc.; conta comunque su nomi noti come Gabba, D'Amico, Bergante, Algeri, Marciano. Per Costa, oltre al solito pool di giocatrici di tutto rispetto (Longoni, Molteni, Tagliabue, F. Pozzi, Bossi, Bassani), capeggiate ma non tiranneggiate da Masha Maiorano (nel senso che agisce con la squadra, senza strafare), si registra il ritorno di Marta Meroni, 2 anni e mezzo dopo l'ultima partita col club che la lanciò, prima del suo passaggio al Geas, e, negli ultimi 6 mesi, un soggiorno a Barcellona per studio.
La maggior profondità potrebbe essere un fattore decisivo per Costa. Per tutto il primo tempo, infatti, è quasi solo Gabba a segnare per Castelnuovo. La guardia tatuata e tinta è un motore inesauribile di penetrazioni e tiri dalla media. Il resto della squadra, però, è nullo in fase realizzativa, almeno sino a metà 2° quarto (poi entra in scena D'Amico). Pecca di Costa è non approfittarne: da 1-4 passa a 11-6 con Maiorano e Molteni dopo 6'30", ma poi si blocca al punto da segnare solo 8 punti da lì all'intervallo, cioè in 13' abbondanti.
A che si deve ciò? Mah, Castelnuovo fa una difesa a uomo bella ruvida, però c'è una strana "souplesse" da parte di Costa, forse influenzata dall'atmosfera non torridissima delle tribune (120 spettatori circa, che si scaldano solo più tardi, incazzandosi con gli arbitri), ma più verosimilmente con quella mancanza di mordente che ti coglie (o meglio, non dovrebbe, ma succede) quando non hai l'urgenza di vincere mentre le avversarie sì. Meroni gioca parecchio, per problemi di falli delle lunghe, ma è comprensibilmente arrugginita. Ma non è lei, chiaro, il problema, bensì il fatto che Costa, squadra che di solito punta su elevati volumi di gioco più che sulla qualità esecutoria (traduzione: tira spesso male, perché non punta sulla scelta ragionata del miglior tiro possibile, ma lo fa all'interno di un sistema che consente di avere più possessi delle avversarie a suon di recuperi e rimbalzi in attacco), anziché correre e mantenere alti i ritmi, accetta il giuoco limaccioso a difesa schierata imposto dalle ospiti.
Siccome però Castelnuovo, Gabba e D'Amico a parte, segna solo 2 punti, cioè non è a sua volta in serata strepitosa, il 19-18 all'intervallo è miserello ma logico. Peraltro, a vedere i tabellini si scopre che Costa ne ha 11 da Maiorano mentre Gabba è a 12, quindi non è che le padrone di casa abbiano variato molto di più.
Nel 3° quarto continua a non succedere quasi nulla, a parte un po' di sane (o malsane) botte da orbi che gli arbitri sanzionano solo ogni tanto, anche se il conto dei tiri liberi per Costa sarà piuttosto alto (31). Ma le padrone di casa (che per qualche minuto schierano un quintetto altissimo, 4 dall'1.80 in su, con Maiorano, F. Pozzi, T'bue e Meroni) spadellano anche dalla lunetta oltre che dal campo. A compensare, per Castelnuovo, ci pensa Bergante, che inanella errore dopo errore arrivando a 0/10 a metà 3° quarto (finirà con 0/13). Costa, faticosamente si issa a +4 (30-26) ma viene raggiunta da un 4/4 ai liberi di Bergante (primi punti) e D'Amico. Tennistico 30-30 al 30'.
Sembra una partita di calcio che stagna sullo 0-0 in attesa che qualche fuoriclasse sblocchi il risultato con una prodezza fuori dal copione di una partita incatenata. In forma cestistica, significa una fiammata improvvisa da parte di qualcuna, con un pizzico di classe a stappare difese a blindatura doppia. E la classe indubbiamente ce l'ha D'Amico, la donna che (dicendola con un po' di enfasi) salvò il Sanga Milano nel 2011 giocando una manciata di partite compresi i playout. In questo caso però condanna Costa, segnando 3 triple nel giro di 5 minuti. Ne aggiunge una Gabba, clamorosa da 9 metri sullo scadere dei 24". Costa, invece, inanella poco o nulla. Maiorano segna solo 2 punti nell'ultimo quarto, ma il dato ancor più strano è che non prende neanche un tiro dal campo, lei che dovrebbe essere il riferimento primario quando il gioco si fa duro (meriti alla difesa di Castelnuovo su di lei, in particolare Algeri, ma non spiega tutto).
E quindi dopo l'ultima tripla di D'Amico ci si ritrova sul 34-44 per Castelnuovo a 4' dalla fine. Che l'ottimo organico di Costa abbia prodotto 34 punti in 36' è un dato eloquente sulla serata storta. Però ritrovarsi spalle al muro, senza più possibilità di scherzar col fuoco, fa bene a Costa, che si scuote, aggredisce, finalmente corre. Con un 9-0, non completato però da Molteni col libero del pareggio, si riporta a -1 (43-44 a 1' dalla fine). Ma poi torna ad appannarsi nell'ultimo minuto. Poco raziocinio per Maiorano che, dopo un errore di F. Pozzi, spende il suo 5° fallo a -40" per un fallo sistematico sul -2, regalando un 2/2 a Bergante ed eliminandosi dalla partita. :o: Poco raziocinio anche per Molteni, subito dopo, che spara un passaggio fuori misura, causando la resa definitiva. Finisce infatti 46-48 ma per un canestro di Bassani sulla sirena a giochi fatti.
E dunque Castelnuovo riapre la corsa alla promozione diretta, ringraziando i 23 di Gabba e i 15 di D'Amico (38 punti su 48 della squadra), mentre Maiorano si ferma a 16 e soprattutto le percentuali di Costa dal campo dicono 21%. Crediamo che Costa ce la farà lo stesso, ma per ora lo spumante va riposto in frigo, almeno finché i morsi dell'inverno non lasceranno spazio al tepore della primavera.

Domenica 8/2 - Riflessioncelle spicciole. Ci siamo dimenticati di prendere nota delle graduatorie individuali di A2 a fine prima fase (ci ricordiamo solo che Sanchez è stata la prima marcatrice, Laterza rimbalzista e D'Alie passatrice, se non erriamo) ed è un peccato. Perché adesso, con la seconda fase divisa in Promo e Retro, le cifre sono alterate dal livello di competizione diverso. Alcune pomperanno le proprie cifre giocando contro avversarie mediocri, altre invece le vedranno contrarsi perché il livello di ogni partita è durissimo. Come due categorie diverse.
Secondo spunto: è stato ufficializzato che quest'anno in Under 19 e 15 le qualificazioni alle finali nazionali saranno dirette, cioè niente interzona. Forse qualcuno sarà penalizzato (ma negli ultimi anni il numero delle squadre realmente meritevoli, cioè competitive, non sembrava eccedere il novero delle elette, diciamo così per diplomazia -_- ), ed è un peccato per l'esperienza formativa che viene meno per certe ragazze militanti in squadre non abbastanza forti da andare alle finali, ma ci pare opportuno far risparmiare a certe società i costi di un interzona in cui poi magari vincono di 70 ogni partita.

Nella foto: Costa e Castelnuovo Scrivia pronte per la palla a due.