lunedì 16 febbraio 2015

La week en rose (65)

Domenica 8/2 - Un vento gelido delle Prealpi sferza Costa Masnaga, imbiancata dalla neve caduta in settimana. Ma c'aspettiamo di scaldarci con Costa-Castelnuovo Scrivia, big match della prima giornata della fase "a orologio" di A3. Già una possibile sentenza sulla stagione, perché le prime 2 qui salgono direttamente in A2, e la formazione brianzol-lecchese si presenta con un vantaggio di 6 punti, e 2-0 negli scontri diretti, sulla compagine del triangolo di Piemonte che confina con Lombardia e Liguria, la quale attualmente è terza. Una vittoria masnaghese, insomma, metterebbe virtualmente fine al discorso, con 8 punti di margine (più scontri) a 7 partite dal termine.

Castelnuovo penalizzata dall'assenza di Giulia Leva, ex Broni, Bologna ecc.; conta comunque su nomi noti come Gabba, D'Amico, Bergante, Algeri, Marciano. Per Costa, oltre al solito pool di giocatrici di tutto rispetto (Longoni, Molteni, Tagliabue, F. Pozzi, Bossi, Bassani), capeggiate ma non tiranneggiate da Masha Maiorano (nel senso che agisce con la squadra, senza strafare), si registra il ritorno di Marta Meroni, 2 anni e mezzo dopo l'ultima partita col club che la lanciò, prima del suo passaggio al Geas, e, negli ultimi 6 mesi, un soggiorno a Barcellona per studio.
La maggior profondità potrebbe essere un fattore decisivo per Costa. Per tutto il primo tempo, infatti, è quasi solo Gabba a segnare per Castelnuovo. La guardia tatuata e tinta è un motore inesauribile di penetrazioni e tiri dalla media. Il resto della squadra, però, è nullo in fase realizzativa, almeno sino a metà 2° quarto (poi entra in scena D'Amico). Pecca di Costa è non approfittarne: da 1-4 passa a 11-6 con Maiorano e Molteni dopo 6'30", ma poi si blocca al punto da segnare solo 8 punti da lì all'intervallo, cioè in 13' abbondanti.
A che si deve ciò? Mah, Castelnuovo fa una difesa a uomo bella ruvida, però c'è una strana "souplesse" da parte di Costa, forse influenzata dall'atmosfera non torridissima delle tribune (120 spettatori circa, che si scaldano solo più tardi, incazzandosi con gli arbitri), ma più verosimilmente con quella mancanza di mordente che ti coglie (o meglio, non dovrebbe, ma succede) quando non hai l'urgenza di vincere mentre le avversarie sì. Meroni gioca parecchio, per problemi di falli delle lunghe, ma è comprensibilmente arrugginita. Ma non è lei, chiaro, il problema, bensì il fatto che Costa, squadra che di solito punta su elevati volumi di gioco più che sulla qualità esecutoria (traduzione: tira spesso male, perché non punta sulla scelta ragionata del miglior tiro possibile, ma lo fa all'interno di un sistema che consente di avere più possessi delle avversarie a suon di recuperi e rimbalzi in attacco), anziché correre e mantenere alti i ritmi, accetta il giuoco limaccioso a difesa schierata imposto dalle ospiti.
Siccome però Castelnuovo, Gabba e D'Amico a parte, segna solo 2 punti, cioè non è a sua volta in serata strepitosa, il 19-18 all'intervallo è miserello ma logico. Peraltro, a vedere i tabellini si scopre che Costa ne ha 11 da Maiorano mentre Gabba è a 12, quindi non è che le padrone di casa abbiano variato molto di più.
Nel 3° quarto continua a non succedere quasi nulla, a parte un po' di sane (o malsane) botte da orbi che gli arbitri sanzionano solo ogni tanto, anche se il conto dei tiri liberi per Costa sarà piuttosto alto (31). Ma le padrone di casa (che per qualche minuto schierano un quintetto altissimo, 4 dall'1.80 in su, con Maiorano, F. Pozzi, T'bue e Meroni) spadellano anche dalla lunetta oltre che dal campo. A compensare, per Castelnuovo, ci pensa Bergante, che inanella errore dopo errore arrivando a 0/10 a metà 3° quarto (finirà con 0/13). Costa, faticosamente si issa a +4 (30-26) ma viene raggiunta da un 4/4 ai liberi di Bergante (primi punti) e D'Amico. Tennistico 30-30 al 30'.
Sembra una partita di calcio che stagna sullo 0-0 in attesa che qualche fuoriclasse sblocchi il risultato con una prodezza fuori dal copione di una partita incatenata. In forma cestistica, significa una fiammata improvvisa da parte di qualcuna, con un pizzico di classe a stappare difese a blindatura doppia. E la classe indubbiamente ce l'ha D'Amico, la donna che (dicendola con un po' di enfasi) salvò il Sanga Milano nel 2011 giocando una manciata di partite compresi i playout. In questo caso però condanna Costa, segnando 3 triple nel giro di 5 minuti. Ne aggiunge una Gabba, clamorosa da 9 metri sullo scadere dei 24". Costa, invece, inanella poco o nulla. Maiorano segna solo 2 punti nell'ultimo quarto, ma il dato ancor più strano è che non prende neanche un tiro dal campo, lei che dovrebbe essere il riferimento primario quando il gioco si fa duro (meriti alla difesa di Castelnuovo su di lei, in particolare Algeri, ma non spiega tutto).
E quindi dopo l'ultima tripla di D'Amico ci si ritrova sul 34-44 per Castelnuovo a 4' dalla fine. Che l'ottimo organico di Costa abbia prodotto 34 punti in 36' è un dato eloquente sulla serata storta. Però ritrovarsi spalle al muro, senza più possibilità di scherzar col fuoco, fa bene a Costa, che si scuote, aggredisce, finalmente corre. Con un 9-0, non completato però da Molteni col libero del pareggio, si riporta a -1 (43-44 a 1' dalla fine). Ma poi torna ad appannarsi nell'ultimo minuto. Poco raziocinio per Maiorano che, dopo un errore di F. Pozzi, spende il suo 5° fallo a -40" per un fallo sistematico sul -2, regalando un 2/2 a Bergante ed eliminandosi dalla partita. :o: Poco raziocinio anche per Molteni, subito dopo, che spara un passaggio fuori misura, causando la resa definitiva. Finisce infatti 46-48 ma per un canestro di Bassani sulla sirena a giochi fatti.
E dunque Castelnuovo riapre la corsa alla promozione diretta, ringraziando i 23 di Gabba e i 15 di D'Amico (38 punti su 48 della squadra), mentre Maiorano si ferma a 16 e soprattutto le percentuali di Costa dal campo dicono 21%. Crediamo che Costa ce la farà lo stesso, ma per ora lo spumante va riposto in frigo, almeno finché i morsi dell'inverno non lasceranno spazio al tepore della primavera.

Domenica 8/2 - Riflessioncelle spicciole. Ci siamo dimenticati di prendere nota delle graduatorie individuali di A2 a fine prima fase (ci ricordiamo solo che Sanchez è stata la prima marcatrice, Laterza rimbalzista e D'Alie passatrice, se non erriamo) ed è un peccato. Perché adesso, con la seconda fase divisa in Promo e Retro, le cifre sono alterate dal livello di competizione diverso. Alcune pomperanno le proprie cifre giocando contro avversarie mediocri, altre invece le vedranno contrarsi perché il livello di ogni partita è durissimo. Come due categorie diverse.
Secondo spunto: è stato ufficializzato che quest'anno in Under 19 e 15 le qualificazioni alle finali nazionali saranno dirette, cioè niente interzona. Forse qualcuno sarà penalizzato (ma negli ultimi anni il numero delle squadre realmente meritevoli, cioè competitive, non sembrava eccedere il novero delle elette, diciamo così per diplomazia -_- ), ed è un peccato per l'esperienza formativa che viene meno per certe ragazze militanti in squadre non abbastanza forti da andare alle finali, ma ci pare opportuno far risparmiare a certe società i costi di un interzona in cui poi magari vincono di 70 ogni partita.

Nella foto: Costa e Castelnuovo Scrivia pronte per la palla a due.

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