Giovedì 5/2 - Saltando un inizio settimana in cui non è successo alcunché di eclatante, né mediatico, né di mercato, né di beghe società-Fip o cose del genere (a meno che ci siamo distratti),
passiamo direttamente all'Eurolega, dove purtroppo va registrata la caduta casalinga di Schio nel cruciale scontro diretto con l'Agu Spor Kayseri. 74-80 il frizzante punteggio finale, con scarto che matura tutto nell'ultimo quarto dopo la parità al 30'. Anzi, all'intervallo era +7 Schio, poi l'afflosciamento con Yacoubou che perde il duello con Lara Sanders (10 punti contro 18, 5 rimbalzi contro 11) e non bastano i 27 punti prodotti quasi equamente dal duo Sottana-Macchi.
Venerdì 6/2 - Un paio di mosse di mercato che appaiono più sovrapposizione, accumulo, che risposta a reali necessità. In A1 Venezia ingaggia l'ala-pivot Aneika Henry, il cui curriculum è di primo piano; viene dal campionato cinese ma d'estate fa la Wnba. Ma Venezia ha già un trio di straniere che non sembrava aver bisogno di rinforzi: McCallum, Ruzickova, Mandache. Ora una delle ultime due dovrà accomodarsi in tribuna per far spazio alla nuova arrivata. Vero è che alla Reyer, come contro Schio, pareva mancare la lira per fare il milione, e Henry forse è questa lira.
In A2 Broni risucchia Dunja Vujovic da Milano. Quest'ultima aveva già rinunciato, non ufficialmente ma in pratica sì, alla doppiotesserata Guarneri da Novara. Ma nella Poule Retro se lo può permettere, anche se la coperta è corta. E con questa cessione coprirà i costi dei 4500 km di trasferte che la sorte le ha affibbiato in questa fase.
Per Broni cambierà qualcosa? Be', Vujovic può sicuramente portare del giuoco in post basso che attualmente non ci pare abbondare nelle lunghe o mezze lunghe di Broni; però non è che il ruolo fosse sguarnito e, soprattutto, il problema maggiore di quella squadra ci pare essere la mancanza di leadership, di personalità trainanti, e comunque più nelle esterne che nelle lunghe. Ovviamente il giudizio è parametrato al livello alto che richiede la Poule Promo. Se han preso Vujovic significa che non s'accontentano di una cheta navigazione ma vogliono puntare ai primi due posti. Lodevole, ma a mio parere quel che hanno, compresa Vujovic, non è sufficiente.
Sabato 7/2 - Abbiamo assistito via streaming, seppur con qualche salto dovuto alle bizze del collegamento, al big match di A2, Poule Promo E, tra Bologna e Geas. Intanto, una statistica: all'inizio del collegamento c'era scritto che 20-25 persone erano collegate (oscillava); poi ci siamo dimenticati di guardare se nelle combattute fasi finali si erano moltiplicati. In ogni caso non ho la minima idea se quelle cifre siano attendibili (se qualcuno si collega con un'utenza anonima dalla Mongolia, per esempio, lo conteggiano?).
Quanto alla partita, l'impressione è che il Geas sia più forte di Bologna, e che Bologna abbia sprecato una grossa occasione non battendo il Geas in una serata in cui era più vulnerabile del solito. Sesto ha iniziato 0-5 in suo favore, tutto siglato da Arturi, ma poi si è bloccata in attacco, segnando solo 5 punti nel resto del 1° quarto. Bologna si è messa a zona sin dalle prime battute e il Geas, se ha tirato in modo sufficiente da 3 (meglio delle felsinee), è invece andato male dalla media e, soprattutto, ha sprecato molto da sotto, con Laterza che chiudeva la prima metà gara a 0 punti (se non abbiamo segnato male); ma incappavano in vari errori anche altre che di solito non sbagliano certe cose. Si pensi che 7 giorni prima, il Geas realizzava 55 punti nei primi 20' con Broni, stavolta solo 22:
Di tutto ciò, però, Bologna approfittava solo in parte (anche per merito della difesa ospite, s'intende), sicché all'intervallo era +4 felsineo. Nel 2° tempo si sbloccava Laterza, fattore importante; in compenso però scemavano le segnature di Arturi e, soprattutto, Gambarini litigava fortemente coi ferri, al punto che avrebbe chiuso con 3/17. Barberis era fuori per lieve infortunio e una positiva Tognalini non bastava a compensare il buco realizzativo. Insomma Bologna, in cui D'Alie pur non segnando moltissimo veniva fuori con una prova a tutto tondo (sfiorata la tripla doppia), sembrava poter scappare via da un momento all'altro. Ma al massimo arrivava a +8.
Il Geas era bravo a limitare i danni nel momento peggiore, per poi rifarsi sotto. Dopo un periodo scollegato riprendevamo sul 49-48 a 6' dalla fine. E lì ormai era chiaro che si andava in volata. Silva, ex giovanili Geas, siglava il 53-50 a -4' col suo classico tiretto dal mezzo angolo. Gambarini scippava D'Alie a metà campo per il 53-52. Considerando che nei restanti 3 minuti il parziale è stato 1-2, s'intuisce che il finale è stato una selva di errori da ambo le parti. Bologna si morde le mani per un 1/4 ai liberi di Landi, che dal possibile +5 costava invece l'aggancio quando Tognalini segnava su assist di Laterza il 54-54 a -1'15". Da lì in poi solo errori: Vian dalla media; Gambarini allo scadere dei 24", Cordola da 3, Arturi passi in contropiede, D'Alie dopo timeout allo scadere su buona chiusura Geas.
Si andava dunque all'overtempo e lì appariva che Bologna non ne aveva più, mentre il Geas, oltre a far girare al largo le avversarie dall'area grazie a una deifdesa ben serrata, trovava 3 canestri da sotto con Arturi (top scorer con 16), Tognalini e ancora Tognalini su assist di Arturi. A quel punto sul 54-60 era già bandiera bianca per le tortelliane. E la compagine di Cin'Zanotti coglieva una vittoria di capitale importanza, tanto più incoraggiante nella msiura in cui è stata ottenuta in una serata tutt'altro che di grazia. Se poi sarà vero il pronostico secondo cui Bologna era la "contender" numero 1 a insidiare Ferrara e Sesto, è chiaro che aver vinto in casa delle rivali può pesare assai. Inoltre le stalingradoditaliane misurano pienamente l'importanza dell'aver acquisito Tognalini, senza la quale è probabile (o almeno possibile) che in quest'occasione avrebbero perso.
Nella foto [da Basketinside.com]: Gambarini non ha avuto la sua miglior serata al tiro contro Bologna, ma dal punto di vista fotografico è sempre uno spettacolo. Qui vola sopra la ciclopica Vian.
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