sabato 28 febbraio 2015

La week en rose (70)

Sabato 21/2 - Ragusa e Schio in carrozza nelle semifinali di Coppa Italia a Perugia. Non si esce, dunque, dai binari del pronostico che, anzi, i treni delle due partite hanno seguito con sin troppa fedeltà. Ragusa, dopo un +10 all'intervallo, semina l'esordiente San Martino con un 23-8 nel 3° quarto (61-36 al 30'). Le venete rendono poi onorevole lo scarto (73-63) ma nulla più. Ivezic con 3/4 da 2 e 4/6 da 3 per 22 punti la mattatrice, Pierson fa il suo (17), la pulce Gonzalez il fattore in più (12), mentre San Martino, a parte la vecchia... lupa Gianolla (18), Pye (17), e se vogliamo Filippi con 3 triple, ha troppe giocatrici sottotono per impensierire la più forte compagine sicula.

Schio sotterra Umbertide, semi-padrona di casa, con un umiliante 83-46. Un po' a metà fra meriti delle tricolori e demeriti delle sfidanti, giacché la gragnuola di colpi di Schio è da Tyson dei tempi belli, ma le serventiane, a parte Swords (22 punti), sembrano pesi piuma che in teoria non sono (104-32 la valutazione). Yacoubou e Sottana, con 18 a testa, le tops per la Famila, o meglio Emisfero visto lo sponsor per l'occasione, che ha rivestito di rosa shocking Macchi e compagne. Ok, finale sacrosanta, la più succosa da vedere, però un pizzico in più di pathos non avrebbe guastato.

Domenica 22/2 - Signori, non si cambia: Schio vince la Coppa Italia, 74-64 su Ragusa, e se abbiamo fatto giusti i conti è l'ottavo trofeo italico consecutivo che vincono le suddite di Cestaro. L'ultima volta che s'impose qualcun altro fu il 2012, quando Taranto conquistò lo scudetto dopo aver già vinto la Coppa Italia. Ma già durante la festa pugliese s'avvertivano le avvisaglie dello smantellamento delle concittadine dell'Ilva, che poi tirarono a campare una stagione prima di sciogliersi. Insomma da 3 anni Schio magari non passeggia ma alla fine pasteggia. :wacko: E dopo Lucca, che ha sbattuto la capoccia 5 volte con trofei in palio (1 finale scudetto, 2 finali di Coppa Italia e 2 Supercoppe), inizia a diventare vittima seriale Ragusa, che dopo la finale scudetto s'arrende nella sfida perugina valevole per la Coppa. Sarà compito delle siciliane evitare di farsi venire complessi d'inferiorità, di quelli che ti fanno, inconsciamente, andare in campo già battuto contro un'avversaria da cui hai perso troppe volte.
"Sfiora l'impresa", abbiamo letto come titolo di un articolo di parte ragusana sul sito di Lega. Be', se affacciarsi un paio di volte a -3 tra fine 3° e inizio 4° periodo, venendo prontamente ricacciate indietro, dopo aver inseguito dal primo minuto e non essere mai state a portata d'aggancio negli ultimi 5 minuti, significa sfiorare l'impresa, allora va bene. :shifty: Altrimenti la realtà dice che Schio ha dominato la partita. Con la forza di chi ha vinto mille volte e sa come si affronta una partita con un trofeo in palio. Ragusa ha confermato di saper mettere in difficoltà Schio a tratti, ma un conto è mettere in difficoltà e un conto è portar via un trofeo. Vai a rivedere il tabellino della finale di Coppa 2014, contro Lucca, e scopri che lo scarto finale è identico, che anche allora Schio fece subito il break forte e Sottana e Macchi furono le mattatrici. Insomma, nulla per caso.
Il primo fattore della partita, in ordine cronologico, è Yacoubou (o "Yagobbù", come si dice dal Tevere in avanti). Con una serie d'iniziative nei pressi del canestro, seppur con esiti alterni, costringe Pierson, che la marcava in mismatch, a spendere 3 falli in 5 minuti. Molto contestato il secondo, zufolato da uno dei due arbitri allo scadere dei 24" quando l'altra aveva già segnalato infrazione (Molino se ne lamenterà anche a fine partita). Così Ragusa perde subito la sua leader realizzativa che, di fatto, quando rientrerà sarà fuori ritmo e per nulla incisiva.
Schio azzanna la preda: è una lezione quella che infligge nei primi 7 minuti. Tripla di Sottana con passo in arretramento, in faccia a Gorini; 5 punti di fila di una concreta Anderson: già 10-20. E' soprattutto Sottana-Gorini il duello che pende tremendamente dalla parte di Schio; così Molino gioca la carta Gonzalez. Però quello che guadagna in verve (giacché mentre Gorini sembrava inamidata e timorosa, l'argentina attacca all'impazzata) lo perde in gestione; e poi Gonzalez concretizza poco o nulla di quanto costruisce. In questo frangente anche un breve cameo di Zandalasini, valido per poter dire di aver vinto la sua prima coppa in carriera giocando e non solo guardando come toccò a Spreafico l'anno scorso.
Serve l'esperienza di Nadalin , ex di turno, per ridare fiducia a Ragusa in avvio di 2° quarto. Le percentuali di Schio calano (solo 6 punti tra il 7' e il 15') e le siciliane si riportano a -6 (20-26 al 15') con Galbiati che brucia due volte in velocità Spreafico (antico duello delle giovanili lombarde) ricavandone 4 liberi. Ma non c'è pieno controllo mentale da parte loro, come dimostrano due cross da 3 della stessa Galbiati e di Gonzalez, su tiri affrettati.
Invece Macchi il controllo ce l'ha: dopo un inizio sottotono, s'inventa un canestro incredibile con una "sbracciata" dalla linea di fondo che uccella Cinili con parabola di puro genio. E' come il duello Sottana-Gorini: quella di Ragusa si applica, ma quella di Schio è un livello sopra. Anche Masciadri realizza un "canestronzo" e all'intervallo è 24-41, con l'idea che sia tutto già finito.
Idea sbagliata, in realtà. Perché Ragusa, quando abbina energia a produttività, sa punire certi momenti di leziosità (o semplicemente di risparmio energetico) da parte di Schio. Il passaggio a zona aiuta le siciliane. Si scatena Walker, mentre Yacoubou non inciderà più. Si scuotono, poi, le due italiane più assenti della prima parte, cioè Gorini e Cinili. Sottana ricaccia indietro con una tripla. Ma Schio sembra aver perso il filo. Gorini da 3 con triplo aiuto del ferro: 47-50. Ecco però Macchi, come mille volte in carriera: col pallone che pesa mette la tripla e il terzo quarto finisce 47-53.
Inizio ultimo periodo: Ragusa ci prova ancora, 52-55, ma Macchi spegne di nuovo tutto con una bomba. E il messaggio è frustrante per le siciliane: come a dire, sforzatevi quanto volete ma non ce la farete mai. Infatti da lì in poi Ragusa non minaccia più l'aggancio. Tra Sottana e Macchi arrivano i punti della sicurezza. Lo scarto finale di 10 punti rende giustizia sia alla resistenza di Ragusa sia alla superiorità nitida di Schio. Sottana è nominata mvp; nel complesso delle due giornate sicuramente è meritato, forse per la finale ha fatto qualcosa di più Macchi, anche se è stata Sottana a spaccare la partita all'inizio. Sottana era stata mvp già nella Coppa 2012 quando giocava per Taranto. Per lei 19 punti con 7/10; Macchi 21; Anderson 14. Per Ragusa Walker 17+11 rimba, Ivezic 15, il grande vuoto è Pierson con soli 7 in 23'.
Pubblico: si è letto di oltre 3000 spettatori totali nella due giorni. Anche ipotizzando che tutti gli spettatori della prima semifinale siano andati via prima della seconda, sembra difficile arrivare a quella cifra, perché 1000 per volta non ce n'erano, ovviamente contando a occhio. L'impianto di Perugia è grande, ma solo il parterre era occupato. Non che ci fosse da aspettarsene molti di più, a meno che Umbertide fosse arrivata in finale. Peraltro, tanto per smitizzare che in passato ci fossero sempre folle enormi, ci ricordiamo che agli Europei '93, giocati nello stesso impianto, le tribune erano semideserte anche nelle fasi finali (l'Italia arrivò quarta).
Nota finale sulla tv. La qualità "HD" delle immagini Sky è notevole: vedi nitidamente le facce degli spettatori in prima fila, non sei abituato nel femminile. La coppia Migliola-Lucchesi è godibilissima, anche se la sapienza di Lucchesi è tale da farti sentire ignorante. Tu vedi un'azione banale, lui invece ti descrive che Tizia ha giocato il pick and roll con Caia sbagliando però di una ventina di centimetri la spaziatura, consentendo così lo show a Sempronia e impedendo il doppio blocco laterale a Gigia e Piera, non vedendo al contempo Eustachia che a 8 metri dalla palla si liberava con un taglio in back door grazie al blocco cieco di Gervasia". :woot: Oppure, tu senti un coach farfugliare indicazioni incomprensibili durante un timeout microfonato, e Lucchesi commenta: "Chiarissime disposizioni di coach Pinco, che ha chiesto a Gigia di uscire dal blocco in post alto e Piera di rollare in pivot basso per eseguire uno stagger per Carla e un triplo taglio bifronte carpiato semirigido". Maestro, c'inchiniamo.

Nella foto: una scena già vista qualche volta, Schio col trofeo appena vinto: ma stavolta c'è una grande novità, il colore della maglia.

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