venerdì 29 maggio 2015

La week en rose (108)

Domenica 17/5 - Andata delle finali promozione di B. Marghera ipoteca il doppio salto in A2 passando sotto pressa Fiorenzuola: 71-50. Spezia/Lerici sbanca Firenze: 59-66. Più aperta la serie tra Pesaro e Viareggio: +5 per le marchigiane, 47-42. Ancor più fra Rainbow Catania e Brindisi: 47-47.


Martedì 19/5 - Ha una certa eco, in questi giorni, il dibattito seguito alla presunta (ma probabile) frase del tal dirigente calcistico Belloli sulle "quattro lesbiche del calcio femminile". Sulla Gazzetta di sabato 16, Franco Arturi - che in materia ci pare ferrato quasi quanto il nostro utente Duepuntozero - ha avuto il merito di spostare il dibattito dalla superficie (la battutaccia sulle lesbiche) alla radice profonda del problema, e cioè l'ostilità del tessuto culturale italiano attuale agli sport femminili di contatto in favore di quelli in cui la donna appare più bamboleggiante. Così si è potuto allargare il perimetro del discorso anche al basket. Giacché, grattando sotto la boutade del tizio, si percepisce il disprezzo, o quantomeno il sospetto, che dalle nostre parti circonda gli sports femminili dove si mena. :angry:
E' forse un po' eccessivo dire che l'Italia è "unica al mondo" in questa barbarie, giacché in Uzbekistan o in Burundi ci risultano ancor più discriminate, le ragazze sportive, però l'iperbole serve a richiamare attenzione sull'argomento.
C'è la speranza che, nonostante col passare delle settimane si spegneranno i riflettori sulla vicenda, sia stato gettato un seme per un cambio di mentalità. Purché questo non vada a vantaggio del calcio femminile, che francamente non se ne sente il bisogno, visto che già il calcio maschile occupa quasi tutto l'occupabile. Piuttosto il rugby. :wacko:

Giovedì 21/5 - Pubblicata l'autorevole classifica della migliori della stagione di "Pink Basket", ovvero fra le circa 110 giocatrici delle 8 società del circuito (Geas, Sanga, Carugate, Costamasnaga, Usmate, Varese, Vittuone, Cantù). La nuova formula assommava le presenze nei quintetti ideali di ogni settimana con le vittorie di squadra. Superato l'obsoleto criterio della valutazione statistica, troppo sbilanciata a favore di alcuni ruoli, e comunque troppo cieca, giacché un rimbalzuccio preso a 1 minuto dalla fine sul -30 vale più di, ad esempio, un 1/2 ai liberi che decide allo scadere una partita. :huh:
Queste sono le "top 20" nell'ordine: Arturi, Reggiani, Barberis, Maiorano, Laterza, Giunzioni, Romanò, Dal Verme, Longoni M., Lovato, Gambarini, Rossi G., Maffenini, Vujovic, Frantini S., De Gianni, Stabile, Tognalini, Colombo B., Grotto.

Venerdì 22/5 - Il Cus Bologna ha vinto i campionati nazionali universitari nel basket donne, che, va notato, figura nel programma come "disciplina promozionale" e non "ufficiale". Chissà perché. Si è giocato a Salsomaggiore: 6 squadre e senti un po' la formula: due gironi da 3, quindi 2 partite ogni squadra, più una partita d'"intergirone" che assegnava 1 punto in classifica anziché 2. In finale vince Bologna su Milano, 66-58. In pratica una partita di A2/A3 con le giocatrici rimescolate rispetto alla stagione di club. Al 3° posto Verona, al quarto Brescia. Il centro-sud era rappresentato solo dal Cus Foro Italico. Curiosità: l'anno scorso il Geas gettò le basi per l'acquisto di Tognalini vedendola alle finali 2014 disputate a Milano (Cin'Zanotti si segnò il nome, poi la prese appena si liberò), quest'anno chi sarà finito sul taccuino di qualche club?

Sabato 23/5 - Non c'è storia nel ritorno del playout di A2: la Virtus Cagliari bissa il +20 dell'andata contro un'evidentemente scorata Biassono (68-48, quasi identico al 50-70 in terra di Brianza). Imperversa Bedalov: 25 punti in 32'. Per le sconfitte, Porro 13. Qualcuno dica al sito di Lega, che riporta: "Biassono retrocessa in serie A3", che ahilei, l'A3 è stata cancellata, per cui il club della coppia dirigenziale Beretta-Marchini dovrà ripartire dalla B, avendo fruito del ripescaggio già l'anno scorso (oltre che nel 2011), anche se nulla è certo in questi anni friabili. :unsure:
Forse però un percorso di risalita, dopo un quinquennio di retrocessioni (3 con questa) e salvezze avventurose cavando il sangue dalle rape (modo di dire, non è che siano rape le valenti ma giovanissime giocatrici biassonesi), potrà far bene alla società. Che, già lo anticipavamo, curiosamente si ritrova nella stessa categoria delle sue... Under 17, appena promosse in B dalla C con la maglia di Vertemate (difficile che continui il dualismo, però).

Domenica 24/5 - Conclusa la stagione senior di livello nazionale. Il ritorno delle finali di B premia Marghera (vince 52-56 a Fiorenzuola), Spezia (64-56 su Firenze), Viareggio (49-37 su Pesaro, ribaltando) e Brindisi (64-50 su R. Catania). A parte Viareggio, sono piazze che erano state di recente in A2, anche di vertice (Spezia in primis, fresca di defezione all'A1), e per tornare lassù non hanno lesinato nomi importanti in organico. Marghera ad esempio ha Nicolini, Fabris, Pellegrino, Savelli; Spezia due americane e Linguaglossa.

Domenica 24/5 - Era anche il weekend delle finali nazionali del Join The Game a Jesolo. Ahò, due scudetti in palio, mica noccioline. E li ha vinti entrambi il (o la) Basket Academy Mirabello, giovane società della provincia di Ferrara che, sebbene due più due (anzi, tre contro tre) non faccia quattro, ovvero non è detto che i valori siano esportabili nel basket 5 contro 5, si candida a essere potenza emergente del panorama nazionale giovanile prossimo venturo. Nelle due finali, entrambe caratterizzate da punteggi assai bassi, battute Costamasnaga (U13) e Vicenza (U14).

Nella foto: per tornare rapidamente in serie A, Spezia non ha esitato a dotarsi di rinforzi fuori categoria...


domenica 24 maggio 2015

La week en rose (107 - A2: playout Biassono-V. Cagliari)

Sabato 16/5 - Stesso percorso di 3 giorni prima, ma stavolta, giunti di fronte al tendone biassonese, non passiamo oltre. Perché in quest'assolato pomeriggio dalla temperatura estiva ci si gioca la permanenza in A2: andata del playout Biassono-Virtus Cagliari. Duello tra squadre agli antipodi: giovane, leggerissima e dalla panchina lunga la squadra di casa; esperta, stazzata e dalle rotazioni asciutte la compagine nuragica. Biassono che sapeva fin da inizio stagione di dover probabilmente ricorrere a questo sgradito codazzo post-stagionale per salvarsi (avrebbe potuto forse evitarlo se non avesse perso in extremis con Selargius e Albino in due partite consecutive nella Poule Retro, ma sarebbe stato un mezzo miracolo), Virtus di cui invece si fa fatica a capire come non sia riuscita a far di meglio: qualcuno addirittura la pronosticava da Poule Promo, probabilmente eccessivo ma non era nemmeno da playout. Ma succede.

Arriviamo all'intervallo sul 28-25 per Biassono. Pubblico non proprio oceanico ma abbastanza rumoroso. Scorgeremo poi un noto telecronista di Sky, Alessandro Mamoli, in tribuna perché - dice il gossip - fidanzato con una delle cagliaritane, di cui non facciamo il nome per privacy; diciamo solo che era una delle favorite del grande Bibi Velluzzi. :shifty:
Apprendiamo dal cellulare che il primo tempo ha avuto un andamento pazzo: 6-19 per le sarde al 10', 22-6 per le brianzole nel 2° quarto. Grande protagonista Gargantini, già 14 punti con 4/4 da 3. Sono proprio le 6 triple a bersaglio a propellere le padrone di casa, le quali non hanno altra scelta, per vincere, che correre il più possibile e sparare con precisione, perché a difesa schierata e in area non hanno speranze.
Ricetta che però non funziona più a inizio ripresa. Smettono di entrare le triple, Gargantini è ben francobollata e non tocca quasi più palla (è una giocatrice cui servono spazio e rifornimenti, non è eccelsa nel crearsi il tiro da sola), Rossi non la mette (chiuderà con un tragico 1/16) e lei è un ago della bilancia per Biassono. :woot: La difesa cagliaritana, prima a zona e poi a uomo se gli appunti non ci fallano, aumenta il voltaggio e, con la sua fisicità, riesce a cambiare le parabole e a volte anche a stoppare i tiri da fuori delle biancorosse. Addirittura 9 le stoppate alla fine per la Virtus (6 Bedalov, 3 Cocò Giorgi).
Dall'altra parte la suddetta coppia Bedalov-Giorgi è troppo grossa per essere contenuta dalle mezze lunghe locali, costrette a raddoppiare su chi ha la palla, liberando così spazi per l'altra. E' soprattutto Giorgi ad approfittarne nel 3° quarto, segnando 7 punti nel break di 2-15 che lancia Cagliari sul 30-40 al 25'. Il terzo vertice del triangolo sardo è Innocenti, efficace sia in penetrazione che da fuori: una sua tripla firma il massimo vantaggio (32-43). La riscossa di Biassono arriva quando si sblocca la siccità dall'arco: 3 bombe in chiusura di 3° quarto, con Porro, la '98 Giulietti e la lunga Tibè, e si riaprono le speranze casalinghe (41-47 al 30').
Frizzanti i primi 5 minuti dell'ultimo periodo. Biassono spreca occasioni importanti per farsi sotto ed è punita da una tripla di Innocenti. Reagisce però con Porro, anche lei da 3. Risponde Saba, pure costei dall'arco. Ma le cagliaritane s'innervosiscono e prendono tecnico prima con Saba, poi con Innocenti. Biassono si riporta sul 50-55 a 5' dalla fine: potrebbe ancora farcela. Ma sul più bello esce Porro per 5 falli: piuttosto banale il suo ultimo, a 8 metri dal canestro su situazione non di pericolo. E Porro stava dando una spinta notevole alla squadra, che senza di lei - non dico che sia un rapporto causa/effetto, dico solo che è un dato di fatto - va in crisi totale, incassando un rovinoso 0-15 negli ultimi 4'30". :cry:
E' Giorgi dalla media a far cominciare la grandine, prosegue la giovane e filiforme Dettori, infieriscono Innocenti e, con gancio mancino d'altri tempi, Bedalov che pur non essendo in una giornata scintillante al tiro è però una presenza dominante. Nel frattempo Biassono ne combina una più di Bertoldo, tra palle perse ed errori al tiro; peraltro Bertoldo era scaltro e se la cavava sempre, mentre le brianzole sembrano dimenticarsi che si gioca sul doppio confronto e quindi è di capitale importanza suturare la differenza-canestri per avere qualche minima chance al ritorno. O forse, semplicemente, si sono dovute tirare troppo il collo per resistere a una squadra che coi suoi centimetri fa canestro con molta più facilità (la mappa dei tiri del secondo tempo è eloquente: Cagliari 11 canestri dentro l'area, Biassono 1) e quindi la benzina è finita di colpo. Fatto sta che il 50-70 finale è una sentenza di morte per le brianzole, che non hanno le armi per rifilare 21 punti di scarto alle cagliaritane, tanto più in trasferta. Festeggiano poco, però, le virtussine, in quanto la partita finisce grottescamente con l'esile Dettori a terra che sembra mezza morta, causa un colpo duro, per cui si forma un preoccupato capannello intorno alla sventurata, la quale poscia si riprende e tutte vanno in spogliatoio. :rolleyes: Decisamente seccato, com'è ovvio, il coach biassonese Stefano Fassina: perché se perdi di 20 per manifesta superiorità avversaria dopo aver fatto il possibile, ti puoi mettere il cuore in pace; ma prendere un'imbarcata finale (e fatale) così, dopo essere stato incollato per 3 quarti e mezzo, fa vorticare certe parti.
Gargantini resta top scorer delle sue, e unica in doppia cifra, con 14; di là Innocenti 19, Giorgi 13 con 20 rimbalzi per 34 di valutazione, Bedalov 12 e, come detto, 6 stoppate. Addirittura 31-105 il conto della valutazione di squadra.

Sabato 16/5 - Addio A3, sorgente dalle acque, direbbe Lucia, quella di Manzoni. Addio A3, sorta da un miscuglio malriuscito di esigenze federali e di Lega, diremmo noi molto meno poeticamente. :blink: Fatto sta che la categoria nata "ben" 3 anni fa è morta oggi, con l'ultima partita della sua storia, gara-3 di finale playoff girone A, tra Castelnuovo Scrivia e Usmate. Vincono le piemontesi 44-39 centrando così un doppio salto, giacché erano matricole, come del resto le brianzole. Quest'anno con l'allargamento dell'A2 le porte erano ben larghe: 3 promozioni per girone erano un lusso. Castelnuovo ne ha approfittato, comunque meritando per quanto fatto in stagione, mentre Usmate stava superandosi, dopo aver già eliminato Lavagna che l'aveva battuta 4 volte su 4 compresa gara-1 di semifinale, mettendo ora Castelnuovo alle corde dopo aver perso anche con essa le prime 4 sfide dirette.
Partita schizoide, questa gara-3, con Usmate che domina in avvio (8-17 al 10'), Castelnuovo che domina i due quarti centrali (34-24 al 30', canestri distillati con parsimonia), Usmate che torna avanti con uno 0-13 ma sciupa banalmente il +4 da sotto e le piemontesi piazzano la zampata vincente con la donna decisiva D'Amico, top scorer con 12 mentre di là ne fa 11 Meroni.
Addio A3, ma siamo sicuri che tornerai, entro qualche anno, magari con un'altra sigla innovativa (tipo "campionato di sviluppo", ma quella è già stata usata). Anche se questa tua abolizione, più che dalla volubilità federal-leghista, è stata causata dalla moria di squadre, che ti rifuggivano al punto che più d'una ha preferito auto-declassarsi in B per tornare in A2 da lì piuttosto che stare in A3. Insomma, amen.

Nella foto: un'eloquente immagine della strapossanza fisica di Cagliari su Biassono: Giorgi torreggia sulla giovane Novati, Bedalov su Gargantini che sarebbe un'esterna ma deve giocare da "4". "Some girls are bigger than others", cantavano gli Smiths.


mercoledì 20 maggio 2015

La week en rose (106 - A3 finale G2 Usmate-Castelnuovo)

Mercoledì 13/5 - Snobbando la semifinale di Champions League della Juve (sai che sforzo), la macchina attraversa le cementificate lande di Desio e Lissone, s'addentra nella signorile Biassono, costeggia il muro settentrionale di cinta del Parco di Monza, donde nei giorni di corse provengono rombanti rumori dall'autodromo. Si scorge all'orizzonte il tendone del PalaRovagnati, dove probabilmente il team di Stefano Fassina sta sudando in vista del playout salvezza con Cagliari, lì di scena fra 3 giorni.

Ma in questa tiepida sera di metà maggio non è Biassono a interessarci: :o: si passa oltre, mentre il brianzolo paesaggio cambia, facendosi piacevolmente ondulato di verdi colline ancora un pizzico rischiarate dalla penombra della sera. S'attraversano Peregallo e la più nobile Arcore, regno del Berlusconi che splendeva ieri e decade oggi. Infine il viaggio termina a Usmate, dove la compagine locale sfida Castelnuovo Scrivia in gara-2 di finale playoff di A3.
Vincere o morire, per il team allenato dal calvo e vulcanico Marino Mannis: sotto 0-1 nella serie (e 0-4 nei confronti stagionali), se perde non solo non sale ma, per effetto della morte dell'A3 di cui questa finale è l'ultimo sussulto d'esistenza, scivola nel calderone della B regionale.
Arriviamo all'intervallo, col tabellone che reca un 30-21 per Usmate. Palazzetto non strapieno, perché probabilmente la Champions ha distolto qualcuno, ma popolato da almeno 180 calienti supporters, tra cui, bello a vedersi, le giovanili locali in divisa. Da quel che ricostruiamo una volta giunti nella balconata stampa dove troneggiano gli Imbecilli (Ezio Parisato e il Panta), Usmate è avanti sin dall'inizio, con approccio gagliardo, unica sua arma per fronteggiare l'inferiorità di stazza e, tutto sommato, di tasso tecnico, col suo gioco "atipico" a fronte delle più rodate ad alti livelli D'Amico, Bergante, Gabba, Marciano, Algeri, connection assemblata da 3 regioni: Lombardia Sud, Liguria e Piemonte. In evidenza sinora la tascabile Sala con 11 punti, mentre Gabba (21 in gara-1) è a quota 8 ma finirà solo a 12.
L'approccio difensivo di Castelnuovo a inizio 3° quarto è tosto: Usmate deve spesso tirare allo scadere dei 24", e in un paio di casi sciupa banalmente da sotto. Le alessandrine invece segnano 4 volte da dentro l'area con Bergante e soprattutto Marciano, sottile mezza-lunga. Usmate passa a zona ma Bergante la buca con una tripla dall'angolo per il sorpasso sul 33-34 al 27': parziale di 0-11.
Castelnuovo non ha però la forza di mantenere la presa sulla partita. E' brava Usmate a riaccendersi con un 8-0 nel finale di 3° quarto, che le darà la spinta decisiva. La chiave, come spesso successo nelle giornate migliori del collaudatissimo gruppo gialloblù, arriva dalle triple, in questo caso due di fila con Soncin e Bonetti. Le ospiti accusano il colpo, dormono a rimbalzo difensivo sull'ultima azione, consentendo a Bonetti di prendersi fallo e due liberi sull'errore di Penna (sorella della veneziana Elisa): 41-34 al 30'. Dopo questa doccia scozzese di parziali, si è quindi tornati allo scarto dell'intervallo.
Ultimo quarto. Usmate difende tosto su Gabba, che deve uscire temporaneamente dopo una botta subìta cercando di spezzare un raddoppio. Un antisportivo di Bonetti su Bergante ridà però spinta a Castelnuovo, che si riporta a -2 con 6'30" da giocare (41-39), con la solita donna da tiri pesanti D'Amico e la positiva Marciano. Ma è l'ultimo sussulto ospite: anche stavolta Usmate riparte con le triple, stavolta 3 in rapida serie con Meroni, Penna e Acquati. Nonostante la difesa a uomo, le brianzole riescono a crearsi spazi con la circolazion-palla e, caricandosi a vicenda col supporto fragoroso del tifo, segnano anche con l'avversaria incollata. Un micidiale 12-0, completato da un "canestrazzo" di Sala, da 6 metri tabellato frontale in tuffo allo scadere dei 24", stordisce una Castelnuovo nel complesso sottotono (l'avevamo vista meglio quando sbancò Costamasnaga a febbraio): 53-39 a 3' dalla fine.
Vince quindi Usmate 57-49 e impatta la serie: quest'A3 decide di durare il più possibile prima di esalare l'ultimo respiro. Top scorers Sala con 15 e Meroni con 14 contro Gabba e Marciano 12.

Giovedì 14/5 - Altre riflessioni sul Geas, giacché rimbomba ancora forte l'eco dell'impresa compiuta sabato scorso. Oggi, ad esempio, il grande Bibi Velluzzi si supera con un articolo sulla Gazzetta intitolato "La famiglia Geas - Alla sera 'il Galli' prepara il pollo", sul menage familiare della timoniera del trionfo Zanotti. S'apprende ad esempio che Francesca Galli - per ammissione di Cinzia stessa - piace ai ragazzi più di quanto la madre piacesse ai suoi tempi. :woot:
Più banale "Pink Basket", il quale ha chiesto al presidente Mazzoleni: "Tre anni fa avete lasciato l'A1 perché non c'erano le condizioni per restarci; ora la situazione è migliorata?". Sottinteso: perché se no si rischia di finire uguale. La risposta del massimo dirigente è possibilista, ovvero (sintetizzo): qualcosa è cambiato ma i costi fissi sono sempre elevati, l'auspicio è di trovare sostegni, le porte sono aperte. -_-
Non abbiamo cifre, ma l'impressione è che rispetto a 3 anni fa i costi dell'A1 siano effettivamente scesi. C'è una straniera in meno, le società sono riuscite a calmierare gli ingaggi (in qualche caso a ridurli proprio all'osso). Però restano sempre cifre imponenti per chi non ha grossi capitali propri. E rispetto a 7 anni fa, quando il Geas salì la scorsa volta, c'è la crisi economica che rende tutto più difficile con gli sponsors. Penso comunque che il club ce la farà, non mi pare a oggi in discussione; certamente bisognerà vedere come, cioè se con dovizia o penuria di mezzi.
Ma i precedenti recentissimi delle neopromosse in A1 sono piuttosto incoraggianti: non dico Ragusa, che è arrivata subito in finale ma potendo ingaggiare grossi nomi, e nemmeno Venezia che ha boss Brugnaro; ma S. Martino di Lupari, Vigarano, tutto sommato anche Battipaglia, sono esempi di competitività mantenuta nel passaggio A2-A1 senza fare salti troppo mortali e senza rivoluzionare radicalmente l'organico.
Quanto a quest'ultimo, se il Geas 2008 riuscì a tenere 5 giocatrici della squadra neopromossa, in un'epoca in cui era più difficile farlo, e in una situazione in cui la salita non era stata programmata (ci fu, ad esempio, l'addio a capitan Censini che non poteva mollare il lavoro a 29 anni), tanto più potrà farlo oggidì che le sue giovani si stavano preparando (ovviamente non tutte, ma alcune) a salire in A1 dove forse sarebbero andate in altre piazze, seguendo le orme di Zandalasini (a proposito della quale, chissà se ci saranno le condizioni per il suo ritorno), qualora la promozione non si fosse concretizzata.
In poche parole presumo che sarà confermato un gruppo di 4 o 5 giovini, più spero il trio Arturi-Tognalini-Laterza anche se è presto per chiedere di nomi e cognomi. Sempre a "Pink Basket", infatti, Mazzoleni è stato chiaro: filosofia del Geas è rispettare le scelte di vita delle giocatrici, ergo non è solo questione tecnica ma di quello che decideranno, immagino dopo averci pensato bene, le ragazze.
Le partenti faranno liete le società, presumo di A2, che le accoglieranno: tant'è che tra i massimi tifosi di questi playoff per il Geas c'erano i patrons Pinotti e Gavazzi di Sanga e Carugate. :rolleyes:

Nella foto: un brillante "selfie" di Usmate dopo la vittoria in gara-2 di finale.


martedì 19 maggio 2015

La week en rose (105 - fine poule retro A2 + confronto promoz. Geas '08/15)

Domenica 10/5 - Il panorama agonistico va diradandosi, ma c'è ancora qualche fuoco. Ad esempio l'ultima giornata di Poule Retrocessione di A2, salutata da gioiosi colpi di cannone nelle piazze coinvolte, ghettizzate da febbraio in avanti in una sorta di categoria inferiore lunga 14 giornate, di cui speriamo non si senta più parlare l'anno prossimo anche se non ci pare che le società ne siano disgustate.
Nel gir. F, Alghero si risparmia l'ultima trasvolata evitando di beccarne una trentina a Civitanova, la quale con questo 20-0 vince il girone (10 vinte-2 perse) davanti a Salerno, 8-4. Milano chiude battendo Roma (Colli 23 punti in 25') ma non basta ad andare oltre il 5° posto (6-6).
La Virtus Cagliari, cronica delusione, va ai playout contro Biassono, che nello scontro diretto di martedì 12 (anticipiamo qui per comodità) poteva perdere sino a 15 punti con Muggia, ma taglia il toro alla testa vincendo 45-42 (Gargantini 19). Quindi le giuliane retrocedono in B dopo anni di onorevole militanza in A2 (inframmezzati da una rapida discesa-ritorno alcune stagioni or sono). Il gir. G è vinto da Stabia (10-2), che passa a Viterbo con l'ennesima mostroprova di Voynova : 33 punti in 33 minuti, 15/19 da 2, 16 rimbalzi, 46 di valutazione. :woot: Albino vince per l'ultima volta con coach Lombardi, di cui è stata annunziata la partenza subito dopo.

Domenica 10/5 - In A3, la finale ritardataria (siamo solo a gara-1 quando le altre han già finito da 10 giorni…), quella del gir. A, inizia con un 53-43 di Castelnuovo Scrivia su Usmate; mattatrice Gabba con 21 punti e 25 di valutazione. E' una giocatrice un po' anomala, anche nell'aspetto (capelli ossigenati e tatuaggi abbondanti) ma con indubbio senso del canestro. Ricordiamo che qui ci si gioca tutto ma proprio tutto: chi vince sale e chi perde è dannato in B.
A proposito di B: concluso il ritorno delle semifinali. Le squadre nominate come vincenti nelle righe che seguono si sfideranno a coppie, nell'ordine, in finale. Ci sono 8 posti, rammentiamo, per l'A2, omaggio della riforma delle categorie: dall'anonimato regionale alla quasi-elite, il premio è ghiotto.
Fiorenzuola elimina Varese, regina lombarda, infilzandola 48-61 in trasferta. Marghera gestisce il +36 dell'andata con Lodi. Spezia/Lerici fa fuori Faenza con una secca doppietta. Bis anche per Firenze su Cavezzo. Viareggio trifola Torino Teen. Pesaro stra-ribalta con un +26 il -2 d'andata con Bari. Rainbow Catania protegge con un pari il suo +13 sull'Athena Roma. Brindisi fa pizzette di Lazur Catania.

Martedì 12/5 - "Generale, la guerra è finita. Il nemico è scappato, è vinto, è battuto", cantava De Gregori. E a guerra finita vien da fare riflessioni. Avendo avuto la ventura di seguire non una ma due promozioni in A1 del Geas, 2008 e 2015, quali confronti si possono fare?
Epica. Quella di 7 anni or sono ne ebbe di più, ma non per colpa delle protagoniste attuali, bensì perché (fortunatamente) stavolta non c'è stata la morte di un presidente a ispirare l'impresa. :wacko: Che in realtà è stata notevole anche quest'anno, perché s'è dovuto vincere in trasferta due volte, di cui la seconda rimontando da -11.
Forse il fatto che ci fosse un turno solo di playoff (e arrivato dopo troppa pausa dalla fine della Poule Promo), anziché i due di 7 anni fa, comprendenti la serie di semifinale con Bologna, a sua volta epica (vittoria in gara-3 al PalaDozza), ha liofilizzato un po' troppo il periodo-clou, anche se i 10 giorni della serie finale sono stati intensi.
Nel 2008, poi, la promozione fu una conquista inaspettata, perché era difficile pensare che il Geas ce la facesse dopo essere andato in palese calo a fine stagione regolare, aver perso il presidente e avere davanti due apparenti corazzate come Marghera e Bologna. Quest'anno si sapeva fin dall'inizio che Sesto avrebbe concorso per la vittoria; non necessariamente con successo, ma diciamo che il risultato non stupisce. E poi, l'altra volta erano passati 15 anni dall'ultima militanza in A1, un'era, stavolta solo 3 e quindi l'evento è meno epocale.
Come godibilità della serie finale, quella del 2008 fu superiore, il che non significa minor qualità delle interpreti (vedi sotto), ma semplicemente che il modo in cui giocavano Geas e Crema di allora, con quintetti votati all'attacco, molto tecnici e poco ruvidi, favoriva i punteggi alti e le raffiche di canestri. Guardare i punteggi per credere. Se la finale fosse stata con Marghera, che usava un gioco aggressivo come Castel S. Pietro di adesso, si sarebbe stati sui 50-60 punti. Nella serie di quest'anno si sono viste un po' troppe busse e un po' troppi errori al tiro, soprattutto da parte emiliana.
Echi dell'evento: direi meglio oggi. Sette anni fa, diversi giornali scrissero articoli sull'impresa del Geas, colpiti dalla storia del presidente scomparso e del ritorno in A1 di una società-simbolo; ma avvenne dopo, a scoppio gradito ma ritardato. I playoff si disputarono in semi-clandestinità a parte la cerchia degli appassionati. C'erano le partite e basta. Le ragazze erano meno fotogeniche, o meglio meno avvezze a mostrarsi urbi et orbi in foto ogni giorno. Abbiamo già notato varie volte come gli odierni social networks consentano invece ai protagonisti stessi di fare da cassa di risonanza. Inoltre l'abbondanza di materiale cronachistico e soprattutto visivo (foto) è immensamente superiore.
Infine, la questione più interessante: era più forte il Geas 2008 o il Geas 2015? I risultati dicono quello attuale, che ha vinto anche la Coppa Italia. Vero, è arrivato secondo sia in prima fase che in Poule Promo, ma a parte che il Geas di Galli giunse terzo, si è trattato di circostanze più che d'inferiorità nei confronti di chi si è piazzato davanti, cioè Torino e poi Ariano. L'impressione è stata che quando era costretto a dare il massimo, questo Geas vinceva sempre Non a caso alle 5 sconfitte è sempre seguita una vittoria, in 4 casi di grande spessore (contro Torino in prima fase e ben 3 volte contro Castel SP). Credo che il Geas 2008 avesse un gioco bellissimo da vedere, quando girava al meglio, ma anche elementi di fragilità che quello zanottiano non ha avuto: Censini fuori i primi mesi, Rios con problemi vari da Natale a Pasqua, Marulli fuori squadra e Calastri k.o. in finale.
Confronto giocatrice per giocatrice? 1) Arturi vs... Arturi: a 20 anni e mezzo era più fresca ma con un gioco molto meno maturo di quello che ha affinato con 4 stagioni in A1 più le ultime tre. Meglio Arturi 2015.
2) Frantini vs Gambarini: giocatrici dalle caratteristiche opposte; Frantini a 25 anni era più matura e col tiro da 3 che per Gambarini è ancora allo stadio zero (come il numero delle sue triple realizzate in stagione); d'altra parte la varesina ha un talento naturale, un'inventiva, un'arte passatoria, una rapidità superiori. Curiosamente, la parabola stagionale delle due è stata simile, cioè con un periodo difficile da metà stagione a prima della finale (Frantini fu estromessa dal quintetto base, rientrandovi solo dopo l'infortunio di Calastri), risorgendo però nel momento topico. Dico parità anche se so che ad alti livelli (Dio piacendo) Gambarini avrà una carriera migliore.
3) Crippa vs Kacerik: Crippa pur 19enne aveva fiammate offensive pazzesche, però Kacerik è un super difensore, una collante e fa di tutto, con una maturità superiore a parità di età. Anche qui mi rifugio in un pareggio.
4) Censini vs Mazzoleni: se fosse stata la Censo degli anni precedenti non avrei avuto dubbi, pur stimando Mazzoleni; però il Generale del 2008 lottava con gli acciacchi, anche se fu utilissima in certi frangenti critici. Ok, dico Censo per via della maturità e della leadership.
5) Ponchiroli vs Barberis: sono affezionato alla concittadina Vera, giocatrice di grande versatilità, ma Barberis quest'anno è stata un'iradiddio. Meglio Barberis.
6) Rios vs Laterza: bel dilemma scegliere. A tratti entrambe dominanti, a tratti meno. Rios con più classe assoluta (ha fatto i Mondiali), Laterza più inserita nel collettivo e più integra fisicamente; forse prendo Rios perché in gara-3 di finale fece 32 punti contro "solo" 14 della paisà.
7) Calastri vs Tognalini (che come detto però mancò in finale): sorry Cala, prendo Togna, anche se non è un confronto tra pariruolo esatte.
8) Arnaboldi + Marulli + Schieppati vs Galli + Giorgi + Beretta: dall'ottava alla decima c'è un divario netto a favore delle attuali. La profondità del Geas 2015 era micidiale anche se nelle partite più importanti le rotazioni di Zanotti si sono un po' ristrette.
Quanto fa di bilancio? 2 punti per il Geas 2008, 4 per il Geas 2015 e 2 pareggi. Vince il 2015, anche se... anche se... l'alone mistico in cui giocarono le eroine del 2008 mi fa romanticamente immaginare che nessuno avrebbe potuto batterle in quei giorni, neanche le poderose alfiere di oggi. :wub:

Nella foto: fra la lotta a livello terra Arturi-Cerri nella finale 2008 e il volo di Gambarini nella finale 2015 sembrano passati più di 7 anni.



mercoledì 13 maggio 2015

La week en rose (104 - A2: Geas promosso)

Martedì 5/5 - All'indomani del rocambolesco epilogo della finale scudetto, si è radunata la Nazionale maggiore in vista degli Europei, ché non avanza molto tempo (11 giugno l'avvio).

L'organico è in continuità con il nuovo corso impostato negli ultimi 2 anni: Masciadri come chioccia sempiterna (e meno male che c'è), ossatura della generazione '86-91 suppergiù, con qualche pedina più giovane. L'età media insomma è nella norma: non siamo né implumi né vetuste. E tutto sommato l'esperienza internazionale, nonostante l'auto-esilio dalle coppe da parte di quasi tutti i nostri clubs, non è limitatissima, tra militanze nelle nazionali giovanili e senior, scledensi che han fatto l'Eurolega, veneziane che han fatto la Lega Adriatica, Tina Bestagno che ha giocato in Rep. Ceca, e il curioso mini-contingente "svedese" con Zanoni e Rosanio. Quest'ultima si contenderà lo spot di oriunda con Laterza. La quale però sembra più indispensabile per il ruolo, giacché, superfluo dirlo, le lunghe è laddove siamo più carenti. Bestagno, Formica, Laterza, Ress e la rispolverata Fabbri non sono materiale sufficientemente corazzato rispetto alla media europea; anche se abbiamo imparato negli anni a sopperire.
D'altronde la nostra mission non è vincere l'oro ma agguantare (miracolosamente) un posto al preolimpico 2016. E come insegna la semifinale sfiorata nel 2013, non è impossibile. Certo, pensando alla finale scudetto testè conclusa, è un peccato che non ci siano, per rinunce personali, le due massime protagoniste, entrambe nel ruolo di ala che, in effetti, viene a mancare di giocatrici con le loro caratteristiche: Macchi e Cinili.

Sabato 9/5 - Il GEAS torna in A1 dopo 3 lunghissimi anni. Davvero lunghissimi? In fondo, tre passano in un amen. Eppure ci sembra trascorsa mezza vita dai tempi di Cinisello, Zanon, Zanoni, Penicheiro e Summerton, eccetera; e una vita intera dalla promozione scorsa, datata 2008. Forse perché questo è il Geas della nuova generazione, e delle giocatrici di un tempo rimane solo il lontano ricordo, con Arturi unico, fulgido trait d'union tra queste epoche.
Negli ultimi 7 anni non era mai successo in finale di A2 che una squadra riuscisse a vincere 2 volte in trasferta (magari un giorno risaliremo sino agli albori per controllare i tempi precedenti). Fattore campo che in questa serie è valso zero, nonostante i tre pienoni. O chissà, forse anche a causa di quei pienoni: giacché tutte le volte la squadra in trasferta è parsa esprimersi meglio. :unsure: Ma avendo il Geas vinto 3 confronti su 4 (compresa la Coppa), sebbene due in rimonta, è lecito dire semplicemente che la compagine rossonera aveva qualcosa di più.

Dopo la sfibrante attesa di 6 giorni fra gara-2 e gara-3, sembra però una serata... Magika in avvio: a differenza delle due partite precedenti, quando Ballardini e suddite erano partite col freno a mano, stavolta scattano fortissimo, a suon di velocità e triple (3 a bersaglio nei primi 5’ per il 12-4), con Vespignani ottimo motore, mentre Sesto anche stavolta fatica a “stappare” da fuori, segnatamente da 3, la zona proposta di nuovo dalle avversarie. La solita concreta Barberis lucra i suoi canestri d'opportunismo (6 punti nel 1° quarto) ma c’è poco altro dalle sue compagne: sin dall'inizio il Geas pare avere le idee chiare nel servire Laterza in area, ma per ora non ne cava frutti concreti, mentre Brunetti continua sull'onda del suo grande ultimo quarto di gara-2, segnando 6 punti nel 1° periodo. Per entrambe la ruota girerà radicalmente nel momento decisivo.
Dopo il massimo svantaggio sul -11 (21-10), il Geas sale di tono in difesa sbollendo l’attacco di casa, che segna solo 9 punti nel 2° quarto. Un parziale di 0-7 ispirato da Gambarini (21-17 al 14’) non trova continuità per via delle perduranti difficoltà sestesi al tiro, ma il -7 all’intervallo lascia tutto aperto.
Le sensazioni sono contrastanti: da un lato sembra appunto una serataccia al tiro per le stalingradoditaliane; dall'altro però le zanottiane paiono aver capito come far saltare le trappole dei raddoppi di Seletti. Le palle perse forzate dalle chiusure difensive sulle portatrici di palla, incubo del Geas in gara-2 ma anche nella seconda metà di gara-1, sono drasticamente ridotte. E quando non può correre bensì deve giuocare in modo canonico a difesa schierata, le difficoltà di Castel sono evidenti. Il team patrocinato da San Pietro poteva vincere se riusciva, come in gara-2, ad aumentare il tasso di confusione in campo, cioè recuperi, canestri "atipici", energia. Ma non ci sta più riuscendo. A difesa schierata e con un gioco canonico, la maggior qualità delle esecuzioni delle beniamine di San Giovanni è palese. Insomma l'idea è che se il Geas, mantenendo questa convincente difesa (che chiude bene e spende pochi falli), inizia a segnare, può ribaltarsi tutto in pochi minuti, perché il +7 emiliano è frutto solo della vampata iniziale e non di una superiorità effettiva. -_-

Ed è quello che succede a inizio ripresaArturi rompe il ghiaccio rossonero da 3, le lunghe ora fanno la differenza anche in attacco, dove caricano di falli i quintetti leggeri castellani. Forse, col senno di poi, Seletti resta troppo fedele al suo assetto a 4 piccole, perché non ne ricava incursioni d'agilità o contropiedi (merito della difesa Geas), e in compenso viene dominato a rimbalzo (12-5 il conto di quelli offensivi alla fine, a vantaggio delle longobarde: anche qui situazione ribaltata da gara-2). Ovviamente, però, poteva finire all'opposto e allora Seletti era un coraggioso genio nell'insistere sulle sue convinzioni. Tornando ai fatti concreti, Tognalini firma il sorpasso dalla lunetta (32-33 al 27’): primo vantaggio ospite a parte lo 0-2 in avvio. La Magika, colpita, si scuote e inizia così un vibrante testa a testa. Qui l'A1 è come una pallina di roulette in bilico tra un numero e l'altro, basta un'inezia a farla rotolare sul numero dell'una o dell'altra. La folla di Castel S.P., ingenua, spera ancora ma non sa che il Geas è 3-0 nella sua storia in finale di A2, e non c'è tre senza quattro.
Ma per 6-7 minuti abbondanti dell'ultimo quarto non si capisce ancora come finirà. Arturi suona la tromba per le post-industriali con una tripla frontale in avvio (38-39), ma Vespignani in contropiede e Ballardini con un’entrata sul lato destro fanno riesplodere il pubblico di casa (47-42 a 5’30” dalla fine). Grandi azioni per entrambe ma falliscono il libero supplementare, ed è anche nei dettagli che si decide una partita così serrata.

E' però un episodio ben preciso quello che separa i destini delle due squadre. Succede dopo che il Geas ha ricucito sul 47-46 con Laterza, che come in Coppa Italia emerge alla distanza, e poi sorpassato sul 47-48 con due liberi di Tognalini regalati da un fallo di frustrazione di Mariella Santucci dopo un errore al tiro. Ballardini, che sta resistendo da vari minuti con 4 falli, è caparbia nel guadagnarsi due liberi per il contro-sorpasso, 49-48 a circa 4' dalla fine. Poi, però, commette la frittataccia.
Palla che circola bene per il Geas, servizio profondo in area per Laterza. La lunga di Brooklyn appoggia di forza. Ballardini azzarda un velleitario tentativo di stoppata ma commette fallo senza impedire il canestro. Dramma totale per la Magika: la divina è fuori:woot: Forse ha ragione chi sostiene che l'esperienza non sempre è determinante, perché questa è un'ingenuità non da veterana di mille battaglie ad alto livello. Il saggio Yoda, quello verdognolo di Guerre Stellari, avrebbe detto: "Se vincere tu vuoi, restare in campo tu devi". <_< Specialmente se sei la guida di una banda di ragazzine. Ma è anche lo scacco matto di Zanotti a Seletti, giacché con le lunghe a far la differenza scopre il fianco del collega che obbliga Ballardini a far da baluardo difensivo sotto canestro, anziché schierare insieme Matic e Brunetti. Le quali risultano un fattore zero nel momento della verità.

Queste sono interpretazioni. Ma i fatti parlano chiaro: senza Ballardini, Castel SP balbetta e inanella errori al tiro e palle perse anche banali, mentre Sesto sente il traguardo vicino e non sbaglia più un colpo: Laterza, indemoniata, va in 1 contro 1 in semigancio sinistro e sigla il 49-52 (aveva sbagliato l'aggiuntivo nella cruciale azione di cui sopra). Matic batte un colpo procacciandosi un fallo, ma fa solo 1/2: 50-52. Arturi fallisce il colpo del k.o. dall'arco e Vespignani ha la grande occasione per rimettere tutto in parità: ma la sua entrata va fuori a -1'05". Peccato per lei, che aveva fatto una buona partita, calando però alla distanza come il resto della squadra. D'altronde stiamo parlando di una 19enne che non aveva mai respirato questi livelli (anche se poc'anzi abbiamo dubitato della legge dell'esperienza). Chissà come sarebbe finita se avesse segnato.
Ma il suo errore è la virtuale resa di CSP. Scatta il fallo sistematico, Arturi e Gambarini sono martelli con un 6/6 che punisce il progressivo affastellarsi di errori delle emiliane. Il parziale, da quel 47-42 per CSP, è addirittura di 3-16 negli ultimi 5'30", giacché finisce 50-58, scarto senza dubbio bugiardo perché è stata una battaglia alla pari. Finché il Geas ne ha avuto di più. Nel finale di gara-2 Laterza è uscita per falli, Ballardini no, e ha vinto CSP. Stavolta, Ballardini è uscita e Laterza è rimasta in campo. Ci sono stati tanti altri fattori ma se dovessimo semplificare la diremmo così.
Per CSP, Ballardini 16 ma con 5/16, nessun'altra in doppia cifra. Per il Geas, Laterza 14, Barberis 13, Arturi 11.

Il Geas esulta coi suoi tifosi al seguito, parecchi, la Magika piange per la seconda volta dopo la Coppa, sempre per la bestia nera sestese. Cinzia Zanotti eguaglia il marito Roberto Galli a 7 anni di distanza, anzi fa persino meglio, visto che nel 2008 il Geas in Coppa si fermò ai quarti (turno poi abolito) con Reggio Emilia di Karen Twehues.
Non sarebbe stato immeritato, ovviamente, se CSP avesse vinto. Ma così c'è un pizzico di giustizia in più, nella risalita di una squadra che non era mai scesa sul campo e che aveva fatto la doverosa (e dolorosa) gavetta nei playoff di A2 dello scorso anno. La Magika ha già bruciato le tappe, finalista da matricola assoluta, e comunque ha lo scudetto U19 come cospicua consolazione. Non sarà troppo triste, passato lo scorno del momento. La squadra del destino in A2, quest'anno, più di Torino che ha "solo" ottenuto la promozione, era una sola: il buon vecchio Geas.

Nella foto [M. Brioschi]: la festa del Geas dopo il trionfo in gara-3. Si notano anche gli utenti Mario Mazzoleni e Ventiquattro Secondi.