Giovedì 30/4 - Pum e poi pum!
Che è? Doppio colpo esterno, a distanza di un quarto d'ora, nella serata di gara-1 delle finali di A2. Torino e Geas avranno domenica il match point in casa dopo aver sbancato Ariano e Castel S. Pietro.
Alla prova del campo è Torino a imporsi (66-72), grossa impresa se consideriamo che Ariano era in striscia da 6 partite e, se è vero che in casa aveva perso con Alpo e Ferrara in Poule Promo, era reduce però dall'affermazione sul Geas. Il pubblico, poi, era quantomai straripante, anche se ho sempre dei dubbi se sia più una spinta o più una pressione ansiogena, per le ragazze.
Campane furibonde con l'arbitro Leoni Orsenigo, quello che due anni or sono attirò, ricorderete, le ire di Franz Pinotti: 16-32 il computo dei liberi additato da Ariano, anche se ovviamente sono numeri che significano tutto e nulla. Non è la prima volta che Torino viene accusata di ricevere favoritismi: ma perché, poi?
Giovedì 30/4 - Un grande Geas schianta Castel S. Pietro a domicilio: 50-65. Lo scarto si è dilatato nel finale ma una dozzina di punti, per l'andamento della partita, ci stavano tutti, anzi a un certo punto erano addirittura 20. Impensabile: non, ovviamente, che le sestesi potessero vincere; ma che lo facessero in maniera così netta, e con una partenza a razzo, dopo essere giunte a pochi minuti dall'inizio della gara a causa di un folle traffico autostradale, cosa che ha fatto slittare di un quarto d'ora la palla a due.
L'equilibrio si spezza già dopo 5', quando una Tognalini da 11 punti nel 1° quarto (con 4/4) spinge il primo minibreak (7-12 al 6', 11-19 al 10'). Ma è tutto il collettivo Geas ad apparire più tonico, più preciso nelle esecuzioni (sia in fase di manovra che di tiro), mentre la Magika è contratta e arruffona, perde palloni banali, al di là dei meriti della difesa avversaria. Ballardini fa il suo, pur guardata dal mastino Kacerik, ma non riesce a trascinarsi dietro le compagne.
La seconda, e già decisiva, spallata arriva nel 2° quarto. Dal 16-23 è fulmineo, complice anche un tecnico alle bolognesi, il parziale di 1-14, frutto di una formidabile gragnuola di colpi. Qui è Barberis la primattrice, con 9 punti nella frazione compresa una tripla; la momentanea uscita di Kacerik per storta alla caviglia, e il 3° fallo di Laterza, non frenano l'impeto Geas che anzi rincara la dose. Le giovani Vespignani e Santucci continuano a sbagliare molto, anche appoggi da sotto, indice di serata storta. Arturi, annunciata non in buone condizioni, gioca con intelligenza, orchestrando più che concludendo, senza però rinunciare a qualche colpo laddove ce n'è occasione (3/4 all'intervallo). Insomma al 18' si è su un 17-37 da shock. Castel S. Pietro piazza un 4-0 prima del riposo per alimentare un minimo di speranze (21-37).
E in effetti a inizio ripresa si vede tutta un'altra Magika. Grande aggressività in difesa, sia a uomo che a zona, provocando molte palle perse al Geas, che ora fatica ad arrivare al tiro, magari pagando in differita l'odissea della trasferta. Nell'intervallo avevamo udito un "fuori onda" nello streaming, non si sa da parte di chi, che diceva qualcosa tipo: "Si sono incazzate come bisce durante il viaggio e appena in campo si sono sfogate".
Comunque sia, Castel S. Pietro è padrona del campo per 5-6' abbondanti. Durante i quali recupera, sì (27-37 al 25'), ma spreca anche parecchio, perché la serata al tiro resta deficitaria. Ballardini sbaglia la tripla del -7, e di là ecco palesarsi l'arma del k.o. definitivo per il Geas, ovvero Gambarini. Veniva da un infortunio ad Ariano, condizioni in dubbio, periodo non brillante in precedenza, ma il palcoscenico importante la esalta. Segna 9 punti nella parte finale del 3° quarto, rispondendo al massimo sforzo della Magika che si riporta a -7 (37-44), ma butta banalmente con Santucci la palla del -5 e si ritrova addirittura a -12 quando concede un rimbalzo in attacco su tiro libero sbagliato (37-49 al 30').
L'ultimo quarto ha meno storia. Castel S. Pietro continua a spremersi con ardore, ma la qualità intermittente delle esecuzioni continua a frenarla. Il Geas a sua volta paga i 4 falli di Tognalini, Laterza e Barberis, ma gestisce il margine senza panico. Ballardini predica non proprio nel deserto ma nemmeno in gran compagnia. Di là invece Mazzoleni imbuca una tripla spezzagambe contro la zona (40-54 al 32'). Il vantaggio resta in doppia cifra per tutta la frazione, salvo un -9 quando è troppo tardi. Un'entrata di puro talento di Gambarini chiude i conti sul 47-61 a 2' dalla fine. Ballardini finisce con 22 punti, 5/11 dal campo, 8/11 ai liberi, 6 rimbalzi, 10 falli subiti, 25 di valutazione: grosse cifre ma l'impatto reale sulla partita è stato minore. Di là gran bella ripartizione con Gambarini (7/9) e Tognalini (5/7) a 15, Arturi a 13, Barberis a 12. Mostruoso il volume di perse e recuperi, circa 30 per parte con leggera prevalenza emiliana.
Al PalaNat di Sesto, ora, la possibilità di ripetere la festa del 2008: vedremo se le castellane sapranno sfatare il tabù-Geas dopo due k.o. C'è il rischio, per loro, che le finali U19 abbiano prosciugato troppe energie; ma al di là di questo, in entrambi i casi, cioè qui e in Coppa Italia, è parso che i meccanismi sestesi siano indigesti a quelli di Ballardini e socie.
Nella foto: Gambarini e Coen, grandi protagoniste dei colpi esterni di Geas e Torino in gara-1.

Nessun commento:
Posta un commento