Domenica 10/5 - Il panorama agonistico va diradandosi, ma c'è ancora qualche fuoco. Ad esempio l'ultima giornata di Poule Retrocessione di A2, salutata da gioiosi colpi di cannone nelle piazze coinvolte, ghettizzate da febbraio in avanti in una sorta di categoria inferiore lunga 14 giornate, di cui speriamo non si senta più parlare l'anno prossimo anche se non ci pare che le società ne siano disgustate.
Nel gir. F, Alghero si risparmia l'ultima trasvolata evitando di beccarne una trentina a Civitanova, la quale con questo 20-0 vince il girone (10 vinte-2 perse) davanti a Salerno, 8-4. Milano chiude battendo Roma (Colli 23 punti in 25') ma non basta ad andare oltre il 5° posto (6-6).
La Virtus Cagliari, cronica delusione, va ai playout contro Biassono, che nello scontro diretto di martedì 12 (anticipiamo qui per comodità) poteva perdere sino a 15 punti con Muggia, ma taglia il toro alla testa vincendo 45-42 (Gargantini 19). Quindi le giuliane retrocedono in B dopo anni di onorevole militanza in A2 (inframmezzati da una rapida discesa-ritorno alcune stagioni or sono). Il gir. G è vinto da Stabia (10-2), che passa a Viterbo con l'ennesima mostroprova di Voynova : 33 punti in 33 minuti, 15/19 da 2, 16 rimbalzi, 46 di valutazione.
Albino vince per l'ultima volta con coach Lombardi, di cui è stata annunziata la partenza subito dopo.
Domenica 10/5 - In A3, la finale ritardataria (siamo solo a gara-1 quando le altre han già finito da 10 giorni…), quella del gir. A, inizia con un 53-43 di Castelnuovo Scrivia su Usmate; mattatrice Gabba con 21 punti e 25 di valutazione. E' una giocatrice un po' anomala, anche nell'aspetto (capelli ossigenati e tatuaggi abbondanti) ma con indubbio senso del canestro. Ricordiamo che qui ci si gioca tutto ma proprio tutto: chi vince sale e chi perde è dannato in B.
A proposito di B: concluso il ritorno delle semifinali. Le squadre nominate come vincenti nelle righe che seguono si sfideranno a coppie, nell'ordine, in finale. Ci sono 8 posti, rammentiamo, per l'A2, omaggio della riforma delle categorie: dall'anonimato regionale alla quasi-elite, il premio è ghiotto.
Fiorenzuola elimina Varese, regina lombarda, infilzandola 48-61 in trasferta. Marghera gestisce il +36 dell'andata con Lodi. Spezia/Lerici fa fuori Faenza con una secca doppietta. Bis anche per Firenze su Cavezzo. Viareggio trifola Torino Teen. Pesaro stra-ribalta con un +26 il -2 d'andata con Bari. Rainbow Catania protegge con un pari il suo +13 sull'Athena Roma. Brindisi fa pizzette di Lazur Catania.
Martedì 12/5 - "Generale, la guerra è finita. Il nemico è scappato, è vinto, è battuto", cantava De Gregori. E a guerra finita vien da fare riflessioni. Avendo avuto la ventura di seguire non una ma due promozioni in A1 del Geas, 2008 e 2015, quali confronti si possono fare?
Epica. Quella di 7 anni or sono ne ebbe di più, ma non per colpa delle protagoniste attuali, bensì perché (fortunatamente) stavolta non c'è stata la morte di un presidente a ispirare l'impresa.
Che in realtà è stata notevole anche quest'anno, perché s'è dovuto vincere in trasferta due volte, di cui la seconda rimontando da -11.
Forse il fatto che ci fosse un turno solo di playoff (e arrivato dopo troppa pausa dalla fine della Poule Promo), anziché i due di 7 anni fa, comprendenti la serie di semifinale con Bologna, a sua volta epica (vittoria in gara-3 al PalaDozza), ha liofilizzato un po' troppo il periodo-clou, anche se i 10 giorni della serie finale sono stati intensi.
Nel 2008, poi, la promozione fu una conquista inaspettata, perché era difficile pensare che il Geas ce la facesse dopo essere andato in palese calo a fine stagione regolare, aver perso il presidente e avere davanti due apparenti corazzate come Marghera e Bologna. Quest'anno si sapeva fin dall'inizio che Sesto avrebbe concorso per la vittoria; non necessariamente con successo, ma diciamo che il risultato non stupisce. E poi, l'altra volta erano passati 15 anni dall'ultima militanza in A1, un'era, stavolta solo 3 e quindi l'evento è meno epocale.
Come godibilità della serie finale, quella del 2008 fu superiore, il che non significa minor qualità delle interpreti (vedi sotto), ma semplicemente che il modo in cui giocavano Geas e Crema di allora, con quintetti votati all'attacco, molto tecnici e poco ruvidi, favoriva i punteggi alti e le raffiche di canestri. Guardare i punteggi per credere. Se la finale fosse stata con Marghera, che usava un gioco aggressivo come Castel S. Pietro di adesso, si sarebbe stati sui 50-60 punti. Nella serie di quest'anno si sono viste un po' troppe busse e un po' troppi errori al tiro, soprattutto da parte emiliana.
Echi dell'evento: direi meglio oggi. Sette anni fa, diversi giornali scrissero articoli sull'impresa del Geas, colpiti dalla storia del presidente scomparso e del ritorno in A1 di una società-simbolo; ma avvenne dopo, a scoppio gradito ma ritardato. I playoff si disputarono in semi-clandestinità a parte la cerchia degli appassionati. C'erano le partite e basta. Le ragazze erano meno fotogeniche, o meglio meno avvezze a mostrarsi urbi et orbi in foto ogni giorno. Abbiamo già notato varie volte come gli odierni social networks consentano invece ai protagonisti stessi di fare da cassa di risonanza. Inoltre l'abbondanza di materiale cronachistico e soprattutto visivo (foto) è immensamente superiore.
Infine, la questione più interessante: era più forte il Geas 2008 o il Geas 2015? I risultati dicono quello attuale, che ha vinto anche la Coppa Italia. Vero, è arrivato secondo sia in prima fase che in Poule Promo, ma a parte che il Geas di Galli giunse terzo, si è trattato di circostanze più che d'inferiorità nei confronti di chi si è piazzato davanti, cioè Torino e poi Ariano. L'impressione è stata che quando era costretto a dare il massimo, questo Geas vinceva sempre Non a caso alle 5 sconfitte è sempre seguita una vittoria, in 4 casi di grande spessore (contro Torino in prima fase e ben 3 volte contro Castel SP). Credo che il Geas 2008 avesse un gioco bellissimo da vedere, quando girava al meglio, ma anche elementi di fragilità che quello zanottiano non ha avuto: Censini fuori i primi mesi, Rios con problemi vari da Natale a Pasqua, Marulli fuori squadra e Calastri k.o. in finale.
Confronto giocatrice per giocatrice? 1) Arturi vs... Arturi: a 20 anni e mezzo era più fresca ma con un gioco molto meno maturo di quello che ha affinato con 4 stagioni in A1 più le ultime tre. Meglio Arturi 2015.
2) Frantini vs Gambarini: giocatrici dalle caratteristiche opposte; Frantini a 25 anni era più matura e col tiro da 3 che per Gambarini è ancora allo stadio zero (come il numero delle sue triple realizzate in stagione); d'altra parte la varesina ha un talento naturale, un'inventiva, un'arte passatoria, una rapidità superiori. Curiosamente, la parabola stagionale delle due è stata simile, cioè con un periodo difficile da metà stagione a prima della finale (Frantini fu estromessa dal quintetto base, rientrandovi solo dopo l'infortunio di Calastri), risorgendo però nel momento topico. Dico parità anche se so che ad alti livelli (Dio piacendo) Gambarini avrà una carriera migliore.
3) Crippa vs Kacerik: Crippa pur 19enne aveva fiammate offensive pazzesche, però Kacerik è un super difensore, una collante e fa di tutto, con una maturità superiore a parità di età. Anche qui mi rifugio in un pareggio.
4) Censini vs Mazzoleni: se fosse stata la Censo degli anni precedenti non avrei avuto dubbi, pur stimando Mazzoleni; però il Generale del 2008 lottava con gli acciacchi, anche se fu utilissima in certi frangenti critici. Ok, dico Censo per via della maturità e della leadership.
5) Ponchiroli vs Barberis: sono affezionato alla concittadina Vera, giocatrice di grande versatilità, ma Barberis quest'anno è stata un'iradiddio. Meglio Barberis.
6) Rios vs Laterza: bel dilemma scegliere. A tratti entrambe dominanti, a tratti meno. Rios con più classe assoluta (ha fatto i Mondiali), Laterza più inserita nel collettivo e più integra fisicamente; forse prendo Rios perché in gara-3 di finale fece 32 punti contro "solo" 14 della paisà.
7) Calastri vs Tognalini (che come detto però mancò in finale): sorry Cala, prendo Togna, anche se non è un confronto tra pariruolo esatte.
8) Arnaboldi + Marulli + Schieppati vs Galli + Giorgi + Beretta: dall'ottava alla decima c'è un divario netto a favore delle attuali. La profondità del Geas 2015 era micidiale anche se nelle partite più importanti le rotazioni di Zanotti si sono un po' ristrette.
Quanto fa di bilancio? 2 punti per il Geas 2008, 4 per il Geas 2015 e 2 pareggi. Vince il 2015, anche se... anche se... l'alone mistico in cui giocarono le eroine del 2008 mi fa romanticamente immaginare che nessuno avrebbe potuto batterle in quei giorni, neanche le poderose alfiere di oggi. ![]()
Nella foto: fra la lotta a livello terra Arturi-Cerri nella finale 2008 e il volo di Gambarini nella finale 2015 sembrano passati più di 7 anni.
martedì 19 maggio 2015
La week en rose (105 - fine poule retro A2 + confronto promoz. Geas '08/15)
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