Mercoledì 13/5 - Snobbando la semifinale di Champions League della Juve (sai che sforzo), la macchina attraversa le cementificate lande di Desio e Lissone, s'addentra nella signorile Biassono, costeggia il muro settentrionale di cinta del Parco di Monza, donde nei giorni di corse provengono rombanti rumori dall'autodromo. Si scorge all'orizzonte il tendone del PalaRovagnati, dove probabilmente il team di Stefano Fassina sta sudando in vista del playout salvezza con Cagliari, lì di scena fra 3 giorni.
Ma in questa tiepida sera di metà maggio non è Biassono a interessarci:Vincere o morire, per il team allenato dal calvo e vulcanico Marino Mannis: sotto 0-1 nella serie (e 0-4 nei confronti stagionali), se perde non solo non sale ma, per effetto della morte dell'A3 di cui questa finale è l'ultimo sussulto d'esistenza, scivola nel calderone della B regionale.
Arriviamo all'intervallo, col tabellone che reca un 30-21 per Usmate. Palazzetto non strapieno, perché probabilmente la Champions ha distolto qualcuno, ma popolato da almeno 180 calienti supporters, tra cui, bello a vedersi, le giovanili locali in divisa. Da quel che ricostruiamo una volta giunti nella balconata stampa dove troneggiano gli Imbecilli (Ezio Parisato e il Panta), Usmate è avanti sin dall'inizio, con approccio gagliardo, unica sua arma per fronteggiare l'inferiorità di stazza e, tutto sommato, di tasso tecnico, col suo gioco "atipico" a fronte delle più rodate ad alti livelli D'Amico, Bergante, Gabba, Marciano, Algeri, connection assemblata da 3 regioni: Lombardia Sud, Liguria e Piemonte. In evidenza sinora la tascabile Sala con 11 punti, mentre Gabba (21 in gara-1) è a quota 8 ma finirà solo a 12.
L'approccio difensivo di Castelnuovo a inizio 3° quarto è tosto: Usmate deve spesso tirare allo scadere dei 24", e in un paio di casi sciupa banalmente da sotto. Le alessandrine invece segnano 4 volte da dentro l'area con Bergante e soprattutto Marciano, sottile mezza-lunga. Usmate passa a zona ma Bergante la buca con una tripla dall'angolo per il sorpasso sul 33-34 al 27': parziale di 0-11.
Castelnuovo non ha però la forza di mantenere la presa sulla partita. E' brava Usmate a riaccendersi con un 8-0 nel finale di 3° quarto, che le darà la spinta decisiva. La chiave, come spesso successo nelle giornate migliori del collaudatissimo gruppo gialloblù, arriva dalle triple, in questo caso due di fila con Soncin e Bonetti. Le ospiti accusano il colpo, dormono a rimbalzo difensivo sull'ultima azione, consentendo a Bonetti di prendersi fallo e due liberi sull'errore di Penna (sorella della veneziana Elisa): 41-34 al 30'. Dopo questa doccia scozzese di parziali, si è quindi tornati allo scarto dell'intervallo.
Ultimo quarto. Usmate difende tosto su Gabba, che deve uscire temporaneamente dopo una botta subìta cercando di spezzare un raddoppio. Un antisportivo di Bonetti su Bergante ridà però spinta a Castelnuovo, che si riporta a -2 con 6'30" da giocare (41-39), con la solita donna da tiri pesanti D'Amico e la positiva Marciano. Ma è l'ultimo sussulto ospite: anche stavolta Usmate riparte con le triple, stavolta 3 in rapida serie con Meroni, Penna e Acquati. Nonostante la difesa a uomo, le brianzole riescono a crearsi spazi con la circolazion-palla e, caricandosi a vicenda col supporto fragoroso del tifo, segnano anche con l'avversaria incollata. Un micidiale 12-0, completato da un "canestrazzo" di Sala, da 6 metri tabellato frontale in tuffo allo scadere dei 24", stordisce una Castelnuovo nel complesso sottotono (l'avevamo vista meglio quando sbancò Costamasnaga a febbraio): 53-39 a 3' dalla fine.
Vince quindi Usmate 57-49 e impatta la serie: quest'A3 decide di durare il più possibile prima di esalare l'ultimo respiro. Top scorers Sala con 15 e Meroni con 14 contro Gabba e Marciano 12.
Giovedì 14/5 - Altre riflessioni sul Geas, giacché rimbomba ancora forte l'eco dell'impresa compiuta sabato scorso. Oggi, ad esempio, il grande Bibi Velluzzi si supera con un articolo sulla Gazzetta intitolato "La famiglia Geas - Alla sera 'il Galli' prepara il pollo", sul menage familiare della timoniera del trionfo Zanotti. S'apprende ad esempio che Francesca Galli - per ammissione di Cinzia stessa - piace ai ragazzi più di quanto la madre piacesse ai suoi tempi.
Più banale "Pink Basket", il quale ha chiesto al presidente Mazzoleni: "Tre anni fa avete lasciato l'A1 perché non c'erano le condizioni per restarci; ora la situazione è migliorata?". Sottinteso: perché se no si rischia di finire uguale. La risposta del massimo dirigente è possibilista, ovvero (sintetizzo): qualcosa è cambiato ma i costi fissi sono sempre elevati, l'auspicio è di trovare sostegni, le porte sono aperte.
Non abbiamo cifre, ma l'impressione è che rispetto a 3 anni fa i costi dell'A1 siano effettivamente scesi. C'è una straniera in meno, le società sono riuscite a calmierare gli ingaggi (in qualche caso a ridurli proprio all'osso). Però restano sempre cifre imponenti per chi non ha grossi capitali propri. E rispetto a 7 anni fa, quando il Geas salì la scorsa volta, c'è la crisi economica che rende tutto più difficile con gli sponsors. Penso comunque che il club ce la farà, non mi pare a oggi in discussione; certamente bisognerà vedere come, cioè se con dovizia o penuria di mezzi.
Ma i precedenti recentissimi delle neopromosse in A1 sono piuttosto incoraggianti: non dico Ragusa, che è arrivata subito in finale ma potendo ingaggiare grossi nomi, e nemmeno Venezia che ha boss Brugnaro; ma S. Martino di Lupari, Vigarano, tutto sommato anche Battipaglia, sono esempi di competitività mantenuta nel passaggio A2-A1 senza fare salti troppo mortali e senza rivoluzionare radicalmente l'organico.
Quanto a quest'ultimo, se il Geas 2008 riuscì a tenere 5 giocatrici della squadra neopromossa, in un'epoca in cui era più difficile farlo, e in una situazione in cui la salita non era stata programmata (ci fu, ad esempio, l'addio a capitan Censini che non poteva mollare il lavoro a 29 anni), tanto più potrà farlo oggidì che le sue giovani si stavano preparando (ovviamente non tutte, ma alcune) a salire in A1 dove forse sarebbero andate in altre piazze, seguendo le orme di Zandalasini (a proposito della quale, chissà se ci saranno le condizioni per il suo ritorno), qualora la promozione non si fosse concretizzata.
In poche parole presumo che sarà confermato un gruppo di 4 o 5 giovini, più spero il trio Arturi-Tognalini-Laterza anche se è presto per chiedere di nomi e cognomi. Sempre a "Pink Basket", infatti, Mazzoleni è stato chiaro: filosofia del Geas è rispettare le scelte di vita delle giocatrici, ergo non è solo questione tecnica ma di quello che decideranno, immagino dopo averci pensato bene, le ragazze.
Le partenti faranno liete le società, presumo di A2, che le accoglieranno: tant'è che tra i massimi tifosi di questi playoff per il Geas c'erano i patrons Pinotti e Gavazzi di Sanga e Carugate.
Nella foto: un brillante "selfie" di Usmate dopo la vittoria in gara-2 di finale.

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