giovedì 7 maggio 2015

La week en rose (102 - finali A2 G2: Torino promossa, Castel S.P. pareggia)

Domenica 3/5 - Si festeggia ad alcune latitudini. In A2 è tripudio a Torino, dove la Piramis riporta nella massima serie il basket femminile della Mole dopo 32 anni, oscurando totalmente le festicciole per lo scudetto della Juventus e l'attesa per la semifinale di Cèmpionz di martedì venturo. :P Torino che col marchio Fiat, ricordiamo, fu persino campione d'Europa nel 1980, seconda italiana dopo il Geas.

La superiorità della compagine sabauda su Ariano è stata piuttosto netta: in gara-1 vittoria sì combattuta ma con un convincente allungo nell'ultimo quarto; in gara-2 avanti dall'inizio alla fine. Ariano ha alcune fiammate con cui si riporta più volte a contatto, ma altrettanto puntualmente Torino rilancia le sue mini-fughe. 39-30, 53-45 i parziali alla seconda e terza sirena, nel finale le campane s'affacciano non oltre il -9. Finisce 68-55.
Per le battute, che hanno profuso generosità a suon di rimbalzi offensivi e recuperi ma hanno tirato da cani, 14 di Maggi (ma 4/19), 13 di Chesta e Madonna (ma 4/17). Per le trionfanti grande protagonista ancora Coen, 14 punti già all'intervallo, 19 alla fine con 5/9 dal campo, 7/10 ai liberi, 28 di valutazione. E' arrivata a questa serie finale in forma smagliante dopo triboli stagionali. "Che ce frega de Pogba, noi c'avemo Co-Co-Coen", cantano sulle rive della Dora Riparia. :blink:
Dietro di lei Quarta 12 (anche se 3/12) e Ntumba 11 + 10 rimbalzi. Particolarmente gradito, per il qui scrivente, il successo di Madalene, tra le originarie pupille di questo forum, che più volte in carriera aveva sfiorato ma non ottenuto questo traguardo.
Ancora non al meglio O'Rourke e Riccardi e, in effetti, la scelta dirigenziale di farcire il roster con la suddetta Ntumba e con Puliti ha evidentemente fruttato nel momento decisivo: l'ex Orvieto ha sopperito ai guai di O'Rourke, mentre Madda ha dato quella solidità interna che non ci pareva la specialità di Riccardi (lunga che ama stazionare sul perimetro). Quarta ha dichiarato che anche la delusione di Coppa Italia, gettando via la semifinale con Ferrara, è stata utile. Speriamo che la società sia in grado di allestire un organico competitivo per l'A1 senza stravolgere il gruppo, vari elementi del quale ci piacerebbe vedere nella massima serie. Persino la piccola-grande donna Chezia Di Giacomo, 155 centimetri di volontà.

Domenica 3/5 - Si fAlla stessa ora le trombe suonano ad Ancona, dove le locali Girls sconfiggono la Battipagliese 59-55 in gara-3 di finale del gir. C di A3, riportando la compagine adriatica in A2 ad appena un anno di distanza dalla rinunzia alla categoria. Può sembrare una sorpresa considerando i nomi di A1 che farcivano le campane in doppio tesseramento, ma Ancona ha a sua volta ottime mestieranti, se non proprio talenti assoluti (Redolf, Cadoni, Mataloni, Zerella e altre) ed è parsa squadra compatta quando estromise Costamasnaga padrona di casa dalla Coppa Italia lo scorso fine marzo.

Domenica 3/5 - Non c'è festa invece a Sesto San Giovanni. O meglio, esulta Castel San Pietro, ristabilendo le gerarchie storiche fra i rispettivi apostoli, ma sa di dover fare il bis sabato, opera non semplice, così come sarebbe un capolavoro per il Geas sbancare due volte il parquet emiliano-quasi-romagnolo.
Gara-2 appassionante, risolta all'ultimo tiro, con qualità di giuoco a intermittenza ma è così che la Magika voleva la partita e così che è riuscita a farla essere. Più che alzare la propria qualità rispetto a gara-1, CSP ha abbassato quella del Geas. -_- L'intensità della difesa castellana, sovente al limite del fallo (il che non significa necessariamente superarlo), ha messo in difficoltà una compagine sestese che già in occasione della sconfitta interna con Ariano vedemmo digerire poco le ruvidità.
Tribune piene già mezz'ora prima dell'inizio e atmosfera d'importanza dell'evento, quella che non sempre si respira nel femminile, ma in queste occasioni sì, e vale la pena di aspettarle per tutto l'anno. Almeno 600 persone, direi. Famiglie, tifosi comuni, personaggi dell'ambiente e pure lei, la divina Mabel Bocchi, che s'assiede di fianco all'altrettanto somma Rosi Bozzolo.
Seletti cambia quintetto con Panella (in tribuna in gara-1), che sarà peraltro archiviata dopo 5 minuti, al posto di Mariella Santucci, forse per togliere pressione al giovane astro un po’ appannato 3 sere prima; ancora quintetto piccolo con Martina Santucci e Ballardini (marcata da Barberis) come ali. Zanotti anche stavolta tiene Gambarini e Tognalini come assi dalla panchina.
Il 1° quarto è surreale: CSP sbaglia di tutto, di più e di sovrappiù: 1/15 dal campo, di cui 3 o 4 rigori da sotto. Forse qui la pecca del Geas è approfittarne solo in parte: segna bene, lui sì, da vicino, con Barberis 2 volte, Arturi e Laterza, ma da fuori non entra e perde vari palloni. Così sembra che domini ma il tabellone al 10' è solo 10-3.
Infatti basta una fiammata e CSP pareggia in 1'30". Mariella Santucci, giocatrice importante per il tono emotivo della squadra, segna 8 punti compresa una tripla di tabella; la zone-press ospite è un tourbillon di recuperi e contropiedi, il Geas qui balbetta e accusa il colpo. Parzialaccio di 1-13 per il sorpasso (11-16).
Poi il fuoco si placa, lo scarto si stabilizza perché Sesto continua a non segnare (5 punti in 9'), pagando la scarsa vena da 3 e non riuscendo a trovare servizi utili per le lunghe; ma CSP ricade nel vizio dell'imprecisione, anche se sale a +8 con Franceschelli a capitalizzare uno dei tanti rimbalzi in attacco, altro indice di maggiore intensità. La panchina di CSP è un viavai continuo di giocatrici, ruotate a raffica da Seletti; c’è anche un cameo per Schieppati, che nell’ultima finale giocata qui al PalaNat, 7 anni fa, ne aveva solo 18 ed era in maglia Geas. Cin’Zanotti utilizza qualche rotazione in meno: il vantaggio per il collega-rivale è che ha più falli da spendere senza danno. Anche perché le sestesi, tradendo forse la tensione, spediscono sul ferro parecchi tiri liberi.
Quando però allo scadere Gambarini inventa un'entrata con appoggio acrobatico più fallo, si rianima il pubblico di casa e il Geas è solo a -5 nello stitico 18-23 sul tabellone. CSP ha un atroce 9/37 al tiro ma ha 16 tentativi più di Sesto che ha 7/13 da 2 ma 0/8 da 3; e sono già 19 i recuperi emiliani contro 7.

Dopo la schizofrenia dei primi due quarti, i successivi due si stabilizzano, pur nelle oscillazioni: CSP lepre e Geas cacciatore, con alterne fortune. Si stabilizza anche il livello di busse in area, atroce a danno di entrambe, mentre sul possesso-palla le sestesi sono ora più salde, limitando le perdute. E si sbloccano da 3 con Arturi che ne infila due dai 45° lato destro. La seconda vale la parità (28-28 al 24’) ma non c’è continuità nell’attacco di casa. Ne approfitta CSP per rilanciare un break, 0-10, replicando dall’arco con Franceschelli e la lunga manomorbida Vitari. E Ballardini, non in giornata scintillante ma sempre una presenza, manda in contropiede Santucci jr. con una rubata da dietro su Arturi, poi fa da sé con intercetto e coast to coast. 28-38, 30-40 sono i massimi vantaggi emiliani.
Qui il Geas è bravo sul piano mentale: non forza i tempi della rimonta, aumenta l’intensità difensiva (a sua volta a zona), inizia a trovare qualche grimaldello in area per bucare la zona che non riesce a scardinare dal perimetro. Il diesel Laterza inizia a carburare, svettando sotto ambo i tabelloni. Sbaglia due liberi ma prende lei stessa il rimbalzo e appoggia il 42-44. Poi Kacerik in entrata firma il 44-44 al 34’: esplode il pubblico. CSP pare in affanno perché da 3 non ne azzecca più e, appunto, Laterza sta diventando un fattore.
Ma ecco una mazzata per il Geas: l’italo-brooklynese esce per 5 falli:woot: E la sua dipartita si sente. La regina delle aree diventa Brunetti, che segna 6 punti pesantissimi da sotto, in due casi con begli assist da parte delle compagne. E Sesto, che vede appannarsi la vena di Gambarini e non ha la stessa Tognalini d’inizio gara-1, torna nell’impasse offensiva. 45-51 a 2’ dalla fine, poi Barberis segna un libero ma poco dopo si palleggia sul piede e sembra il “game over” con 1’ scarso da giocare e 5 punti per CSP più pall’in mano.
Succede però qualcosa d’inatteso: Ballardini non controlla un passaggio sulla linea laterale; azione malriuscita del Geas che però, sul rimpallo lungo, trova una bomba con Mazzoleni. Ecco il grimaldello da 3 che le rossonere andavano cercando da inizio partita: 49-51 a -33”. Poi ancora la figlia del presidente: fa commettere infrazione di 5” a Vespignani. E Tognalini si procaccia un fallo trasformandolo dalla lunetta: 51-51 a -22”, incredibile.
Il Geas, quasi senza rendersene conto, è a un passo dall’A1. Ma dopo il timeout Ballardini, rischiando perché se la gioca un po’ troppo in fretta, si procura fallo in entrata. Trasforma ambo i liberi (51-53) ma lascia 13” a Sesto. Che con una tripla potrebbe volare in paradiso, sarebbe un finale da cinema. E' un'apnea prolungata per tutti i presenti nell'edificio. Ma Gambarini in entrata, difficile in controtempo sul lato sinistro, sbaglia. Tognalini arraffa il rimbalzo ma anche lei viene chiusa bene, prova un “reverse” ma non va. Festa di CSP e scorno per il pubblico di casa. Ma è solo un verdetto parziale.
Per Sesto, Arturi e Barberis 11, Gambarini 10; Laterza 6 + 11 rimba; per CSP Ballardini 12 (ma 1/9 da 3), Brunetti mvp della gara con 16 punti (8/15) e 11 rimba. Valutazione di squadra, 59-53 per il Geas, anche se ciò si deve essenzialmente ai 7 falli in più commessi dalle ospiti.

Nella foto: la festa di Torino e l'aspro duello Tognalini-Ballardini.

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