domenica 24 maggio 2015

La week en rose (107 - A2: playout Biassono-V. Cagliari)

Sabato 16/5 - Stesso percorso di 3 giorni prima, ma stavolta, giunti di fronte al tendone biassonese, non passiamo oltre. Perché in quest'assolato pomeriggio dalla temperatura estiva ci si gioca la permanenza in A2: andata del playout Biassono-Virtus Cagliari. Duello tra squadre agli antipodi: giovane, leggerissima e dalla panchina lunga la squadra di casa; esperta, stazzata e dalle rotazioni asciutte la compagine nuragica. Biassono che sapeva fin da inizio stagione di dover probabilmente ricorrere a questo sgradito codazzo post-stagionale per salvarsi (avrebbe potuto forse evitarlo se non avesse perso in extremis con Selargius e Albino in due partite consecutive nella Poule Retro, ma sarebbe stato un mezzo miracolo), Virtus di cui invece si fa fatica a capire come non sia riuscita a far di meglio: qualcuno addirittura la pronosticava da Poule Promo, probabilmente eccessivo ma non era nemmeno da playout. Ma succede.

Arriviamo all'intervallo sul 28-25 per Biassono. Pubblico non proprio oceanico ma abbastanza rumoroso. Scorgeremo poi un noto telecronista di Sky, Alessandro Mamoli, in tribuna perché - dice il gossip - fidanzato con una delle cagliaritane, di cui non facciamo il nome per privacy; diciamo solo che era una delle favorite del grande Bibi Velluzzi. :shifty:
Apprendiamo dal cellulare che il primo tempo ha avuto un andamento pazzo: 6-19 per le sarde al 10', 22-6 per le brianzole nel 2° quarto. Grande protagonista Gargantini, già 14 punti con 4/4 da 3. Sono proprio le 6 triple a bersaglio a propellere le padrone di casa, le quali non hanno altra scelta, per vincere, che correre il più possibile e sparare con precisione, perché a difesa schierata e in area non hanno speranze.
Ricetta che però non funziona più a inizio ripresa. Smettono di entrare le triple, Gargantini è ben francobollata e non tocca quasi più palla (è una giocatrice cui servono spazio e rifornimenti, non è eccelsa nel crearsi il tiro da sola), Rossi non la mette (chiuderà con un tragico 1/16) e lei è un ago della bilancia per Biassono. :woot: La difesa cagliaritana, prima a zona e poi a uomo se gli appunti non ci fallano, aumenta il voltaggio e, con la sua fisicità, riesce a cambiare le parabole e a volte anche a stoppare i tiri da fuori delle biancorosse. Addirittura 9 le stoppate alla fine per la Virtus (6 Bedalov, 3 Cocò Giorgi).
Dall'altra parte la suddetta coppia Bedalov-Giorgi è troppo grossa per essere contenuta dalle mezze lunghe locali, costrette a raddoppiare su chi ha la palla, liberando così spazi per l'altra. E' soprattutto Giorgi ad approfittarne nel 3° quarto, segnando 7 punti nel break di 2-15 che lancia Cagliari sul 30-40 al 25'. Il terzo vertice del triangolo sardo è Innocenti, efficace sia in penetrazione che da fuori: una sua tripla firma il massimo vantaggio (32-43). La riscossa di Biassono arriva quando si sblocca la siccità dall'arco: 3 bombe in chiusura di 3° quarto, con Porro, la '98 Giulietti e la lunga Tibè, e si riaprono le speranze casalinghe (41-47 al 30').
Frizzanti i primi 5 minuti dell'ultimo periodo. Biassono spreca occasioni importanti per farsi sotto ed è punita da una tripla di Innocenti. Reagisce però con Porro, anche lei da 3. Risponde Saba, pure costei dall'arco. Ma le cagliaritane s'innervosiscono e prendono tecnico prima con Saba, poi con Innocenti. Biassono si riporta sul 50-55 a 5' dalla fine: potrebbe ancora farcela. Ma sul più bello esce Porro per 5 falli: piuttosto banale il suo ultimo, a 8 metri dal canestro su situazione non di pericolo. E Porro stava dando una spinta notevole alla squadra, che senza di lei - non dico che sia un rapporto causa/effetto, dico solo che è un dato di fatto - va in crisi totale, incassando un rovinoso 0-15 negli ultimi 4'30". :cry:
E' Giorgi dalla media a far cominciare la grandine, prosegue la giovane e filiforme Dettori, infieriscono Innocenti e, con gancio mancino d'altri tempi, Bedalov che pur non essendo in una giornata scintillante al tiro è però una presenza dominante. Nel frattempo Biassono ne combina una più di Bertoldo, tra palle perse ed errori al tiro; peraltro Bertoldo era scaltro e se la cavava sempre, mentre le brianzole sembrano dimenticarsi che si gioca sul doppio confronto e quindi è di capitale importanza suturare la differenza-canestri per avere qualche minima chance al ritorno. O forse, semplicemente, si sono dovute tirare troppo il collo per resistere a una squadra che coi suoi centimetri fa canestro con molta più facilità (la mappa dei tiri del secondo tempo è eloquente: Cagliari 11 canestri dentro l'area, Biassono 1) e quindi la benzina è finita di colpo. Fatto sta che il 50-70 finale è una sentenza di morte per le brianzole, che non hanno le armi per rifilare 21 punti di scarto alle cagliaritane, tanto più in trasferta. Festeggiano poco, però, le virtussine, in quanto la partita finisce grottescamente con l'esile Dettori a terra che sembra mezza morta, causa un colpo duro, per cui si forma un preoccupato capannello intorno alla sventurata, la quale poscia si riprende e tutte vanno in spogliatoio. :rolleyes: Decisamente seccato, com'è ovvio, il coach biassonese Stefano Fassina: perché se perdi di 20 per manifesta superiorità avversaria dopo aver fatto il possibile, ti puoi mettere il cuore in pace; ma prendere un'imbarcata finale (e fatale) così, dopo essere stato incollato per 3 quarti e mezzo, fa vorticare certe parti.
Gargantini resta top scorer delle sue, e unica in doppia cifra, con 14; di là Innocenti 19, Giorgi 13 con 20 rimbalzi per 34 di valutazione, Bedalov 12 e, come detto, 6 stoppate. Addirittura 31-105 il conto della valutazione di squadra.

Sabato 16/5 - Addio A3, sorgente dalle acque, direbbe Lucia, quella di Manzoni. Addio A3, sorta da un miscuglio malriuscito di esigenze federali e di Lega, diremmo noi molto meno poeticamente. :blink: Fatto sta che la categoria nata "ben" 3 anni fa è morta oggi, con l'ultima partita della sua storia, gara-3 di finale playoff girone A, tra Castelnuovo Scrivia e Usmate. Vincono le piemontesi 44-39 centrando così un doppio salto, giacché erano matricole, come del resto le brianzole. Quest'anno con l'allargamento dell'A2 le porte erano ben larghe: 3 promozioni per girone erano un lusso. Castelnuovo ne ha approfittato, comunque meritando per quanto fatto in stagione, mentre Usmate stava superandosi, dopo aver già eliminato Lavagna che l'aveva battuta 4 volte su 4 compresa gara-1 di semifinale, mettendo ora Castelnuovo alle corde dopo aver perso anche con essa le prime 4 sfide dirette.
Partita schizoide, questa gara-3, con Usmate che domina in avvio (8-17 al 10'), Castelnuovo che domina i due quarti centrali (34-24 al 30', canestri distillati con parsimonia), Usmate che torna avanti con uno 0-13 ma sciupa banalmente il +4 da sotto e le piemontesi piazzano la zampata vincente con la donna decisiva D'Amico, top scorer con 12 mentre di là ne fa 11 Meroni.
Addio A3, ma siamo sicuri che tornerai, entro qualche anno, magari con un'altra sigla innovativa (tipo "campionato di sviluppo", ma quella è già stata usata). Anche se questa tua abolizione, più che dalla volubilità federal-leghista, è stata causata dalla moria di squadre, che ti rifuggivano al punto che più d'una ha preferito auto-declassarsi in B per tornare in A2 da lì piuttosto che stare in A3. Insomma, amen.

Nella foto: un'eloquente immagine della strapossanza fisica di Cagliari su Biassono: Giorgi torreggia sulla giovane Novati, Bedalov su Gargantini che sarebbe un'esterna ma deve giocare da "4". "Some girls are bigger than others", cantavano gli Smiths.


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