martedì 30 giugno 2015

La week en rose (118 - Eurobasket: quarti + Delle Donne 45 p.)

Martedì 23/6 – Non avevamo ancora detto nulla del trofeo Bulgheroni, concluso sabato 20 a Bormio: piccolo "trofeo delle Regioni" per le 13enni, prima indicazione su come potrebbero essere le gerarchie a livello giovanile nei prossimi anni, anche se l'età è troppo verde per avere una fotografia attendibile come al "Regioni" vero. Vince comunque la Lombardia, 87-49 in finale sull'Emilia Romagna, facendo pensare che dopo alcune annate di appannamento, seguite alle sontuose '95-96, possa riconquistare la supremazia. E' una compagine che abbina tecnica e fisico, dettaglio non trascurabile. Da notare però che la semifinale contro il Veneto era stata più equilibrata: 55-50 con le suddite del doge anche in vantaggio. Brillano i talenti di Costamasnaga, già protagoniste alle finali nazionali U15: Allevi, Balossi e Discacciati hanno totalizzato 55 punti in finale, più dell'intero team tortellino.


Mercoledì 24/6 – Al via la zumba dei quarti di finale all'Europeo. Si passa a Budapest, c'è qualche anima in più sulle tribune, anche se sembrano tutti tifosi delle nazionali impegnate: il coinvolgimento dei nativi, diciamo così, è alquanto deficitario. :angry:
Ma parliamo di chi c'è. Turchia-Serbia, piatto subito forte fra due squadre almeno da semifinale. Ed è una sorpresa almeno parziale la vittoria delle slave, arrivate come quarte, rispetto alle islamiche prime nel loro girone di seconda fase. Ma avevamo già rilevato come alcuni piazzamenti fossero frutto di circostanze più che di reali valori; questo era uno dei casi.
Frizzante inizio della Serbia, la cui idea appare subito quella di impedire alla temibile difesa turca di schierarsi e addormentare i ritmi, cosa che era ben riuscita alle discendenti di Kemal Ataturk contro la Francia. Il punto di forza delle serbe è di avere formidabili esterne, dove invece la Turchia è diventata (perché non lo era gli anni scorsi) mediocre; una volta limitata Yilmaz, i numeri di Sanders (25 punti alla fine, con 9/10 più 11 falli subiti e 10 rimbalzi: una vera… americana per la squadra) diventavano fini a se stessi. Nei primi due quarti, però, la suddetta coppia tiene perfettamente in partita le mezzelune: parziali 18-18, 27-28 con sorpasso serbo in dirittura d'arrivo su contropiede.
La svolta nel 3° quarto: dopo i 10 punti nel secondo, la Serbia qui ne fa 26. Un ciclone di dinamismo, penetrazioni e tiri dalla media s'abbatte sulle turche, improvvisamente messe a nudo nella loro legnosità e mancanza d'alternative a Yilmaz e Sanders, peraltro anch'esse a disagio contro le più agili Page e Milovanovic, le quali confezionano un contropiede con assist dietro la schiena della seconda per la prima, fermata con un antisportivo. La Turchia si rifugia a zona ma la Serbia bombarda con le due Dabovic e Milovanovic. E quando sbaglia, spesso sul rimbalzo lungo le prime ad avventarsi sono le slave. Incredibile come la partita si spacchi in pochi minuti: 38-54 a fine 3° quarto. :woot:
Le suddite di Erdogan non possono farsi sbattere fuori così brutalmente e infatti reagiscono. Sanders domina in area, le semi-asiatiche si riavvicinano a -7. La Serbia però riesce a stabilizzare lo scarto intorno a quella quota entrando negli ultimi 3'. E lì risolve un'indemoniata Ana Dabovic, la mora delle due sorelle: tripla-capolavoro per il +13 a 1' dalla fine, poi è talmente spiritata che segna pure da 10 metri allo scadere tirando tanto per scagliar la palla a giochi fatti (63-75). :inchino: 31 punti per lei (6/11 da 2 e 4/8 da 3), contro cui la Turchia - squadra difensiva per eccellenza - non ha trovato il minimo antidoto. E concedendo 19 rimbalzi in attacco ha sciupato il 53% al tiro contro il 39% serbo.
Quindi, dopo 2 edizioni a medaglia, becco asciutto per le ottomane, anche se resta il Preolimpico da conquistare: sfortunate a vincere il girone per trovarsi una bestiaccia come la Serbia nei quarti, ma come dicevamo sono emerse pecche in precedenza mascherate. E se Sanders è un indiscusso valore aggiunto, le altre sono parse delegare troppo a lei, almeno in quest'occasione, finendo per scomparire.

Mercoledì 24/6 – Serata con Lituania-Bielorussia, il quarto delle outsiders, la grande occasione per entrambe. Il livello di giuoco è sensibilmente più basso che nel nobile Serbia-Turchia. La Bielorussia viene da 3 sconfitte nella seconda fase, la Lituania da 3 vittorie; ma anche in questo caso si dimostrano indicazioni effimere. Le baltiche, ammirate per la verve offensiva e la faccia tosta, sono visibilmente contratte, pastrocchiano atrocemente in fase di possesso palla, e le avversarie sono preparate a negar loro le beneamate triple. Senza far nulla di clamoroso, ma con la solita buona applicazione e 5 giocatrici in doppia cifra (tra cui non il totem Leuchanka, appannato), la Bielorussia prende il largo (+15 al 18') e all'intervallo si è su un 19-33 che denuncia la sterilità lituana.
Addirittura +19 a inizio ripresa. Occhio però che le gialloverdi si sono già distinte per clamorose rimonte. E anche stavolta toccare il fondo fa scattare qualcosa nelle lituane, che improvvisamente diventano più ficcanti in penetrazione (mentre prima giravano al largo dall'area) e danno buone palle dentro. Un parziale di 13-0 riapre la partita. La Bielorussia tampona la falla tenendo un 43-51 al 30'.
Tegola per la Bielorussia a inizio ultimo quarto: 4° fallo di Leuchanka. Ma non è tanto la pivottona Petronyte (solo 10' in campo, mal di schiena) ad approfittarne, quanto le esterne, che penetrano a raffica, segnatamente con Nacickaite, la leader offensiva lituana che aveva iniziato malissimo. Un altro parziale, 7-0, spaventa le biancorusse (53-58 a 2'30" dalla fine), che gestiscono in maniera poco lucida. Sembra però che quando Verameyenka, ben servita in taglio, segna il 55-62 a poco più di 1', sia davvero finita. Il forcing lituano porta però Nacickaite (7 punti nell'ultimo minuto) a insaccare la tripla del 66-68. E Snytsina scaglia direttamente fuori un "lancio baseball" su rimessa da fondo! :woot:
Quindi palla alla Lituania in zona d'attacco con 2" sul cronometro. Sarebbe pazzesco se l'esito si ribaltasse senza che le baltiche fossero state a contatto nei 39'58" precedenti. Ma se non altro c'è un po' di logica alla fine di questa non eccelsa partita: la difesa bielorussa "mura" il tentativo lituano da sotto e quindi sono le suddite di Lukashenko a sfruttare il grande regalo del tabellone: loro in semifinale e la Turchia (più una tra Francia e Russia) fuori. Lusso sfrenato, ma gli Europei sono metafora della vita e la vita è fatta di occasioni da cogliere. -_- Una silenziosa ma costante Verameyenka con 15 punti e Nacickaite con 21 sono le migliori marcatrici.

Giovedì 25/6 – Elena! Oh, Elena! :wub: Che è? Infatuazione per un'altra russa dopo Maria Vadeeva? No, questa ha nome e cognome italiani, anche se non sarà mai la naturalizzata che aspettiamo come l'acqua nel deserto. Elena Delle Donne ha segnato nottetempo 45 punti nella vittoria di Chicago, 100-96 dopo un supplementare, contro Atlanta, con le seguenti cifre: 12/20 dal campo, 19/19 ai liberi (record Wnba), 11 rimbalzi e 6 stoppate. :ph34r: Il concetto di "giocatrice totale" sta venendo riscritto da questo talento frastagliato da tanti problemi fisici e familiari (ai tempi del college, si ricorderà, lascio il basket per un anno volendo star vicina alla sorella disabile) ma che, a 26 anni, sembra aver raggiunto il vertice tra le tante stelle Wnba. Nessuna come lei abbina statura (1.95) e capacità di segnare da ogni posizione. In pratica in attacco è un'universale, come ruolo. E se rifila pure 6 stoppate... Il video degli highlights della partita è tutto da godere; senza dubbio un'immagine positiva per la Wnba che ne ha bisogno dopo gli scandalucci estivi legati a Griner e Isiah Thomas di cui avevamo parlato settimane fa.

Nella foto: l'urlo di Delle Donne terrorizza la Wnba.

Prima pagina di giornale serbo per l'oro a Eurobasket

 Questa era la prima pagina di un quotidiano sportivo serbo di oggi (29/6).



venerdì 26 giugno 2015

La week en rose (117 - Eurobasket: 2^fase)

Domenica 21/6 – Inizia l’estate, stagione di mercato, di Europei giovanili (prime all'opera le Under 20), di sogni di gloria e di incubi di fallimento (sportivo o economico). Ma anche di tornei all’aperto, il cui clou mondiale è ovviamente Binzago, dal 27 giugno al 19 luglio. :lol: Oggi però – e pure ieri – è stata la volta di un torneo ospitato da un’inedita e spettacolare “location” (come si suol dire), cioè la piazza Gae Aulenti a Milano. Si tratta di un grande spazio ai piedi dei recentissimi grattacieli di Porta Nuova, uno dei simboli della trasformazione in atto a Milano negli ultimi anni. Un posto di quelli che prima vedevi solo all’estero e dicevi: “Ma perché in Italia non c’è nulla del genere?”. Adesso c’è e per la prima volta s’è aperto al basket per la prima tappa del circuito Streetball, patrocinato dalla Fip. Fortuna ha voluto che il tempo sia stato scintillante e con temperatura ideale per tutto il weekend. Il massimo. Ovviamente di quel che han fatto gl'uomini non c’interessa (anche se ha vinto il fratello di Silvia Bassani di Costamasnaga), mentre fra le ragazze hanno vinto Filippi, Canova, Miciona Gatti e Isacchi nelle senior, quelle di Varese nella categoria giovanile.


Domenica 21/6 – Europei, primi verdetti della seconda fase. La qualità delle partite è salita progressivamente, nonostante una formula troppo lunga (7 partite solo per giungere all’eliminazione diretta) diluisca l’importanza delle partite e costringa a risparmiare forze, proponendo quindi verdetti che si contraddicono da un giorno all’altro. Col rischio poi che le squadre arrivino cotte alla mèta, considerando pure che siamo alla fine di una lunga stagione che per molte è iniziata ad agosto con la preparazione ai Mondiali 2014...
È terminato il girone E, quello in cui sarebbe confluita l’Italia se avesse passato le caudine forche della prima fase. Rispetto alla quale il borsino-valori ha visto la Turchia in rialzo e la Francia in ribasso. Le suddite di Erdogan, passato il primo girone col minimo sindacale, hanno vieppiù aumentato la graniticità difensiva, innescando ancor meglio il micidiale duo sotto canestro, Yilmaz-Sanders, e trovando un pizzico di vitalità in più dalle guardie, che nella prima settimana erano parse catatoniche. Hanno così soffocato il Montenegro (61-41) e soprattutto infilzato la Francia (66-56) con una prepotente seconda metà gara.
Verdetto abbastanza sorprendente, questo del big match, per quanto si era visto in precedenza, anche se le transalpone avevano sudato per domare la tignosissima Grecia (51-42) e le due partite sotto i 60 punti svelano un tallone d’Achille offensivo, derivante soprattutto dalle guardie-ali piccole che non sono all’altezza del sontuoso reparto-lunghe, né della regista Dumerc che è stata centellinata finora (o si è auto-centellinata) ma è pur sempre lei. Il collante Miyem ha saltato partite per infortunio, mentre l’estrosa Tchatchouang fa balzi da gazzella ma sciupa. Così la Francia quando si è trovata uno scoglio come la Turchia, che non ha patito sotto canestro, l’ha pagato caro. Le discendenti di Robespierre erano le mie favorite per l'oro, alla vigilia, ma forse va rivisto il pronostico, anche se le grandi squadre sanno gestire un fisiologico “down” nel corso della competizione lunga, per arrivare al top quando conta. :unsure:
Quindi Turchia prima e Francia seconda. Dietro c’è stata una bagarre emozionante, decisa solo all’ultima partita dell’ultimo turno di oggi. La Bielorussia, dopo il 4-0 della prima fase, cedeva di misura sia alla Rep. Ceca (tripla allo scadere di Hanusova dopo analoga prodezza di Harding per il pareggio) sia al Montenegro. S’inchinava poi anche alla Francia nell’ultimissima partita; ma il “tesoretto” accumulato nella prima settimana era sufficiente a salvarla dall’eliminazione. Si creava infatti una classifica avulsa tra Bielorussia, Montenegro e Grecia con beffarda condanna per le elleniche, dovuta al fatale -25 incassato nella prima fase per mano delle russe bianche. Stante il +5 del Monte sulla Bielo, alla Grecia serviva, conti alla mano, almeno un +15 col Monte nell’ultima giornata. E le figlie del Partenone l’avrebbero meritato, dominando in lungo e in largo grazie a una sontuosa Dimitrakou (29 punti): +20 all’intervallo. Ma il Montenegro, che non è affatto malaccio (ha anche la sua bella naturalizzata, la lunga Robinson) pur senza l’infortunata stella Dubljevic, è tornato sotto la quota cruciale, intorno alla quale si è oscillati più volte in volata. Le balcaniche segnavano il -14 a pochi secondi dalla fine, l’ex Limoura si fiondava dalla parte opposta e ignara di quanto mancasse scoccava un’assurda tripla che non prendeva nemmeno il ferro. Rimessa Montenegro a circa -3 secondi, clamorosa rubata greca con palla in angolo per la tripla dell’ossigenata Sotiriou, che però andava sul ferro allo scadere. 77-63, tremenda beffa per la Grecia che due giorni prima aveva battuto anche la Rep. Ceca (74-71) ed è stata una delle squadre più compatte e meglio allenate del torneo, almeno per quanto abbiamo visto. Ma si sa, nei tornei, o domini o ti metti nelle mani della sorte. L’unica speranza per le greche era che poi la Bielo battesse la Francia, ma era difficile e infatti non è successo. Quindi Bielorussia terza e Montenegro quarto, in attesa dei verdetti dell’altro girone.

Lunedì 22/6 – Ed è finito anche il girone F degli Europei. Basket ancor più divertente, quello visto da questa parte, perché a punteggi più alti e ritmi frizzanti (il che non significa necessariamente maggior caratura delle squadre). Pure qui sorprese, ribaltoni, finali in volata e grosse prestazioni individuali. Stremati dall'abbuffata televisiva (da sommare alla finale scudetto maschile), abbiamo ora un giorno per riprenderci prima dei quarti. :woot:
La Spagna sale verticalmente nel borsino dell’Europeo: per quanto si è visto in questa fase, diventa la favorita. Torrens è tornata il ciclone dello scorso anno (quella che non è stata in Eurolega con le nababbe di Ekaterinburg), la squadra gioca a memoria, Ndour è salita al punto da essere quasi efficace come l’assente Lyttle, la difesa è forte quanto l’attacco.
La partita più bella dell’Europeo, finora, è stata Spagna-Serbia di sabato 20. Ancora in estasi per la ’98 Maria Vadeeva (vedi “Week 116”), ci siamo sollazzati con questo ulteriore spettacolo di prodezze in botta e risposta continuo, su ritmi forsennati. La Serbia ha retto alla grande per 3 quarti e mezzo, ma il finale delle iberiche è stato pauroso, compreso un “alley oop” concluso da Nicholls a difesa schierata. Torrens ha finito con 25 punti, Ndour con 15+12 rimba; di là Petrovic 17. 91-80 per la Spagna.
Le amanti della corrida hanno poi completato l’opera bastonando la Russia più di quanto dica il 66-57 finale, rammendato dalle ex sovietiche nel finale, ma di fatto una pratica chiusa in 1 quarti e mezzo. Torrens ne ha messi altri 24. Russia sottotono con tutte tranne chi? Vadeeva, “proprio lei, ‘cezzionale” (direbbe un certo telecronista della pedata), :blink: 15 punti in 18’ con 5/6 contro avversarie di primo livello, anche se non ha potuto incidere sul risultato.
Il peccato grave della Russia è stato 4 giorni fa, quando ha ceduto 74-78 a una gagliarda Lituania con un parziale di 13-31 nell’ultimo quarto. Una sconfitta per supponenza, apparentemente, pensando che contasse poco o nulla, perché la Russia era a 4 punti e la Lituania a zero. Invece da lì le baltiche han preso fiducia e han suonato la Croazia (materasso in questa seconda fase) e poi bruciato la Serbia 73-72 oggi con un’altra rimonta strepitosa, da -17, vera impresa considerando che a parte la centrona Petronyte non ha stelle assolute. A suon di triple e attacco “high speed”, stile lituano, sospinte da Nacickaite (21 punti) e dal dichiarato tifo di Silvia Gottardi al microfono, le gialloverdi hanno sorpassato nel finale, commettendo poi qualche cappellata ma salvandosi sull’errore di Milovanovic allo scadere. :o: Così, diradatosi il polverone della mischia in classifica, si è scoperto che la Lituania era addirittura seconda (se perdeva era fuori...), la Russia terza e la Serbia quarta. Assolutamente non veritiero rispetto ai valori reali delle squadre.
Grande delusa è la Slovacchia, che sarebbe passata in caso di vittoria serba. Ma ha pagato il 74-76 subìto 4 giorni fa proprio per mano della Serbia, con un canestro allo scadere di Petrovic. Considerato il precedente -1 con la Spagna, le slovacche non vincono l’oscar della buona sorte in questi Europei, ma vale il discorso fatto per la Grecia. :cry:
Risultato? Tabellone dei quarti scompaginato. La Serbia va con la Turchia; la Lituania becca la Bielorussia in un accoppiamento che fa felici entrambe (nessuna delle due squadre è realmente da semifinale); la Russia finisce contro la Francia; unico scontro logico, cioè che rispecchia i valori espressi finora, è Spagna-Montenegro, ed è anche l’unico col pronostico segnato. Ricordiamo che vincere i quarti vuol dire anche guadagnarsi la certezza di andare almeno al Preolimpico 2016.

Nella foto: un momento del torneo femminile sotto i grattacieli di Porta Nuova a Milano.

mercoledì 24 giugno 2015

La week en rose (116 - Eurobasket: 2^fase)

Mercoledì 17/6 - Il mondo continua anche senza l'Italia. Inizia la seconda fase degli Europei, che grazie a Sky si potrà seguire per intero (18 partite su 18, belìn), anche se per guardare proprio tutto-tutto servirebbero 5 ore al giorno, fuori portata per i comuni mortali. :woot: Bene comunque finora le commentatrici di lusso Corbani Gottardi (nate a 3 giorni di distanza nell'aprile '78, tanto per curiosità), che ora saranno integrate da coach Fabio Fossati; Corbani, già all'opera a Londra 2012, ha un timbro vocale piacevolissimo e un tempismo impeccabile negli interventi; Gottardi, esordiente al microfono, offre qualche spunto frizzante in più (d'altronde è nota già da tempo come la "Frizzantissima").

Ma parliamo di campo. Hanno vinto i 4 gironi di prima fase la Francia, la Bielorussia, la Russia e la Spagna. Nel grupp'A le transalpone (vista l'abbondanza di superlunghe non possiamo usare il diminutivo) :blink: hanno marciato come rulli, sfiorando gli 80 punti di media, senza patire granché contro le due avversarie più toste, Rep. Ceca e Montenegro, salvo per un breve lasso contro le ceche. In chiave seconda fase, tra queste due, vale oro la vittoria delle ex cognate dei Savoia (le montenegrine: questa è per intenditori), che all'esordio hanno piallato 71-52 la Rep. Ceca. La quale si è salvata 80-79 con l'Ucraina nel match poi risultato decisivo per la qualificazione. All'ex granaio di Mosca non sono bastati i salti mortali dell'androgina Iagupova, la guardia del '92 che faceva sensazione fin dai tempi delle giovanili, e ora ha dominato la classifica marcatrici della prima fase con 29,3 di media.
Il gruppo B era il nostro, e il primato bielorusso è il più sorprendente, ma la Turchia sulla carta era la più debole delle "teste di serie numero 1". Finora le islamiche hanno convinto poco, già lo dicevamo; mentre le altre "big" impressionano in attacco, loro faticano a toccare i 60 anche se la difesa è una garanzia (20 punti subiti nel 2° tempo contro la Grecia). Netta la scoppola presa dalla Bielorussia (52-67), che quindi va in seconda fase col bottino pieno. La Grecia, che è piaciuta molto per l'atteggiamento tosto, ha guadagnato la qualificazione nelle prime due partite, con noi e con la Polonia, ma oltre al -11 con la Turchia ha incassato un -25 dalla Bielorussia (oltretutto -31 a fine 3° quarto), che a mio parere aumenta i nostri rimpianti, visto come ce la giocammo noi con Leuchanka e compagne.
Girone C molto interessante, e infatti è terminato con 4 squadre raccolte in 2 punti, nessuna a punteggio pieno. L'ha vinto la Russia, che però per tradizione non può evitare la scivolata di turno per apparente deconcentrazione, e infatti ha ceduto 62-68 alla Lettonia. La quale però non è passata, pagando il -4 nel match d'esordio con una Croazia generosa e competitiva a dispetto delle molte assenze per infortunio. Abbiamo visto il loro derby con la Serbia, in cui hanno retto per due quarti, prima che la maggior caratura delle belgradesi venisse fuori. La Serbia, che ci fece piangere 2 anni fa, è in crescita continua da allora; le varie Petrovic, A. Dabovic, Milovanovic sono talenti offensivi di prim'ordine, però… sono anche loro slave e quindi discontinue (tanto per alimentare gli stereotipi), sicché nell'ultima giornata si sono fatte bastonare dalla Russia (77-53), in cui la lunga Osipova ha smistato addirittura 13 assist, forse un record per il suo ruolo.
La Russia sembra tornata in auge, dopo il disastro del 2013: il trio Prince-Kirillova-Belyakova sul perimetro è di prim'ordine, le lunghe sono… lunghe lunghe, ha potenziale da medaglia ma i dubbi dipendono dal fatto che sono diventate leader alcune giocatrici che in passato erano "spalle" e quindi andrà sondata la loro consistenza quando il giuoco si farà duro. :unsure:
Infine il gruppo D dove la Spagna ha fatto percorso netto ma ha sofferto con Slovacchia (82-81) e Svezia (+4). L'assenza di Lyttle non può non pesare, specie in difesa (in attacco di realizzatrici a sufficienza ve n'è, da Torrens in poi), anche se la giovane senegalese Ndour fa la sua parte. La Slovacchia (che ha in Toliver una delle naturalizzate di maggior spessore, anche se a proposito di spessore, nel senso di mole, nessuna in Europa può competere con la mastodonte dalle mani di velluto Krc-Turbova…) :D aveva vinto nelle prime 2 giornate i match-chiave con Svezia (+3) e Lituania (+6). Sfortunate le scandinave, che hanno perso pure di 2 con la Lituania la sfida decisiva per passare. Era un girone durissimo, ad alti punteggi, in cui le padrone di casa dell'Ungheria hanno fatto il vaso di coccio, consolandosi con la vittoria della bandiera sulla Slovacchia a eliminazione già decretata.
A proposito di padrone di casa: abbiamo già parlato del pubblico fantasma, spettacolo misero sulle tribune soprattutto romene (gironi A e B). In Ungheria qualche anima di più s'è vista, specie a Sopron dove 2000 persone (almeno ufficialmente) hanno seguito il team magiaro. Del resto è una piazza avvezza all'Eurolega.
L'impressione è che il mega-Europeo a 20 squadre (peraltro per noi benedetto, perché a 16 faremmo molta più fatica a qualificarci) porti una dilatazione eccessiva di tempi e spazi: troppo lungo seguire tutto e troppo decentramento, 7 sedi diverse, tra cui alcune in cui il basket femminile interessa poco. :( Due anni fa l'Europeo a 16 in Francia registrò buone affluenze anche quando non giocava la squadra di casa, quindi è questione di scegliere i posti giusti e lavorare bene come organizzatori.
Anche se è come paragonare mele con pere, in questi giorni le folle del Mondiale di calcio femminile sono un contrasto aspro con i vuoti pneumatici di questo Eurobasket. Certo non è facile attrarre la gente in pomeriggi feriali di giugno a chiudersi nei palazzetti, fatto sta che mostrare tribune deserte non è il massimo, ed è un peccato perché in campo si sta vedendo del bel basket: a parte un paio di squadre, non di più, tutte hanno qualcosa di interessante da offrire. Ma quando la tv inquadra i pochi sparuti fans, spesso becca quello semi-addormentato, quell'altra che si trastulla col cellulare anziché guardare il campo, eccetera. :angry: Nulla insomma che trasmetta un senso sacro dell'importanza dell'evento, come dovrebbe. Ce ne faremo una ragione.

Giovedì 18/6 - Il Geas ha annunziato la conferma di capitan Arturi - prima mossa per la nuova stagione del club neopromosso (che dovrà reperire un cambio per la capitana, stante la perdita di Gambarini per i primi mesi) - e allora m'è suonata la sveglia su un mercato che, finora, avevamo sottaciuto. In contemporanea con la notizia di cui sopra, Silvia Gottardi ha fatto sapere sul suo blog che lascia il Sanga per la B del Basket Femm. Milano, ma anche che una società di A1 le aveva offerto un posto: chi sarà mai? Secondo Meurlock Holmes, è una che sta non lontana dalla residenza della Silvia nazionale. :rolleyes:
Quanto alle trattative andate in porto, lasciando perdere il vorticare di straniere che vengono annunciate in questi giorni (e di cui non fingeremo di conoscere vita, morte e miracoli; ma almeno Erkic che va a Ragusa e Harmon a Lucca le conosciamo già bene), gli spostamenti più rilevanti sono quelli di Consolini e Milica Micovic a Ragusa, di F. Dotto a Lucca. Nei prossimi giorni saranno annunziate C. Dotto a Venezia e Bestagno a Schio, dove ha rinnovato Sottana, che nei mesi scorsi sembrava valutare l'ipotesi di cambiare aria. Altri nomi: Zara, De Pretto e Spreafico a Parma, Crudo, D'Alie, Vian e Nicolodi a Vigarano, Diene a Lucca, Ngo Ndjock a Ragusa.
Problemi per Cagliari, non una novità: e purtroppo quando suonano troppi campanelli d'allarme, il rischio che prima o poi sia vero è forte.
In A2 spicca l'attivismo di Vicenza, con operazioni di fascino quali i ritorni di Aldo Corno e Zimerle, la riattivazione di Ramon e l'arrivo anche di Pegoraro: puro Veneto e pura nobiltà. C'è Broni che firmerà Galbiati e Soli, inoltre Zampieri sarà come un acquisto. Anche Spezia si fa notare (Reke e Costa, in pratica dei ritorni). Difficoltà per Genova che ha chiesto aiuto al patron calcistico Ferrero.

Sabato 20/6 - "E chi non ha mai visto nascere una dea / non lo sa / che cos'è / la felicità", cantava Cesare Cremonini. Oggi l'abbiamo vista e infatti siamo abbastanza felici. Aveva le sembianze di una ragazzona un po' curva nel portamento e con l'espressione tutta seria, come quella di una bimba prodigio che fa il saggio di pianoforte. Si chiama Maria Vadeeva, è un'ala-pivot del luglio '98 e agli Europei ha fatto 22 punti contro la Slovacchia, in 19 minuti. Li ha segnati in mille modi, ma con un comune denominatore: una meravigliosa capacità di trovare la via più diretta verso il canestro, l'essenza del basket. E qui c'è una differenza grossa con Zandalasini, l'altra adolescente-prodigio che ci ha ammaliato di recente: Zanda ha casomai la capacità di fare le cose nella maniera più difficile, tipo salire in cielo con balzo carpiato e tirare in controtempo cadendo all'indietro; situazioni che poi risolve col suo talento unico, ma non sempre. Vadeeva sta piantata al suolo ma è tutta concretezza. Movimenti in post basso, appoggi in rovesciata, rimbalzi offensivi, pick and roll con tagli rapidi verso il canestro, contropiedi corsi con rapidità da esterna. Mano destra e mano sinistra con uguale agio. Grande Madre Russia, ti credevamo insterilita e invece guarda cosa ci hai partorito. :inchino:
Ancor più sorprendenti: a) la naturalezza con cui - come se niente fosse, come se fosse semplice fare la differenza con e contro giocatrici di 10-15 anni più esperte - Vadeeva s'è presa un ruolo da protagonista in una squadra piena di grossi nomi come la Russia; b) la costanza con cui le compagne l'hanno cercata, cosa tutt'altro che normale fra delle veterane e un'esordiente. Segno che tra preparazione e prime partite ha già convinto tutte ad accettare il suo talento. Se no, col c... che le boss della squadra cedevano il proscenio all'ultima bebè arrivata. -_-
Vadeeva ha anche un vantaggio: che le sue colleghe di ruolo, Vieru, Osipova e Kuzina, sono sì delle rispettabili perticone, ma hanno pochi punti nelle mani. Infatti finché c'era la grande Stepanova erano le sue oneste scudiere. Sicché coach Mishkin (ex miglior giocatore d'Europa a inizio anni '80) si trova quasi costretto a gettare l'adolescente nella mischia, per risolvere momenti d'asfissia offensiva che il suo umorale team attraversa.
Certo, come fa notare Claudia Corbani, per lei confermarsi sarà ancor più difficile che sorprendere, perché le avversarie le prenderanno le misure e magari lei non avrà più questa incredibile spontaneità; ma intanto ci siamo goduti questa inattesa gemma. Non l'unica di queste giornate d'abbuffata televisiva con gli Europei, anche se per parlare d'altro rimandiamo a dopo i verdetti della seconda fase. Intanto ringraziamo il cielo che Vadeeva faccia solo la terza superiore, così non ha dovuto restare a casina sua per fare l'esame di maturità. <_< Anche se ho l'impressione che i russi l'avrebbero portata lo stesso...

Nella foto: San Paolo fu folgorato da Gesù Cristo sulla via di Damasco, noi siamo rimasti folgorati da Maria Vadeeva sul divano di casa.

lunedì 22 giugno 2015

La week en rose (115 - analisi eliminazione Italia)

Martedì 17/6 - L'indomani dell'eliminazione. Sky diffonde un video elaborato dall'efficientissimo ufficio propaganda del clan azzurro: si vedono le nostre tipe passeggiare per le strade di una città romena o ungherese, mentre tutti intorno vanno all'incontrario; il tema del video infatti è "quando tutto sembra andare all'incontrario, chi veste l'azzurro continua a lottare". :blink: Uno si chiede: ma come han fatto a convincere i nativi a passeggiare tutti all'indietro? Meurlock Holmes m'ha spiegato: "'mbecille, sono le nostre che vanno all'indietro, poi hanno fatto andare il filmato al rovescio". Geniale. :rolleyes:

Ma purtroppo è il tempo delle analisi. Compito che sarebbe più facile se ci trovassimo di fronte a una debacle disastrosa, una serie di massacri subiti, un rendimento catastrofico. Invece si tratta sì di un fallimento, perché l'obiettivo non era certo arenarsi al primo turno; ma è avvenuto con prestazioni contraddittorie (anche nell'arco della stessa partita) e per pochi punti di differenza. Insomma una situazione difficile da leggere, anche se fertilissima per pensieri del tipo: "Bastava fare così anziché cosà, e si passava".
Il difetto delle analisi sui fallimenti è che tendono a staccare un singolo aspetto dal contesto (quello che sta più a cuore all'analista), come se si potesse astrarlo dall'insieme e immaginare che, cambiato quello, tutto il resto sarebbe rimasto identico. Invece no: se cambi una tessera del mosaico, è probabile che di riflesso te ne cambiano altre. Magari in peggio. -_-
Per non parlare del sottinteso che trapela da molte analisi: "io ci vedo chiaro, invece il c.t. non ha capito una mazza". :angry: Il che è abbastanza improbabile. Certo, è possibile che il c.t. abbia sbagliato alcune mosse, magari anche parecchie; ma chi ci garantisce che l'analisi dell'osservatore abbia attinenza con la realtà?
Tutto ciò per dire cosa? Che quanto segue va considerato più impressione che certezza, più domanda che affermazione. Di certo c'è solo il dispiacere.
1) Passo indietro. Due anni fa eravamo giunti ottavi, e ci stava persino stretto dopo aver sfiorato la semifinale, poi beffati dalla Serbia. Poi c'afflosciammo, mancando l'accesso ai Mondiali, ma eravamo arrivati ben più avanti di quanto pensassimo, essendo alla prima esperienza dopo la rifondazione. Ora ci ripresentavamo con lo stesso gruppo (9 su 12 e medesimo staff), era legittimo pensare di poter raccogliere i frutti della semina. Invece rinculiamo.
Si potrebbe dire che due anni fa ci andò di lusso mentre ora siamo stati in linea col nostro valore; ma se abbiamo perso 3 partite di misura vuol dire che le possibilità di farcela c'erano anche stavolta, dunque non siamo stati altrettanto bravi di due anni fa. Malasorte? Non più di quanto capiti a qualsiasi squadra che non raggiunge il suo obiettivo. Anche perché l'unico episodio in cui la sorte ha pesato davvero - il rimbalzo finito in mano alla Bielorussia per il pareggio al 40'; peraltro non senza un concorso di colpa nostra - in realtà a conti fatti non avrebbe cambiato l'esito della qualificazione.
2) Cosa abbiamo sbagliato. Essenzialmente la partita con la Grecia. Chiaro, se battevamo la Turchia passavamo lo stesso, ma stiamo parlando di una "big" d'Europa, anche se nella fattispecie non lo ha mostrato granché; sarebbe servito un miracolo. La Grecia invece si poteva e si doveva battere; è una squadra limitata quanto noi nelle lunghe, non ha un talento complessivo superiore al nostro. Ha fatto la partita che dovevamo fare noi, di combattività.
Peccato mortale nostro è aver dissipato il 18-2 iniziale; cose che capitano, ma nell'ultimo quarto ci siamo paralizzati di nuovo. Sì, forse Ricchini non doveva cambiare assetti rispetto alla brillante prova del giorno prima; però la partenza a razzo sembrava dargli ragione e poi può essere anche una buona idea variare in base alle avversarie e alle giornate, in una competizione con tante partite ravvicinate. Di fatto ci hanno tradito, nell'occasione, Sottana e Masciadri che non avevano alternative affidabili in fase realizzativa. Crippa, Consolini, Fassina, Dotto, Gatti, eccetera, possono portare qualche mattonella ma non giocare una partita intera da protagoniste.
Insomma abbiamo toppato la gara decisiva. Per il resto, in un girone a nostro parere tutt'altro che agevole (vedremo cosa diranno i risultati del secondo turno), la nostra prova con la Bielorussia è stata da 7 pieno se non di più; quella con la Polonia da 6,5 quasi 7; con la Turchia è stata brutta esteticamente ma a 4' dalla fine eravamo a -2 contro uno squadrone: ci avremmo messo la firma.
Sembra che le nostre abbiano mantenuto la promessa di essere "impavide" tranne contro la squadra in cui, sulla carta, c'era meno da aver paura perché non aveva le gigantone che tanto ci spaventano, né i talenti supremi che noi non abbiamo. E invece, se è vero quello che diceva Ricchini in timeout contro le elleniche, le nostre avevano timore a prendere iniziative, in quel dannato finale. L'abbiamo pagato con l'eliminazione. :cry: Non che sia corretto parlare solo dell'aspetto mentale, trascurando quelli tecnico-tattici, ma se il giorno prima facciamo 73 punti con la Bielorussia e il giorno dopo 46 con la Grecia, fermo restando che le conterranee di Zeus sono ben allenate e hanno sfoderato una zona insidiosa, è evidente che sul piano mentale siamo venuti meno.
Nelle interviste alle giocatrici, trasmesse da Sky, fra molte che hanno genericamente ripetuto il ritornello sul "gruppo unito", "gruppo meraviglioso" (ci fa piacere, ma che consolazione dà? Non è la vacanza dell'oratorio, dove lo scopo è creare bei rapporti), ha detto qualcosa d'interessante Fassina: "A volte forse non crediamo abbastanza di essere forti". In realtà non basta credere di esser forti se forti non si è; però forse dipingerci come eterne sfigate che devono far miracoli col cuore e con l'amicizia è un po' auto-castrante. "Non siamo le più forti", diceva appunto l'inizio dello spot delle azzurre: bene la sincerità e l'umiltà, però questo approccio da Calimere non finisce per metterci dei limiti in partenza? :unsure:
3) Chi ci è mancato. E' uno dei punti in cui più vengono più facili i "se": visto che abbiamo fallito di poco, "se c'era questa passavamo". Può anche essere. Non farò la solita ironia per la mancata convocazione di Baggio e Del Piero. Bestagno, miglior realizzatrice italiana del campionato, nel ruolo più debole per noi, meritava in teoria l'Europeo. Ricchini ha detto di aver "dovuto privilegiare gli equilibri tecnici della squadra"; ma qui bisognerebbe aver seguito dappresso il lavoro di preparazione per capire appieno il giudizio, corretto o scorretto che sia. L'impressione è che il c.t. si sia affidato il più possibile alle sue "fedelissime", quelle che avevano fatto parte del percorso della squadra in questi anni. Forse ha seguito gli stessi criteri di scelta che avevano portato al buon risultato di due anni or sono, ritenendo che la chimica migliore fosse garantita da quelle 12, a prescindere dal loro valore assoluto. Non è un'idea per forza sbagliata. Gli esiti però gli han dato torto. A volte succede così: utilizzi gli stessi ingredienti della volta prima, ma la pietanza riesce peggio. :(
Non vorrei però limitarmi a Bestagno, perché ci sono altre tre assenze importanti. Macchi: a 36 anni ha dimostrato di essere ancora la miglior giocatrice italiana, l'unica vera "top player" europea che abbiamo. Cinili: consacrata dalle finali scudetto, temprata dall'esperienza turca dell'anno precedente. Zandalasini: il talento del futuro, anche se qui sarebbe stato più un investimento a lungo termine che nell'immediato (farle fare esperienza), anche se, in mancanza di guizzi di genio contro Grecia e Turchia, poteva forse garantirne qualcuno lei.
Si dirà: impossibile considerare quelle tre perché Macchi si è ritirata da tempo dall'azzurro, Cinili si è chiamata fuori per impegni estivi inderogabili, Zanda aveva la maturità, come dice pure il sito Fiba: "Cecilia Zandalasini is one of the best young players in Europe and she could have made a splash at the tournament, but is staying home instead so she can focus on her studies".
Nondimeno fa male. C'erano di mezzo le Olimpiadi; forse non era granché sentita la questione, ma poi è inutile che ai piani alti si pianga l'assenza del basket dai Giochi, se la miglior giocatrice latita, la numero 2 o 3 può dire ciao a 26 anni, e se una maturità non si può fare da privatista quando ci sono le Olimpiadi da inseguire. Il traguardo delle Olimpiadi non vale un mese in più d'impegno a fine stagione? Evidentemente no. Che vuoi che sia: manchiamo da soli 19 anni ai Giochi, da 21 ai Mondiali.
4) La debolezza di fondo. Manca anche una naturalizzata di spessore. Ormai quasi tutte le migliori (virtuosa eccezione la Grecia) sono "bombate" da un'americana da quintetto; la nostra naturalizzata ha giocato solo uno scampolo. E' davvero impossibile elargire un passaporto italiano a una straniera di livello internazionale? Com'è che in altri sport (rugby su tutti) i naturalizzati pullulano? Petrucci, che smuove mari e monti, provveda perché c'è un'emergenza nazionale da risolvere: la conclamata impossibilità (attuale, perché in passato non era così) della razza italica di produrre una lunga vera per il basket, tant'è vero che Ress è di etnia più germanica che nostrana, Laterza è di sangue italiano ma cresciuta a suon di hamburger in America, Formica è di madre bulgara, e il nostro reparto-lunghe è finito lì. :ics:
Ripetiamo, c'era l'occasione di passare il turno e l'abbiamo mancata; però (senza dimenticare pure l'auto-esilio delle nostre squadre dalle coppe europee, tranne Schio e quest'ultimo anno in parte Venezia) giochiamo a handicap rispetto alle concorrenti. Anche se paesi come il Montenegro, la Grecia, la Bielorussia potrebbero replicare: "Ma che volete, che avete 60 milioni d'abitanti e non riuscite a tirar fuori una nazionale più forte della nostra?".
Ecco, appunto: la causa contingente dell'eliminazione è la brutta prova con la Grecia, pure la malasorte se proprio vogliamo; la causa di fondo è che essendo mediocri, a volte ci può andar bene ma non abbiamo un livello minimo garantito, siamo in balia degli eventi, delle oscillazioni nostre e del destino.
Non volendoci abbandonare al catastrofismo, in chiusura, potremmo ritenere che, in questi anni, valiamo a livello senior quanto valevano le nostre annate dall'84 al '91 a livello giovanile, cioè pochino; mentre nel prossimo futuro diventeranno mature le classi dal '92 in poi, che hanno siglato il nostro ritorno in auge nelle competizioni "under" e potrebbero replicare i successi tra le senior. Ma è lecito dubitare che ciò avvenga automaticamente.

Nella foto: il pianto di Masciadri è il pianto di una generazione senza gioie a livello internazionale. Il dubbio è se abbiamo fatto tutto il possibile per evitarlo.