Martedì 23/6 – Non avevamo ancora detto nulla del trofeo Bulgheroni, concluso sabato 20 a Bormio: piccolo "trofeo delle Regioni" per le 13enni, prima indicazione su come potrebbero essere le gerarchie a livello giovanile nei prossimi anni, anche se l'età è troppo verde per avere una fotografia attendibile come al "Regioni" vero. Vince comunque la Lombardia, 87-49 in finale sull'Emilia Romagna, facendo pensare che dopo alcune annate di appannamento, seguite alle sontuose '95-96, possa riconquistare la supremazia. E' una compagine che abbina tecnica e fisico, dettaglio non trascurabile. Da notare però che la semifinale contro il Veneto era stata più equilibrata: 55-50 con le suddite del doge anche in vantaggio. Brillano i talenti di Costamasnaga, già protagoniste alle finali nazionali U15: Allevi, Balossi e Discacciati hanno totalizzato 55 punti in finale, più dell'intero team tortellino.
Mercoledì 24/6 – Al via la zumba dei quarti di finale all'Europeo. Si passa a Budapest, c'è qualche anima in più sulle tribune, anche se sembrano tutti tifosi delle nazionali impegnate: il coinvolgimento dei nativi, diciamo così, è alquanto deficitario.
Ma parliamo di chi c'è. Turchia-Serbia, piatto subito forte fra due squadre almeno da semifinale. Ed è una sorpresa almeno parziale la vittoria delle slave, arrivate come quarte, rispetto alle islamiche prime nel loro girone di seconda fase. Ma avevamo già rilevato come alcuni piazzamenti fossero frutto di circostanze più che di reali valori; questo era uno dei casi.
Frizzante inizio della Serbia, la cui idea appare subito quella di impedire alla temibile difesa turca di schierarsi e addormentare i ritmi, cosa che era ben riuscita alle discendenti di Kemal Ataturk contro la Francia. Il punto di forza delle serbe è di avere formidabili esterne, dove invece la Turchia è diventata (perché non lo era gli anni scorsi) mediocre; una volta limitata Yilmaz, i numeri di Sanders (25 punti alla fine, con 9/10 più 11 falli subiti e 10 rimbalzi: una vera… americana per la squadra) diventavano fini a se stessi. Nei primi due quarti, però, la suddetta coppia tiene perfettamente in partita le mezzelune: parziali 18-18, 27-28 con sorpasso serbo in dirittura d'arrivo su contropiede.
La svolta nel 3° quarto: dopo i 10 punti nel secondo, la Serbia qui ne fa 26. Un ciclone di dinamismo, penetrazioni e tiri dalla media s'abbatte sulle turche, improvvisamente messe a nudo nella loro legnosità e mancanza d'alternative a Yilmaz e Sanders, peraltro anch'esse a disagio contro le più agili Page e Milovanovic, le quali confezionano un contropiede con assist dietro la schiena della seconda per la prima, fermata con un antisportivo. La Turchia si rifugia a zona ma la Serbia bombarda con le due Dabovic e Milovanovic. E quando sbaglia, spesso sul rimbalzo lungo le prime ad avventarsi sono le slave. Incredibile come la partita si spacchi in pochi minuti: 38-54 a fine 3° quarto.
Le suddite di Erdogan non possono farsi sbattere fuori così brutalmente e infatti reagiscono. Sanders domina in area, le semi-asiatiche si riavvicinano a -7. La Serbia però riesce a stabilizzare lo scarto intorno a quella quota entrando negli ultimi 3'. E lì risolve un'indemoniata Ana Dabovic, la mora delle due sorelle: tripla-capolavoro per il +13 a 1' dalla fine, poi è talmente spiritata che segna pure da 10 metri allo scadere tirando tanto per scagliar la palla a giochi fatti (63-75).
31 punti per lei (6/11 da 2 e 4/8 da 3), contro cui la Turchia - squadra difensiva per eccellenza - non ha trovato il minimo antidoto. E concedendo 19 rimbalzi in attacco ha sciupato il 53% al tiro contro il 39% serbo.Quindi, dopo 2 edizioni a medaglia, becco asciutto per le ottomane, anche se resta il Preolimpico da conquistare: sfortunate a vincere il girone per trovarsi una bestiaccia come la Serbia nei quarti, ma come dicevamo sono emerse pecche in precedenza mascherate. E se Sanders è un indiscusso valore aggiunto, le altre sono parse delegare troppo a lei, almeno in quest'occasione, finendo per scomparire.
Mercoledì 24/6 – Serata con Lituania-Bielorussia, il quarto delle outsiders, la grande occasione per entrambe. Il livello di giuoco è sensibilmente più basso che nel nobile Serbia-Turchia. La Bielorussia viene da 3 sconfitte nella seconda fase, la Lituania da 3 vittorie; ma anche in questo caso si dimostrano indicazioni effimere. Le baltiche, ammirate per la verve offensiva e la faccia tosta, sono visibilmente contratte, pastrocchiano atrocemente in fase di possesso palla, e le avversarie sono preparate a negar loro le beneamate triple. Senza far nulla di clamoroso, ma con la solita buona applicazione e 5 giocatrici in doppia cifra (tra cui non il totem Leuchanka, appannato), la Bielorussia prende il largo (+15 al 18') e all'intervallo si è su un 19-33 che denuncia la sterilità lituana.
Addirittura +19 a inizio ripresa. Occhio però che le gialloverdi si sono già distinte per clamorose rimonte. E anche stavolta toccare il fondo fa scattare qualcosa nelle lituane, che improvvisamente diventano più ficcanti in penetrazione (mentre prima giravano al largo dall'area) e danno buone palle dentro. Un parziale di 13-0 riapre la partita. La Bielorussia tampona la falla tenendo un 43-51 al 30'.
Tegola per la Bielorussia a inizio ultimo quarto: 4° fallo di Leuchanka. Ma non è tanto la pivottona Petronyte (solo 10' in campo, mal di schiena) ad approfittarne, quanto le esterne, che penetrano a raffica, segnatamente con Nacickaite, la leader offensiva lituana che aveva iniziato malissimo. Un altro parziale, 7-0, spaventa le biancorusse (53-58 a 2'30" dalla fine), che gestiscono in maniera poco lucida. Sembra però che quando Verameyenka, ben servita in taglio, segna il 55-62 a poco più di 1', sia davvero finita. Il forcing lituano porta però Nacickaite (7 punti nell'ultimo minuto) a insaccare la tripla del 66-68. E Snytsina scaglia direttamente fuori un "lancio baseball" su rimessa da fondo!
Quindi palla alla Lituania in zona d'attacco con 2" sul cronometro. Sarebbe pazzesco se l'esito si ribaltasse senza che le baltiche fossero state a contatto nei 39'58" precedenti. Ma se non altro c'è un po' di logica alla fine di questa non eccelsa partita: la difesa bielorussa "mura" il tentativo lituano da sotto e quindi sono le suddite di Lukashenko a sfruttare il grande regalo del tabellone: loro in semifinale e la Turchia (più una tra Francia e Russia) fuori. Lusso sfrenato, ma gli Europei sono metafora della vita e la vita è fatta di occasioni da cogliere.
Giovedì 25/6 – Elena! Oh, Elena!
Nella foto: l'urlo di Delle Donne terrorizza la Wnba.





