Sabato 6/6 - Ben più attesa della lista degli Impresentabili di Rosy Bindi, ecco la lista delle Presentabili di Ricchini,
cioè le alfiere con cui ci presenteremo all'Europeo in Romania sperando che Dio ce la mandi buona, ovvero che, come 2 anni fa, le nostre sappiano andare oltre i loro limiti e che la sorte (che peraltro alla fine ci tradì sul più bello) dia una mano a passare i primi scogli.
Importante notare che ben 9 giocatrici c'erano già 2 anni or sono, quando invece fu il primo Europeo del nuovo corso: se quello fu un momento di semina, questo potrebbe esserlo del raccolto, anche se non bisogna dar per scontato che quando le cose ti vengono bene a sorpresa, poi riesci a ripeterti con gli stessi ingredienti. Con quelle avversarie del girone (Bielorussia, Grecia, Polonia, Turchia) potremmo perderle tutte come vincerne anche 3 su 4; far pronostici è come prevedere se un dado rotolerà sul pari o sul dispari. La fiducia nello staff tecnico c'è, la coesione del gruppo e l'umiltà/combattività (= consapevoli dei propri limiti ma non rassegnati a far da agnelli) anche.
Domenica 7/6 - Sesto posto per il quartetto azzurro al Mondiale 3 contro 3 under 18 in Ungheria. Le nostre, seconde nel girone con 4 vinte e una sola sconfitta con gli Usa (le quali hanno spaccato tutto sino però a perdere in finale con la Francia), hanno superato gli ottavi con la Nuova Zelanda ma si sono infrante nei quarti sulle padrone di casa magiare (5-10 il punteggio).
Vabbè, un evento che si può archiviare senza troppi ricami, ma dato che la volta scorsa parlavamo dell'elaborato processo di selezione delle nostre, è interessante che la statura delle nostre 4 rappresentanti era molto omogenea (tra i 182 di Ciavarella e i 186 di Valente). Ipotizzo che, man mano che il 3 vs 3 prende piede, vi sia un approccio più scientifico e che quindi si sia analizzato che il tipo di giocatrice che funziona meglio in quel particolare basket è un'ala di buona statura ma non troppa. Non so però quanto la disciplina possa crescere sino a diventare realmente seria.
Domenica 7/6 - Il weekend è denso. Sono iniziate le finali nazionali Under 17, ultime di quest'anno. Sembra che lo scudetto sia già prenotato da Venezia, che in effetti ha una batteria di '98-99 (già tricolori chi U15 chi U17 lo scorso anno; alcune ambo) impressionante, per di più con le lunghe "vere" che nel panorama nazionale sono merce rarissima, anche se vedremo la 2000 sensazione Madera con Livorno. Ma la tagliuola dell'eliminazione diretta non è scontata per nessuno. La prima giornata ha prodotto un interessante equilibrio dietro il bulldozer reyerino, ad esempio S. Martino ha piegato in volata il Geas. Buone credenziali per Biassono e Moncalieri.
Domenica 7/6 - Quale follia può spingere a fare un'ora di macchina (di sola andata) per seppellirsi nell'infernale canicola della palestra di Pieve Fissiraga, provincia di Lodi, in una campagna frastagliata da capannoni e solcata da autostrade e stradone provinciali che corrono via, saggiamente, verso il sud e il mare?
Eppure l'impulso era irresistibile. C'era il derby d'Italia, Geas-Sanga, per il titolo regionale Under 13. Le due rivali, più acerrime del Panathinaikos e dell'Olympiacos in Grecia, avevano infatti vinto le rispettive due partite dei primi due giorni di finale. Al torneo di Usmate, la settimana prima, si erano scontrate due volte con esito alterno. Nessuna sconfitta in partite ufficiali per il Geas, una sola per il Sanga.
C'erano insomma i presupposti per una battaglia incerta fra le migliori due squadre dell'anno, anche se bisogna ricordare che Giorgia Balossi e le altre top 2002 di Costa (vice-campioni nazionali al Join) non hanno giocato in questa categoria, e il team lecchese è caduto a sorpresa contro Bresso (una delle due outsiders di questa finale regionale insieme a Usmate) dopo aver stravinto tutte le partite di 50 punti e oltre. Peraltro anche il Geas ha un paio di 2002 quotate, Macalli e Panzera, che non hanno militato in U13.
Curiosamente, il trono era... vacante perché, dopo il titolo del Sanga nel 2013, lo scorso anno, in via sperimentale, le finali regionali non si erano giocate. Ma era piaciuto a pochi, ci pare: giocavi tutto l'anno e poi, puff, finiva lì: nessuno vinceva, nessuno perdeva. Meglio il ripristino.
E quindi siamo qua, "col cuore in pole position" (diceva un'antica pubblicità), per vedere chi di queste ragazze coglierà il primo grande alloro della propria carriera. Le due squadre, allenate da Big Renata Salvestrini l'una e Lorena Villa l'altra (quest'ultima, curiosità, ha in campo la figlia che è anche nipote di quel Fabio Guidoni che allenò il Geas campione d'Europa '78),
Il giuoco è a viso aperto e istintivo com'è normale a questa età; tanti falli, tiri a raffica con raggio massimo intorno ai 3 metri, o meglio ci si prova anche da più lontano ma è quasi sempre ferro; embrioni di giochi di squadra (interessante cogliere l'evoluzione rispetto alle Gazzelle che avevamo visto la settimana prima); energie residue da spendere alla terza partita in 3 giorni, per giunta nella sauna infernale di cui sopra.
E chi più corre più gode, almeno stavolta. Il Geas è più strutturato per farlo. Fatica a difesa schierata contro i centimetri del Sanga, ma in compenso corre, pressa, ruba, s'incunea. Le palle perse diventano rapidamente una piaga per quelle del capoluogo: impossibile contarle, ma 40 non è una cifra per eccesso.
Infatti il vantaggio del Geas si fa subito consistente: 10-2, poi 20-6 al 10' con l'impatto immediato di Merisio, migliore in campo, una playmakeruccia biondina del 2003, che segna i suoi primi 5 tiri e fa 12 punti nel solo 1° quarto. C'è poi una reazione del Sanga, dove si sbatte con generosità la lunga Delihasanovic, figlia d'immigrati bosniaci; nel frangente in cui limita le palle perse, l'attacco "orange" produce un riavvicinamento a -7 (22-15) con l'ala Marcandalli, ma qualche occasione sprecata per il -5 ridà fiato al Geas che riaffonda i colpi, sempre da sotto. Si arriva a 31-13 prima che le lunghe Sanga mettano una pezza con 4 punti nella stessa azione (canestro, aggiuntivo sbagliato, rimbalzo in attacco e canestro). Quindi 31-17 all'intervallo.
In queste categorie, mi spiegano gli esperti del settore, i vantaggi si creano e si distruggono in un amen; quindi lo scarto potrebbe essere recuperabile; ma non avviene. Sul sito Geas, Salvestrini parla di zona del Sanga nella ripresa; dal Sanga smentiscono; a me è parsa una uomo meno appiccicata, soprattutto con le lunghe: schermaglia interessante
Ormai la sorte è segnata. Tanto più che il Geas in un minuto aggiunge un ulteriore 7-0 in avvio di ultimo quarto con una nuova gragnuola di recuperi: 49-26. Il Sanga potrà solo, con orgoglio, rendere onorevole il passivo finale (56-45). Merisio top scorer con 19 punti, Bellini e Matteucci 9 per le neo-campioni; per il Sanga 13 di Veronesi, 12 di Delihasanovic, 9 di Marcandalli. Bello vedere la gioia genuina delle trionfatrici (quarto titolo regionale della stagione per il Geas, compreso il Join U14; e mancano ancora le finali U14...), ma sorridono anche le sconfitte. Qualcuna farà strada, qualcuna no, ma di questa giornata si ricorderanno sempre.
Nella foto: il Geas campione lombardo Under 13.

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